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    Camorra ad Avellino: l’ex segretario provinciale della Lega favorì l’elezione del figlio del boss

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    2 settimane fa circa (22:48)
    il
    9 Novembre 2020

    Camorra ad Avellino: l’ex segretario provinciale della Lega favorì l’elezione del figlio del boss.

    E’ quanto emerge dall’inchiesta bis sul nuovo clan Partenio che stamane ha portato all’emissione di 14 ordinanze cautelari e al sequestri di bnei per 4 milioni di euro. Si tratta dell’avvocato Sabino Morano che secondo le accuse della Dda ha ostacolato il libero esercizio del voto il “Nuovo Clan Partenio”, procurando preferenze per Damiano Genovese, l’ex consigliere comunale e figlio del boss ergastolano al 41 bis Damiano. Lo scrive il gip di Napoli Fabrizio Finamore nell’ordinanza cautelare. Complessivamente sono 17 le persone indagate dai sostituti procuratori Henry John Woodcock, Simona Rossi e Luigi Landolfi. Il clan, secondo gli inquirenti, ha contaminato le elezioni amministrative tenutesi ad Avellino nel giugno del 2018.
    Morano, sempre secondo i pm, avrebbe accettato la promessa di procurargli i voti nelle elezioni comunali fatta dai capiclan Pasquale e Nicola Galdieri, anche attraverso Damiano Genovese. In cambio avrebbe dovuto soddisfare, scrive il gip, “non meglio specificate utilita’ e in cambio della disponibilita’ a soddisfare gli interessi e le esigenze del clan e dei suoi membri”. Gia’ in campagna elettorale, tra l’altro, ci sarebbe stato un impegno concreto – sostengono gli investigatori – in merito a un centro pugilistico gestito dalla camorra in una scuola del capoluogo irpino. Tra i destinatari delle misure cautelari figurano anche l’imprenditrice Livia Forte, per i carabinieri di Avellino in stretti contatti con il clan (le viene contestata l’associazione di stampo mafioso) la quale, insieme al fratello Modestino (anche per lui, come per la sorella, e’ stato disposto il carcere) assoggettavano alle volonta’ della camorra le loro vittime, i proprietari degli immobili messi all’asta, approfittando del loro stato di necessita’.
    Livia e Modestino Forte, insieme con Armando Pompeo Aprile (anche per lui il gip ha disposto il carcere), soprannominati “i tre-tre”, sono personaggio molto noti ad Avellino. Partecipavano alle attivita’ criminose connesse alla gestione delle aste immobiliari, principalmente quelle incardinate nel Tribunale di Avellino, utilizzando anche violenze e minacce per intimidire i partecipanti a vantaggio loro e del clan.
    “Ho vinto, stiamo al Comune”. Esordisce entusiasta Damiano Genovese nel colloquio nel carcere di Voghera con il padre Amedeo, detenuto in regime di 41 bis. E’ il 28 giugno 2018 e il figlio del boss che ha governato il giro di droga e il racket delle estorsioni ad Avellino e nell’hinterland negli anni 2000, esulta per il successo elettorale e per la posizione di forza. In uno dei rari colloqui concessi, Damiano Genovese illustra al padre, che non era mai riuscito a penetrare nell’amministrazione del capoluogo, le strategie dell’immediato. Hanno vinto i 5 Stelle, eleggendo Vincenzo Ciampi, “ma non hanno la maggioranza”, spiega Genovese al padre.

    TI POREBBE INETRESSARE ANCHE:Il clan Partenio aveva messo le mani sulle aste immobiliari: 14 arresti. I NOMI
    “Hanno 5 consiglieri e quindi chiamano noi”, aggiunge l’uomo, destinatario oggi di una delle misure cautelari nell’ambito dell’indagine della procura di Napoli su aste giudiziarie pilotate a favore di ‘amici’0 del clan nuovo Partenio. Nel colloquio intercettato il neo consigliere comunale, eletto nella lista della Lega assieme al candidato sindaco Sabino Morano e’ esplicito: “Andiamo insieme a loro (riferendosi al M5S, ndr.) pero’ io sto con la Lega”. Una condizione che non entusiasma Amedeo Genovese. “A me Di Maio non piaceva – esplicita il capoclan – che poi tutti e due (riferendosi anche a Di Maio e Salvini) stanno contro i detenuti, pero’ non fa niente!”. Damiano Genovese lascia anche intendere che si discutera’ della giunta. “Ma io l’assessore non lo faccio – confida al padre – perche’ mi dovrei dimettere da consigliere”. L’esito delle amministrative 2018 non e’ andato proprio come i Genovese speravano, dato che contavano di eleggere Morano, avvocato e segretario provinciale dell’epoca della Lega ad Avellino, come sindaco. “E’ un bravo ragazzo – dice Damiano Genovese – se lo merita perche’ sta sempre a disposizione”.
    Il clan aveva un controllo capillare delle aste giudiziarie che si tenevano nel tribunale civile di Avellino. Il clan Partenio riusciva a condizionare il settore immobiliare di Avellino e dell’hinterland. Le possibilita’ erano due: acquisire a prezzi ribassati immobili anche di valore, oppure costringere i precedenti proprietari, che si erano visti pignorare i loro beni, a pagare somme per evitare che alle aste si presentassero concorrenti che impedissero la riacquisizione. E’ cosi’ che la cosca e’ riuscita a creare un patrimonio di almeno 59 appartamenti e 26 terreni, tutti sequestrati oggi dalla Guardia di finanza di Napoli su ordine della direzione Distrettuale Antimafia.
    Nell’indagine condotta dai pm Landolfi, Woodcock e Rossi sono stati arrestati 14 esponenti del clan che fa capo ai fratelli Nicola e Pasquale Galdieri. E proprio i Galdieri, attraverso l’immobiliarista Lidia Forte, riuscivamo a controllare il mercato immobiliare ad Avellino e in provincia. In un ristorante di proprieta’ della famiglia Forte si tenevano i vertici per organizzare il controllo delle aste, e li’ venivano convocati i proprietari soggetti a pignoramento che erano minacciati dal clan. I malcapitati erano messi di fronte alla scelta di pagare somme consistenti per evitare che i loro immobili finissero in altre mani, oppure potevano riacquistare in un secondo momento la casa perduta dalle mani dello stesso clan. Nell’operazione scattata oggi la Guardia di finanza e i carabinieri del comando provinciale di Avellino hanno sequestrato una serie di assegni circolari tutti incassati dalla famiglia Forte anche attraverso prestanome.

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    Coronavirus

    Pubblicato
    21 ore fa
    il
    22 Novembre 2020

    Da Avellino arriva ‘Testami’: il tampone fai da te made in Campania.

    Dopo quello presentato in Veneto dal governatore Zaia, anche in Campania viene approntato un tampone “fai da te” realizzato dalla startup campana del settore health tech Testami insieme con Biogem, il centro di ricerca scientifica di Ariano Irpino (Avellino), operante negli ambiti della genetica molecolare e delle biotecnologie. L’innovativo tampone “fai da te”, infatti, consente ai pazienti di eseguire il prelievo autonomamente e anche di inviare senza problemi i campioni ai laboratori di ricerca.
    Al fianco della startup Testami hanno lavorato un team di ricercatori di Biogem guidato dal professore Michele Caraglia e dalle dottoresse Alessandra Pucci e Alessia Cossu. Secondo una ricerca di Biogem, fa sapere una nota, “i tamponi auto prelevati consentono la corretta diagnosi dei casi covid-19 positivi con una percentuale di concordanza pari al 94,74% rispetto al tampone somministrato da operatori sanitari”. Inoltre, “sulla base dei test effettuati è possibile concludere che il tampone conserva la stabilità del genoma virale anche a secco senza necessità di refrigerazione e di liquido di trasporto”.
    “Dopo aver certificato il kit presso il ministero della Salute, – conclude la nota di Testami – la startup è pronta a scendere in campo al fianco delle istituzioni e delle aziende per supportare il processo di screening di popolazione e dare il proprio contributo alla battaglia al coronavirus”.

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    Camorra ad Avellino: l’ex segretario provinciale della Lega favorì l’elezione del figlio del boss

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    12 minuti fa circa (22:48)
    il
    9 Novembre 2020

    Camorra ad Avellino: l’ex segretario provinciale della Lega favorì l’elezione del figlio del boss.

    E’ quanto emerge dall’inchiesta bis sul nuovo clan Partenio che stamane ha portato all’emissione di 14 ordinanze cautelari e al sequestri di bnei per 4 milioni di euro. Si tratta dell’avvocato Sabino Morano che secondo le accuse della Dda ha ostacolato il libero esercizio del voto il “Nuovo Clan Partenio”, procurando preferenze per Damiano Genovese, l’ex consigliere comunale e figlio del boss ergastolano al 41 bis Damiano. Lo scrive il gip di Napoli Fabrizio Finamore nell’ordinanza cautelare. Complessivamente sono 17 le persone indagate dai sostituti procuratori Henry John Woodcock, Simona Rossi e Luigi Landolfi. Il clan, secondo gli inquirenti, ha contaminato le elezioni amministrative tenutesi ad Avellino nel giugno del 2018.
    Morano, sempre secondo i pm, avrebbe accettato la promessa di procurargli i voti nelle elezioni comunali fatta dai capiclan Pasquale e Nicola Galdieri, anche attraverso Damiano Genovese. In cambio avrebbe dovuto soddisfare, scrive il gip, “non meglio specificate utilita’ e in cambio della disponibilita’ a soddisfare gli interessi e le esigenze del clan e dei suoi membri”. Gia’ in campagna elettorale, tra l’altro, ci sarebbe stato un impegno concreto – sostengono gli investigatori – in merito a un centro pugilistico gestito dalla camorra in una scuola del capoluogo irpino. Tra i destinatari delle misure cautelari figurano anche l’imprenditrice Livia Forte, per i carabinieri di Avellino in stretti contatti con il clan (le viene contestata l’associazione di stampo mafioso) la quale, insieme al fratello Modestino (anche per lui, come per la sorella, e’ stato disposto il carcere) assoggettavano alle volonta’ della camorra le loro vittime, i proprietari degli immobili messi all’asta, approfittando del loro stato di necessita’.
    Livia e Modestino Forte, insieme con Armando Pompeo Aprile (anche per lui il gip ha disposto il carcere), soprannominati “i tre-tre”, sono personaggio molto noti ad Avellino. Partecipavano alle attivita’ criminose connesse alla gestione delle aste immobiliari, principalmente quelle incardinate nel Tribunale di Avellino, utilizzando anche violenze e minacce per intimidire i partecipanti a vantaggio loro e del clan.
    “Ho vinto, stiamo al Comune”. Esordisce entusiasta Damiano Genovese nel colloquio nel carcere di Voghera con il padre Amedeo, detenuto in regime di 41 bis. E’ il 28 giugno 2018 e il figlio del boss che ha governato il giro di droga e il racket delle estorsioni ad Avellino e nell’hinterland negli anni 2000, esulta per il successo elettorale e per la posizione di forza. In uno dei rari colloqui concessi, Damiano Genovese illustra al padre, che non era mai riuscito a penetrare nell’amministrazione del capoluogo, le strategie dell’immediato. Hanno vinto i 5 Stelle, eleggendo Vincenzo Ciampi, “ma non hanno la maggioranza”, spiega Genovese al padre.
    TI POREBBE INETRESSARE ANCHE:Il clan Partenio aveva messo le mani sulle aste immobiliari: 14 arresti. I NOMI
    “Hanno 5 consiglieri e quindi chiamano noi”, aggiunge l’uomo, destinatario oggi di una delle misure cautelari nell’ambito dell’indagine della procura di Napoli su aste giudiziarie pilotate a favore di ‘amici’0 del clan nuovo Partenio. Nel colloquio intercettato il neo consigliere comunale, eletto nella lista della Lega assieme al candidato sindaco Sabino Morano e’ esplicito: “Andiamo insieme a loro (riferendosi al M5S, ndr.) pero’ io sto con la Lega”. Una condizione che non entusiasma Amedeo Genovese. “A me Di Maio non piaceva – esplicita il capoclan – che poi tutti e due (riferendosi anche a Di Maio e Salvini) stanno contro i detenuti, pero’ non fa niente!”. Damiano Genovese lascia anche intendere che si discutera’ della giunta. “Ma io l’assessore non lo faccio – confida al padre – perche’ mi dovrei dimettere da consigliere”. L’esito delle amministrative 2018 non e’ andato proprio come i Genovese speravano, dato che contavano di eleggere Morano, avvocato e segretario provinciale dell’epoca della Lega ad Avellino, come sindaco. “E’ un bravo ragazzo – dice Damiano Genovese – se lo merita perche’ sta sempre a disposizione”.
    Il clan aveva un controllo capillare delle aste giudiziarie che si tenevano nel tribunale civile di Avellino. Il clan Partenio riusciva a condizionare il settore immobiliare di Avellino e dell’hinterland. Le possibilita’ erano due: acquisire a prezzi ribassati immobili anche di valore, oppure costringere i precedenti proprietari, che si erano visti pignorare i loro beni, a pagare somme per evitare che alle aste si presentassero concorrenti che impedissero la riacquisizione. E’ cosi’ che la cosca e’ riuscita a creare un patrimonio di almeno 59 appartamenti e 26 terreni, tutti sequestrati oggi dalla Guardia di finanza di Napoli su ordine della direzione Distrettuale Antimafia.
    Nell’indagine condotta dai pm Landolfi, Woodcock e Rossi sono stati arrestati 14 esponenti del clan che fa capo ai fratelli Nicola e Pasquale Galdieri. E proprio i Galdieri, attraverso l’immobiliarista Lidia Forte, riuscivamo a controllare il mercato immobiliare ad Avellino e in provincia. In un ristorante di proprieta’ della famiglia Forte si tenevano i vertici per organizzare il controllo delle aste, e li’ venivano convocati i proprietari soggetti a pignoramento che erano minacciati dal clan. I malcapitati erano messi di fronte alla scelta di pagare somme consistenti per evitare che i loro immobili finissero in altre mani, oppure potevano riacquistare in un secondo momento la casa perduta dalle mani dello stesso clan. Nell’operazione scattata oggi la Guardia di finanza e i carabinieri del comando provinciale di Avellino hanno sequestrato una serie di assegni circolari tutti incassati dalla famiglia Forte anche attraverso prestanome.

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    9 ore fa
    il
    9 Novembre 2020

    Si è conclusa soltanto con uno spavento la disavventura che ha avuto per protagonista una donna della provincia di Benevento e il figlio di 10 anni che nella serata di ieri, dopo aver esplorato diversi sentieri, perdevano l’orientamento tra i boschi dei Monti del Partenio.
    Spaventati per il sopraggiungere del buio, allo stremo delle forze decidevano di effettuare una richiesta di soccorso al 112, fornendo agli operatori della Centrale operativa del Comando provinciale dei Carabinieri di Avellino, tramite un’applicazione del cellulare, le coordinate della loro posizione. Sul posto sono quindi intervenuti i carabinieri della Stazione Forestale di Serino che con un carabiniere della Stazione di Ospedaletto d’Alpinolo, hanno raggiunto la zona indicata, nell’agro del comune di Summonte, ben nota a uno dei militari. In breve tempo i carabinieri sono riusciti a localizzare i due dispersi all’interno di un impluvio molto scosceso e di non facile raggiungimento. Dopo averli raggiunti e accertata l’integrità fisica, i due malcapitati, affaticati e infreddoliti, sono stati riaccompagnati a valle.

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    Camorra ad Avellino: l’ex segretario provinciale della Lega favorì l’elezione del figlio del boss

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    2 settimane fa circa (22:48)
    il
    9 Novembre 2020

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    E’ quanto emerge dall’inchiesta bis sul nuovo clan Partenio che stamane ha portato all’emissione di 14 ordinanze cautelari e al sequestri di bnei per 4 milioni di euro. Si tratta dell’avvocato Sabino Morano che secondo le accuse della Dda ha ostacolato il libero esercizio del voto il “Nuovo Clan Partenio”, procurando preferenze per Damiano Genovese, l’ex consigliere comunale e figlio del boss ergastolano al 41 bis Damiano. Lo scrive il gip di Napoli Fabrizio Finamore nell’ordinanza cautelare. Complessivamente sono 17 le persone indagate dai sostituti procuratori Henry John Woodcock, Simona Rossi e Luigi Landolfi. Il clan, secondo gli inquirenti, ha contaminato le elezioni amministrative tenutesi ad Avellino nel giugno del 2018.
    Morano, sempre secondo i pm, avrebbe accettato la promessa di procurargli i voti nelle elezioni comunali fatta dai capiclan Pasquale e Nicola Galdieri, anche attraverso Damiano Genovese. In cambio avrebbe dovuto soddisfare, scrive il gip, “non meglio specificate utilita’ e in cambio della disponibilita’ a soddisfare gli interessi e le esigenze del clan e dei suoi membri”. Gia’ in campagna elettorale, tra l’altro, ci sarebbe stato un impegno concreto – sostengono gli investigatori – in merito a un centro pugilistico gestito dalla camorra in una scuola del capoluogo irpino. Tra i destinatari delle misure cautelari figurano anche l’imprenditrice Livia Forte, per i carabinieri di Avellino in stretti contatti con il clan (le viene contestata l’associazione di stampo mafioso) la quale, insieme al fratello Modestino (anche per lui, come per la sorella, e’ stato disposto il carcere) assoggettavano alle volonta’ della camorra le loro vittime, i proprietari degli immobili messi all’asta, approfittando del loro stato di necessita’.
    Livia e Modestino Forte, insieme con Armando Pompeo Aprile (anche per lui il gip ha disposto il carcere), soprannominati “i tre-tre”, sono personaggio molto noti ad Avellino. Partecipavano alle attivita’ criminose connesse alla gestione delle aste immobiliari, principalmente quelle incardinate nel Tribunale di Avellino, utilizzando anche violenze e minacce per intimidire i partecipanti a vantaggio loro e del clan.
    “Ho vinto, stiamo al Comune”. Esordisce entusiasta Damiano Genovese nel colloquio nel carcere di Voghera con il padre Amedeo, detenuto in regime di 41 bis. E’ il 28 giugno 2018 e il figlio del boss che ha governato il giro di droga e il racket delle estorsioni ad Avellino e nell’hinterland negli anni 2000, esulta per il successo elettorale e per la posizione di forza. In uno dei rari colloqui concessi, Damiano Genovese illustra al padre, che non era mai riuscito a penetrare nell’amministrazione del capoluogo, le strategie dell’immediato. Hanno vinto i 5 Stelle, eleggendo Vincenzo Ciampi, “ma non hanno la maggioranza”, spiega Genovese al padre.

    TI POREBBE INETRESSARE ANCHE:Il clan Partenio aveva messo le mani sulle aste immobiliari: 14 arresti. I NOMI
    “Hanno 5 consiglieri e quindi chiamano noi”, aggiunge l’uomo, destinatario oggi di una delle misure cautelari nell’ambito dell’indagine della procura di Napoli su aste giudiziarie pilotate a favore di ‘amici’0 del clan nuovo Partenio. Nel colloquio intercettato il neo consigliere comunale, eletto nella lista della Lega assieme al candidato sindaco Sabino Morano e’ esplicito: “Andiamo insieme a loro (riferendosi al M5S, ndr.) pero’ io sto con la Lega”. Una condizione che non entusiasma Amedeo Genovese. “A me Di Maio non piaceva – esplicita il capoclan – che poi tutti e due (riferendosi anche a Di Maio e Salvini) stanno contro i detenuti, pero’ non fa niente!”. Damiano Genovese lascia anche intendere che si discutera’ della giunta. “Ma io l’assessore non lo faccio – confida al padre – perche’ mi dovrei dimettere da consigliere”. L’esito delle amministrative 2018 non e’ andato proprio come i Genovese speravano, dato che contavano di eleggere Morano, avvocato e segretario provinciale dell’epoca della Lega ad Avellino, come sindaco. “E’ un bravo ragazzo – dice Damiano Genovese – se lo merita perche’ sta sempre a disposizione”.
    Il clan aveva un controllo capillare delle aste giudiziarie che si tenevano nel tribunale civile di Avellino. Il clan Partenio riusciva a condizionare il settore immobiliare di Avellino e dell’hinterland. Le possibilita’ erano due: acquisire a prezzi ribassati immobili anche di valore, oppure costringere i precedenti proprietari, che si erano visti pignorare i loro beni, a pagare somme per evitare che alle aste si presentassero concorrenti che impedissero la riacquisizione. E’ cosi’ che la cosca e’ riuscita a creare un patrimonio di almeno 59 appartamenti e 26 terreni, tutti sequestrati oggi dalla Guardia di finanza di Napoli su ordine della direzione Distrettuale Antimafia.
    Nell’indagine condotta dai pm Landolfi, Woodcock e Rossi sono stati arrestati 14 esponenti del clan che fa capo ai fratelli Nicola e Pasquale Galdieri. E proprio i Galdieri, attraverso l’immobiliarista Lidia Forte, riuscivamo a controllare il mercato immobiliare ad Avellino e in provincia. In un ristorante di proprieta’ della famiglia Forte si tenevano i vertici per organizzare il controllo delle aste, e li’ venivano convocati i proprietari soggetti a pignoramento che erano minacciati dal clan. I malcapitati erano messi di fronte alla scelta di pagare somme consistenti per evitare che i loro immobili finissero in altre mani, oppure potevano riacquistare in un secondo momento la casa perduta dalle mani dello stesso clan. Nell’operazione scattata oggi la Guardia di finanza e i carabinieri del comando provinciale di Avellino hanno sequestrato una serie di assegni circolari tutti incassati dalla famiglia Forte anche attraverso prestanome.

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    16 minuti fa
    il
    23 Novembre 2020

    A 36 anni e’ la vittima piu’ giovane registrata in provincia di Benevento per le complicazioni dovute al covid- 19.
    Michele, sposato e con due figlie, di Airola, era ricoverato nel padiglione Santa Teresa dell’ospedale di Benevento da circa un mese. Non aveva altre patologie, ma le sue condizioni sono andate progressivamente peggiorando. Era stato trasferito in terapia intensiva ieri sera, ma e’ morto questa mattina. Altre due persone hanno perso la vita nello stesso ospedale, un 78enne di Foglianise e una 91enne di Cerreto Sannita.
    Anche ad Avellino nelle ultime 24 ore si sono registrate 3 vittime per Covid-19. Nell’ospedale “Frangipanne” di Ariano Irpino sono morti un 87enne di Ariano Irpino e un 79enne di Torre Annunziata. Nell’ospedale “Moscati” ha perso la vita un 71enne di Atripalda, che era arrivato in pronto soccorso il 4 novembre scorso e dopo alcuni giorni era finito in terapia sub intensiva. A Solofra invece un 71enne, in isolamento domiciliare per sospetto covid, non ha retto alla paura della malattia e si e’ lanciato dalla finestra del suo appartamento, precipitando nel vuoto per dieci metri. E’ morto sul colpo.

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    Il clan Partenio aveva messo le mani sulle aste immobiliari: 14 arresti. I NOMI

    Cronache » Primo Piano » Il clan Partenio aveva messo le mani sulle aste immobiliari: 14 arresti. I NOMI

    Primo Piano

    Pubblicato
    12 ore fa circa (10:35)
    il
    9 Novembre 2020

    Il clan Partenio aveva messo le mani sulle aste immobiliari: 14 arresti.

    I Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri di Avellino e della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 14 indagati (8 da restringere in carcere e 6 ai domiciliari) e al sequestro preventivo di 5 società e dei relativi beni, crediti, azioni e quote sociali, per un valore complessivo stimato di circa 4 milioni di euro. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di più reati, quali Associazione per delinquere di tipo mafioso, Estorsione, Scambio elettorale politico-mafioso, Turbata libertà degli incanti, Falsità materiale, Truffa, Trasferimento fraudolento di valori e Riciclaggio.
    Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal GIP di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo partenopea, che ha coordinato le attività condotte congiuntamente dal Nucleo Investigativo dell’Arma dei Carabinieri di Avellino e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.L’indagine, convenzionalmente denominata “ASTE OK”, ha consentito di disarticolare un’organizzazione malavitosa composta da membri di spicco del cosiddetto Nuovo Clan Partenio (egemone nel capoluogo irpino, oggetto dell’operazione “PARTENIO 2.0”, condotta il 14 ottobre del 2019), nonché da imprenditori e professionisti.Dalle risultanze investigative è infatti emerso un contesto di espansione degli interessi criminali del gruppo camorristico ai redditizi settori delle aste e delle acquisizioni immobiliari, unito a un sempre forte e corrispondente interesse a influenzare la vita politica e amministrativa della città di Avellino, allo scopo di accedere alla “cabina di regia” delle scelte operate dalla Pubblica amministrazione, per esempio, per l’appunto, in materia urbanistica ed edilizia.
    In particolare, anche attraverso le elaborate investigazioni economico-finanziarie sviluppate per seguire i trasferimenti di immobili ceduti all’asta e gli anomali flussi di regolamento, l’indagine ha consentito di acclarare forti legami tra alcuni sodali del clan camorristico, i titolari di alcune società di intermediazione immobiliare e professionisti nel settore i quali, avvalendosi dell’intimidazione derivante dal vincolo associativo, inibivano a proprietari “esecutati” la partecipazione alle aste giudiziarie aventi per oggetto propri beni, in questo modo appropriandosene al fine di chiedere ai medesimi ex-proprietari una quota di denaro maggiorata qualora avessero voluto rientrarne in possesso.Si ritiene che il sodalizio si sia avvalso di società intestate a prestanomi nelle quali sarebbero transitate le somme estorte in modo da poter ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa.
    L’attività ha documentato la promessa di voti in occasione delle elezioni del Consiglio Comunale di Avellino del giugno 2018 da parte di appartenenti al clan Genovese-Galdieri, nei confronti di un candidato consigliere – poi eletto – figlio di un boss detenuto, appartenente al medesimo gruppo, in cambio della riassegnazione della gestione di un centro sportivo sito in Avellino.Oltre a numerose perquisizioni nei confronti dei soggetti ritenuti organici o contigui al sodalizio criminoso, è in atto anche l’esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo relativo a 5 società (i cui titolari sono tra i destinatari della misura cautelare), di cui:– 1 struttura di assistenza sociale-residenziale;– 2 società immobiliari;– 1 società di consulenza amministrativa;– 1 attività di ristorazione.L’intero patrimonio delle società sottoposto a sequestro (tra cui 59 fabbricati e 26 terreni) è stato stimato in circa 4 milioni di euro, al quale si aggiungono le disponibilità finanziarie già sequestrate nei confronti degli indagati in data 14 ottobre 2019 ammontanti a circa 1,5 milioni di euro.Nel medesimo contesto operativo, è stata notificata la misura dell’“interdittiva antimafia”, già emessa dalla Prefettura di Avellino, alla società riconducibile alla cit. struttura di assistenza sociale-residenziale, nonché a un’altra azienda riferibile a un altro indagato.
    CUSTODIA CAUTELATRE IN CARCERE1. GALDIERI Pasquale, classe 1974, di Mercogliano;2. GALDIERI Nicola, classe 1975, di Mercogliano;3. DELLO RUSSO Carlo, classe 1977, di Mercogliano;4. PAGANO Beniamino, classe 1980, di Mercogliano;5. GENOVESE Damiano, classe 1983, di Avellino;6. FORTE Livia, classe 1961, di Avellino;7. APRILE Armando Pompeo, classe 1959, di Avellino;8. FORTE Modestino, classe 1966, di Avellino.CUSTODIA CAUTELATRE AGLI ARRESTI DOMICILIARI1. CICCONE Antonio, classe 1977, di Avellino;2. BARONE Antonio, classe 1976, di Avellino;3. FORMISANO Gianluca, classe 1984, di Serino;4. BARBATI Emanuele, classe 1977, di Manocalzati;5. DI BENDETTO Manlio, classe 1979, di Atripalda;6. GISOLFI Mario, classe 1959, di Montoro.SOCIETÀ SEQUESTRATE1. LARA IMMOBILIARE S.r.l., con sede a Roma;2. PUNTO FINANCE S.r.l., con sede a Roma;3. RINASCIMENTO ITALIANO S.r.l., con sede ad Anzio;4. ARCA DI NOE’ S.r.l., con sede a Serino;5. NUVOLA S.r.l., con sede ad Avellino.

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    Anziana contromano in autostrada per chilometri: fermata dalla polizia stradale

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    Coronavirus

    Pubblicato
    1 ora fa
    il
    9 Novembre 2020

    La notizia dell’efficacia al 90% del vaccino contro il coronavirus sviluppato dall’americana Pfizer e dalla tedesca Biontech e’ “l’inizio della fine dei problemi”, ha detto il primo ministro britannico, Boris Johnson.
    Per lo meno, lo sara’ per i Paesi che lo hanno prenotato, non molti (e tutti nel ricco “primo mondo”) ma abbastanza da lanciare alle due aziende un’altra colossale sfida: produrne abbastanza da soddisfare una domanda che era gia’ ingente quando il vaccino era ancora allo stato sperimentale e potrebbe raddoppiare con l’esercizio delle opzioni per quantitativi aggiuntivi inserite nei contratti. Diamo un po’ di numeri. L’Unione Europea aveva ordinato 200 milioni di dosi ed e’ pronta a esercitare l’opzione per altre 100 mila. Il Regno Unito ne aveva ordinate 30 milioni ma oggi Johnson ha parlato di 40 milioni. Gli Stati Uniti, che puntavano molto sul vaccino di Moderna, hanno ordinato 100 milioni di dosi ma hanno l’opzione per arrivare a mezzo miliardo. Il Giappone ha prenotato 30 milioni di dosi e il Canada altre 20, con l’opzione di arrivare a 76 milioni.
    Facendo un rapido calcolo, se tutte le opzioni verranno esercitate, si parla di quasi un miliardo di dosi. Con il massimo sforzo possibile, Pfizer e Biontech sperano di produrre 1,3 milioni di dosi l’anno prossimo. Va ricordato poi che Biontech sta lavorando con la Shanghai Fosun Pharmaceutical Group per vendere il vaccino anche in Cina. Le due aziende hanno fatto sapere che entro fine anno potranno essere vaccinate, nella migliore delle ipotesi, 25 milioni di persone, cifra equivalente a meno di un terzo della popolazione della Germania. “Dovremo fare in modo di trovare una maniera per distribuire il vaccino in maniera equa”, ha commentato l’amministratore delegato di Biontech, Ugur Sahin. Il vaccino richiede inoltre temperature rigidissime per un’adeguata conservazione, il che rendera’ la distribuzione non semplice. Quel che e’ certo e’ che, se il G7 rastrellera’ tutta la produzione prevista per il 2021, non ne restera’ per il Sudamerica, per l’Africa, per quasi tutta l’Asia.
    Moderna e AstraZeneca, le altre due societa’ occidentali piu’ avanti nella sperimentazione, dovranno cercare di arrivare prima della Cina e garantire una distribuzione improntata anche a una logica umanitaria. In caso contrario, il Dragone si trovera’ di fronte una chance incredibile per espandere il suo gia’ soverchiante soft power nelle aree piu’ povere del mondo. Nella grande corsa al vaccino sembra invece al momento fuori gioco la Russia, che pure ha inviato alcune dosi del suo Sputnik V a nazioni alleate come il Venezuela. Secondo quanto hanno riferito diverse fonti mediche alla Reuters nei giorni scorsi, la produzione del vaccino russo non riesce a tenere testa nemmeno alla domanda necessaria per completare la fase sperimentale. Non sara’ un caso se, dopo le indiscrezioni, il Cremlino ha imposto al personale sanitario di parlare con la stampa solo dopo un’adeguata consultazione con le autorita’.

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    Colpo al nuovo clan Partenio: 14 misure cautelari tra Avellino e Roma

    Cronache » Attualità » Colpo al nuovo clan Partenio: 14 misure cautelari tra Avellino e Roma

    Attualità

    Pubblicato
    3 ore fa circa (06:47)
    il
    9 Novembre 2020

    Con un’operazione chiamata “Aste ok” i carabinieri di Avellino e la Guardia di Finanza di Napoli, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo partenopea, hanno eseguito tra le province di Avellino e Roma 14 misure coercitive e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni del valore di circa 4 milioni di euro, nei confronti di un’organizzazione malavitosa composta da membri di spicco del “Nuovo clan Partenio”, imprenditori e professionisti.

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    Meteo

    Pubblicato
    43 minuti fa
    il
    9 Novembre 2020

    Continua il bel tempo sull’Italia: al Sud fino a 22 gradi.

    Per i prossimi giorni l’Italia sarà interessata da un insistente anticiclone che non sembra aver voglia di abbandonare il Paese. Una delle caratteristiche della sua presenza sarà la nebbia che potrebbe tornare più diffusa e fitta su molte zone pianeggianti del Centro-Nord (specie occidentali). Il sito IlMeteo.it segnala che la presenza dell’anticiclone renderà l’atmosfera decisamente stabile.
    Il bel tempo sarà prevalente anche se il cielo si mostrerà spesso nuvoloso o a tratti molto nuvoloso lungo le coste e sulle zone pianeggianti. Sotto il profilo termico i valori massimi raggiungeranno picchi fino a 20-22 gradi al Centro-Sud (come a Roma, Napoli, Palermo, Taranto), non oltre i 15-16 gradi al Nordest e sulle valli alpine (zone più soleggiate) e qualche grado in meno al Nordovest (settori più interessati da nebbie e nubi basse). L’anticiclone potrebbe indebolirsi temporaneamente tra giovedì e venerdì quando una debole perturbazione atlantica tenterà di raggiungere alcune regioni.

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    Imputato e legale positivi al Covid, slitta il processo al clan Partenio

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Imputato e legale positivi al Covid, slitta il processo al clan Partenio

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    2 settimane fa circa (20:34)
    il
    6 Novembre 2020

    Un imputato e un avvocato positivi al Covid, e l’avvio del processo al nuovo clan Partenio con 23 persone alla sbarra e’ slittato al 30 novembre prossimo.

    Doveva tenersi la prima udienza del dibattimento che vede imputati i fratelli Nicola e Pasquale Galdieri, ai vertici della cosca nata sulle ceneri del clan Genovese accusati di associazione mafiosa, usura, estorsioni, minacce, incendio doloso, detenzione illegale di armi e spaccio di sostanze stupefacenti. Unico adempimento del processo la costituzione delle parti civili, con la richiesta presentata solo da Sos Imprese e da un solo imprenditore vittima delle vessazioni del clan.

    Non e’ stata invece presentata richiesta dai Comuni di Avellino e Mercogliano, che pure avevano subito danni da parte del gruppo camorristico attivo proprio ad Avellino e nei comuni dell’hinterland. Una decisione che ha fatto insorgere i rappresentanti dell’opposizione in consiglio comunale, con Francesco Iandolo referente provinciale di Libera e Giovanni D’Ercole di Fratelli d’Italia. Entrambi chiedono al sindaco di Avellino, Gianluca Festa, di ripensarci e rappresentare la citta’ nell’udienza del 30 novembre prossimo.

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    Cronaca Campania

    Pubblicato
    3 giorni fa
    il
    20 Novembre 2020

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per l’esponente del clan dei Casalesi Francesco Cirillo, che era accusato di aver fatto parte del commando di killer che uccise il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno, l’imprenditore Domenico Noviello.
    “Finalmente giustizia è fatta, dopo 12 anni dalla morte di mio padre si è chiuso il capitolo giudiziario” commenta Mimma Noviello, figlia dell’imprenditore, che insieme ai fratelli Matilde, Rosaria e Massimiliano, ha sempre assistito a tutte le udienze dei processi nei vari gradi, guardando sempre in faccia gli assassini del padre. “Non è stato facile trovarsi di fronte Cirillo ad ogni udienza, alla fine abbiamo avuto ragione” dice …..CLICCA QUI PER DIVENTARE UN SOSTENITORE E LEGGERE CONTENUTI ESCLUSIVI

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    Imputato e legale positivi al Covid, slitta il processo al clan Partenio

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Imputato e legale positivi al Covid, slitta il processo al clan Partenio

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    38 minuti fa
    in
    6 Novembre 2020

    Un imputato e un avvocato positivi al Covid, e l’avvio del processo al nuovo clan Partenio con 23 persone alla sbarra e’ slittato al 30 novembre prossimo.

    Doveva tenersi la prima udienza del dibattimento che vede imputati i fratelli Nicola e Pasquale Galdieri, ai vertici della cosca nata sulle ceneri del clan Genovese accusati di associazione mafiosa, usura, estorsioni, minacce, incendio doloso, detenzione illegale di armi e spaccio di sostanze stupefacenti. Unico adempimento del processo la costituzione delle parti civili, con la richiesta presentata solo da Sos Imprese e da un solo imprenditore vittima delle vessazioni del clan.
    Non e’ stata invece presentata richiesta dai Comuni di Avellino e Mercogliano, che pure avevano subito danni da parte del gruppo camorristico attivo proprio ad Avellino e nei comuni dell’hinterland. Una decisione che ha fatto insorgere i rappresentanti dell’opposizione in consiglio comunale, con Francesco Iandolo referente provinciale di Libera e Giovanni D’Ercole di Fratelli d’Italia. Entrambi chiedono al sindaco di Avellino, Gianluca Festa, di ripensarci e rappresentare la citta’ nell’udienza del 30 novembre prossimo.

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    Attualità

    Pubblicato
    5 minuti fa
    in
    6 Novembre 2020

    Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, la Corte respinge.

    La camera di consiglio in corte d’assise di Roma si e’ riunita e ha deciso di respingere la richiesta di acquisire il decreto di rinvio a giudizio della Procura militare per la violata consegna di Andrea Varriale, per non aver avuto con se’ l’arma d’ordinanza la sera del 25 luglio 2019 quando e’ stato ucciso il carabinere Mario Cerciello Rega.
    A sollecitarne l’acquisizione nel corso dell’udienza di oggi sono state le difese dei due americani Finnegan Lee Elder e Natale Hjorth accusati dell’omicidio. Alla richiesta si sono opposte le parti civili, in particolare l’avvocaro Massimo Ferrandino, legale della vedova, e il pm Sabina Calabretta che ha sottolineato come il tema del processo e’ l’omicidio dei vicebrigadiere Cerciello. “Siamo qui per giudicare fatti che sono diversi dalla violata consegna – ha detto il magistrato -, circostanza nota per essere stata riferita dallo stesso interessato in aula. Il tema di questo processo e’ come si e’ arrivati alla morte di Mario Cerciello Rega”.

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    Imputato e legale positivi al Covid, slitta il processo al clan Partenio

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    2 settimane fa circa (20:34)
    il
    6 Novembre 2020

    Un imputato e un avvocato positivi al Covid, e l’avvio del processo al nuovo clan Partenio con 23 persone alla sbarra e’ slittato al 30 novembre prossimo.

    Doveva tenersi la prima udienza del dibattimento che vede imputati i fratelli Nicola e Pasquale Galdieri, ai vertici della cosca nata sulle ceneri del clan Genovese accusati di associazione mafiosa, usura, estorsioni, minacce, incendio doloso, detenzione illegale di armi e spaccio di sostanze stupefacenti. Unico adempimento del processo la costituzione delle parti civili, con la richiesta presentata solo da Sos Imprese e da un solo imprenditore vittima delle vessazioni del clan.

    Non e’ stata invece presentata richiesta dai Comuni di Avellino e Mercogliano, che pure avevano subito danni da parte del gruppo camorristico attivo proprio ad Avellino e nei comuni dell’hinterland. Una decisione che ha fatto insorgere i rappresentanti dell’opposizione in consiglio comunale, con Francesco Iandolo referente provinciale di Libera e Giovanni D’Ercole di Fratelli d’Italia. Entrambi chiedono al sindaco di Avellino, Gianluca Festa, di ripensarci e rappresentare la citta’ nell’udienza del 30 novembre prossimo.

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    Vetrina choc in via Toledo a Napoli con scheletri impiccati

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    Sopreso mentre cercava di rubare nelle auto in sosta: preso 42enne a Secondigliano

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    16 minuti fa
    il
    23 Novembre 2020

    A 36 anni e’ la vittima piu’ giovane registrata in provincia di Benevento per le complicazioni dovute al covid- 19.
    Michele, sposato e con due figlie, di Airola, era ricoverato nel padiglione Santa Teresa dell’ospedale di Benevento da circa un mese. Non aveva altre patologie, ma le sue condizioni sono andate progressivamente peggiorando. Era stato trasferito in terapia intensiva ieri sera, ma e’ morto questa mattina. Altre due persone hanno perso la vita nello stesso ospedale, un 78enne di Foglianise e una 91enne di Cerreto Sannita.
    Anche ad Avellino nelle ultime 24 ore si sono registrate 3 vittime per Covid-19. Nell’ospedale “Frangipanne” di Ariano Irpino sono morti un 87enne di Ariano Irpino e un 79enne di Torre Annunziata. Nell’ospedale “Moscati” ha perso la vita un 71enne di Atripalda, che era arrivato in pronto soccorso il 4 novembre scorso e dopo alcuni giorni era finito in terapia sub intensiva. A Solofra invece un 71enne, in isolamento domiciliare per sospetto covid, non ha retto alla paura della malattia e si e’ lanciato dalla finestra del suo appartamento, precipitando nel vuoto per dieci metri. E’ morto sul colpo.

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    In carcere l’ex patron dell’Avellino Calcio, Massimo Pugliese

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » In carcere l’ex patron dell’Avellino Calcio, Massimo Pugliese

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    3 settimane fa circa (17:57)
    il
    3 Novembre 2020

    In carcere l’ex patron dell’Avellino Calcio, Massimo Pugliese. L’imprenditore si è presentato spontaneamente.

    Deve scontare una pena a 2 anni e 11 mesi e pagare un’ammenda di 50mila euro. L’ex patron dell’Avellino Calcio, Massimo Pugliese, è attualmente recluso nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi, dove si è presentato spontaneamente appena ricevuto il provvedimento di arresto del Tribunale di Bolzano. Si tratta di una misura coercitiva per cumulo di pena, derivante anche da altri reati collegati ad un altro procedimento per il mancato pagamento dei contributi previdenziali agli operai della Solland Silicon di Merano, poi fallita.

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    Cronaca Campania

    Pubblicato
    3 giorni fa
    il
    20 Novembre 2020

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per l’esponente del clan dei Casalesi Francesco Cirillo, che era accusato di aver fatto parte del commando di killer che uccise il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno, l’imprenditore Domenico Noviello.
    “Finalmente giustizia è fatta, dopo 12 anni dalla morte di mio padre si è chiuso il capitolo giudiziario” commenta Mimma Noviello, figlia dell’imprenditore, che insieme ai fratelli Matilde, Rosaria e Massimiliano, ha sempre assistito a tutte le udienze dei processi nei vari gradi, guardando sempre in faccia gli assassini del padre. “Non è stato facile trovarsi di fronte Cirillo ad ogni udienza, alla fine abbiamo avuto ragione” dice …..CLICCA QUI PER DIVENTARE UN SOSTENITORE E LEGGERE CONTENUTI ESCLUSIVI

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    In carcere l’ex patron dell’Avellino Calcio, Massimo Pugliese

    In carcere l’ex patron dell’Avellino Calcio, Massimo Pugliese. L’imprenditore si è presentato spontaneamente. Deve scontare una pena a 2 anni e 11 mesi e pagare un’ammenda di 50mila euro. L’ex patron dell’Avellino Calcio, Massimo Pugliese, è attualmente recluso nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi, dove si è presentato spontaneamente appena ricevuto il provvedimento di arresto […]
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    In carcere l’ex patron dell’Avellino Calcio, Massimo Pugliese

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    3 settimane fa circa (17:57)
    il
    3 Novembre 2020

    In carcere l’ex patron dell’Avellino Calcio, Massimo Pugliese. L’imprenditore si è presentato spontaneamente.

    Deve scontare una pena a 2 anni e 11 mesi e pagare un’ammenda di 50mila euro. L’ex patron dell’Avellino Calcio, Massimo Pugliese, è attualmente recluso nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi, dove si è presentato spontaneamente appena ricevuto il provvedimento di arresto del Tribunale di Bolzano. Si tratta di una misura coercitiva per cumulo di pena, derivante anche da altri reati collegati ad un altro procedimento per il mancato pagamento dei contributi previdenziali agli operai della Solland Silicon di Merano, poi fallita.

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    16 minuti fa
    il
    23 Novembre 2020

    A 36 anni e’ la vittima piu’ giovane registrata in provincia di Benevento per le complicazioni dovute al covid- 19.
    Michele, sposato e con due figlie, di Airola, era ricoverato nel padiglione Santa Teresa dell’ospedale di Benevento da circa un mese. Non aveva altre patologie, ma le sue condizioni sono andate progressivamente peggiorando. Era stato trasferito in terapia intensiva ieri sera, ma e’ morto questa mattina. Altre due persone hanno perso la vita nello stesso ospedale, un 78enne di Foglianise e una 91enne di Cerreto Sannita.
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    Strage del bus: assolto il tecnico dell’Aspi

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Strage del bus: assolto il tecnico dell’Aspi

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    3 settimane fa circa (21:03)
    il
    2 Novembre 2020

    Non dichiaro’ il falso nella testimonianza resa per la Strage di Acqualonga, ma le discrepanze tra quanto dichiarato agli inquirenti durante le indagini preliminari e quanto riferito da testimone nel processo per l’incidente che costo’ la vita a 40 persone, che si trovavano a bordo di un pullman precipitato dal viadotto autostradale dell’A16, erano affermazioni che tendevano a “integrare e precisare quel che aveva riferito durante le indagini”.

    Cosi’ il giudice monocratico del tribunale di Avellino, Lucio Galeota, scrive nella sentenza di assoluzione per il tecnico di Autostrade per l’Italia spa Paolo Anfosso.

    Il progettista nell’udienza del 17 febbraio 2017 era stato ascoltato in merito alla riqualifica delle barriere autostradali nel tratto interessato dall’incidente. Il 28 luglio 2013 un pullman vecchio e malandato ebbe un cedimento meccanico che compromise irrimediabilmente il sistema frenante. Dopo aver urtato due volte le barriere del viadotto Acqualonga dell’A16, il pullman sfondo’ i new jersey e precipito’ da un’altezza di 25 metri. Per quella vicenda il tribunale di Avellino ha inflitto 12 anni di reclusione al titolare dell’agenzia che noleggio’ il bus, Gennaro Lametta, 9 alla funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli Antonietta Ceriola, che falsifico’ la revisione del bus, e pene tra i 5 e i 6 anni a 6 dei 12 dirigenti e tecnici di Aspi imputati. Anfosso in quel processo era un testimone e la sua versione spinse i pm Rosario Cantelmo e Cecilia Annecchini a chiedere la trasmissione del verbale di udienza alla procura per procedere nei confronti del tecnico per falsa testimonianza. Richiesta che il giudice Luigi Buono respinse, non rilevando incongruenze o addirittura dolo nelle dichiarazioni rese in aula. Tesi che e’ stata confermata anche nel processo di oggi, con l’assoluzione piena perche’ il fatto non sussiste. A gennaio prossimo comincera’ il processo d’Appello per la Strage del 2013.

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    Giovane mamma morta dopo il parto a Villa Betania: l’anestesista era stato radiato 5 anni fa

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    A Boscoreale altri 44 positivi, i contagiati sono 137

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    Cronaca Campania

    Pubblicato
    3 giorni fa
    il
    20 Novembre 2020

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per l’esponente del clan dei Casalesi Francesco Cirillo, che era accusato di aver fatto parte del commando di killer che uccise il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno, l’imprenditore Domenico Noviello.
    “Finalmente giustizia è fatta, dopo 12 anni dalla morte di mio padre si è chiuso il capitolo giudiziario” commenta Mimma Noviello, figlia dell’imprenditore, che insieme ai fratelli Matilde, Rosaria e Massimiliano, ha sempre assistito a tutte le udienze dei processi nei vari gradi, guardando sempre in faccia gli assassini del padre. “Non è stato facile trovarsi di fronte Cirillo ad ogni udienza, alla fine abbiamo avuto ragione” dice …..CLICCA QUI PER DIVENTARE UN SOSTENITORE E LEGGERE CONTENUTI ESCLUSIVI

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