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    Ercolano, picchia la ex moglie per strada e davanti ai parenti: arrestato

    ______________________________ Ercolano. Colpisce l’ex moglie con lo sportello dell’auto, poi la raggiunge a casa dell’ex suocera e la minaccia davanti ai parenti: arrestato 42enne di Portici. E’ stato un crescendo di violenza quello ha dovuto affrontare una donna ieri sera a Ercolano. L’incubo è finito solo quando i carabinieri sono andati a casa dell’uomo e […] LEGGI TUTTO

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    Napoli rapina il cellulare e ferisce una donna: arrestato

    ______________________________ Napoli Rapina . Scippo in via Foria: i falchi della squadra mobile arrestano un 40enne per rapina e lesioni. Giovanni Corrado, 40enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per rapina e lesioni personali. Giovedì sera i Falchi della Squadra Mobile hanno ricevuto dalla Centrale Operativa la segnalazione di uno scippo in via […] LEGGI TUTTO

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    Inseguimento con spari a Salerno, arrestato un ricercato

    ______________________________ Inseguimento con spari a Salerno, arrestato un ricercato Gli agenti della Squadra Mobile di Salerno hanno arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale un giovane fermato a Salerno al termine di un inseguimento. TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Spari davanti alla scuola per sfuggire al controllo, panico a Salerno L’uomo era stato rintracciato in un […] LEGGI TUTTO

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    Si denuda davanti agli agenti e li aggredisce: arrestato a Napoli

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    Napoli. Si denuda davanti agli agenti e li aggredisce, poi sfascia gli arredi del commissariato di polizia: arrestato un 21enne di Messina.
    Il giovane, in evidente stato di alterazione, ha inveito contro i clienti di un bar che hanno allertato gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale che transitavano, ieri pomeriggio, in piazza Garibaldi.
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    I poliziotti hanno raggiunto il ragazzo che, appena li ha visti, si è prima denudato e poi ha colpito con calci e pugni gli agenti i quali, con il supporto di personale del Commissariato Vasto-Arenaccia, con difficoltà lo hanno bloccato.

    Portato al commissariato per le fasi di identificazione il ragazzo ha continuato a dare in escandescenze, danneggiando alcune sedie degli uffici di polizia.con precedenti di polizia, è stato arrestato per atti osceni, danneggiamento di beni della Pubblica Amministrazione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. LEGGI TUTTO

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    Uccise la sorella per l’onore della cosca: arrestato il figlio del boss

    Uccise la sorella Nunzia per aver tradito il marito con i nemici della famiglia mafiosa, rivale: ventuno anni dopo quel delitto finisce in carcere Alessandro Alleruzzo della famiglia dei Santapaola di Catania.
    Una storia agghiacciante quella emersa nel corso delle indagini che questa mattina hanno portato i carabinieri della Compagnia di Paternò ad eseguire una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania – su richiesta della Direzione distrettuale antimafia – nei confronti di Alessandro Alleruzzo, anni 47, accusato di omicidio volontario pluriaggravato ai danni della sorella Nunzia Alleruzzo avvenuto nel 1995, con l’esplosione di due colpi di pistola cal. 7,65 alla testa.
    Alla base dell’omicidio, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, motivi abietti, e cioè quello di riscattare l’onore della famiglia mafiosa Alleruzzo oltraggiata dalle relazioni extraconiugali intrattenute da Nunzia con soggetti criminali ritenuti nemici della stessa famiglia.
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    Alessandro Alleruzzo è il figlio del defunto boss Giuseppe Alleruzzo che negli anni ’70 e ’80 guidava il gruppo paternese di cosa nostra, al centro di numerose faide sanguinose e particolarmente cruente, articolazione territoriale della famiglia mafiosa Santapaola di Catania.
    omicidio nunziaalleruzzo
    L’arrestato è inoltre cugino di Santo Alleruzzo, cl. 1954, detto “a vipera” considerato reggente del clan fino al suo ultimo arresto avvenuto nell’ambito della operazione “Sotto Scacco” condotta da questa Direzione Distrettuale. Negli anni ’80 e ’90 gli omicidi si susseguivano tra le fazioni e lo stesso Giuseppe Alleruzzo, padre di Alessandro, subì il lutto dell’assassinio della moglie e del figlio, episodio che lo spinsero a collaborare con la giustizia.
    Il 25 marzo del 1998, militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò, a seguito di due telefonate anonime (in carcere, Santo Alleruzzo, aveva intimato ad Alessandro di far ritrovare il corpo della sorella per darle sepoltura), ritrovarono in un pozzo nelle campagne di Paternò nei pressi dell’abitazione di Giuseppe Alleruzzo, dei resti ossei di una donna, in particolare il teschio, dal quale fu riscontrata  la presenza di due fori causati da colpi di arma da fuoco.
    La vittima fu identificata in Nunzia Alleruzzo, scomparsa il 30 maggio del 1995 dopo esser stata vista dal figlio di 5 anni uscire di casa con il fratello Alessandro che sarebbe diventato il suo assassino. A svelare il mistero sullo morte della donna sono state le dichiarazioni di tre diversi collaboratori di giustizia – Bonomo Francesco, Caliò Antonino Giuseppe e Farina Orazio -, riscontrate reciprocamente, e comparate con le dichiarazioni rese dai familiari della vittima e dai riscontri in occasione del rinvenimento del cadavere.
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    Bonomo ha riferito di aver saputo da Giovanni Messina e da Caliò che l’omicidio di Nunzia Alleruzzo fosse stato commesso dal fratello Alessandro, per riscattare l’onore della famiglia violato dal fatto che la sorella aveva avuto numerose relazioni sentimentali con componenti del clan, abbandonando il marito. Questi particolari sono stati confermati proprio da Caliò il quale ha sostenuto di aver appreso dell’omicidio proprio da Alessandro Alleruzzo che gli aveva raccontato di aver ucciso la sorella, sporcandosi di sangue e terra per averla dovuta trascinare.
    Anche il collaboratore Farins ha confermato questa ricostruzione, aggiungendo che tra gli amanti di Nunzia Alleruzzo figurava anche Giovanni Messina, componente del gruppo, che aveva ucciso la madre e che pensava di uccidere lo stesso Alessandro. Ulteriori attività investigative, a seguito della riapertura delle indagini nel 2021 coordinate dalla D.D.A. di Catania ed eseguite dai Carabinieri di Paternò, hanno consentire di sentire a sommarie informazioni i familiari di Nunzia Alleruzzo, alcuni hanno tentato di ritrattare dichiarazioni precedentemente rese.
    Sono state inoltre disposte intercettazioni all’interno della cella della Casa Circondariale di Asti dove erano detenuti Giovanni Messina e Salvatore Assinata i quali, a seguito della pubblicazione di articoli di stampa il giorno 09.02.2021 sulla riapertura delle indagini, commentavano confermando l’ipotesi investigativa dell’omicidio in ambito familiare (“mi rissi…o iddi pavunu…e Alessandro è il mandante…ehh…ammazzau…ehh”). LEGGI TUTTO

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    Torre del Greco, in auto con più di mezzo chilo di hashish: arrestato 29enne incensurato

    Torre del Greco, in auto con più di mezzo chilo di hashish: arrestato 29enne incensurato
    A Torre del greco i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio un 29enne incensurato del posto. L’uomo – un marittimo – è stato fermato in via lamaria a bordo della sua auto. Durante il controllo, il 29enne mostrava sempre più momenti di insofferenza.
    Questo comportamento ha insospettito i Carabinieri che hanno deciso di approfondire il controllo. Perquisito, è stato trovato in possesso di 5 panetti di hashish e di 13 involucri contenenti la stessa sostanza stupefacente per un peso complessivo di 582 grammi.
    Rinvenuti e sequestrati anche vario materiale per il confezionamento della droga e la somma contante di 175 euro ritenuta provento del reato.L’arrestato è stato tradotto al carcere in attesa di giudizio. LEGGI TUTTO

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    Minaccia di morte la ex 17enne e picchia il padre: in cella 20enne

    Macerata Campania. Minacce di morte all’ex fidanzata 17enne e botte al padre di lei con una mazza da baseball: finisce in cella un ragazzo di 20 anni.
    I Carabinieri della stazione di Macerata Campania hanno eseguito nei confronti di un 20enne, in provincia di Caserta, un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura sammaritana, per i reati di atti persecutori, minaccia aggravata, danneggiamento, violenza privata e lesioni personali aggravate. Le indagini hanno consentito di accertare numerosi episodi messi in atto dal 20enne, a partire dal mese di luglio 2020, e di condotte moleste, lesive e intimidatorie ai danni della ragazza minorenne e anche dei suoi familiari. Alla base delle persecuzioni la gelosia e il rifiuto di accettare la fine della loro relazione sentimentale.
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    Il 20enne perseguitava la minore, appostandosi sistematicamente nei pressi della sua abitazione e davanti alla sua scuola, danneggiando la finestra della casa e la porta d’accesso, minacciando ripetutamente la ragazza di ucciderla, giungendo persino ad intimidire i familiari della ragazza. Una escalation violenta che è culminata nell’aggressione ai danni del padre della ragazza che, lo scorso 23 aprile, è stato raggiunto alla guida della propria auto, costretto a scendere dalla stessa dopo un intenzionale tamponamento e poi colpito ripetutamente al capo con una mazza da baseball. LEGGI TUTTO

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    Violenta la moglie, la maltratta e le uccide i cani: ai domiciliari

    Torre Annunziata. Ha violentato e maltrattato la moglie e le ha ucciso i suoi cani perchè erano ‘diavoli’: finito ai domiciliari un 37enne di Torre Annunziata.
    Il gip di Torre Annunziata ha emesso una misura cautelare nei confronti di T. U., 37 anni, per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, lesioni personali aggravate e uccisione di animali.
    L’uomo ha ottenuto il beneficio dei domiciliari a casa dalla madre anche se con l’applicazione del braccialetto elettronico. Le indagini della polizia sono nate dopo l’ennesima violenta lite familiare, e hanno messo in luce come l’uomo impediva alla moglie di avere una normale vita.
    Spesso, sotto l’effetto di droga, in presenza dei figli minori, la insultava, la minacciava di morte, la aggrediva in preda alla gelosia, arrivando a usare contro di lei oggetti presenti in casa. Durante le aggressioni la donna veniva minacciata anche di morte.
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    L’uomo poi costringeva la moglie anche a subire atti sessuali contro la sua volonta’, approfittando della difficolta’ della donna ad opporsi, sia a causa dell’aggressivita’ del marito, sia per evitare che ai fatti potessero assistere i figli minori che dormivano nella stessa stanza della coppia.Il marito e’ arrivato anche a massacrare i due cani della donna perche’ diceva che in loro si era “incarnato un diavolo”. T.U. ha precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, rissa, lesioni e spaccio di droga e ora e’ a casa della madre.
    Ad eseguire l’ordinanza gli agenti del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia. LEGGI TUTTO

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    Tassi usurai al 2500%: denuncia strozzino e lo fa arrestare

    🔊 Ascolta la notizia

    Tassi usurai al 2500%: denuncia strozzino e lo fa arrestare
    A causa dell’arrivo del lockdown, nel marzo 2020, non era riuscito a pagare un debito contratto con un usuraio, finendo per rimanere travolto dalla crescita esponenziale della somma da corrispondere, con tassi di interessi del 2500%, e a temere per la propria vita. Un vortice ch ha portato un piccolo imprenditore del Casertano a rivolgersi alla Guardia di Finanza che ha arrestato lo strozzino.
    Una vicenda di usura nata prima della pandemia, nel novembre 2019, ma esplosa con essa, quella scoperta dalle Fiamme Gialle nel corso di un’indagine coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha portato in carcere il 30enne L.P., residente a Caserta, per reati di usura e estorsione. La vittima, che ha visto crescere in pochi mesi il debito iniziale di 10mila euro fino a 190mila euro, e’ un piccolo imprenditore che opera nel campo dell’organizzazione di eventi e spettacoli, che ha avuto il coraggio di denunciare.
    In questo caso la vittima ha denunciato sebbene con ritardo – lo ha fatto appena un mese fa – e quando era ormai disperata in seguito alle aggressioni fisiche e alle pesanti minacce messe in atto nei suoi confronti dallo strozzino, che aveva coinvolto anche i familiari dell’imprenditore. “Ti ammazzo”, “ti taglio la gola”, o anche “ti sequestro fino a quando non mi porti tutti i soldi”, per finire con “butto giu’ dal balcone prima te e poi tuo padre”, queste alcune delle minacce pronunciate dal 30enne usuraio.
    Dalle indagini e’ emerso che l’imprenditore si era rivolto al 30enne nel novembre 2019, quando era ormai impossibilitato ad ottenere prestiti bancari, ricevendo dall’usuraio 10mila euro in contanti, con il patto di restituirne 15mila in pochi mesi (5mila euro di interessi con un tasso iniziale del 600%); il lockdown ha pero’ complicato i piani del piccolo imprenditore, che ha cosi’ visto velocemente schizzare alle stelle il debito; a quel punto e’ sopraggiunto un altro patto, mediante il quale lo strozzino ha ricostruito il debito con tassi lievitati fino al 2500%, e la somma totale da corrispondere per la vittima ha raggiunto la cifra di 190mila euro; lo strozzino aveva anche realizzato un piano di ammortamento del debito, che prevedeva che l’imprenditore pagasse una rata di 1000 euro al mese per dieci anni. Disperato e intimorito da minacce e aggressioni, l’imprenditore ha raccolto tra parenti e amici 70mila euro e li ha consegnati allo strozzino, che ha pero’ reclamato la somma intera. A quel punto la vittima ha preso coraggio e ha denunciato l’usuraio. LEGGI TUTTO

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    Ercolano: in cella Acampora, esponente del clan Ascione

    🔊 Ascolta la notizia Ercolano. Controlli a tappeto e ordine di carcerazione per esponente del clan Ascione. E’ finito in manette Roberto Acampora, 44enne di Torre del Greco, ritenuto vicino al clan Ascione – Papale. Già sottoposto ai domiciliari, Acampora è stato arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Napoli. […] LEGGI TUTTO

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    Omicidio a San Giovanni: gip convalida il fermo dell’assassino

    🔊 Ascolta la notizia Napoli. Aveva accoltellato un connazionale al culmine di una lite: convalidato il fermo del cittadino rumeno fermato mercoledì scorso. Venerdì 9 aprile, in sede di udienza di convalida, il G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha convalidato il decreto di fermo emesso lo scorso mercoledì, […] LEGGI TUTTO