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    Sgominata la gang dei furti delle auto di lusso, rubata anche una Maserati alla Riviera di Chiaia: 7 arresti

    Cronache » Cronaca » Sgominata la gang dei furti delle auto di lusso, rubata anche una Maserati alla Riviera di Chiaia: 7 arresti

    Cronaca

    Pubblicato
    7 giorni fa circa (07:17)
    il
    24 Novembre 2020

    [scriptless]

    Sgominata la gang dei furti delle auto di lusso, rubata anche una Maserati alla Riviera di Chiaia: 7 arresti.
    Ad esito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, i Carabinieri della Stazione Carabinieri di Chiaia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di 7 persone, di cui 1 sottoposto all’obbligo di firma, gravemente indiziate di associazione finalizzata al furto e alla ricettazione di veicoli.Gli indagati, tutti gravati da precedenti e residenti nell’area Vesuviana, avrebbero commesso, tra aprile e dicembre 2018, una serie innumerevole di furti di auto di lusso tra Napoli e provincia e nel territorio agro-nocerino-sarnese.

    Le indagini hanno preso il via proprio a seguito di un furto di un’ auto di grossa cilindrata sulla via Riviera di Chiaia di Napoli. I carabinieri hanno individuato la targa dell’autovettura utilizzata dagli autori del furto, arrivando, ad esito delle indagini a raccogliere gravi elementi sull’esistenza di una vera e propria struttura organizzativa che, con una specifica distribuzione dei ruoli tra gli associati, si occupava di individuare le autovetture da rubare, predisporre tutti i mezzi e gli strumenti necessari ed infine eseguire materialmente i furti.

    I reati predatori venivano commessi utilizzando sempre la stessa tecnica, consistente nella preventiva ricerca di una autovettura parcheggiata in strada da trafugare; una volta individuata veniva forzato il meccanismo di accensione del veicolo; infine, l’autovettura rubata guidata da uno dei complici, si allontanava, scortata dagli altri, e veniva ricoverata in capannoni preventivamente individuati. Tra la strumentazione utilizzata per i furti, rinvenuta e sequestrata dai carabinieri: chiavi vergini con cui sostituire le originali, telecomandi, jammer e dissuasori per i sistemi di allarme e di rilevazione GPS.

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    Cronaca

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    30 Novembre 2020

    Foto di repertorio

    E’ morto in serata il 69enne di Maiori che, oggi pomeriggio, in località Pietre di Tramonti, nel comune di Tramonti, è rimasto schiacciato da un cancello in ferro riportando ferite alla testa.
    Subito soccorso da alcune persone presenti in zona, che hanno sollevato la pesante struttura, l’uomo è stato affidato alle cure dei sanitari del 118 che lo hanno trasportato, a bordo di una eliambulanza, all’ospedale “Ruggi” di Salerno dove è deceduto. Sul posto, anche i carabinieri della locale stazione per i rilievi.

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    Malato psichico uccide la madre a botte a Torre del Greco

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Malato psichico uccide la madre a botte a Torre del Greco

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    1 settimana fa circa (16:11)
    il
    23 Novembre 2020

    Malato psichico uccide la madre a botte a Torre del Greco.

    Una donna di 56 anni è stata uccisa dal figlio 33enne a Torre del Greco.L’omicidio è avvenuto poco dopo l’una in un appartamento in via dei Remaioli. Il 33enne, che sarebbe affetto da problemi psichici, si sarebbe scagliato contro la madre picchiandola a morte. Sul posto è presente la Polizia di Stato. L’omicidio è avvenuto al culmine di una violenta lite udita dai vicini, che hanno allertato le forze dell’ordine. La donna, dopo la separazione dal marito, viveva con il figlio 33enne.

    L’uomo è al momento in stato di fermo al commissariato di polizia. Gli investigatori lo stanno interrogando per cercare di ricostruire la tragedia.

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    Cronaca

    Pubblicato
    3 ore fa
    il
    30 Novembre 2020

    Napoli. Guardano la partita di calcio fuori al bar: multati gestore e avventori.
    Ieri sera gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato, in via Carbonara, un gruppo di persone che seguiva un incontro di calcio da un televisore collocato all’esterno di un bar.I poliziotti,  con il supporto di una volante del Commissariato Vasto-Arenaccia, hanno sanzionato il gestore, un 23enne napoletano, e cinque avventori non rispettavano le misure anti Covid-19; inoltre, è stata disposta la chiusura del locale per 5 giorni.

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    Chiedono il pizzo a Piazza Mercato, pistolero del clan Mazzarella li mette in fuga: arrestati in tre

    Chiedono il pizzo a Piazza Mercato. pistolero del clan Mazzarella li mette in fuga: arrestati in tre. Soggetti vicini al clan “De Luca Bossa-Minichini-Rinaldi” tentano estorsione in una piazza di spaccio in zona Mercato. Vengono messi in fuga a colpi di pistola dal clan “Mazzarella”. Tutti finiscono in manette, arrestati dai Carabinieri.   Questa mattina, […]
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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Cronache » Flash News » Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    1 settimana fa circa (08:20)
    il
    19 Novembre 2020

    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.

    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.
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    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi). E ancora  Salvatore Riccardi,, 9 anni; Stanislao Marigliano, 4 anni e 2 mesi; Giuseppe Cozzolino, 6 anni; Raffaele Oliviero, 6 anni; Mario Reale, 6 anni; Salvatore D’Amico, 5 anni; Sergio Grassia, 6 anni; Francesco Luca Caldarelli, 10anni; Gennaro Tarascio, 9 anni; Gennaro Rinaldi, 6 anni; Carlo Dario, 5 anni di reclusione.

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    1 giorno fa
    il
    27 Novembre 2020

    Da quella residenza per anziani del Napoletano dove avrebbe dovuto essere amorevolmente accudita ne usci’ al tal punto disidratata da morire, qualche giorno dopo in un ospedale a Napoli.
    Un triste episodio sul quale per quattro anni ha indagato la Procura di Napoli e che oggi ha trovato l’epilogo con una condanna, esemplare, anche per il figlio dell’anziana donna, morta nel giugno del 2016. Insieme con il figlio-tutore dell’82enne, che affetta dal morbo di Alzheimer, sono stati condannati a 3 anni e 4 mesi di reclusione anche il legale rappresentante della Rsa, e l’unica operatrice sanitaria presente nella struttura.
    La sentenza e’ stata emessa nei giorni scorsi dalla Corte di Assise di Napoli. A tutti il sostituto procuratore Mario Canale, in forza alla sezione “Lavoro e colpe Professionali” coordinata dal procuratore aggiunto Simona Di Monte, ha contestato l’abbandono di persona incapace seguito dalla morte.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    1 giorno fa
    il
    27 Novembre 2020

    Il Gip del Tribunale di Napoli Nord, Vincenzo Saladino, ha revocato la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dalle pubbliche funzioni per uno dei sei medici in servizio all’Asl di Aversa, coinvolto qualche giorno fa nell’indagine della Procura di Napoli Nord su episodi di assenteismo dal posto di lavoro.
    Si tratta del dirigente medico Enzo Iodice, coordinatore dei covid team e responsabile dell’emergenza per l’Asl di Caserta, in passato sindaco di Santa Maria Capua Vetere ed esponente di rilievo del Pd e dell’Udc. La revoca e’ sopraggiunta dopo l’interrogatorio cui Iodice si e’ sottoposto, in cui ha chiarito che in qualita’ di dirigente non aveva l’obbligo di marcare il cartellino. Per la Procura di Napoli Nord e i carabinieri del Nas di Caserta, alla sede Asl di Aversa c’era una prassi consolidata di allontanamenti illeciti dal posto di lavoro; complessivamente sono stati accertati 270 casi di allontanamento non autorizzato, alcuni addirittura quotidianamente.
    Un dipendente, su 58 giorni di presenza registrati, si sarebbe allontanato illecitamente ben 36 volte. Ad operare le modifiche era l’addetto alla registrazione delle presenze. Le indagini sono iniziate nel 2017, dopo una segnalazione della Direzione Generale dell’Asl di Caserta la quale si era accorta che un dipendente modificava, accedendo al sistema, quasi quotidianamente le sue attestazioni di presenza. Il Nas ha poi accertato che erano 22 le persone (tra dipendenti e collaboratori) che truffavano l’Asl, alcune delle quali, pero’, nel frattempo, hanno cessato il rapporto di lavoro con la struttura sanitaria

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    Rapina una pizzeria e spara per coprirsi la fuga, ferisce due persone: arrestato

    Rapina una pizzeria e spara per coprirsi la fuga. ferisce due persone ma viene bloccato da carabiniere libero dal servizio. In manette 56enne. E’ entrato in una pizzeria di Via Paolo Borsellino a Casandrino, arma in pugno, e ha portato via i contanti che erano in cassa. Uno dei proprietari ha provato a fermarlo e […]
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    Condannato all’ergastolo ‘il diavolo’ Toni Essobdi Badre per la morte del piccolo Giuseppe

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Condannato all’ergastolo ‘il diavolo’ Toni Essobdi Badre per la morte del piccolo Giuseppe

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    3 settimane fa circa (18:19)
    il
    9 Novembre 2020

    E’ arrivata la sentenza che ha stabilito il massimo della pena per  colui che era stato definito “il diavolo” ovvero Toni Essobdi Badre.

    Il giovane migrante che il il 27 gennaio 2019, a Cardito, uccise a colpi di botte e di bastone il piccolo Giuseppe, uno dei figli della sua compagna. La terza Corte di Assise del Tribunale di Napoli(presidente Lucia La Posta) lo hainfatti riconosciuto colpevole di tutti i reati contestati e condannato all’ergastolo. La mamma della piccola vittima, Valentina Casa, e’ stata invece condannata a sei anni di reclusione per maltrattamenti e assolta dagli altri reati contestati. A Badre il giudice ha comminato anche l’isolamento diurno della durata di un anno.
    La sentenza, emessa dopo circa 5 ore di camera di consiglio, e’ stata preceduta dalle arringhe difensive di Francesco Cappiello, avvocato di Valentina Casa, che ha chiesto l’assoluzione per la sua cliente, e di Pietro Rossi, difensore di Badre, che ha fatto istanza di riqualificazione dei reati (omicidio volontario aggravato e tentato omicidio aggravato della sorellina di Giuseppe) in lesioni personali gravissime. Lo scorso 23 settembre, al termine delle requisitorie, i sostituti procuratori di Napoli Nord, Paola Izzo e Fabio Sozio hanno chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi, e tutte le pene accessorie, nei confronti di Tony Essobti Badre e di Valentina Casa, ex compagna di Badre.
    All’imputato e’ stato contestato l’omicidio volontario di Giuseppe e il tentato omicidio della sorellina di Giuseppe, di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla crudelta’ e dai futili motivi, dalla minorata difesa e dall’abuso delle relazioni domestiche (circostanza questa che riguarda Giuseppe e le sue due sorelline). Valentina Casa invece rispondeva, sul profilo omissivo, di tutti i capi d’accusa contestati a Badre. Presente alla lettura della sentenza anche il padre di Giuseppe e delle sue due sorelline, accompagnato dall’avvocato Gennaro Demetrio Paipais.

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    1 giorno fa
    il
    27 Novembre 2020

    Da quella residenza per anziani del Napoletano dove avrebbe dovuto essere amorevolmente accudita ne usci’ al tal punto disidratata da morire, qualche giorno dopo in un ospedale a Napoli.
    Un triste episodio sul quale per quattro anni ha indagato la Procura di Napoli e che oggi ha trovato l’epilogo con una condanna, esemplare, anche per il figlio dell’anziana donna, morta nel giugno del 2016. Insieme con il figlio-tutore dell’82enne, che affetta dal morbo di Alzheimer, sono stati condannati a 3 anni e 4 mesi di reclusione anche il legale rappresentante della Rsa, e l’unica operatrice sanitaria presente nella struttura.
    La sentenza e’ stata emessa nei giorni scorsi dalla Corte di Assise di Napoli. A tutti il sostituto procuratore Mario Canale, in forza alla sezione “Lavoro e colpe Professionali” coordinata dal procuratore aggiunto Simona Di Monte, ha contestato l’abbandono di persona incapace seguito dalla morte.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    1 giorno fa
    il
    27 Novembre 2020

    Il Gip del Tribunale di Napoli Nord, Vincenzo Saladino, ha revocato la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dalle pubbliche funzioni per uno dei sei medici in servizio all’Asl di Aversa, coinvolto qualche giorno fa nell’indagine della Procura di Napoli Nord su episodi di assenteismo dal posto di lavoro.
    Si tratta del dirigente medico Enzo Iodice, coordinatore dei covid team e responsabile dell’emergenza per l’Asl di Caserta, in passato sindaco di Santa Maria Capua Vetere ed esponente di rilievo del Pd e dell’Udc. La revoca e’ sopraggiunta dopo l’interrogatorio cui Iodice si e’ sottoposto, in cui ha chiarito che in qualita’ di dirigente non aveva l’obbligo di marcare il cartellino. Per la Procura di Napoli Nord e i carabinieri del Nas di Caserta, alla sede Asl di Aversa c’era una prassi consolidata di allontanamenti illeciti dal posto di lavoro; complessivamente sono stati accertati 270 casi di allontanamento non autorizzato, alcuni addirittura quotidianamente.
    Un dipendente, su 58 giorni di presenza registrati, si sarebbe allontanato illecitamente ben 36 volte. Ad operare le modifiche era l’addetto alla registrazione delle presenze. Le indagini sono iniziate nel 2017, dopo una segnalazione della Direzione Generale dell’Asl di Caserta la quale si era accorta che un dipendente modificava, accedendo al sistema, quasi quotidianamente le sue attestazioni di presenza. Il Nas ha poi accertato che erano 22 le persone (tra dipendenti e collaboratori) che truffavano l’Asl, alcune delle quali, pero’, nel frattempo, hanno cessato il rapporto di lavoro con la struttura sanitaria

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    L’assassino di Simone Frascogna scrive una lettera: ‘Chiedo scusa, non vivo più’

    Cronache » Flash News » L’assassino di Simone Frascogna scrive una lettera: ‘Chiedo scusa, non vivo più’

    Flash News

    Pubblicato
    10 ore fa circa (16:33)
    il
    7 Novembre 2020

    L’assassino di Simone Frascogna scrive una lettera: ‘Chiedo scusa, non vivo più’. Domenico Iossa ha scritto la missiva alla famiglia della giovane vittima.

    Ha voluto rilasciate dichiarazioni spontanee e chiedere scusa alla famiglia della vittima Domenico Iossa junior, il 18enne reo confesso dell’omicidio di Simone Frascogna, il 19enne accoltellato a morte a Casalnuovo la sera di martedi’ scorso al culmine di una lite scoppiata per una banalita’, motivi di viabilita’. Una morte assurda della quale devono rispondere anche un 16enne e un 17enne che erano con lui. Davanti al gip di Nola Sebastiano Napolitano e al suo difensore, l’avvocato Antonio Iorio, Domenico ha impugnato una penna e scritto poche righe:
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    “Io sottoscritto Domenico Iossa junior, nato ad Acerra il 28 maggio 2002, in relazione a quanto ho commesso la sera del 3 novembre 2020 voglio dire che da quella sera anche io, per un verso, non vivo piu’. Non vi sono parole per farvi comprendere come io stia male, non riesco a sopportare il peso di avere tolto la vita a un giovane ragazzo come me. Non ho mai commesso reati in vita mia, ho sempre lavorato da quando avevo 13 anni, il mio amore era ed e’ fare il carrozziere. Ormai anche io non vivo piu’ dentro di me. Voglio chiedere pubblicamente scusa alla famiglia di Simone, vi chiedo immensamente scusa, vorrei tanto tornare indietro e non fare cio’ che invece ho fatto. Ho sbagliato e sono pronto a pagare, sono tre giorni che non mangio e che non bevo perche’ non riesco sopportare il peso di avere tolto la vita ad un mio coetaneo. Chiedo ancora scusa alla famiglia di Simone. Io, non ho mai scelto una vita di strada”. Domenico Iossa e il suo avvocato difensore sono ora in attesa della decisione del giudice.
    Il sottoscritto avv. Ciro Russo , nella qualità di difensore di fiducia di Barone Carmine, trasmette formale istanza di rettifica ad articolo emarginato in oggetto , in quanto riporta immagine del predetto assistito in relazione alla lettera di Iossa Domenico junior, avente ad oggetto le proprie scuse alla famiglia di Simone Frascogna, pubblicata con vostro articolo del 07-11-2020.Questo difensore precisa , altresì, che la esatta contestazione a
    Il secondo indagato B. C, difeso dall’avvocato Ciro Russo, è accusato invece di tentato omicidio ai danni Di Salamone Luigi presso il Tribunale per i minorenni di Napoli -P.M. dott.ssa. Claudia De Luca – Gip dott.ssa Polito.

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    Flash News

    Pubblicato
    5 ore fa
    il
    7 Novembre 2020

    In leggera discesa i casi di covid oggi in Campania ma sempre altissimi. Sono infatti 4309 i nuovi casi con 15 persone deceduti. Lo comunica il bollettino dell’Unità di crisi della Regione Campania. Sono 22696 i tamponi effettuati
    Questo il bollettino di oggi:Positivi del giorno: 4.309di cui:Asintomatici: 4.010Sintomatici: 299Tamponi del giorno: 22.696Totale positivi: 82.318Totale tamponi: 1.097.897Deceduti: 15Totale deceduti: 811Guariti: 984Totale guariti: 16.001Report posti letto su base regionale:Posti letto:Posti letto di terapia intensiva disponibili: 590Posti letto di terapia intensiva occupati: 179Posti letto di degenza disponibili: 3.160Posti letto di degenza occupati: 1.756

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    ‘Non perdono’, il dolore della mamma di Simone Frascogna

    Cronache » Flash News » ‘Non perdono’, il dolore della mamma di Simone Frascogna

    Acerra

    Pubblicato
    3 settimane fa circa (08:46)
    il
    6 Novembre 2020

    “Alle mamme voglio dire che loro non si stanno piangendo un figlio sul marciapiede. Sono una donna credente, di chiesa, ma non perdono. Questo non lo perdono”.

    Sono le parole urlate durante la fiaccolata di ieri sera da Natascia Lipari, la madre di Simone Frascogna, il giovane ammazzato a coltellate martedì sera a Casalnuovo.
    Centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione a cui era presente anche il sindaco Massimo Pelliccia e altri consiglieri comunali. Il primo cittadino ha già annunciato il lutto cittadino il giorno dell’ultimo saluto a Simone. La fiaccolata si è conclusa sul posto dove lo sfortunato Simone è stato accoltellato l’altra sera dal 19enne di Acerra, Domenico Iossa. Arrivati sul posto dove ci sono bigliettini e mazzi di fiori appoggiato vicino a  un palo della luce, Luigi Frascogna, papà di Simone ha sollevato al cielo una lanterna cinese a forma di cuore. Poi davanti alle telecamere del Tg1 ha detto: “Mio figlio era buono, lui sfogava la sua rabbia sul pungiball di casa. Lui non avrebbe mai voluto la vendetta. Fonderò un’associazione col suo nome per aiutare attraverso lo sport i ragazzi difficili”.
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    In carcere anche i complici minorenni del giovane killer di Simone Frascogna
    Oggi l’assassino reo confesso Domenico Iossa, accompagnato dal suo avvocato Antonio Iorio comparirà davanti al gip del Tribunale di Nola, per l’udienza di convalida dopo la confessione resa l’altra sera davanti al pm Patrizia Mucciacito alla quale ha spiegato la dinamica dell’omicidio.
    (nella foto un momento della fiaccolata di ieri sera e nei riquadri in alto l’assassino Domenico Iossa e la vittima Simone Frascogna)

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    Omicidio nella notte a San Pietro a Patierno: ucciso 24enne

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    Acerra

    Pubblicato
    5 giorni fa
    il
    18 Novembre 2020

    Spari in strada ad Acerra dopo una lite per motivi di viabilità. E’ accaduto in prima serata in via Pio La Torre.

    Un automobilista 32enne incensurato ha tamponato uno scooter con due ragazzi in sella. L’urto era lieve, ma ne e’ nata una discussione e l’uomo ha dato un piccolo schiaffo alla nuca di uno dei due ragazzi. Questi ha chiamato il fratello, che ha preso la pistola e sparato contro il 32enne, ferendolo alla mano destra. L’uomo si e’ recato prima al pronto soccorso di Villa dei Fiori, poi alla polizia per denunciare l’accaduto. Secondo quanto si e’ appreso, l’aggressore sarebbe gia’ noto alle forze dell’ordine ed e’ ricercato. Sul posto, trovati due bossoli e una cartuccia.

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