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    Bologna. Perplessità da Forza Italia sul nuovo piano urbanistico, Castaldini: “Il Comune è in linea con la legge regionale?”

    È stato presentata oggi da Valentina Castaldini (Forza Italia) un’interrogazione a risposta scritta riguardante il nuovo piano urbanistico generale (pug) del comune di Bologna. Documento che si ricollega ai contenuti della legge regionale 24 del 2018, “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio”, che ha riformato il sistema della pianificazione territoriale e urbanistica, introducendo, appunto, nuove forme e contenuti agli strumenti urbanistici comunali.
    Sul nuovo piano urbanistico, spiega la consigliera, “sono state depositate diverse e significative osservazioni, anche da soggetti altamente qualificati”. Ad oggi, prosegue, “il Comune di Bologna, però, non ha dato riscontro in merito alle osservazioni avanzate, depotenziando significativamente la partecipazione dei cittadini e dei professionisti al nuovo pug”.
    “Nell’articolo 45, titolato ‘fase di formazione del piano’, si prevede che ‘la fase di formazione del piano è diretta alla consultazione del pubblico e dei soggetti nei cui confronti il piano è diretto a produrre effetti diretti, dei soggetti aventi competenza in materia ambientale, degli enti che esercitano funzioni di governo del territorio e delle forze economiche e sociali, nonché all’eventuale stipula di accordi integrativi con i privati ai sensi dell’articolo 61’. Eppure sembra che a questi attori il Comune non abbia dato risposta”. Mancherebbe tra l’altro secondo il partito di opposizione la mediazione della figura di dialogo, cioè il garante preposto, per raccogliere gli elementi delle associazioni e attivare il confronto con l’istituzione, in questo caso palazzo d’Accursio.
    Pertanto Castaldini chiede alla Giunta “se l’iter partecipativo del Comune di Bologna rispetti il quadro normativo indicato dalla legge regionale 24”.
    (Caterina Maggi)

    Infrastrutture e trasporti
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Passaggi a livello tratta Fidenza-Cremona, no a risoluzione Lega

    Nessun voto contrario ma la risoluzione della Lega sui tre passaggi a livello della tratta Fidenza-Cremona nel comune di Villanova sull’Arda, in provincia di Piacenza, viene respinta. È successo questa mattina in commissione Ambiente, presieduta da Stefano Caliandro, dove l’atto d’indirizzo ha ottenuto i voti favorevoli del Carroccio e di Rete Civica ma ha trovato l’astensione del Partito democratico e della Lista Bonaccini. In questo caso, come prevede il regolamento, visto che le astensioni superavano il numero dei voti favorevoli l’atto, seppur senza contrari, è stato bocciato.
    La risoluzione (firmata dal capogruppo della Lega Matteo Rancan e da Valentina Stragliati) chiedeva di “mantenere gli impegni assunti provvedendo a una rapida esecuzione delle opere per ovviare ai problemi causati dai tre passaggi a livello (due situati sulla viabilità comunale e uno sulla Strada Provinciale dei Due Ponti)” e di “adottare tutte le misure necessarie alla messa in sicurezza in attesa della realizzazione e completamento dei lavori”.
    L’ 11 novembre 2019, ha spiegato Rancan, “nell’ambito di un incontro sulla viabilità della bassa piacentina, è stata sottoscritta, da Rete ferroviaria italiana, Provincia di Piacenza e Comune di Villanova sull’Arda, la convenzione per l’eliminazione dei tre passaggi a livello nel comune di Villanova sull’Arda. La convenzione prevedeva la sostituzione dei passaggi a livello con un cavalcaferrovia carrabile a doppia corsia in variante all’attuale tracciato della provinciale dei Due Ponti, da un sottopasso ciclopedonale per garantire la continuità dei percorsi esistenti e da una variante alla strada comunale di Via Picasso Ratto. A novembre 2019- ha continuato il capogruppo- in piena campagna elettorale, la Provincia aveva già completato il progetto di fattibilità tecnico-economica delle opere il cui costo complessivo ammontava a 6,7 milioni di euro che sarebbero stati sostenuti dalla Regione (3 milioni) e Rfi (3,7 milioni). Quest’ultima avrebbe poi dovuto provvedere anche alla progettazioni definitiva e a quella esecutiva delle opere nonché alla loro realizzazione. L’avvio dell’attività negoziale era prevista per il 2020 e successivamente sarebbero dovuti iniziare i lavori di realizzazione delle opere”.
    Dai banchi della maggioranza Nadia Rossi (Pd) ha invece ricordato che la “Provincia ha redatto progetto di fattibilità, tecnica ed economica” e che “si è concluso anche lo screening che ha portato, nel luglio scorso, all’emanazione di una delibera regionale. D’intesa con la Provincia, il Comune e Rfi stanno completando la redazione del progetto tenendo conto delle rilevanze emerse dallo screening. A quel punto verrà poi sviluppo il progetto definitivo. Rfi convocherà la conferenza dei servizi nel primo quadrimestre del 2021. Poi ci sarà la gara per appalto integrato. La Regione sta portando avanti gli impegni che si è assunta e i lavori stanno procedendo come da impegni presi”.
    (Andrea Perini)

    Infrastrutture e trasporti
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Territorio. Presentata in commissione relazione valutativa disciplina sui tartufi

    Informativa periodica sulla situazione regionale dei tartufi quella svoltasi oggi in apertura dei lavori della Commissione Ambiente, territorio e mobilità presieduta da Stefano Caliandro.
    In fase di illustrazione, gli uffici dell’Assessorato agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca hanno sottolineato come nel nostro territorio siano presenti quasi tutte le qualità eduli di tartufi, con particolare riferimento alla Romagna e al bolognese (per quanto concerne il tartufo bianco) e al piacentino/parmense per quanto concerne il tartufo nero pregiato. Altro dato che caratterizza il nostro territorio è poi il numero di cercatori in regola presenti in Regione, che ammonterebbe a circa 9 mila persone (il numero non ancora definitivo è originato dalla presa in carico degli archivi delle Province che spesso non sono in formato digitale).
    Positivo anche l’andamento delle abilitazioni con quasi 4 mila nuove abilitazioni nel corso del 2019 a cui hanno fatto seguito esami di abilitazione per l’anno 2020 svolti comunque di persona in condizioni di massima sicurezza. Di rilievo anche l’attività svolta nelle tartufaie naturali (26) e nelle tartufaie coltivate (19). Nonostante alcune criticità sulle attività di vigilanza, espletate solo attraverso corpi esterni all’Amministrazione regionale (carabinieri forestali, polizia provinciale e guardie ecologiche volontarie), non si sono registrati problemi di particolare entità. Eguali criticità e perplessità, sono poi state espresse sul percorso di quella che dovrebbe essere la nuova legge del settore e che dovrebbe sostituire la ormai datata Legge n. 752 del 16/12/1985. Dopo che le Regioni hanno dato un contributo determinante nella predisposizione del Piano di settore nazionale, infatti, nessun contributo è stato richiesto nella redazione del testo legislativo ora pendente presso il Parlamento.
    In sede di discussione generale, Michele Facci (Lega) ha trovato interessante il documento illustrato, ma lacunoso in diversi passaggi. “Avrei voluto qualche informazione in più su alcune specie di tartufi che si fregiano del marchio PAT (prodotto agroalimentare tradizionale), sulle quantità di prodotto generate nei singoli territori e sulle azioni di promozione messe in atto dalla nostra Regione per promuovere un prodotto di eccellente livello”.
    (Luca Boccaletti)

    Ambiente e territorio
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Infrastrutture Modena. Corsini: pedemontana pronta entro il 2024; Pelloni (Lega): Provincia rispetti tempistiche

    “Il completamento della nuova Pedemontana di Modena è previsto entro la metà del 2024”. Lo ha affermato l’assessore Andrea Corsini questa mattina in commissione Ambiente (presieduta da Stefano Caliandro) dove il titolare delle infrastrutture in Regione ha risposto a un’interrogazione di Simone Pelloni (Lega) che chiedeva lumi sul cronoprogramma di realizzazione dell’opera e in particolare sulla costruzione del tratto, circa un chilometro e 800 metri, che va dalla frazione di Sant’Eusebio, nel comune di Castelvetro, al ponte sul torrente Tiepido.
    “Questi lavori- ha sottolineato il consigliere- sarebbero dovuti partire a settembre. Quel chilometro e 800 metri implementerà l’attuale tratta ma ancora manca un tratto, circa tre chilometri, per completare l’intera Pedemontana che va da Bologna a Sassuolo. Di questi ultimi tre chilometri, manca ancora il progetto esecutivo e mancano gli espropri. Quindi siamo molto indietro. Sarebbe importante procedere con celerità per il completamento di quest’opera, considerato che l’area sud di Modena ospita un Hub ospedaliero di area, quello di Sassuolo”.
    Sollecitazioni a cui Corsini ha replicato snocciolando le date del cronoprogramma: “Per quanto riguarda il tratto che va da Sant’Eusebio al ponte sul torrente Tiepido, la Provincia ha comunicato l’inizio dei lavori. Il completamento è previsto tra 364 giorni, salvo proroghe. Per quanto riguarda i restanti due interventi, circa tre chilometri che vanno dalla strada Provinciale 17 a via Gualinga e da qui a via Montanara, i lotti sono già finanziati per 11 milioni e 850mila euro grazie alle risorse del Fondo sviluppo e coesione. Il termine dell’iter procedurale del progetto e dell’affidamento dei lavori è previsto entro la fine del 2021. L’inizio vero e proprio dei lavori è fissato per il 2022. L’intera Pedemontana dovrebbe essere completata a metà del 2024”.
    Una risposta che ha soddisfatto, in parte, il leghista: “Sono contento di sapere che i fondi per completare l’infrastruttura ci siano. Chiederemo alla Provincia di essere il più efficiente possibile per rispettare queste tempistiche, in considerazione del fatto che il tratto mancante è davvero breve”.
    (Andrea Perini)

    Infrastrutture e trasporti
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Tagliaferri (Fdi): “valutare apertura delle piste da sci in piena sicurezza”

    Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) con un’interrogazione alla Giunta regionale affronta un tema di particolare attualità in queste ultime ore: l’eventuale apertura degli impianti sciistici.
    Il consigliere, in fase di premessa, chiarisce come l’imperativo nella gestione della pandemia comporti “la necessità di trovare un giusto equilibrio tra scelte di politica sanitaria e necessità di tutela del contesto socio economico, attraverso analisi e simulazioni che consentano di valutare le ricadute delle scelte”.
    Da questa considerazione generale “che non deve generare contrapposizioni tra decisioni di prevenzione contro la diffusione del virus e interessi economici”, Tagliaferri ricorda l’importanza che il turismo invernale rappresenta per l’Emilia-Romagna. In questo scenario, continua il consigliere piacentino, è quindi “condivisibile che la nostra Regione, insieme anche alle Regioni dell’arco alpino, stia lavorando per consentire un’apertura degli impianti. L’obiettivo è riaprire il 18 dicembre, dopo aver discusso a livello nazionale dei possibili protocolli da utilizzare sugli impianti”.
    La definizione dell’eventuale protocollo da seguire sulle piste da sci non sarebbe però la parte più difficile dell’iter. Per l’esponente di Fratelli d’Italia, infatti, sono da risolvere ben altre questioni di straordinaria importanza quali, ad esempio, il tipo di mobilità tra regioni e Stati che si vogliono prevedere nei prossimi mesi. Eventuali limitazioni, infatti, ricadrebbero sul numero di turisti ammessi, con evidenti ricadute negative nella programmazione della stagione invernale. “Altri problemi di cui tenere conto, prosegue Tagliaferri, sono la definizione, per ogni singola località, della soglia minima di sostenibilità per mantenere in funzione i propri impianti, quale sostegno pubblico potrebbe adottare la Regione per sostenere le attività e l’impatto sulla rete sanitaria del probabile aumento di traumi ortopedici che potrebbero derivare dalla pratica sciistica”.
    Stante le valutazioni che dovranno essere compiute dai vari esecutivi, Tagliaferri chiede “quali previsioni di limitazioni della mobilità tra regioni per motivi turistici sono ipotizzabili nei prossimi mesi, e quali considerazioni ha avanzato e condiviso in proposito la nostra Regione nelle sedi istituzionali nazionali”. Oltre alla domanda principale, il consigliere piacentino chiede poi il dettaglio delle valutazioni compiute in riferimento ai diversi scenari di sostenibilità per il settore turistico della nostra regione e quale sia il calo della curva dei contagi atteso o dei ricoveri negli ospedali dei malati Covid “per far fronte all’impatto della riapertura delle piste sul numero delle urgenze traumatologiche”.
    (Luca Boccaletti)

    Imprese lavoro e turismo
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Facci (Lega): “cosa sta facendo la Regione per la linea ferroviaria Porrettana”

    Quali sono gli intendimenti della Regione dopo l’approvazione poche settimane fa di una specifica risoluzione sulla linea ferroviaria Porrettana da parte dell’Assemblea legislativa?
    Lo chiede Michele Facci (Lega) in un’interrogazione trattata nell’odierna sessione della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità presieduta da Stefano Caliandro.
    “Senza voler elencare temi ed eventi annosi -specifica l’esponente della Lega- chiedo in particolare quali atti siano stati adottati dalla Regione per ottemperare alla risoluzione che abbiamo approvato, come Assemblea legislativa, qualche settimana fa”.
    In fase di risposta, l’Assessore a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio Andrea Corsini ha rigettato il giudizio di fatiscenza espresso per descrivere questo collegamento ferroviario, ricordando gli investimenti fatti nel corso degli ultimi anni sia dalla Regione che da parte di Rete ferroviaria italiana (Rfi) per ovviare ai problemi riscontrati, cosa che ha migliorato notevolmente le performance di questa linea che ora fa registrare una puntualità reale intorno al 95 per cento. “Mi rendo conto che questi dati possano servire a poco -conclude Corsini- quando si assommano problemi seriali come quelli registrati tra il 10 e il 15 ottobre scorsi, sia a causa di guasti al materiale rotabile che per problemi infrastrutturali, ma confermo una volta di più non solo la priorità che la tratta riveste per la Regione (tanto che è titolare di uno specifico progetto per la richiesta di risorse dal Recovery Fund), ma di come ci aspettiamo un sensibile incremento prestazionale con la messa a regime dei nuovi treni rock”.
    In fase di replica, Michele Facci ha specificato che il giudizio di fatiscenza è stato espresso dal Comitato pendolari che subisce periodicamente le disfunzioni della linea, mentre “fanno riflettere i guasti registrati ai treni pop, gli stessi che solo poco tempo fa erano stati definiti come il fiore all’occhiello della rete ferroviaria regionale. E’ evidente, quindi, che qualcosa non ha funzionato”.
    Il consigliere bolognese, in linea generale, prende atto dell’impegno per il raddoppio della linea fino a Sasso Marconi e del potenziamento del nodo di Casalecchio ma rimane in attesa “di tutta una serie di atti consequenziali (impegni di spesa, incarichi, studi di fattibilità) per valutare il fattivo intervento della Regione”.
    (Luca Boccaletti)

    Infrastrutture e trasporti
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Sanità Bologna. Marchetti (Lega): risolvere problemi ospedale di Montecatone

    Daniele Marchetti (Lega)
    La Regione risolva la questione della forma giuridica dell’Ospedale di Riabilitazione di Montecatone, in provincia di Bologna, affinché il centro sanitario imolese possa usufruire di tutte le tipologie di finanziamenti.
    A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere della Lega Daniele Marchetti, che ricorda come “l’Ospedale di Riabilitazione di Montecatone è configurato all’interno di una S.p.A. 100% pubblica (Ausl di Imola e Comune di Imola), ma che di fatto figura come soggetto privato, quindi al di fuori del perimetro del Servizio Sanitario Nazionale: questo sta a significare che l’Ospedale non potrà godere della possibilità di avere finanziamenti ulteriori per governare al meglio questo momento difficilissimo per tutte le strutture sanitarie”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla Giunta “che cosa sta aspettando la Regione per individuare una forma giuridica dell’Ospedale di Montecatone che ne possa salvaguardare l’operatività e se si comprenda la gravità di questa situazione e le tempistiche per risolvere i problemi più di una volta evidenziati”.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Covid. Mastacchi (Rete Civica): fare chiarezza su Sisp e Usca

    Fare chiarezza sulle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) e sui Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (Sisp) delle Ausl. A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica), che sottolinea come “diversi cittadini ci segnalano l’assenza di contatto da parte dei Sisp durante la loro permanenza domiciliare in isolamento e lunghe attese per fare il tampone o per essere visitati a domicilio dal personale delle Usca e di non riuscire comunque in tempi brevi a contattare il numero di riferimento se non dopo diverse ore”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “con quali modalità si sta monitorando l’operato dei Servizi di igiene e sanità pubblica (Sisp) delle aziende sanitarie emiliano-romagnole; se è intenzione della Giunta provvedere a estendere le fasce orarie in cui gli utenti possono contattare i Sisp e se è intenzione della Regione incrementare la dotazione di personale dei Sisp per velocizzare e razionalizzare il lavoro al fine di affrontare l’emergenza Covid 19 in modo più strutturato”.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Welfare. Alloggi Erp: ok all’unanimità in Aula a utilizzo risparmi per manutenzione straordinaria

    Via libera da parte dell’Assemblea legislativa all’utilizzo delle economie degli anni precedenti per interventi di manutenzione straordinaria degli immobili comunali di edilizia residenziale pubblica (Erp). L’atto della Giunta è stato approvato all’unanimità.
    “È una proposta per interventi di manutenzione straordinaria del patrimonio Erp. Si tratta- ha spiegato la vicepresidente dell’esecutivo regionale Elly Schlein- di un provvedimento che deriva da una legge nazionale in materia di edilizia sovvenzionata finalizzata al recupero del patrimonio edilizio degli enti pubblici. La stessa legge prevedeva già la possibilità di reindirizzare ai fondi avanzati a programmi di manutenzione dell’edilizia residenziale pubblica. Riguardo alla Regione, già a partire dal 2018 si è accertata la sussistenza di economie che permettono di destinare risorse per dare una casa a chi ne avrebbe diritto ma non è ancora riuscito ad accedervi”.
    Approvati i due emendamenti a doppia firma Igor Taruffi (ER Coraggiosa) e Andrea Costa (Pd). Il primo autorizza la deroga al cofinanziamento a carico dei Comuni, mentre il secondo emendamento prevede che per ciascun comune la data di inizio dei lavori debba avvenire entro 6 mesi dall’approvazione dell’atto e la fine entro i successivi 24 mesi. Il consigliere di ER Coraggiosa difende le proprie osservazioni rispetto a chi, dai banchi dell’opposizione, definisce gli emendamenti come un tentativo di porre rimedio alle mancanze dell’atto amministrativo: “la presentazione di emendamenti- spiega Taruffi-, in questo caso condivisi con gli uffici dell’assessorato e della vicepresidente Schlein, fa parte delle funzioni connesse al ruolo di consigliere ed propria dell’attività in Aula. C’è sicuramente bisogno di rivedere la legge regionale in materia- ha aggiunto il capogruppo di Erc-, ma vorrei lo si facesse valutando l’impegno economico della Regione negli anni. E considerando che queste risorse non sono andate perdute, ma stanno per tornare a disposizione proprio grazie all’atto amministrativo che ci apprestiamo ad approvare”.
    Michele Facci (Lega) per primo punta il dito contro le tempistiche dilatate di recupero di questi fondi: “Il provvedimento è positivo ma non possiamo dimenticare che si tratta di economie che riguardano lavori autorizzati nei bienni 88/89 e 94/95, quasi trent’anni fa. Tocchiamo così con mano questa grave inefficienza nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Come possiamo dare risposta alla carenza di alloggi pubblici se i tempi sono questi?” La Lega, insomma, vota a favore “per senso di responsabilità e per dare una risposta a chi ha bisogno di questi alloggi”, ma non senza riserve.
    Gli fa eco Giancarlo Tagliaferri (Fdi): “Non ci sono dati chiari, e da quelli che abbiamo recuperato emerge che il 21% del patrimonio Erp è a disposizione dei Comuni ma con procedura non formalizzata. Come ex sindaco, dico che una ‘cosa non formalizzata’, non esiste. Ben 7 mila alloggi non sono stati ancora assegnati; io vorrei sapere se è cambiato qualcosa e sopratutto quante di quelle procedure non finalizzate sono diventate realtà. Vogliamo numeri, non proclami”.
    Per Simone Pelloni (Lega) manca una programmazione: “Quando si parla di ‘maxi programma’ bisogna che quanto meno quello che viene prospettato sia pluriennale. Ci sarebbero circa 55 mila alloggi in gestione ad Acer ed ad altri enti convenzionati. Abbiamo il certificato di idoneità abitativa di questi alloggi? Qual è lo stato dell’arte? Su alcuni abbiamo dati solo dal 1990 in poi. E per quanto riguarda la vulnerabilità sismica e la classe energetica? Secondo la rendicontazione disponibile si sa solo del 30% di essi, e di questa parte il 46% è di classe G, la più bassa. Quindi, nella pratica, concediamo un’abitazione che però dal punto di vista energetico è un ‘colabrodo’ e rischia di azzerare il risparmio nell’affitto dell’alloggio a causa di un costo più elevato della bolletta energetica”.
    (Caterina Maggi)

    Sanità e welfare
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Aula approva modifiche programma pluriennale interventi patrimonio sanitario pubblico

    L’ospedale di Piacenza
    Un passaggio tecnico ma estremamente importante quello del voto sulle modifiche al programma regionale per gli investimenti sanitari approvato nel novembre dell’anno scorso. Questo perché la Conferenza Stato-Regioni, nella sua seduta dello scorso 14 settembre, ha approvato le richieste della Regione Emilia-Romagna per un ulteriore stanziamento di 21 milioni di euro.
    A beneficiare di questo aumento dei fondi statali, a cui si andranno ad aggiungere una quota rilevante di fondi regionali pari al 5 per cento della spesa complessiva, saranno in questo caso l’Hospice area centro Modena (1 milione) e il nuovo ospedale di Piacenza (20 milioni).
    Con questo ulteriore stanziamento l’accordo di programma riferito alla legge del 1988, che autorizzava l’esecuzione di un programma straordinario di interventi per la ristrutturazione edilizia e l’ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico e la realizzazione di residenze sanitarie per persone non autosufficienti, sale alla ragguardevole cifra di 340 milioni di euro, di cui 323 derivanti da fondi statali e 17 da risorse regionali.
    In fase di discussione generale, il sottosegretario alla presidenza della Giunta Davide Baruffi ha sottolineato il carattere tecnico-amministrativo del documento, specificando però che questi fondi aggiuntivi “consentono di liberare eguali risorse per ulteriori interventi sui territori”. Soddisfatto anche Giancarlo Tagliaferri (Fdi) “per il risultato conseguito, soprattutto in considerazione di quanto Piacenza, territorio particolarmente colpito dal Covid, abbisogni di un nuovo ospedale e invito ad un confronto aperto e sincero, ma poi chi deve decidere decida e si prosegua celermente”. Anche il capogruppo della Lega Matteo Rancan accoglie con favore gli ulteriori stanziamenti “a seguito di un accordo politico e amministrativo molto importante”, ma mette in guardia dall’usare l’ospedale come strumento di polemica politica e si chiede “che senso abbia cambiare l’area scelta da un’amministrazione comunale democraticamente eletta”. In generale, comunque l’esortazione ad “abbandonare ogni polemica e lavorare per il bene dei cittadini”. Katia Tarasconi (Pd) ha sottolineato la differenza tra piano politico e amministrativo. “Politicamente mi compiaccio per il risultato raggiunto ma amministrativamente rilevo che ad oggi il Comune non ha la disponibilità di alcun terreno e che quello prescelto, ad uso agricolo, è al di fuori della tangenziale e per poter procedere all’edificazione abbisogna di due varianti”. Igor Taruffi (ERC), invece, ha sottolineato, oltre ai fondi per l’ospedale di Piacenza, i numerosi interventi per il potenziamento della sanità territoriale bolognese. “I 475mila euro per l’ospedale di Vergato e i 2 milioni per la casa della salute di San Lazzaro sono le migliori risposte a chi aveva accusato negli anni scorsi la Regione di smantellare le strutture periferiche”. Forte infine l’invito “a fare presto e bene” di Simone Pelloni (Lega), per far ricadere quanto prima le risorse stanziate sui territori, dal momento che – informa il consigliere – “mi risulta che in alcuni casi non siano stati compiuti gli studi di fattibilità per gli interventi sovvenzionati”. Grande soddisfazione per il risultato ottenuto, infine, anche da parte di Silvia Zamboni (EV) e piena “disponibilità ad offrire un contributo concreto se si riaprisse il dialogo sull’area in cui dovrà sorgere il nuovo ospedale di Piacenza”.
    Totalmente confermati, infine, gli investimenti proposti dalla Giunta e approvati dall’Assemblea legislativa nello scorso anno che assegna 11 milioni all’Ausl di Piacenza, 4.1 milioni all’Ausl di Parma, 5.8 milioni alla Aou di Parma, 12 milioni all’Ausl di Reggio Emilia, 14.8 milioni alla Ausl di Modena, 5.6 milioni alla Aou di Modena, 99.5 milioni alla Ausl di Bologna, 14 milioni alla Aou di Bologna, 1.5 milioni allo IOR di Bologna, 3 milioni alla Ausl di Imola, 13 milioni alla Ausl di Ferrara, 4 milioni alla Aou di Ferrara e poco meno di 12 milioni alla Ausl Romagna. Per quanto riguarda il nuovo ospedale di Piacenza, la cifra stanziata passa da circa 114 milioni a circa 135, mentre l’Hospice area centro Modena passa da 3.9 a 4.9 milioni di stanziamento totale.
    (Luca Boccaletti)

    Sanità e welfare
    24 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Cultura. Ibc “internalizzato” dal primo gennaio, approvata la legge

    Dal primo gennaio prossimo Ibc sarà “internalizzate”. L’Assemblea legislativa, infatti, ha approvato all’unanimità la legge, proposta dall’assessore alla Cultura Mauro Felicori, che prevede il passaggio delle funzioni e del personale dell’Istituto regionale per i beni culturali all’interno dell’assessorato regionale alla Cultura.
    Rispetto alla versione iniziale della proposta di legge, il testo definitivo del provvedimento ha visto l’accoglimento, già nel corso del dibattito in seno alla commissione Cultura presieduta da Francesca Marchetti, di emendamenti di Pd, Fdi, Movimento 5 stelle e ER Coraggiosa che, nel complesso, hanno meglio specificato l’ambito d’azione del provvedimento, rafforzato il ruolo di controllo dell’Assemblea legislativa e chiarito l’impegno a valorizzare il terzo settore e il mondo dell’associazionismo culturale.
    “Quello di oggi è il punto di arrivo di un percorso che ci ha visto coinvolgere e ascoltare i soggetti culturali, istituzionali e politici interessati al riordino istituzionale e della gestione delle funzioni dell’Ibc: c’è stato un clima positivo e propositivo frutto di tanti soggetti che voglio ringraziare per il loro impegno, spiega la relatrice di maggioranza Marilena Pillati (Pd), per la quale “il tempo è più che maturo per immaginare un’organizzazione diversa da quella che, alla metà degli anni ’70, aveva portato alla nascita dell’Ibc”. Nel suo intervento, Pillati, ha avuto anche parole per la situazione presente che vede il mondo della cultura duramente colpito dalle norme per il contenimento della pandemia da coronavirus: “Le grandi crisi colpiscono le certezze, ma si liberano spazi di pensiero che dovremo usare con attenzione per arrivare a soluzioni nuove: il virus ci impone, anche nel settore culturale, di innovarci, un compito ambizioso che abbiamo davanti a noi”.
    Il relatore di minoranza Marco Lisei (Fdi), invece, sottolinea come “si sta andando nella direzione più volte auspicata dalle opposizioni: è stato giusto intervenire perché Ibc possa operare in maniera ancora più incisiva sul proprio compito, l’assessore Felicori ha agito con grande apertura e correttezza”. Il relatore di minoranza guarda anche al futuro e ricorda come sia importante che si costruisca un pluralismo culturale nel comitato scientifico previsto dalla nuova legge. Anche Lisei, nel suo intervento, invita a operare per il sostegno al settore culturale duramente colpito dal Covid: “Dobbiamo pensare ai nostri figli e ai nostri nipoti, dovranno – sottolinea – imparare nuovamente molte cose dopo il tempo di fermo obbligato: ci saranno risorse economiche per il settore culturale e quindi si dovranno fare delle scelte”.
    Plauso e sostegno al provvedimento è arrivato dal Pd: “Siamo a un punto di partenza per il futuro della nostra cultura: riconosciamo il valore del lavoro svolto fino a oggi da Ibc e guardiamo al futuro”, è il parere di Giuseppe Paruolo, che ha espresso parole e proposte a tutela della valorizzazione del personale di Ibc, mentre la sua collega di partito Manuela Rontini sottolinea l’importanza di salvaguardare e valorizzare il patrimonio dei dialetti regionali, facendosi, così, carico anche di sensibilità emerse durante l’audizione in commissione Cultura. “Dobbiamo operare per – spiega Rontini – non disperdere un patrimonio molto importante della nostra storia e della nostra cultura”.
    Dalla lista Bonaccini è arrivato il plauso di Stefania Bondavalli: “È una legge fondamentale per affrontare al meglio una nuova stagione, per condurre la nostra cultura verso nuovi orizzonti: è importante – spiega – il pluralismo culturale nel comitato scientifico”.  Sulla stessa linea ER Coraggiosa che per bocca di Igor Taruffi ricorda come ci sia “la necessità di portare nel futuro Ibc: è una riorganizzazione, un riordino istituzionale che porta dentro il corpo stretto della nostra amministrazione competenze e conoscenze che potranno essere avvalorate maggiormente rispetto a quanto avvenuto in questi anni, anche per questo bisogna valorizzare chi attualmente lavora in Ibc”.
    Parole di apprezzamento anche dalle opposizioni. “È positivo che la Giunta sia sia impegnata a relazioni a cadenza periodica e che la commissione Cultura abbia parola in merito al lavoro del comitato scientifico”, dichiara Matteo Montevecchi (Lega), mentre Silvia Piccini (Movimento 5 stelle) ricorda che “con la nuova legge sicuramente si avvicina Ibc alla Regione, ma è importante non perdere nulla di quanto costruito in questi 45 anni, è importante che non si perda l’autonomia: stiamo creando uno strumento che ad oggi non è né buon, né cattivo, ma – ha avvertito la pentastellata – non dobbiamo creare nulla che faccia proselitismo politico: bisogna garantire l’autonomia del nuovo strumento ed è importante il già citato pluralismo culturale del comitato scientifico”.
    Dalla Giunta, in conclusione, è arrivato il commento dell’assessore Felicori: “Questa legge è un prodotto collettivo, ringrazio tutti coloro che ci hanno lavorato e tutto il personale dell’Ibc che voglio rassicurare sul fatto che saranno valorizzati, così come rassicuro tutti sul pluralismo culturale: il comitato scientifico sarà totalmente indipendente perché deve servire a tenere alto il livello della nostra azione”.
    Sempre collegato alla legge sull’Ibc, l’Assemblea ha approvato due ordini del giorno, uno del Movimento 5 dtelle, l’altro (comprendente anche un emendamento della Lega) a firma Rontini-Pillati (Pd) e sottoscritto anche dalla consigliera Silvia Zamboni (Europa verde).
    (Luca Molinari) LEGGI TUTTO

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    Sanità Bologna. Marchetti (Lega): “L’Ausl vuole chiudere le scuole di Castel del Rio e dell’intera vallata del Santerno?”

    Daniele Marchetti (Lega)
    L’Ausl di Imola sta pensando di chiudere delle scuole dopo i casi di positività al coronavirus scoperti in un istituto di Castel del Rio?
    A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere Daniele Marchetti (Lega) che ricorda come “nel comune bolognese di Castel del Rio risultano diversi casi di positività al Covid-19 e molti casi di quarantena tra i residenti, l’avanzamento del contagio nel territorio comunale, come per il resto della vallata del Santerno, è in forte aumento: la paura di espansione ulteriore del contagio inizia a serpeggiare tra i cittadini, questa paura starebbe portando l’Ausl di Imola a valutare una eventuale chiusura preventiva dei plessi scolastici, notizia che sta circolando tra la cittadinanza senza trovare un riscontro ufficiale”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “se risulti che da parte dell’Ausl di Imola si stia valutando una eventuale chiusura dei plessi scolastici e, in caso di risposta affermativa, quale sia il motivo di questa scelta, la durata del provvedimento e i comuni eventualmente interessati da queste valutazioni”.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare
    24 novembre 2020 LEGGI TUTTO