More stories

  • in

    Camorra a Roma: 28 arresti. C’è anche il boss Michele Senese o’ pazzo

    Cronache » Primo Piano » Camorra a Roma: 28 arresti. C’è anche il boss Michele Senese o’ pazzo

    Primo Piano

    Pubblicato
    38 minuti fa circa (08:41)
    il
    1 Dicembre 2020

    foto di repertorio

    Camorra a Roma: 28 arresti. C’è anche il boss Michele Senese o’ pazzo.
    Dalle prime luci del giorno, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, nel Lazio, in Campania e in Veneto, stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, che dispone l’arresto per 28 persone ritenute appartenenti ad un’organizzazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e, a vario titolo, di estorsione, detenzione e porto illegale di armi, lesioni personali gravissime, tentato omicidio, trasferimento fraudolento di valori, reati, per la maggior parte, aggravati dal metodo mafioso.

    Il provvedimento trae origine dall’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma che ha consentito di ricostruire l’operatività, in Roma, di un cartello della droga, capeggiato dal noto Michele Senese, anch’egli destinatario della misura cautelare, sotto la cui egida operavano distinti gruppi dediti al traffico di sostanze stupefacenti, individuandone gli assetti verticistici, i sodali e i pusher. In seno a uno di questi gruppi operava anche Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik,  ucciso in un agguato a Roma il 7 agosto del 2019.
    Michele Senese,è attualmente detenuto nel carcere Catanzaro. Michele ‘o pazzo sta scontando, infatti, una condanna come mandante dell’omicidio del boss della Maranella Giuseppe Carlino. Il gruppo Senese è storicamente legato al clan Moccia di Afragola. Però si è insediato a Roma dagli anni ’80. Negli anni si è affermato come tra i più potenti gruppi criminali della Capitale, principalmente coinvolta dalla gestione delle piazze di spaccio di droga al riciclaggio.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:Camorra, colpo alla famiglia Senese: 28 arresti e sequestro beni per 15 milioni di euro
    Ecco come i Senese, legati ai Moccia, gestivano gli affari a Roma e al Nord. TUTTI I NOMI
    Il blitz dei carabinieri e’ scattato all’alba nel Lazio, in Campania e in Veneto. I militari stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, che dispone l’arresto per le 28 persone. Il provvedimento trae origine da un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma che ha ricostruito l’operativita’ a Roma di un cartello della droga, capeggiato dal noto Michele Senese, anche lui destinatario della misura cautelare, sotto la cui egida operavano distinti gruppi dediti al traffico di sostanze stupefacenti, individuando gli assetti verticistici, i sodali e i pusher.

    Articolo Successivo
    Covid, positivo il campione di F1, Lewis Hamilton

    Da non perdere
    Oroscopo di oggi la giornata segno per segno

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Primo Piano

    Pubblicato
    13 ore fa
    il
    30 Novembre 2020

    foto di repertorio

    Napoli, annuncia il suicidio via social: 39enne salvata dalla polizia.
    Aveva annunciato sui social di aver assunto una grossa quantita’ di farmaci con l’intento di porre fine alla propria vita a causa di problemi economici. Scattato l’allarme grazie ad alcune segnalazioni, gli agenti della polizia postale sono riusciti a risalire all’identita’ della donna e a raggiungere in tempo la sua abitazione.
    Il fatto e’ accaduto a Napoli. Protagonista una 39enne che ha pubblicato su un social post col quale chiedeva aiuto e affermava di aver assunto una grossa quantita’ di farmaci con l’intento di farla finita. Gli accertamenti informatici sul profilo hanno consentito di accertare l’identita’ della donna.
    Gli agenti della Polizia Postale di Napoli, coordinati dal vicequestore Maria Rosaria Romano, hanno raggiunto l’abitazione della donna. Era distesa sul letto in stato di incoscienza, dovuto proprio all’assunzione di una grande quantita’ di ansiolitici. Allertato il 118, e’ stata successivamente soccorsa ed ora e’ fuori pericolo. La donna ha poi detto di essere esasperata a causa di problemi economici.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    Omicidio stradale: condannato a 4 anni il tifoso del Napoli, Fabio Manduca

    Cronache » Flash News » Omicidio stradale: condannato a 4 anni il tifoso del Napoli, Fabio Manduca foto di repertorio <![CDATA[]]> Il gup di Milano Carlo Ottone De Marchi ha condannato a quattro anni di carcere per omicidio stradale Fabio Manduca. L’ultra’ napoletano era accusato nel processo che si è svolto con rito abbreviato di […] LEGGI TUTTO

  • in

    Omicidio stradale: condannato a 4 anni il tifoso del Napoli, Fabio Manduca

    Cronache » Flash News » Omicidio stradale: condannato a 4 anni il tifoso del Napoli, Fabio Manduca

    Flash News

    Pubblicato
    22 minuti fa circa (12:07)
    il
    30 Novembre 2020

    foto di repertorio

    Il gup di Milano Carlo Ottone De Marchi ha condannato a quattro anni di carcere per omicidio stradale Fabio Manduca.

    L’ultra’ napoletano era accusato nel processo che si è svolto con rito abbreviato di aver travolto e ucciso con il proprio Suv Daniele Belardinelli, ultra’ del Varese morto negli scontri del 26 dicembre 2018, poco lontano dallo stadio di San Siro prima della partita fra Inter e Napoli. Per il quarantenne Manduca, assistito dall’avvocato Eugenio Briatico, i pm di Milano Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri avevano chiesto 16 anni di carcere per omicidio volontario col cosiddetto ‘dolo eventuale’. Tra 15 giorni le motivazioni della sentenza.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Ultrà dell’Inter ucciso: chiesti 18 anni di carcere per il napoletano Fabio Manduca
    Tifoso dell’Inter ucciso, Manduca: ‘Non ho investito nessuno’
    Manduca era in aula per la lettura della sentenza. A Manduca e’ stata ritirata la patente e il gup ha inoltre disposto che siano liquidate con 80mila euro in via provvisionale le parti civili, la mamma di Belardinelli, la moglie e la figlia maggiore.“La sentenza ha quanto meno dimostrato che non c’era volontarietà nell’azione del Manduca Le aspettative sono state raggiunte”. Così Eugenio Briatico, legale di Fabio Manduca, commenta la sentenza dell’ultrà napoletano imputato con rito abbreviato per aver travolto e ucciso con il proprio suv Daniele Belardinelli, l’ultrà del Varese morto negli scontri del 26 dicembre 2018, poco lontano dallo stadio di San Siro prima della partita fra Inter e Napoli. Il giudice ha riqualificato il reato da omicidio volontario con dolo eventuale a omicidio stradale, condannandolo a 4 anni – “il gup ha riconosciuto attenuanti equivalenti alla contestata recidiva legata ad alcuni precedenti ma non specifici” – non a 16 anni come chiesto dall’accusa. “Manduca era in aula, era contento, soddisfatto del lavoro fatto. Aspettiamo il deposito delle motivazioni fra 15 giorni e poi decideremo eventualmente una modifica della misura dei domiciliari. Non è una sentenza definitiva, però, è una sentenza di 4 anni di cui ha già scontato 17 mesi”, conclude l’avvocato Briatico.

    Articolo Successivo
    Maradona: Marchesi, Cabrini sbaglia, Diego poteva stare a Napoli

    Da non perdere
    Benevento, Inzaghi: ‘La salvezza e’ il nostro scudetto’

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Flash News

    Pubblicato
    3 ore fa
    il
    30 Novembre 2020

    foto da rai sport

    Il medico personale di Diego Maradona, Leopoldo Luque, si e’ difeso, in lacrime durante una conferenza stampa, dalle accuse di negligenza nelle cure del calciatore morto mercoledi’ all’eta’ di 60 anni.
    La procura argentina ha aperto un’indagine per omicidio colposo e tra i principali indiziati vi e’ il medico 39enne che lo aveva operato un paio di settimane prima del decesso. “Volete sapere di cosa sono responsabile?”, ha chiesto Luque tra i singhiozzi. “Di averlo amato, di essermi preso cura di lui, di avergli allungato la vita, di averla migliorata fino in fondo”. Luque ha detto di aver fatto “tutto quello che poteva, fino all’impossibile” e si considerava un “amico” di Maradona e lo vedeva “come un padre, non come un paziente”. Il giovane chirurgo, titolare di una clinica a Buenos Aires, aveva pubblicato una sua foto con Maradona quando l’ex giocatore aveva lasciato l’ospedale il 12 novembre, otto giorni dopo l’intervento di rimozione di un edema al cervello.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Il medico di Maradona accusato di omicidio colposo
    Maradona e’ tornato a casa a Tigre, a nord della capitale argentina, dove ha ricevuto cure mediche 24 ore su 24 e poteva rimanere vicino alle sue figlie. “Sarebbe dovuto andare in un centro di riabilitazione. Non voleva”, ha detto Luque che ha definito Maradona un paziente “ingestibile”. Luque ha poi spiegato di non sapere perche’ non ci fosse il defibrillatore da usare in caso di crisi cardiaca nella casa di Maradona e ha chiarito che l’assistenza domiciliare non era sua responsabilita’.

    “Sono un neurochirurgo”, ha sottolineato. “Sono la persona che si e’ presa cura di lui. Sono orgoglioso di tutto quello che ho fatto. Non ho nulla da nascondere. Sono a disposizione della giustizia”, ha insistito. L’avvocato di Maradona, Matias Morla, aveva chiesto un’indagine sulle affermazioni secondo cui le ambulanze hanno impiegato piu’ di mezz’ora per raggiungere la casa del mito del calcio in risposta a una chiamata di emergenza il giorno della sua morte. Luque ha affermato che un’ambulanza avrebbe dovuto essere parcheggiata li’ fuori. “Non so chi sia responsabile del fatto che non ci fosse un’ambulanza”, ha affermato.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    Da Napoli a Roma per riscuotere un debito: accoltellato. Arrestato l’aggressore

    Cronache » Primo Piano » Da Napoli a Roma per riscuotere un debito: accoltellato. Arrestato l’aggressore

    Primo Piano

    Pubblicato
    3 giorni fa circa (09:05)
    il
    28 Novembre 2020

    foto di repertorio

    Da Napoli a Roma per riscuotere un debito: accoltellato. Arrestato l’aggressore.
    Un 60enne originario della provincia di Potenza, ma da tempo residente a Roma, incensurato, è stato arrestato nella notte, dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma piazza Dante con l’accusa di lesioni personali aggravate. L’uomo, gestore di un B&B di via Luzzatti, ha avuto una furiosa discussione con il titolare dell’attività ricettiva – un 55enne di Napoli – che era appositamente arrivato nella Capitale accompagnato dal figlio 24enne per risolvere un debito,  contratto dal 60enne per fronteggiare delle improvvise spese di gestione del B&B, e mai saldato.

    La discussione è degenerata in lite, nel corso della quale il gestore ha afferrato un paio di forbici e ha colpito il suo antagonista. All’arrivo dei sanitari del “118”, la vittima ha, dapprima, riferito di essere stato accoltellato da una persona presente nella struttura ricettiva, poi, considerata la delicata situazione, ha ritrattato la versione e, d’accordo con il suo antagonista, ha detto di essere caduto dalle scale. Nel frattempo, il 55enne è stato trasportato all’ospedale “San Giovanni Addolorata” dove gli sono state diagnosticate ferite da taglio non profonde al torace, a un braccio e al volto, ottenendo una prognosi di 15 giorni.
    Il personale del “118” ha immediatamente contattato i Carabinieri: i militari, arrivati sul posto insieme alla Sezione Rilievi dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci, hanno messo alle strette i protagonisti della vicenda che, dopo svariati tentativi di depistaggio, hanno raccontato la vera dinamica dei fatti, facendo ritrovare anche l’arma da taglio – una paio di forbici – con cui il 60enne aveva colpito il proprietario del B&B, nascoste nel cortile prima dell’arrivo degli operatori sanitari e dei militari. Alla fine, il gestore del B&B è stato arrestato, mentre padre e figlio sono stati sanzionati per aver violato le norme di contenimento della diffusione del Covid-19, essendosi spostati da una regione classificata “Rossa” a una “Gialla” senza giustificato motivo.

    Articolo Successivo
    Maradona, Zoff: ‘Il più grande di tutti i tempi, il più memorabile artista’

    Da non perdere
    Lavoratori in nero, senza protezioni, con reddito di cittadinanza, 9 imprenditori denunciati tra Napoli e provincia

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Primo Piano

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    30 Novembre 2020

    foto di repertorio

    Napoli, annuncia il suicidio via social: 39enne salvata dalla polizia.
    Aveva annunciato sui social di aver assunto una grossa quantita’ di farmaci con l’intento di porre fine alla propria vita a causa di problemi economici. Scattato l’allarme grazie ad alcune segnalazioni, gli agenti della polizia postale sono riusciti a risalire all’identita’ della donna e a raggiungere in tempo la sua abitazione.
    Il fatto e’ accaduto a Napoli. Protagonista una 39enne che ha pubblicato su un social post col quale chiedeva aiuto e affermava di aver assunto una grossa quantita’ di farmaci con l’intento di farla finita. Gli accertamenti informatici sul profilo hanno consentito di accertare l’identita’ della donna.
    Gli agenti della Polizia Postale di Napoli, coordinati dal vicequestore Maria Rosaria Romano, hanno raggiunto l’abitazione della donna. Era distesa sul letto in stato di incoscienza, dovuto proprio all’assunzione di una grande quantita’ di ansiolitici. Allertato il 118, e’ stata successivamente soccorsa ed ora e’ fuori pericolo. La donna ha poi detto di essere esasperata a causa di problemi economici.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    Da Napoli a Roma per riscuotere un debito: accoltellato. Arrestato l’aggressore

    Cronache » Primo Piano » Da Napoli a Roma per riscuotere un debito: accoltellato. Arrestato l’aggressore

    Cronaca

    PUBBLICITA

    Pubblicato
    1 ora fa circa (09:05)
    il
    28 Novembre 2020

    foto di repertorio

    PUBBLICITA

    Da Napoli a Roma per riscuotere un debito: accoltellato. Arrestato l’aggressore.

    Un 60enne originario della provincia di Potenza, ma da tempo residente a Roma, incensurato, è stato arrestato nella notte, dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma piazza Dante con l’accusa di lesioni personali aggravate. L’uomo, gestore di un B&B di via Luzzatti, ha avuto una furiosa discussione con il titolare dell’attività ricettiva – un 55enne di Napoli – che era appositamente arrivato nella Capitale accompagnato dal figlio 24enne per risolvere un debito,  contratto dal 60enne per fronteggiare delle improvvise spese di gestione del B&B, e mai saldato.
    La discussione è degenerata in lite, nel corso della quale il gestore ha afferrato un paio di forbici e ha colpito il suo antagonista. All’arrivo dei sanitari del “118”, la vittima ha, dapprima, riferito di essere stato accoltellato da una persona presente nella struttura ricettiva, poi, considerata la delicata situazione, ha ritrattato la versione e, d’accordo con il suo antagonista, ha detto di essere caduto dalle scale. Nel frattempo, il 55enne è stato trasportato all’ospedale “San Giovanni Addolorata” dove gli sono state diagnosticate ferite da taglio non profonde al torace, a un braccio e al volto, ottenendo una prognosi di 15 giorni.
    Il personale del “118” ha immediatamente contattato i Carabinieri: i militari, arrivati sul posto insieme alla Sezione Rilievi dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci, hanno messo alle strette i protagonisti della vicenda che, dopo svariati tentativi di depistaggio, hanno raccontato la vera dinamica dei fatti, facendo ritrovare anche l’arma da taglio – una paio di forbici – con cui il 60enne aveva colpito il proprietario del B&B, nascoste nel cortile prima dell’arrivo degli operatori sanitari e dei militari. Alla fine, il gestore del B&B è stato arrestato, mentre padre e figlio sono stati sanzionati per aver violato le norme di contenimento della diffusione del Covid-19, essendosi spostati da una regione classificata “Rossa” a una “Gialla” senza giustificato motivo.

    Articolo Successivo
    Maradona, Zoff: ‘Il più grande di tutti i tempi, il più memorabile artista’

    Da non perdere
    Lavoratori in nero, senza protezioni, con reddito di cittadinanza, 9 imprenditori denunciati tra Napoli e provincia

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Cronaca

    Pubblicato
    1 ora fa
    il
    28 Novembre 2020

    foto di repertorio

    Sicurezza sul lavoro tra Napoli e la provincia. Controlli dei carabinieri: 9 imprenditori denunciati. Lavoratori in nero, senza protezioni, con reddito di cittadinanza
    Serrati i controlli dei Carabinieri del Gruppo Tutela del lavoro che, insieme a quelli del Comando Provinciale di Napoli, sono stati impegnati nel contrasto al lavoro sommerso e nella verifica della corretta applicazione delle leggi sulla sicurezza nei cantieri edili. 9 gli imprenditori denunciati nell’ultima settimana, tutti della provincia partenopea e titolari di imprese edili affidatarie di lavori di ristrutturazione e costruzione.
    Imprese di Casoria, Pomigliano D’Arco, Casalnuovo di Napoli, Giugliano in Campania, Quarto, Monte di Procida e Striano: tutte risultate irregolari. Dei 23 lavoratori complessivamente identificati, 9 non rispettavano la normativa antinfortunistica, 4 erano “in nero” e 1 di questi percettore indebito del reddito di cittadinanza.
    Le sanzioni applicate hanno superato i 75mila euro. 2 i provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale per altrettante ditte.Non sono mancate le sanzioni per violazioni alla normativa anti-contagio: 3 lavoratori non indossavano i dpi.

    Continua a leggere

    Calcio Napoli

    Pubblicato
    11 ore fa
    il
    27 Novembre 2020

    Maradona, una delegazione della Roma guidata da Bruno Conti porterà una corona di fiori al murales dei Quartieri.
    Non solo le iniziative della Lega Serie A per Maradona. La Roma ha pensato di omaggiare l’ex dieci del Napoli in occasione della sfida di domenica inviando una propria delegazione ai Quartieri Spagnoli, per deporre una corona di fiori sotto al murales dedicato a Diego. A “capo” della delegazione nelle prossime ore ci sara’ Bruno Conti che non appena saputo della morte di Maradona e’ stato tra i primi a esprimere il suo cordoglio.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    Conclusa l’indagine sulla maxi fornitura di mascherine in Lombardia: nei guai due imprenditori

    Cronache » Coronavirus » Conclusa l’indagine sulla maxi fornitura di mascherine in Lombardia: nei guai due imprenditori

    Coronavirus

    Pubblicato
    3 giorni fa circa (17:21)
    il
    27 Novembre 2020

    Milano. La Procura di Milano ha concluso le indagini su una maxi fornitura di mascherine per 7 milioni di euro pagati da Aria Spa, la centrale acquisti della Lombardia, a due imprenditori che nel pieno della prima ondata di pandemia avrebbero dovuto rifornire la regione con mascherine, tute e dispositivi di protezione individuale.É indagato per fronde in pubbliche forniture l’imprenditore Fabio Rosati, titolare della Fitolux Pro srl, una piccola azienda di Castiglione del Lago (Perugia) che si occupa di di commercio di prodotti fitoterapici, integratori e articoli medicali che a febbraio, quando ha ricevuto l’ordine da parte di Aria, non disponeva delle mascherine richieste non aveva modo di procurarle nei tempi richiesti. Stessa ipotesi di reato anche per Alessandra Moglia, amministratrice di Vivendo Pharma Gmbh. A segnalare la mancata consegna del materiale ordinato con procedura d’urgenza (senza gara d’appalto) è stata la stessa Aria, che aveva già fatto i bonifici alle due società nella speranza di vedersi recapitare 2 milioni di mascherine in 24 ore, come hanno raccontato gli stessi imprenditori. A fronte della mancata consegna, gli uomini della Guardia di Finanza coordinati dal pm milanese Luigi Luzi hanno recuperato le somme arrivate sui conti degli imprenditori in tempi ridottissimi. Il titolare della Fitolux Rosati, difeso dall’avvocato Andrea Morini, ha spiegato che era già sul punto di restituire quel denaro pubblico, sapendo che non sarebbe stato in grado di consegnare il materiale richiesto nei tempi indicati.

    Articolo Successivo
    Coronavirus, 28352 nuovi casi in Italia e 827 vittime: record di guariti

    Da non perdere
    Covid in Campania, De Luca: “Pugno di ferro contro buontemponi che nascondono posti in terapia intensiva”

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Attualità

    Pubblicato
    3 ore fa
    il
    30 Novembre 2020

    foto di repertorio

    Covid, altri due infermieri morti: uno in Emilia Romagna e uno in Sicilia.
    “Non conosce tregua il bilancio nefasto di decessi di infermieri dall’inizio di questa pandemia. Con la morte di Sergio, valente professionista bolognese del Sant’Orsola (si tratta della prima morte di un collega nel capoluogo emiliano), di soli 59 anni, e quella di un infermiere catanese di Paternò, 61 anni, avvenuta nell’ospedale di Santissimo Salvatore, sale drammaticamente a 50 il bilancio dei colleghi morti per Covid da febbraio a oggi”.
    Ce lo racconta Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up, che informa anche del calo di contagi che continua a registrarsi in tutta Italia da parte dei professionisti della sanità.
    “Ogni volta che un infermiere in questo anno maledetto perde la vita, una piccola parte di noi se ne va via con lui. Uomini prima che professionisti della sanità, che continuano a sacrificare la propria vita per la salute del prossimo. E non possiamo non chiederci cosa si sarebbe potuto fare per evitare un numero così alto di decessi. Certo la prima fase è stata come una pugnalata alle spalle contro cui è difficile difendersi. Un nemico subdolo, sconosciuto, agguerrito e soprattutto tanti soldati inermi al fronte, esposti in prima linea nella battaglia contro la morte.
    Cosa è cambiato nella seconda ondata? Gli infermieri si sono aggiornati, ahimè però per conto loro perchè di corsi di formazione in estate neanche l’ombra. Ma la disorganizzazione, le croniche carenze di personale, gli screening costanti sul personale sanitario che sono solo eccezioni quando invece dovrebbero essere la regola, stanno aprendo di nuovo uno scenario drammatico, seppur con cifre diverse rispetto all’inizio. Ma quanto accade negli ospedali italiani oggi non crediate sia diverso da ciò che abbiamo visto con la prima ondata.
    Ci arriva nelle ultime ore, infatti, la scabrosa testimonianza di infermieri dell’Ospedale del Mare di Napoli che affermano di non avere più a disposizione tute da indossare e che devono ricorrere, udite udite, a sacchi dell’immondizia. Ci potrebbe in parte consolare il fatto che grazie alle recenti restrizioni i contagi di infermieri sono passati da una media di 500 al giorno a inizio mese, fino a 200 nelle ultime 48 ore.
    Ma se la disorganizzazione continua, noi non ci sentiamo di poter coltivare false speranze, anzi, siamo allarmati e rifiutiamo persino il pensiero di dover lottare di nuovo senza armi. Per questo in Emilia Romagna, già questa mattina, a Rimini, scendiamo in piazza ancora una volta. Il primo, simbolico, dei tanti flash mob che si terranno in dicembre, per mettere in evidenza che gli infermieri tengono alta la guardia, e per chiedere ai Prefetti di farsi portavoce presso il Governo e le Regioni, che ci hanno riconosciuto l’indennità professionale solo dopo averci costretto a scendere in Piazza e a scioperare per 24 ore , di intervenire presso le aziende sanitarie affinchè le stesse ci garantiscano, in via stabile e continuativa, tutti gli strumenti di protezione necessari per la nostra incolumità, e per assicurare le ulteriori risposte che ci sono state promesse, e senza le quali proseguirà il nostro stato di agitazione.
    Gli infermieri combattono ogni giorno nelle corsie e nelle stanze d’ospedale per tutelare la salute degli italiani. Il nostro sindacato allo stesso modo combatte ogni giorno per sostenere quegli obiettivi che diventano una priorità, alla luce dello sforzo profuso, per reggere un sistema sanitario che senza infermieri sarebbe già un cumulo di macerie”, conclude De Palma.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    Conclusa l’indagine sulla maxi fornitura di mascherine in Lombardia: nei guai due imprenditori

    Cronache » Coronavirus » Conclusa l’indagine sulla maxi fornitura di mascherine in Lombardia: nei guai due imprenditori

    Coronavirus

    Pubblicato
    1 ora fa circa (17:21)
    il
    27 Novembre 2020

    Milano. La Procura di Milano ha concluso le indagini su una maxi fornitura di mascherine per 7 milioni di euro pagati da Aria Spa, la centrale acquisti della Lombardia, a due imprenditori che nel pieno della prima ondata di pandemia avrebbero dovuto rifornire la regione con mascherine, tute e dispositivi di protezione individuale.É indagato per fronde in pubbliche forniture l’imprenditore Fabio Rosati, titolare della Fitolux Pro srl, una piccola azienda di Castiglione del Lago (Perugia) che si occupa di di commercio di prodotti fitoterapici, integratori e articoli medicali che a febbraio, quando ha ricevuto l’ordine da parte di Aria, non disponeva delle mascherine richieste non aveva modo di procurarle nei tempi richiesti. Stessa ipotesi di reato anche per Alessandra Moglia, amministratrice di Vivendo Pharma Gmbh. A segnalare la mancata consegna del materiale ordinato con procedura d’urgenza (senza gara d’appalto) è stata la stessa Aria, che aveva già fatto i bonifici alle due società nella speranza di vedersi recapitare 2 milioni di mascherine in 24 ore, come hanno raccontato gli stessi imprenditori. A fronte della mancata consegna, gli uomini della Guardia di Finanza coordinati dal pm milanese Luigi Luzi hanno recuperato le somme arrivate sui conti degli imprenditori in tempi ridottissimi. Il titolare della Fitolux Rosati, difeso dall’avvocato Andrea Morini, ha spiegato che era già sul punto di restituire quel denaro pubblico, sapendo che non sarebbe stato in grado di consegnare il materiale richiesto nei tempi indicati.

    Articolo Successivo
    Coronavirus, 28352 nuovi casi in Italia e 827 vittime: record di guariti

    Da non perdere
    Covid in Campania, De Luca: “Pugno di ferro contro buontemponi che nascondono posti in terapia intensiva”

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Coronavirus

    Pubblicato
    45 minuti fa
    il
    27 Novembre 2020

    Sale leggermente la curva dei contagi in Campania. Nelle ultime 24 ore, secondo quanto rende noto l’Unita’ di Crisi della Regione Campania, sono 2.924 i positivi – 2650 asintomatici – su 22.301 tamponi esaminati.
    La percentuale positivi-tamponi e’ pari al 13,1%; ieri era pari al 12,6%. Sale a 63 il numero dei decessi: 37 nelle ultime 48 ore e 26 in precedenza ma registrati ieri a seguito di accertamenti. 2.263, invece, le persone guarite. Questo il report posti letto su base regionale: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656; Posti letto di terapia intensiva occupati: 184; Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (posti letto Covid ed offerta privata); Posti letto di degenza occupati: 2.188.
    Questo il bollettino di oggi:Positivi del giorno: 2.924di cui:Asintomatici: 2.650Sintomatici: 274Tamponi del giorno: 22.301Totale positivi: 148.942Totale tamponi: 1.530.803Deceduti: 63 (*)Totale deceduti: 1.546Guariti: 2.263Totale guariti: 43.414* 37 deceduti nelle ultime 48 ore e 26 deceduti in precedenza ma registrati ieri a seguito di accertamentiReport posti letto su base regionale:Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656Posti letto di terapia intensiva occupati: 184Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)Posti letto di degenza occupati: 2.188* Posti letto Covid e Offerta privata

    Continua a leggere

    Coronavirus

    Pubblicato
    53 minuti fa
    il
    27 Novembre 2020

    Sono 28.352 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore. Lo riporta il bollettino del ministero della Salute. Le vittime sono 827. Gli attualmente positivi scendono di 7.952 unita’, mentre i guariti o dimessi sono 35.467. Sono 7.952 gli attuali positivi in meno al Coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore. Il totale è di 787.893 dall’inizio della pandemia.
    Scende il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva: 3782 (-64 rispetto a ieri).I tamponi per il coronavirus sono aumentati nelle ultime 24 ore di 232.711. Lo rende noto il ministero della Salute. Ad oggi sono 21.188.898 i tamponi effettuati, 12.623.390 i singoli casi testati. Ieri i tamponi erano aumentati di 222.803 raggiungendo quota Tamponi: 21.411.701.Sono 35.647 i guariti in Italia dal Coronavirus nelle ultime 24 ore. Il dato supera di oltre 12mila unità quello dei nuovi contagiati. Il totale dei dimessi e dei guariti è di 696.647.
    La regione con piu’ casi è sempre la Lombardia (+5.389), seguita da Veneto (+3.418), Piemonte (+3.149), Campania (+2.924), Lazio (+2.276) ed Emilia Romagna (+2.165). Il totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia, che ha superato ieri il milione e mezzo, si attesta a 1.538.217. In forte crescita i guariti, 35.467 (ieri 24.031), che superano nettamente i nuovi casi odierni. Per questo il numero degli attualmente positivi vira in negativo, -7.952 (ieri +4.148), per un totale di 787.893. Di questi, sono in isolamento domiciliare 750.427 pazienti, 7.534 meno di ieri.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    Latitante napoletano arrestato a Monaco di Baviera: era ricercato per spaccio di droga

    Cronache » Cronaca » Latitante napoletano arrestato a Monaco di Baviera: era ricercato per spaccio di droga

    Cronaca

    Pubblicato
    5 giorni fa circa (11:28)
    il
    18 Novembre 2020

    Spaccio di droga nella provincia di Arezzo: indagato sfugge all’arresto ma viene arrestato a Monaco di Baviera mentre sta per salire su un treno.
    E’ stato arrestato in Germania l’ultimo ricercato dai carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno in provincia di Arezzo che con l’operazione “Ricavo” il 7 ottobre scorso avevano sgominato un sodalizio criminale dedito allo spaccio di ingenti quantitativi di cocaina e marijuana. All’appello mancava solo un catturando, un pregiudicato cinquantenne, originario della provincia di Napoli, che, qualche giorno prima dell’operazione, aveva lasciato il territorio italiano. L’uomo è stato rintracciato e fermato alla stazione centrale di Monaco di Baviera. Già le prime acquisizioni investigative avevano consentito agli investigatori del Nucleo Operativo di acquisire informazioni sulla possibile presenza del catturando in Germania, e di chiedere all’autorità giudiziaria l’emissione di un mandato d’arresto europeo. Inizialmente, si pensava si fosse spostato in una cittadina nei pressi di Francoforte, dove avrebbe provato ad impiantare delle attività economiche. Le successive investigazioni, immediatamente avviate dal Norm della compagnia di San Giovanni Valdarno all’indomani dell’esecuzione dell’operazione ‘Ricavo’, hanno portato ad ulteriori approfondimenti, svolti in cooperazione col collaterale organo di polizia tedesco, grazie al coordinamento del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia. Nulla è stato lasciato al caso, tutte le piste sono state battute dai carabinieri, in costante collegamento con i colleghi dell’Interpol: pedinamenti dei familiari, localizzazione dei telefoni, analisi approfondita dei social network. Giorno dopo giorno, i continui aggiornamenti condivisi tra i carabinieri e i colleghi tedeschi hanno portato a stringere sempre più il cerchio intorno al ricercato. Fino a ieri, quando il 50enne latitante è stato localizzato e arrestato a Monaco di Baviera, presso la stazione centrale. Era da solo, a piedi, e stava aspettando un treno.

    Sono in corso ulteriori approfondimenti d’indagine per capire se il latitante catturato possa essere stato aiutato da qualcuno a sottrarsi alle ricerche degli inquirenti, e se vi fosse qualcuno ad aspettarlo in qualche località, allo stato ignota. Non è noto dove l’uomo fosse diretto, ma, dopo l’intervento della polizia tedesca, la sua prossima fermata sarà in Italia. Sono già state avviate infatti le procedure per la prevista estradizione. L’operazione denominata ‘Ricavo’ (il riferimento è sia agli ingenti proventi dell’attività di spaccio, sia all’omonima località della frazione Levane di Montevarchi, dove era ubicato il quartier generale della consorteria investigata) è l’esito di due anni di indagini, nel corso dei quali i carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno hanno compiuto 11 arresti in flagranza di reato (di cui 5 per spaccio di sostanze stupefacenti, e 6 per furto aggravato). Infine i 9 provvedimenti cautelari emessi dal gip del Tribunale di Arezzo, eseguiti nella notte tra il 6 e il 7 ottobre.

    Articolo Successivo
    Ascii Salerno, il direttore Cernelli: ‘Il nostro impegno per la formazione scolastica’

    Da non perdere
    Perquisizioni a Caivano: pusher blinda il suo covo ma viene scoperto e arrestato

    PUBBLICITA

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    49 minuti fa
    il
    23 Novembre 2020

    Si riteneva vittima delle ”fatture” fatte dalla madre e ieri sera, per mettere fine a queste ”scemita”’ – come le ha piu’ volte definite nell’interrogatorio davanti al pm Emilio Prisco, alla presenza dell’avvocato difensore Maria Laura Masi – ha preso un cacciavite e ha inferto alla donna una serie ancora imprecisata di colpi.
    Ad agire un uomo di 33 anni, da tempo in cura in un centro psichiatrico e in passato alle prese con problemi legati alla droga e all’alcol. Vittima la mamma, Brunella Cervasi, 55 anni. La tragedia si e’ consumata nella serata di ieri ma, come hanno potuto ricostruire gli agenti del commissariato di polizia di Torre del Greco, agli ordini del primo dirigente Antonietta Andria, solo oggi si e’ avuta contezza di quanto fosse realmente avvenuto nell’appartamento occupato dai due in via dei Remaioli, arteria senza sbocco della piu’ nota via Cesare Battisti. A capire che era accaduto qualcosa di tragico e’ stata la nonna del trentatreenne: il ragazzo, che ha raccontato di essere andato a letto dopo avere ucciso la mamma, e’ sceso stamane in strada e ha incrociato l’anziana, alla quale ha raccontato tutto. La scoperta, le urla, le telefonate alle forze dell’ordine anche da parte dei vicini, i quali credevano che tra mamma e figlio fosse scoppiata una nuova lite.

    Nel mezzo una tragedia dai contorni familiari, l’ennesimo femminicidio a poche ore dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne, prevista per mercoledi’ 25 novembre. Il giovane e’ stato portato via dagli agenti, in un rione che conosceva la sua condizione e sapeva dei frequenti litigi con la madre, dalla quale aveva preso anche il cognome (la donna era infatti ragazza-madre). E alla polizia ha raccontato la sua ossessione: lui, titolare di una pensione di invalidita’, non ammette che questa gli sia stata riconosciuta per i suoi problemi psichiatrici. Agli inquirenti ha detto infatti di essere ”vittima delle fatture della scemita”’ della madre, ”fatture” alle quali ha deciso di dire basta armato di cacciavite. ”Ma ci e’ voluto del tempo per mettere fine a tutto questo” ha detto nell’interrogatorio che ha preceduto il fermo in attesa della convalida del gip. Poi e’ andato a letto e solo a tarda mattinata ha raccontato alla nonna, incontrata per caso, i fatti. Ora per lui inizia un’altra storia: quella legata alla ricerca di una struttura che possa ospitarlo lontano dalla casa dove si e’ consumato l’atroce delitto.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    Colpo al nuovo clan Partenio: 14 misure cautelari tra Avellino e Roma

    Cronache » Attualità » Colpo al nuovo clan Partenio: 14 misure cautelari tra Avellino e Roma

    Attualità

    Pubblicato
    3 ore fa circa (06:47)
    il
    9 Novembre 2020

    Con un’operazione chiamata “Aste ok” i carabinieri di Avellino e la Guardia di Finanza di Napoli, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo partenopea, hanno eseguito tra le province di Avellino e Roma 14 misure coercitive e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni del valore di circa 4 milioni di euro, nei confronti di un’organizzazione malavitosa composta da membri di spicco del “Nuovo clan Partenio”, imprenditori e professionisti.

    Articolo Successivo
    La Procura di Napoli indaga sui posti letto covid in città e sui dati

    Da non perdere
    L’ oroscopo di oggi: la giornata segno per segno

    PUBBLICITA

    Meteo

    Pubblicato
    43 minuti fa
    il
    9 Novembre 2020

    Continua il bel tempo sull’Italia: al Sud fino a 22 gradi.

    Per i prossimi giorni l’Italia sarà interessata da un insistente anticiclone che non sembra aver voglia di abbandonare il Paese. Una delle caratteristiche della sua presenza sarà la nebbia che potrebbe tornare più diffusa e fitta su molte zone pianeggianti del Centro-Nord (specie occidentali). Il sito IlMeteo.it segnala che la presenza dell’anticiclone renderà l’atmosfera decisamente stabile.
    Il bel tempo sarà prevalente anche se il cielo si mostrerà spesso nuvoloso o a tratti molto nuvoloso lungo le coste e sulle zone pianeggianti. Sotto il profilo termico i valori massimi raggiungeranno picchi fino a 20-22 gradi al Centro-Sud (come a Roma, Napoli, Palermo, Taranto), non oltre i 15-16 gradi al Nordest e sulle valli alpine (zone più soleggiate) e qualche grado in meno al Nordovest (settori più interessati da nebbie e nubi basse). L’anticiclone potrebbe indebolirsi temporaneamente tra giovedì e venerdì quando una debole perturbazione atlantica tenterà di raggiungere alcune regioni.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette

    Coronavirus5 giorni fa
    Morto per covid 59enne di Casal di Principe e prof a Torre del Greco. La moglie: ‘Vittima della malasanità’

    Cronaca Napoli3 giorni fa
    Neonato muore nella clinica a Napoli e i familiari danneggiano la struttura

    Attualità2 giorni fa
    Il Covid uccide Stefano D’Orazio, batterista dei Pooh

    Cronaca Giudiziaria6 giorni fa
    Giovane mamma morta dopo il parto a Villa Betania: l’anestesista era stato radiato 5 anni fa LEGGI TUTTO

  • in

    Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, Corte respinge

    Cronache » Attualità » Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, Corte respinge

    Attualità

    Pubblicato
    3 settimane fa circa (21:07)
    il
    6 Novembre 2020

    Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, la Corte respinge.

    La camera di consiglio in corte d’assise di Roma si e’ riunita e ha deciso di respingere la richiesta di acquisire il decreto di rinvio a giudizio della Procura militare per la violata consegna di Andrea Varriale, per non aver avuto con se’ l’arma d’ordinanza la sera del 25 luglio 2019 quando e’ stato ucciso il carabinere Mario Cerciello Rega.
    A sollecitarne l’acquisizione nel corso dell’udienza di oggi sono state le difese dei due americani Finnegan Lee Elder e Natale Hjorth accusati dell’omicidio. Alla richiesta si sono opposte le parti civili, in particolare l’avvocaro Massimo Ferrandino, legale della vedova, e il pm Sabina Calabretta che ha sottolineato come il tema del processo e’ l’omicidio dei vicebrigadiere Cerciello. “Siamo qui per giudicare fatti che sono diversi dalla violata consegna – ha detto il magistrato -, circostanza nota per essere stata riferita dallo stesso interessato in aula. Il tema di questo processo e’ come si e’ arrivati alla morte di Mario Cerciello Rega”.

    Articolo Successivo
    Neonato morto alla nascita, la clinica Sanatrix: ‘Mai disposto lo stop al parto’

    Da non perdere
    Coronavirus, a Napoli le mamme protestano contro la DAD: è il giorno degli zaini sospesi

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Calcio Napoli

    Pubblicato
    3 ore fa
    il
    28 Novembre 2020

    Inchiesta sulla morte di Maradona e sui presunti ritardi nei soccorsi. ma intanto in famiglia cominciano le liti per l’eredità. Spunta un altro presunto figlio a Cuba chiede l’esame del Dna mentre altri tre sempre a Cuba dallo scorso anno aspettano di essere riconosciuti.
    La giustizia argentina ha deciso di aprire ieri sera una indagine per valutare se ci sia stata negligenza nella morte di Diego Maradona. Gli inquirenti di fatto vogliono capire e accertarsi se l’ex calciatore abbia ricevuto le necessarie e immediate cure e i soccorsi necessari. A poche ore dalla sua morte, l’avvocato e amico di Maradona, Matías Morla, aveva denunciato il fatto che “l’ambulanza ha impiegato più di mezz’ora per raggiungere la casa dove si trovava Maradona”. E ha fatto intendere che sarebbe andato “fino in fondo”, Resta ancora un mistero non solo sull’ora del decesso ma anche sulla telefonata arrivata al pronto soccorso. Il quotidiano ‘El Dia’ ha diffuso un audio della chiamata di Leopoldo Luque, medico personale di Maradona, lo stesso che lo ha operato per un ematoma subdurale e colui che lo aveva operato per rimuovere un ematoma subdurale, per richiedere i soccorsi.
    “C’è una persona che da quanto mi dicono è in arresto cardiorespiratorio. Un dottore lo sta assistendo. E’ un uomo, ha 60 anni”, si sente nella registrazione audio. Luque non fa il nome di Maradona. Questo è fondamentale per capire che è stato Luque a chiamare l’ambulanza, mentre le persone che erano deputate all’assistente del paziente si sono limitate ad allertare il medico e non subito l’ambulanza. Inoltre scrive la stampa argentina, una infermiera avrebbe denunciato di essere stata costretta a firmare una dichiarazione secondo cui aveva controllato le condizioni di Maradona, chiuso nella sua camera da letto. Una inchiesta dunque che rischia, tra contraddizioni e accuse, di avvolgere di mistero la morte del campione.

    Ma a due giorni dalla cerimonia con cui i suoi resti sono stati consegnati alla terra del cimitero di Bella Vista, alla periferia di Buenos Aires, un rovente ‘dopo-Maradona’ tiene ancora banco El Pibe de Oro sembra  non voler riposare in pace. Magistrati, avvocati, famigliari autentici e presunti, specialisti in eredita’ e persone che hanno sfruttato la vicinanza al cadavere del ‘pibe de oro’ per farsi selfie, continuano ad offrire ai media materiale per alimentare storie destinate a scavare, e in fondo a danneggiare, la vita del celebre defunto. La mancanza di chiarezza sul comportamento del circolo intimo di Maradona nelle ore precedenti alla morte, giovedi’ alle 12, continua a fare notizia. Si va dal medico personale Leopoldo Luque che, chiama un’ambulanza e non specifica il nome del paziente in fin di vita, fino all’infermiera, Dahiana Gisela Madrid, che scrive una versione di quanto stava accadendo per poi sostenere di essere stata obbligata a farlo.
    I pm che lavorano sul caso non hanno ancora fornito una loro versione ufficiale ne’ annunciato decisioni, ma hanno raccolto materiale, compreso il fatto che nella villa dove Maradona era convalescente non c’era un medico e neppure un defibrillatore. Stupore ha suscitato il gesto di un dipendente dell’agenzia di pompe funebri ‘Pinier’, Claudio Ismael Fernandez, 48 anni, che non ha creduto ai suoi occhi quando si e’ trovato con il figlio, Sebastian, di 18, vicino alla bara aperta, e non ha resistito a farsi una selfie che e’ diventato virale sulle reti sociali. Si e’ pentito, ha chiesto scusa, ma e’ stato licenziato e incriminato per profanazione di cadavere. Rovente continua ad essere poi la questione della incipiente battaglia per una eredita’ che ragionevolmente dovrebbe essere fra 80 e 150 milioni di dollari, fra immobili, auto, gioielli, rendite in Argentina e in numerosi Paesi del mondo. E non si sa fra quanti potra’ essere spartita. In prima fila ci sono quattro donne: la moglie Claudia e le figlie Dalma e Giannina, Cristiana Sinagra con Diego junior; Valeria Sabalain con la figlia Jana Maradona, e Veronica Ojeda, con il figlio Diego Fernando Maradona).
    Ma anche due donne cubane, che gli avrebbero dato tre, e forse quattro figli, per i quali e’ in atto il processo di riconoscimento (Joana, Lu, Javielito e forse anche Harold). Come se non bastasse, poi, oggi e’ emerso un altro aspirante figlio, Santiago Lara, 19 anni, che chiede la riesumazione del cadavere di Diego per poter comparare con lui il suo Dna. “Non ho rivendicazioni finanziarie – ha assicurato – ma solo sapere se e’ lui mio padre, come ha lasciato detto mia madre morta di cancro”. Ma c’e’ anche un versante di buone notizie: il proprietario di Aeropuertos Argentinos 2000 (AA2000), Eduardo Eurnekian, ha annunciato che sta gia’ lavorando per mantenere una promessa fatta al celebre ‘Diez’ quando era ancora in vita. In dicembre, nella hall dell’aeroporto di Ezeiza a Buenos Aires, troneggera’ una grande statua di Maradona, in 3D.

    Continua a leggere

    Coronavirus

    Pubblicato
    6 ore fa
    il
    28 Novembre 2020

    foto di repertorio

    Nuovo calo dei positivi su base quotidiana: sono 26.323 i nuovi casi di Covid registrati nelle ultime 24 ore in Italia, per un totale di 1.564.532 casi dall’inizio dell’epidemia.
    Sono, poi, 686 i decessi nelle ultime 24 ore, in calo rispetto a ieri. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute sulla diffusione del covid nel nostro Paese. Gli attualmente positivi sono 789.308, in lieve aumento rispetto a ieri quando erano 787.893. I dimessi/guariti sono 24.214, per un totale di 720.861 dall’inizio dell’epidemia. A livello territoriale, le Regioni con il maggior numero di contagi sono la Lombardia (4.615), il Veneto (3.498), la Campania (2.729), il Piemonte (2.157), il Lazio (2.070) e l’Emilia-Romagna (2.172).
    Sono 225.940 i tamponi analizzati nelle ultime 24 ore in Italia, in rialzo rispetto ai 222.803 di ieri. Terapie intensive per il Covid in calo di 20 unita’ nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Sanita’. I posti occupati ora in rianimazione sono 3.762. I ricoveri in reparti ordinari registrano un saldo negativo di 385 unita’, facendo cosi’ scendere il numero dei pazienti a 33.299.Sono 720.861 le persone ad oggi guarite dal covid o dimesse dal ricovero, con un aumento di 24.214 unità rispetto a ieri. Ieri le persone guarite o dimesse erano state 35.467.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, Corte respinge

    Cronache » Attualità » Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, Corte respinge

    Attualità

    Pubblicato
    2 settimane fa circa (21:07)
    il
    6 Novembre 2020

    Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, la Corte respinge.

    La camera di consiglio in corte d’assise di Roma si e’ riunita e ha deciso di respingere la richiesta di acquisire il decreto di rinvio a giudizio della Procura militare per la violata consegna di Andrea Varriale, per non aver avuto con se’ l’arma d’ordinanza la sera del 25 luglio 2019 quando e’ stato ucciso il carabinere Mario Cerciello Rega.

    A sollecitarne l’acquisizione nel corso dell’udienza di oggi sono state le difese dei due americani Finnegan Lee Elder e Natale Hjorth accusati dell’omicidio. Alla richiesta si sono opposte le parti civili, in particolare l’avvocaro Massimo Ferrandino, legale della vedova, e il pm Sabina Calabretta che ha sottolineato come il tema del processo e’ l’omicidio dei vicebrigadiere Cerciello. “Siamo qui per giudicare fatti che sono diversi dalla violata consegna – ha detto il magistrato -, circostanza nota per essere stata riferita dallo stesso interessato in aula. Il tema di questo processo e’ come si e’ arrivati alla morte di Mario Cerciello Rega”.

    Articolo Successivo
    Neonato morto alla nascita, la clinica Sanatrix: ‘Mai disposto lo stop al parto’

    Da non perdere
    Coronavirus, a Napoli le mamme protestano contro la DAD: è il giorno degli zaini sospesi

    PUBBLICITA

    Attualità

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    23 Novembre 2020

    Si ribalta armadio di cucina, muore bimbo di 2 anni. La tragedia a Salorno in Alto Adige.
    La tragedia si è consumata questa mattina a Salorno, in Alto Adige. Un maschietto di 2 anni e’ stato travolto e ucciso da un pesante armadio da cucina. La disgrazia si e’ consumata mentre i genitori erano occupati in altre faccende, quando il piccolo e’ uscito dalla stanza, infilandosi in cucina. Probabilmente il bimbo, che a gennaio avrebbe compiuto 3 anni, ha aperto l’anta del grosso mobile di cucina, alto quasi fino al soffitto.
    E’ plausibile che abbia iniziato ad arrampicarsi, altrimenti non si spiega il fatto che l’armadio improvvisamente si sia ribaltato, schiacciando il piccolo con il suo peso. Il padre e la madre hanno sentito l’assordante rumore del mobile che finiva per terra, rovesciando il suo contenuto. Sono corsi in cucina e si sono subito resi conto della gravita’ della situazione e hanno lanciato l’allarme. In pochissimo tempo l’ambulanza e’ arrivata dalla vicina stazione della Croce bianca. Il medico d’urgenza ha inutilmente tentato di rianimare il piccolo, ma gli e’ rimasto solo il triste compito di costatarne la morte.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    La droga dalla Campania alla Sicilia attraverso i carichi di frutta partiti dal mercato di Pagani: 5 arresti

    Cronache » Primo Piano » La droga dalla Campania alla Sicilia attraverso i carichi di frutta partiti dal mercato di Pagani: 5 arresti

    Primo Piano

    Pubblicato
    10 minuti fa
    in
    5 Novembre 2020

    La droga dalla Campania arrivava alla Sicilia attraverso i carichi di frutta partiti dal mercato di Pagani. Operazione “Smart truck”: eseguite 5 misure cautelari e 12 perquisizioni locali per traffico di stupefacenti tra la Sicilia e la Campania.

    Individuata una rete di spaccio a Vittoria sequestrando oltre 105 chili di marijuana e 15 di hashish. In azione la Guardia di finanza di Ragusa con perquisizioni in diverse localita’ delle provincie di Ragusa, Napoli e Salerno, nei confronti dei soggetti indagati e di alcuni acquirenti abituali. Nel corso delle indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Ragusa durate circa 8 mesi sono stati posti sotto sequestro in flagranza di reato, in diversi interventi, gli ingenti quantitativi di droga.

    Tra gli episodi oggetto di indagine, emerge un tentativo di rifornimento della sostanza stupefacente, grazie a collegamenti con organizzazioni campane gravitanti sul mercato ortofrutticolo di Pagani, bloccato con il sequestro del carico all’atto dello sbarco a Messina. In totale sono state denunciate 18 persone ritenute a vario titolo coinvolte nell’attivita’ di spaccio. A mezzogiorno, al Comando provinciale di Ragusa, conferenza stampa con il procuratore Fabio D’Anna e il sostituto Santo Fornasier.

    Articolo Successivo
    Va in ospedale perché ferito durante una rapina a Giugliano: era positivo

    Da non perdere
    Festeggia il compleanno del figlio con fuochi d’artificio: denunciata 39enne di Forcella

    Continua a leggere
    Pubblicità

    PUBBLICITA

    Primo Piano

    Pubblicato
    27 minuti fa
    in
    5 Novembre 2020

    Serata di controlli nel rione Forcella per i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. I militari della compagnia di Napoli Stella hanno presidiato le strade del rione ed effettuato diverse perquisizioni.
    Durante i controlli hanno denunciato per evasione un 28enne del posto il quale, nonostante la misura cautelare agli arresti domiciliari è stato sorpreso fuori la sua abitazione.
    Allo scoccare della mezzanotte, invece, i carabinieri della stazione di Napoli Borgoloreto hanno denunciato una 39enne per accensioni ed esplosioni pericolose. La donna aveva pensato bene di festeggiare il compleanno del figlio accendendo alcune batterie pirotecniche. Peccato per lei che i forti rumori hanno allertato la pattuglia che percorreva via Gradini e hanno constatato cosa stesse accadendo. La donna è stata anche sanzionata per non aver rispettato il divieto di circolazione oraria imposto dalle recenti norme anti-covid.
    Sempre a Forcella – in via delle Zite – i controlli e le perquisizioni hanno permesso ai carabinieri del nucleo operativo della Stella di rinvenire e sequestrare all’interno di un appartamento 663 capi di abbigliamento contraffatto (giacche, borse, cinture, portafogli e scarpe) di varie marche e brand. L’immobile non era abitato ma utilizzato come “deposito”.I controlli continueranno nei prossimi giorni.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette

    Cronaca Giudiziaria2 giorni fa
    Giovane mamma morta dopo il parto a Villa Betania: l’anestesista era stato radiato 5 anni fa

    Flash News5 giorni fa
    Incredibile: focolaio all’interno dell’ospedale covid di Boscotrecase, contagiati 41 tra medici e e infermieri

    Caserta e Provincia7 giorni fa
    Orta di Atella: Via libera ai lavoratori, finalmente potranno uscire dalla zona rossa

    Cronaca7 giorni fa
    Incidente stradale sulla Domiziana, auto travolge scooter: due morti LEGGI TUTTO