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    Scafati, uccise il padre: il commerciante Criscuolo condannato a 23 anni di carcere

    E’ stato condannato a 23 anni di carcere Gaetano Criscuolo, l’imprenditore di Scafati che la sera del 16 novembre del 2019 aveva colpito mortalmente il padre al culmine di una lite. La condanna, per omicidio volontario, è stata emessa dai giudici della Corte di Assise di Napoli. Era stato lo stesso genitore Giuseppe Criscuolo ad […] LEGGI TUTTO

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    Droga, Vincenzo Starita il broker che gestiva il traffico tra Scafati e Castellammare

    Traffico di droga tra Scafati, Salerno e l’hinterland napoletano: in cella capi e gregari. Era lo scafatese Vincenzo Starita, alias ‘a strega, il capo dell’organizzazione criminale che gestiva una fiorente piazza di spaccio a Scafati e nei comuni dell’hinterland napoletano sgominata dalle indagini della Squadra mobile di Salerno, coordinate dalla Dda salernitana, che stamane ha […] LEGGI TUTTO

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    Giovane imprenditore stabiese arrestato per tentata estorsione a Eboli

    E’ in carcere da sabato con l’accusa di tentata estorsione con l’utilizzo del metodo mafioso. E la notizia del suo arresto sta destando scalpore a Castellammare e in penisola sorrentina dove è molto noto. Si tratta di Gennaro Spronello, giovane imprenditore che lavora nel settore caseario e nella ristorazione. Con lui è stata arrestata anche […] LEGGI TUTTO

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    Inchiesta sui medici della clinica Tortorella: la Cassazione annulla le ordinanze

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    Inchiesta sui medici della clinica Tortorella: la Cassazione annulla le ordinanze
    La IV sezione penale della Cassazione ha annullato senza rinvio le ordinanze nei confronti del direttore della chirurgia della Casa di Cura di Salerno “Tortorella” , dott. Carmine Napolitano, e la misura interdittiva dell’ esercizio della professione.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Salerno: decessi in clinica, chirurgo arrestato per omicidio colposo
    Analogo provvedimento e’ stato deciso per il suo assistente, dott. Marco Clemente. Il chirurgo – sulla base di una segnalazione anonima dell’ inizio del 2018- , che denunciava un netto incremento di interventi complessi di chirurgia oncologica con complicanze fatali nella Casa di Cura – era stato oggetto, insieme al suo assistente, di un’ indagine dei pm Cosentino e D’ Alitto, della Procura di Salerno, ed arrestato il 9 dicembre 2020, con concessione dei domiciliari.
    foto da google
    Il Tribunale del Riesame aveva revocato 10 giorni dopo il provvedimento, infliggendo pero’ al chirurgo ed al suo assistente l’ interdizione della professione per 12 mesi. Assistito dagli avvocati Agostino De Caro, di Salerno, e Giovanni Formicola, di NAPOLI, il dott. Napolitano ha fatto ricorso in Cassazione.
    La Corte ha disposto il 3 giugno l’ annullamento senza rinvio delle ordinanze di custodia del gip di Salerno Maria Zambrano e del Tribunale del Riesame, sugli arresti domiciliari e la cessazione immediata della interdizione alla professione per il chirurgo e per il suo assistente. LEGGI TUTTO

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    Inchiesta sui medici della clinica Tortorella: la Cassazione annulla le ordinanze

    Inchiesta sui medici della clinica Tortorella: la Cassazione annulla le ordinanze
    La IV sezione penale della Cassazione ha annullato senza rinvio le ordinanze nei confronti del direttore della chirurgia della Casa di Cura di Salerno “Tortorella” , dott. Carmine Napolitano, e la misura interdittiva dell’ esercizio della professione.
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    Analogo provvedimento e’ stato deciso per il suo assistente, dott. Marco Clemente. Il chirurgo – sulla base di una segnalazione anonima dell’ inizio del 2018- , che denunciava un netto incremento di interventi complessi di chirurgia oncologica con complicanze fatali nella Casa di Cura – era stato oggetto, insieme al suo assistente, di un’ indagine dei pm Cosentino e D’ Alitto, della Procura di Salerno, ed arrestato il 9 dicembre 2020, con concessione dei domiciliari.
    foto da google
    Il Tribunale del Riesame aveva revocato 10 giorni dopo il provvedimento, infliggendo pero’ al chirurgo ed al suo assistente l’ interdizione della professione per 12 mesi. Assistito dagli avvocati Agostino De Caro, di Salerno, e Giovanni Formicola, di NAPOLI, il dott. Napolitano ha fatto ricorso in Cassazione.
    La Corte ha disposto il 3 giugno l’ annullamento senza rinvio delle ordinanze di custodia del gip di Salerno Maria Zambrano e del Tribunale del Riesame, sugli arresti domiciliari e la cessazione immediata della interdizione alla professione per il chirurgo e per il suo assistente. LEGGI TUTTO

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    Rapina mortale in autogrill: identificato il bandito investito

    E’ stato identificato il bandito travolto e ucciso mentre scappava a piedi in autostrada dopo aver rapinato l’autotogrill  Alfaterna a Nocera Superiore lungo la Napoli-Salerno.
    Si tratta di un pregiudicato di 69 anni originario di Pagani. Il suo complice, un 47enne di Nocera Inferiore, è stato fermato più tardi dalla polizia.
    I due uomini, di cui uno armato di coltello, hanno messo a segno la rapina nel bar dell’area di servizio ‘Alfaterna’ lungo l’autostrada Salerno-Napoli e poi si sono dati alla fuga a piedi attraversando la sede stradale. Ma nel passare da una carreggiata all’altra, uno dei due – il 69enne di Pagani – e’ stato investito da un veicolo in transito ed e’ morto. E’ accaduto nella tarda serata di ieri nel tratto salernitano dell’A3 all’altezza di Nocera Superiore.
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    Oggi il suo complice e’ stato rintracciato dai poliziotti e sottoposto a fermo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le rapine messe a segno sono due, la prima ai danni degli addetti all’esercizio di ristorazione dell’autostazione e la seconda ai danni di un cliente. Subito dopo la prima rapina, i due avrebbero tentato la fuga a bordo della loro auto, ma per un problema meccanico, hanno dovuto abbandonare il veicolo.
    Da li’ l’idea di attraversare a piedi l’autostrada, cercando di dileguarsi raggiungendo l’area di servizio della carreggiata opposta. Nell’attraversare, dopo aver scavalcato il guardrail, uno e’ stato travolto. L’uomo, originario di Pagani, non ha avuto scampo. Il suo complice ha continuato la fuga e, secondo le indagini, una volta raggiunta l’area di servizio avrebbe commesso un’ulteriore rapina, questa volta ai danni dell’esercente, riuscendo a dileguarsi a piedi attraverso la recinzione autostradale verso la citta’ di Nocera.
    Oggi i poliziotti hanno eseguito un fermo di polizia giudiziaria nei suoi confronti, e’ un 47enne originario di Nocera. Dopo un lavoro investigativo, le ricerche degli agenti del commissariato nocerino si erano concentrate a Pagani e ad Angri, riuscendo a risalire all’albergo dove il rapinatore in fuga si era rifugiato per trascorrere la notte. LEGGI TUTTO

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    Rapina l’autogrill, fugge a piedi in autostrada: travolto e ucciso

    Un rapinatore è stato travolto e ucciso nella serata di ieri, sull’Autostrada A3 Napoli-Salerno, all’altezza di Nocera Superiore.
    Stando alle prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, l’uomo avrebbe attraversato la carreggiata per scappare dopo aver messo a segno una rapina in un autogrill. Ma, alle 22 circa, sarebbe stato investito ed ucciso.
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    Da quanto si apprende, con la vittima avrebbe agito anche un complice; gli investigatori sono ora sulle sue tracce. L’uomo sarebbe stato identificato grazie alle immagini delle telecamere e attraverso le indagini sui rapporti della vittima. LEGGI TUTTO

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    Sarno, uccide il padre con una coltellata al cuore: fermato ucriano

    Un 41enne ucraino è stato sottoposto a un decreto di fermo di indiziato di delitto per l’omicidio del padre, 65 anni, morto lo scorso 27 aprile a Sarno.
    Il fermo è stato emesso dal sostituto procuratore di Nocera Inferiore Angelo Rubano ed eseguito dai Carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore. Dalle indagini si è accertato che la morte dell’uomo, così come riscontrato dagli esiti dell’autopsia, non era da ricondurre alle conseguenze di una caduta accidentale, come sostenuto dal 41enne, ma a una singola violenta coltellata sferrata al cuore del padre, alla quale era seguita una breve agonia.
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    Secondo quanto ricostruito, il colpo mortale è stato sferrato per futili motivi nel corso di una delle frequenti liti familiari tra i due, avvenuta mentre erano da soli all’interno dell’abitazione e il 41enne era sotto effetto di alcol.L’emissione del decreto di fermo si basa sul pericolo di fuga del 41enne, già noto per precedenti di polizia di altra natura, irregolare sul territorio italiano e privo di attività lavorativa e di vincoli familiari stabili se non quelli della famiglia d’origine nel cui ambito si è consumato il delitto.
    La famiglia stessa ha inoltre manifestato la volontà di recarsi nell’immediatezza in Ucraina con il pretesto di trasportare la salma, viaggio a cui, secondo la Procura, sarebbe seguito un verosimile non ritorno in Italia dell’indagato. Il 41enne, indagato per il reato di omicidio volontario pluriaggravato, è stato portato nel carcere di Salerno Fuorni in attesa dell’udienza di convalida del fermo. LEGGI TUTTO

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    Uccisa ad 8 mesi in provincia di Salerno: ergastolo per il padre, 24 anni alla madre

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    Uccisa ad 8 mesi in provincia di Salerno: ergastolo per il padre, 24 anni alla madre
    La Corte d’Assise di Salerno ha condannato i genitori della piccola Jolanda, la bimba di 8 mesi che, nella notte tra il 21 e il 22 giugno 2019, fu trovata senza vita nella sua abitazione di Sant’Egidio del Monte Albino. La sentenza di primo grado ha disposto l’ergastolo per il padre Giuseppe Passariello e una condanna a 24 anni di reclusione per la mamma Immacolata Monti. Il pm della Procura di Nocera Inferiore, Roberto Lenza aveva chiesto il fine pena mai per entrambi i genitori, ritenuti responsabili dell’omicidio della neonata.
    “E’ una sconfitta della comunita’ perche’ sono fatti che non si devono verificare e se si verificano esprimono un disagio sociale gravissimo”, ha detto all’ANSA l’avvocato Vincenzo Calabrese, legale di Immacolata Monti. “Poi le responsabilita’ personali, se esistono, sono responsabilita’ personali. La Corte, eventualmente, le ha ritenute. Attendiamo di leggere la sentenza”. Decisive, ai fini investigativi, erano risultate le intercettazioni ambientali acquisite nel commissariato di Polizia di Nocera Inferiore nelle ore immediatamente successive alla morte della piccola. LEGGI TUTTO

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    Mafia nel bar del tribunale di Potenza, 17 arresti tra Basilicata, Campania, Lazio e Emilia Romagna

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    Potenza. Operazione Iceberg: eseguite diciassette ordinanze cautelari nei confronti di un’associazione criminale di stampo mafioso radicata nel comune di Pignola, in provincia di Potenza e estesa anche in Campania, Lazio e Emilia-Romagna.
    Oltre alle misure cautelari personali chieste e ottenute dalla Dda di Potenza, sono stati eseguiti anche due provvedimenti di sequestro preventivo delle quote e del complesso aziendale di due societa’, una delle quali gestisce il bar all’interno del Palazzo di Giustizia di Potenza. Per lo svolgimento delle attivita’ di arresto, perquisizione e sequestro, il Servizio centrale operativo della Polizia ha disposto l’invio a Potenza di equipaggi delle Squadre mobili di Matera, Avellino, Cosenza e Salerno che, con l’ausilio di personale della Squadra Mobile di Napoli, Bologna ed Ascoli Piceno, hanno proceduto agli arresti e alle perquisizioni anche in Campania, Lazio ed Emilia Romagna.
    In totale sono stati impiegati circa 150 agenti tra personale della Questura di Potenza, dei Reparti Prevenzione Crimine Basilicata, Puglia, Campania e Calabria e operatori specializzati della Polizia Scientifica Gabinetto Interregionale Puglia-Basilicata. I particolari dell’operazione “Iceberg” saranno resi noti in una conferenza stampa che si terra’ alle 11, presso la Procura della Repubblica di Potenza, alla presenza del Procuratore distrettuale, Francesco Curcio.
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    Bombe, droga e agguati ai rivali: il ritorno del boss Rosario ‘o minorenne nel regno del padrino

    🔊 Ascolta la notizia Bombe, droga, estorsioni, e agguati per punire gli infedeli o i rivali: per Rosario Giugliano, ‘o minorenne, il killer prediletto dell’ex boss Pasquale Galasso, figlioccio di Angelo Visciano, ‘o craparo il tempo in carcere è trascorso invano. Non sono serviti 227 anni di carcere comminati dai giudici della Campania: è bastata […] LEGGI TUTTO

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    Il boss emergente cercò di uccidere l’ex pentito ma la pistola si inceppò

    🔊 Ascolta la notizia Avevano pianificato e messo a punto un agguato nei confronti di un collaboratore di giustizia che aveva lasciato spontaneamente il programma di protezione per tornare nella sua zona, l’agro Nocerino Sarnese. Rosario Giugliano o’ minorenne, boss emergente dell’omonimo clan di Poggiomarino, nell’area vesuviana, e Nicola Francese risultano anche raggiunti da un […] LEGGI TUTTO