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    Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, Corte respinge

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    Attualità

    Pubblicato
    2 settimane fa circa (21:07)
    il
    6 Novembre 2020

    Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, la Corte respinge.

    La camera di consiglio in corte d’assise di Roma si e’ riunita e ha deciso di respingere la richiesta di acquisire il decreto di rinvio a giudizio della Procura militare per la violata consegna di Andrea Varriale, per non aver avuto con se’ l’arma d’ordinanza la sera del 25 luglio 2019 quando e’ stato ucciso il carabinere Mario Cerciello Rega.

    A sollecitarne l’acquisizione nel corso dell’udienza di oggi sono state le difese dei due americani Finnegan Lee Elder e Natale Hjorth accusati dell’omicidio. Alla richiesta si sono opposte le parti civili, in particolare l’avvocaro Massimo Ferrandino, legale della vedova, e il pm Sabina Calabretta che ha sottolineato come il tema del processo e’ l’omicidio dei vicebrigadiere Cerciello. “Siamo qui per giudicare fatti che sono diversi dalla violata consegna – ha detto il magistrato -, circostanza nota per essere stata riferita dallo stesso interessato in aula. Il tema di questo processo e’ come si e’ arrivati alla morte di Mario Cerciello Rega”.

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    Pubblicato
    2 ore fa
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    23 Novembre 2020

    Si ribalta armadio di cucina, muore bimbo di 2 anni. La tragedia a Salorno in Alto Adige.
    La tragedia si è consumata questa mattina a Salorno, in Alto Adige. Un maschietto di 2 anni e’ stato travolto e ucciso da un pesante armadio da cucina. La disgrazia si e’ consumata mentre i genitori erano occupati in altre faccende, quando il piccolo e’ uscito dalla stanza, infilandosi in cucina. Probabilmente il bimbo, che a gennaio avrebbe compiuto 3 anni, ha aperto l’anta del grosso mobile di cucina, alto quasi fino al soffitto.
    E’ plausibile che abbia iniziato ad arrampicarsi, altrimenti non si spiega il fatto che l’armadio improvvisamente si sia ribaltato, schiacciando il piccolo con il suo peso. Il padre e la madre hanno sentito l’assordante rumore del mobile che finiva per terra, rovesciando il suo contenuto. Sono corsi in cucina e si sono subito resi conto della gravita’ della situazione e hanno lanciato l’allarme. In pochissimo tempo l’ambulanza e’ arrivata dalla vicina stazione della Croce bianca. Il medico d’urgenza ha inutilmente tentato di rianimare il piccolo, ma gli e’ rimasto solo il triste compito di costatarne la morte.

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    Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, Corte respinge

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    Attualità

    Pubblicato
    4 minuti fa
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    6 Novembre 2020

    Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, la Corte respinge.

    La camera di consiglio in corte d’assise di Roma si e’ riunita e ha deciso di respingere la richiesta di acquisire il decreto di rinvio a giudizio della Procura militare per la violata consegna di Andrea Varriale, per non aver avuto con se’ l’arma d’ordinanza la sera del 25 luglio 2019 quando e’ stato ucciso il carabinere Mario Cerciello Rega.
    A sollecitarne l’acquisizione nel corso dell’udienza di oggi sono state le difese dei due americani Finnegan Lee Elder e Natale Hjorth accusati dell’omicidio. Alla richiesta si sono opposte le parti civili, in particolare l’avvocaro Massimo Ferrandino, legale della vedova, e il pm Sabina Calabretta che ha sottolineato come il tema del processo e’ l’omicidio dei vicebrigadiere Cerciello. “Siamo qui per giudicare fatti che sono diversi dalla violata consegna – ha detto il magistrato -, circostanza nota per essere stata riferita dallo stesso interessato in aula. Il tema di questo processo e’ come si e’ arrivati alla morte di Mario Cerciello Rega”.

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    Coronavirus, a Napoli le mamme protestano contro la DAD: è il giorno degli zaini sospesi

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    Attualità

    Pubblicato
    1 ora fa
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    6 Novembre 2020

    Sulla scorta delle pressanti richieste provenute dall’Ordine dei Medici di Napoli partite dal 23 ottobre, in coincidenza con le dichiarazione di necessità di lockdown espresse pubblicamente dal Governatore De Luca in pari data, richieste reiterate più volte sia alla Federazione che al Ministero della Salute, lo stesso ministero della Salute ha sospeso i procedimenti elettorali per il rinnovo degli organi direttivi degli Ordini professionali.

    «Una scelta che conferma i nostri dubbi – commenta il presidente Silvestro Scotti – e che ribadisce quanto da noi messo in evidenza sin dal primo momento: solo il ministero della Salute poteva dare indicazioni in merito ad una sospensione delle elezioni e alla valutazione delle condizioni di rischio di un voto in presenza come oltretutto conferma anche l’’ultimo DPCM, nel quale è il Ministero della Salute che può assumere – all’aggravarsi della situazione epidemiologica – ulteriori limitazioni. Niente di tutto questo era ed è nella potestà di un singolo Ordine».

    È ora determinante che a livello di Ministero della Salute e Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici nell’ambito della Consulta delle Professioni Sanitarie venga al più presto definito un quadro normativo di riferimento. Ricordando che la nota si riferisce alle Federazioni dei Medici, Chimi, Fisici, Veterinari, Farmacisti, Professioni Ostetriche, Infermieri, Professioni Tecnici sanitari di Radiologia medica e Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione. È importante rammentare nuovamente  quanto già avvenuto nel Decreto “Ristori” ovvero, per gli Ordini professionali vigilati dal ministero di Grazia e Giustizia sulla base di quanto stabilito il 28 ottobre u.s al comma 3 dell’art. 31 del DL 28/10/2020 n.137. «Il terzo comma – spiega Scotti – stabilisce che “il consiglio nazionale può disporre il differimento della data prevista per lo svolgimento dell’edizione (…) non superiore a 90 giorni, ove già fissata alla data di entrata in vigore del presente decreto”. È opportuno che il Ministro della Salute Roberto Speranza si attivi per la definizione del quadro normativo al quale gli Ordini vigilati dal ministero della Salute si debbano attenere».

    Per l’eventuale svolgimento delle elezioni in modalità telematica si continua ad evidenziare quanto previsto dalla normativa, ovvero che solo la FNOMCeO può validare una procedura che possa garantire il regolare adempimento di tutte le procedure necessarie e la relativa sicurezza. Ad oggi, tuttavia, anche dopo “un articolato procedimento istruttorio” su procedure di voto telematico non è stato possibile per la Federazione validare alcuna piattaforma, perché le stesse sono risultate insufficienti rispetto alle “garanzie giuridiche ed operative per la tutela dell’esercizio sicuro, libero e democratico del diritto di voto in un ente Pubblico”, come si legge nella nota inviata al Ministro della Salute oggi stesso e a tutti i Presidenti degli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi e Odontoiatri e ai Presidenti delle Commissioni per gli iscritti all’Albo degli Odontoiatri». Il Consiglio dell’Ordine dei Medici riunito in convocazione straordinaria sosterrà tutte le azioni della Federazione che favoriscano la soluzione di questa impasse, sottolineando che si opporrà in tutte le sedi ad ipotesi di commissariamento che umilierebbero i medici napoletani, ma anche gli altri coinvolti dalla stessa situazione indipendente dalla volontà dei singoli e dell’Istituzione che si onora di rappresentare.

    Il Ministero della Salute, che indica la sospensione delle elezioni a meno che le stesse non siano svolte online, dando pienamente ragione alla richiesta più volte fatta dalla lista Ordinatamente. “La nostra priorità è stata la tutela della salute dei colleghi e il diritto di partecipazione per tutti, e adesso che anche il Ministero della Sanità si è espresso -dicono i rappresentanti dell’Associazione- auspichiamo al più presto l’attivazione di tutte le procedure per lo svolgimento delle elezioni in modalità on Line.”

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    Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, Corte respinge

    Cronache » Attualità » Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, Corte respinge

    Attualità

    Pubblicato
    2 settimane fa circa (21:07)
    il
    6 Novembre 2020

    Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, la Corte respinge.

    La camera di consiglio in corte d’assise di Roma si e’ riunita e ha deciso di respingere la richiesta di acquisire il decreto di rinvio a giudizio della Procura militare per la violata consegna di Andrea Varriale, per non aver avuto con se’ l’arma d’ordinanza la sera del 25 luglio 2019 quando e’ stato ucciso il carabinere Mario Cerciello Rega.

    A sollecitarne l’acquisizione nel corso dell’udienza di oggi sono state le difese dei due americani Finnegan Lee Elder e Natale Hjorth accusati dell’omicidio. Alla richiesta si sono opposte le parti civili, in particolare l’avvocaro Massimo Ferrandino, legale della vedova, e il pm Sabina Calabretta che ha sottolineato come il tema del processo e’ l’omicidio dei vicebrigadiere Cerciello. “Siamo qui per giudicare fatti che sono diversi dalla violata consegna – ha detto il magistrato -, circostanza nota per essere stata riferita dallo stesso interessato in aula. Il tema di questo processo e’ come si e’ arrivati alla morte di Mario Cerciello Rega”.

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    Attualità

    Pubblicato
    2 ore fa
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    23 Novembre 2020

    Covid: oltre 58,6 milioni contagi e 1,3 milioni morti nel mondo.
    Il numero di contagi da Covid-19 nel mondo ha toccato i 58 milioni e 666.247, mentre il bilancio dei decessi e’ salito a un milione e 388.272. Sono gli ultimi dati diffusi dalla Johns Hopkins University. Gli Stati Uniti rimangono il primo Paese al mondo per infezioni (12 milioni e 247.486) e morti (256.783).
    Seguono, per numero di casi, l’India (9,1 milioni), il Brasile (6 milioni), la Francia (2,1 milioni), la Russia (2 milioni) e la Spagna (1,5 milioni). Superano il milione di contagi anche il Regno Unito (1,5 milioni), l’Italia (1,4 milioni), l’Argentina (1,3 milioni), la Colombia (1,2 milioni) e il Messico (un milione). Le nazioni con piu’ decessi dopo gli Usa sono invece il Brasile (169.183), l’India (133.738), il Messico (101.676), il Regno Unito (55.120), l’Italia (49.823), la Francia (48.807), l’Iran (44.802), la Spagna (42.619), l’Argentina (37.002) e la Russia (35.838).

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    La difesa dell’ultra’ del Napoli: ‘Va assolto perché mancano le prove’

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » La difesa dell’ultra’ del Napoli: ‘Va assolto perché mancano le prove’

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    2 ore fa
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    2 Novembre 2020

    Mancano le prove per sostenere che sia stato Fabio Manduca a travolgere e uccidere col suo suv Daniele Belardinelli, l’ultra’ del Varese morto negli scontri del 26 dicembre 2018, poco lontano dallo stadio di San Siro prima della partita fra Inter e Napoli.
    Lo ha spiegato l’avvocato Eugenio Briatico, difensore dell’ultra’ del Napoli a processo con rito abbreviato davanti al gup di Milano Carlo Ottone De Marchi. Dopo la richiesta di condanna a 16 anni da parte della Procura, la difesa ha chiesto l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” e in subordine la derubricazione da omicidio volontario a omicidio stradale o preterintenzionale col riconoscimento della scriminante dello “stato di necessita’” per la situazione di “pericolo” che si era creata negli scontri. La sentenza e’ prevista per il prossimo 30 novembre.

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    Cronaca Giudiziaria

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    13 minuti fa
    in
    2 Novembre 2020

    Giovane mamma morta dopo il parto a Villa Betania: l’anestesista era stato radiato 5 anni fa.

    Era stato radiato dall’ albo nel 2015 e quindi non poteva e doveva essere in servizio. Invece, quella tragica notte tra il 19 e 20 febbraio scorsi, il medico rianimatore era al lavoro. A rendere nota la circostanza sono gli avvocati Amedeo Di Pietro e Alessandro Milo, legali del fratello di Rosa Andolfi, la giovane mamma affetta da una lieve forma della sindrome di Tourette (tic motori e fonatori incostanti) morta a 29 anni dopo avere dato alla luce un maschietto nell’ospedale evangelico Villa Betania di Napoli. Gli avvocati hanno acquisto, nell’ambito di indagini difensive portate avanti in questi mesi, l’attestato della FNOMCEO Federazione dei medici Italiani, nel quale si attesta che l’anestesista e’ stato cancellato dall’Albo dei medici dal 2015 e quindi non poteva esercitare.
    Una circostanza che potrebbe dare un’altra lettura alla vicenda e che si affianca alle risultanze dell’esame autoptico eseguito sulla salma di Rosa, gia’ madre di un bambino partorito con un taglio cesareo eseguito quattro anni prima senza problemi dopo di una anestesia totale. “I quattro consulenti medici nominati dalla Procura, un medico legale, un ginecologo, anestesista rianimatore e anatomopatologo- sottolineano gli avvocati – hanno attestato una serie di errori nella consulenza redatta a distanza di diversi mesi dall’autopsia, eseguita lo scorso 3 marzo, ma concludono la relazione tecnica sostenendo che ‘non ci sono responsabilita’ a carico dei sanitari, a parte quella di aver atteso due ore per intubare la paziente in preda ad una crisi respiratoria, anche se alla luce della scoperta della cancellazione dall’albo nel 2015 dell’anestesista ora ci aspettiamo un rinvio a giudizio a stretto giro”.
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    Gli Avvocati Milo e Di Pietro continuano ribadendo che: “E’ inutile dire che questa gravissima negligenza comporta dei gravissimi profili di responsabilita’ anche della struttura Villa Betania di Ponticelli, per ‘culpa in vigilando ed in eligendo’ dei propri dipendenti, secondo un principio di responsabilita’ oggettiva, infatti ogni struttura sanitaria ha l’obbligo, morale e giuridico, di controllare che gli esercenti la professione sanitario abbiano tutti i requisiti in regola per svolgere la professione”. All’autopsia hanno assistito anche i consulenti nominati dall’avvocato Di Pietro: i professori Pietro Tarsitano e Domenico Caruso e il dottore Maurizio Municino. Il primario, nella cartella clinica, sostiene che Rosa Andolfi doveva essere sottoposta a una anestesia totale, quindi e’ inspiegabile, che sia stata invece praticata l’anestesia locale.
    “L’anestesista, a nostro parere, – continuano i legali – si e’ reso colpevole di esercizio abusivo della professione perche’ a fronte di una cancellazione dall’albo non e’ consentito esercitare la professione medica”. Alla fine dello scorso mese di febbraio sei medici dell’ospedale in questione, tra cui l’anestesista, sono stati iscritti nel registro degli indagati per l’ipotesi di accusa di omicidio colposo in ambito sanitario.

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    La difesa dell’ultra’ del Napoli: ‘Va assolto perché mancano le prove’

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » La difesa dell’ultra’ del Napoli: ‘Va assolto perché mancano le prove’

    Attualità

    Pubblicato
    3 settimane fa circa (20:53)
    il
    2 Novembre 2020

    Mancano le prove per sostenere che sia stato Fabio Manduca a travolgere e uccidere col suo suv Daniele Belardinelli, l’ultra’ del Varese morto negli scontri del 26 dicembre 2018, poco lontano dallo stadio di San Siro prima della partita fra Inter e Napoli.

    Lo ha spiegato l’avvocato Eugenio Briatico, difensore dell’ultra’ del Napoli a processo con rito abbreviato davanti al gup di Milano Carlo Ottone De Marchi. Dopo la richiesta di condanna a 16 anni da parte della Procura, la difesa ha chiesto l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” e in subordine la derubricazione da omicidio volontario a omicidio stradale o preterintenzionale col riconoscimento della scriminante dello “stato di necessita’” per la situazione di “pericolo” che si era creata negli scontri. La sentenza e’ prevista per il prossimo 30 novembre.

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    23 Novembre 2020

    Si ribalta armadio di cucina, muore bimbo di 2 anni. La tragedia a Salorno in Alto Adige.
    La tragedia si è consumata questa mattina a Salorno, in Alto Adige. Un maschietto di 2 anni e’ stato travolto e ucciso da un pesante armadio da cucina. La disgrazia si e’ consumata mentre i genitori erano occupati in altre faccende, quando il piccolo e’ uscito dalla stanza, infilandosi in cucina. Probabilmente il bimbo, che a gennaio avrebbe compiuto 3 anni, ha aperto l’anta del grosso mobile di cucina, alto quasi fino al soffitto.
    E’ plausibile che abbia iniziato ad arrampicarsi, altrimenti non si spiega il fatto che l’armadio improvvisamente si sia ribaltato, schiacciando il piccolo con il suo peso. Il padre e la madre hanno sentito l’assordante rumore del mobile che finiva per terra, rovesciando il suo contenuto. Sono corsi in cucina e si sono subito resi conto della gravita’ della situazione e hanno lanciato l’allarme. In pochissimo tempo l’ambulanza e’ arrivata dalla vicina stazione della Croce bianca. Il medico d’urgenza ha inutilmente tentato di rianimare il piccolo, ma gli e’ rimasto solo il triste compito di costatarne la morte.

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    La difesa dell’ultra’ del Napoli: ‘Va assolto perché mancano le prove’

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    3 settimane fa circa (20:53)
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    2 Novembre 2020

    Mancano le prove per sostenere che sia stato Fabio Manduca a travolgere e uccidere col suo suv Daniele Belardinelli, l’ultra’ del Varese morto negli scontri del 26 dicembre 2018, poco lontano dallo stadio di San Siro prima della partita fra Inter e Napoli.

    Lo ha spiegato l’avvocato Eugenio Briatico, difensore dell’ultra’ del Napoli a processo con rito abbreviato davanti al gup di Milano Carlo Ottone De Marchi. Dopo la richiesta di condanna a 16 anni da parte della Procura, la difesa ha chiesto l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” e in subordine la derubricazione da omicidio volontario a omicidio stradale o preterintenzionale col riconoscimento della scriminante dello “stato di necessita’” per la situazione di “pericolo” che si era creata negli scontri. La sentenza e’ prevista per il prossimo 30 novembre.

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    Cronaca Campania

    Pubblicato
    3 giorni fa
    il
    20 Novembre 2020

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per l’esponente del clan dei Casalesi Francesco Cirillo, che era accusato di aver fatto parte del commando di killer che uccise il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno, l’imprenditore Domenico Noviello.
    “Finalmente giustizia è fatta, dopo 12 anni dalla morte di mio padre si è chiuso il capitolo giudiziario” commenta Mimma Noviello, figlia dell’imprenditore, che insieme ai fratelli Matilde, Rosaria e Massimiliano, ha sempre assistito a tutte le udienze dei processi nei vari gradi, guardando sempre in faccia gli assassini del padre. “Non è stato facile trovarsi di fronte Cirillo ad ogni udienza, alla fine abbiamo avuto ragione” dice …..CLICCA QUI PER DIVENTARE UN SOSTENITORE E LEGGERE CONTENUTI ESCLUSIVI

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    Da oggi e’ reato avere telefonini in cella: pene da 1 a 4 anni

    Cronache » Attualità » Da oggi e’ reato avere telefonini in cella: pene da 1 a 4 anni

    Attualità

    Pubblicato
    2 ore fa
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    22 Ottobre 2020

    Sono in vigore da oggi le norme che prevedono una pena da uno a 4 anni per chi introduce o detiene telefoni cellulari o dispositivi mobili di comunicazione all’interno di un istituto penitenziario.

    E’ stato infatti pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto legge sicurezza Serie Generale n. 261 del 21 ottobre 2020 il dl sicurezza approvato il 5 ottobre scorso dal Consiglio dei ministri. Con questo provvedimento, voluto dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per contrastare il crescente flusso di telefoni che si tenta di far entrare nelle carceri, viene per la prima volta punito sia chi, dall’esterno, cerca di introdurre un telefono in carcere sia il detenuto che lo detiene: quest’ultimo caso, finora, era trattato come illecito disciplinare e sanzionato all’interno dell’istituto, mentre da oggi diventa un vero e proprio reato previsto dal nuovo articolo 391-ter del codice penale.

    Le nuove norme prevedono, ricorda ancora ‘Giustizianewsonline’, il notiziario web del ministero di via Arenula, un rafforzamento delle sanzioni applicate in caso di comunicazioni dei detenuti sottoposti al regime di 41-bis: l’inasprimento della pena, in particolare, scatta nei confronti di chi agevola le loro comunicazioni con l’esterno: in questi casi, dagli attuali 1-4 anni la pena passa a 2-6 anni. Se il reato e’ commesso da un pubblico ufficiale o da un avvocato, la sanzione aumenta dagli attuali 2-6 anni a 3-7 anni.

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    Coronavirus

    Pubblicato
    26 minuti fa
    in
    22 Ottobre 2020

    Aumenta ancora il contagio da coronavirus  in Italia: sono infatti 16.079 i casi registrati dall’Unità di crisi della Protezione civile: Mentre i morti sono invece 136 ieri erano 127.

    Le persone ricoverate in terapia intensiva invece sono sono 992 + 66 rispetto a ieri. Sono invece 259.456 i guariti a livello nazionale dall’inizio della pandemia (+2.082 da ieri). L’incremento dei tamponi è stato di 170.392 unità. E’ quanto riporta il consueto bollettino del Ministero della Salute. Il totale dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale cosi’ a 465.726. In aumento anche il numero delle vittime: 136 in un giorno, mentre ieri erano 127, per un totale che e’ arrivato a 36.968

    Le regioni che fanno registrare i casi maggiori sono la Lombardia con 4125 nuovi casi, poi il Piemonte con 1550 e quindi la Campania con 1541, Veneto (1.325), Lazio (1.251) e Toscana (1.145). Cresce anche la pressione sulle strutture ospedaliere: i ricoverati in terapia intensiva sono ad oggi 992 (+66 rispetto a ieri), quelli ricoverati con sintomi 9.694 (+637). In isolamento domiciliare ci sono 158.616 pazienti (+13.157).

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    L’assassino dei fidanzati: ‘Daniele mi ha sfilato il passamontagna e mi ha riconosciuto’

    Attualità

    Pubblicato
    11 ore fa
    in
    2 Ottobre 2020

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    “Il passamontagna mi è stato sfilato da Daniele il quale poi mi ha riconosciuto. Ho sentito gridare ‘Andrea’. Loro non hanno mai pronunciato il mio nome. Indossavo dei guanti che poi si sono strappati perdendone forse uno solo o un frammento”.

     
    Sono le fasi dell’assassinio crudele di Daniele De Santis e Eleonora Manta, così come descritte dall’autore reo confesso del delitto, Antonio De Marco, ex inquilino della coppia di fidanzati, davanti al pubblico ministero lunedì sera quando è stato sottoposto a fermo e contenute nell’ordinanza con la quale oggi il gip del tribunale di Lecce, Michele Toriello, al termine dell’udienza, svoltasi in carcere, ha convalidato il fermo e ha disposto l’ordinanza cautelare confermando la detenzione.
    “Dopo aver compiuto il gesto – ha aggiunto – sono tornato a casa mia sita in via Fleming. Ho dormito fino alla mattina successiva. Mi sono disfatto dei vestiti gettandoli in un bidone del secco di un condominio poco distante dall’abitazione. La fodera – ha proseguito De Marco – faceva parte del coltello che ho comprato … Insieme ai vestiti c’erano le chiavi e il coltello acquistato in contanti. La candeggina l’ho acquistata presso un negozio, quella sera portavo al seguito anche uno zainetto di colore grigio con dentro la candeggina, delle fascette ed il coltello nonché della soda. Ho scritto solo due giorni prima i biglietti. Sono andato a trovare Daniele ed Eleonora convinto di trovare entrambi. Quando sono entrato in casa i due erano seduti in cucina”.
    “Ho incontrato Daniele nel corridoio – ha detto – il quale si è spaventato perché avevo il passamontagna. Dopo aver avuto una colluttazione con lui li ho uccisi. Quando ho colpito lui ha cercato di aprire la porta per scappare. Ho ucciso prima lei e poi ho colpito nuovamente Daniele. Dopo aver lottato con loro sono andato via senza scappare perché non avevo fiato”.
    L’assassino si era “probabilmente accorto di essere seguito”. Anche per questo motivo i pubblici ministeri ritenendo di avere acquisito indizi a suo carico gravi, precisi e concordanti hanno deciso di emettere lunedì scorso il decreto di fermo di indiziato di delitto a suo carico. Lo scrive il gip del Tribunale di Lecce, Michele Toriello nell’ordinanza con la quale oggi ha convalidato il fermo e ha disposto l’ordinanza cautelare che ne ha confermato la detenzione in carcere per duplice omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà.
    I magistrati si sono determinati ad agire “ricavando – si legge nell’ordinanza – il pericolo di fuga dalla intervenuta consapevolezza da parte del De Marco della concreta possibilità di essere stato individuato dagli organi inquirenti, a cagione dei plurimi reperti smarriti sul luogo del delitto: mascherina, guanti, bigliettini, e dalla circostanza che lo stesso – come annotato dai verbalizzanti nel corso dei servizi di pedinamento – si fosse probabilmente accorto di essere seguito”.
    De Marco è stato bloccato la sera del 28 settembre dai carabinieri nell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove frequenta il corso di laurea triennale in infermieristica. Nell’ordinanza si elencano alcune attività svolte dagli investigatori. “A partire dal 26 settembre 2020 iniziava, dunque, una più mirata attività di controllo dei movimenti di Giovanni Antonio De Marco – si legge – nel corso della quale venivano acquisiti una banconota da 20 euro spesa dall’indagato il 26 settembre 2020 presso un negozio di fumetti sito in via SS. Giacomo e Filippo, e due preservativi ed alcuni fazzolettini utilizzati dal De Marco il pomeriggio del 27 settembre 2020, allorquando aveva un rapporto sessuale con una escort nell’appartamento di quest’ultima sito in Lecce”.

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    Cronaca

    Pubblicato
    3 ore fa
    in
    2 Ottobre 2020

    Non aveva invitato l’ex amico alla festa che aveva organizzato. E’ questo il motivo del pestaggio al ragazzo di 28 anni che ha perso un occhio a Ladispoli, dove due fratelli pugili e il cognato sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia.

    L’accusa nei loro confronti è di lesioni personali gravissime. Prima del pestaggio l’ex amico aveva minacciato la vittima con numerosi messaggi telefonici. Uno dei due fratelli ha precedenti per delitti conto la persona, contro il patrimonio e per uso di stupefacenti. Il provvedimento trae origine dalla denuncia presentata lo scorso 20 luglio, ai Carabinieri della Stazione di Ladispoli, da un 28enne, del posto. Il giovane ai militari aveva riferito che, la sera precedente, era stato aggredito e picchiato da due fratelli e dal loro cognato, per futili motivi, tali da causargli lesioni gravissime consistenti nella perdita di un occhio.
    Le indagini condotte dai militari, anche tramite le dichiarazioni di alcuni testimoni, hanno permesso di accertare che la vittima conosceva gli aggressori poiché iscritti alla stessa palestra; la sera dell’aggressione il giovane si trovava in compagnia della fidanzata e aveva incontrato la sorella dei due, che li aveva avvisati della presenza della vittima. Così i due fratelli e un loro amico sono andati sul posto e improvvisamente hanno assalito il giovane, lasciandolo per terra. Anche la sorella è indagata per violenza privata poiché ha impedito alla fidanzata della vittima di prestare soccorso. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, mentre la coppia si dirigeva alla macchina per recarsi in ospedale, i tre hanno continuato ad aggredire il ragazzo colpendolo, in particolare, con dei pugni al volto.

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    Coronavirus

    Pubblicato
    3 ore fa
    in
    2 Ottobre 2020

    Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e la fist lady Melania sono risultati positivi al coronavirus.

    Lo ha comunicato lo stesso Trump tramite un tweet sul proprio profilo ufficiale, poche ore dopo la notizia della positivita’ al virus di una delle piu’ strette collaboratrici del presidente, Hope Hicks. “Questa notte la First lady ed io siamo risultati positivi al Covid-19”, recita il tweet. “Inizieremo la quarantena e il processo di recupero immediatamente. Ne usciremo assieme”, ha scritto Trump. Hicks, che ha accompagnato Trump al primo dibattito presidenziale di martedi’ 29 settembre, si e’ sottoposta a tampone mercoledi’ sera, di ritorno da un comizio elettorale del presidente nel Minnesota, dopo aver accusato lievi sintomi influenzali. La Casa Bianca ha annunciato che Trump si e’ gia’ sottoposto ad un test, e che il risultato verra’ comunicato in tempi brevi.
    Dopo aver appreso che il suo stretto consigliere, Hope Hicks, aveva contratto il coronavirus, il presidente degli Stati Uniti è stato sottoposto a un tampone. Che ha dato esito positivo. Il presidente resterà alla Casa Bianca durante la quarantena ma “continuerà a svolgere le sue funzioni”, ha annunciato il suo medico. Un viaggio in Florida, previsto per venerdì, è già stato cancellato. Hope Hicks, 31 anni, era a bordo dell’Air Force One con il presidente degli Stati Uniti quando si è recato a Cleveland, Ohio, tre giorni fa per partecipare al dibattito contro Joe Biden.
    Ha anche viaggiato con lui mercoledì quando ha visitato il Minnesota per una manifestazione elettorale. I giornalisti statunitensi hanno notato che molte persone dello staff del presidente si sono apparentemente rifiutate di indossare una mascherina nella stanza mentre partecipavano al primo dibattito presidenziale a Cleveland, in Ohio.

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    Covid, il Tar conferma la chiusura delle discoteche: respinto il ricorso dei gestori

    Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dall’Associazione dei gestori delle sale da ballo per riaprire le discoteche, chiuse dal Governo per i rischi derivanti dall’incedere dai contagi da Covid-19. E’ prevalso l’interesse pubblico a tutela della salute.  Ecco quanto si legge nelle motivazioni che hanno portato i giudici amministrativi a rigettare le istanze dei gestori delle discoteche: “Nel bilanciamento degli interessi proprio della presente fase del giudizio, la posizione di parte ricorrente risulta recessiva rispetto all’interesse pubblico alla tutela della salute nel contesto della grave epidemia in atto” e “tale interesse costituisce l’oggetto primario delle valutazioni dell’Amministrazione, caratterizzate dall’esercizio di un potere connotato da un N. 06595/2020 REG.RIC. elevato livello di discrezionalità tecnica e amministrativa in relazione alla pluralità di interessi pubblici e privati coinvolti e all’esigenza di una modulazione anche temporale delle misure di sanità pubblica nella prospettiva del massimo contenimento del rischio”.

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    Frosinone, nel bagagliaio 208 piante di marijuana rubate: arrestati due napoletani

    In nottata i carabinieri del Norm di Cassino hanno fermato a Sant’Andrea del Garigliano, a Frosinone, una Lancia Y con due napoletani a bordo. Nel bagagliaio avevano 208 piante di marijuana che erano state rubate in un vicino campo dove erano legalmente coltivate per fini terapeutici. I due sono stati accompagnati nella Stazione carabinieri di […]
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    Riciclava i soldi del boss Guida: sequestro beni ad avvocato di Milano

    Attualità

    Pubblicato
    3 settimane fa
    in
    6 Agosto 2020

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    Riciclava i soldi del boss Guida: sequestro beni ad avvocato di Milano.
     
    La polizia e la guardia di finanza hanno eseguito ieri a Milano un sequestro di 3 milioni di euro a carico di un avvocato del foro di Milano condannata nel 2018 per avere riciclato su dei conti correnti elvetici i proventi illeciti del boss di camorra Vincenzo Guida, e nei confronti del suo compagno e convivente, pluricondannato per reati societari e tributari.

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    Napoletano ricercato per rapina: vendeva cocco sulle spiagge del Salento

    Napoletano ricercato per rapina: vendeva cocco sulle spiagge del Salento. Arrestato.

    Il pregiudicato napoletano di 59 anni, Vincenzo Tommolillo, ricercato dopo una condanna per rapina inflittagli il 30 gennaio 2019, e’ stato arrestato nel Salento dove trascorreva un periodo di vacanza durante il quale trovava il modo di guadagnare vendendo cocco sulle spiagge.

    A rintracciare l’uomo, condannato a due anni e sei mesi di reclusione, sono stati i poliziotti della Squadra mobile della questura di Lecce, i quali, avvalendosi della banca dati Sdi (Sistema di indagine), hanno appurato che sul 59enne napoletano gravava un ordine di arresto emesso dall’Ufficio esecuzioni penali della Procura di Napoli. Tommolillo e’ stato rinchiuso nel penitenziario leccese di Borgo San Nicola. LEGGI TUTTO