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    Caivano, nasconde la droga colorata nel congelatore: arrestato 36enne

    Caivano, nasconde la droga colorata nel congelatore: arrestato 36enne. Ancora un arresto dei carabinieri nel parco Verde di Caivano.
    Nel Parco Verde di Caivano i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Roberto Iannucci, 36enne della provincia di Benevento già noto alle forze dell’ordine.
    L’uomo passeggiava nel Parco Verde indossando un marsupio. Non sembrava proprio un turista e i carabinieri lo hanno seguito. Alla vista dei militari ha tentato di fuggire ed è entrato in un appartamento che poi è risultato essere nella sua disponibilità. I Carabinieri lo hanno raggiunto e beccato proprio mentre stava nascondendo la borsetta nel cassetto del congelatore. Nel marsupio c’erano 55 dosi di cocaina, 41 dosi di eroina e la somma contante di 420 euro. E’ stato tutto sequestrato.
    La droga, pronta alla vendita, aveva la particolarità di essere confezionata con involucri colorati. Celeste per la cocaina e bianco per l’eroina. Stratagemma probabilmente utilizzato dal pusher per consegnare lo stupefacente più velocemente possibile a seconda della richiesta del cliente di turno e dei suoi “gusti”. L’arrestato è stato trasferito in carcere in attesa di giudizio. LEGGI TUTTO

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    Arzano, le donne del clan della 167 occupano alloggio: denunciata una donna dei Monfregolo

    Arzano, le donne del clan della 167 occupano alloggio: denunciata una donna dei Monfregolo. Blitz della Polizia locale, denunciata una donna dei Monfregolo che percepiva anche il reddito di cittadinanza.La camorra più forte dello Stato: le donne del clan della 167 occupano alloggio nel rione gettando il mobilio in strada dell’ex inquilino. Blitz della Polizia locale, denunciata una donna dei Monfregolo che percepiva anche il reddito di cittadinanza.
    Un mondo parallelo, fatto di violenze e soprusi si muove all’ombra della gestione del patrimonio immobiliare dell’Acer regionale in via Colombo, ma anche dello stesso Comune di Arzano in via Tavernola messo a disposizione delle famiglie indigenti. È la criminalità organizzata a “gestirlo”, almeno in parte, in dispregio di qualunque rispetto delle leggi e norme dello Stato.
    Insomma, giusto il tempo di “morire” direbbe qualcuno che tra sfratti, denunce, accertamento di migliaia di euro dei evasione tributaria e relativi 29 arresti, che ad appena qualche mese dai blitz dei carabinieri che hanno decimato i cartelli Monfregolo-Cristiano-Alterio-Mormile, che un appartamento popolare è stato nuovamente occupato.
    A subentrare tempestivamente, come da copione, è stata una donna e un minore, nella piena convinzione di averne diritto. E, soprattutto, nell’arroganza dell’appartenere alle famiglie malavitose, cui tutto sembra essere consentito. Gli agenti della locale, coordinati dal colonnello Biagio Chiariello, dopo aver notato accatastati nell’androne del rione un intero mobilio composto da camera da letto, pranzo, cucina e cameretta hanno avviato sin da subito gli accertamenti e constatato che era avvenuta l’occupazione abusiva di uno degli alloggi previo sfondamento della porta e facendosi scudo con un minore.
    Ma la stessa, così come previsto, è stata denunciata per tale condotta dalla polizia locale per occupazione abusiva. La donna, P.F., dopo aver scelto con cura l’appartamento da occupare, ha abbandonato in strada i rifiuti ingombranti e arredi, pensando di non essere individuata. Una vera e propria sfida alle autorità. Avviate le ricerche, gli uomini della polizia locale agli ordini del comandante Chiariello, hanno bussato alla porta dell’abitazione della donna, risultata sorella e cognata di noti affiliati al sodalizio della 167 tra cui i Monfregolo finiti in carcere per minacce aggravate a pubblico ufficiale, estorsioni, associazione a delinquere, droga.
    Da riscontri in atti è risultato che gli arredi in strada erano gli stessi di quelli lasciati e certificati dai sopralluoghi nell’abitazione mesi fa. Da approfondimenti la stessa risultava percepire anche il reddito di cittadinanza prontamente segnalato segnalazione agli uffici competenti con sospensione del beneficio. Secondo “radio quartiere” il clan della 167 ormai rigeneratosi nelle nuove leve sfuggite ai blitz con alcune da poco scarcerate, avrebbe dato il via libera alla nuova “colonizzazione” del rione della 167 e del centro storico. Uno scandalo alla luce del sole insomma.
    Un mondo parallelo che si muove all’ombra della gestione del patrimonio immobiliare e che si avvale non solo di ricatti e sopraffazione ma di un business e connivenze sospette se si pensa che molti dei residenti abusivi avevano ottenuto dal comune di Arzano anche le residenze. Ovviamente tutto nel silenzio assoluto della politica locale impegnata in campagna elettorale
    Carmine Longhi LEGGI TUTTO

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    “Scarface”, chiesti dal pm due secoli di carcere per i Di Silvio

    Quasi due secoli di carcere. Per l’esattezza 179 anni. A tanto ammontano le richieste fatte dal pm Luigia Spinelli per 19 imputati nel processo “Scarface”, relativo all’organizzazione mafiosa che avrebbe messo su nel capoluogo pontino Giuseppe “Romolo” Di Silvio, che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato. Al termine della sua requisitoria davanti al […] LEGGI TUTTO

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    Controllata la posta in carcere al terrorista Battisti

    Corrispondenza da sottoporre a visto di controllo. Il provvedimento a cui è stato sottoposto il terrorista Cesare Battisti, originario di Sermoneta, dopo essere stato avallato dal Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro, è stato avallato dalla Corte di Cassazione. Il magistrato di sorveglianza, dopo aver evidenziato che Battisti è stato condannato per più omicidi commessi per […] LEGGI TUTTO

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    Castellammare, due inchieste sulla morte di Mario Buono

    Castellammare. Un paziente arriva in ospedale con dolori al petto e difficolta’ respiratorie, ma – riferiscono i familiari – muore in sala d’attesa senza ricevere assistenza, con il pronto soccorso chiuso per sanificazione dopo due casi di Covid.E’ la vicenda su cui la Procura di Torre Annunziata  ha aperto un’ inchiesta: a perdere la vita e’ stato un uomo di 49 anni, Mario Buono, martedi’ sera nell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Anche la Asl NAPOLI 3 Sud, competente sul territorio, ha avviato un’indagine interna.
    L’uomo, secondo quanto si legge nella denuncia della famiglia ai Carabinieri, e’ giunto nel triage alle 21.50 ed e’ rimasto li’ in attesa che venisse ultimata la bonifica dei locali del pronto soccorso, ma le sue condizioni sono precipitate nel giro di poco fino all’arresto cardiaco.
    I Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia hanno sequestrato la cartella clinica e la salma del 49enne su disposizione della magistratura, in attesa dell’autopsia che dovra’ accertare le cause della morte, dopo la prima ipotesi di un infarto. Il direttore sanitario dell’Asl NAPOLI 3 Sud, Giuseppe Russo, ha espresso il proprio cordoglio, ha avviato un’inchiesta interna sull’accaduto ed ha annunciato che l’azienda sanitaria si costituira’ parte civile nei processi nei confronti dei dipendenti dei quali fossero accertate responsabilita’.
    La vicenda comunque riaccende la polemica politica sul depotenziamento dei servizi di emergenza nel comprensorio stabiese-sorrentino, dopo la chiusura del pronto soccorso di Vico Equense. Comitati di cittadini ne invocano la riapertura, e ora sui social familiari e amici di Buono sottolineano che il paziente avrebbe potuto essere salvato, ricevendo in tempo le cure necessarie.
    Invece, a causa dello stop forzato del pronto soccorso di Castellammare, i medici di turno hanno provato a soccorrerlo ma senza la disponibilita’ di attrezzature non c’e’ stato niente da fare. Tentata anche una rianimazione in extremis, ma purtroppo senza esito. Gli amici del rione Cmi, dove l’uomo era vissuto, lo ricordano con grande dolore: “Era un uomo buono, di poche parole, un lavoratore”.
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    Da tempo lavorava in aziende del Nord, sposato e con figli, Mario Buono era un operaio che faceva il pendolare perche’ la famiglia era rimasta a Castellammare di Stabia. Non si conoscono patologie pregresse che possano giustificare la sua improvvisa morte.
    A esprimere rammarico per l’accaduto anche l’ex sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino che su Facebook scrive: ” Mi rattrista venire a conoscenza di queste tragedie che si verificano ancora sul nostro territorio. La pandemia ci ha insegnato che gli investimenti sulla sanita’ devono rappresentare una priorita’ assoluta sull’agenda delle istituzioni, per tutelare la salute di tutti i cittadini, per valorizzare l’essenziale lavoro degli operatori sanitari e per guardare avanti con rinnovata fiducia. Mi auguro che sia fatta presto chiarezza sulla morte di Mario, con l’auspicio che simili episodi non accadano mai piu’ in futuro”.  LEGGI TUTTO

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    Torre del Greco, spacciava dai domiciliari: arrestato

    Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Torre del Greco, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Gradoni e Canali a Torre del Greco un via vai dall’appartamento di un uomo, attualmente sottoposto agli arresti domiciliari per reati in materia di stupefacenti.
    Poco dopo, i poliziotti hanno visto l’uomo uscire di casa e, dopo aver percorso il ballatoio, raggiungere un’abitazione disabitata poco distante e nascondere qualcosa dietro una zanzariera divelta per poi rientrare, infine, nel proprio appartamento.
    Gli operatori lo hanno controllato ed hanno rinvenuto, dietro la zanzariera, un involucro contenente circa 23 grammi di cocaina, mentre nel suo appartamento hanno trovato circa 16 grammi di mannitolo e 535 euro.
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    P.L., 43enne di Torre del Greco, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente ed evasione. LEGGI TUTTO

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    Camorra a Pianura: stesa nella notte in via Escrivá

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    Castellammare, muore d’infarto in ospedale mentre il pronto soccorso è chiuso per covid

    Castellammare. Sarà l’inchiesta della magistratura a fare luce sulle cause della morte del 49enne Mario Buono deceduto a causa di un infarto mentre era in attesa al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo che nel frattempo era chiuso per sanificazione.
    I  familiari hanno presentato una denuncia per omissione di soccorso e ritardi nei confronti dei responsabili del presidio sanitario stabiese. La sua morte risale a martedì 20 settembre. L’uomo abitante al rione del Cmi, avverte forti fitte al torace, e viene subito accompagnato all’ospedale.
    Ma al momento del suo arrivo una paziente risulta presente al pronto soccorso risulta positiva al Covid. Il reparto, come da prassi, viene chiuso per la sanificazione. Nonostante i dolori Buono però non viene curato. e in pochi minuti muore.
    Il giorno dopo i familiari presentano una denuncia ai carabinieri che hanno sequestrato la cartella clinica e avviato le indagini.La salma si trova sotto sequestro nell’obitorio dell’ospedale. Ora bisognerà attendere le decisioni del magistrato sulla data dell’autopsia e a quel punto partiranno gli avvisi di garanzia.
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    “L’azienda farà tutte le indagini possibili per chiarire l’esatta dinamica – spiegano dalla Asl -. Siamo dispiaciuti per la morte del paziente e faremo anche noi i nostri accertamenti.Quando l’uomo è arrivato in pronto soccorso era in corso una procedura Covide al paziente è stato detto dal personale infermieristico di aspettare dieci minuti. Prima del tempo di attesa preventivato, il personale sanitario è uscito in sala d’attesa per chiamare l’uomo che purtroppo era già in arresto cardiaco. I medici hanno provato a rianimare il 49enne eseguendo tutte le manovre salvavita. È una tragedia che ci tocca profondamente”. LEGGI TUTTO

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    Femminicidio nel Salento, confermato l’ergastolo per Salvatore Carfora di Torre Annunziata

    Femminicidio nel Salento: i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Lecce hanno confermato la condanna all’ergastolo per Salvatore Carfora.
    Il 39enne di Torre Annunziata il primo febbraio 2021 uccise la sua ex fidanzata Sonia Di Maggio, di 29 anni, di Rimini. La accoltellò per strada a Specchia Gallone, frazione di Minervino nella provincia di Bat (Barletta Andria Trani).
    I giudici hanno annullato l’isolamento diurno per un anno disposto dai giudici della Corte d’Assise in primo grado.
    La giovane si era trasferita in Salento per iniziare una nuova relazione. Carfora arrivato da Napoli, la sorprese per strada mentre passeggiava col nuovo compagno.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Ha confessato il pregiudicato di Torre Annunziata che ha ucciso la ex: più di 20 coltellate
    Scese dall’autobus e la uccise sotto gli occhi dell’uomo con 31 coltellate inferte al capo, al collo e al volto. L’omicidio era stato preannunciato da una serie di messaggi minacciosi nei quali Carfora intimava ai due di interrompere la loro relazione. LEGGI TUTTO

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    Camorra, condanna per l’ex assessore pentito. Per i giudici è ‘inattendibile’

    Camorra, condanna per l’ex assessore pentito. Per i giudici è ‘inattendibile’. Tre anni e mezzo per Cassandra insieme al boss Michele Zagaria.Ha deciso di collaborare con la giustizia ma arrivato […]

    Camorra, condanna per l’ex assessore pentito. Per i giudici è ‘inattendibile’. Tre anni e mezzo per Cassandra insieme al boss Michele Zagaria.Ha deciso di collaborare con la giustizia ma arrivato “al dunque”, non ha rivelato i dettagli più significativi dal punto di vista economico del suo rapporto con il boss dei Casalesi Michele Zagaria, ed è stato quindi condannato e gli è stato confiscato il patrimonio.E’ quanto emerge dalle motivazioni della sentenza di condanna a carico dell’imprenditore ed ex assessore del comune di Trentola Ducenta (Caserta) Luigi Cassandra, condannato a maggio dalla Corte di Appello di Napoli (le motivazioni sono state depositate solo di recente) sulla falsariga di quanto deciso in primo grado nel 2016 dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, a tre anni e sei mesi di carcere per intestazione fittizia e riciclaggio con l’aggravante mafiosa insieme alla moglie Marisa Costanzo, che ha avuto un anno e quattro mesi, e al capo dei Casalesi Michele Zagaria (tre anni e sei mesi).
    Per la Procura anticamorra, Cassandra sarebbe uno dei prestanome storici di Zagaria. La vicenda riguarda in particolare il complesso turistico Night&Day realizzato da Cassandra con i soldi di Zagaria provento delle attività illecite del clan.In Appello Cassandra ha ammesso di aver fatto parte del clan dal 2000 al 2011, ma che il complesso turistico era stato realizzato prima e senza i soldi del boss.Dichiarazioni che per i giudici di secondo grado sono state “esclusivamente difensive” e rese per “evitare la confisca del complesso turistico e delle attività”; per questo motivo non hanno concesso a Cassandra ne’ l’attenuante della collaborazione né quelle generiche. Anzi i giudici hanno definito “allarmante” la personalità tanto di Cassandra che Zagaria. LEGGI TUTTO