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    Boscotrecase, muratore ucciso a colpi di pistola

    Omicidio nel napoletano nel territorio del comune di Boscotrecase.
    Nel primo pomeriggio un uomo, Gaetano Ariosto, 48 anni di Napoli, già noto alle forze dell’ordine, è stato colpito da un colpo d’arma da fuoco ed è deceduto prima ancora dell’arrivo dei soccorsi. Sul posto, in via Rio, intorno alle 15,30 sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata.
    Presente anche il magistrato di turno, in corso le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti. La vittima faceva il muratore saltuariamente. LEGGI TUTTO

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    Napoli, processo Eternit a Bagnoli: chiesti 23 anni per Stephan Schmidheiny

    La Procura di Napoli ha chiesto 23 anni e 11 mesi di reclusione per l’imprenditore svizzero Stephan Ernest Schmidheiny.
    Il magnate e’ sotto processo davanti alla seconda Corte di Assise di Napoli come responsabile della morte di sei operai e due familiari di laboratori provocato, secondo i pm Giuliana Giuliano e Anna Frasca, “dalle gravi malattie sviluppate per la prolungata esposizione all’amianto” nello stabilimento che nel quartiere di Bagnoli dell’Eternit, anche nelle abitazioni degli operai, dove venivano lavate le loro tute da lavoro piene di polveri di amianto e in generale nelle case della zona.

    I sostituti procuratori, nel formulare le richieste alla Corte, hanno escluso le aggravanti, ma hanno tenuto conto, tra l’altro, della condotta sprezzante nei confronti del ‘sistema giustizia’ “manifestata dall”imputato ed evidenziata nelle interviste ai media”. Secondo la Procura di Napoli, cosi’ cone raccolto nelle testimonianze, “Schmidheiny era a conoscenza della nocivita’ dell’amianto” e in molti casi “non avrebbe neanche fornito le mascherine per proteggersi”. LEGGI TUTTO

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    Torre del Greco, spari contro la casa di un pregiudicato in via Litoranea

    A Torre del Greco, nel Napoletano, poco dopo la mezzanotte, i carabinieri sono intervenuti a via litoranea all’altezza del civico 56 per una segnalazione di esplosione di colpi d’arma da fuoco.
    Dai primi accertamenti, bersaglio del raid armato era l’abitazione al piano terra di un 35enne gia’ noto alle forze dell’ordine. Danneggiata la piastra messa a protezione del balcone dell’abitazione. I militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato 4 ogive. Indagini in corso. LEGGI TUTTO

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    Benevento, chiede ‘pizzo’ come emissario clan Sparandeo: arrestato

    Benevento. Pretendeva il ‘pizzo’ mensile dal titolare di un salone di bellezza, e, per convincere il commerciante a pagare, si era presentato come un emissario del clan Sparandeo, che controlla il racket delle estorsioni e il mercato della droga a Benevento.
    Mirko Polese, 30 anni pregiudicato di Benevento, e’ stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile sannita. L’indagine e’ partita nell’estate scorsa, quando il commerciante si e’ rivolto alle forze dell’ordine.
    Da li’ i riscontri alla testimonianza della vittima e per Mirko Polese il gip del tribunale di Napoli ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso. LEGGI TUTTO

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    Camorra, appello al Riesame per Ciro Di Lauro

    Presentera’ un’istanza Di appello per l’annullamento della misura cautelare in carcere, l’avvocato Claudio Davino, legale Di Ciro Di Lauro, arrestato lo scorso 22 febbraio dai carabinieri del Nucleo Investigativo Di Castello Di Cisterna i quali, insieme con la Dda Di Napoli, contestano, al figlio del capoclan Paolo Di Lauro, il duplice omicidio avvenuto a Melito (Napoli), il 21 novembre 2004, Di Domenico Riccio e Salvatore Gagliardi.
    Venerdi’ scorso, davanti al gip Di Napoli Ambra Cerabona Ciro Di Lauro ha sostenuto l’udienza Di convalida dell’arresto. La misura cautelare del carcere e’ stata notificata dai militari dell’arma anche ad altri tre indagati: si tratta Di Giovanni Cortese, Salvatore Petriccione e Ciro Barretta (gli ultimi due erano gia’ detenuti), ritenuti coinvolti, a vario titolo, nell’agguato maturato, secondo gli inquirenti, nell’ambito della cosiddetta “prima faida Di Scampia”. LEGGI TUTTO

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    Pompei, presi gli altri 2 rapinatori del b&b Villa Aurelia

    Pompei, presi gli altri 2 rapinatori del b&b Villa Aurelia. Il colpo fu messo a segno nell’agosto del 2020 da un gruppo di 6 persone
    Il gip di Torre Annunziata, nel Napoletano,ha emesso misure cautelari in carcere per due indagati per rapina pluriaggravata, porto illegale di arma da fuoco e ricettazione.

    Le indagini dei carabinieri hanno permesso di individuare gli ultimi responsabili di un ‘colpo’ avvenuto il 9 agosto 2020 a Pompei, quando un gruppo di 6 persone prese d’assalto il b&b Villa Aurelia, nel quale c’erano 14 tra residenti e turisti.
    I Rapinatori erano arrivati a bordo di due vetture, risultate poi rubate, munite di lampeggiante blu, e avevano convinto i proprietari delle strutture ricettiva ad aprire perché si erano presentati come carabinieri, avendo anche pettorine che riproducevano la sigla dell’Arma.
    Una volta entrati, i rapinatori avevano ammanettato e chiuso in un locale alcune delle vittime, rapinando tutti i presenti degli oggetti di valore e del denaro contante, minacciando gli altri con pistole che poi si rivelarono in parte vere e in parte giocattolo prive di tappo rosso.
    Uno dei turisti ospitati nel b&b però era riuscita a dare l’allarme al 112, anche se poi i Rapinatori se ne accorsero, presero il suo telefonino e lo buttarono a terra rompendolo. LEGGI TUTTO

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    Parrucchiera uccisa a Pontecagnano: caccia all’ex fidanzato

    Parrucchiera uccisa a Pontecagnano: caccia all’ex fidanzato. Emergono alcuni dettagli sulle ultime ore di Anna Borsa
    Emergono alcuni dettagli sulle ultime ore di Anna Borsa, la trentenne di Pontecagnano Faiano uccisa dall’ex fidanzato all’interno del negozio di parrucchiere dove lavorava, in via Tevere.
    L’uomo sarebbe entrato nel negozio e avrebbe sparato alla giovane senza lasciarle via di scampo. Questa mattina la donna non voleva andare a lavorare. Una fonte vicino alla ragazza ha raccontato all’Ansa che stamane “Anna aveva paura, era pensierosa” e aveva detto che “voleva andare via da Salerno”.
    Con l’ex fidanzato, A. E., si erano lasciati, dopo una lunga relazione, da circa otto mesi. Lui, da quanto si apprende, continuava ad avvicinarsi al negozio dove lei svolgeva l’attività di parrucchiera. Non è chiaro, al momento, se ci fossero stati già degli episodi di violenza che avrebbero potuto far presagire quanto accaduto oggi.
    Il medico legale Marina D’Aniello, ha cominciato l’esame esterno del corpo della giovane donna, mentre aul luogo del delitto sono arrrivati genitori e amici di Anna Borsa.
    Lo strazio e le lacrime dei parenti sono un copione purtroppo visto già in molte occasioni dall’inizio dell’anno.
    “Io gli ho detto ‘Alfredo, esci fuori’ – racconta ai cronisti una testimone dell’omicidio, che lavorava con la vittima – ma lui mi ha risposto ‘Le devo dire una sola cosa’. Era vestito tutto di nero, tuta, giubbino e scarpe, e aveva un trolley. Io avevo paura e anche Anna aveva paura. Anche lei gli ha detto ‘Esci fuori, vengo io fuori’. Era venuto già due o tre volte nelle scorse settimane, ma era sempre stato calmo, non come stamattina”.
    “Parlava calmo senza fare questioni allora – prosegue la donna – ma Anna aveva paura, viveva con la paura gia’ da mesi, da luglio. Lui non aveva mai accettato la separazione, era convinto che Anna fosse solo sua. In passato lo abbiamo cacciato fuori, ma oggi c’erano clienti”. Il ferito, secondo quanto lei riferisce, è Alessandro Caccavale, ora in ospedale, e la testimone precisa: “Era solo un amico. Si era trovato a passare per un saluto“. LEGGI TUTTO

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    Volla, lite al bar: 21enne ferito alla testa

    Un 21enne incensurato di Portici è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale del Mare di Napoli. Era stato aggredito in un bar di Volla. Gli assalitori nella fuga hanno anche esploso alcuni colpi di pistola.
    Intorno all’una, i carabinieri della locale Stazione e i colleghi della Compagnia di Torre del Greco sono intervenuti in via Gramsci, presso il lounge bar Alquimia, per la segnalazione di alcuni colpi d’arma da fuoco. Poco prima era scoppiata una lite all’interno del locale per cause ancora in corso di accertamento.
    Alcune persone, sembra tre, avrebbero aggredito con calci e pugni un altro cliente per poi allontanarsi. Subito dopo, all’esterno del bar, sono stati esplosi due colpi d’arma da fuoco e la porta finestra in vetro del locale è stata danneggiata.
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    L’aggredito, un 21enne incensurato di Portici, è stato portato all’Ospedale del mare di Napoli per lievi lesioni lacero contuse alla testa. Proseguono le indagini dei militari della Compagnia di Torre del Greco. LEGGI TUTTO

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    Utilizzavano minori per lo spaccio tra Napoli e Pozzuoli: 4 misure cautelari

    Gestivano un giro di spaccio tra Napoli, Quarto e Pozzuoli utilizzando anche minori.
    Nel corso della mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal GIP presso del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia -, nei confronti di 4 soggetti, ritenuti gravemente indiziati di aver gestito una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina nei comuni di Napoli, Quarto Flegreo e Pozzuoli (con il coinvolgimento di un minorenne).
    Le fonti di prova che hanno riunito la gravità indiziaria a carico degli indagati hanno trovato genesi in più complessa, sebbene non connessa, attività investigativa che ha interessato dinamiche delittuose controllate dal clan Polverino-Orlando-Nuvoletta.
    NOMI DEGLI ARRESTATI– DI CRISCIO Pasquale, classe 1979;– VACCARO Vincenzo, classe 1978;– VELLUSO Giuseppe, classe 1958; LEGGI TUTTO

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    Camorra: duplice omicidio, ergastolo per boss dei Casalesi

    La Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha condannato all’ergastolo per il duplice omicidio di Raffaele Diana e Nicola Martino, avvenuto a San Cipriano d’Aversa nel 1988, i boss del clan dei Casalesi Francesco Schiavone alias ‘Sandokan’, il cugino Francesco Schiavone ‘Cicciariello’, Francesco Bidognetti alias ‘Cicciotto ‘e Mezzanotte’ e Vincenzo Zagaria. Pene piu’ contenute – 15 anni di carcere – sono state inflitte ai collaboratori di giustizia Dario De Simone, Luigi Diana e Giuseppe Quadrano.
    In primo grado i capi del clan casertano erano stati assolti dalla Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ma la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli aveva fatto appello.

    Il duplice delitto e’ maturato nell’ambito della sanguinosa faida interna al clan dei Casalesi che scoppio’ dopo l’uccisione del fondatore della cosca Antonio Bardellino, con i suoi ex luogotenente, in particolare i due Schiavone e Bidognetti che avviarono una caccia agli esponenti del clan rimasti fedeli a Bardellino, tra cui appunto Diana e Martino. LEGGI TUTTO

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    Acerra, un revolver 357 magnum nascosto nel quadro elettrico

    Acerra. Un revolver 357 Magnum “Smith & Wesson” nascosta in un quadro elettrico.
    A ritrovarla i Carabinieri della stazione di Acerra durante una perquisizione in un palazzo popolare in Via Nobile, nel complesso Ice-Snei.Una pistola vera, pronta a sparare, con 6 proiettili già nel tamburo e ora posta sotto sequestro. Sarà sottoposta ad accertamenti balistici per verificare se sia stata utilizzare per ferire, ammazzare o per intimidire.
    Non solo questo. Nella stessa città i militari della sezione radiomobile di Castello di Cisterna hanno denunciato per ricettazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli un 34enne di origini rom, già noto alle forze dell’ordine. Era in Via Leone, a bordo di un’auto.
    Con lui altre 3 persone, fuggite appena la paletta dei carabinieri si è sollevata durante un posto di controllo. Il 34enne non ha fatto in tempo ed è stato bloccato. LEGGI TUTTO

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    Green pass falsi: restano in carcere la figlia del boss Bosti e il marito

    I giudici della dodicesima sezione del Tribunale del Riesame di Napoli hanno lasciato in carcere Maria Bosti, figlia del capoclan Patrizio, e il marito, Luca Esposito, ma per loro e’ caduta l’aggravante di aver agito con il metodo mafioso.

    La coppia e’ stata fermata il 17 gennaio scorso all’aeroporto di Fiumicino a Roma, in partenza per Dubai, con green pass falsi. L’indagine dei pm Ida Teresi e Alessandra Converso ha contestato ai due i reati di corruzione di incaricati di pubblico servizio.
    Secondo gli inquirenti, infatti, per poter salire sul volo diretto negli Emirati Arabi si sarebbero procurati a pagamento falsi certificati di avvenuta vaccinazione. Dalle indagini e’ emerso che i due hanno pagato per ottenere certificati falsi.
    Marito e moglie – difesi dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Nicola Pomponio – sono stati accusati, nell’ambito di un’indagine dei sostituti procuratori antimafia Ida Teresi e Alessandra Converso, di “corruzione di incaricati di pubblico servizio aggravato dal metodo mafioso e dalla finalita’ di agevolare il sodalizio di appartenenza”.
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    Secondo gli inquirenti, infatti, per poter salire sul volo diretto negli Emirati Arabi si sarebbero procurati a pagamento – attraverso medici compiacenti – falsi certificati di avvenuta vaccinazione SARS-Cov-2 e falsi certificati di test molecolare con esito negativo. Il Tribunale del Riesame ha ritenuto sussistente invece il reato di corruzione e per questo motivo ha confermato la misura cautelare del carcere. LEGGI TUTTO