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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

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    Flash News

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    Pubblicato
    9 ore fa circa (00:31)
    il
    19 Novembre 2020

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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.
    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.

    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Napoli, il boss Montescuro come o stregone di Gomorra: faceva partecipare tutti i clan del centro e zona orientale. I NOMI DI TUTTI GLI ARRESTATI
    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi).

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    Cronaca

    Pubblicato
    49 minuti fa
    il
    20 Novembre 2020

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dei controlli nei confronti dei soggetti percettori dei “Bonus spesa Covid- 19”, ha scoperto che oltre 700 soggetti hanno ottenuto indebitamente il beneficio dichiarando di trovarsi in condizioni di difficoltà economica ovvero di indigenza tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità.
    È emerso, infatti, che uno o più componenti dei nuclei familiari monitorati, a seconda dei casi, avevano ricevuto lo stipendio o una pensione, anche per cospicui importi, percepito il Reddito di Cittadinanza, indennità di disoccupazione o altre prestazioni sociali agevolate oppure alterato il proprio stato di famiglia indicando soggetti fittizi o non residenti per incrementare la somma da percepire.Davvero tante le situazioni di rilievo: si va dai coniugi che hanno richiesto entrambi il bonus ma per lo stesso nucleo familiare, a soggetti che già percepivano l’assegno di mantenimento per separazione, a titolari di Partita Iva e persino a congiunti di esponenti della criminalità organizzata.

    Nella maggior parte dei casi è emerso che i nuclei familiari monitorati hanno indicato un ISEE con un valore inferiore a quello previsto.Emblematico, al riguardo, il caso di una signora napoletana scoperto dalle Fiamme Gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano che ha presentato un’attestazione ISEE pari a 4.895 euro, ma che in realtà, come appurato, era di oltre 67.000 euro.La stessa, inoltre, deteneva risparmi sui propri conti correnti per 325.000 euro e un patrimonio immobiliare del valore di circa 36.000 euro.Nel complesso sono state irrogate sanzioni amministrative, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, per oltre 250.000 euro e sono stati segnalati i trasgressori agli Enti Comunali, al fine di avviare il recupero delle somme indebitamente percepite.Le attività di controllo testimoniano l’impegno della Guardia di Finanza nell’azione di contrasto ad ogni forma di illecito a danno della spesa pubblica nazionale, al fine di prevenire e reprimere, soprattutto in un periodo di crisi economica e sociale causata dall’emergenza sanitaria, le fattispecie di indebita percezione delle risorse pubbliche destinate alle famiglie realmente bisognose e maggiormente colpite dagli effetti economici derivanti dall’emergenza in atto.

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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Cronache » Flash News » Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    4 giorni fa circa (08:20)
    il
    19 Novembre 2020

    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.

    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.
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    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi). E ancora  Salvatore Riccardi,, 9 anni; Stanislao Marigliano, 4 anni e 2 mesi; Giuseppe Cozzolino, 6 anni; Raffaele Oliviero, 6 anni; Mario Reale, 6 anni; Salvatore D’Amico, 5 anni; Sergio Grassia, 6 anni; Francesco Luca Caldarelli, 10anni; Gennaro Tarascio, 9 anni; Gennaro Rinaldi, 6 anni; Carlo Dario, 5 anni di reclusione.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    3 giorni fa
    il
    20 Novembre 2020

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per l’esponente del clan dei Casalesi Francesco Cirillo, che era accusato di aver fatto parte del commando di killer che uccise il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno, l’imprenditore Domenico Noviello.
    “Finalmente giustizia è fatta, dopo 12 anni dalla morte di mio padre si è chiuso il capitolo giudiziario” commenta Mimma Noviello, figlia dell’imprenditore, che insieme ai fratelli Matilde, Rosaria e Massimiliano, ha sempre assistito a tutte le udienze dei processi nei vari gradi, guardando sempre in faccia gli assassini del padre. “Non è stato facile trovarsi di fronte Cirillo ad ogni udienza, alla fine abbiamo avuto ragione” dice …..CLICCA QUI PER DIVENTARE UN SOSTENITORE E LEGGERE CONTENUTI ESCLUSIVI

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    Condannato all’ergastolo ‘il diavolo’ Toni Essobdi Badre per la morte del piccolo Giuseppe

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Condannato all’ergastolo ‘il diavolo’ Toni Essobdi Badre per la morte del piccolo Giuseppe

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    56 minuti fa circa (18:19)
    il
    9 Novembre 2020

    E’ arrivata la sentenza che ha stabilito il massimo della pena per  colui che era stato definito “il diavolo” ovvero Toni Essobdi Badre.

    Il giovane migrante che il il 27 gennaio 2019, a Cardito, uccise a colpi di botte e di bastone il piccolo Giuseppe, uno dei figli della sua compagna. La terza Corte di Assise del Tribunale di Napoli(presidente Lucia La Posta) lo hainfatti riconosciuto colpevole di tutti i reati contestati e condannato all’ergastolo. La mamma della piccola vittima, Valentina Casa, e’ stata invece condannata a sei anni di reclusione per maltrattamenti e assolta dagli altri reati contestati. A Badre il giudice ha comminato anche l’isolamento diurno della durata di un anno.
    La sentenza, emessa dopo circa 5 ore di camera di consiglio, e’ stata preceduta dalle arringhe difensive di Francesco Cappiello, avvocato di Valentina Casa, che ha chiesto l’assoluzione per la sua cliente, e di Pietro Rossi, difensore di Badre, che ha fatto istanza di riqualificazione dei reati (omicidio volontario aggravato e tentato omicidio aggravato della sorellina di Giuseppe) in lesioni personali gravissime. Lo scorso 23 settembre, al termine delle requisitorie, i sostituti procuratori di Napoli Nord, Paola Izzo e Fabio Sozio hanno chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi, e tutte le pene accessorie, nei confronti di Tony Essobti Badre e di Valentina Casa, ex compagna di Badre.
    All’imputato e’ stato contestato l’omicidio volontario di Giuseppe e il tentato omicidio della sorellina di Giuseppe, di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla crudelta’ e dai futili motivi, dalla minorata difesa e dall’abuso delle relazioni domestiche (circostanza questa che riguarda Giuseppe e le sue due sorelline). Valentina Casa invece rispondeva, sul profilo omissivo, di tutti i capi d’accusa contestati a Badre. Presente alla lettura della sentenza anche il padre di Giuseppe e delle sue due sorelline, accompagnato dall’avvocato Gennaro Demetrio Paipais.

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    Attualità

    Pubblicato
    3 giorni fa
    il
    6 Novembre 2020

    Processo Cerciello Rega, le difese chiedono il decreto della violata consegna di Varriale, la Corte respinge.

    La camera di consiglio in corte d’assise di Roma si e’ riunita e ha deciso di respingere la richiesta di acquisire il decreto di rinvio a giudizio della Procura militare per la violata consegna di Andrea Varriale, per non aver avuto con se’ l’arma d’ordinanza la sera del 25 luglio 2019 quando e’ stato ucciso il carabinere Mario Cerciello Rega.
    A sollecitarne l’acquisizione nel corso dell’udienza di oggi sono state le difese dei due americani Finnegan Lee Elder e Natale Hjorth accusati dell’omicidio. Alla richiesta si sono opposte le parti civili, in particolare l’avvocaro Massimo Ferrandino, legale della vedova, e il pm Sabina Calabretta che ha sottolineato come il tema del processo e’ l’omicidio dei vicebrigadiere Cerciello. “Siamo qui per giudicare fatti che sono diversi dalla violata consegna – ha detto il magistrato -, circostanza nota per essere stata riferita dallo stesso interessato in aula. Il tema di questo processo e’ come si e’ arrivati alla morte di Mario Cerciello Rega”.

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    Condannato all’ergastolo ‘il diavolo’ Toni Essobdi Badre per la morte del piccolo Giuseppe

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Condannato all’ergastolo ‘il diavolo’ Toni Essobdi Badre per la morte del piccolo Giuseppe

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    2 settimane fa circa (18:19)
    il
    9 Novembre 2020

    E’ arrivata la sentenza che ha stabilito il massimo della pena per  colui che era stato definito “il diavolo” ovvero Toni Essobdi Badre.

    Il giovane migrante che il il 27 gennaio 2019, a Cardito, uccise a colpi di botte e di bastone il piccolo Giuseppe, uno dei figli della sua compagna. La terza Corte di Assise del Tribunale di Napoli(presidente Lucia La Posta) lo hainfatti riconosciuto colpevole di tutti i reati contestati e condannato all’ergastolo. La mamma della piccola vittima, Valentina Casa, e’ stata invece condannata a sei anni di reclusione per maltrattamenti e assolta dagli altri reati contestati. A Badre il giudice ha comminato anche l’isolamento diurno della durata di un anno.
    La sentenza, emessa dopo circa 5 ore di camera di consiglio, e’ stata preceduta dalle arringhe difensive di Francesco Cappiello, avvocato di Valentina Casa, che ha chiesto l’assoluzione per la sua cliente, e di Pietro Rossi, difensore di Badre, che ha fatto istanza di riqualificazione dei reati (omicidio volontario aggravato e tentato omicidio aggravato della sorellina di Giuseppe) in lesioni personali gravissime. Lo scorso 23 settembre, al termine delle requisitorie, i sostituti procuratori di Napoli Nord, Paola Izzo e Fabio Sozio hanno chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi, e tutte le pene accessorie, nei confronti di Tony Essobti Badre e di Valentina Casa, ex compagna di Badre.

    All’imputato e’ stato contestato l’omicidio volontario di Giuseppe e il tentato omicidio della sorellina di Giuseppe, di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla crudelta’ e dai futili motivi, dalla minorata difesa e dall’abuso delle relazioni domestiche (circostanza questa che riguarda Giuseppe e le sue due sorelline). Valentina Casa invece rispondeva, sul profilo omissivo, di tutti i capi d’accusa contestati a Badre. Presente alla lettura della sentenza anche il padre di Giuseppe e delle sue due sorelline, accompagnato dall’avvocato Gennaro Demetrio Paipais.

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    Cronaca Campania

    Pubblicato
    3 giorni fa
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    20 Novembre 2020

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per l’esponente del clan dei Casalesi Francesco Cirillo, che era accusato di aver fatto parte del commando di killer che uccise il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno, l’imprenditore Domenico Noviello.
    “Finalmente giustizia è fatta, dopo 12 anni dalla morte di mio padre si è chiuso il capitolo giudiziario” commenta Mimma Noviello, figlia dell’imprenditore, che insieme ai fratelli Matilde, Rosaria e Massimiliano, ha sempre assistito a tutte le udienze dei processi nei vari gradi, guardando sempre in faccia gli assassini del padre. “Non è stato facile trovarsi di fronte Cirillo ad ogni udienza, alla fine abbiamo avuto ragione” dice …..CLICCA QUI PER DIVENTARE UN SOSTENITORE E LEGGERE CONTENUTI ESCLUSIVI

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    2 settimane fa circa (18:19)
    il
    9 Novembre 2020

    E’ arrivata la sentenza che ha stabilito il massimo della pena per  colui che era stato definito “il diavolo” ovvero Toni Essobdi Badre.

    Il giovane migrante che il il 27 gennaio 2019, a Cardito, uccise a colpi di botte e di bastone il piccolo Giuseppe, uno dei figli della sua compagna. La terza Corte di Assise del Tribunale di Napoli(presidente Lucia La Posta) lo hainfatti riconosciuto colpevole di tutti i reati contestati e condannato all’ergastolo. La mamma della piccola vittima, Valentina Casa, e’ stata invece condannata a sei anni di reclusione per maltrattamenti e assolta dagli altri reati contestati. A Badre il giudice ha comminato anche l’isolamento diurno della durata di un anno.
    La sentenza, emessa dopo circa 5 ore di camera di consiglio, e’ stata preceduta dalle arringhe difensive di Francesco Cappiello, avvocato di Valentina Casa, che ha chiesto l’assoluzione per la sua cliente, e di Pietro Rossi, difensore di Badre, che ha fatto istanza di riqualificazione dei reati (omicidio volontario aggravato e tentato omicidio aggravato della sorellina di Giuseppe) in lesioni personali gravissime. Lo scorso 23 settembre, al termine delle requisitorie, i sostituti procuratori di Napoli Nord, Paola Izzo e Fabio Sozio hanno chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi, e tutte le pene accessorie, nei confronti di Tony Essobti Badre e di Valentina Casa, ex compagna di Badre.

    All’imputato e’ stato contestato l’omicidio volontario di Giuseppe e il tentato omicidio della sorellina di Giuseppe, di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla crudelta’ e dai futili motivi, dalla minorata difesa e dall’abuso delle relazioni domestiche (circostanza questa che riguarda Giuseppe e le sue due sorelline). Valentina Casa invece rispondeva, sul profilo omissivo, di tutti i capi d’accusa contestati a Badre. Presente alla lettura della sentenza anche il padre di Giuseppe e delle sue due sorelline, accompagnato dall’avvocato Gennaro Demetrio Paipais.

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    3 giorni fa
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    20 Novembre 2020

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per l’esponente del clan dei Casalesi Francesco Cirillo, che era accusato di aver fatto parte del commando di killer che uccise il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno, l’imprenditore Domenico Noviello.
    “Finalmente giustizia è fatta, dopo 12 anni dalla morte di mio padre si è chiuso il capitolo giudiziario” commenta Mimma Noviello, figlia dell’imprenditore, che insieme ai fratelli Matilde, Rosaria e Massimiliano, ha sempre assistito a tutte le udienze dei processi nei vari gradi, guardando sempre in faccia gli assassini del padre. “Non è stato facile trovarsi di fronte Cirillo ad ogni udienza, alla fine abbiamo avuto ragione” dice …..CLICCA QUI PER DIVENTARE UN SOSTENITORE E LEGGERE CONTENUTI ESCLUSIVI

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    L’assassino di Simone Frascogna scrive una lettera: ‘Chiedo scusa, non vivo più’

    Cronache » Flash News » L’assassino di Simone Frascogna scrive una lettera: ‘Chiedo scusa, non vivo più’

    Flash News

    Pubblicato
    10 ore fa circa (16:33)
    il
    7 Novembre 2020

    L’assassino di Simone Frascogna scrive una lettera: ‘Chiedo scusa, non vivo più’. Domenico Iossa ha scritto la missiva alla famiglia della giovane vittima.

    Ha voluto rilasciate dichiarazioni spontanee e chiedere scusa alla famiglia della vittima Domenico Iossa junior, il 18enne reo confesso dell’omicidio di Simone Frascogna, il 19enne accoltellato a morte a Casalnuovo la sera di martedi’ scorso al culmine di una lite scoppiata per una banalita’, motivi di viabilita’. Una morte assurda della quale devono rispondere anche un 16enne e un 17enne che erano con lui. Davanti al gip di Nola Sebastiano Napolitano e al suo difensore, l’avvocato Antonio Iorio, Domenico ha impugnato una penna e scritto poche righe:
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    “Io sottoscritto Domenico Iossa junior, nato ad Acerra il 28 maggio 2002, in relazione a quanto ho commesso la sera del 3 novembre 2020 voglio dire che da quella sera anche io, per un verso, non vivo piu’. Non vi sono parole per farvi comprendere come io stia male, non riesco a sopportare il peso di avere tolto la vita a un giovane ragazzo come me. Non ho mai commesso reati in vita mia, ho sempre lavorato da quando avevo 13 anni, il mio amore era ed e’ fare il carrozziere. Ormai anche io non vivo piu’ dentro di me. Voglio chiedere pubblicamente scusa alla famiglia di Simone, vi chiedo immensamente scusa, vorrei tanto tornare indietro e non fare cio’ che invece ho fatto. Ho sbagliato e sono pronto a pagare, sono tre giorni che non mangio e che non bevo perche’ non riesco sopportare il peso di avere tolto la vita ad un mio coetaneo. Chiedo ancora scusa alla famiglia di Simone. Io, non ho mai scelto una vita di strada”. Domenico Iossa e il suo avvocato difensore sono ora in attesa della decisione del giudice.
    Il sottoscritto avv. Ciro Russo , nella qualità di difensore di fiducia di Barone Carmine, trasmette formale istanza di rettifica ad articolo emarginato in oggetto , in quanto riporta immagine del predetto assistito in relazione alla lettera di Iossa Domenico junior, avente ad oggetto le proprie scuse alla famiglia di Simone Frascogna, pubblicata con vostro articolo del 07-11-2020.Questo difensore precisa , altresì, che la esatta contestazione a
    Il secondo indagato B. C, difeso dall’avvocato Ciro Russo, è accusato invece di tentato omicidio ai danni Di Salamone Luigi presso il Tribunale per i minorenni di Napoli -P.M. dott.ssa. Claudia De Luca – Gip dott.ssa Polito.

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    Flash News

    Pubblicato
    5 ore fa
    il
    7 Novembre 2020

    In leggera discesa i casi di covid oggi in Campania ma sempre altissimi. Sono infatti 4309 i nuovi casi con 15 persone deceduti. Lo comunica il bollettino dell’Unità di crisi della Regione Campania. Sono 22696 i tamponi effettuati
    Questo il bollettino di oggi:Positivi del giorno: 4.309di cui:Asintomatici: 4.010Sintomatici: 299Tamponi del giorno: 22.696Totale positivi: 82.318Totale tamponi: 1.097.897Deceduti: 15Totale deceduti: 811Guariti: 984Totale guariti: 16.001Report posti letto su base regionale:Posti letto:Posti letto di terapia intensiva disponibili: 590Posti letto di terapia intensiva occupati: 179Posti letto di degenza disponibili: 3.160Posti letto di degenza occupati: 1.756

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    ‘Non perdono’, il dolore della mamma di Simone Frascogna

    Cronache » Flash News » ‘Non perdono’, il dolore della mamma di Simone Frascogna

    Flash News

    Pubblicato
    16 minuti fa
    in
    6 Novembre 2020

    “Alle mamme voglio dire che loro non si stanno piangendo un figlio sul marciapiede. Sono una donna credente, di chiesa, ma non perdono. Questo non lo perdono”.

    Sono le parole urlate durante la fiaccolata di ieri sera da Natascia Lipari, la madre di Simone Frascogna, il giovane ammazzato a coltellate martedì sera a Casalnuovo.
    Centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione a cui era presente anche il sindaco Massimo Pelliccia e altri consiglieri comunali. Il primo cittadino ha già annunciato il lutto cittadino il giorno dell’ultimo saluto a Simone. La fiaccolata si è conclusa sul posto dove lo sfortunato Simone è stato accoltellato l’altra sera dal 19enne di Acerra, Domenico Iossa. Arrivati sul posto dove ci sono bigliettini e mazzi di fiori appoggiato vicino a  un palo della luce, Luigi Frascogna, papà di Simone ha sollevato al cielo una lanterna cinese a forma di cuore. Poi davanti alle telecamere del Tg1 ha detto: “Mio figlio era buono, lui sfogava la sua rabbia sul pungiball di casa. Lui non avrebbe mai voluto la vendetta. Fonderò un’associazione col suo nome per aiutare attraverso lo sport i ragazzi difficili”.
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    In carcere anche i complici minorenni del giovane killer di Simone Frascogna
    Oggi l’assassino reo confesso Domenico Iossa, accompagnato dal suo avvocato Antonio Iorio comparirà davanti al gip del Tribunale di Nola, per l’udienza di convalida dopo la confessione resa l’altra sera davanti al pm Patrizia Mucciacito alla quale ha spiegato la dinamica dell’omicidio.
    (nella foto un momento della fiaccolata di ieri sera e nei riquadri in alto l’assassino Domenico Iossa e la vittima Simone Frascogna)

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    Omicidio nella notte a San Pietro a Patierno: ucciso 24enne

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    Neonato muore nella clinica a Napoli e i familiari danneggiano la struttura

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    Flash News

    La tragedia a Lusciano. Il sindaco ha provato con i familiari il ricovero disperato ma non è stato possibile

    Pubblicato
    10 ore fa
    in
    5 Novembre 2020

    Muore di Covid senza cure in provincia di Caserta. Il sindaco accusa: ‘Ospedali pieni. E’ inaccettabile’.

    “Non tollero che una persona possa morire cosi’, in un niente e senza avere la possibilita’ di essere curato. E’ inaccettabile!” Lo scrive su facebook il sindaco di Lusciano, Nicola Esposito, che da’ notizia del quarto decesso avvenuto nella cittadina dell’Agro Aversano; si tratta di un uomo. “Da ieri – scrive Esposito – insieme con la famiglia, visto che le sue condizioni erano peggiorate improvvisamente, stavamo lottando per trovare un posto in ospedale per provare a curarlo, ma l’Asl e gli ospedali sono oramai strapieni di lavoro e di ammalati anche gravi, ed ogni tentativo oggi purtroppo e’ andato vano. Come sindaco, cittadino, marito e padre di due figli ed allo stesso tempo anche io figlio, non tollero quanto accaduto”. Sono 193 le persone attualmente positive a Lusciano, mentre nel resto della provincia sono 10150 i contagiati in questo momento, il 90% dei quali ha contratto il virus nell’ultimo mese; il 5 ottobre scorso le persone positive erano 905.
    E allora l’invito a combattere il virus “con tutta la civiltà possibile e rispettando tutti i divieti, i limiti e le chiusure che lo Stato, la Regione Campania e noi come Amministrazione del Comune di Lusciano decidiamo di ordinare per il bene di tutta la comunità. Abbiamo pochi mezzi a disposizione per questa invisibile battaglia e sono delle semplici azioni che però davvero possono salvarci”, conclude.

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    ‘Non perdono’, il dolore della mamma di Simone Frascogna

    Cronache » Flash News » ‘Non perdono’, il dolore della mamma di Simone Frascogna

    Flash News

    Pubblicato
    2 settimane fa circa (08:46)
    il
    6 Novembre 2020

    “Alle mamme voglio dire che loro non si stanno piangendo un figlio sul marciapiede. Sono una donna credente, di chiesa, ma non perdono. Questo non lo perdono”.

    Sono le parole urlate durante la fiaccolata di ieri sera da Natascia Lipari, la madre di Simone Frascogna, il giovane ammazzato a coltellate martedì sera a Casalnuovo.
    Centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione a cui era presente anche il sindaco Massimo Pelliccia e altri consiglieri comunali. Il primo cittadino ha già annunciato il lutto cittadino il giorno dell’ultimo saluto a Simone. La fiaccolata si è conclusa sul posto dove lo sfortunato Simone è stato accoltellato l’altra sera dal 19enne di Acerra, Domenico Iossa. Arrivati sul posto dove ci sono bigliettini e mazzi di fiori appoggiato vicino a  un palo della luce, Luigi Frascogna, papà di Simone ha sollevato al cielo una lanterna cinese a forma di cuore. Poi davanti alle telecamere del Tg1 ha detto: “Mio figlio era buono, lui sfogava la sua rabbia sul pungiball di casa. Lui non avrebbe mai voluto la vendetta. Fonderò un’associazione col suo nome per aiutare attraverso lo sport i ragazzi difficili”.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Fermato l’assassino di Simone Frascogna: ‘Stavo avendo la peggio e l’ho accoltellato’ 

    In carcere anche i complici minorenni del giovane killer di Simone Frascogna
    Oggi l’assassino reo confesso Domenico Iossa, accompagnato dal suo avvocato Antonio Iorio comparirà davanti al gip del Tribunale di Nola, per l’udienza di convalida dopo la confessione resa l’altra sera davanti al pm Patrizia Mucciacito alla quale ha spiegato la dinamica dell’omicidio.
    (nella foto un momento della fiaccolata di ieri sera e nei riquadri in alto l’assassino Domenico Iossa e la vittima Simone Frascogna)

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    Omicidio nella notte a San Pietro a Patierno: ucciso 24enne

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    Flash News

    Pubblicato
    19 ore fa
    il
    22 Novembre 2020

    Ancora in discesa i contagi da covid in Campania: Oggi si contano 3217 nuovi casi a fronte di 24. 332 tamponi effettuati. Le vittime che il bollettino dell’Unità di crisi segnala sono 21 ma in sei giorni.

    Il che significa che la percentuale si attesta al 13,22%; ieri era pari al 14,39%. Resta alto il numero degli asintomatici, 2.976. Ventuno le persone decedute nel periodo 15-21 novembre e 850 i guariti. Quanto al Report posti letto su base regionale, questi i dati: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656; Posti letto di terapia intensiva occupati: 201 (piu’ tre rispetto a ieri). Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (posti letto Covid e offerta privata); Posti letto di degenza occupati: 2.218.Questo il bollettino di oggi:Positivi del giorno: 3.217di cui:Asintomatici: 2.976Sintomatici: 241Tamponi del giorno: 24.332Totale positivi: 136.273Totale tamponi: 1.432.128Deceduti: 21 (*)Totale deceduti: 1.270Guariti: 850Totale guariti: 31.522* Deceduti tra il 15 e il 21 novembreReport posti letto su base regionale:Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656Posti letto di terapia intensiva occupati: 201Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)Posti letto di degenza occupati: 2.218* Posti letto Covid e Offerta privata

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    ‘Non perdono’, il dolore della mamma di Simone Frascogna

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    Acerra

    Pubblicato
    3 settimane fa circa (08:46)
    il
    6 Novembre 2020

    “Alle mamme voglio dire che loro non si stanno piangendo un figlio sul marciapiede. Sono una donna credente, di chiesa, ma non perdono. Questo non lo perdono”.

    Sono le parole urlate durante la fiaccolata di ieri sera da Natascia Lipari, la madre di Simone Frascogna, il giovane ammazzato a coltellate martedì sera a Casalnuovo.
    Centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione a cui era presente anche il sindaco Massimo Pelliccia e altri consiglieri comunali. Il primo cittadino ha già annunciato il lutto cittadino il giorno dell’ultimo saluto a Simone. La fiaccolata si è conclusa sul posto dove lo sfortunato Simone è stato accoltellato l’altra sera dal 19enne di Acerra, Domenico Iossa. Arrivati sul posto dove ci sono bigliettini e mazzi di fiori appoggiato vicino a  un palo della luce, Luigi Frascogna, papà di Simone ha sollevato al cielo una lanterna cinese a forma di cuore. Poi davanti alle telecamere del Tg1 ha detto: “Mio figlio era buono, lui sfogava la sua rabbia sul pungiball di casa. Lui non avrebbe mai voluto la vendetta. Fonderò un’associazione col suo nome per aiutare attraverso lo sport i ragazzi difficili”.
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    Oggi l’assassino reo confesso Domenico Iossa, accompagnato dal suo avvocato Antonio Iorio comparirà davanti al gip del Tribunale di Nola, per l’udienza di convalida dopo la confessione resa l’altra sera davanti al pm Patrizia Mucciacito alla quale ha spiegato la dinamica dell’omicidio.
    (nella foto un momento della fiaccolata di ieri sera e nei riquadri in alto l’assassino Domenico Iossa e la vittima Simone Frascogna)

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    Acerra

    Pubblicato
    5 giorni fa
    il
    18 Novembre 2020

    Spari in strada ad Acerra dopo una lite per motivi di viabilità. E’ accaduto in prima serata in via Pio La Torre.

    Un automobilista 32enne incensurato ha tamponato uno scooter con due ragazzi in sella. L’urto era lieve, ma ne e’ nata una discussione e l’uomo ha dato un piccolo schiaffo alla nuca di uno dei due ragazzi. Questi ha chiamato il fratello, che ha preso la pistola e sparato contro il 32enne, ferendolo alla mano destra. L’uomo si e’ recato prima al pronto soccorso di Villa dei Fiori, poi alla polizia per denunciare l’accaduto. Secondo quanto si e’ appreso, l’aggressore sarebbe gia’ noto alle forze dell’ordine ed e’ ricercato. Sul posto, trovati due bossoli e una cartuccia.

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    Fermato l’assassino di Simone Frascogna: ‘Stavo avendo la peggio e l’ho accoltellato…’

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    Flash News

    Pubblicato
    56 minuti fa
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    5 Novembre 2020

    Si è consegnato nella notte l’assassino del 19enne di Casalnuovo, Simone Frascogna. Si tratta di un giovane di 18 anni che di professione fa il meccanico.

    Il giovane assassino D. I., accompagnato dal suo difensore di fiducia, l’avvocato Antonio Iorio- come anticipa Il Mattino, avrebbe anche raccontato la banalità di quel gesto così crudele: “Una lite per viabilità, non mi faceva passare con l’auto, poi siamo arrivati alle mani, stavo avendo la peggio, l’ho accoltellato…”. Prima di lui erano stati fermati gli altri due complici, uno 18enne e un 17enne. Il giovane è accusato di omicidio volontario, aggravato dalla presenza di un’arma da taglio. Il giovane assassino ha spiegato di aver tirato fuori il coltello perché nonostante fossero in tre contro due stavano avendo la peggio.

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    Simone infatti si stava difendendo sfoderano la sue capacità nelle arti marziali. Ma purtroppo per lui non gli sono bastate. Tre coltellate lo hanno reso inerme e portato alla morte in poco tempo rendendo vana la corsa in ospedale. Il sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia ha già annunciato che il comune si costituirà parte civile nell’eventuale processo contro gli assassini.

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    Festeggia il compleanno del figlio con fuochi d’artificio: denunciata 39enne di Forcella

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    Sequestro record di 932 chilogrammi di cocaina nel porto di Gioia Tauro

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    Flash News

    Pubblicato
    17 ore fa
    in
    4 Novembre 2020

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    E’ scoppiata la pandemia in Campania: oggi si registrano 4181 nuovi casi con oltre 21mila tamponi e 15 morti. Migliora però la situazione dei posti letto in terapia intensiva con 68 posti.
    Questo il bollettino di oggi:Positivi del giorno: 4.181di cui:Asintomatici: 3.852Sintomatici: 329Tamponi del giorno: 21.684Totale positivi: 69.613Totale tamponi: 1.031.736Deceduti: 15Totale deceduti: 739Guariti: 397Totale guariti: 14.386Report posti letto su base regionale:Posti letto di Terapia intensiva complessivi: 590Posti letto Covid:Posti letto di terapia intensiva attivabili: 243Posti letto di terapia intensiva occupati: 175Posti letto di degenza attivabili: 1.940Posti letto di degenza occupati: 1.569

    Cala, in Campania, la percentuale rapporto positivi-tamponi che oggi si attesta al 19,2 % (ieri era pari al 21,5%), ma in termini oggettivi il numero dei positivi sfonda per la prima volta quota 4mila. Secondo quanto rende noto l’Unita’ di crisi della Regione Capania, oggi i positivi sono 4.181 (solo 329 sintomatici) su 21.684 tamponi esaminati. Calano anche i decessi, 15 (ieri erano 24) e calano i guariti 397 (ieri erano 998). Questo, invece, il report posti letto su base regionale: Posti letto di Terapia intensiva complessivi: 590. Posti letto Covid: Posti letto di terapia intensiva attivabili: 243; Posti letto di terapia intensiva occupati: 175 ; Posti letto di degenza attivabili: 1.940; Posti letto di degenza occupati: 1.569; (

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    A Casalnuovo è caccia ai killer di Simone Frascogna

    I carabinieri sono sulle tracce dei killer e sono al lavoro per ricostruire dinamica e movente di quanto accaduto a Casalnuovo intorno alle 22 in corso Vittorio Emanuele. La vittima, Simone Frascogna, 19 anni, incensurato, era insieme a un amico 18enne a bordo di un’auto che e’ stata affiancata da un’altra vettura; gli occupanti di […]
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