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    Afragola, ‘Protezione dagli amici delle palazzine’: arrestato

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    I carabinieri della sezione operativa di Casoria hanno arrestato per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso Marco Antonio Credentino, 31enne di origini venezuelane già noto alle forze dell’ordine.

    Un uomo travisato ha avvicinato un imprenditore edile del posto e chiesto 2mila euro, destinati a garantire la “protezione” del cantiere dove stava lavorando. Ha poi riferito che sarebbe passato nei giorni successivi per riscuotere.L’impresario non ha ceduto e ha denunciato tutto ai carabinieri che hanno organizzato un servizio di appostamento. A raggiungere il cantiere per incassare la somma proprio Credentino, presentantosi come appartenente a “quelli delle palazzine”. Prima che potesse allontanarsi il 31enne è stato bloccato, arrestato e tradotto al carcere di Secondigliano. LEGGI TUTTO

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    Castellammare, sorpresi a spacciare al rione Savorito: 2 arresti

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    Strade e piazze presidiate dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia nell’ambito di un servizio di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli.

    64 persone identificate, 39 i veicoli controllati.2 le persone arrestate: Luigi Spagnuolo (23enne) e Francesco Schettino (35enne), entrambi di Castellammare di Stabia e già noti alle forze dell’ordine.Sono stati sorpresi nel rione Savorito mentre cedevano a 3 “clienti” hashish, marijuana e crack. La droga è stata sequestrata, gli assuntori segnalati alla Prefettura. Spagnuolo e Schettino, invece, sono stati sottoposti ai domiciliari in attesa di giudizio. Dovranno rispondere di spaccio di stupefacenti.3 le sanzioni per altrettante persone, per violazioni alla normativa anticontagio.Numerose le contravvenzioni al cds, gran parte delle quali per guida senza casco (…ma con mascherina) e assenza di copertura assicurativa. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni LEGGI TUTTO

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    Napoli, in auto con 8 panetti di hashish ‘Made in Amsterdam’: arrestato

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    Girava in auto con un carico di hashish: intercettato e arrestato.
    Ieri pomeriggio personale della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, in corso San Giovanni a Teduccio hanno fermato un’auto con un uomo a bordo.
    I poliziotti hanno controllato il veicolo ed hanno rinvenuto, in uno zaino posizionato sul sedile posteriore, due confezioni contenenti 8 panetti di hashish del peso di circa 800 grammi.
    Giuseppe Sabatino, 46enne porticese con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Ora le indagini continuano per accertare a chi era destinato quel quantitativo di sostanza stupefacente e  se il pregiudicato lavorasse per conto di qualcuno. LEGGI TUTTO

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    Giugliano, ‘Sono del clan e non pago’, faceva la spesa gratis: arrestato

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    Giugliano, ‘Sono del clan e non pago’: faceva la spesa gratis: arrestato.

    I carabinieri della stazione di Varcaturo hanno arrestato Carmine Giglio, 40enne del posto già noto alle forze dell’ordine, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord. L’uomo dovrà scontare 6 anni e 8 mesi di reclusione per estorsione continuata in concorso ed aggravata dal metodo mafioso.

    Nel 2017, millantando l’appartenenza ad un clan operante sul territorio (non meglio specificato), aveva preteso in maniera continuativa e senza pagare, generi alimentari da un negozio di via Ripuaria. Alle proteste dei proprietari, aveva prima minacciato di incendiare il negozio poi tentato di rubare lo scooter ad uno di loro. E ancora aveva messo a soqquadro il negozio portando le vittime, dopo un periodo esasperante, a denunciare quanto subito. Giglio è ora in carcere LEGGI TUTTO

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    Si fingevano poliziotti e rapinavano le coppiette sulla Statale: arrestati

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    Si fingevano poliziotti e rapinavano le coppiette sulla Statale: arrestati due cittadini dell’est europeo. Si cercano i complici.

    Nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, personale del Commissariato di P.S. di Giugliano-Villaricca ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare coercitiva personale in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, per il reato di rapina aggravata nei confronti di:

    SEFEROVIC Roberto cl. 91, pregiudicato attualmente detenuto presso casa Circondariale di Napoli Poggioreale;
    HADZOVIC Remzija cl. 90, pregiudicato Ritenute responsabili in concorso tra loro di rapina aggravata dall’uso delle armi.
    Le indagini hanno permesso di rilevare numerosi ed univoci elementi di responsabilitĂ  a carico degli odierni indagati in relazione ad una rapina posta in essere nel mese di Giugno 2020. Alle ore 01.00 circa del 14 giugno 2020, i due malfattori, unitamente ad altri soggetti, allo stato non identificati, a bordo di autovettura Fiat bravo dotata di lampeggiante simile a quelli in uso alle forze di Polizia e simulando un controllo, perpetravano una rapina ad una coppia ferma in auto sulla SS Quater, asportando denaro e preziosi nella loro disponibilitĂ .

    Durante le concitate fasi della rapina, uno dei rapinatori percuoteva violentemente una delle vittime, mentre al fine di evitare qualsiasi reazione, un altro li minacciava con un fucile a canne mozze.

    Grazie alle attività d’indagine effettuate dalla squadra investigativa del Commissariato di P.S. di Giugliano – Villaricca, gli autori sono stati identificati e sottoposti a custodia cautelare.

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    Gli indagati, gravati da numerosi precedenti penali e di polizia, risultano coinvolti in altri e precedenti condotte delittuose analoghe a quelle che hanno determinato l’emissione dell’odierno provvedimento. LEGGI TUTTO

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    Torre del Greco, soldi ogni settimana e spesa senza pagare: arrestato

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    Torre del Greco. Chiedeva soldi ogni settimana e faceva la spesa senza pagare in un noto esercizio commerciale di alimentari: arrestato 44enne.

    Stamane gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Torre del Greco, in esecuzione di due ordinanze cautelari applicative della misura della custodia cautelare in carcere emesse dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su conforme richiesta della Procura della Repubblica, hanno proceduto all’arresto di F.F. di anni 44 di Torre del Greco, in quanto gravemente indiziato dei delitti di estorsione continuata ai danni della titolare di un noto esercizio commerciale di Torre del Greco e di maltrattamenti ai danni della ex compagna.

    Le indagini della squadra investigativa del Commissariato Pubblica Sicurezza di Torre del Greco, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, avviate a seguito della denuncia presentata dalla titolare dell’ esercizio commerciale, hanno consentito di accertare che l’uomo arrestato da circa un anno avanzava richieste estorsive nei confronti della donna, minacciandola in più occasioni anche presentandosi presso il  suo esercizio commerciale.

    Per effetto di tali condotte la donna è stata costretta, da un lato, a versare nelle mani dell’indagato ogni settimana somme di denaro che variavano dai 50 ai 200 euro per volta, dall’altro a tollerare che lo stesso, con cadenza quotidiana, prelevasse prodotti alimentari senza pagare. Nel corso dell’attività investigativa sono emersi altresì ulteriori elementi, riscontrati con successivi approfondimenti, che hanno consentito di accertare che F.F. almeno negli ultimi tre anni aveva posto in essere reiteratamente condotte vessatorie e violente di particolare gravità ai danni della compagna, anche in presenza dei figli minori di quest’ultima. LEGGI TUTTO

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    Turista inglese stuprata a Meta: condanne dimezzate

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    Dimezzate le pene per i cinque ex dipendenti dell’hotel Alimuri di Meta, accusati di stupro ai danni di una turista inglese: in appello cade l’aggravante della somministrazione di droghe.

    Secondo i giudici della quinta sezione penale della Corte d’Appello di Napoli la cinquantenne del Kent, Mary, fu stuprata dal branco ma non fu drogata, o almeno non ci sono prove che sia stata drogata. E per questo che hanno confermato le accuse di violenza di gruppo, ma non hanno ritenuto di poter confermare che la vittima, al momento della violenza, fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti. Le motivazioni che hanno indotto i giudici a tale decisioni e che ha comportato addirittura uno sconto di pena, saranno note tra 90 giorni.

    Quindi sono arrivati gli sconto di pena per Gennaro Davide Gargiulo condannato in primo grado a 9 anni di reclusione, ne dovrà scontare quattro di anni e otto mesi. Per Antonino Miniero, Fabio De Virgilio e Francesco Ciro D’Antonio la condanna in appello risulta dimezzata da otto a quattro anni di reclusione. Per Raffaele Regio, infine, condannato in primo grado a quattro, ora ne dovrà scontare tre.

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    Nella ricostruzione dei fatti, si è innestato un dubbio non di certo secondario, sostenuto dall’accusa durante tutto il dibattimento: Mary aveva raccontato di avere ricordi non completi di quella notte, sintomi che richiamavano a un possibile consumo della cosiddetta droga dello stupro (ghb), che amplifica i suoi effetti se assunta insieme a massicce dosi di alcool.
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    ‘Ma quale stupro di gruppo? La signora era consenziente’ la difesa dei giovani accusati dalla turista inglese

    Questa tesi venne accolta dai giudici di primo grado, anche se non esisteva la certezza scientifica della presenza di droga se non, in parte, riscontrata dall’esame del capello che però non dà una data certa. In secondo grado invece, è passata la tesi difensiva e, dunque, la concessione agli imputati delle attenuanti generiche.

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    Gli imputati, sebbene siano stati ritenuti ugualmente responsabili della violenza sessuale di gruppo ai danni di Mary, in vacanza nella Penisola sorrentina insieme alla figlia 25enne, giĂ  nella prossima estate potrebbero ritornare liberi in quanto detenuti da maggio 2018. LEGGI TUTTO

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    Torre Annunziata, controlli dei Noe nell’ex Aprea Mare: 7 indagati

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    Controlli dei Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale, coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, per contrastare il fenomeno delle violazioni in materia ambientale presso i principali impianti produttivi e di trattamento di rifiuti in provincia di Napoli.

    Dopo circa un mese dai primi sequestri, i Carabinieri del Noe di Napoli, supportati dai militari del Gruppo di Torre Annunziata, hanno concluso le attività di verifica degli opifici industriali operanti nell’ambito del polo nautico “ex area Aprea Mare”, ubicato nel Comune di Torre Annunziata e gestito dalla società “Condominio Marina di Torre Annunziata”, al cui interno insistono aziende operanti nel settore dell’alaggio, rimessaggio e manutenzione natanti. In sede di primo controllo i militari del reparto Speciale dell’Arma, dopo aver accertato che l’impianto di depurazione per le acque nere, di dilavamento e meteoriche a servizio dell’intero polo nautico presentava gravi malfunzionamenti che ne avevano compromesso il funzionamento, tanto che i rifiuti liquidi, accumulati all’interno di una vasca di accumulo, tramite un sistema di bypass e pompe sommerse venivano sversati direttamente sul nudo terreno, sottoponevano a sequestro sia l’impianto di depurazione che il by pass.

    Nei giorni successivi i Carabinieri del NOE hanno dato inizio ad una serie di controlli a tappeto su tutti gli opifici presenti all’interno del polo nautico, allo scopo di verificare la regolarità e il rispetto della normativa ambientale a tutela delle matrici suolo, acqua e aria.Al termine dell’attività ispettiva i militari dell’Arma hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata:

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    – nr. 1 persona per scarico di acque reflue sul suolo in assenza di autorizzazione;

    – nr. 2 persone per gestione illecita di rifiuti, con contestuale sequestro di nr. 2 aree ove erano illecitamente stoccati rifiuti speciali pericolosi e non;
    – nr. 4 persone per emissioni in atmosfera non autorizzate.Alcuni opifici, allo scopo di sottrarsi ai controlli, avevano sospeso temporaneamente la propria attività; ciò nonostante i responsabili sono stati rintracciati e denunciati all’A.G. per le mancanze poi contestate dagli investigatori al termine dei controlli.

    Su delega della Procura torrese sono in corso le verifiche necessarie finalizzate ad accertare il livello di contaminazione del suolo ove venivano scaricati i rifiuti liquidi e a classificare i rifiuti abbandonati per il successivo corretto smaltimento, a spese degli indagati. LEGGI TUTTO

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    Bus precipitato dal Viadotto: legali ‘Autostrade’ chiedono nuova perizia

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    Botta e risposta, oggi, tra avvocati e sostituto procuratore generale, durante l’udienza del processo d’Appello in corso a Napoli sulla tragedia del bus precipitato il 28 luglio 2013 sull’autostrada A16, che costo’ la vita a oltre 40 persone.

    I legali di “Autostrade” hanno infatti presentato al giudice la richiesta di una nuova perizia sulla dinamica dell’incidente e anche sulla corrosione dei perni che, secondo i legali, non era prevedibile. A questa richiesta si sono opposti sia il sostituto procuratore generale Stefania Buda e l’avvocato Sergio Pisani, legale di Gennaro Lametta, proprietario del bus. Entrambi hanno infatti sostenuto che su entrambi gli aspetti sia stata fatta piena luce dalla perizia acquisita dai giudici di primo grado. Accertamenti eseguiti dai periti nominati dalla Procura di Avellino che hanno stabilito in maniera chiara l’angolo di impatto del bus contro le barriere e anche lo stato di corrosione dei perni.

    L’avvocato Pisani ha anche ricordato le dichiarazioni rese dai sopravvissuti durante il processo, secondo le quali l’autobus, nella fase finale, viaggiava parallelamente ai news jersey (le barriere di contenimento laterali, ndr)”. “Le foto allegate agli atti – ha spiegato Pisani – evidenziano come lo stato di degrado dei tiranti di ancoraggio dei new jersey: era logico che in un punto come quello dove e’ avvenuto l’incidente, l’uso del sale per sciogliere la neve avesse effetti anche sugli ancoraggi”.

    Il prossimo 25 marzo, i giudici della seconda sezione penale (presidente Miele), dovranno pronunciarsi sulla richiesta degli avvocati degli imputati ma anche relativamente alle istanze del sostituto procuratore generale, che ha chiesto l’acquisizione di alcune conversazioni intercettate dalla Procura di Avellino subito dopo la lettura della sentenza di primo grado, e dell’avvocato Pisani che invece ha chiesto l’escussione del meccanico che pochi giorni prima della tragedia esegui’ un controllo al serraggio dei perni della trasmissione del bus, la cui rottura mise fuori uso i freni. LEGGI TUTTO

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    Napoli, pacchi di soldi a casa dell’imprenditore dei rifiuti per corrompere tutti

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    Ammontano a ben oltre 4 milioni di euro, ed erano stipati in borsoni, sistemati in cantina, i pacchi di contanti sotto vuoto trovati dalla Guardia di Finanza a casa di Salvatore Abbate.
    L’imprenditore arrestato è accusato di corruzione e traffico di rifiuti dalla Procura di Napoli che ha delegato alle fiamme gialle e alla Polizia di Stato i 17 arresti (3 in carcere e 14 ai domiciliari) e due sospensioni di 6 mesi dall’esercizio della funzione pubblica. Ci sono volute molte ore per terminare i conteggi dell’ingente somma che va a suffragare l’ampio quadro probatorio riguardante i reati di riciclaggio e reimpiego di denaro emerso dalle pagine dell’ordinanza.
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    L’imprenditore aveva a sua disposizione anche rappresentanti delle forze dell’ordine che in cambio di denaro lo tutelavano informandolo circa le indagini e svolgevano quasi funzioni di consulenti. I reati ipotizzati dagli inquirenti sono corruzione e favoreggiamento. Gli indagati si chiamano Vittorio Porcini, sostituto commissario in servizio nel commissariato napoletano di Ponticelli (arresti domiciliari) e i suoi colleghi Domenico Boenzi e Sabatino Domenico, ai quale e’ stata comminata una sospensione semestrale dell’esercizio della funzione pubblica. Consistenti cifre sono state trovate dai finanzieri anche a casa di altri soggetti coinvolti nell’indagine coordinata dai pm Ivana Fulco e Henry John Woodcock.

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    Tra il 2017 e il 2018 tonnellate di rifiuti che doveva essere smaltiti nelle discariche finivano in mare. E cio’, secondo la procura di Napoli, anche a causa di appalti ottenuti in cambio di tangenti pagate ai vertici dell’epoca della Sma Campania, la societa’ controllata al 100 % dalla Regione Campania che si occupa tra l’altro di risanamento ambientale e delle bonifiche. La tecnica era semplice: l’affidamento diretto degli appalti, con la “somma urgenza” e quindi senza passare per fare pubbliche. Lavori che finivano sempre alle stesse aziende che facevano riferimento, secondo l’accusa, a Salvatore Abbate, detto ‘totore a’ cachera’.
    Abbate viene definito dai pentiti un elemento per i clan Sarno, Mazzarella, Cuccaro e De Micco. Per i suoi affari ‘usava’ tre poliziotti che lo avrebbero informato in cambio di soldi. Luciano Passariello, ex presidente della Commissione d’inchiesta della Regione Campania era per la procura e il gip “un controllore che non controllava”. Lorenzo Di Domenico, direttore generale “pro tempore” della Sma, e’ accusato di avere accettato la promessa di una tangente del 7% dell’importo pattuito per l’indebito affidamento con procedure d’urgenza dello smaltimento di 10 mila tonnellate di fanghi nei depuratori di Napoli Nord, Marcianise, Succivo, e Regi Lagni, comuni tra Napoli e Caserta. Agli arresti domiciliari anche Luigi Riccardi, che era il coordinatore degli impianti di depurazione della Sma Campania, direttore dell’impianto di depurazione di Napoli Est e all’epoca dei fatti anche dell’impianto di depurazione di Marcianise, in provincia di Caserta, per suo figlio Vincenzo, per Errico Foglia, direttore direttore dell’impianto di depurazione di Acerra, all’epoca dei fatti gestito dalla Sma. Tra febbraio e maggio 2018, Riccardi e Foglia hanno disposto lo smaltimento di ben 6mila tonnellate di fanghi che finiranno in mare. LEGGI TUTTO

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    Mazzette e corruzione per coprire l’inquinamento: indagati anche funzionari di polizia

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    Corruzione: ci sono anche rappresentanti di forze dell’ordine, della criminalita’ organizzata, imprenditori e diversi amministratori pubblici della Sma Campania nell’inchiesta di polizia e Guardia di Finanza che ha portato all’emissione di 16 misure cautelari in Campania.

    Tra questi Lorenzo Di Domenico, direttore generale “pro tempore” della SMA, accusato di avere accettato la promessa di una tangente del 7% dell’importo pattuito per l’indebito affidamento con procedure d’urgenza dello smaltimento dei fanghi nei depuratori di Napoli Nord, Marcianise, Succivo, e Regi Lagni. Per Di Domenico sono stati disposti i domiciliari. Coinvolti negli episodi corruttivi, a cavallo tra il 2017 e il 2018, anche Luigi Riccardi (coordinatore degli impianti di depurazione della SMA Campania, direttore dell’impianto di depurazione di Napoli Est e all’epoca dei fatti anche dell’impianto di depurazione di Marcianise, in provincia di Caserta), per il quale il gip ha disposto gli arresti domiciliari, tra i destinatari delle 16 misure cautelari notificate oggi dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza. Gli arresti domiciliari sono stati disposti anche Errico Foglia (direttore dell’impianto di depurazione di Acerra, all’epoca dei fatti gestito dalla SMA); l’ingegnere Giacomo Perna (responsabile della manutenzione presso SMA), il dirigente della Regione Campania Lucio Varriale e Agostino Chiatto, anche lui dipendente della SMA e segretario del politico Luciano Passariello. I reati ipotizzati dagli inquirenti sono, a vario titolo, a vario titolo dei reati di corruzione, riciclaggio, inquinamento ambientale, emissione di fatture per operazioni inesistenti e trasferimento fraudolento di valori.

    Finiscono agli arresti Salvatore Abbate, Salvatore Tedesco e Giuseppe Savino; ai domiciliari invece Rolando Abbate e Cristina Abate, ma anche   Michele Furino, Abramo Maione, Vittorio Porcini,  Luigi Riccardi, Vincenzo Riccardi, e Giuseppe Auletta. Sospesi per sei mesi Domenico Boenzi e Domenico Sabatino. Tra gli indagati figura anche Vittorio Porcini, stimato sostituto commissario a Ponticelli, che risponde di rivelazione di segreto in favore di Abbate (soggetto ritenuto vicino ad ambienti del crimine locale), in cambio di presunti favori o altri benefit. Porcini è ai domiciliari e avrà modo di dimostrare la fondatezza della propria versione, nel corso del seguito delle indagini, assieme agli altri indagati.Agli atti dell’inchiesta condotta a carico della Sma, è stata rinvenuta una somma di denaro talmente ingente da essere trasportata con un carrello.

    L’ex consigliere regionale Luciano Passariello e’ indagato nell’ambito dell’inchiesta. Contestualmente, sono in corso sequestri di immobili, societa’ e denaro contante per un valore di oltre 4 milioni di euro. I pm nei confronti di Passariello avevano chiesto l’arresto nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione del sistema di depurazione in Campania. Il gip pero’ non ha ravvisato gravi indizi di responsabilita’. Piu’ grave la posizione del suo addetto alla segreteria politica, Agostino Chiatto, che era dipendente della Sma.Misura cautelare custodia in carcere, per:1. ABBATE Salvatore, nato a Napoli il 29.03.1968, per i reati ex art. 319 – 321 – 648 bis e 512 bis c.p.;2. SAVINO Giuseppe, nato a Napoli il 29.02.1976, per reati ex art. 648 ter c.p. – art. 8 D.Lgs. 74/2000 e 512 bis c.p.;3. TELESCO Salvatore, nato a San Giorgio a Cremano (NA) il 29.12.1989, per il reato ex art. 648 bis c.p..Misura cautelare degli arresti domiciliari, per:4. ABATE Cristina, nata a Napoli l’11.12.1959, per i reati ex art. 648 bis e 512 bis c.p.;5. ABBATE Rolando, nato a Cercola (NA) il 29.06.1987, per i reati ex art. 319, 321 e 512 bis c.p.;6. AULETTA Giuseppe, nato a Mugnano (NA) lo 03.07.1987, per i reati ex art. 8 D.Lgs. 74/2000 e 512 bis c.p.;7. CHIATTO Agostino, nato a Napoli lo 07.03.1967, per i reati ex art. 319 e 321 c.p.;8. DI DOMENICO Lorenzo, nato a Napoli il 17.06.1967, per i reati ex art. 319 e 321 c.p.;9. FOGLIA Errico, nato a Pozzuoli (NA) il 14.02.1959, per i reati ex art. 319, 321 e 452 bis c.p.;10. FURINO Michele, nato a Napoli il 27.12.1974, per i reati ex art. 319 e 321 c.p.;11. MAIONE Abramo, nato a Napoli il 20.09.1956, per i reati ex art. 319 e 321 c.p.;

    12. PERNA Giacomo, nato a Napoli il 27.04.1963, per i reati ex art. 319 e 321 c.p.;13. PORCINI Vittorio, nato a Napoli il 22.06.1962, per i reati ex art. 319 – 379 – 610e 615 ter c.p.;14. RICCARDI Luigi, nato a Cercola lo 07.06.1966, per i reati ex art. 319, 321 e 452 bis c.p.;15. RICCARDI Vincenzo, nato a Napoli il 12.09.1994, per i reati ex art. 319, 321 e 512 bis c.p.;16. VARRIALE Lucio, nato a Napoli lo 04.06.1952, per i reati ex art. 319 e 321 c.p..Misura della sospensione dall’esercizio della funzione pubblica ricoperta per la durata di sei mesi, per:17. BOENZI Domenico, nato ad Acerra (NA) il 27.11.1967, per il reato ex art. 314 c.p.;18. SABATINO Domenico, nato a Marigliano (NA) il 30.08.1964, per i reati ex art. 379 e 610 c.p. LEGGI TUTTO

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    Afragola, cadavere carbonizzato nel parcheggio del centro commerciale

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    Gli agenti del commissariato di Afragola stanno indagando sulla morte di una persona trovata all’interno di un’auto bruciata nel parcheggio del centro commerciale Le Porte di Napoli.

    Le forze dell’ordine sono state allertate da una guardia giurata che ha segnalato la presenza di una persona riversa all’interno dell’auto parcheggiata. Gli agenti hanno accertato che si trattava di una persona ormai deceduta. Le indagini sono affidate agli agenti del commissariato di Afragola.

    Non si esclude che l’uomo possa essere stato torturato e poi bruciato. Gli investigatori stanno prendendo visione dei filmati delle telecamere di sorveglianza del centro commerciale per poter avere elementi utili alle indagini e risalire ai responsabili ma anche stabilire l’identità della vittima. Si attende ora l’intervento del medico legale per stabilire le cause del decesso. LEGGI TUTTO