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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

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    Flash News

    Pubblicato
    4 giorni fa circa (08:20)
    il
    19 Novembre 2020

    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.

    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Napoli, il boss Montescuro come o stregone di Gomorra: faceva partecipare tutti i clan del centro e zona orientale. I NOMI DI TUTTI GLI ARRESTATI

    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi). E ancora  Salvatore Riccardi,, 9 anni; Stanislao Marigliano, 4 anni e 2 mesi; Giuseppe Cozzolino, 6 anni; Raffaele Oliviero, 6 anni; Mario Reale, 6 anni; Salvatore D’Amico, 5 anni; Sergio Grassia, 6 anni; Francesco Luca Caldarelli, 10anni; Gennaro Tarascio, 9 anni; Gennaro Rinaldi, 6 anni; Carlo Dario, 5 anni di reclusione.

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    Flash News

    Pubblicato
    19 ore fa
    il
    22 Novembre 2020

    Ancora in discesa i contagi da covid in Campania: Oggi si contano 3217 nuovi casi a fronte di 24. 332 tamponi effettuati. Le vittime che il bollettino dell’Unità di crisi segnala sono 21 ma in sei giorni.

    Il che significa che la percentuale si attesta al 13,22%; ieri era pari al 14,39%. Resta alto il numero degli asintomatici, 2.976. Ventuno le persone decedute nel periodo 15-21 novembre e 850 i guariti. Quanto al Report posti letto su base regionale, questi i dati: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656; Posti letto di terapia intensiva occupati: 201 (piu’ tre rispetto a ieri). Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (posti letto Covid e offerta privata); Posti letto di degenza occupati: 2.218.Questo il bollettino di oggi:Positivi del giorno: 3.217di cui:Asintomatici: 2.976Sintomatici: 241Tamponi del giorno: 24.332Totale positivi: 136.273Totale tamponi: 1.432.128Deceduti: 21 (*)Totale deceduti: 1.270Guariti: 850Totale guariti: 31.522* Deceduti tra il 15 e il 21 novembreReport posti letto su base regionale:Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656Posti letto di terapia intensiva occupati: 201Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)Posti letto di degenza occupati: 2.218* Posti letto Covid e Offerta privata

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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

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    Flash News

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    Pubblicato
    9 ore fa circa (00:31)
    il
    19 Novembre 2020

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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.
    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.

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    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi).

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    Cronaca

    Pubblicato
    49 minuti fa
    il
    20 Novembre 2020

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dei controlli nei confronti dei soggetti percettori dei “Bonus spesa Covid- 19”, ha scoperto che oltre 700 soggetti hanno ottenuto indebitamente il beneficio dichiarando di trovarsi in condizioni di difficoltà economica ovvero di indigenza tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità.
    È emerso, infatti, che uno o più componenti dei nuclei familiari monitorati, a seconda dei casi, avevano ricevuto lo stipendio o una pensione, anche per cospicui importi, percepito il Reddito di Cittadinanza, indennità di disoccupazione o altre prestazioni sociali agevolate oppure alterato il proprio stato di famiglia indicando soggetti fittizi o non residenti per incrementare la somma da percepire.Davvero tante le situazioni di rilievo: si va dai coniugi che hanno richiesto entrambi il bonus ma per lo stesso nucleo familiare, a soggetti che già percepivano l’assegno di mantenimento per separazione, a titolari di Partita Iva e persino a congiunti di esponenti della criminalità organizzata.

    Nella maggior parte dei casi è emerso che i nuclei familiari monitorati hanno indicato un ISEE con un valore inferiore a quello previsto.Emblematico, al riguardo, il caso di una signora napoletana scoperto dalle Fiamme Gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano che ha presentato un’attestazione ISEE pari a 4.895 euro, ma che in realtà, come appurato, era di oltre 67.000 euro.La stessa, inoltre, deteneva risparmi sui propri conti correnti per 325.000 euro e un patrimonio immobiliare del valore di circa 36.000 euro.Nel complesso sono state irrogate sanzioni amministrative, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, per oltre 250.000 euro e sono stati segnalati i trasgressori agli Enti Comunali, al fine di avviare il recupero delle somme indebitamente percepite.Le attività di controllo testimoniano l’impegno della Guardia di Finanza nell’azione di contrasto ad ogni forma di illecito a danno della spesa pubblica nazionale, al fine di prevenire e reprimere, soprattutto in un periodo di crisi economica e sociale causata dall’emergenza sanitaria, le fattispecie di indebita percezione delle risorse pubbliche destinate alle famiglie realmente bisognose e maggiormente colpite dagli effetti economici derivanti dall’emergenza in atto.

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    Napoli, arrestato il boss latitante Gaetano Cifrone

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    Cronaca Nera

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    Pubblicato
    18 ore fa circa (20:02)
    il
    19 Novembre 2020

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    Catturato il boss latitante Gaetano Cifrone.L’uomo era sfuggito alla cattura lo scorso 20 ottobre quando i Carabinieri della compagnia Vomero avevano eseguito 24 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti esponenti del clan di cui e’ ritenuto elemento apicale….. Diventa sostenitore di Cronache della Campania

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    Flash News

    Pubblicato
    11 ore fa
    il
    19 Novembre 2020

    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.
    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Napoli, il boss Montescuro come o stregone di Gomorra: faceva partecipare tutti i clan del centro e zona orientale. I NOMI DI TUTTI GLI ARRESTATI
    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi). E ancora  Salvatore Riccardi,, 9 anni; Stanislao Marigliano, 4 anni e 2 mesi; Giuseppe Cozzolino, 6 anni; Raffaele Oliviero, 6 anni; Mario Reale, 6 anni; Salvatore D’Amico, 5 anni; Sergio Grassia, 6 anni; Francesco Luca Caldarelli, 10anni; Gennaro Tarascio, 9 anni; Gennaro Rinaldi, 6 anni; Carlo Dario, 5 anni di reclusione.

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    Napoli, arrestato il boss latitante Gaetano Cifrone

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Napoli, arrestato il boss latitante Gaetano Cifrone

    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    4 giorni fa circa (20:02)
    il
    19 Novembre 2020

    Catturato il boss latitante Gaetano Cifrone.L’uomo era sfuggito alla cattura lo scorso 20 ottobre quando i Carabinieri della compagnia Vomero avevano eseguito 24 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti esponenti del clan di cui e’ ritenuto elemento apicale….. Diventa sostenitore di Cronache della Campania

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    Covid, la Campania Regione con più bassa percentuale di ricoverati e di morti d’Italia

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    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    23 Novembre 2020

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, alla luce delle recenti disposizioni governative che hanno sancito il passaggio della regione Campania da “zona gialla” a “zona rossa”, ha rafforzato anche in questo fine settimana il dispositivo dei controlli volti a verificare il rispetto delle misure di contenimento della diffusione del Covid – 19.
    In totale, tra venerdì e domenica scorsi, sono state controllate su tutta la provincia 1140 persone e 186 attività commerciali, 91 le sanzionicomplessive.La Compagnia di Portici ha proposto al Prefetto la sanzione amministrativa della chiusura dell’esercizio per 5 giorni di un supermercato di Ercolano con dipendenti senza mascherina.La Compagnia di Torre Annunziata ha sanzionato a Pompei 4 cittadini italiani in assembramento e in un comune diverso da quello di residenza senza valido motivo.
    La Compagnia di Pozzuoli ha sanzionato a Quarto 13 persone che non indossavano i dispositivi di protezione individuale e per mancato rispetto della distanza di sicurezza.I militari del Gruppo di Frattamaggiore e delle Compagnie di Giugliano in Campania e Torre del Greco hanno sanzionato complessivamente 21 persone sorprese fuori dal comune di residenza senza valido motivo.Infine, come spesso succede, dai controlli anti Covid sono emerse anche situazioni illecite tipicamente d’interesse delle Fiamme Gialle.Le Fiamme Gialle del Gruppo di Frattamaggiore, nel Parco Verde di Caivano, hanno fermato un soggetto che, alla guida di un’autovettura, aveva tentato invano di invertire la marcia per sottrarsi ad un eventuale controllo da parte dei finanzieri.
    I militari hanno perquisito il veicolo e rinvenuto una busta contenente 4 panetti cellophanati del peso di circa 270 grammi cadauno. Le successive analisi eseguite sulla sostanza hanno rivelato che si trattava di eroina, per un peso complessivo di 1 kg di stupefacente. Il responsabile è stato tratto in arresto. Lo spacciatore è stato sanzionato anche per la violazione della normativa anti – Covid in quanto si spostava all’interno della Regione Campania senza giustificazione.La Compagnia di Castellammare di Stabia, all’interno di un bar, ha effettuato il sequestro amministrativo di un apparecchio da intrattenimento tipo “Totem”, privo delle relative autorizzazioni in quanto non collegato alla rete dell’AAMS, ma alla rete Internet.

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    Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari

    Cronache » Primo Piano » Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari

    Area Flegrea

    Pubblicato
    6 giorni fa circa (09:01)
    il
    18 Novembre 2020

    Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari.

    Nel corso della mattinata, in provincia di Napoli, Caserta, Roma e Forlì, i militari del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 16 indagati, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio, estorsione, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, porto e uso illegale d’armi da fuoco ed altro.
    Le indagini hanno consentito di ricostruire la piena operatività del clan “Giannelli”, operante nella città di Napoli (nelle aree urbane di Cavalleggeri d’Aosta, Coroglio, Agnano e Bagnoli), nel settore delle estorsioni e del narcotraffico e la conflittualità con il gruppo “Esposito – Nappi – Bitonto”, attivo nel medesimo contesto territoriale.
    In particolare, le investigazioni, coordinate dalla DDA di Napoli, hanno permesso di ricostruire come tali organizzazioni camorristiche rientrino nella sfera d’influenza e di controllo del clan Licciardi, famiglia aderente allo storico cartello della criminalità organizzata denominato Alleanza di Secondigliano.

    Le acquisizioni investigative hanno consentito, altresì, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in relazione all’omicidio di Zinco Rodolfo, avvenuto il 22 aprile 2015, commesso per l’affermazione degli scopi criminali del clan Giannelli in quell’area.Nel corso delle indagini sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza anche in relazione al tentativo teso ad uccidere il Giannelli Alessandro ed il Pinto Roberto, riconducibile a controversie sorte per il controllo del traffico di droga in contrapposizione con la famiglia facente capo a Monti Agostino ed ad un’azione di intimidazione armata commessa da appartenenti al clan Giannelli, mediante l’esplosione di colpi di kalashnikov verso abitazioni riconducibili alla famiglia Monti.
    Piu’ in generale, il complesso probatorio acquisito documenta la dura contrapposizione tra organizzazioni camorristiche per l’acquisizione del controllo dei lucrosi mercati criminali esistenti nell’Area Flegrea, costituiti dalle estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti, dalla vendita di sostanze stupefacenti e da una vera e propria gestione “mafiosa” dei parcheggi abusivi su suolo pubblico sulle aree urbane di via Cavalleggeri D’Aosta, via Coroglio, Bagnoli e Agnano, in prossimità dei locali notturni insistenti sull’area Flegrea, secondo una precisa distribuzione di ruoli riservata agli associati, che provvedevano sia al controllo del regolare svolgimento delle mansioni dei parcheggiatori abusivi, da svolgersi secondo le precise indicazioni del clan; sia al controllo del territorio con la conseguente preclusione dell’intromissione nella zona a qualunque estraneo intendesse coltivare la medesima illecita attività; sia alla retribuzione dei parcheggiatori abusivi, consistente in un corrispettivo in denaro fisso, giornaliero o settimanale, od anche nel pagamento di una percentuale sull’incasso (pari a 1500-2000 euro a parcheggio nelle serate di maggiore affluenza); sia, infine, ad introitare interamente i proventi incassati dagli utenti della strada dai parcheggiatori abusivi, destinati ad essere riversati nelle casse del clan.

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    Detenuto di Poggioreale muore per covid e i cappellani della Campania chiedono l’indulto

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    Il sindacato dei medici proclama lo stato di agitazione

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    Area Flegrea

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    23 Novembre 2020

    Mozione del consigliere regionale: “Opportunità di crescita e rilancio per la Campania, come è accaduto con Matera”
    “La candidatura dell’isola di Procida a capitale della Cultura 2021 è un’opportunità che la Campania non può assolutamente permettersi di perdere. Abbiamo un’occasione storica per accendere i riflettori su uno dei posti più affascinanti del Golfo che, facendo da attrattore culturale a livello internazionale, non potrà che aumentare il moltiplicatore turistico, con un importante impatto su tutti gli altri comparti e una significativa e inevitabile ricaduta su tutto il territorio regionale. Valga l’esempio di Matera, capitale della Cultura nel 2019, che ha fatto registrare una crescita delle imprese dei settori culturale e creativo e di start-up innovative, con un tasso di occupazione che ha registrato una crescita dal 48% al 52,7%”.
    Lo dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello, che ha presentato una mozione per impegnare la giunta regionale “a mettere in atto tutte le possibili iniziative volte a sostenere il progetto Procida Capitale italiana della cultura 2022, che rappresenta un’opportunità per l’intero territorio regionale, anche nella prospettiva di rilanciare settori che hanno particolarmente subito gli effetti dell’emergenza sociosanitaria in corso. Dobbiamo intanto dirci fieri per il fatto che Procida sia la prima isola a candidarsi nella storia dell’evento, rappresentando la Campania e le piccole isole del nostro Paese”.

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    Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari

    Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari.   Nel corso della mattinata, in provincia di Napoli, Caserta, Roma e Forlì, i militari del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, […]
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    Colpo al clan Giannelli: arresti a Coroglio, Cavalleggeri, Bagnoli e Agnano

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Colpo al clan Giannelli: arresti a Coroglio, Cavalleggeri, Bagnoli e Agnano

    Bagnoli

    Pubblicato
    6 giorni fa circa (07:31)
    il
    18 Novembre 2020

    Colpo al clan Giannelli: arresti a Coroglio, Cavalleggeri, Bagnoli e Agnano.

    Dalle prime luci di oggi i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia, stanno eseguendo delle misure cautelari in carcere a Napoli, Caserta e Roma. Le indagini hanno ricostruito la piena attività operativa del Clan operante nelle aree urbane di via Cavalleggeri, via Coroglio, Agnano e Bagnoli nel settore delle estorsioni e del narcotraffico. Controllo anche sui parcheggiatori abusivi.

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    Operazione di polizia contro il riciclaggio internazionale di materiale sanitario: sequestrate 12mila scatole di Dpi

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    Bagnoli

    Pubblicato
    12 ore fa
    il
    23 Novembre 2020

    Napoli, armato di forbici pretende i soldi per la droga e picchia la mamma: arrestato figlio violento a Bagnoli.

    Continua la lotta alla violenza di genere da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. E’ di questa notte l’ultimo arresto. I militari del nucleo radiomobile di Napoli hanno arrestato per tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale un 46enne di Bagnoli già noto alle forze dell’ordine.
    I carabinieri – allertati dal 112 – sono arrivati e hanno ricostruito quanto fosse appena successo. L’uomo – armato di forbici – pretendeva del denaro per comprare la droga e ha minacciato suo fratello. L’anziana madre ha tentato di calmarlo ricevendo per tutta risposta uno schiaffo. Le vittime sono fuggite in strada e hanno trovato la “gazzella” dei Carabinieri. Questo è stato l’ultimo episodio di una serie di violenze già denunciate dalla madre.
    I militari sono entrati in casa hanno condotto l’uomo in caserma. Lì, il 46enne ha capito di essere in stato di arresto ed preso a danneggiare alcuni mobili prendendoli a calci. Dopo una breve colluttazione è stato bloccato e arrestato. L’arrestato è stato condotto al carcere in attesa di giudizio.

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    Colpo al clan Giannelli: arresti a Coroglio, Cavalleggeri, Bagnoli e Agnano

    Colpo al clan Giannelli: arresti a Coroglio, Cavalleggeri, Bagnoli e Agnano.   Dalle prime luci di oggi i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia, stanno eseguendo delle misure cautelari in carcere a Napoli, Caserta e Roma. Le indagini hanno ricostruito la piena attività operativa del Clan operante nelle […]
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    I carabinieri sequestrano 10 pistole ai clan di Napoli e provincia

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » I carabinieri sequestrano 10 pistole ai clan di Napoli e provincia

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    3 ore fa circa (22:47)
    il
    12 Novembre 2020

    Negli ultimi 14 giorni i carabinieri hanno sequestrato complessivamente 10 armi e oltre 250 munizioni.

    Le armi da fuoco e il loro utilizzo negli eventi criminosi sono da sempre al centro dell’attenzione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli,  anche in questo periodo di emergenza sanitaria.Questa notte, i militari del Nucleo Operativo di Napoli hanno rinvenuto in Via Francesco Saverio Correra un revolver cal 22, 11 proiettili 9x21mm, 2 cal. 7,65 e 47 luger calibro 9.
    Ancora in città, in Via montagna spaccata, quartiere Soccavo, i carabinieri della compagnia di Bagnoli hanno rinvenuto 2 revolver prive di matricola:  1  marca “British Buldog” calibro 38 e 1 altra marca “Navy Model” calibro 44. Affiancati alle armi, 117 proiettili di vario calibro.
    4 le persone denunciate per detenzione di armi clandestine dai militari della Compagnia di Bagnoli.In Viale Traiano, nascondevano nello scantinato della loro abitazione una Beretta cal. 22 con matricola abrasa, una Beretta mod. 98FS cal 9×21 con matricola abrasa. 55 i proiettili dello stesso calibro nascosti in una busta.
    Nel comune di Ercolano, nascosta in un incavo di un muro in Via Mare, una pistola a salve priva di tappo rosso marca Bruni mod. 92 cal.8.E’ di qualche giorno fa il rinvenimento all’interno del  Parco Penniniello di Torre Annunziata di 1 pistola semiautomatica Tanfoglio mod. GT021 cal. 9×21, comprensiva di serbatoio contenente n.15 cartucce.I carabinieri della stazione di Afragola hanno rinvenuto in un garage abusivo di Via Don Minzoni un borsone contenente un revolver marca ruger SP101 cal. 357 magnum con matricola abrasa e 30 cartucce GFL stesso calibro.
    Tornando in città, nel quartiere di Scampia i militari compagnia stella hanno sequestrato un revolver calibro 22 marca Hopkins & Allen. In piazza Trieste e Trento, invece,  fu arrestato un 22enne incensurato dei Quartieri Spagnoli per detenzione e porto di arma da fuoco.
    Intorno alle 2 sostava in Piazza Trieste e Trento, nell’angolo con Via Nardones. Era solo e considerato il coprifuoco è stato immediatamente fermato e identificato.Addosso –  hanno scoperto i carabinieri – portava una pistola Beretta Gardone VT cal. 7.65 mm, completa di serbatoio ma priva di munizioni.L’arma sequestrata è risultata oggetto di un furto commesso a Torino nell’agosto del 2014.Il 22enne è stato tradotto al carcere di Poggioreale.
    Tutte le armi sequestrate saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare se siano state utilizzate per fatti di sangue o intimidazione.

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    Tenta il suicidio in carcere l’uomo che ieri ha ucciso la moglie nel Casertano

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    In Campania ci sono 80.059 positivi al covid, 2136 sono in ospedale

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    Primo Piano

    Pubblicato
    5 ore fa
    il
    12 Novembre 2020

    Da Napoli ad Avellino per rubare farmaci oncologici: arrestati in due.

    Sono due pluripregiudicati di Napoli – dei quali , pero’, non sono sono state fornite la generalita’ – i responsabili del furto di medicinali oncologici, per un valore di 1 milione e 300 mila euro, compiuto nel febbraio del 2019 nella farmacia dell’ospedale “Moscati” di Avellino.
    Due ordinanze di custodia cautelare sono sono state infatti eseguite dagli agenti della Squadra Mobile di Avellino e Napoli. Alla loro identificazione gli investigatori sarebbero arrivati attraverso intercettazioni telefoniche poi suffragate da impronte digitali e tracce di Dna. Le indagini continuano per arrivare alla identificazione di altre due persone che parteciparono al furto.

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    Rapinano ambulante pakistano a Forcella: in manette banda di Nord Africani

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    2 minuti fa circa (10:56)
    il
    7 Novembre 2020

    Napoli, Rione forcella: Banda rapina ambulante pakistano. Carabinieri arrestano 2 rapinatori di origine nord-africana.

    Siamo a Piazza Calenda e sono quasi le 23. Lo hanno accerchiato e colpito al volto prendendolo a pugni. Gli hanno tolto i mille euro che aveva in tasca e preso con la forza anche il suo cellulare. Sono in 3 e di origine africana. Alla scena assiste un altro uomo che chiama il 112 e li insegue. I carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli – allertati dalla centrale operativa che era in contatto telefonico con il “testimone” – si mettono sulle loro tracce e li trovano nella vicina via Ponte della Maddalena.
    Due vengono bloccati mentre un terzo riesce a sfuggire. I militari dell’Arma perquisiscono i due ragazzi 19enni, il primo è originario del gambia mentre il secondo è nigeriano. Nelle loro tasche i 700 euro della vittima (l’altro denaro era nelle mani del fuggitivo). I carabinieri hanno restituito il denaro al legittimo proprietario – un cittadino pakistano che sbarca il lunario come rivenditore ambulante – che ha riconosciuto i suoi aggressori e recuperato il proprio cellulare che era caduto durante l’inseguimento.
    Gli arrestati sono stati portati in carcere in attesa di giudizio. Sono in corso indagini per individuare il complice.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    7 Novembre 2020

    Chiedeva un “sussidio” per i detenuti a nome del clan Ianuale: arrestato 65enne a Castello di Cisterna.
    In data odierna, a Castello di Cisterna, i Carabinieri della Sezione Operativa del N.O.R. della locale Compagnia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo partenopeo – nei confronti di 1 indagato (65enne), gravemente indiziato di una tentata estorsione aggravata dal cd. metodo mafioso, avvenuta a Castello di Cisterna, nell’ottobre 2019, in danno del committente di alcuni lavori edili destinati a civili abitazioni, mediante il ricorso a reiterate minacce veicolate agli operai della ditta.L’indagine, in particolare, ha consentito di:– ricostruire l’effettiva richiesta estorsiva veicolata all’indirizzo del committente dei lavori (inizialmente stimata in 3000 euro e poi portata a 1000 euro), per come emerso, prospettata alle vittime quale sussidio da destinare ai detenuti;– appurare che l’attività estorsiva non si sia concretamente consumata a seguito del diniego della vittima e della sua conseguente decisione di denunciare;– documentare le modalità utilizzate dall’indagato che, con più azioni consecutive, contraddistinte dal ricorso a minacce, si avvalevano della forza intimidatrice promanante dall’associazione camorristica denominata clan “IANUALE” operante in Castello di Cisterna.L’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Napoli – Secondigliano.

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    Omicidio nella notte a San Pietro a Patierno: ucciso 24enne

    Cronache » Primo Piano » Omicidio nella notte a San Pietro a Patierno: ucciso 24enne

    Primo Piano

    Pubblicato
    1 ora fa
    in
    6 Novembre 2020

    Omicidio nella notte  nel quartiere San Pietro a Patierno a Napoli. Un giovane di 24 anni, già noto alle forze dell’ordine è stato ucciso con numerosi colpi di pistola.

    La vittima si chiamava Benvenuto Gallo. Il giovane ferito, era stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli, accompagnato da alcune persone,  ma è morto poco dopo il suo arrivo in ospedale. Era stato centrato da un colpo alla testa.
    I carabinieri della compagnia Stella e del nucleo Investigativo di Napoli, che stanno svolgendo le indagini, hanno accertato che Gallo  sarebbe stato colpito all’altezza del civico 30 di via Comunale della Luce, quartiere San Pietro a Patierno, dove era stata segnalata l’esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco. In strada infatti sono state tracce di sangue. I militari hanno interrogato i familiari della giovane vittima e stanno prendendo visione del traffico telefonico e delle chat del ragazzo per capire se avesse appuntamento con qualcuno. ma stanno prendendo visione anche deli filmati delle telecamere pubbliche e private della zona.

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    Coronavirus

    Pubblicato
    10 ore fa
    in
    6 Novembre 2020

    Rezza: ‘In Campania tanti casi ma Rt tende ad abbassarsi’. de Magistris in tv: ‘I dati non sono reali’.

    Quella della Campania “e’ una situazione complessa”. Ad essere piu’ colpita e’ l’area metropolitana di Napoli. L’incidenza piu’ alta si registra nel nord della regione, nell’area casertana, mentre quella piu’ bassa nel sud del territorio regionale. Lo ha detto il direttore Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza alla conferenza stampa al dicastero. “Quando vai a stimare l’Rt – spiega Rezza – abbiamo un Rt di 1.29. Quindi da una parte la trasmissione in questo momento ha rallentato ma allo stesso tempo pero’, siccome c’era stato tutto un aumento di trasmissione, adesso si vede ancora una massa di casi” fornendo una “immagine di discrepanza su numero di casi, incidenza di nuovi casi o di positivi elevata a fronte di un Rt che tende ad abbassarsi”.
    “In termini di misure – prosegue Rezza – questo vuol dire che devi continuare a mantenere delle misure, che in Campania, da quello che so, oltre a quelle prese a livello nazionale, vigono ancora quelle prese a livello locale che sono ancora piu’ drastiche. Allo stesso tempo ci dice pure che sostanzialmente possiamo confidare sul fatto che probabilmente la trasmisisone ha un po’ rallentato quindi non c’e’ forse bisogno immediato di nuove misure”. Ma, rileva Rezza, “abbiamo comunque una criticita’ che dobbiamo risolvere nei prossimi incontri perche’ potrebbe esserci un certo ritardo di notifica dei casi, come diverse altre regioni. Dobbiamo verificare anche questo”.
    Dopo che vengono notificati i casi “la Campania potrebbe fare un balzo in avanti ma speriamo di no. Questo e’ quindi un processo dinamico e complesso ma dobbiamo capire che le misure vanno prese laddove il virus sta correndo di piu’. Chi oggi sta alto potrebbe stare basso domani e il contrario”, conclude Rezza.
    Ma in serata il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, a ‘Piazzapulita’ su La7, è entrato a gamba tesa dicendo: “Campania zona gialla? La situazione è fuori controllo, la Regione non ha i dati reali e arrivano in ritardo. La situazione purtroppo è completamente fuori controllo – ha aggiunto de Magistris  – e i dati reali, empirici, quelli che guardiamo ogni giorno, sono dati diversi da quelli che ci sono negli uffici della sanità regionale che sono dati che arrivano in ritardo. Probabilmente oggi stanno analizzando i dati di 15 giorni fa”.
    Poi commentando l’invito rivolto dal presidente della Regione Campania Vincenzo DE Luca ai sindaci campani per la chiusura dei lungomare e di parte dei centri storici nel fine settimana, ha detto: “Scaricare sui sindaci è un po’ ridicolo, perché se chiudi una strada le persone vanno in un’altra strada”.

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