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    Da Caserta a Napoli per acquistare droga: arrestato 43enne

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    9 ore fa
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    30 Ottobre 2020

    Ieri sera i Falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno fermato in via Santa Teresa degli Scalzi un uomo a bordo di un’auto in cui hanno rinvenuto una borsa contenente 12 panetti di hashish del peso complessivo di circa 1,2 kg.

    Antonio Gammardella, 43enne casertano con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    3 ore fa
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    30 Ottobre 2020

    Traffico di droga dal Sud America al porto di Salerno. Presi i nuovi narcos: 27 misure cautelari.
    Salerno – Nelle prime ore della mattina, nelle province di Salerno, napoli, Avellino, caserta, Brescia, Taranto, Parma e Firenze, circa 300 militari del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti, del 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano e del Nucleo Cinofili di Sarno, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di 25 indagati (23 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), gravemente indiziati, a vario titolo, di “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”, con l’aggravante della transnazionalità del reato, “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”, “intestazione fittizia di beni”, “riciclaggio ed auto riciclaggio”, “truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche”.
    Inoltre, nel medesimo provvedimento cautelare è stato disposto ed eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di due attività commerciali salernitane (di cui una pizzeria molto nota, denominata “àPuntella”) e della somma complessiva di € 165.000, prodotto dell’illecita attività degli indagati. I provvedimenti scaturiscono da una vasta ed articolata attività d’indagine avviata dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno nel mese di ottobre 2017 con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di questo capoluogo. È stata condotta con metodi tradizionali, con il supporto di attività tecniche e mirati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, ed è risultata particolarmente complessa poiché molti dei soggetti investigati, per condurre i loro traffici illeciti, sono ricorsi all’intestazione fittizia di schede telefoniche ed all’utilizzo di smartphone dotati di servizi di messaggistica blackberry e encrochat di difficile intercettazione, venendo comunque scoperti.
    L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di un’associazione a delinquere, con ruoli e competenze ben definite, dedita alla commissione dei suddetti delitti, dotata di una notevole organizzazione gestionale, oltre che di rilevanti risorse finanziarie e svariati canali di 2 rifornimento di stupefacente, principalmente del tipo cocaina, senza però tralasciare anche hashish, amnèsia e marijuana. Gli esiti complessivi delle investigazioni hanno consentito di accertare che il salernitano PAROTTI Fiorenzo, promotore, organizzatore e finanziatore del sodalizio, aveva nel tempo assunto una posizione di assoluta primazia nell’ambito del traffico degli stupefacenti a Salerno sia in termini di introiti che di bacino di utenza, grazie ad una stabile collaborazione con la criminalità napoletana ed attraverso una ramificata rete di distribuzione – costituita da veri e propri sottogruppi – in ambito provinciale (Acerno, Olevano sul Tusciano). L’approvvigionamento avveniva per il tramite di diversi, qualificati canali, tracciati sia in territorio continentale (Albania e Olanda), sia oltreoceano (Panama e Brasile), col precipuo fine di reperire lo stupefacente direttamente dai paesi di produzione, acquistandolo in ingenti quantità ad un prezzo più vantaggioso, grazie al progressivo incremento del volume di affari dell’organizzazione. Il nome dell’operazione “EL FAKIR” è stato tratto proprio dalle indagini su quest’ultimo canale di rifornimento.
    Nel seguire i movimenti di LUMIA Rosario, broker internazionale di origine napoletana in contatto con diversi cartelli della droga, era emerso il progetto di inviare una spedizione di cocaina nascosta all’interno di container provenienti da Panama; inizialmente era stato proposto addirittura il porto di Salerno quale destinazione finale, salvo poi virare su Algeciras in Spagna, non avendo le società intermediarie incaricate del trasporto rapporti commerciali diretti con l’Italia. Il referente panamense dell’operazione era GERMAN ELIECER CHANIS AGUILAR, alias “EL FAKIR” (il fachiro), allora latitante e ritenuto dalle autorità internazionali “altamente pericoloso”, nonché leader del gruppo paramilitare “frente 57” delle FARC, operante in molteplici attività criminali al confine tra Panama e Colombia. La spedizione non si concretizzava solo in ragione dell’arresto di EL FAKIR, avvenuto in Messico 13 gennaio 2018, a seguito di in una “red notice” (elenco di latitanti destinatari di provvedimenti di cattura internazionali) emessa dall’Interpol, su richiesta delle autorità panamensi ed in coordinamento con quelle messicane. Per via della riconosciuta pericolosità di “EL FAKIR”, il suo rientro a Panama è avvenuto sotto la supervisione di un consistente dispositivo di sicurezza schierato presso l’Aeroporto Internazionale di Tocumen. Egli, infatti, oltre ad essere un narcotrafficante, era ricercato anche per omicidio e per reati vari commessi con esponenti legati alla criminalità organizzata. 3 In seguito a tale imprevisto, LUMIA aveva individuato un’ulteriore rotta, questa volta dal Brasile, accordandosi per nascondere lo stupefacente in container di caffè destinati ad un’azienda operante nel settore della torrefazione con sede in Campania. Anche in questo caso il progetto non si realizzava solo per via del suo arresto, avvenuto a napoli a maggio dello stesso anno.
    Le attività del sodalizio subivano comunque solo semplici rallentamenti, grazie al fatto che il canale di approvvigionamento con Olanda e Albania non aveva mai smesso di rifornire le rigogliose piazze. La mentalità imprenditoriale dei sodali, in particolare del PAROTTI, non si è fermata alla gestione degli illeciti proventi provenienti dai fiumi di droga trafficati e spacciati. Le indagini, anche bancarie, hanno appurato come detti proventi siano stati reinvestiti in attività economiche e commerciali, dopo la ripulitura del denaro mediante il passaggio su conti correnti di persone compiacenti, nell’evidente scopo – vanificato dai meticolosi accertamenti – di occultarne e renderne impossibile l’identificazione. Inoltre, la creazione di una nuova società mediante l’utilizzo di intestatari fittizi ha permesso agli indagati di realizzare il citato ristorante – pizzeria a Salerno (“àPuntella”), accedendo al finanziamento pubblico “PROGETTO INVITALIA – RESTO AL SUD”, ricavandone tra i diversi vantaggi patrimoniali anche una parte a fondo perduto quantificata in € 70.000. Da qui le connesse ipotesi delittuose di riciclaggio, auto riciclaggio, intestazione fittizia di beni e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Nel corso dell’attività d’indagine, sono state già arrestate 8 persone in flagranza di reato, sequestrati 25 kg di stupefacente, orologi di pregio per un valore di € 75.000 ed oltre € 160.000 in danaro contante.
    La stima del fatturato complessivo dell’impresa criminale è di oltre 20 milioni di euro annui esentasse, cui vanno aggiunti quelli delle fiorenti attività commerciali costituite per ripulire il danaro. L’imponente operazione portata a termine ha messo in luce lo spessore criminale del PAROTTI e dei suoi gregari, in un settore, quello della droga, che non risente di crisi alcuna ed ha dimostrato le consolidate competenze manageriali dell’illecito sodalizio, capace di estendere le sue maglie dai Balcani ai Paesi Bassi, sino ai famigerati cartelli sudamericani.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    10 ore fa
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    30 Ottobre 2020

    Truffe alle assicurazioni, sequestrati 32 Rolex a imprenditore di Vico Equense.

    Figura anche un Rolex in oro e diamanti da 120mila euro tra i beni, per un valore complessivo di 585mila euro, che sono stati sequestrati oggi dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata all’imprenditore di Vico Equense, Gianluca Izzo, coinvolto in un’inchiesta sulle truffe alle assicurazioni e arrestato lo scorso 6 ottobre e insieme con l’avvocato Giovanni Pane, e i periti Vincenzo Polito e Giuseppe Arpaia. Tutti devono rispondere, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza, falsa perizia e frode alle assicurazioni.
    Complessivamente sono stati sequestrati, dai finanzieri della tenenza di Massa Lubrense, contanti per oltre 10mila euro, 33 orologi tra cui 32 Rolex (solo gli orologi valgono 537mila euro) e 8 veicoli d’epoca, tra cui 7 moto. I beni erano stati gia’ individuati durante la perquisizione eseguita dalle fiamme gialle quando venne notificata la misura cautelare. Il decreto di sequestro e’ stato emesso dal Gip di Torre Annunziata su richiesta del locale ufficio inquirente coordinato dal procuratore Nunzio Fragliasso.

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    Napoli, lancia la droga nel water all’arrivo dei carabinieri ma non si salva dall’arresto

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    Cronaca Nera

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    Pubblicato
    12 ore fa
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    29 Ottobre 2020

    PUBBLICITA

    napoli. Lancia la droga nel water all’arrivo dei carabinieri ma non si salva dall’arresto: fermato un 46enne nel quartiere mercato.
    I carabinieri del nucleo operativo di napoli Stella hanno arrestato per detenzione droga a fini di spaccio Nunzio Savarese, 46enne del quartiere mercato.Durante una perquisizione domiciliare Savarese è stato trovato in possesso di 8 bustine contenenti 8,6 grammi di marijuana. Poco prima del controllo, il 46enne era riuscito a disfarsi di altra droga lanciandola nel wc. I militari hanno però rintracciato la portante di scarico e recuperato altre 124 dosi della stessa sostanza, per complessivi 156 grammi.In manette, Savarese è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.

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    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    10 ore fa
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    29 Ottobre 2020

    Vendeva hashish al Buvero: arrestato pusher 20enne.
    Ieri pomeriggio i Falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Pietro Antonio Lettieri un giovane che, dopo aver prelevato qualcosa dietro un pannello di metallo, l’ha consegnata ad una persona in cambio di denaro.

    I poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato trovandolo in possesso della somma di 60 euro ed hanno rinvenuto, occultato dietro il pannello, un pacchetto di sigarette contenente 16 stecche di hashish per un peso complessivo di circa 16 grammi.Antonio Emanuele Capriglia, 20enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per spaccio di sostanza stupefacente.

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    Flash News

    Pubblicato
    14 ore fa
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    29 Ottobre 2020

    Pizzo agli abitanti case popolari di Ponticelli: scacco al clan De Luca Bossa. In manette sette esponenti di primo piano della cosca.

    Il 28 ottobre la Squadra Mobile della Questura di napoli e i Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco e della Tenenza di Cercola hanno eseguito due fermi di indiziato di delitto disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 7 persone legate al clan camorristico DE LUCA BOSSA gravemente indiziati del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso ed al fine di agevolare l’organizzazione di appartenenza.I due provvedimenti riguardano, rispettivamente, un’estorsione commessa nell’ambito della gestione delle abitazioni di edilizia popolare e un tentativo di estorsione continuata nei confronti di un imprenditore.In particolare, il primo decreto di fermo, eseguito dalla Squadra Mobile di napoli, è stato emesso nei confronti di tre indagati, DE LUCA BOSSA Umberto , attuale reggente dell’omonimo clan, BOCCARDI Roberto e SORRENTINO Mario , che hanno richiesto ad una donna la somma di denaro di 5000 € quale prezzo per conservare il possesso dell’alloggio popolare nel quartiere Ponticelli in cui viveva con il figlio minore. A seguito delle minacce ricevute, non disponendo della somma di denaro, la vittima è stata costretta ad allontanarsi per evitare ulteriori ritorsioni.Il secondo provvedimento, eseguito dalla Compagnia dei Carabinieri di Torre del Greco e dalla Tenenza di Cercola, è stato emesso nei confronti di 4 indagati -BONITO Eugenio ; DE LUCA BOSSA Giuseppe , esponente dell’omonimo clan, AMITRANO Domenico e FICO Carmine-, e riguarda un tentativo di estorsione continuato commesso nei confronti di un imprenditore che dopo aver subito in data 9 settembre gravi danni alla propria concessionaria di autovetture, a causa dell’esplosione di un ordigno artigianale, ha ricevuto una richiesta estorsiva di 50.000,00 euro.Il Giudice per le indagini preliminari ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di tutti gli indagati.

    Umberto De Luca Bossa, nato a napoli (NA) il 18.06.1993 figlio del fondatore del clan Antonio DE LUCA BOSSA alias Tonin O’Sicc detenuto in regime di 41/bis.Umberto Boccardi, nato a napoli il 05/06/1991, alias “Recchiolone”Marco Sorrentino, nato a napoli (NA) il 06.10.1984Eugenio Bonito, nato a napoli il 18/01/1962Giuseppe De Luca Bossa, nato a napoli il 01/05/1977, fratellastro del fondatore del clan DE LUCA BOSSA Antonio, alias Tonin O’Sicc, attualmente detenuto in regime di 41/bis.Domenico Amitrano, nato a napoli il 12/09/75Carmine Fico, nato a Cercola il 06/01/1973

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    Imprenditore suicida vittima di usura e camorra a Giugliano: arrestate quattro persone e un ex carabiniere

    Cronache » Cronaca » Imprenditore suicida vittima di usura e camorra a Giugliano: arrestate quattro persone e un ex carabiniere

    Cronaca

    Pubblicato
    53 minuti fa
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    19 Ottobre 2020

    giugliano in campania. Imprenditore Giuliani suicida perché vittima di usura e camorra: arrestate quattro persone e un ex appuntato scelto dell’arma già detenuto e ora in quiescenza. Cinque i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare emessa del gip del tribunale di napoli, su richiesta della locale Dda, per estorsione e usura aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, condotte dagli agenti della Questura partenopea e del Commissariato Giugliano-Villaricca con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, sono state avviate nel luglio 2018 dopo la morte di Giuseppe Giuliani, imprenditore attivo nel settore del commercio e dello smaltimento di materiali metallici, il cui cadavere fu trovato presso un opificio in stato di abbandono a giugliano in campania. Le investigazioni hanno svelato che l’uomo si era suicidato perché vittima di usura ed estorsione da parte di persone legate al clan Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca. E’ stato possibile documentare che l’imprenditore avrebbe pagato somme estorsive anche per l’esecuzione di lavori di smaltimento dei veicoli del Consorzio unico di Bacino per le province di napoli e Caserta. Per far fronte alle richieste estorsive, si sarebbe poi indebitato con personaggi indicati dal clan stesso, versando tassi usurai anche superiori al 15% mensile.
    Stamattina la Squadra Mobile di napoli e gli agenti del Commissariato Giugliano Villaricca hanno arrestato: Emilio Chianese, 53 anni di Trentola Ducenta; Francesco Ferrara, alias “Francolone”, 54 anni;  Antonio Sarracino, alias “Mezza Recchia”, 58 anni di Villaricca; Francesco Maglione, alias “Didò” o “Din Don”, 60 anni (agli arresti domiciliari; Vincenzo Barbarisi, 57 anni di napoli, ex appuntato Scelto dell’Arma dei Carabinieri ora in quiescenza, detenuto. I cinque sono gravemente indiziati dei reati di estorsione ed usura aggravati dal metodo mafioso.

    Secondo le indagini, Giuliani per soddisfare le richieste estorsive del clan, si sarebbe indebitato con soggetti indicati dagli stessi malavitosi, dietro corresponsione di tassi usurai anche superiori al 15 % mensile.

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    Uomo arrestato nel quartiere Soccavo di Napoli per maltrattamenti e rapina

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    Coronavirus

    Pubblicato
    9 minuti fa
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    19 Ottobre 2020

    L’Asl Na1 comunica che i posti di degenza degli ospedali della città sono ormai pieni. E quindi prevede dimissioni dei degenti meno gravi o l’aiuto della rete Regionale.  A breve parte il piano per ampliare offerta posti letto a napoli.

    I posti di degenza covid nelle strutture della Asl napoli 1, quella della citta’ di napoli, sono tutti pieni. La Asl napoli 1 a fronte di nuove necessita’ di ricoveri in degenza sta dimettendo pazienti guariti oppure, in caso di maggiore urgenza, sta dirottando i positivi covid nella rete regionale campana. Ci sono ancora posti in terapia intensiva e sub-intensiva. L’Asl sta facendo partire operativamente il piano per ampliare la disponibilita’ di posti letto.
    E nel frattempo sempre l’Asl napoli 1 fa seper che da mercoledi’ alle 14 convertira’ tutta l’area del day surgery dell’Ospedale del Mare in posti per il covid, creando quindi 40 letti di degenza e otto di terapia sub intensiva.  Contestualmente verranno eliminate le degenze ordinarie al covid center dell’Ospedale del Mare, dedicandolo esclusivamente alle terapie intensive, che saranno quindi di 72 posti.
    Sempre da mercoledi’ alle 14 verra’ aperto il covid residence nell’hotel, annesso all’Ospedale del Mare, dedicato a persone positive ma asintomatiche, che non possono fare isolamento a casa. Saranno subito attive 42 stanze che possono essere usate da singoli o da due persone se sono congiunti.

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    Camorra, il prefetto Valentini: “Nessun arretramento verso le famiglie storiche di Napoli”

    Campania

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    5 minuti fa
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    24 Settembre 2020

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    “La recente relazione della Direzione investigativa antimafia ha evidenziato bene come in tema di criminalità organizzata lo scenario che si registra nellarea metropolitana di NAPOLI, che è molto mutevole e composito e caratterizzato da atti molto violenti che si ripetono con grande frequenza, non rappresenti affatto un segnale di arretramento delle famiglie storiche della camorra, che secondo alcune interpretazioni diffuse negli anni precedenti avrebbero fatto un passo indietro lasciando il campo libero per nuove generazioni impegnate in una sorta di guerra per bande.
    Viceversa quello che veniva definito ‘caos criminale’ è letto ormai in maniera univoca come una sovrapposizione controllata e organizzata di livelli criminali dove in primo piano ci sono le storiche organizzazioni camorristiche e a un livello inferiore operano invece gruppi meno strutturati, che agiscono in un contesto di subalternità con i clan storici non in maniera autonoma”. Lo ha detto il prefetto di NAPOLI, Marco Valentini, in audizione in commissione Antimafia.
    “Questo esclude che la camorra come organizzazione criminale storica abbia fatto un passo indietro ossia declinata a essere unorganizzazione di tipo minore. Le famiglie storiche della camorra – ha aggiunto – sono tuttora ben inserite nelle loro attività tradizionali, oltre al traffico di droga il settore dei giochi, della ristorazione, il settore turistico-alberghiero, dell’edilizia e dei rifiuti, mentre attività come racket, spaccio su strada e usura sono demandati a gruppi minori sempre in relazione con in clan di riferimento. Questo scenario può essere letto – ha concluso come un insieme di clan dominanti che si servono di clan minori o satelliti per portare avanti le attività tradizionali”.

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    Abusi su minore nel Casertano, ex prete condannato a 9 anni

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    Torre Annunziata il comitato Ex Ospedale Civico incontra le istituzioni

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    Campania

    Pubblicato
    1 minuto fa
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    24 Settembre 2020

    Il gip del Tribunale di Napoli Nord Vera Iaselli ha condannato a nove anni di reclusione l’ex sacerdote di una parrocchia di Trentola Ducenta (Caserta) ritenuto colpevole di abusi ai danni di una minore.
    L’ex prete e’ stato arrestato dalla Polizia di Stato di Aversa (Caserta) l’8 novembre 2019. La piccola vittima, che partecipava assiduamente alle attivita’ parrocchiali, confermo’, nel corso dell’incidente probatorio, gli abusi subiti dal prete. Le indagini scattarono dopo una comunicazione della Diocesi.

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    Napoli e Provincia

    Pubblicato
    9 minuti fa
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    24 Settembre 2020

    Ieri sera davanti all’ingresso principale dell’Ospedale di Boscotrecase , alla presenza dei Movimenti per la Salute Pubblica dell’Area Vesuviana, degli Ultras della Curva Sud del Savoia, e con la partecipazione del Sindaco di Torre Annunziata , Vincenzo Ascione, e del Sindaco di Boscotrecase (NA), Pietro Carotenuto, s’è svolta un’assemblea pubblica per affrontare le problematiche relative al predetto nosocomio e, più in generale, relative a tutta l’assistenza sanitaria pubblica dell’area vesuviana, anche alla luce dell’emergenza Covid-19 che ha privato una zona così densamente popolata di un Pronto Soccorso attrezzato, efficiente e, soprattutto, facilmente raggiungibile.

    Gli interventi dei cittadini e dei rappresentati dei comitati sono stati particolarmente significativi e tutti dello stesso tenore: eliminare gli ostacoli che hanno prodotto questa compressione del diritto alla salute dei cittadini del comprensorio vesuviano.I primi cittadini presenti all’incontro hanno assicurato il proprio sostegno alle legittime richieste della popolazione, assicurando un continuo monitoraggio delle attività dell’Ospedale di Boscotrecase e dell’ ASL NA3 SUD.Proprio per fugare ogni timore in merito ad un depotenziamento della struttura di Via Lenze, i Movimenti hanno avuto un colloquio con il Direttore Sanitario dell’Ospedale, Savio Marziani, che ha voluto incontrare una folta delegazione di manifestanti, e ha spiegato il piano di investimenti economici, tecnologici e professionali previsti per il rilancio di questo nosocomio.

    Le nostre richieste, però, non si fermano solo all’Ospedale ma si allargano a tutto il comprensorio, e chiediamo all’ASL NA3 SUD e alla Regione Campania di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per assicurare ai cittadini un’assistenza sanitaria pubblica capillare ed efficace, con particolare attenzione ai bisogni delle donne.Per questo motivo insistiamo per una Conferenza di Servizi con i vertici dell’ASL NA3 SUD e con i Sindaci di tutto il comprensorio, per valutare insieme le iniziative da mettere in campo per assicurare il diritto alla salute sancito dall’art. 32 della nostra Costituzione e, soprattutto, per strappare un impegno scritto in merito alla questione.L’invito è sempre di partecipare in massa agli incontri, alle assemblee e alle manifestazioni in quanto: “SOLI NON SIAMO NIENTE, UNITI SIAMO UNA FORZA”.

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    Napoli, spacciava al Lotto G di Scampia: arrestato 20enne

    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    5 ore fa
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    10 Settembre 2020

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    Ieri mattina gli agenti del Commissariato Scampia, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato nei pressi del Lotto G in viale della Resistenza, un giovane che, dopo aver prelevato qualcosa da un calzino occultato dietro un muretto, l’ha consegnata ad alcune persone in cambio di denaro.
    I poliziotti l’hanno bloccato trovandolo in possesso della somma di 165 euro e hanno scoperto, dietro l’intercapedine di un muro, un calzino con 31 cilindretti contenenti eroina per un peso complessivo di circa 19 grammi, 32 involucri della stessa sostanza per un peso complessivo di circa 14 grammi e 2 bustine con 3 grammi di marijuana.Un 20enne napoletano è stato arrestato per spaccio e detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti.

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    Calcio Napoli

    Pubblicato
    58 minuti fa
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    10 Settembre 2020

    De Laurentiis e moglie positivi al coronavirus sono in isolamento nella casa di Roma. Il Presidente  del Napoli di buon umore e in buone condizioni.

    Il presidente del Calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis, e la moglie, sono nella loro abitazione a Roma dove sono giunti a bordo di un’ambulanza della Croce Rossa. Lo si apprende dal presidente del Comitato di Napoli della Cri, Paolo Monorchio. “Il presidente e la signora – spiega il dottor Monorchio nel ringraziare l’equipaggio ‘per il rapido trasferimento’ – sono apparsi di buon umore e in buone condizioni di salute”.
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    Oggi è rimasto in isolamento nella sua villa di Capri a letto con dolori articolari e debolezza. Poi i medici nel pomeriggio hanno deciso di trasferirlo a Roma ed è partito da Capri su una barca privata con la moglie Jaqueline. Il numero uno dei partenopei è arrivato al molo di Mergellina, da dove un’ambulanza, con due operatori sanitari attrezzati con protezioni anticovid, lo ha condotto nella Capitale per portarlo a casa dove sarà monitorato dai medici. Mentre saliva sull’ambulanza alcuni tifosi lo hanno sostenuto. E lui ha ricambiato con il pollice alto.

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    Napoli, operai morti nel crollo a Pianura: 3 indagati per abusi edilizi

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    21 ore fa
    in
    10 Settembre 2020

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    Omissione dolosa di cautele contro gli infortuni e lottizzazione abusiva. Sono questi i reati contestati a tre indagati per il crollo a Napoli di un muro che a giugno scorso a Masseria Grande nel quartiere di Pianura porto’ alla morte di due uomini, il 61enne Ciro Petrucci e il 41enne Thomas Daniel.
    I due erano operai e stavano lavorando a un’opera abusiva su un terreno che era gia’ stato sequestrato diversi anni fa per abusivismo. Ieri la procura di Napoli ha ottenuto il sequestro del terreno. E’ stato accertato anche che c’era stato il tentativo di falsificare documenti per sviare le indagini. I due lavoratori morirono dopo il crollo di un muro che reggeva un terrapieno. Le indagini relative al decesso di Perrucci e Thomas sono a carico del direttori dei lavori, committente e proprietario della villetta interessata dai lavori. Contestato anche il reato previsto dall’articolo 437 del codice penale, cioe’ l’omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.
    Nel corso delle indagini e’ emerso che oltre a Thomas Daniel, cittadino della Liberia che aveva il permesso di soggiorno scaduto, nel cantiere lavoravano anche altri extracomunitari privi di permesso di soggiorno e che, quindi, non potevano essere assunti alle dipendenze di un datore di lavoro. Emersi anche dei tentativi di falsificazione di documenti per sviare le indagini. Nella zona interessata dalla frana, in cui insisteva anche un vincolo paesaggistico, si stavano compiendo ulteriori opere su un terreno gia’ confiscato, dopo una sentenza di condanna in primo grado, per lottizzazione abusiva.

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    1 ora fa
    in
    11 Settembre 2020

    Patenti nautiche ‘facili’ anche per 3 calciatori del Napoli: 31 indagati.

    Esami pilotati, o in alcuni casi mai svolti, per ottenere patenti nautiche. E tra i circa 600 presunti beneficiari, figurano anche tre calciatori del Napoli: Kalidou Koulibaly, Faouzi Ghoulam e José Maria Callejon. La Procura di Napoli ha emesso 31 avvisi di conclusione delle indagini, notificati dai Carabinieri di Caserta che hanno svolto le indagini tra il 2014 e il 2017.
    Secondo quanto riportano oggi organi di stampa, i tre calciatori del Napoli non sono indagati e nei loro confronti non c’è alcuna accusa formale. Gli avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati ad ex funzionari della Motorizzazione civile, direttori di scuola guida e presunti facilitatori. I reati contestati dai pm napoletani sono corruzione e falso.

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    Touch & Go, spuntano i nomi di Stefanelli e Signore

    Nell’imponente inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma, denominata “Touch & Go” e che due mesi fa ha portato a 22 arresti tra le province di Latina, Napoli, Isernia e Caserta, ipotizzando la costituzione di un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga e armi nel sud pontino, con metodi mafiosi, spuntano i nomi dell’attuale sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, e dell’avvocato minturnese Massimo Signore. I nomi dei due, che è subito opportuno sottolineare non è noto al momento se siano indagati, emerge dagli atti trasmessi dai carabinieri del Nucleo operativo di Formia alla Dda, ipotizzando, ben 12 anni fa, un loro coinvolgimento nello spaccio di sostanze stupefacenti. Al momento degli arresti gli investigatori avevano specificato che “Touch & Go” è partita nel 2015, ma al vaglio dell’Antimafia c’è ora anche materiale relativo ad indagini precedenti.Il carteggio in cui compaiono i nomi di Stefanelli e Signore è quello su un’indagine denominata Themis, tra i più antichi nomi della giustizia in Grecia. Accertamenti sullo spaccio di sostanze stupefacenti compiuti dai militari dell’Arma, che coinvolgono oltre novanta persone. Nello specifico, gli investigatori ritengono che il minturnese Giuseppe Fedele, che in “Touch & Go” è inquadrato come l’obiettivo che il gruppo legato alla camorra di Secondigliano intendeva colpire per imporsi nel controllo delle piazze di spaccio del sud pontino, tra Gaeta, Formia e Minturno, e la compagna Lidia Caiazzo, tramite il fratello di quest’ultima, Marco Caiazzo, vendessero cocaina all’avvocato Signore, che insieme a Stefanelli l’avrebbe ceduta a terzi. Nel novembre scorso la Guardia di finanza di Formia, a Castelforte, aveva arrestato il fratello del sindaco di Minturno, Giuseppe Stefanelli, e altre due persone, ritenendo che avessero lanciato dal finestrino dell’auto cocaina e crack. Tali arresti non vennero però convalidati dal gip del Tribunale di Cassino, mancando la flagranza di reato, e la difesa parlò di un “clamoroso errore giudiziario”.

    Negli atti al vaglio dell’Antimafia, i carabinieri ritengono che attorno all’11 maggio 2008, tra Minturno, Latina e Roma, Fedele, i Caiazzo, Signore e Stefanelli, “in concorso tra loro e con soggetti non identificati”, “con più condotte esecutive del medesimo disegno criminoso”, abbiano i primi tre illecitamente acquistato, detenuto e ceduto a Signore e “indirettamente” a Stefanelli, “in più circostanze e per il successivo smercio”, cocaina in quantità superiori ai 50 grammi, in cambio di un corrispettivo in denaro pari a tremila euro. Sempre per i carabinieri, Signore e Stefanelli avrebbero poi diviso tra loro quella droga “al fine di cederla successivamente a terze persone”. Alla luce di alcune intercettazioni telefoniche, i carabinieri specificano che l’avvocato “probabilmente” tratteneva una parte di quella cocaina e la restante la consegnava “a un soggetto della zona che fa l’autista a un senatore della Repubblica, che la smercia a Latina e Roma”. Tale soggetto è stato poi indicato dai carabinieri in Gerardo Stefanelli, ex autista del senatore Michele Forte, ex esponente dell’Udc di cui era leader in provincia il defunto senatore, poi sindaco con il Pd e ora esponente di Italia Viva. Questo quel che risulta agli atti dell’Antimafia di Roma.

    Opportuno però ribadire che non vi sono notizie al momento su eventuali inscrizioni di Signore e Stefanelli sul registro degli indagati, che la vicenda che fa loro riferimento è datata e che i due, fino ad eventuale sentenza definitiva contraria, devono essere considerati completamente innocenti.

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    Napoli, evade dai domiciliari a Scampia e con un complice va a rubare a Casoria: arrestati

    Casoria

    Pubblicato
    8 ore fa
    in
    28 Agosto 2020

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    Ancora un arresto dei Carabinieri della Compagnia di Casoria, segnale di una presenza visibile e rassicurante in città.
    Nel corso di uno dei quotidiani servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale di Napoli, i militari della sezione radiomobile di Casoria, della stazione di Casavatore  e della tenenza di Arzano hanno individuato e arrestato per furto in abitazione Santo Vancone – 49enne di Marianella e Nicola Spisso, 40enne di Scampia, entrambi già noti alle ffoo . Vancone era già ai domiciliari dal maggio scorso e risponderà anche di evasione.
    Sono stati sorpresi in Via Benedetto Croce, nella frazione di Arpino di Casoria. Erano entrati all’interno di un’abitazione da poco tempo disabitata forzandone la finestra quando alcuni vicini di casa – raccogliendo l’appello a rivolgersi senza indugi alle forze dell’ordine – hanno allertato il 112.Il forte rumore ha tradito le intenzioni dei due che, dopo pochi minuti dall’allarme, si sono visti accerchiati. L’intero stabile è stato circondato dai Carabinieri e nonostante un tentativo di fuga, i due sono finiti in manette. Tradotti nelle aule del tribunale di Napoli Nord sono ora in attesa di giudizio.Sequestrato il materiale utilizzato per il furto: 4 cacciaviti, 1 palanchino in metallo, un tubo di ferro, una chiave a becco, guanti.
    L’arresto di questa notte è frutto di un capillare controllo del territorio messo in atto nei comuni della provincia a nord di Napoli dai Carabinieri della Compagnia di Casoria, su disposizione del Comando Provinciale di Napoli. Controlli che appena due notti fa hanno portato all’arresto di 3 persone per furto in abitazione e che garantiscono al cittadino una presenza percepibile e rassicurante in strada.Nel solo mese in corso sono oltre 3mila le persone controllate, 1600 circa i veicoli. Centinaia le contravvenzioni notificate in violazione del cds. I controlli saranno intensificati anche nei prossimi giorni.

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    Ruba l’auto ad un poliziotto e poi tenta il ‘cavallo di ritorno’: arrestato 50enne a Napoli

    Napoli. Ruba l’auto ad un poliziotto e poi prova a chiedergli i soldi per restituirgliela.E’ finito in manette per tentata estorsione, Giovanni Esposito, 50 anni, napoletano già noto alle forze dell’ordine.
    Ieri pomeriggio, un poliziotto del Reparto Mobile di Napoli, dopo essere stato derubato della sua auto in via Paolo della Valle, è stato contattato da una persona che pretendeva 300 euro per la sua restituzione.Gli agenti del Commissariato Bagnoli, attivati dal collega, si sono presentati in via Salgari a Ponticelli, luogo dell’incontro, dove hanno assistito alla richiesta estorsiva  da parte di un uomo che hanno subito  bloccato.Giovanni Esposito, napoletano di 50 anni con precedenti di polizia, è stato arrestato per tentata estorsione, mentre l’auto è stata rinvenuta in via Mario Palermo e restituita al proprietario. LEGGI TUTTO

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    Napoli, tre pusher stranieri arrestati nella notte nella Movida dei Decumani e piazza Bellini

    Napoli, tre pusher stranieri arrestati nella notte nella Movida dei Decumani e piazza Bellini. I Carabinieri della compagnia di Napoli centro hanno fornito – tra domenica sera e questa notte – il massimo impegno nella lotta allo spaccio.

    La zona dei Decumani e piazza Bellini sono spesso luoghi frequentati da “clienti” – a volte anche minorenni – che cercano la droga da pusher senza scrupoli.

    Nella lente di ingrandimento dei militari dell’arma e su disposizione del comando provinciale di Napoli c’è piazza San Giovanni Maggiore. Proprio lì sono stati arrestati per spaccio di sostanze stupefacenti due cittadini gambiani di 18 e 20 anni già noti alle forze dell’ordine.I carabinieri del nucleo operativo della locale compagnia li hanno bloccati mentre cedevano della marijuana ad un minore. Perquisiti sono stati trovati in possesso di alcuni grammi di droga tra hashish e marijuana.I due ora sono ristretti nelle camere di sicurezza della caserma in attesa di giudizio.
    Questa notte i militari del comando provinciale di Napoli hanno arrestato per spaccio un 26enne incensurato di origini nigeriane. I militari sono intervenuti in piazza Bellini mentre il 26enne cedeva una dose ad un cliente in cambio di denaro. L’arrestato è agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. LEGGI TUTTO

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    Da Castellammare a Napoli con due chili di cocaina nel marsupio: arrestati in due

    Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato San Carlo Arena hanno controllato in via Arenaccia due persone a bordo di uno scooter trovandole in possesso di due confezioni contenenti oltre 1,7 kg di cocaina, custodite in un marsupio, e di 235 euro. Agostino Carbone, 27enne di Pompei, e Pasquale Ingenito, 30enne di Castellammare di Stabia, entrambi […] LEGGI TUTTO

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    Bloccata in autostrada col figlio minore, aveva 6 chili di droga in auto: arrestata 43enne di Salerno

    Nel pomeriggio di ieri i poliziotti del Commissariato San Giovanni-Barra e della Sottosezione Polizia Stradale di Angri hanno controllato sull’autostrada A3, all’altezza di Pompei, un’auto con a bordo una donna in compagnia del figlio minore. E’ stata trovata in possesso di oltre 6 kg di hashish custoditi in una borsa termica. La donna, una 43enne […] LEGGI TUTTO