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    Napoli, carcere sospeso per il marito assassino di Fortuna Bellisario

    🔊 Ascolta la notizia E’ ancora libero, tra le polemiche il marito assassino di Fortuna Bellisario. L’ottava sezione, collegio E, del Tribunale del Riesame di Napoli ha infatti disposto il ripristino della custodia cautelare in carcere per Vincenzo Lo Presto, 43 anni, condannato a dieci anni di reclusione, con rito abbreviato, per l’omicidio preterintenzionale della […] LEGGI TUTTO

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    ‘Orny ti lascio in pace…’, poi andò all’appuntamento con un coltellaccio da cucina

    🔊 Ascolta la notizia Le chiese un appuntamento, camuffato con un messaggio di pace e di auto prima di ucciderla. Sembrava piu’ sereno, e nulla faceva presagire che stesse meditando un gesto estremo. “Faro’ di tutto per non assillarti piu’, perche’ non e’ giusto. Ti lascio in pace Orny, poi magari domani parliamo. Mi aiuti […] LEGGI TUTTO

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    Ornella Pinto fu uccisa nel sonno: ordinanza in carcere per Pinotto

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    Secondo le ultime conclusioni degli inquirenti, Ornella Pinto, la donna napoletana uccisa dal proprio compagno davanti al figlio di 4 anni, non sarebbe stata ammazzata dopo una lite violenta ma nel sonno o comunque a sangue freddo.
    Oggi personale della Squadra Mobile ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Pinotto Iacomino, nato a Cercola il 5.6.1978, ritenuto gravemente indiziato di omicidio aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dall’aver commesso il fatto nei confronti di persona con la quale era legato da relazione affettiva.Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, hanno permesso di acquisire gravi indizi a carico dell’indagato in ordine all’omicidio di Ornella Pinto, uccisa con 15 coltellate alle ore 4,00 del 13 marzo scorso nella sua abitazione in via Cavolino a Napoli.Trending:Infortunio alla mano per Ospina: salta le prossime gare
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    Secondo le ultime conclusioni degli inquirenti, Ornella Pinto, la donna napoletana uccisa dal proprio compagno davanti al figlio di 4 anni, non sarebbe stata ammazzata dopo una lite violenta ma nel sonno o comunque a sangue freddo.“La vicenda diventa ancora più grave. Uccidere nel sonno senza dare nemmeno la possibilità di accennare una benché minima reazione per potersi difendere è qualcosa di estremamente vigliacco e disumano, chiediamo ai magistrati di tenerne conto quando sarà emessa la sentenza. Le Donne Verdi della Campania in accordo con Europa Verde si costituiranno parte civile in questo processo per chiedere che venga fatta giustizia, per Ornella chiedendo il massimo della pena possibile per il suo assassino” – si sono così espressi il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli e Fiorella Zabatta come portavoce delle Donne Verdi campane che saranno assistite dal centro giuridico verde. LEGGI TUTTO

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    Rimosso lo striscione per il rapinatore morto: domani l’autopsia

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    La Commissione Straordinaria del Comune di S. Antimo ha fatto rimuovere stamattina due striscioni dedicati a Ciro Chirollo.
    Il pregiudicato di Sant’Antimo è stato ucciso il 26 marzo scorso insieme con il suo complice Domenico Romano durante una rapina. “L’ operazione- afferma la Prefettura di Napoli – si inquadra nel piano di interventi per il ripristino della legalita’ con la rimozione di manufatti o altri simboli che insistono abusivamente sulla pubblica via”.
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    “Resterai sempre nei nostri cuori. Ciro vive”. Era scritto sullo striscione rimosso. “Come e’ crudele il destino – ha scritto un utente sui social, sempre con riferimento a Chirollo – sei volato via insieme al tuo papa’ e al tuo zio”, riferendosi al fatto che il papa’ del 30enne era stato ucciso in un agguato camorristico. “Ci hai spezzato il cuore, adesso da lassu’ dai tanta forza alla tua famiglia. Buon viaggio angelo mio bello” conclude il post. “Vorrei svegliarmi da questo brutto sogno – scrive probabilmente un familiare di Chirollo – da questa realta’ che ci stanno ammazzando tutti. Hai lasciato un vuoto incolmabile”.
    DOMANI POMERIGGIO L’AUTOPSIA ALL’OSPEDALE DI GIUGLIANO
    Intanto domani alle 14.30, all’ospedale San Giuliano di Giuglianosi svolgeranno  le autopsie sui corpi di Ciro Chirollo, di 30 anni, e Domenico Romano, di 40, morti venerdi’ sera tra Villaricca e Marano,  dopo essere stati – secondo l’ipotesi della Procura di Napoli Nord – speronati mentre erano in scooter, dall’auto condotta dal 26enne Giuseppe Greco, che poco prima avevano rapinato del Rolex. L’incarico per l’ esame medico-legale e’ stato conferito questa mattina. Greco e’ indagato dalla Procura di Napoli Nord – pm Paolo Martinelli e  Carmine Renzulli – per omicidio volontario. Ma l’indagine dei Carabinieri della Compagnia di Marano, e’ ancora in pieno svolgimento. Al momento, non sono stati emessi provvedimenti restrittivi nei confronti di Greco da parte dell’autorita’ giudiziaria.
    le indagini e la ricerca dei riscontri
    Al momento l’unica certezza è la rapina compiuta da Chirollo e Romano, raccontata dallo stesso indagato al pm Paolo Martinelli. Sulle fasi successive invece, gli investigatori sono a caccia di riscontri, in quanto non esistono immagini dell’impatto. Inoltre Greco ha negato di aver investito i due banditi, poiche’ uno dei due – ha riferito – gli aveva sottratto l’auto. Gli investigatori che sono stati sul posto – i carabinieri di Marano e di Castello di Cisterna – hanno pero’ trovato una scena diversa, con la “Smart” di Greco ferma contro un muro e i due banditi, ormai morti, riversi sull’asfalto nei pressi della vettura e dello scooter. Una scena compatibile con un incidente provocato dallo speronamento del mezzo. Gli elementi raccolti finora sembrano quindi suggerire che solo Greco possa aver fatto una cosa del genere. LEGGI TUTTO

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    Rapina di Villaricca: il mistero dell’utilitaria nera

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    C’è il mistero dell’utilitaria nera nella rapina mortale di Villaricca in cui hanno perso la vita i due banditi Ciro Chirollo e Domenico Romano.
    O almeno ci sarebbe, perché la presenza di questa seconda auto è stata rivelata agli investigatori di Giuseppe Gallo il 26 enne di Marano accusato di omicidio ma indagato per il momento a piede libero. Il giovane, che gestisce on line la vendita di abbigliamento, accompagnato dal suo avvocato Domenico Della Gatta, ha ammesso di essere stato rapinato e di essere stato alla guida della Smart For 4, ma nega di aver speronato e ucciso i due rapinatori morti venerdì sera. Ha detto di essere stato rapinato da piu’ persone, non solo del Rolex, ma anche dell’auto, e di essere poi scappato a piedi. E ha anche detto di aver visto una utilitaria nera sul posto mentre si consumava la rapina e che ha avuto l’impressione che fossero dei complici in attesa.
    Per ora Giuseppe Greco, 25 anni, incensurato, deve rispondere dell’omicidio volontario di Ciro Chirollo, 29 anni, e Domenico Romano, 39 anni, originari di Sant’Antimo e pregiudicati, morti in via Antica consolare campana a Marano. Questa la sua versione al pm Paolo Martinelli della Procura di Napoli Nord. Nel suo racconto ci sono troppi punti oscuri e ora gli investigatori stanno cercando di mettere i tasselli del mosaico investigativo al posto giusto. In primo luogo attraverso i riscontri scientifici su auto e moto. Poi attraverso la visione dei filmati delle telecamere private presenti nella zona e poi dall’autopsia sui corpi delle due vittime.Ad un primo esame Ciro Chirollo e Domenico Romano presentavano ferite compatibili con il passaggio delle ruote dell’auto su di loro. Chi è stato? E Perché? Altri complici per un litigio nella spartizione del bottino? Poco credibile. E allora bisogna verificare anche se alla guida dell’auto vi fosse veramente Giuseppe Gallo. Gli investigatori stanno anche analizzando il traffico telefonico e soprattutto l’aggancio degli smartphone ai ripetitori telefonici in zona.
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    Chirollo e Romano avevano precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, ed e’ probabile – si rileva in ambienti investigativi – che abbiano gia’ commesso rapine come quella messa a segno ieri sera. Al netto dunque di tale elementi che sembrerebbero convergere verso la prima e privilegiata ipotesi della rapina finita in tragedia in seguito ad una reazione sproporzionata del rapinato, la dinamica e’ pero’ tutt’altro che definita, e cio’ anche per il racconto fornito da Greco. Sono due in particolare le domande a cui gli inquirenti stanno cercando di dare una risposta: se nella Smart vi fosse in effetti Greco, o magari un altro rapinatore o una persona che il 26enne vuole coprire (ipotesi quest’ultima poco probabile), e se l’incidente che ha causato la morte di Chirollo e Romano sia stato volontario o colposo. Per ora resta comunque in piedi la ricostruzione emersa dopo il fatto, ovvero che il 26enne Greco fosse a bordo della Smart quando e’ stato avvicinato da Chirollo e Romano che viaggiavano sullo scooter ; i due lo avrebbero fermato e minacciato con una pistola, facendosi consegnare il Rolex, per poi fuggire a tutta velocita’. A quel punto Greco si sarebbe messo al loro inseguimento, raggiungendoli e speronandoli, facendoli volare dal mezzo e ricadere violenza sull’asfalto, urto che ha provocato la morte quasi immediata. Anche Greco ha perso il controllo dell’auto, sbattendo contro un muro; e’ quindi sceso e fuggito, per poi recarsi in caserma dai carabinieri e raccontare la sua versione.
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    Secondo quanto invece avrebbe riferito lui stesso nel corso dell’interrogatorio, i due sullo scooter lo avrebbero rapinato minacciandolo con la pistola, mentre dei complici lo avrebbero costretto a lasciare l’auto su cui poi si sarebbero allontanati. Insomma, tutt’altro che chiaro l’accaduto su cui bisognerà fare luce nei prossimi giorni. Il padre di Greco ha precedenti per traffico di sostanze stupefacenti, ma tale circostanza al momento non sembra aver alcuna attinenza con quanto accaduto ieri sera. LEGGI TUTTO

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    Rapina di Villaricca: indagato per omicidio ma libero il giovane che ha ucciso i due banditi

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    E’ indagato per duplice omicidio ma al momento è libero Giuseppe Greco, il26enne incensurato che ha travolto e ucciso con la sua Smart due banditi che lo avevano rapinato.
    La sua versione dei fatti non ha convinto del tutto i pm Carmine Renzulli e il sostituto Paolo Martinelli della Procura di Napoli Nord che stanno indagando sul caso ma non ci sono elementi probanti per trattenerlo. Ancora al vaglio la sua posizione per capire se si tratti di un atto volontario o colposo, se non di un omicidio stradale.Gli investigatori non sono del tutto convinti che fosse lui alla guida. Il giovane incensurato è figlio di un noto pregiudicato con precedenti per traffico di droga. Non presentava nessun graffio ne contusioni sul corpo nonostante l’impatto violento della sua auto contro lo scooter dei banditi. Gli investigatori vogliono vederci chiaro e per questo stanno setacciando tutte le telecamere private della zona alla ricerca di  immagini utili alle indagini.
     LA VERSIONE DI GIUSEPPE GRECO
    Quello che è certo e che vi è stata la rapina e la morte dei due banditi: i pregiudicati di Sant’Antimo Ciro Chirollo, di 30 anni, e Domenico Romano, di 40. Giuseppe Greco ha raccontato di essere stato alla guida della Smart che avrebbe speronato lo scooter dove viaggiavano i due pregiudicati, che a suo dire lo avevano rapinato poco prima. Gli inquirenti stanno verificando con attenzione la versione fornita dal 26enne, che si e’ allontanato subito dopo l’impatto con il mezzo a due ruote per poi presentarsi alla caserma dei carabinieri.
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    Stanno cercando di capire se fosse lui il conducente effettivo dell’auto. La dinamica del fatto sembra comunque compatibile con quanto emerso dalle testimonianze, compresa quella di Greco, anche se per ora gli Procura e carabinieri non si sbilanciano; di certo una rapina sembra essere avvenuta, visto che e’ stato ritrovato un rolex e una pistola sull’asfalto.
    (nella foto grande Ciro Chirolo, nel riquadro Mimmo Romano) LEGGI TUTTO

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    Identificati i due rapinatori morti a Villaricca sono di Sant’Antimo

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    Sono stati identificati i due rapinatori morti ieri sera in via Consolare Campana, tra Marano e Villaricca.
    Si tratta del 30enne Ciro Chirollo e del 40enne Domenico Romano, entrambi di Sant’Antimo. E’ stato identificato e fermato anche il guidatore della Smart vittima di una rapina del suo Rolex che poi li avrebbe inseguiti, speronati e fatti cadere causandone la morte.
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    Si sta ancora valutando la sua versione dei fatti davanti al pm di turno della Procura di Napoli Nord competente per territorio. Sul luogo è stata trovata anche una pistola, il Rolex che era stato rapinato . Uno delle vittime indossava un passamontagna. LEGGI TUTTO

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    Il clan D’Alessandro voleva uccidere il pentito.TUTTI I NOMI

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    Avevano deciso di uccidere il pentito Francesco Belviso (poi morto in carcere due anni fa per una grave malattia) e per questo avevano delegato Umberto Cuomo a scoprire il nascondiglio segreto.
    E’ questo uno dei spacciati più inquetanti che emerge dall’inchiesta Domino Bis contro il clan D’Alessanddro che alle prime luci del giorno di oggi ha fatto fatto scattare un blitz a Castellammare con l’emissione di 16 misure cautelari su richiesta del pm Giuseppe Cimmarotta della Dda di Napoli.
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    Sono complessivamente 21 gli indagati. L’inchiesta fa un quadro delle attività criminali del clan fino al 2019 e pone al centro figure storiche come Sergio Mosca ‘o vaccaro consuocero del defunto padrino e fondatore del clan Michele D’Alessandro ma anche del nipote Giovannone D’Alessandro e Antonio Rossetti o’ giappone, Nino Spagnuolo capastorta, lo storico imprenditore del clan ovvero Liberato Paturzo detto cocò ma anche Umberto Cuomo, Raffaele Vitale, Vincenzo De Gregorio ma anche il giovane nipote del boss ovvero Luigi D’Alessandro di 23 anni figlio di Pasquale primogenito di Michele.TrendingCovid, aumento costante del tasso di positività in Italia
    Dalle indagini emerge che Luigi D’Alessandro aveva il compito di convocare le vittime di estorsione per condurle al cospetto del nonno Sergio Mosca nel parcheggio delle Nuove Terme. Nelle indagini ci sono episodi di estorsioni, usura, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione di armi.
     ECCO I 21 INDAGATI
    1BARBA Carmine nato a Castellammare di Stabia il 11.08.1979 IN CARCERE
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    3CUOMO Umberto nato a Castellammare di Stabia il 09.07.1957  IN CARCERE
    4CUOMO Michele nato a Castellammare di Stabia il 06.09.1984 INDAGATO
    5D’ALESSANDRO Giovanni nato a Vico Equense i l16.09.1972  IN CARCERE
    6D’ ALESSANDRO Luigi di Pasquale nato a Castellammare il 07.08.1998  IN CARCERE
    7DE GREGORIO Vincenzo nato a Castellammare dì Stabia il29.11.1946  INDAGATO
    8DELLE DONNE Francesco nato a Castellammare il 13.05.1982 IN CARCERE
    9GAMBARDELLA Antonio nato a Gragnano il 07.01.1989 INDAGATO
    10 GARGIULO Vincenzo nato a Castellammare di Stabia ill3.01.1986 INDAGATO
    11 IZZO Giovanni nato a Castellammare di Stabia il 26.07.1973 IN CARCERE
    12LONGOBARDI Antonio nato a Castellammare di Stabia il31.03.1979 IN CARCERE
    13MOSCA Sergio nato a Castellammare di Stabia il23.05.1958 IN CARCERE
    14PATURZO Liberato, nato a Castellammare il 09.07.1960 IN CARCERE
    15ROSSETTI Antonio nato a Castellammare di Stabia il22.12.1973 IN CARCERE
    16SCHETTINO Sabato nato a Castellammare di Stabia i126.08.1983 INDAGATO
    17SPAGNUOLO Ettore nato a Castellammare di Stabia il 19.02.1972 IN CARCERE
    18SPAGNUOLO Nino nato a Castellammare di Stabia il12.04.1977 IN CARCERE
    19TITO Maurizio Alfonso nato a Castellammare di Stabia il 17.06.1988 IN CARCERE
    20VITALE Raffaele nato a Castellammare di Stabia il 04.03.1961 INDAGATO
    21VOLLARO Ciro nato a Castellammare dì Stabia ìl2 0.06.1980 INDAGATO LEGGI TUTTO

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    Napoli, scoperti 146 pregiudicati con il Reddito di Cittadinanza

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    Napoli e Provincia: Reddito di cittadinanza. Carabinieri scoprono 146 persone sottoposte a misure pre-cautelari che percepiscono illecitamente il beneficio
    Le disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza prevedono la sospensione del reddito – con un provvedimento del Giudice – nei confronti del beneficiario o del richiedente cui è applicata una misura cautelare. Questo avviene anche dopo la convalida dell’arresto o del fermo.La Legge prevede anche dei meccanismi di rideterminazione degli importi del reddito di cittadinanza a carico del beneficiario qualora – all’interno del suo nucleo familiare – ci sia una persona sottoposta a misura cautelare.
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    Per questo motivo, il Comando Provinciale Carabinieri di Napoli ha disposto a tutti i Comandi e Reparti dell’intera provincia partenopea di effettuare accertamenti economici sul conto delle persone sottoposte a misure pre-cautelari (gli arrestati e i fermati).Il controllo è stato effettuato per verificare se vi fossero persone colpite da misure pre-cautelari che beneficiassero impropriamente del reddito di cittadinanza.I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro partenopeo – su segnalazione del Comando Provinciale di Napoli – hanno esaminato le “posizioni” economiche di 307 persone sottoposte a misure pre-cautelari. Di queste, 146 hanno beneficiato illecitamente del reddito di cittadinanza per una percentuale pari quasi al 50 per cento.Questo monitoraggio riguarda solo il mese di febbraio. Dagli accertamenti in corso relativi al mese di Marzo il trend sembra essere simile.I carabinieri hanno segnalato all’Autorità giudiziaria i casi analizzati per l’interruzione del beneficio. Il maggior numero di segnalazioni è localizzato nel quartiere partenopeo di Scampia. Seguono Torre Annunziata e il quartiere Secondigliano di Napoli.TrendingCovid, aumento costante del tasso di positività in Italia LEGGI TUTTO

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    E’ guerra tra i clan: bomba nella notte a Ponticelli

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    Bomba nella notte a Ponticelli. Alle 3.30 l’esplosione. Le fibrillazioni tra i clan non si fermano.
    Un ordigno artigianale e’ deflagrato in via Luigi Crisonio, nel cuore del centro storico di Ponticelli. Danni alle autovetture in sosta, vetri dei palazzi circostanti infranti, e un cassonetto della spazzatura in fiamme. In decine sono scesi per strada impauriti. Vigili del fuoco, polizia e forze dell’ordine hanno presidiato la zona e soccorsi i presenti.
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    Nella zona abita un esponente di spicco del clan De Micco. Solo domenica scorsa in un agguato un morto e un ferito poco distante, in risposta al ferimento di un’altra persona alcuni giorni prima. LEGGI TUTTO