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     Più magistrati alla sorveglianza, anche a Napoli: firmato decreto

    Più magistrati negli uffici di sorveglianza. Lo prevede il decreto ministeriale firmato dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dando seguito a quanto previsto dalla legge di bilancio del 30 dicembre 2021.
    Il provvedimento stabilisce un ampliamento della pianta organica di 21 unità degli uffici di sorveglianza, dislocati in 15 distretti, a fronte delle esigenze più volte manifestate dalla categoria e rientra nel più ampio incremento delle piante organiche della magistratura ordinaria, complessivamente di 82 unità.
    Di queste 21 destinate alla sorveglianza con questo decreto ministeriale; 2 dedicate ai procuratori europei delegati e le restanti al settore della protezione internazionale, da distribuire con successivo decreto ministeriale.
    I distretti interessati sono: Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Genova, L’Aquila, Messina, Milano, Napoli, Palermo Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia. LEGGI TUTTO

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    Napoli, furbetti del cartellino, 30 condanne e 54 assoluzioni

    Napoli, furbetti del cartellino, 30 condanne e 54 assoluzioni. Processo a 84 imputati, molti medici e infermieri dell’ospedale Loreto Mare di Napoli
    Trenta condanne, per circa 62 anni e mezzo di carcere, una anche a tre anni di reclusione, e 54 assoluzioni (tra assoluzioni piene, per “particolare tenuità del fatto contestato” e, in un solo caso, per prescrizione relativamente a condotte illegali commesse fino al 31 agosto del 2014).
    Si conclude così il processo di primo grado nei confronti di 84 imputati, medici e infermieri dell’ospedale Loreto Mare di Napoli, finiti davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Napoli (giudice Federico Somma) nell’ambito del cosidetto processo ai “furbetti del cartellino”.
    Il lunghissimo dispositivo è stato letto stamane al termine dell’udienza in un’aula affollatissima di avvocati e imputati cinque dei quali condannati a risarcire i danni all’Asl Napoli 1 (rappresetata dall’avvocato Gennare De Falco) in un giudizio civile separato. Ieri, un altro giudice, della stessa sezione penale ha invece deciso di non dover procedere nei confronti di due medici per intervenuta prescrizione.
    L’inchiesta della Procura di Napoli si concluse con l’esecuzione di una raffica di misure cautelari nel 2017 nei confronti di medici, infermieri e personale amministrativo tenuti sotto controllo dalle telecamere dei carabinieri e quindi sorpresi mentre timbravano il badge per poi allontanarsi dal nosocomio anche solo per sbrigare faccende personali.
    Gli investigatori impiegarono due anni di indagini, posizionando telecamere nascoste, eseguendo pedinamenti e intercettazioni, per scoprire gli episodi di assenteismo.

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    Stesa a Ponticelli dopo il blitz nel fortino dei De Luca Bossa

    Si torna a sparare a Ponticelli e precisamente al rione De Gasperi ritenuto il fortino dei De Luca bossa.
    Undici colpi di pistola sono stati esplosi all’indirizzo dell’isola 3 di via Camillo De Meis. I bossoli sono stati repertati dagli agenti dell’ufficio prevenzione generale della Questura di napoli e da quelli del commissariato di Ponticelli arrivati sul posto dopo alcune telefonate anonime che hanno segnalato la stesa.
    Gli agenti stanno cercando di capire a chi è rivolto “il messaggio di piombo” ma è evidente che a sparare siano stati gli affiliati al clan De Micco che dopo il blitz dell’altro giorno contro il cartello criminale dei De Luca Bossa, Minichini, Rinaldi, Casella, Apera, ora ha rialzato la testa e tenta di conquistare il famoso Lotto 0 di Ponticelli e tutte le piazze di spaccio.
    Un segnale inquietante per gli investigatori perché significa che il lavoro di “pulizia dalla camorra” del quartiere non è affatto terminato e che le tante persone per bene che vi abitano dovranno continuare a vivere nel terrore e nella paura di stese, attentati e richieste di pizzo.

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    Napoli, accoltellato nella movida per difendere la fidanzata: arrestati due minorenni

    Traditi dalle immagini delle telecamere e dalle testimonianze due minorenni sono stati identificati e arrestati perché accusati di essere gli autori di un tentato omicidio all’interno di una discoteca di Coroglio
    I Carabinieri della Compagnia di Bagnoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare dell’I.P.M. emessa dal GIP presso il Tribunale per i minorenni di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli, nei confronti di due 17enni gravemente indiziati di tentato omicidio e rapina aggravata in concorso.
    L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Bagnoli e coordinata dalla Procura minorile partenopea, ha consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati in ordine a quanto accaduto lo scorso 2 ottobre, quando presso il pronto soccorso dell’ospedale San Paolo era arrivato un 18enne in compagnia di una 19enne.
    Il ragazzo presentava ferite da punta e taglio al torace. Dalle indagini effettuate l’evento sarebbe da ricondurre ad un’aggressione avvenuta poco prima all’interno di un noto locale della movida di Coroglio dove la vittima avrebbe tentato di proteggere la propria fidanzata aggredita dai due indagati.
    La 19enne, infatti, era intervenuta in difesa di una sua amica importunata da uno dei due aggressori. I due minorenni, al culmine della lite, avrebbero accoltellato due volte il giovane e si sarebbero impossessati degli occhiali da vista e della collana d’oro della vittima, prima di dileguarsi.

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    Napoli, furbetti del cartellino, la prescrizione ‘salva’ due medici

    Napoli, furbetti del cartellino, la prescrizione “salva” due medici. Il loro processo era stato anche stralciato per evitarla.
    La prescrizione “salva” due medici napoletani finiti nel lungo elenco dei cosiddetti “furbetti del cartellino”.
    Il giudice monocratico della prima sezione penale del Tribunale partenopeo ha dichiarato estinti i reati contestati dalla Procura di Napoli e rigettato le richieste avanzate nei loro confronti dalla parte civile, cioè l’accertamento delle responsabilità e la condanna, in solido con gli altri imputati, al pagamento di una ingente provvisionale.
    Si tratta di un radiologo, oggi 65 anni, accusato di essersi allontanato mentre era in servizio in ospedale, tra l’altro, per andare a giocare una partita di tennis. I suoi movimenti erano monitorati dai carabinieri che in veste di polizia giudiziaria stavano indagando sul nosocomio.
    L’altro invece è stato dirigente medico presso il reparto di radiologia. Malgrado il rapporto di esclusività che lo legava all’Asl NapoliI 1 (difesa dall’avvocato Gennaro De Falco) prestava la sua attività professionale privatamente in alcuni centri diagnostici. Il procedimento giudiziario nei loro confronti era stato stralciato proprio per evitare ce sopraggiungesse la prescrizione. Nei prossimi giorni è prevista la sentenza che riguarda altri 84 imputati.

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    Camorra, blitz a Ponticelli: tutti i nomi. Ci sono tre latitanti

    Ci sono anche tre latitanti nel blitz anti camorra di Ponticelli.Questa mattina Carabinieri e Polizia di Stato e in particolare militari dei Nuclei Investigativi dei Carabinieri di Napoli e Torre Annunziata e gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Ponticelli della Questura di Napoli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 63 destinatari, in quanto ritenuti, a vario titolo, gravemente indiziati di associazione di tipo mafioso, estorsione e detenzione di armi.
    Gli indagati risultano legati, a vario titolo, al cartello criminale camorristico denominato De Luca – Bossa – Casella – Minichini – Rinaldi – Reale attivo nella zona orientale di questo capoluogo.
    Il provvedimento dispone per 57 persone la custodia cautelare in carcere, per 2 gli arresti domiciliari e per 4 il divieto di dimora nel comune di Napoli.
    L’ordinanza compendia gli esiti di una vasta attività di indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, avviata nell’aprile 2016 in seguito ad un sequestro di sostanza stupefacente e di alcuni manoscritti presso una delle abitazioni in cui veniva gestita l’attività illecita del gruppo criminale, indagine poi ampliata nel tempo raccogliendo importanti elementi probatori sull’associazione in questione.
    Un secondo segmento di attività, avviato nel settembre 2020 a seguito di alcuni atti intimidatori nei confronti di cittadini del quartiere Ponticelli, ai quali venivano chieste somme di denaro in cambio del mantenimento o dell’ottenimento di alloggi popolari, ha consentito di documentare l’attuale permanenza del clan e delle relative attività illecite.
    Di seguito i destinatari della misura:
    Custodia in carcere:1. ACANFORA Antonio nato a Napoli il 13.01.1961;2. APREA Gennaro, nato a Napoli il 11.04.1973;3. AUDINO Francesco, nato a Cercola (NA) il 18.06.1980;4. AULISIO Luigi, nato a Cercola (NA) il 02.11.1970;5. AULISIO Nicola, nato a Napoli il 26.12.1997;6. AUSTERO Luigi nato a Napoli il 23.01.1995;7. BARBATO Vincenzo, nato a Massa di Somma il 23.12.1998;8. BOCCARDI Roberto,9. OMISSIS (è stato constatato il recente decesso);10. CARDILLO Luigia nata a Napoli il 13.12.1992;11. CASELLA Eduardo nato a Napoli il 10.05.1984;12. CASELLA Giuseppe nato a Napoli il 25.9.1978;13. CASELLA Vincenzo nato a Napoli 1’11.9.1996;14. CEGLIE Giulio, nato a Napoli il 12.12.1982;15. CERRATO Ciro nato a Massa di Somma (Na) in data 16.10.1988;16. CIPOLLARO Cira, nata a Napoli il 23.06.1972;17. CLIENTI Francesco, nato a Napoli il 29.1.1976;18. CONCILIO Luca nato a Napoli il 9.12.1983;19. CRISAI Luigi, nato a Napoli il 18 05 1983;20. DAMIANO Giuseppe, nato a Napoli il 27.3.2002;21. DAMIANO Pasquale, nato a Napoli il 06.02.1992;22. DE LUCA BOSSA Anna, nata a Napoli il 24.10.1975;23. DE LUCA BOSSA Emmanuel, nato a Napoli il 27.12.1998;24. DE LUCA BOSSA Giuseppe, nato a Napoli il 01.05.1977;25. DE LUCA BOSSA Umberto, nato a Napoli il 18.06.1993;26. DE MARTINO Luigi, nato a San Giorgio a Cremano il 19.04.1995;27. DE STEFANO Enza, nato a Napoli il 14.09.1975;28. DE STEFANO Luisa, nata a Napoli il 12.02.1971;29. DE TURRIS Giovanni nato a San Giorgio a Cremano 1’11.11.1990;30. DI DATO Francesco Paolo, nato a Napoli il 31.10.1973;31. DI PIERNO Domenico, nato a Cercola il 09.05.1988;32. ESPOSITO Ciro, nato a Nola (NA) il 31.07.1998;33. ESPOSITO Giovanni, nato a Torre del Greco (NA) il 15.05.1979;34. ESPOSITO Vincenza nata a Massa di Somma (Na) il 21.7.1994;35. FERLOTTI Alessandro nato a Napoli il 10.3.1992;36. GALA Mariarca nata a Napoli il 14.07.1983;37. GIANNIELLO Domenico, nato a San Giorgio a Cremano (Na) il 13.9.1983;38. IMPERATRICE Ciro, nato a Cercola il 29.03.1974;39. LA PENNA Luca, nato a Napoli il 28.07.1982;40. LAZZARO Maria, nata a Napoli il 18.05.1979;41. MAIONE Vincenza, nata a Napoli il 01.07.1975;42. MARFELLA Cristian nato a Napoli il 02.02.1994;43. MINICHINI Alfredo, nato a Napoli il 30.12.1992;44. MINICHINI Martina nata a Napoli il 31.10.1995;45. MINICHINI Michele, nato a Napoli il 13.09.1990;46. OLIVIERO Fabio, nato a Napoli il 22.06.1997;47. ONESTO Gabriella, nata Napoli il 25.12.1979;48. ONORI Nicola, nato a Napoli il 24.07.1993;49. PALUMBO Giovanni nato a Napoli il 12.04.1994;50. PIGNATIELLO Francesco, nato a Napoli il 28.8.1975;51. POSTIGLIONE Ciro nato a Napoli il 02.10.1999;52. RICCI Ciro, nato Napoli li 26.02.1996;53. RIGHETTO Giuseppe, nato a Napoli il 14.02.1985;54. ROMANO Raffaele nato a Cercola il 26.5.72;55. SORRENTINO Mario nato a Napoli il 6.10.1984;56. SURIANO Kevin Vittorio nato a San Severino Marche il 17.9.98;57. TOMI Davide nato a Napoli il 14.01.1997;
    Arresti domiciliari:58. FALLACE Immacolata nata a Napoli 5.1.1962;59. BOCCIA Mariarca nata a Cercola l’1.8.1986;
    Divieto dimora:60. BOCCARDI Carmine Napoli 06.05.1982;61. LUONGO Lena nata a Napoli il 30.5.1978;62. TROJER Ugo nato a Napoli 26.7.1954.63. ERCOLANO Fortuna nata a Napoli il 4.11.1983.

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    Camorra, maxi blitz a Ponticelli: 66 arrestati

    Camorra a Ponticelli: il quartiere ripulito da ben 66 criminali che in questi anni hanno insanguinato le strade con bombe, attentanti, stese, agguati, minacce.
    Gli uomini della faida insomma che sta terrorizzando la tanta gente per bene che vi abita.
    Dalle prime ore del mattino infatti a Napoli è in corso una vasta operazione dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato e in esecuzione di un’ ordinanza restrittiva, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 66 persone.
    Tutte ritenute gravemente indiziate di associazione di tipo mafioso, estorsione e detenzione di armi, a vario titolo legate al cartello camorristico denominato De Luca – Bossa – Casella – Minichini – Rinaldi – Reale attivo nella zona orientale di questo capoluogo.
    Il gruppo da anni è in guerra con i De Micco i famigerati “Bodo” poi alleatisi con i De Martino “Xx” per il controllo delle attività illecite in tutto il quartiere di Ponticelli.

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    Napoli, mitra contro i carabinieri, parte un colpo: nessuno ferito. Due giovanissimi arrestati

    Notte di tensione e paura a pochi passi dalla Caserma Pastrengo sede del comando provinciale di Napoli: i carabinieri hanno arrestato al termine di una colluttazione un 17 e un 18 di Ponticelli. Erano armati di una pistola mitragliatrice tipo Skorpion.
    Sono circa le 5.30 e due ragazzi in sella a uno scooter percorrono piazza carità. Hanno il volto coperto, il mezzo è senza targa e provengono dai Quartieri Spagnoli.
    I Carabinieri della compagnia Napoli centro gli intimano l’alt, lo scooter fa inversione e i 2 imboccano via Toledo, lì verranno bloccati. Chi guida ha 17 anni mentre il passeggero ne ha 18. Sono entrambi di Ponticelli e sono già noti alle forze dell’ordine.
    Il 18enne è armato, ha con se una pistola mitragliatrice tipo SKORPION cal. 7,65, senza matricola e con 13 colpi inseriti nel caricatore. Attimi di tensione durante la colluttazione per disarmarlo.
    Il 18enne – in un probabile delirio di onnipotenza – si mette in piedi sullo scooter e punta l’arma verso i Carabinieri. I militari si lanciano verso il ragazzo e lo atterrano, parte un colpo dalla mitragliatrice. Il proiettile, partito per l’estrema sensibilità dell’arma, per un riflesso incondizionato del ragazzo o per altri motivi ancora non chiari, non ha ferito nessuno.
    Perquisite le abitazioni dei due. I militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato a casa del maggiorenne 3 coltelli a serramanico, 2 sfollagente, 1 tirapugni, 1 giubbotto e una balestra.
    I due sono stati arrestati per porto di armi da guerra e trasferiti rispettivamente nel carcere di Poggioreale e ai colli Aminei. Ora i carabinieri continuano le indagini per scoprire cosa facessero armati i due nella zona del centro di Napoli e la provenienza delle armi. La pistola mitra sarà inviata alla sezione scientifica per stabilire se sia stata utilizzata in recenti fatti delittuosi.

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    Camorra, imprenditore denuncia il clan Contini: negati gli aiuti dell’antiracket

    Napoli. Una vicenda di quelle destinate ad alimentare un vespaio di polemiche quella che vede come protagonisti un imprenditore e il figlio (che si trovano sotto scorta)che ha denunciato le estorsioni subite dal clan Contini e dai Mazzarella, facendo arrestare nove persone, e l’associazione antiracket alla quale si era rivolto.
    Ebbene l’associazione ha presentato la richiesta fuori termine e all’imprenditore napoletano vengono negati gli aiuti. Una beffa, dopo il danno, per il titolare di una nota attività nel cuore di Napoli – che si è rivolto alle agenzie di stampa e intende rimanere anonimo – finito nel mirino di uno dei clan che compongono la cosiddetta “Alleanza di Secondigliano”.
    La sua storia è simile a quella di altri che invece i benefici li hanno ottenuti. Ora però alla luce del mancato arrivo degli aiuti di Stato la sua attività rischia il fallimento. Infatti l’estorsione che ha subìto per mano della camorra gli ha inferto un duro colpo: un debito da 75mila euro per acquistare merce, è divenuto in pochi mesi di 150 mila.
    Somma pretesa ad horas con le botte, in uno scantinato, mentre il figlio era sotto la minaccia delle pistole degli esattori del racket. Nonostante lo choc, però, l’uomo seppe rispondere a quelle violenze: chiese tempo con il pretesto di recuperare i 150mila euro e poi andò dalle forze dell’ordine a denunciare.
    I fatti risalgono al 2012 e grazie a quel coraggioso gesto vennero arrestate nove persone. Ma quella scelta di legalità ebbe delle conseguenze: da quattro anni solo lui è sotto scorta e la sua attività ora rischia il fallimento.

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    Camorra, arrestato a Dubai anche il cassiere del clan Amato Pagano

    Catturato a Dubai, ormai non più “Buen retiro” per i camorristi e superlatitanti, il cassiere del clan Amato Pagano, ovvero Gaetano Vitagliano: considerato il vero re della movida romana.
    Gaetano Vitagliano, 48 anni, deve scontare una condanna definitiva a quattro anni e 10 mesi per riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Come tutti i latitanti di ultima generazione anche lui era Dubai negli Emirati Arabi. Nella giornata di ieri è stato trasferito in Italia, come anticipa Il Mattino, dove è stato preso in carico dagli agenti della squadra mobile di Napoli che lo avevano stanato nei giorni scorsi in collaborazione con l’Interpol e la polizia locale.
    L’arresto di Vitagliano rappresenta in colpo importante per il clan Amato Pagano e per il gruppo dei super narcos Raffaele Imperiale e Bruno Carbone. L’uomo, originario di Scampia, aveva naturalmente anche cambiato nome. In  primo grado era stato condannato a 11 anni di carcere poi dopo l’ultimo arresto del 2017, era riusciti a far perdere le sue tracce.
    Il 18 maggio del 2020 in una imponente operazione della Dda e della Guardia di Finanza gli furono sequestrati a Roma beni per oltre 5 milioni di euro tra cui bar e ristoranti della catena Katanè e il bar Mizzica.

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