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    Omicidio Caterino, chiesti 30 anni per il boss Giuseppe Setola

    Caserta. Omicidio Caterino: il pm della Dda di Napoli ha chiesto trent’anni di carcere nei confronti del capo dell’ala stragista del clan dei Casalesi, Giuseppe Setola.
    Il superkiller in questo processo è accusato dell’omicidio di Luigi Mosvaldo Caterino, avvenuto nel febbraio 1999 a Castel Volturno in provincia di Caserta. Stessa richiesta di pena anche per gli altri coimputati, Mario e Francesco Cavaliere, Giovanni Russo, Giuseppe Dell’Aversano e Alessandro Cirillo. .uffcc9f4ca5e4ae25123b17f943a3b6af { padding:0px; margin: 0; padding-top:1em!important; padding-bottom:1em!important; width:100%; display: block; font-weight:bold; background-color:#FFFFFF; border:0!important; border-left:4px solid #000000!important; box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -moz-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -o-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -webkit-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); text-decoration:none; } .uffcc9f4ca5e4ae25123b17f943a3b6af:active, .uffcc9f4ca5e4ae25123b17f943a3b6af:hover { opacity: 1; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; text-decoration:none; } .uffcc9f4ca5e4ae25123b17f943a3b6af { transition: background-color 250ms; webkit-transition: background-color 250ms; opacity: 0.9; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; } .uffcc9f4ca5e4ae25123b17f943a3b6af .ctaText { font-weight:bold; color:#C0392B; text-decoration:none; font-size: 16px; } .uffcc9f4ca5e4ae25123b17f943a3b6af .postTitle { color:#000000; text-decoration: underline!important; font-size: 16px; } .uffcc9f4ca5e4ae25123b17f943a3b6af:hover .postTitle { text-decoration: underline!important; } LEGGI ANCHE  Napoli, tutti negativi al covid i calciatori rimasti
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    Tredici per il pentito Domenico Bidognetti, che assieme a Setola e Dell’Aversano e’ considerato uno dei mandanti. L’omicidio avvenne al culmine della sanguinosa faida di camorra tra il clan Bidognetti e i clan Cantillo, a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, per il controllo dell’area domitia del Casertano, all’interno della supercosca dei Casalesi. LEGGI TUTTO

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    Mago Ermes condannato a 6 anni e 4 mesi di carcere

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    Mago Ermes condannato anche in Appello per aver drogato e violentato una cliente nel 2019.
    La Corte d’Appello di Napoli ha condannato a sei anni e quattro mesi di reclusione il 67enne di Santa Maria a Vico,Vincenzo Di Monda, noto come Mago Ermes, accusato di aver narcotizzato e violentato una donna, sua cliente, dopo averla invitata a cena; la vittima si era rivolta a lui per risolvere i propri problemi sentimentali.
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    I giudici hanno disposto un lieve sconto di pena rispetto alla pronuncia di primo grado emessa nel febbraio scorso dal gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Ivana Salvatore, che aveva inflitto a Di Monda sette anni e quattro mesi.
    I fatti risalgono al luglio 2019 e vennero alla luce perche’ la vittima, dopo essersi risvegliata a casa del mago a Santa Maria a Vico, si era messa in auto intorpidita e in uno stato confusionale, tanto da finire piu’ volte fuori strada e andare in ben due ospedali, a Maddaloni e al San Paolo di Napoli.
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    Dalle analisi realizzate dai medici, emerse che la donna era stata narcotizzata con il benzodiazepine e poi violentata. I carabinieri furono avvisati ed iniziarono ad indagare, raccogliendo la denuncia della donna; il mago fu quindi intercettato e gli fu sequestrato il cellulare. Il 67enne fu poi arrestato nel luglio 2020 ed e’ tuttora agli arresti domiciliari. LEGGI TUTTO

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    Camorra, ex assessore Udc al servizio dei Casalesi: sequestro beni da 5 milioni di euro

    La Guardia di finanza di Caserta ha dato esecuzione confisca beni su mandato del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti dell’imprenditore di Trentola Ducenta, Luigi Cassandra. L’ex assessore comunale ed esponente politico dell’Udc è considerato un esponente della fazione Zagaria del clan dei Casalesi. Il sequestro beni è avvenuto anche a carico di […] LEGGI TUTTO

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    Maddaloni, vigile sott’accusa per aver intascato 54mila euro delle multe

    Maddaloni. La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha infatti firmato la chiusura delle indagini nei confronti del vigile urbano indagato: la dipendente comunale rischia ora il processo per l’ipotesi di reato di falso in atto pubblico. Il reato, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stato commesso accedendo al sistema informativa e modificando […] LEGGI TUTTO

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    Camorra, slot machine clan Belforte. Decreto confisca per tre imprenditori

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    Caserta, squillo fa sesso con i clienti e poi li ricatta: nei guai la escort e due complici

    Filmava gli incontri sessuali a pagamento per estorcere danaro ai suoi clienti dell’hinterland casertano: due persone sono finite agli arresti domiciliari e una con obbligo di firma .example_responsive_15 { width: 320px; height: 100px; } @media(min-width: 500px) { .example_responsive_15 { width: 468px; height: 60px; } } @media(min-width: 800px) { .example_responsive_15 { margin-left: -50px; width: 728px; height: […] LEGGI TUTTO

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    Violenze in carcere a Santa Maria, l’omicidio colposo tra i reati contestati

    Violenze e torture nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: i magistrati contestano a 13 agenti e funzionari della penitenziaria anche il reato di omicidio colposo in cooperazione. E’ quanto emerge dall’avviso di conclusione delle indagini notificato oggi ai 120 indagati.
    L’episodio al quale sono riferite le accuse è la morte del detenuto extracomunitario Hakimi Lamine, deceduto a seguito di violenze e torture il 4 maggio 2020.
    Il nuovo capo di imputazione è stato aggiunto alla lunga lista di reati contestati già nell’ordinanza di custodia cautelare che aveva portato all’emissione di 52 misure cautelari. I pm di Santa Maria Capua Vetere, Daniela Pannone e Alessandra Pinto, contestano a 13 agenti della polizia penitenziaria e a funzionari e dirigenti dell’amministrazione penitenziaria coinvolti nell’inchiesta sui pestaggi avvenuti nel penitenziario in provincia di Caserta nell’aprile del 2020. Secondo la procura sono responsabili di aver provocato la morte di Hakimi Lamine, deceduto il 4 maggio 2020 “per edema polmonare acuto con terminale arresto cardio-respiratorio a seguito di torture e maltrattamenti subiti a partire dalle violenze del 6 aprile e delle indebite condizioni di isolamento sociale in cui era stato sottoposto”.
    Sono indagati per questo capo di imputazione, tra gli altri, Antonio Fullone, all’epoca provveditore regionale della Campania, Maria Parenti e Arturo Rubino, ex direttore e vice direttore del carcere, e Gaetano Manganelli, ex comandante della penitenziaria di Santa Maria Capua Vetere. In un primo momento la morte dell’uomo fu classificata come suicidio, successivamente i pm chiesero la contestazione del reato di morte come conseguenza di altro reato, ma in una prima fase il gip negò la contestazione nella misura cautelare emessa a giugno. I magistrati, anche in seguito alle perizie, hanno ottenuto dal gip la contestazione del reato più grave che è quello di omicidio colposo. L’autopsia sul corpo di Lamine evidenziò un “politrauma contusivo al volto, al dorso, agli arti inferiori, con frattura delle ossa nasali”. LEGGI TUTTO

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    Omicidio di Gennaro Leone, il GIP conferma il carcere per il 19enne

    San Marco Evangelista. Il Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha convalidato il fermo del 19enne Gabriel Ippolito, accusato dell’omicidio di Gennaro Leone, il pugile 18enne ucciso a Caserta durante una lite scoppiata la notte di sabato 29 agosto in Piazza Correra a Caserta, cuore della movida.
    Nei confronti del giovane, residente a Caivano, è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e dovrà dell’omicidio volontario aggravato dai futili motivi di Gennaro Leone.
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    I funerali di Gennaro Leone saranno celebrati venerdì alle 15,30 nella chiesa di Santo Spirito a San Marco Evangelista. Per sabato è stata organizzata una fiaccolata, che partirà alle ore 20 da piazza Dante per raggiungere piazza Correra, su via Vico, dove è avvenuto il ferimento. LEGGI TUTTO

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    Caserta, l’assassino del giovane pugile chiede scusa

    “Sono dispiaciuto per quanto successo e chiedo scusa alla famiglia di Gennaro. Non avevo alcuna intenzione di ucciderlo”.
    Con una breve dichiarazione spontanea, il 19enne G.I. – assistito dall’avvocato Fioravante De Rosa – ha sintetizzato il suo pensiero al Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel corso dell’udienza per la convalida del fermo per l’omicidio del pugile 18enne Gennaro Leone, avvenuto a Caserta nella notte di sabato 29 agosto.
    Il 19enne di Caivano che e’ accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, conosceva di vista la vittima, in quanto frequentavano lo stesso istituto superiore , ma tra i due – a quanto sembra – non c’erano mai stati problemi in precedenza. il giovane, gia’ domenica ai carabinieri, aveva ammesso di aver colpito Gennaro, anche se il coltello usato non e’ ancora stato ritrovato.

    Sulla dinamica comunque non sembrano esserci molti dubbi: una lite degenerata in accoltellamento, mentre resta ancora ignoto il movente della lite scoppiata tra i due ragazzi nel cuore della movida casertana.
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    Intanto oggi e’ stata effettuata l’autopsia sul corpo del 18enne Gennaro Leone, e i funerali dovrebbero tenersi Venerdì. LEGGI TUTTO