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    Revisione del Testo unico degli enti locali, perché è utile?

    La revisione del Testo unico degli enti locali (Tuel).
    Questo il titolo del convegno che si terrà giovedì prossimo (30 giugno) nella sala Fanti dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.
    Dopo i saluti della presidente dell’Assemblea Emma Petitti i lavori, coordinati dal vicepresidente della Consulta di garanzia statutaria della Regione Emilia-Romagna Corrado Caruso, entreranno nel vivo con le relazioni della professoressa di Diritto amministrativo dell’Università di Bologna Claudia Tubertini e del titolare della cattedra di Diritto costituzionale all’Università di Pisa Andrea Pertici. A seguire tavola rotonda moderata dalla presidente dell’organo di garanzia statutaria nonché docente di Diritto costituzionale all’Università di Bologna, Chiara Bologna, cui interverranno il senatore Stefano Candiani, il sindaco di Cesena Enzo Lattuca, il primo cittadino di Reggio Emilia e presidente ANCI dell’Emilia-Romagna Luca Vecchi e il capo di Gabinetto del sindaco della Città metropolitana Sergio Lo Giudice.
    I lavori saranno conclusi dell’assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna, Paolo Calvano.

    Parità, diritti e partecipazione

    27 Giugno 2022 LEGGI TUTTO

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    Piccinini (M5s): “Qual è lo stato della scuola dell’infanzia a Monterenzio, nel bolognese?”

    “Qual è l’apporto che la Regione ha assicurato al Comune di Monterenzio, sotto il profilo finanziario o tecnico, per giungere al ripristino della piena agibilità della scuola?”.
    È la domanda principale che Silvia Piccinini (M5s) rivolge all’esecutivo regionale sulla scuola dell’infanzia del comune di Monterenzio. La capogruppo, nel ricordare la delibera della giunta comunale del paese alle porte di Bologna dello scorso aprile, per interventi di ripristino e miglioramento della scuola, sottolinea come si sia preso atto delle valutazioni espresse dal direttore dei lavori (all’inizio dei lavori di ripristino) dopo l’incendio che aveva danneggiato il plesso.
    In tale relazione si informava di uno stato di degrado complessivo dell’immobile, tanto da richiedere una modifica al secondo lotto funzionale dei lavori per consentire una corretta impermeabilizzazione delle coperture e il risanamento delle pareti ammalorate.
    Piccinini in aggiunta al quesito principale chiede anche alla giunta “se sia in grado di confermare che le attività scolastiche possano ripartire in concomitanza del prossimo anno scolastico” e “quali siano le valutazioni, anche tecniche, previste a tale fine, quindi per la ripresa delle attività scolastiche in piena sicurezza”.
    (Luca Boccaletti)

    Infrastrutture e trasporti

    27 Giugno 2022 LEGGI TUTTO

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    Appennino reggiano: le cooperative di comunità sconfiggono lo spopolamento

    Le cooperative di comunità fanno bene al territorio, il territorio fa bene alle cooperative di comunità. Un nuovo impulso alla legge sulle cooperative di comunità è venuto oggi dalla “commissione sul campo” che ha visto i componenti della commissione Politiche economiche, presieduta da Manuela Rontini, andare sul territorio per conoscere più da vicino alcune delle migliori esperienze di cooperative di comunità. Nello specifico al Ventasso, sull’Appenino reggiano, dove hanno sede tre importanti coop di comunità: la “Valle dei Cavalieri” (nata nel 1991, quando, a seguito della chiusura dell’ultimo bar del paese e dell’ultima “bottega”, i ragazzi della locale pro loco si sono rimboccati le maniche e hanno costituito la cooperativa), la “Briganti di Cerreto” (nata nel 2003 dalla precisa volontà di un gruppo di giovani, residenti a Cerreto Alpi, che avevano l’obiettivo di riqualificare e potenziare le attività locali) e la “Corte di Rigoso” (nata nel 2019, per volontà di un piccolo gruppo di residenti che volevano promuovere il ritorno in montagna puntando sulla gestione dei servizi essenziali e sulla riqualificazione del territorio).
    “Oggi vogliamo conoscere da vicino queste importanti realtà in modo da poter migliorare ancora la nostra attività legislativa, per dimostrare che la Regione sa essere sul territorio e sa ascoltare”, spiega la presidente Rontini, che ricorda come “sul tema cooperative di comunità abbiamo fatto una importante audizione e anche il progetto di legge in discussione tiene conto delle osservazioni delle parti sociali”.
    Sulla stessa linea la relatrice di maggioranza Nadia Rossi (Pd), per la quale “questa è una grande occasione per conoscere da vicino i benefici effetti delle cooperative di comunità, potendo così migliorare la nostra attività di legislatori”, e il collega relatore di minoranza Gabriele Delmonte (Lega) che ha ricordato come “abbiamo l’opportunità avere alcuni elementi in più per migliorare la legge. Quali miglioramenti? In realtà piccoli e precisi: in primo luogo essere sicuri di fare bandi che servano davvero al territorio, dove ci sono più difficoltà ci devono essere più premialità”.
    A fare gli onori di casa sono stati il sindaco di Ventasso, Enrico Ferretti (“E’ un onore per questo territorio avere come ospite la commissione Politiche economiche”), e il presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, Fausto Giovanelli.
    A raccontare le esperienze delle loro comunità sono stati i rispettivi presidenti o consiglieri.
    Dario Torri, presidente della cooperativa “Valle dei Cavalieri”,  “le cooperative di comunità hanno dimostrato come un territorio che stava morendo è rinato: agriturismo, turismo, cura del bosco sono tutti elementi che hanno permesso di creare lavoro e di convincere i nostri concittadini a non andare a vivere altrove, siamo molto felici che la Regione voglia legiferare su questo tema e le nostre aspettative sono molto alte, in questi anni abbiamo investito oltre un milione di euro sul territorio e abbiamo 8 dipendenti fissi e alcuni stagionali”, mentre Erica Farina, consigliera della cooperativa di comunità “I Briganti di Cerreto”, insiste molto sulla sinergia tra Regione e territorio. “Il fatto che si voglia fare una legge regionale sulle cooperative di comunità dimostra che esperienze come la nostra hanno avuto ragione, nello scegliere la via del coraggio nel dire che si doveva andare avanti nel costituire: è bello che la Regione legiferi su questo tema, l’Emilia-Romagna è la culla delle cooperative di comunità”. Toccante il racconto di Claudio Moretti, presidente della cooperativa “Corte di Rigoso” e per molti anni sindaco di Monchio delle Corti, un Comune dell’Appennino parmense: “La nostra cooperativa è nata in pieno lockdown, quando tutti chiudevano i nostri ragazzi iniziavano un’avvenuta molto bella che sta salvando il territorio, ha impedito lo spopolamento e permesso di tenere aperte delle attività economiche grazie alla collaborazione e al lavoro di tutti. Il nostro territorio stava chiudendo quando cinque ragazzi sono venuti da me e mi han detto che volevano aprire una cooperativa di comunità e mi han chiesto di dargli una mano: ho accettato, pochi pensavano che ce l’avremmo fatta. Dopo due anni siamo ancora qua: a Rigoso abbiamo 68 soci, in un territorio che ha una novantina di abitanti”.
    Racconti, testimonianze, fatti che hanno suscitato il commento unanime e favorevole dei consiglieri regionali presenti all’incontro.
    “Le cooperative di comunità permettono di tenere aperte attività che un singolo imprenditore non potrebbe gestire, da solo non ce la farebbe, è un bene che la Regione voglia intervenire a loro sostegno”, spiega Marco Mastacchi (Rete Civica), mentre Roberta Mori (Pd) sottolinea come “le cooperative di comunità si inseriscono a pieno nella vita della nostra regione, nella sua tradizione di terra dove la cooperazione ha saputo svilupparsi a vantaggio del territorio”. Sulla stessa linea Stefania Bondavalli (Lista Bonaccini) per la quale “questa legge si pone obiettivi ambiziosi e vuole aiutare il territorio a difendersi e a svilupparsi, come dimostrano i racconti fatti oggi dai rappresentanti delle tre cooperative di comunità, queste realtà hanno prodotto posti di lavoro”. Dal canto suo Luca Sabattini (Pd) ha ricordato l’importanza che ci sia chi “fa da stimolo alla nascita dell’idea di una cooperativa di comunità sul territorio ancora prima che nasca dal punto di vista giuridico: bisogna stimolare le persone e per questo servono figure professionali specifiche”, mentre Emiliano Occhi (Lega) ricorda come “troppe persone ancora pensano che si debba spopolare la montagna, perché così non bisogna portargli i servizi: le cooperative di comunità, invece, vanno nella giusta direzione, puntano a ripopolare la montagna mettendo insieme le forze”. Per Federico Alessandro Amico (ER Coraggiosa), invece, bisogna “capire le modalità con cui far collaborare le cooperative di comunità con gli enti parco, con le pro loco e gli altri circoli ricreativi: bisogna poi capire quali altre risorse mobilitare, tanto quest’anno quanto in futuro”.
    A sostegno della legge sulle cooperative di comunità sono intervenuti i rappresentanti delle principali centrali cooperative: Sara Manfredini (Legacoop) e Giovanni Teneggi (Confcooperative). Manfredini ha ricordato come “la nuova legge fa passi in avanti, quello che serve è la collaborazione con i territori: è importante che la nuova legge permetta alle singole cooperative di comunità di operare anche fuori dal proprio territorio e allo stesso tempo bisogna favorire la possibilità di diventarne soci”, mentre Teneggi ha voluto sottolineare che “le cooperative di comunità travalicano i territori e sono molte anche in assenza, almeno fino ad ora, di una norma specifica. In particolare, l’Appennino reggiano ne ha tenute a battesimo e ne fa vivere nove, è la realtà con la più alta densità di cooperative di comunità in percentuale rispetto ai residenti”.
    (Luca Molinari)
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    Imprese lavoro e turismo

    27 Giugno 2022 LEGGI TUTTO

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    Ustica 42 anni dopo. Petitti: “Ora piena giustizia”

    Foto di Giorgio Bianchi (Comune di Bologna)

    Bologna non dimentica e oggi, a 42 anni dall’anniversario della strage di Ustica, in Comune sono stati ricevuti i familiari delle 81 vittime alla presenza del sindaco Matteo Lepore, della presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e della presidente dell’associazione che riunisce i familiari delle vittime, Daria Bonfietti.
    “È ora che venga finalmente fatta giustizia e si smetta di inquinare prove ormai accertate, di mettere in discussione un processo che è arrivato a conclusioni definitive, e che si individui subito e senza ombra di dubbio la nazionalità degli aerei che volavano quella sera attorno al DC9 – ha dichiarato la presidente Petitti -.  Per onorare le 81 vittime che si sono inabissate quel maledetto 27 giugno nel mare di Ustica. Per rimarginare una ferita che ancora sanguina per la nostra regione, e per l’intero Paese. Lo dobbiamo ai famigliari delle vittime, che in questi 42 anni si sono battuti per andare fino in un fondo a una vicenda che non aspetta altro che piena giustizia. Alienanti sono stati i depistaggi che hanno impedito di conoscere con chiarezza quanto accaduto. Il nostro dovere, oggi, è continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso iniziative culturali, come quelle che sono state presentate in questi giorni, il lavoro quotidiano nelle istituzioni, la promozione di spazi altamente evocativi come il Museo per la memoria di Ustica di Bologna, un vero polo culturale di questa città, aperto anche al mondo della scuola, dell’Università. Aperto, appunto, alle nuove generazioni. Ricordare, raccontare, portare testimonianza.  Sono gli elementi essenziali per far sì che un atto di guerra in tempo di pace non resti impunito. Nel mare di quel 27 giugno c’è ancora una parte di tutti noi”.
    “Questa città – ha commentato Lepore – ha imparato a battersi per la verità e per la giustizia e attraverso il linguaggio dell’arte, anche quest’anno abbiamo deciso di raccontare cosa accadde a Ustica 42 anni fa, prendendo posizione in tutte le sedi, dalle istituzioni alle scuole. Attorno alla vicenda di Ustica si sta creando una comunità sempre più grande. Noi conosciamo la verità grazie al lavoro di magistrati e persone che hanno condotto le indagini nonostante i tentavi di depistaggio. Riconoscere i diritti in un paese come il nostro significa riconoscere cosa è successo: i cittadini devono sapere, dobbiamo affrontare tutta la verità. Le istituzioni italiane devono sentire l’esigenza di dare delle risposte”.
    Daria Bonfietti, nel suo intervento ha citato una lettera del presidente della Repubblica Sergio Mattarella inviata per la ricorrenza: “Sono trascorsi 42 anni da quella ferita profonda inferta al cuore del nostro Paese, una sofferenza diventata patrimonio comune”. Bonfietti ha quindi aggiunto: “Non credo sia inutile ricordare la nostra storia. Ma ancora c’è chi vuol far credere l’ovvietà di un cedimento strutturale. Noi vogliamo coinvolgere sempre più i giovani, aprire dialoghi con istituti culturali e con altri Paesi, collaborare con l’Europa e pensare ad altri progetti per mantenere viva la memoria. Chiediamo vengano resi ostensibili alcuni atti che riguardano la strage, non è più accettabile che si nasconda la verità”.
    Alessandro Gamberini, avvocato dell’associazione, ha aggiunto che “la storia di Ustica è un mosaico che si arricchirà ulteriormente ma probabilmente sarà difficile individuare la mano che ha ‘creato’ questa tragedia”.
    (Lucia Paci)
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    Assemblea

    27 Giugno 2022 LEGGI TUTTO

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    Gibertoni (Misto): “Sospendere e rivedere il percorso del Passante di Bologna”

    Ripensare complessivamente all’opportunità di realizzare il Passante di Bologna.
    È la richiesta che Giulia Gibertoni (Gruppo Misto) rivolge all’esecutivo regionale con un’articolata interrogazione.
    La capogruppo, ripercorrendo l’ultradecennale iter che ha portato all’attuale progetto di potenziamento in sede denominato “Passante di mezzo”, parlando di “devastanti impatti ambientali e sulla salute pubblica”. Proposte, prosegue, che “nascono per ridurre il traffico stradale aumentando all’infinito la capacità della rete stradale, ma è noto che l’aggiunta di nuove strade e lo spostamento di quote via via maggiori di merci trasportate su gomma può, al contrario, aggravare la congestione e aumentare i tempi di percorrenza, danneggiando inevitabilmente anche il trasporto pubblico, che si ritrova ad avere meno utenti, quindi meno risorse, quindi un servizio più scadente”.
    Ricordando le numerose perplessità che anche questa versione del Passante di Bologna ha scaturito anche tra gli attori direttamente coinvolti nell’operazione, Gibertoni sottolinea come questa infrastruttura, “nonostante l’azione di greenwashing in corso, porterà a un aumento netto delle emissioni complessive di gas climalteranti, gli eventuali miglioramenti sono indipendenti dalla realizzazione del Passante, infatti, già nelle proiezioni di Autostrade per l’Italia al 2025, una riduzione di NOx del 42 per cento ci sarebbe anche senza fare il Passante, per il solo effetto del rinnovo parco veicolare, il peso portato da questa nuova infrastruttura all’inquinamento dell’area bolognese sarà ingentissimo”.
    Sulla base della situazione che si è creata e rispetto ai dati riportati, Gibertoni chiede, in aggiunta al ripensamento dell’opera, la richiesta di immediata sospensiva.
    (Luca Boccaletti)

    Infrastrutture e trasporti

    27 Giugno 2022 LEGGI TUTTO

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    Sanità Forlì-Cesena. Lisei (Fdi): “Mercato Saraceno, rischio di chiusura notturna del pronto soccorso”

    La Regione chiarisca se è vero che in autunno potrebbe chiedere, in orario notturno, il primo soccorso dell’ospedale di comunità di Mercato Saraceno (Forlì-Cesena).
    È una delle richieste contenute nell’interrogazione di Marco Lisei, capogruppo di Fratelli d’Italia, il quale vuole sapere se ci sarà anche la rimodulazione di parte del personale medico in fascia notturna e in che cosa consista. Lisei chiede quindi se la giunta intenda “evitare tale chiusura o rimodulazione salvaguardando la qualità dei servizi sanitari e ospedalieri nel territorio” e anche quale sia il “piano di riorganizzazione del 118 nella Valle del Savio e più in generale il piano di riorganizzazione dei servizi sanitari e ospedalieri nella Valle del Savio e quali provvedimenti sono in previsione”.
    “Anche se da parte dei vertici dell’Ausl non ci sono ancora provvedimenti amministrativi ufficiali”, scrive il capogruppo Fdi, il pronto soccorso dell’ospedale Cappelli “potrebbe rientrare nel piano relativo alla riorganizzazione di servizio di 118 nella vallata del Savio”. La chiusura provocherebbe disagi ai cittadini dei comuni limitrofi, costretti “a recarsi all’ospedale Bufalini, ciò con grave pregiudizio per i cittadini di vallata considerata la distanza, con ulteriore aggravio dei carichi di lavoro per gli operatori attivi a Cesena”.
    Infine, Lisei ricorda che le dichiarazioni dell’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – relative all’inesistenza del rischio chiusura e delle rimodulazione del personale – e quelle del sindaco Pd di Mercato Saraceno “non rassicurano”.
    (Gianfranco Salvatori)

    Sanità e welfare

    27 Giugno 2022 LEGGI TUTTO

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    Gibertoni (Misto): “Concerto Jovanotti a Marina di Ravenna, nessuna traccia della Valutazione di incidenza ambientale”

    La Regioni spieghi come mai a due settimane dalla tappa a Marina di Ravenna del Jova Beach Party “ancora non ci sia traccia alcuna della apposita Valutazione di incidenza ambientale (Vinca, ndr), così come delle altre autorizzazioni di tipo ambientale e paesaggistico, e comunque tali atti non siano stati pubblicati, con un congruo anticipo, affinché fosse data la possibilità al pubblico di visionarli, così come è avvenuto in Abruzzo”.
    La richiesta di chiarimenti arriva, con un’interrogazione, da Giulia Gibertoni, capogruppo del Misto. A pochi giorni dall’evento musicale – 8 e 9 luglio – afferma Gibertoni, non è stato pubblicato alcunché agli albi pretori degli enti interessati (Comune di Ravenna, Parco del Delta del Po e altri), “si parla solo tramite stampa di riunioni tenutesi in Prefettura riguardanti il traffico, la sicurezza, l’ordine pubblico, la salute pubblica e, in ogni caso, argomenti non afferenti alla tematica ambientale per cui, ovviamente, ai tavoli prefettizi non hanno partecipato né sono state invitate rappresentanze delle associazioni di tutela ambientale né, a quanto risulta, nemmeno degli enti preposti alla tutela ambientale generale”. La zona è sottoposta a dichiarazione di notevole interesse pubblico dell’area litoranea compresa tra la foce dei fiumi uniti e il molo foranea sud comune di Ravenna, a 75 metri dalla riserva naturale pineta di Ravenna e a 185 metri dal Parco del Delta del Po.
    Il gruppo Misto ricorda che a un’interrogazione del novembre 2021 l’assessore alla Montagna aveva risposto che si sarebbe effettuata una Vinca. Oltre ai danni all’avifauna, in un periodo di nidificazione, nell’interrogazione si afferma che è stato distrutto anche un filare di tamerici di circa 65 metri. La direttiva europe del 1992, conclude Gibertoni, stabilisce che  ogni progetto che possa avere incidenza sul sito – anche se all’esterno ma vicino a siti protetti – è “oggetto di una opportuna valutazione dell’incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione”.
    (Gianfranco Salvatori)

    Ambiente e territorio

    27 Giugno 2022 LEGGI TUTTO

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    Lega: “Riprendere il dialogo per un cartello di benvenuto in Romagna su A14”

    “È possibile un confronto più sereno e costruttivo in merito alla possibilità di installare una cartellonistica stradale lungo il tratto dell’A14 che attraversa la Romagna con la scritta ‘Benvenuto in Romagna’ nell’ottica di una rinnovata strategia di marketing territoriale diretto?”.
    Ad avanzare la richiesta è la Lega con un’interrogazione a prima firma Daniele Marchetti e sottoscritta dai colleghi romagnoli del gruppo Andrea Liverani, Matteo Montevecchi e Massimiliano Pompignoli.
    Gli esponenti del Carroccio tornano a ribadire che “la cartellonistica stradale non svolge esclusivamente un’importante funzione per la circolazione e la sicurezza stradale ma serve anche a indicare al viaggiatore quale territorio sta attraversando, evocandone con immagini o slogan le caratteristiche culturali, storiche, turistiche anche con una funzione strategica di marketing territoriale” e a tal proposito ricordano i cartelli con la scritta “Benvenuti in Emilia” sull’autostrada A21 nei pressi di Parma.
    Visto l’acceso confronto sviluppatosi in Assemblea legislativa lo scorso 15 giugno, un’analoga risoluzione proposta dalla Lega è stata bocciata, i consiglieri del Carroccio tornano a richiedere un confronto sul tema per una strategia di comunicazione rivolta sia “alle migliaia di turisti che scelgono la Romagna per le loro vacanze e anche al potenziale bacino di turisti formato dalle centinaia di migliaia di viaggiatori che attraversano il territorio romagnolo percorrendo la A14”.
    (Luca Boccaletti)

    Ambiente e territorio

    27 Giugno 2022 LEGGI TUTTO

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    Alla Dozza si festeggiano i 10 anni di “Fare impresa”. Petitti: “Il lavoro prima di tutto”

    La presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti è intervenuta questa mattina, in rappresentanza della Regione Emilia-Romagna, al convegno “Perché ne valga la pena. Esperienze di reinserimento“, incontro nella casa circondariale di Bologna per celebrare i 10 anni del progetto “Fare impresa in Dozza” (FiD).
    Al convegno, moderato da Michele Brambilla, direttore QN e Il Resto del Carlino, oltre a Emma Petitti sono intervenuti Rosa Alba Casella, direttrice del carcere, il cardinale Matteo Maria Zuppi, Maurizio Marchesini, presidente FiD, Alvise Sbraccia dell’Università di Bologna, padre Giovanni Mengoli, presidente del gruppo CEIS, Mauro Palma, garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.
    “Sono lieta di partecipare a questa iniziativa insieme a persone che ben conoscono, nei loro differenti ruoli, che cosa è il carcere. Essere qui, oggi, tutti insieme, è un segnale forte, che mette subito in chiaro che i temi del carcere, i detenuti, i loro diritti e i loro problemi sono per noi molto importanti”. Così la presidente Petitti in apertura del suo intervento.
    “Il lavoro, anche in carcere, è un diritto, ed è un segno di civiltà -ha sottolineato-. È la stessa Costituzione, all’artico 27, a ricordarcelo quando afferma che ‘le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato‘. È proprio la rieducazione, che vuole dire la reintegrazione del detenuto nella società civile, a dare un senso alla pena detentiva. Da subito, occorre favorire percorsi, anche attraverso la presa di coscienza degli errori fatti, che consentano a questi uomini e donne di riprendersi la propria vita. Un trattamento pedagogico-risocializzante con obiettivi chiari. Per ripartire, per ricostruire”.
    “L’Emilia-Romagna -ha proseguito- è fra le regioni più attive in questa direzione, e il progetto di MARCHESINI GROUP ne rappresenta un esempio virtuoso. Oggi l’azione educativa in carcere serve a promuovere un cambiamento, non coercitivo, non correttivo, ma di opportunità. A queste azioni, all’interno delle strutture, ne devono poi seguire altre, all’esterno, per garantire a questi cittadini, attraverso la rimozione degli ostacoli che possono essere la causa di possibili recidive, di ripartire. Assicurare reti sociali di riferimento, garantire da subito i servizi minimi (anche sanitari), contare su un reddito (favorendo l’inserimento di queste persone nel mondo del lavoro) e su un alloggio”.
    “Un percorso di inserimento sociale a favore delle persone recluse -ha evidenziato la presidente Petitti- deve quindi rimuovere, innanzitutto, le cause sociali, culturali ed economiche che hanno contribuito a creare situazioni di rischio. Anche attraverso la partecipazione sociale come pratica di libertà. L’inclusione lavorativa delle persone più vulnerabili è una delle priorità nelle politiche regionali collegate al welfare. La stessa legislazione regionale si rivolge, in numerosi ambiti, alle persone più fragili e fra queste ci sono le persone che si trovano in carcere. L’obiettivo è contrastare la discriminazione sociale e l’esclusione lavorativa delle persone che hanno vissuto un’esperienza detentiva, questo anche attraverso la formazione. Le imprese e le cooperative attive nelle carceri, numerose in Emilia-Romagna, hanno un ruolo determinante rispetto a questo orientamento, proprio per assicurarsi che i progetti di inclusione lavorativa e sociale possano portare a miglioramenti concreti nella vita delle persone recluse. Il progetto ‘Fare impresa in Dozza’ va certamente in questa direzione. Un modello cui guardiamo con estremo interesse. Un’esperienza formativa che ha dato la possibilità a numerosi detenuti di essere assunti, dopo il carcere, dalle stesse aziende che hanno dato vita al progetto. I risultati sono sotto i nostri occhi”.
    “L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna -ha spiegato – si occupa direttamente di diritti dei cittadini. Centrale, in Assemblea, è l’operato degli ORGANI DI GARANZIA come il DIFENSORE CIVICO, il GARANTE DEI MINORI e il GARANTE DEI DETENUTI, che forniscono a chi ne ha bisogno un servizio gratuito: sono tanti i detenuti che periodicamente si rivolgono al nostro garante dei detenuti ROBERTO CAVALIERI, che ringrazio per l’importante lavoro che sta portando avanti”.
    “Oggi -ha concluso la presidente Petitti- viene inaugurata una struttura di accoglienza per persone che rientrano nell’area penale: detenuti e messi alla prova. La casa di via del Tuscolano, a Corticella, è un riferimento importante, un esempio di come deve essere tradotto un percorso di integrazione che riguarda persone in condizioni di oggettivo svantaggio, con, appunto, la prospettiva del reinserimento nella società. Un progetto che vede tanti attori coinvolti, e che ringrazio pubblicamente. Sono anche questi i nodi di una rete alla quale l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna crede fortemente e ne riscontra, quotidianamente, l’efficacia”.
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    (Cristian Casali e Luca Govoni)

    Assemblea

    25 Giugno 2022 LEGGI TUTTO

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    Donne protagoniste nella sanità, Petitti alla premiazione

    La presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Emma Petitti, ha partecipato oggi, all’Hotel Savoia Regency di Bologna, alla premiazione Protagoniste 2022 all’interno della Convention della Community Donne Protagoniste in Sanità. Un premio destinato alle esperienze virtuose su percorsi di salute dedicati alla donna, bilancio di genere e azioni per le pari opportunità all’interno delle aziende sanitarie.
    “È per me un piacere essere in un contesto che promuove e riconosce il protagonismo delle donne in ambito sanitario e in ogni percorso professionale femminile -ha commentato la presidente-. Oggi sono state premiate grandi professioniste che si sono distinte per aver favoritole pari opportunità attraverso l’impegno, la costanza, la relazione e lo scambio di idee. Uno sguardo al femminile fondamentale per affrontare i mutamenti di una società che vede sempre più donne affermarsi grazie al proprio talento e alla propria preparazione. Capacità che, però, spesso non vengono riconosciute né in termini retributivi, con un gender pay gap che rimane alto, né con la presenza delle donne in ruoli apicali, dove la rappresentanza femminile resta ancora un’eccezione”.
    “Nell’area medico-sanitaria -ha sottolineato- le lauree sono conseguite più frequentemente dalle donne, a indicare quanto sia di estremo interesse questo settore per le dinamiche lavorative femminili. Ma i dati emersi mostrano un’evidente disparità. Le donne, infatti, pur rappresentano il 65% dei medici e il 75% degli infermieri, guadagnano circa il 20% in meno. Senza contare che, a guidare i dipartimenti, sono per la maggior parte gli uomini e oltre a un certo livello di carriera le donne non riescono ad arrivare”.
    “Il lavoro da fare -ha concluso Emma Petitti- sia a livello pratico sia culturale è ancora tanto, ma di estrema importanza e attualità. Avere messo al centro il tema pone le basi verso un nuovo orizzonte condiviso, che vede le donne sempre più protagoniste e utilizza le migliori energie femminili per costruire una società sempre più equa, giusta e solidale, in campo sanitario e in ogni altro”.
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    Assemblea

    24 Giugno 2022 LEGGI TUTTO

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    Strage di Ustica: le iniziative per il 42° anniversario

    Denso di appuntamenti il calendario delle iniziative e degli eventi culturali promossi dall’Associazione parenti delle vittime della Strage di Ustica, con il sostegno di istituzioni, in particolare l’Assemblea legislativa, e soggetti privati, nel 42° anniversario della tragedia.
    Lunedì 27 giugno, alle ore 11, il momento istituzionale più rilevante: a Palazzo d’Accursio, sede del Comune di Bologna, il sindaco Matteo Lepore e la presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti incontrano l’Associazione parenti delle vittime.
    In continuità con quanto avvenuto negli ultimi anni, l’Associazione ha messo a punto una proposta artistica per celebrare l’anniversario e promuovere il Museo per la Memoria che parte da opere prime originali pensate per ricordare la strage e per fare memoria, cercando nel contempo di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni.
    Il programma si apre il 27 giugno con due installazioni artistiche-performative.
    La prima, “Zulu Time-Concerto Fantasma”, nel Parco della Zucca, è proposta da Alessandro Di Pietro, con la cura di Lorenzo Balbi, ed è realizzata in collaborazione con il MAMbo Museo d’arte moderna di Bologna, con l’intento di portare lo spettatore in un ambiente installativo e performativo per evocare un tempo e uno spazio della memoria. La seconda, è proposta nella sala del Centro Montanari a cura di Bruno Cappagli, direttore artistico e regista de La Baracca Testoni Ragazzi, dal titolo “Missing” e vede il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto Copernico attraverso laboratori dedicati alla poetica di Christian Boltanski.
    Il 6 luglio la rassegna ospita un Reading realizzato da un testo originale, “Lontano, intorno alle migrazioni sanitarie”, commissionato a Massimo Cirri e interpretato dallo stesso insieme a Laura Curino, che vuole raccontare i viaggi della salute e ricordare proprio coloro che erano sul DC9 Itavia e che stavano rientrando dopo un periodo di cura a Bologna.
    La registrazione audio dello spettacolo viene trasmessa il 26 giugno su Radio3 RAI.
    Il Parco della Zucca ospita il prossimo 13 luglio lo spettacolo di danza “The Fall”, di e con  Joy Alpuerto Ritter e Hannes Langolf realizzato in collaborazione con ERT Teatro Nazionale e inserito nella rassegna CARNE, focus dedicato alla drammaturgia fisica curato da Michela Lucenti.
    Il 14 luglio in occasione del primo anniversario dalla scomparsa di Christian Boltanski, l’Associazione intende ricordarlo con un lavoro originale che parte dal testo “Il Nascondiglio”  scritto dal nipote Christophe, che racconta una storia legata alla sua famiglia. La drammaturgia e la messa in scena sono affidati a Elena Bucci.
    Continua la collaborazione con Bologna Jazz Festival che porta davanti al museo “Tasti dedicati” Concerto per la Memoria interpretato da due pianisti: Rita Marcotulli e Dado Moroni.
    Il 27 luglio la rassegna, nell’ottica di dare risalto anche alla memoria del presente, ospita un appuntamento particolarmente significativo: lo spettacolo “Stanca di Guerra” interpretato da Lella Costa.
    Gli spettacoli nel Parco della Zucca terminano con La Notte di San Lorenzo, a cura di Niva Lorenzini e Filippo Milani, incentrata quest’anno sulle figure di Pier Paolo Pasolini e Gianni Celati, dal titolo “Come un animale senza nome”. La drammaturgia e la messa in scena sono affidati all’attore Lino Musella accompagnato dalle musiche di Luca Canciello.
    Nel mese di settembre, sempre per ricordare Christian Boltanski, presso il Centro Internazionale di Studi Umanistici Umberto Eco, viene realizzato un convengo dal titolo “Christian Boltanski, Arte e Memoria”. Il convegno è curato dalla Professoressa Patrizia Violi.
    Programma

    Scuola giovani e cultura

    24 Giugno 2022 LEGGI TUTTO

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    Lisei (Fdi): “Interventi urgenti nella Sacca di Goro per salvare la molluschicoltura”

    Le Commissioni in visita a Goro

    Programmare i lavori per salvaguardare l’area della Sacca di Goro, nel ferrarese, consentendo così la ripresa delle attività, e velocizzare la burocrazia “per gli interventi di ripristino dell’area, a seguito di eventi naturali, che non consentono le normali attività di allevamento e raccolta dei molluschi”.
    A chiedere la sistemazione della zona tra le più importanti per la coltivazione di molluschi (46 imprese ittiche di acquacoltura e 1.600 soci) è un’interrogazione del capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Lisei.
    L’ecosistema è danneggiato, scrive Lisei, dalle temperature elevate e dalla siccità del Po, ormai ai minimi storici, che risente anche del cuneo salino risalito per oltre 15 chilometri: fattori che compromettono la raccolta dei molluschi. La situazione è di emergenza, afferma il consigliere Fdi, e “i pescatori rimuovono quotidianamente grandi quantità di alghe”. La Regione ha previsto la Via (Valutazione di impatto ambientale) prima di avviare i lavori per ripristinare la normale idrodinamicità, ma “la richiesta di tale valutazione comporta un allungamento dei tempi che impediscono di svolgere celermente i lavori necessari, paralizzando di fatto le imprese ittiche”. Inoltre, “la giunta comunale di Goro intende predisporre la dichiarazione dello stato d’emergenza della Sacca”.
    L’impatto economico e sociale dell’emergenza, conclude Lisei, è importante perché “l’allevamento di molluschi rappresenta un volano per l’economia locale, un’area dove la venericoltura dà lavoro all’80% delle famiglie e Goro è la prima realtà produttiva di vongole in Italia e in Europa, la seconda nel mondo”.
    (Gianfranco Salvatori)

    Imprese lavoro e turismo

    24 Giugno 2022 LEGGI TUTTO