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    Trovata semi carbonizzata in casa: giallo sulla morte di Ylenia

    E’ avvolta nel mistero la morte violenta di Ylenia Lombardo, giovane donna di 33 anni originaria di Pago del Vallo di Lauro, in provincia di Avellino, ma più di un anno residente nel centro storico di San Paolo Bel Sito.
    E’ stata trovata semi carbonizzata nel basso di via Ferdinando Scala in cui viveva. I carabinieri, che conducono le indagini sotto il coordinamento della Procura di Nola, non escludono alcuna pista ma pensano soprattutto all’ennesimo efferato femminicidio camuffato, in maniera non troppo evidente, in un banale incendio domestico.
    Ad accorgersi del fumo che usciva dalla casa sono stati alcuni passanti, uno ha aperto anche la porta e si è accorto del corpo di Ylenia sul pavimento già privo di vita. A quel punto è scattato l’allarme con l’arrivo di carabinieri, ambulanza e vigili del fuoco.
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    Sarà l’autopsia a chiare le cause della morte ma i carabinieri hanno repertato tracce ed elementi utili alle indagini all’interno della casa. Ylenia viveva da sola ma aveva una figlia che vive con la nonna a Roma.
    +Gli investigatori hanno sentito la sorella, che vive a Pago ed alcuni vicini. Ylenia poche ore prima della morte aveva postato sui social un criptico post dal titolo “Lascio dire, lascio fare… lascio andare”. LEGGI TUTTO

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    I fidanzati assassini restano in carcere: la difesa rinuncia al Riesame

    Avellino. Fidanzati assassini: nessun ricorso al Riesame per chiedere la scarcerazione.
    Nessuna speranza per ottenere la libertà o gli arresti domiciliari e dunque la difesa, per il momento, rinuncia al ricorso dinanzi al Tribunale per la Libertà per Giovanni Limata e Elena Gioia, i due fidanzati che il 23 aprile scorso hanno ucciso il padre di lei, Aldo Gioia, 53 anni, mentre era assopito sul divano di casa, in corso Vittorio Emanuele ad Avellino.
    Era prevista per ieri l’udienza al tribunale del Riesame per ottenere l’annullamento o l’attenuazione della misura cautelare, ma gli avvocati, Vanni Cerino per lei e Mario Villani per lui, hanno ritirato il ricorso. Una scelta tecnica per prendere visione degli atti in possesso della procura che sta coordinando le indagini, e cominciare a costruire una linea difensiva. I due ragazzi hanno confessato entrambi il delitto per cui e’ stato utilizzato un coltello da caccia impugnato dal 23enne.
    Giovanni Limata attribuisce alla 18enne la pianificazione della strage dell’intera famiglia Gioia. A sostegno della versione del giovane, numerosi messaggi scambiati in chat con Elena e ora anche una conversazione con un’amica, nella quale qualche giorno prima il 23enne ha rivelato il piano. Sulla scorta delle altre conversazioni acquisite, la Squadra mobile di Avellino interroghera’ alcuni amici della coppia che potrebbero aiutare a ricostruire non soltanto i giorni precedenti il delitto ma anche la complessa personalita’ dei due ragazzi.
    Resteranno quindi in carcere i due ragazzi, che la notte dell’omicidio hanno entrambi confessato il delitto.
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    I fidanzati assassini di Avellino puntano al Riesame

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    Puntano al Riesame i legali dei due fidanzati assassini di Avellino. Ognuno con le sue strategie difensive e nel frattempo gli investigatori hanno rintracciato e interrogato le persone che hanno accompagnato Giovanni Limata a casa dopo l’omicidio di Aldo Gioia.
    Si tratta di madre e figlia, di Cervinara. Agli inquirenti hanno riferito che il giovane avrebbe contattato la figlia per farsi raggiungere ad Avellino. La ragazza, coetanea di Limata a sua volta ha chiesto a sua madre di accompagnarla ad Avellino e insieme avrebbero poi incontrato Giovanni, che non indossava il giubbotto e non aveva i vestiti sporchi di sangue. Il giovane e’ apparso loro stravolto e avrebbe detto subito di aver aggredito il padre di Elena, ma non sapeva che fosse morto. La posizione delle due donne e’ al vaglio degli inquirenti. Potrebbero aver in qualche modo favorito la fuga del giovane.
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    Intanto chiusi in carcere da venerdi’ scorso, in isolamento, Giovanni Limata ed Elena Gioia, i due fidanzati che hanno pianificato la strage della famiglia di lei, uccidendo poi il padre, Aldo Gioia, possono incontrare ora i loro legali. Il primo e’ stato Giovanni, il 23enne di Cervinara che ha sferrato 14 coltellate al potenziale suocero, che si era addormentato sul divano di casa. Il legale, Mario Villani, e’ stato a lungo a colloquio con il giovane che lo ha nominato nella mattinata di lunedi’ scorso, durante l’udienza di convalida. Quel giorno i due avevano potuto scambiare solo poche parole. Naturalmente la sua linea difensiva si preannuncia in contrasto con quella che terra’ Elena Gioia, il cui legale, l’avvocato Vanni Cerino, sara’ a colloquio con lei stamane. Giovanni, infatti, subito dopo essere stato arrestato ha attribuito a Elena la pianificazione della strage. Per la famiglia di lei, la ragazzina avrebbe cambiato completamente carattere dal momento in cui ha cominciato a frequentare il ragazzo piu’ grande di lei di quasi cinque anni e gia’ con un passato fatto di problemi con la droga, di un tentativo di suicidio e di vari episodi di violenza, anche nei confronti di suo padre.
    Il legale di Elena Gioia sta preparando anche l’istanza al tribunale del Riesame per ottenere la scarcerazione della ragazza.  Nell’appartamento di corso Vittorio Emanuele ad Avellino sono invece tornati ieri gli agenti della polizia scientifica, su disposizione della procura. Un sopralluogo in tutta la casa dove venerdi’ scorso si e’ consumato il delitto per ricercare tracce biologiche e ricostruire tutti i passaggi, per cercare riscontri alle testimonianze di Giovanni Limata, di Elena Gioia ma anche della moglie e dell’altra figlia della vittima. LEGGI TUTTO

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    ‘Non deve rimanere nessuno…’. le chat choc dei fidanzati-assassini

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    “Ho deciso non deve rimanere nessuno”, e quando dice nessuno, Elena Gioia si riferisce anche alla sorella.
    Un piano criminale da brividi quello dei due fidanzati assassini di Avellio che sabato scorso avevano pianificato di uccidere padre, madre e sorella di lei perché si opponevano alla loro unione.  Elena Gioia ora è in carcere a Bellizzi, il suo fidanzato Giovanni Limata ad Avellino. Ma gli investigatori che hanno raccolto la confessione dei due no hanno ancora chiuso le indagini perché si cercano probabili complici.
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    Nei messaggi che si sono scambiati Giovanni ed Elena nella serata di venerdi’, poco prima di mettere a punto il terribile piano, si intuisce che i due avevano anche programmato la fuga. Elena aveva preparato quattro zaini, Giovanni insisteva per andare a casa sua, o comunque lontano da Avellino. Ma il particolare che fa sospettare gli inquirenti e’ che nessuno dei due guida, nessuno dei due ha un’auto a disposizione e quella sera era troppo tardi per salire su un mezzo pubblico e sparire. Inoltre non e’ chiaro come Giovanni abbia raggiunto Avellino da Cervinara e come poi sia rientrato a casa dei suoi, dove lo hanno poi trovato gli investigatori che lo hanno arrestato.
    Il racconto cronologico di quanto accaduto la sera di venerdì scorso e da choc. E’ stato ricostruito grazie alle chat che si sono scambiati i due a partire dal pomeriggio. Il gip, Paolo Cassano lo ha messo nero su bianco nell’ordinanza cautelare che tiene in carcere i due con l’accusa di omicidio premeditato.
    Ore 16.39. Giovanni: Sì ma comunque non mi hai detto che fai. Hai solo detto che tra poco vai a preparare gli zaini. Elena; Sto in stanza scegliendo che cavolo mettere dentro a sti zaini di m….
    Ore 18. Elena: Allora, in tutto sono quattro zaini, due un po’ più grandi e gli altri piccoli.
    Ore 20.30. Giovanni: Lo sai che ti si scarica e anche a me, saremo nella m… perché dovremo aspettare la mattina dopo per lasciare Avellino, perché non avremo come chiamare.
    Giovanni: Se mi sgama il cane dietro la porta che fa, abbaia il tuo cane oppure non fa niente e resta zitto, semplice no?.
    Elena: Allora io scendo comunque a butta’ la spazza tura, così non desto sospetti ne nulla; tu sali con me e ti lascio la porta aperta, mi prendo a Milly e mi chiudo nella stanza; appena tu hai finito vieni da me e ce ne andiamo. Entro prima io ovviamente e poi ti mando il messaggio.
    Elena: pensavo che non ti sarebbe piaciuta la mia idea.
    Ore 21.10. Elena: Amo’, no, mia sorella non può rimane’.
    Elena: Capisci meglio cosa intendo, per favore.
    Giovanni: Anche lei, hai deciso?. Elena: Ho deciso, non rimane nessuno.
    Ore 22.16. Elena: Papa sta dormendo.
    Ore 22.32. Giovanni: Sono dentro.
    Elena: Già sai amo.
    E a quel punto si scatena l’inferno. Aldo Gioia viene ucciso con sei coltellate mentre stava dormendo sul divano di casa colpevole di opporsi all’unione tra i due perché Giovanni è un tossicodipendente e con precedenti penali. Poi il piano criminale non viene portato a termine fino alla fine perché Aldo Gioia cerca di difendersi e urla e le sue urla attirano l’attenzione di moglie e dell’altra figlia. E a quel punto i due sono costretti a fuggire. Il resto è storia nota. O quasi. perché bisogna capire chi li ha aiutati.
    Rosaria Federico LEGGI TUTTO

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    I fidanzati assassini di Avellino non rispondono al Gip: oggi l’autopsia

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    I fidanzati assassini di Avellino non rispondono al Gip: oggi l’autopsia
    Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Giovanni Limata, 22 anni, ed Elena Gioia, 18 anni, accusati dell’omicidio del padre di lei, Aldo Gioia, 53 anni, ucciso la sera del 23 aprile mentre dormiva sul divano di casa ad Avellino.
    I due fidanzati si sono seduti questa mattina per l’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Avellino Paolo Cassano, entrambi difesi da due avvocati diversi da quelli individuati in un primo momento, a causa della rinuncia sia di Innocenzo Massaro, che difendeva la 18enne, sia di Mario Picca che difendeva il 22enne.
    Quest’ultimo ha nominato suo difensore l’avvocato Mario Villani, mentre la ragazza ha indicato come suo legale l’avvocato Cerino D’Urso. Oggi pomeriggio all’ospedale Moscati di Avellino sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Aldo Gioia. LEGGI TUTTO

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    Ucciso da figlia e fidanzato il 53enne di Avellino: arrestati

    🔊 Ascolta la notizia Una svolta rapida nell’inchiesta sulla morte del 53enne di Avellino, Aldo Gioia, dipendente della FCA di Pratola Serra. Il geometra è stato ucciso dalla figlia diciottenne e dal fidanzato di quest’ultima, di poco piu’ grande durante una violenta lite in casa. Gioia è arrivato in condizioni disperate nella tarda serata di […] LEGGI TUTTO

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    Medici con doppio stipendio, in 5 a giudizio ad Avellino

    🔊 Ascolta la notizia Medici con doppio stipendio, in 5 a giudizio ad Avellino Avrebbero percepito un doppio stipendio, per lo stesso incarico nello stesso ente. Il 7 luglio prossimo dovranno comparire di fronte al gup del tribunale di Avellino, Marcello Rotondi, per rispondere di truffa aggravata, falso ideologico, peculato e abuso d’ufficio. La procura […] LEGGI TUTTO

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    Anche la procura di Avellino apre un’inchiesta sui ‘furbetti saltafila’ del vaccino

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