More stories

  • in

    Napoli, arrestato il boss latitante Gaetano Cifrone

    Catturato il boss latitante Gaetano Cifrone. L’uomo era sfuggito alla cattura lo scorso 20 ottobre quando i Carabinieri della compagnia Vomero avevano eseguito 24 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti esponenti del clan di cui e’ ritenuto elemento apicale….. Diventa sostenitore di Cronache della Campania Tags: boss latitante, cronaca di napoli
    Continua la lettura di Napoli, arrestato il boss latitante Gaetano Cifrone su Cronache della Campania
    Cronache della Campania@2016-2020 LEGGI TUTTO

  • in

    Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari

    Cronache » Primo Piano » Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari

    Area Flegrea

    Pubblicato
    6 giorni fa circa (09:01)
    il
    18 Novembre 2020

    Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari.

    Nel corso della mattinata, in provincia di Napoli, Caserta, Roma e Forlì, i militari del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 16 indagati, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio, estorsione, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, porto e uso illegale d’armi da fuoco ed altro.
    Le indagini hanno consentito di ricostruire la piena operatività del clan “Giannelli”, operante nella città di Napoli (nelle aree urbane di Cavalleggeri d’Aosta, Coroglio, Agnano e Bagnoli), nel settore delle estorsioni e del narcotraffico e la conflittualità con il gruppo “Esposito – Nappi – Bitonto”, attivo nel medesimo contesto territoriale.
    In particolare, le investigazioni, coordinate dalla DDA di Napoli, hanno permesso di ricostruire come tali organizzazioni camorristiche rientrino nella sfera d’influenza e di controllo del clan Licciardi, famiglia aderente allo storico cartello della criminalità organizzata denominato Alleanza di Secondigliano.

    Le acquisizioni investigative hanno consentito, altresì, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in relazione all’omicidio di Zinco Rodolfo, avvenuto il 22 aprile 2015, commesso per l’affermazione degli scopi criminali del clan Giannelli in quell’area.Nel corso delle indagini sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza anche in relazione al tentativo teso ad uccidere il Giannelli Alessandro ed il Pinto Roberto, riconducibile a controversie sorte per il controllo del traffico di droga in contrapposizione con la famiglia facente capo a Monti Agostino ed ad un’azione di intimidazione armata commessa da appartenenti al clan Giannelli, mediante l’esplosione di colpi di kalashnikov verso abitazioni riconducibili alla famiglia Monti.
    Piu’ in generale, il complesso probatorio acquisito documenta la dura contrapposizione tra organizzazioni camorristiche per l’acquisizione del controllo dei lucrosi mercati criminali esistenti nell’Area Flegrea, costituiti dalle estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti, dalla vendita di sostanze stupefacenti e da una vera e propria gestione “mafiosa” dei parcheggi abusivi su suolo pubblico sulle aree urbane di via Cavalleggeri D’Aosta, via Coroglio, Bagnoli e Agnano, in prossimità dei locali notturni insistenti sull’area Flegrea, secondo una precisa distribuzione di ruoli riservata agli associati, che provvedevano sia al controllo del regolare svolgimento delle mansioni dei parcheggiatori abusivi, da svolgersi secondo le precise indicazioni del clan; sia al controllo del territorio con la conseguente preclusione dell’intromissione nella zona a qualunque estraneo intendesse coltivare la medesima illecita attività; sia alla retribuzione dei parcheggiatori abusivi, consistente in un corrispettivo in denaro fisso, giornaliero o settimanale, od anche nel pagamento di una percentuale sull’incasso (pari a 1500-2000 euro a parcheggio nelle serate di maggiore affluenza); sia, infine, ad introitare interamente i proventi incassati dagli utenti della strada dai parcheggiatori abusivi, destinati ad essere riversati nelle casse del clan.

    Articolo Successivo
    Detenuto di Poggioreale muore per covid e i cappellani della Campania chiedono l’indulto

    Da non perdere
    Il sindacato dei medici proclama lo stato di agitazione

    PUBBLICITA

    Area Flegrea

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    23 Novembre 2020

    Mozione del consigliere regionale: “Opportunità di crescita e rilancio per la Campania, come è accaduto con Matera”
    “La candidatura dell’isola di Procida a capitale della Cultura 2021 è un’opportunità che la Campania non può assolutamente permettersi di perdere. Abbiamo un’occasione storica per accendere i riflettori su uno dei posti più affascinanti del Golfo che, facendo da attrattore culturale a livello internazionale, non potrà che aumentare il moltiplicatore turistico, con un importante impatto su tutti gli altri comparti e una significativa e inevitabile ricaduta su tutto il territorio regionale. Valga l’esempio di Matera, capitale della Cultura nel 2019, che ha fatto registrare una crescita delle imprese dei settori culturale e creativo e di start-up innovative, con un tasso di occupazione che ha registrato una crescita dal 48% al 52,7%”.
    Lo dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello, che ha presentato una mozione per impegnare la giunta regionale “a mettere in atto tutte le possibili iniziative volte a sostenere il progetto Procida Capitale italiana della cultura 2022, che rappresenta un’opportunità per l’intero territorio regionale, anche nella prospettiva di rilanciare settori che hanno particolarmente subito gli effetti dell’emergenza sociosanitaria in corso. Dobbiamo intanto dirci fieri per il fatto che Procida sia la prima isola a candidarsi nella storia dell’evento, rappresentando la Campania e le piccole isole del nostro Paese”.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    Colpo al clan Giannelli: arresti a Coroglio, Cavalleggeri, Bagnoli e Agnano

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Colpo al clan Giannelli: arresti a Coroglio, Cavalleggeri, Bagnoli e Agnano

    Bagnoli

    Pubblicato
    6 giorni fa circa (07:31)
    il
    18 Novembre 2020

    Colpo al clan Giannelli: arresti a Coroglio, Cavalleggeri, Bagnoli e Agnano.

    Dalle prime luci di oggi i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia, stanno eseguendo delle misure cautelari in carcere a Napoli, Caserta e Roma. Le indagini hanno ricostruito la piena attività operativa del Clan operante nelle aree urbane di via Cavalleggeri, via Coroglio, Agnano e Bagnoli nel settore delle estorsioni e del narcotraffico. Controllo anche sui parcheggiatori abusivi.

    Articolo Successivo
    Operazione di polizia contro il riciclaggio internazionale di materiale sanitario: sequestrate 12mila scatole di Dpi

    Da non perdere
    Oroscopo la giornata di oggi segno per segno

    PUBBLICITA

    Bagnoli

    Pubblicato
    12 ore fa
    il
    23 Novembre 2020

    Napoli, armato di forbici pretende i soldi per la droga e picchia la mamma: arrestato figlio violento a Bagnoli.

    Continua la lotta alla violenza di genere da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. E’ di questa notte l’ultimo arresto. I militari del nucleo radiomobile di Napoli hanno arrestato per tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale un 46enne di Bagnoli già noto alle forze dell’ordine.
    I carabinieri – allertati dal 112 – sono arrivati e hanno ricostruito quanto fosse appena successo. L’uomo – armato di forbici – pretendeva del denaro per comprare la droga e ha minacciato suo fratello. L’anziana madre ha tentato di calmarlo ricevendo per tutta risposta uno schiaffo. Le vittime sono fuggite in strada e hanno trovato la “gazzella” dei Carabinieri. Questo è stato l’ultimo episodio di una serie di violenze già denunciate dalla madre.
    I militari sono entrati in casa hanno condotto l’uomo in caserma. Lì, il 46enne ha capito di essere in stato di arresto ed preso a danneggiare alcuni mobili prendendoli a calci. Dopo una breve colluttazione è stato bloccato e arrestato. L’arrestato è stato condotto al carcere in attesa di giudizio.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    I carabinieri sequestrano 10 pistole ai clan di Napoli e provincia

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » I carabinieri sequestrano 10 pistole ai clan di Napoli e provincia

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    3 ore fa circa (22:47)
    il
    12 Novembre 2020

    Negli ultimi 14 giorni i carabinieri hanno sequestrato complessivamente 10 armi e oltre 250 munizioni.

    Le armi da fuoco e il loro utilizzo negli eventi criminosi sono da sempre al centro dell’attenzione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli,  anche in questo periodo di emergenza sanitaria.Questa notte, i militari del Nucleo Operativo di Napoli hanno rinvenuto in Via Francesco Saverio Correra un revolver cal 22, 11 proiettili 9x21mm, 2 cal. 7,65 e 47 luger calibro 9.
    Ancora in città, in Via montagna spaccata, quartiere Soccavo, i carabinieri della compagnia di Bagnoli hanno rinvenuto 2 revolver prive di matricola:  1  marca “British Buldog” calibro 38 e 1 altra marca “Navy Model” calibro 44. Affiancati alle armi, 117 proiettili di vario calibro.
    4 le persone denunciate per detenzione di armi clandestine dai militari della Compagnia di Bagnoli.In Viale Traiano, nascondevano nello scantinato della loro abitazione una Beretta cal. 22 con matricola abrasa, una Beretta mod. 98FS cal 9×21 con matricola abrasa. 55 i proiettili dello stesso calibro nascosti in una busta.
    Nel comune di Ercolano, nascosta in un incavo di un muro in Via Mare, una pistola a salve priva di tappo rosso marca Bruni mod. 92 cal.8.E’ di qualche giorno fa il rinvenimento all’interno del  Parco Penniniello di Torre Annunziata di 1 pistola semiautomatica Tanfoglio mod. GT021 cal. 9×21, comprensiva di serbatoio contenente n.15 cartucce.I carabinieri della stazione di Afragola hanno rinvenuto in un garage abusivo di Via Don Minzoni un borsone contenente un revolver marca ruger SP101 cal. 357 magnum con matricola abrasa e 30 cartucce GFL stesso calibro.
    Tornando in città, nel quartiere di Scampia i militari compagnia stella hanno sequestrato un revolver calibro 22 marca Hopkins & Allen. In piazza Trieste e Trento, invece,  fu arrestato un 22enne incensurato dei Quartieri Spagnoli per detenzione e porto di arma da fuoco.
    Intorno alle 2 sostava in Piazza Trieste e Trento, nell’angolo con Via Nardones. Era solo e considerato il coprifuoco è stato immediatamente fermato e identificato.Addosso –  hanno scoperto i carabinieri – portava una pistola Beretta Gardone VT cal. 7.65 mm, completa di serbatoio ma priva di munizioni.L’arma sequestrata è risultata oggetto di un furto commesso a Torino nell’agosto del 2014.Il 22enne è stato tradotto al carcere di Poggioreale.
    Tutte le armi sequestrate saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare se siano state utilizzate per fatti di sangue o intimidazione.

    Articolo Successivo
    Tenta il suicidio in carcere l’uomo che ieri ha ucciso la moglie nel Casertano

    Da non perdere
    In Campania ci sono 80.059 positivi al covid, 2136 sono in ospedale

    Continua a leggere

    PUBBLICITA

    Primo Piano

    Pubblicato
    5 ore fa
    il
    12 Novembre 2020

    Da Napoli ad Avellino per rubare farmaci oncologici: arrestati in due.

    Sono due pluripregiudicati di Napoli – dei quali , pero’, non sono sono state fornite la generalita’ – i responsabili del furto di medicinali oncologici, per un valore di 1 milione e 300 mila euro, compiuto nel febbraio del 2019 nella farmacia dell’ospedale “Moscati” di Avellino.
    Due ordinanze di custodia cautelare sono sono state infatti eseguite dagli agenti della Squadra Mobile di Avellino e Napoli. Alla loro identificazione gli investigatori sarebbero arrivati attraverso intercettazioni telefoniche poi suffragate da impronte digitali e tracce di Dna. Le indagini continuano per arrivare alla identificazione di altre due persone che parteciparono al furto.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette

    I fatti del giorno3 giorni fa
    Dato per morto per covid in ospedale, la famiglia organizza il funerale ma lui è vivo: nella bara c’è un altro corpo

    Cronaca Napoli7 giorni fa
    Neonato muore nella clinica a Napoli e i familiari danneggiano la struttura

    Attualità6 giorni fa
    Il Covid uccide Stefano D’Orazio, batterista dei Pooh

    Primo Piano7 giorni fa
    Omicidio nella notte a San Pietro a Patierno: ucciso 24enne LEGGI TUTTO

  • in

    Rapinano ambulante pakistano a Forcella: in manette banda di Nord Africani

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Rapinano ambulante pakistano a Forcella: in manette banda di Nord Africani

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    2 minuti fa circa (10:56)
    il
    7 Novembre 2020

    Napoli, Rione forcella: Banda rapina ambulante pakistano. Carabinieri arrestano 2 rapinatori di origine nord-africana.

    Siamo a Piazza Calenda e sono quasi le 23. Lo hanno accerchiato e colpito al volto prendendolo a pugni. Gli hanno tolto i mille euro che aveva in tasca e preso con la forza anche il suo cellulare. Sono in 3 e di origine africana. Alla scena assiste un altro uomo che chiama il 112 e li insegue. I carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli – allertati dalla centrale operativa che era in contatto telefonico con il “testimone” – si mettono sulle loro tracce e li trovano nella vicina via Ponte della Maddalena.
    Due vengono bloccati mentre un terzo riesce a sfuggire. I militari dell’Arma perquisiscono i due ragazzi 19enni, il primo è originario del gambia mentre il secondo è nigeriano. Nelle loro tasche i 700 euro della vittima (l’altro denaro era nelle mani del fuggitivo). I carabinieri hanno restituito il denaro al legittimo proprietario – un cittadino pakistano che sbarca il lunario come rivenditore ambulante – che ha riconosciuto i suoi aggressori e recuperato il proprio cellulare che era caduto durante l’inseguimento.
    Gli arrestati sono stati portati in carcere in attesa di giudizio. Sono in corso indagini per individuare il complice.

    Da non perdere
    Inchiesta Open: Renzi, Lotti e Boschi indagati a Firenze

    Continua a leggere

    PUBBLICITA

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    7 Novembre 2020

    Chiedeva un “sussidio” per i detenuti a nome del clan Ianuale: arrestato 65enne a Castello di Cisterna.
    In data odierna, a Castello di Cisterna, i Carabinieri della Sezione Operativa del N.O.R. della locale Compagnia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo partenopeo – nei confronti di 1 indagato (65enne), gravemente indiziato di una tentata estorsione aggravata dal cd. metodo mafioso, avvenuta a Castello di Cisterna, nell’ottobre 2019, in danno del committente di alcuni lavori edili destinati a civili abitazioni, mediante il ricorso a reiterate minacce veicolate agli operai della ditta.L’indagine, in particolare, ha consentito di:– ricostruire l’effettiva richiesta estorsiva veicolata all’indirizzo del committente dei lavori (inizialmente stimata in 3000 euro e poi portata a 1000 euro), per come emerso, prospettata alle vittime quale sussidio da destinare ai detenuti;– appurare che l’attività estorsiva non si sia concretamente consumata a seguito del diniego della vittima e della sua conseguente decisione di denunciare;– documentare le modalità utilizzate dall’indagato che, con più azioni consecutive, contraddistinte dal ricorso a minacce, si avvalevano della forza intimidatrice promanante dall’associazione camorristica denominata clan “IANUALE” operante in Castello di Cisterna.L’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Napoli – Secondigliano.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette

    Coronavirus3 giorni fa
    Morto per covid 59enne di Casal di Principe e prof a Torre del Greco. La moglie: ‘Vittima della malasanità’

    Cronaca Napoli1 giorno fa
    Neonato muore nella clinica a Napoli e i familiari danneggiano la struttura

    Cronaca Giudiziaria5 giorni fa
    Giovane mamma morta dopo il parto a Villa Betania: l’anestesista era stato radiato 5 anni fa

    I fatti del giorno2 giorni fa
    Sequestro record di 932 chilogrammi di cocaina nel porto di Gioia Tauro LEGGI TUTTO

  • in

    Omicidio nella notte a San Pietro a Patierno: ucciso 24enne

    Cronache » Primo Piano » Omicidio nella notte a San Pietro a Patierno: ucciso 24enne

    Primo Piano

    Pubblicato
    1 ora fa
    in
    6 Novembre 2020

    Omicidio nella notte  nel quartiere San Pietro a Patierno a Napoli. Un giovane di 24 anni, già noto alle forze dell’ordine è stato ucciso con numerosi colpi di pistola.

    La vittima si chiamava Benvenuto Gallo. Il giovane ferito, era stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli, accompagnato da alcune persone,  ma è morto poco dopo il suo arrivo in ospedale. Era stato centrato da un colpo alla testa.
    I carabinieri della compagnia Stella e del nucleo Investigativo di Napoli, che stanno svolgendo le indagini, hanno accertato che Gallo  sarebbe stato colpito all’altezza del civico 30 di via Comunale della Luce, quartiere San Pietro a Patierno, dove era stata segnalata l’esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco. In strada infatti sono state tracce di sangue. I militari hanno interrogato i familiari della giovane vittima e stanno prendendo visione del traffico telefonico e delle chat del ragazzo per capire se avesse appuntamento con qualcuno. ma stanno prendendo visione anche deli filmati delle telecamere pubbliche e private della zona.

    Articolo Successivo
    Finto pacco bomba sotto casa di Vincenzo De Luca a Salerno

    Da non perdere
    ‘Non perdono’, il dolore della mamma di Simone Frascogna

    Continua a leggere

    PUBBLICITA

    Coronavirus

    Pubblicato
    10 ore fa
    in
    6 Novembre 2020

    Rezza: ‘In Campania tanti casi ma Rt tende ad abbassarsi’. de Magistris in tv: ‘I dati non sono reali’.

    Quella della Campania “e’ una situazione complessa”. Ad essere piu’ colpita e’ l’area metropolitana di Napoli. L’incidenza piu’ alta si registra nel nord della regione, nell’area casertana, mentre quella piu’ bassa nel sud del territorio regionale. Lo ha detto il direttore Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza alla conferenza stampa al dicastero. “Quando vai a stimare l’Rt – spiega Rezza – abbiamo un Rt di 1.29. Quindi da una parte la trasmissione in questo momento ha rallentato ma allo stesso tempo pero’, siccome c’era stato tutto un aumento di trasmissione, adesso si vede ancora una massa di casi” fornendo una “immagine di discrepanza su numero di casi, incidenza di nuovi casi o di positivi elevata a fronte di un Rt che tende ad abbassarsi”.
    “In termini di misure – prosegue Rezza – questo vuol dire che devi continuare a mantenere delle misure, che in Campania, da quello che so, oltre a quelle prese a livello nazionale, vigono ancora quelle prese a livello locale che sono ancora piu’ drastiche. Allo stesso tempo ci dice pure che sostanzialmente possiamo confidare sul fatto che probabilmente la trasmisisone ha un po’ rallentato quindi non c’e’ forse bisogno immediato di nuove misure”. Ma, rileva Rezza, “abbiamo comunque una criticita’ che dobbiamo risolvere nei prossimi incontri perche’ potrebbe esserci un certo ritardo di notifica dei casi, come diverse altre regioni. Dobbiamo verificare anche questo”.
    Dopo che vengono notificati i casi “la Campania potrebbe fare un balzo in avanti ma speriamo di no. Questo e’ quindi un processo dinamico e complesso ma dobbiamo capire che le misure vanno prese laddove il virus sta correndo di piu’. Chi oggi sta alto potrebbe stare basso domani e il contrario”, conclude Rezza.
    Ma in serata il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, a ‘Piazzapulita’ su La7, è entrato a gamba tesa dicendo: “Campania zona gialla? La situazione è fuori controllo, la Regione non ha i dati reali e arrivano in ritardo. La situazione purtroppo è completamente fuori controllo – ha aggiunto de Magistris  – e i dati reali, empirici, quelli che guardiamo ogni giorno, sono dati diversi da quelli che ci sono negli uffici della sanità regionale che sono dati che arrivano in ritardo. Probabilmente oggi stanno analizzando i dati di 15 giorni fa”.
    Poi commentando l’invito rivolto dal presidente della Regione Campania Vincenzo DE Luca ai sindaci campani per la chiusura dei lungomare e di parte dei centri storici nel fine settimana, ha detto: “Scaricare sui sindaci è un po’ ridicolo, perché se chiudi una strada le persone vanno in un’altra strada”.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette

    Coronavirus2 giorni fa
    Morto per covid 59enne di Casal di Principe e prof a Torre del Greco. La moglie: ‘Vittima della malasanità’

    Cronaca Giudiziaria3 giorni fa
    Giovane mamma morta dopo il parto a Villa Betania: l’anestesista era stato radiato 5 anni fa

    Flash News6 giorni fa
    Incredibile: focolaio all’interno dell’ospedale covid di Boscotrecase, contagiati 41 tra medici e e infermieri

    I fatti del giorno1 giorno fa
    Sequestro record di 932 chilogrammi di cocaina nel porto di Gioia Tauro LEGGI TUTTO

  • in

    Blitz antidroga nel quartiere Mercato: preso pusher con 300 dosi

    Blitz antidroga nel quartiere Mercato. Arrestato pusher 44enne. In una busta 273 dosi di sostanza stupefacenti pronte alla vendita Anche in questo periodo continuano i servizi di controllo del territorio dei carabinieri del comando provinciale. A Napoli, nel quartiere Mercato, i Carabinieri del nucleo operativo della compagnia Napoli Stella – nell’ambito di uno dei servizi […]
    Continua la lettura di Blitz antidroga nel quartiere Mercato: preso pusher con 300 dosi su Cronache della Campania
    Cronache della Campania@2016-2020 LEGGI TUTTO

  • in

    Napoli, 20enne accoltellato nella notte a Pianura

    Accoltella il vicino dopo lite condominiale,76enne arrestato. E’ accaduto a San Nicola La Strada.

    La Polizia di Stato ha arrestato un pensionato 76enne, residente a San Nicola la Strada, per il reato di tentativo di omicidio. L’uomo e’ accusato di aver accoltellato piu’ volte il vicino di casa in seguito ad una lite iniziata nei garage e poi degenerata; tra il 76enne e la vittima, di 52 anni, non corre buon sangue e gia’ in passato, e’ emerso dai primi accertamenti, i due vicini, che vivono al terzo e al quarto piano dello stesso condominio, c’erano state delle liti.

    I poliziotti del Reparto Volanti della Questura di Caserta hanno appreso della vicenda dall’ospedale, dove si erano recati aggressore e vittima; gli agenti guidati dal dirigente Luigi Ricciardi, hanno scoperto che i due avevano iniziato a litigare in garage, per una questione di parcheggio, e poi il 76enne e’ andato nella sua cantina a prendere un coltello dalla lama lunga e arrugginita, e ha colpito piu’ volte il vicino al viso e alla testa, provocandogli profondi tagli. I familiari dei due e altri testimoni hanno confermati i cattivi rapporti pregressi tra i due vicini. Anche il 76enne e’ stato trattenuto in ospedale perche’ cardiopatico; dovrebbe poi finire ai domiciliari. LEGGI TUTTO

  • in

    Colpo al narcotraffico: sequestrati 130 chili di hashish al porto di Napoli

    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    3 giorni fa
    in
    9 Ottobre 2020

    Share

    Tweet

    Colpo al narcotraffico: sequestrati 130 chili di hashish al porto di Napoli.
     
    I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, in collaborazione con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in servizio presso lo scalo portuale partenopeo, hanno sequestrato un ingente carico di hashish pari ad oltre 130 Kg., pronto per essere distribuito nelle diverse “piazze di spaccio” del capoluogo e della provincia.La sostanza era occultata a bordo di un autoarticolato che è stato ispezionato, nel porto di Napoli, mediante l’impiego dei cani antidroga “Cafor” e “Fagot” della Guardia di Finanza e l’utilizzo di una sofisticata apparecchiatura scanner in dotazione all’Ufficio delle Dogane di Napoli 1. All’esito delle attività, è stato individuato un doppiofondo artigianale, ricavato nel rimorchio del mezzo pesante, al cui interno erano stati nascosti gli involucri contenenti la droga.
    [embedded content]
    I due responsabili, originari di Napoli, sono stati tratti in arresto e associati presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale.La sostanza stupefacente, come rivelato dalle analisi svolte dal Laboratorio Chimico dell’Agenzia delle Dogane di Napoli, è risultata di ottima qualità e, a differenza delle partite di hashish comunemente rinvenute sul territorio nazionale, presentava una particolare consistenza, tipica della “resina di hashish”, considerata prodotto di “nicchia” tra gli assuntori della sostanza.Se immessa nel mercato, la droga avrebbe assicurato alla Criminalità Organizzata un enorme profitto, pari a circa 3 milioni di euro.

    Articolo Successivo
    Napoli. La Dante & Descartes, libreria e caa editrice, travolta dal Nobel alla Gluck

    Da non perdere
    Pizzo e droga per il clan Cesarano: chiesti 150 anni di carcere

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Coronavirus

    Pubblicato
    2 ore fa
    in
    11 Ottobre 2020

    Coronavirus, paziente muore nel pronto soccorso del Cotugno. L’azienda: ‘Soccorsi immediati’.

    Napoli. La morte di un paziente di 70 anni affetto da Covid, avvenuta oggi al pronto soccorso dell’ospedale Cotugno, e’ al centro di una nota diffusa in serata dall’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli che punta a precisare le notizie diffusesi in giornata sulla scorta delle denunce dei familiari che hanno lamentato ritardi nell’assistenza. “In relazione al decesso di un paziente avvenuto oggi presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Cotugno di Napoli – si legge nella nota – l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che il paziente, di 70 anni, diabetico e iperteso e con altre patologie coesistenti, e’ arrivato con ambulanza del 118 presso il presidio ospedaliero in condizioni gravissime ed e’ stato assistito, senza alcuna attesa, dal personale sanitario.
    Al momento del ricovero in Pronto Soccorso presentava una saturazione molto bassa ed e’ stato sottoposto a emogasanalisi e altri esami che hanno confermato il grave quadro di insufficienza respiratoria. Immediatamente gli sono stati somministrati ossigeno ad alti flussi e terapia steroidea e sono stati allertati i rianimatori, ma il quadro di insufficienza respiratoria e’ peggiorato ed e’ stato necessario ricorrere a manovre rianimatorie per circa un’ora senza, tuttavia, riuscire a ristabilire la funzione cardiorespiratoria”.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    Napoli, donna incinta va a colloquio dal marito in carcere con cellulari e droga

    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    3 giorni fa
    in
    8 Ottobre 2020

    Share

    Tweet

    Napoli, donna incinta va a colloquio dal marito in carcere con cellulari e droga.
    Stamane una donna una donna incinta di anni 21 è andata per colloquio col congiunto rinchiuso presso il carcere di Secondigliano, è stata fermata al reparto colloqui dal personale di Polizia Penitenziaria addetto, che insospettiti dagli atteggiamenti di questa, nell’effettuare la regolare perquisizione prevista, hanno rinvenuto addosso alla donna un telefonino con due sim e due caricabatterie, e 2,5 gr. di hashish, il tutto abilmente occultato, ma che non è sfuggito alle capacità ed alla professionalità del personale di Polizia Penitenziaria del Centro penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano coordinato encomiabilmente dal dirigente aggiunto di Polizia Penitenziaria dott.Andrea D’Apolito e diretto scrupolosamente con elevate capacità dirigenziali dalla dott.sa Giulia Russo.
    Per il segretario regionale Osapp Campania Vincenzo Palmieri ed il vice Luigi Castaldo, il ritrovamento di questi telefonini e di droga,” purtroppo è all’ordine del giorno, anche ieri nello stesso reparto dell’istituto penitenziario di Secondigliano sono stati rinvenuti altri due telefonini con relativi caricabatteria, questo grazie esclusivamente alle elevate capacità professionali del personale di Polizia Penitenziaria che non distoglie l’attenzione dall’increscioso fenomeno che vede le donne come corriere dei loro congiunti ristretti per gli affari criminosi”.
    L’Osapp Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria maggiormente rappresentativo sul territorio nazionale esprime il suo elogio a tutto il personale di Polizia Penitenziaria operante in istituti penitenziari complessi come il “P.Mandato” di Secondigliano e si auspica l’applicazione di misure introdotte dal DL sicurezza vigente quanto prima affinché sia ridimensionato il fenomeno dilagante dell’introduzione di telefonini e droga negli istituti penitenziari italiani, già in sofferenza per le gravi carenze di organico e per la mancanza di strumentazione idonea e sufficiente a combattere questi crimini.Pertanto per Palmieri e Castaldo,il plauso va esclusivamente a tutto il personale di Polizia Penitenziaria che opera deontologicamente e con alto senso del dovere, contrastando tutti i giorni il crimine rispettando il mandato istituzionale.

    Articolo Successivo
    La fortuna bacia il casertano: vinti 62mila euro al Lotto

    Da non perdere
    Assolto perché il fatto non sussiste, l’avvocato Salvatore Pollastro in relazione alla vicenda Gosaf

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Coronavirus

    Pubblicato
    2 ore fa
    in
    11 Ottobre 2020

    Coronavirus, paziente muore nel pronto soccorso del Cotugno. L’azienda: ‘Soccorsi immediati’.

    Napoli. La morte di un paziente di 70 anni affetto da Covid, avvenuta oggi al pronto soccorso dell’ospedale Cotugno, e’ al centro di una nota diffusa in serata dall’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli che punta a precisare le notizie diffusesi in giornata sulla scorta delle denunce dei familiari che hanno lamentato ritardi nell’assistenza. “In relazione al decesso di un paziente avvenuto oggi presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Cotugno di Napoli – si legge nella nota – l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che il paziente, di 70 anni, diabetico e iperteso e con altre patologie coesistenti, e’ arrivato con ambulanza del 118 presso il presidio ospedaliero in condizioni gravissime ed e’ stato assistito, senza alcuna attesa, dal personale sanitario.
    Al momento del ricovero in Pronto Soccorso presentava una saturazione molto bassa ed e’ stato sottoposto a emogasanalisi e altri esami che hanno confermato il grave quadro di insufficienza respiratoria. Immediatamente gli sono stati somministrati ossigeno ad alti flussi e terapia steroidea e sono stati allertati i rianimatori, ma il quadro di insufficienza respiratoria e’ peggiorato ed e’ stato necessario ricorrere a manovre rianimatorie per circa un’ora senza, tuttavia, riuscire a ristabilire la funzione cardiorespiratoria”.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    Camorra, Vincenzo Lo Russo catturato in Calabria

    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    3 giorni fa
    in
    8 Ottobre 2020

    Share

    Tweet

    Camorra,Vincenzo Lo Russo catturato in Calabria. Deve scontare 9 anni carcere.
    E’ stato rintracciato ed arrestato a Scalea, nel Cosentino, in casa di una donna, Vincenzo Lo Russo, 28 anni, di Napoli, esponente dell’omonimo clan camorristico. Dovra’ scontare 9 anni per estorsione aggravata dal metodo mafioso, come disposto dall’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.A mettergli le manette ai polsi sono stati gli agenti del commissariato di Polizia di Paola, in provincia di Cosenza. Il giovane e’ stato trasferito nel carcere di Cosenza. Il giovane è uno degli elementi di spicco di quello che è rimasto del famoso e pericolosissimo clan dei “Capitoni” di Miano che per anni hanno controllato gli affari illeciti nei quartieri a Nord di napoli e in alcuni comuni della provincia di Napoli e smantellato dagli arresti, dalle inchieste della Dda di napoli e dal pentimento di quasi tutti i vertici compresi i suoi congiunti.

    Articolo Successivo
    Napoli, rimossi new jersey, paletti e catene ai Quartieri Spagnoli

    Da non perdere
    Apertura straordinaria l’11 ottobre della Biblioteca Nazionale di Napoli

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Coronavirus

    Pubblicato
    2 ore fa
    in
    11 Ottobre 2020

    Coronavirus, paziente muore nel pronto soccorso del Cotugno. L’azienda: ‘Soccorsi immediati’.

    Napoli. La morte di un paziente di 70 anni affetto da Covid, avvenuta oggi al pronto soccorso dell’ospedale Cotugno, e’ al centro di una nota diffusa in serata dall’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli che punta a precisare le notizie diffusesi in giornata sulla scorta delle denunce dei familiari che hanno lamentato ritardi nell’assistenza. “In relazione al decesso di un paziente avvenuto oggi presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Cotugno di Napoli – si legge nella nota – l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che il paziente, di 70 anni, diabetico e iperteso e con altre patologie coesistenti, e’ arrivato con ambulanza del 118 presso il presidio ospedaliero in condizioni gravissime ed e’ stato assistito, senza alcuna attesa, dal personale sanitario.
    Al momento del ricovero in Pronto Soccorso presentava una saturazione molto bassa ed e’ stato sottoposto a emogasanalisi e altri esami che hanno confermato il grave quadro di insufficienza respiratoria. Immediatamente gli sono stati somministrati ossigeno ad alti flussi e terapia steroidea e sono stati allertati i rianimatori, ma il quadro di insufficienza respiratoria e’ peggiorato ed e’ stato necessario ricorrere a manovre rianimatorie per circa un’ora senza, tuttavia, riuscire a ristabilire la funzione cardiorespiratoria”.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO

  • in

    Rapinatore ucciso a Napoli: la Procura delega gli esami balistici al Racis

    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    4 giorni fa
    in
    7 Ottobre 2020

    Share

    Tweet

    Rapinatore ucciso a Napoli: la Procura delega gli esami balistici al Racis. Oggi  l’esame autoptico sulla salma di Luigi Caiafa.
     
    Sono in corso ulteriori accertamenti, tra cui quello balistico, nell’ambito delle indagini sulla morte di un giovane rapinatore di 17 anni raggiunto dai colpi di pistola sparati da un agente della Squadra Mobile subito dopo una rapina commessa in via Duomo, a Napoli, ai danni di tre ragazzi a bordo di una Mercedes. Una rapina messa a segno in sella a uno scooter rubato, insieme con un complice di 18 anni, che e’ stato arrestato in flagranza di reato. Gli inquirenti della Procura di Napoli hanno delegato gli accertamenti balistici al Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche (Racis): l’obiettivo e’ verificare fino in fondo quello che e’ accaduto a Napoli nelle prime ore di domenica 4 ottobre.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Napoli, il rapinatore ucciso a Ciro De Tommaso: ‘Spara alla guardia, sparalo, sparalo’
    Oggi e’stato  anche il giorno dell’esame autoptico sulla salma di Luigi Caiafa, il giovane di 17 anni rimasto ucciso, delegato nei giorni scorsi dagli inquirenti.Il questore di Napoli, Alessandro Giuliano, ha vietato i funerali. Secondo l’avvocato Giuseppe De Gregorio, che difende la famiglia di Caiafa, i colpi hanno trafitto il giovane mentre si stava voltando. Il primo sarebbe entrato dallo zigomo e fuoriuscito dal collo, un altro dal dorso e fuoriuscito dall’addome. Intanto, ieri, il gip di Napoli ha confermato l’arresto del 18enne complice della vittima, Ciro De Tommaso, figlio del collaboratore di giustizia Gennaro De Tommaso, soprannominato “Genny la carogna”. Per lui il giudice ha disposto il carcere. L’agente della Squadra Mobile di Napoli che ha sparato quella tragica notte, dopo essere intervenuto per sventare la rapina insieme con altri due colleghi, e’ invece indagato con l’accusa di eccesso colposo di legittima difesa. Secondo quanto emerso dalle indagini, avvalorate anche dalle testimonianze delle parti offese, il poliziotto ha esploso alcuni colpi contro i rapinatori in fuga, con la sua pistola d’ordinanza, quando uno dei malviventi gli ha puntato contro la pistola (poi rivelatasi un’arma “scenica”) usata qualche minuto prima per costringere le tre vittime a consegnare telefoni e denaro. Una volta raccolte tutte le informazioni sull’accaduto, l’agente indagato verra’ ascoltato dai sostituti procuratori che, coordinati dal procuratore aggiunto Rosa Volpe, stanno conducendo le indagini sui fatti che hanno portato alla morte un giovane di appena 17 anni.

    Articolo Successivo
    Napoli, sparatoria a Ponticelli: in fin di vita 23enne

    Da non perdere
    Coronavirus: domani incontro tra De Luca e Speranza e in Campania tamponi anche in strutture private

    Continua a leggere
    Pubblicità

    Coronavirus

    Pubblicato
    2 ore fa
    in
    11 Ottobre 2020

    Coronavirus, paziente muore nel pronto soccorso del Cotugno. L’azienda: ‘Soccorsi immediati’.

    Napoli. La morte di un paziente di 70 anni affetto da Covid, avvenuta oggi al pronto soccorso dell’ospedale Cotugno, e’ al centro di una nota diffusa in serata dall’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli che punta a precisare le notizie diffusesi in giornata sulla scorta delle denunce dei familiari che hanno lamentato ritardi nell’assistenza. “In relazione al decesso di un paziente avvenuto oggi presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Cotugno di Napoli – si legge nella nota – l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che il paziente, di 70 anni, diabetico e iperteso e con altre patologie coesistenti, e’ arrivato con ambulanza del 118 presso il presidio ospedaliero in condizioni gravissime ed e’ stato assistito, senza alcuna attesa, dal personale sanitario.
    Al momento del ricovero in Pronto Soccorso presentava una saturazione molto bassa ed e’ stato sottoposto a emogasanalisi e altri esami che hanno confermato il grave quadro di insufficienza respiratoria. Immediatamente gli sono stati somministrati ossigeno ad alti flussi e terapia steroidea e sono stati allertati i rianimatori, ma il quadro di insufficienza respiratoria e’ peggiorato ed e’ stato necessario ricorrere a manovre rianimatorie per circa un’ora senza, tuttavia, riuscire a ristabilire la funzione cardiorespiratoria”.

    Continua a leggere

    Le Notizie più lette LEGGI TUTTO