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    Salerno, così il boss Michele Cuomo spacciava droga in carcere. TUTTI I NOMI

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    Il boss di Nocera Inferiore, Michele Cuomo aveva organizzato un traffico di droga nel carcere di Fuorni a Salerno dove è detenuto con la ‘collaborazione’ del potente clan Mazzarella di Napoli.

    Personale della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Salerno e del Nucleo Investigativo Centrale del Corpo della Polizia Penitenziaria, coadiuvati da personale delle Squadre Mobili di Firenze, Napoli, Cosenza e Roma, con l’ausilio dei Reparti Prevenzione Crimine, di unità cinofili e il supporto aereo di un elicottero della Polizia di Stato, all’alba di oggi, hanno eseguito, nelle province di Salerno, Napoli, Firenze e Cosenza, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, su conforme richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, nei confronti di 47 persone, ritenuti responsabili, a vario titolo, di due associazioni a delinquere finalizzate al traffico illecito di sostanze stupefacenti ed estorsioni .

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    Nel primo semestre del 2019, l’ attività d’indagine della Squadra Mobile di Salerno con la direzione della Procura della Repubblica di Salerno – DDA, aveva posto in evidenza l’esistenza di illecite introduzioni all’interno della Casa Circondariale di Salerno di apparecchi cellulari oltre che sostanze stupefacenti da commercializzare nell’ambito della stessa struttura carceraria.
    Tali circostanze avevano trovato medesima corrispondenza, nelle risultanze di un altro procedimento istruito presso la Procura della Repubblica di Salerno, le cui attività di indagine sono state esperite da questa Squadra Mobile in codelega con il Corpo della Polizia Penitenziaria – Nucleo Investigativo Centrale – Nucleo Regionale della Campania.
    È emerso come Michele Cuomo, principale indagato e vertice dell’organizzazione, avesse in collaborazione con i suoi sodali, costituito anche all’interno della Casa Circondariale di Salerno, “una piazza di spaccio” previa introduzione all’interno di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari funzionali all’espletamento di detta attività.
    L’attività espletata ha evidenziato il coinvolgimento anche di un agente di Polizia Penitenziaria, in servizio ai “reparti detentivi” del carcere, che è risultato coinvolto nelle illecite attività descritte. In particolare dietro compenso elargitogli dallo stesso Michele Cuomo, per il tramite del suo principale “collaboratore” Domenico Rese, l’agente infedele introduceva quantitativi di stupefacenti all’interno della Casa Circondariale.

    Nel contempo, nell’emergere dell’allarmante quadro di una diffusa attività criminosa posta in essere dai detenuti all’interno del carcere di Salerno, afferente il commercio di sostanze stupefacenti e altri oggetti non consentiti, come telefoni cellulari e Sim Card, è emersa l’esistenza di una ulteriore associazione criminale operante all’interno del medesimo istituto, capeggiata dal detenuto  Luigi Albergatore.
    Michele Cuomo, durante il periodo detentivo presso la struttura carceraria in argomento, ha continuato a impartire “direttive” ai suoi più stretti collaboratori. Difatti, la compagine delinquenziale da lui diretta, attraverso i soggetti di più stretta “fiducia”, ha organizzato in due distinte zone della città di Nocera Inferiore, due “piazze di spaccio”, dimostrandosi, dunque, particolarmente attiva nell’illecita commercializzazione di stupefacenti.

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    Durante tutta l’attività d’indagine sono emersi numerosi episodi di violenze fisiche ed aggressioni a soggetti detenuti che non si “inchinavano” ai promotori dell’ingente traffico di stupefacente. Le spedizioni punitive erano tali da provocare lesioni anche gravi ai danni dei malcapitati.

    Il modus operandi del traffico di stupefacenti era articolato con vere e proprie “piazze di spaccio” all’interno della struttura carceraria di Salerno; con soggetti addetti alla detenzione della droga all’interno di intercapedini e armadietti nelle celle, altri addetti all’introduzione all’interno del carcere tramite parenti o affini che venivano per le visite periodiche ed occultavano i cellulari e lo stupefacente nelle parti intime ed infine una struttura articolata esterna di pagamenti tramite postepay che venivano ricaricate dall’esterno e servivano per pagare l’acquisto di stupefacente all’interno del carcere .
    L’acquisto dei cellulari all’interno del carcere aveva raggiunto le dimensioni un vero e proprio “mercato” infatti bastava ordinare la marca ed il modello per riceverlo consegnato dai visitatori e pagarlo attraverso bonifici alle postepay dedicate.
    L’utilizzo di suddetti cellulari avveniva attraverso sim intestate a soggetti irreperibili e quasi sempre extracomunitari, ed erano utilizzati sia per conversazioni personali con parenti e/o familiari all’esterno del carcere che con i fiancheggiatori utilizzati per le ricariche postepay e per impartire direttive ed ordini agli affiliati al clan.

    Durante tutta la fase delle indagini, con la collaborazione delle dirigenza del carcere e della polizia penitenziaria, sono stati effettuati diversi riscontri investigativi all’interno della struttura carceraria, Numerosi sono stati i sequestri di sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish e telefoni cellulari; più di 30 telefoni cellulari e circa 20 SIM card ed oltre un chilogrammo di sostanza stupefacente suddivisa in diverse dozzine di dosi, tra cocaina ed hashish, riuscendo così ad arginare e bloccare l’introduzione all’interno del carcere sia della droga che dei cellulari.
    Di seguito i nominativi dei soggetti colpiti da misura cautelare:
    1. BARBA Antonio cl.2000 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    2. BARBETTA Annamaria Grazia cl.1969 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    3. BOFFARDI Filippo cl.1983 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    4. BOVE Kristian cl.1996 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    5. CAGGEGI Giuseppa cl.1993 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    6. CAMANZO Gennaro cl.1989 di Napoli (arresti domiciliari)

    7. COMITINI Mario cl.1982 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    8. CUOMO Michele cl.1980 di Nocera Inferiore già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    9. D’AURIA Giuseppe cl.1992 di Pagani,già detenuto per altra causa (arresti domiciliari)
    10. D’AURIA Piero cl.1971 di Pontecagnano Faiano (arresti domiciliari)

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    11. DE ROSA Ciro cl.1987 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    12. DI CUNZOLO Valentina cl.1997 di Eboli (arresti domiciliari)
    13. FEDELE Camillo cl.1989 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    14. GIORDANO Raffaele Paolo cl.1995 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    15. GRANDE Matteo cl.1987 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    16. IANNONE Marco cl.1983 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    17. LAMBERTI Giacomo cl.1998 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)

    18. LIMODIO Mirko cl.1988 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    19. MARCELLO Adriano cl.1980 a Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    20. PASTORE Naomi cl.1997 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    21. PETTI Giuseppe cl.1984 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)

    22. RESE Domenico cl.1986 di Nocera Inferiore, domiciliato a Firenze (custodia in carcere)
    23. SARTORI Demetrio cl.1984 di Napoli, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    24. TORTORA Mario cl.1993 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    25. VICIDOMINI Luigi cl.1985 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    26. VILLANI Pietro cl.1983 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    27. ALBERGATORE Luigi cl.1988 di Torre Annunziata (NA), già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    28. AMORETTI Angela cl.1996 a Torre Annunziata (NA) (custodia in carcere)
    29. AVALLONE Luca cl.1975 di Salerno, già detenuto, per altra causa, presso la comunità terapeutica di Spezzano Albanese (CS) (custodia in carcere)
    30. CAVALLARO Gaetano cl.1979 di Scafati, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    31. D’ACUNZO Vito cl.1987 di Torre Annunziata (NA), già detenuto, per altra causa, presso la comunità terapeutica di San Benedetto Ullano (CS) (custodia in carcere)
    32. D’ADDIO Vincenzo cl.1977 di Santa Maria a Vico (CE) già detenuto per altra causa (custodia in carcere)

    33. D’ELIA Andrea cl.2000 residente a Giffoni Valle Piana (arresti domiciliari)
    34. D’ELIA Carlo cl.1972 residente a Giffoni Valle Piana (custodia in carcere)
    35. D’ELIA Cassandra cl.1997 residente a Giffoni Valle Piana (arresti domiciliari)
    36. FALANGA Olimpia cl.1973 residente a Scafati (arresti domiciliari)
    37. FATTORUSO Angela cl.1998 residente a Scafati (obbligo di dimora)
    38. FATTORUSO Annunziata cl.1980 residente a Scafati (obbligo di dimora)
    39. FATTORUSO Gianmarco cl.1988 residente a Scafati (custodia in carcere)
    40. GRIECO Gennaro cl.1969 residente a Moscufo (PE) (obbligo di dimora)
    41. MELLUSO Gennaro cl.1981, già detenuto per altra causa (arresti domiciliari)
    42. NOCERA Emiliano cl.1973 residente a Scafati (arresti domiciliari)
    43. NOCERA Michele cl.1971 di Scafati (custodia in carcere)
    44. PASTORE Luigi cl.1999 di Salerno, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    45. PRINCIPE Carmela cl.1989 residente a Salerno (arresti domiciliari)
    46. TEODOSIO Annamaria cl.1980 residente a Pompei (arresti domiciliari)
    47. TORTORA Andrea cl.1997 residente a Trecase (NA) (obbligo di dimora) LEGGI TUTTO

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    Salerno, nel carcere si ordinavano anche i modelli di cellulari

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    Nel carcere di Salerno la droga arrivava attraverso diversi canali e così anche i cellulari. Vi erano delle vere e proprie piazze di spaccio e vi era una sorta di catalogo di cellulari da far arrivare nel penitenziario.

    Il modus operandi del traffico di stupefacenti era articolato con vere e proprie “piazze di spaccio” all’interno della struttura carceraria di Salerno, con soggetti addetti alla detenzione della droga all’interno di intercapedini e armadietti nelle celle, altri addetti all’introduzione all’interno del carcere tramite parenti o affini che venivano per le visite periodiche e nascondevano i cellulari e lo stupefacente nelle parti intime ed infine una struttura articolata esterna di pagamenti tramite postepay che venivano ricaricate dall’esterno e servivano per pagare l’acquisto di stupefacente all’interno del carcere.

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    L’acquisto dei cellulari all’interno del carcere aveva raggiunto le dimensioni di un vero e proprio “mercato”: bastava ordinare la marca e il modello per riceverlo consegnato dai visitatori e pagarlo attraverso bonifici alle postepay dedicate. L’utilizzo di cellulari avveniva attraverso sim intestate a soggetti irreperibili e quasi sempre extracomunitari, ed erano utilizzati sia per conversazioni personali con parenti e familiari all’esterno del carcere che con i fiancheggiatori utilizzati per le ricariche postepay e per impartire direttive ed ordini agli affiliati al clan. Durante tutta la fase delle indagini, con la collaborazione delle dirigenza del carcere e della polizia penitenziaria, sono stati effettuati numerosi sequestri di cocaina, hashish e telefoni cellulari, più di 30 telefoni cellulari e circa 20 sim card e oltre 1 chilo di sostanza stupefacente suddivisa in diverse dozzine di dosi, tra cocaina ed hashish, riuscendo così ad arginare e bloccare l’introduzione all’interno del carcere sia della droga sia dei cellulari.

    Nel primo semestre del 2019, l’attivita’ d’indagine aveva posto in evidenza l’esistenza di illecite introduzioni all’interno della Casa crcondariale di Salerno di apparecchi cellulari oltre che sostanze stupefacenti da commercializzare nell’ambito della stessa struttura carceraria. Tali circostanze avevano trovato corrispondenza nelle risultanze di un altro procedimento istruito presso la Procura della Repubblica di Salerno. E’ emerso come un detenuto, principale indagato e ritenuto dagli inquirenti vertice dell’organizzazione, avesse in collaborazione con i suoi sodali, costituito anche all’interno della Casa circondariale di Salerno, “una piazza di spaccio” previa introduzione all’interno di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari. L’attivita’ d’indagine ha evidenziato il coinvolgimento anche di un agente di Polizia penitenziaria, in servizio ai “reparti detentivi” del carcere, che sarebbe coinvolto nelle illecite attivita’ descritte. In particolare, dietro compenso elargitogli dal capo dell’organizzazione, per il tramite del suo principale “collaboratore”, l’agente infedele avrebbe introdotto quantitativi di stupefacenti all’interno della Casa circondariale. Nel contempo e’ emersa l’esistenza di una ulteriore associazione criminale operante all’interno del medesimo istituto, capeggiata da un altro detenuto.

    Durante la fase delle indagini, con la collaborazione delle dirigenza del carcere e della polizia penitenziaria, sono stati effettuati diversi riscontri investigativi all’interno della struttura carceraria di Salerno. Numerosi sono stati i sequestri di sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish e telefoni cellulari; piu’ di 30 telefoni cellulari e circa 20 sim card ed oltre un chilogrammo di sostanza stupefacente suddivisa in diverse dozzine di dosi, tra cocaina e hashish, riuscendo cosi’ ad arginare e bloccare l’introduzione all’interno del carcere sia della droga che dei cellulari. LEGGI TUTTO

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    Deviazione del torrente Fusandola a Salerno, a giudizio anche la compagna di De Luca

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    Dodici persone dovranno affrontare il processo per la vicenda relativa alla deviazione del torrente Fusandola, il corso d’acqua che confluisce sul lungomare di Salerno.
    Tra questi c’e’ anche Maria Maddalena Cantisani, dirigente del Settore Urbanistico-Servizio Trasformazioni Edilizie del Comune di Salerno, nonche’ compagna del governatore Vincenzo De Luca.
    E’ stato condannato a un anno e 8 mesi, invece, Benedetto Troisi, componente della commissione che ha validato il progetto. Il tecnico ha scelto di essere giudicato con la formula del rito abbreviato. Il gup del Tribunale di Salerno., Giovanna Pacifico ha disposto il rinvio a giudizio per Lorenzo Criscuolo (direttore del settore Opere Pubbliche del Comune di Salerno.), Antonio Rosario Gerardo Ragusa (rup dal 2010 al 2013), Luca Caselli (rup dal 2013 in poi); Paolo Baia, Marta Santoro, Massimo Natale, Ciro Di Lascio e Luigi Pinto (componenti della commissione che valido’ il progetto esecutivo), Vania Marasco (direttore dei lavori dal 2013 in poi), Salvatore De Vita (amministratore unico e legale rappresentante della Tekton), Antonio Ilario (legale rappresentante della Esa Costruzioni) e Maria Maddalena Cantisani.

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    La deviazione del torrente Fusandola fu realizzata per permettere la costruzione di Piazza della Liberta’ e del Crescent, la ‘mezzaluna’ progettata da Riccardo Bofill. Secondo la Procura della Repubblica di Salerno (pm Carlo Rinaldi) i lavori sono stati effettuati in un’area sottoposta a tutela e “in sostanziale assenza di autorizzazione paesaggistica”, addebiti respinti dagli imputati che difendono la correttezza del proprio operato. Il processo prendera’ il via il prossimo 12 luglio dinanzi alla seconda sezione penale del Tribunale di Salerno (giudice Paolo Valiante). LEGGI TUTTO

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    Documenti falsi per il fisco: 8 indagati a Salerno. Arrestato noto commercialista

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    La Fiamme gialle di Salerno, durante l’operazione Premiata Stamperia Cilentana, ha arrestato il titolare 79enne di un noto studio commerciale del Cilento, finito ai domiciliari e raggiunto da un divieto di esercizio della professione, e un suo dipendente di 48 anni. Sequestrati beni per 5 milioni di euro.
    Sono otto le persone indagate nell’ambito di un’inchiesta della procura di Vallo Della Lucania per numerosi delitti di natura tributaria, contro la fede pubblica e il patrimonio, per i quali rischiano condanne fino a 6 anni di reclusione. Le indagini sono state avviate a seguito di una segnalazione trasmessa da Equitalia. Due professionisti di uno studio commerciale di Casal Velino avevano esibito documenti e certificazioni false, facendo in questo modo risultare dei pagamenti in realta’ mai avvenuti, per ottenere lo sgravio di cartelle esattoriali oppure per risolvere a favore dei propri clienti il contenzioso con il fisco. I finanzieri della tenenza di Vallo della Lucania hanno avviato le indagini, ricostruendo il modus operandi degli indagati: il titolare dello studio impartiva disposizioni sia al nipote, che lavorava alle sue dipendenze come ragioniere, sia alle due segretarie, che avevano il compito di predisporre tutta la documentazione fiscale, rigorosamente falsa, per soddisfare le diverse esigenze dei clienti in difficoltà.

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    Alcuni erano pienamente consapevoli della natura illecita degli “aggiustamenti” contabili adottati dal consulente, manipolazioni che avevano consentito loro un indebito risparmio di imposte quantificato dalle fiamme gialle in oltre 2 milioni di euro. La successiva perquisizione dello studio del professionista ha portato alla luce una stamperia di documentazione fiscale tarocca. Più di 2mila i documenti falsi acquisiti. Le condotte illecite erano state poste in essere nell’arco di ben sei anni, dal 2012 al 2018. Per garantire il pagamento delle somme dovute all’erario, il giudice ha inoltre disposto il sequestro preventivo dei beni nella disponibilità di tutti gli indagati per un valore complessivo di 5 milioni di euro. LEGGI TUTTO

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    Scacco al traffico di droga in provincia di Salerno: 45 arresti. TUTTI I NOMI

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    Vasta operazione antidroga “interprovinciale” della Squadra Mobile di Salerno che, coadiuvata dagli agenti di altre Questura, tra cui quella di Napoli, ha sgominato alcuni gruppi di trafficanti e spacciatori in grado di rifornire costantemente le piazze di spaccio di Salerno e dei comuni vicini.
    Complessivamente sono 45 le persone indagate dalla DDA. Con l’aiuto dei Reparti Prevenzione Crimine, delle unita’ cinofili e con il supporto aereo di un elicottero della Polizia di Stato, le misure cautelari emesse dal gip sono state notificate ai destinatari accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Durante l’operazione Chef “Crack – Ko” gli agenti, durante le perquisizioni, hanno anche scoperto quantita’ di hashish, una pistola a tamburo e 700mila euro in contanti, probabile provento dell’attivita’ illecita. Gli investigatori hanno identificato i capi dei gruppi criminali nelle persone di Luca Franceschelli e Fabio Salzano e ricostruita l’intera filiera del traffico di stupefacenti, a partire dai pusher fino ad arrivare ai rifornitori della droga. Per non farsi scoprire, – e’ emerso – i soggetti, durante le conversazioni telefoniche intercettate, adoperavano sempre un linguaggio criptico, senza mai citare il reale oggetto dei loro colloqui. Tra gli arrestati figurano anche tre donne: Giovanna Liguori, residente a Battipaglia e le salernitane Teodora Pace e Silvia Pappalardo.

    [embedded content]Nel corso delle indagini sono state tratte in arresto nr. 7 persone in flagranza di reato ex art. 73 DPR 309/90 con contestuale sequestro di diverse tipologie di sostanze stupefacenti:in data 3.07.2019, veniva tratto in arresto PENNASILICO Giuseppe, trovato in possesso di gr. 35,51 di Eroina, nr. 5 proiettili cal. 38 e la somma di 4.000,00 €;in data 11.08.2019, veniva tratto in arresto MERCADANTE Francesco, trovato in possesso di gr. 98,47 di Cocaina, gr. 6,99 di Eroina e gr. 3,98 di Hashish;in data 11.10.2019 veniva tratto in arresto CAFARO Francesco, trovato in possesso di gr. 339,262 di Eroina, 2 pistole clandestine cal. 6,35, nr. 58 proiettili stesso calibro;in data 7.11.2019, venivano tratti in arresto in flagranza di reato, ESPOSITO Antonio e SALZANO Fabio. In seguito alla perquisizione personale di ESPOSITO erano rinvenuti gr. 520,32 di Cocaina, mentre nell’abitazione di SALZANO, con l’ausilio di unità cinofile, erano rinvenuti ulteriori gr. 106,38 di Cocaina e gr. 10,76 di Marjuana, strumenti atti al confezionamento e la somma complessiva di 5.000,00 €;in data 19.11.2019, venivano tratti in arresto SCOTTO DI PORTA Raffaele e PACE Teodora. Nell’abitazione dei predetti erano rinvenuti gr. 500,00 di Cocaina, gr. 10 di Marjuana, un bilancino di precisione e la somma di 1.720,00 €.I componenti del sodalizio, durante le conversazioni telefoniche intercettate, hanno adoperato sempre un linguaggio criptico ed utilizzato forme di comunicazioni implicite previamente concordate per evitare di esplicitare il reale oggetto dei loro colloqui.

    La combinazione degli elementi raccolti ha consentito di ritenere per tutti gli indagati la grave piattaforma indiziaria come descritta dal PM nella domanda cautelare consentendo al G.I.P. presso il Tribunale di Salerno di emettere la misura cautelare nei confronti di:1. FRANCESCHELLI Luca cl.1987, residente a Salerno (custodia in carcere)2. ABATE Antonio cl.1978, residente a Salerno (custodia in carcere)3. ABATE Agostino cl.1993, residente a Salerno (custodia in carcere)4. CAFARO Francesco cl.1989, residente a Pellezzano (custodia in carcere)5. CAFARO Rocco cl.1988, residente a Salerno (custodia in carcere)6. CAPUTO Carmine cl.1995, residente a Salerno (custodia in carcere)7. CIAGLIA Emilio cl.1978, residente a Salerno (custodia in carcere)8. CONSIGLIO Roberto cl.1980, residente a Salerno (custodia in carcere)9. CRISCUOLI Donato Bernardo cl.1994, residente a Salerno (custodia in carcere)10. D’AURIA Giuseppe cl.1992, residente a Pagani (custodia in carcere)11. DELFINO Luca cl.1981, residente a Salerno (custodia in carcere)12. DI MARTINO Moreno cl.1993, residente a Salerno (custodia in carcere)13. ESPOSITO Antonio cl.1992, residente a Salerno (custodia in carcere)14. FASANO Sabato cl.1962, residente a Salerno (custodia in carcere)15. FIORILLO Gerardo cl.1994, residente a Pellezzano (custodia in carcere)16. GALDOPORPORA Giuseppe cl.1999, residente a Salerno (custodia in carcere)17. GIBUTI Claudio cl.1994, residente a Salerno (custodia in carcere)18. LIGUORI Giovanna cl.1970, residente a Battipaglia (custodia in carcere);19. MERCADANTE Francesco cl.1977, residente a Salerno (custodia in carcere)20. MERCADANTE Luigi cl.1985, residente a Salerno (custodia in carcere)21. MILO Marco cl.1989, residente a Salerno (custodia in carcere)22. MOLINARO Gaetano cl.1999, residente a Salerno (custodia in carcere)23. NOSCHESE Cristiano cl. 1988, residente a Salerno (custodia in carcere)24. OTTATI Giuseppe cl.1972, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)25. PACE Teodora cl.1990, residente a Salerno (custodia in carcere)26. PECORARO Santo cl.1983, residente a Salerno (custodia in carcere)27. PAPPALARDO Silvia cl.1977, residente a Salerno (custodia in carcere)28. PASSAMANO Alfonso cl.1992, residente a Nocera Inferiore (custodia in carcere)29. PENNASILICO Giuseppe cl.1985, residente a Salerno (custodia in carcere)30. SALZANO Fabio cl.1994, residente a Salerno (custodia in carcere)31. SAVIELLO Fabio cl.1989, residente a Salerno (custodia in carcere)32. SCOTTO DI PORTO Raffaele cl.1995, residente a Salerno (custodia in carcere)33. SICA Massimo cl.1973, residente a Salerno (custodia in carcere)34. SOLFERINO TIANO Luciano cl.1991, residente a Nocera Inferiore (custodia in carcere)35. STABILE Walter cl.1996, residente a Baronissi (custodia in carcere)36. SPERO Francesco cl.1991, residente a Salerno (custodia in carcere)37. TRANZILLO Marco cl.1993, residente a Salerno (custodia in carcere)38. VENTURA Vincenzo cl.1999, residente a Salerno San Mango Piemonte (custodia in carcere)39. BIFULCO Giuseppe cl. 1998, residente a Salerno (arresti domiciliari)40. COCCI Raffaele cl.1981, residente a Caivano (arresti domiciliari)41. CRISPINO Raffaele cl.1984, residente a Caivano (arresti domiciliari)42. LEONE Angelo cl.1990, residente a Salerno (arresti domiciliari)43. MARANO Alfonso cl.1971, residente a Nocera Superiore (arresti domiciliari)44. RAGOSTA Ciro cl.1989, residente a Salerno (arresti domiciliari)45. RAUCCI Pasquale cl.1970, residente a Caivano (arresti domiciliari).Nel corso dell’esecuzione delle attività odierne delegate dall’Autorità Giudiziaria gli agenti, in seguito a perquisizioni domiciliari, hanno anche rinvenuto sostanza stupefacente del tipo hashish, una pistola a tamburo e denaro in contanti, probabile provento dell’attività illecita, per una somma di circa settecentomila euro. LEGGI TUTTO

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    Ex pentito di Salerno ucciso ad Ascoli: fermato anche un 17enne

    Ex pentito di Salerno ucciso ad Ascoli: fermato anche un 17enne.
    La Procura per i Minori di Ancona ha indagato per omicidio volontario il nipote 17enne di Petre Lambru, il rumeno di 57 anni arrestato venerdi’ notte ad Ascoli Piceno con l’accusa di aver ucciso Franco Lettieri, 56enne salernitano, ex pentito di camorra che risiedeva nella citta’ marchigiana. Il reato di concorso in omicidio volontario e’ contestato ora allo zio (dalla Procura di Ascoli) e al nipote per il quale la magistratura ha disposto il fermo. L’uccisione del 56enne, secondo le prime indagini, non sarebbe dunque connesso al suo passato di collaboratore di giustizia.

    Il 17enne, con il quale il 56enne avrebbe avuto un litigio prima di essere ucciso, si e’ presentato stamattina presso la caserma del comando provinciale dei carabinieri di Ascoli e ha fatto dichiarazioni importanti riguardo A quanto accaduto la sera di venerdi’ 15 gennaio nel centro storico di Ascoli. Al termine il ragazzo e’ stato trasferito in una casa protetta. Domani mattina e’ intanto in programma l’udienza di convalida dell’arresto di Petre Lambru che nega ad aver materialmente compiuto lui l’omicidio di Lettieri. Proprio la vittima, prima di morire, ha telefonato al 112 rivelando chi lo aveva accoltellato.

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    Ucciso ad Ascoli ex pentito di camorra di Salerno

    Ucciso ad Ascoli ex pentito di camorra di Salerno.
    Franco Lettieri, l’uomo ucciso ieri sera a coltellate ad Ascoli Piceno, residente da tempo nella citta’ marchigiana, era un ex collaboratore di giustizia. “O’ Cacaglio”, questo il soprannome con cui il 56enne di Salerno era conosciuto, vi si era trasferito dalla Campania dove era stato coinvolto in alcuni fatti connessi alla criminalita’ organizzata, tanto da aver avuto una condanna per associazione a delinquere. Aveva collaborato con la giustizia, vivendo per un periodo sotto protezione che pero’ gli era stata tolta da tempo e aveva ricevuto una somma di denaro per potersi rifare una vita lontano dalla sua terra. Si era quindi stabilito ad Ascoli.

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    Il suo pregresso giudiziario non viene pero’, al momento, in alcun modo collegato con l’omicidio di cui Lettieri e’ stato vittima ieri sera e per il quale e’ in carcere Petre Lambru, 57enne muratore rumeno, anche lui residente ad Ascoli. Lettieri in passato era stato oggetto di attenzioni da parte della magistratura per la morte di una donna ascolana con la quale si era accompagnato dopo che lei era rimasta vedova; si era parlato di un’ipotesi di maltrattamenti per la quale non erano stati pero’ raccolti elementi.

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    Salerno, sequestra un 18 per rubargli lo smartphone: arrestato 31enne

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    Salerno, sequestra un 18 per rubargli lo smartphone: arrestato 31enne.
    Aveva caricato un 18enne a bordo di un Suv, sequestrato e minacciato con una mazza da baseball perche’ consegnasse soldi e smartphone. Era la sera del 5 giugno dello scorso anno, quando un diciottenne di Salerno e’ stato, secondo la ricostruzione degli inquirenti, e’ stato vittima di un sequestro di persona a scopo di estorsione. Ora, dopo sette mesi di indagini coordinate dalla procura, la Squadra mobile di Salerno ha eseguito un’ordinanza del gip che dispone la misura cautelare della custodia in carcere a carico di un pregiudicato di 31 anni, F.M. le sue iniziali, residente nella zona orientale della citta’.
    Il 31enne, con l’aiuto di un complice, avrebbe aggredito il ragazzo caricandolo a bordo del proprio Suv e, “privandolo della liberta’ personale, lo aveva condotto presso la propria abitazione, ponendo in atto un sequestro di persona a scopo di estorsione”, spiegano dalla questura. Il diciottenne, in quell’occasione, sarebbe stato percosso ripetutamente con una mazza da baseball e costretto a consegnare il proprio telefono cellulare, un iPhone, e, inoltre, tramite i propri familiari, la somma di 1.400 euro, sotto minaccia di un coltello. Ad aggravare la sua posizione dell’arrestato, l’essersi allontanato dalla sua abitazione mentre era ai domiciliari, per cui deve rispondere di evasione. LEGGI TUTTO

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    Sarno, arrestato per una sparatoria ma era positivo al Covid: 32 poliziotti in quarantena

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    Sarno, arrestato per una sparatoria ma era positivo al Covid: 32 poliziotti in quarantena.
    Sarebbero 32 i poliziotti posti in quarantena fiduciaria in attesa del tampone. Il protocollo previsto in questi casi è scattato dopo che G.B.A 44 anni è risultato positivo al Covid 19. Arrestato la notte tra lunedì e martedì, perchè ritenuto l’autore del ferimento a colpi d’arma da fuoco di F.A. 32 anni, lunedì pomeriggio in via Piave, le indagini coordinate dalla Procura di Nocera Inferiore, hanno portato all’arresto di G.B.A. detto “O Russ”.

    Sarno, 32enne gambizzato per motivi personale: arrestato l’autore

    L’uomo trasferito nella Casa Circondariale di Salerno è stato sottoposto a tampone, dopo l’esito del test positivo si sono ricostruiti tutti i suoi contatti.
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    Napoli, incenerite 14 tonnellate di anfetamine e 2,8 di hashish sequestrate

    Cronache » I fatti del giorno » Napoli, incenerite 14 tonnellate di anfetamine e 2,8 di hashish sequestrate

    Cronaca

    L’importante sequestro effettuato nel giugno scorso nel porto di Salerno

    Pubblicato
    11 ore fa circa (11:07)
    il
    17 Dicembre 2020

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    Napoli, incenerite 14 tonnellate di anfetamine e 2,8 di hashish sequestrate.
    Torna d’attualità l’Operazione “Captagon”, il sequestro di 14 tonnellate di amfetamine effettuato dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Napoli nel porto di Salerno nel mese di giugno scorso.Gli investigatori antimafia delle Fiamme Gialle partenopee, nell’ambito della stessa indagine, poche settimane prima avevano effettuato un altro sequestro, di 2,8 tonnellate di hashish.
    Poi a fine giugno il mega sequestro di amfetamine provenienti dalla Siria, culmine di una operazione senza precedenti: 84 milioni di pasticche, valore di mercato superiore al miliardo di euro. Da allora, le indagini sono proseguite in coordinamento tra la Procura della Repubblica di Napoli e quella di Salerno, sia nell’ottica di individuare tutti i soggetti coinvolti nel traffico, sia i mercati di destinazione, che sembrano proprio essere Stati Arabi nel Nord Africa.

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    Dopo aver completato tutte le analisi sull’enorme quantitativo sequestrato, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli ha organizzato ed eseguito in queste ore la complessa operazione di distruzione di tutta la droga all’interno di un termovalorizzatore di Ravenna.[embedded content]
    Il trasporto è stato eseguito in queste ore da un convoglio composto da 2 autoarticolati contenenti le oltre 16 tonnellate di stupefacenti, scortati da mezzi terrestri e aerei che si sono mossi nella notte tra mercoledì 16 e giovedì 17 per arrivare al termovalorizzatore di Ravenna alle prime luci dell’alba, dato che l’operazione di distruzione richiede un’intera giornata.Per le operazioni di scorta è stato approntato un imponente dispositivo di sicurezza, con oltre oltre 50 finanzieri del Comando Provinciale di Napoli selezionati tra gli specialisti di antimafia, antidroga e ordine pubblico (“BaschiVerdi”), 9 autoveicoli e 2 elicotteri AW 139 Volpe 414 e AW 169 Volpe 502 del Centro di Aviazione di Pratica di Mare che hanno scortato il convoglio durante tutto il tragitto, coordinati dalla Centrale Operativa del Comando Generale – III Reparto Operazioni.
    L’integrale distruzione degli stupefacenti rappresenta una ulteriore tappa delle complesse indagini portate avanti dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Napoli e Salerno, in coordinamento tra loro, attraverso i rispettivi investigatori della Guardia di Finanza delle due città e un’ampia rete di cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia.

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    Napoli, giocano a carte nel circolo chiuso, multe per 5mila euro
    Napoli, giocano a carte nel circolo chiuso,multe per 5mila euro

    Pubblicato
    1 ora fa
    il
    17 Dicembre 2020

    foto da google

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    Gli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra hanno controllato in corso Bruno Buozzi due circoli ricreativi le cui serrande erano parzialmente abbassate; una volta entrati hanno sorpreso, in entrambi i locali, numerose persone intente a giocare a carte, tutte prive della mascherina e inosservanti del distanziamento sociale.
    I poliziotti hanno identificato i due gestori e 11 avventori, tutti napoletani di cui cinque con precedenti di polizia, sanzionandoli per inottemperanza alle misure anti Covid-19 per un importo totale di oltre 5mila euro e disponendo l’immediata chiusura dei locali.

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    Da Milano alla provincia di Salerno per evadere il fisco: nei guai sei persone

    Cronache » Cronaca » Da Milano alla provincia di Salerno per evadere il fisco: nei guai sei persone

    Cronaca

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    Pubblicato
    56 minuti fa circa (11:19)
    il
    11 Dicembre 2020

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    Salerno. Trasferimento fittizio da Milano a Salerno per evadere il fisco: nei guai amministratori e commercialisti di una società dell’impiantistica termica.

    La guardia di finanza di Salerno ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, nei confronti di sei soggetti, tra commercialisti ed amministratori di una societa’ di Milano, ritenuti a vario titolo responsabili di un’evasione fiscale quantificata in oltre 2 milioni e mezzo di euro. Le prime indagini sono state avviate nel 2016, da parte delle fiamme gialle di Vallo della Lucania, insospettite dal fatto che un imprenditore avesse spostato nel piccolo comune cilentano di Laurino in provincia di Salerno la sede di una delle sue imprese, operante nel settore dell’impiantistica termica. Un trasferimento anomalo e, soprattutto, avvenuto solo sulla carta. Come riscontrato infatti dai militari nel corso di un sopralluogo, al nuovo indirizzo non vi era alcuna traccia dell’azienda. Non un’insegna o una cassetta postale, ne’ tantomeno un locale o un magazzino che ne provasse l’operativita’. Per fare luce sulla vicenda, i finanzieri hanno aperto una verifica per approfondire la posizione fiscale della societa’, che di fatto aveva mantenuto cuore e anima nel centro meneghino, a due passi dal Duomo. Attesa la mancanza della documentazione contabile obbligatoria, gli investigatori hanno approfondito le ricerche attraverso specifiche interrogazioni alle banche dati in uso, accertando in questo modo che dal 2013 al 2015 l’impresa aveva utilizzato fatture per operazioni inesistenti emesse da diverse aziende, tutte riconducibili al medesimo titolare. Un vero e proprio sodalizio di matrice calabrese, con al vertice l’amministratore di fatto della societa’, principale artefice della truffa, e, a seguire, i due rappresentanti legali, mere teste di legno. Notevole apporto alla realizzazione del disegno criminoso e’ stato infine fornito da tre commercialisti che, mediante la compilazione dei modelli 760 e degli F24 con dati non rispondenti al vero, hanno contabilizzato crediti IVA inesistenti per cifre enormi, ai quali la societa’ ricorreva sistematicamente per annullare le imposte che avrebbe dovuto versare.Per garantire il pagamento delle somme dovute all’erario, il gip ha disposto il sequestro preventivo dei beni nella disponibilita’ degli indagati. All’esecuzione del provvedimento hanno preso parte anche i reparti della guardia di finanza del milanese, competenti in ragione della residenza dei destinatari della misura. Sui conti correnti sono state cosi’ rinvenute e cautelate disponibilita’ finanziarie per oltre 400mila euro. Hanno inoltre formato oggetto di sequestro 15 fabbricati e 22 terreni, nonche’ una serie di beni di lusso, tra i quali orologi e quadri di pregio, una lussuosa villa sita nel capoluogo lombardo (che, da sola, vale mezzo milione di euro), una Porsche 718 – Cayman e una Ferrari 612 – Scaglietti. Gli indagati dovranno ora rispondere dell’accusa di evasione fiscale mediante l’indebita compensazione di crediti d’imposta fittizi, reato per il quale rischiano la reclusione fino a 6 anni.

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    Casalnuovo, muore di covid Ciro Leone: è la ventiquattresima vittima tra i farmacisti

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    Droga nelle ‘Vele celesti’ di Scampia: i carabinieri arrestano tre pusher

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    Cronaca

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    1 ora fa
    il
    11 Dicembre 2020

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    Napoli. Droga nelle ‘Vele celesti’ di Scampia: arrestati tre pusher che spacciavano cocaina e eroina.
    Continuano i servizi anti-droga, disposti dal comando provinciale di Napoli, per i carabinieri della compagnia Napoli Stella.I militari della stazione Scampia hanno arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti 3 persone: Francesco Bruzzese, Marco Estinto e Francesco De Franco. Le 3 persone – rispettivamente di 31, 30 e 21 anni – sono napoletani e già note alle forze dell’ordine.I Carabinieri li hanno notati all’interno del complesso di edilizia popolare “Vele Celeste” mentre cedevano delle dosi di cocaina ed eroina a 5 clienti (tutti segnalati alla prefettura quali assuntori di sostanza stupefacente) e li hanno bloccati. Perquisiti, sono stati trovati in possesso di 12 cilindretti contenenti eroina e 7 cilindretti con all’interno cocaina per un peso complessivo di 9 grammi. Rinvenuta e sequestrata anche la somma contante di 150 euro provento del reato.Gli arrestati sono stati trasferiti al carcere in attesa di giudizio.

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    2 ore fa
    il
    11 Dicembre 2020

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    Napoli. Una “giornata di digiuno e di solidarietà” per chiedere misure urgenti per il mondo penitenziario si terra’ sabato 19 dicembre a Napoli.

    A promuoverla sono stati il Garante per i diritti dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, ed il responsabile della pastorale carceraria della diocesi di Napoli, don Franco Esposito. Nel corso della giornata sul tema “Fame di Giustizia e Sete di Verità” (dalle 11 alle 15) si terra’ anche un presidio dinanzi al carcere di Poggioreale. “Porteremo la nostra fame di giustizia e la nostra sete di verita’, ognuno con la propria storia e la propria visione del mondo, ma tutti insieme per gridare forte che non e’ piu’ tempo di perdere tempo e che c’e’ bisogno di intervenire subito”, si leghe in una nota. Il carcere, si legge sempre nella nota, non deve essere “un luogo oscuro e separato dalla societa’, perche’ ogni vita deve essere salvata da un virus che non conosce limiti e barriere. In questi mesi tutti noi abbiamo conosciuto la paura e il timore per un virus che ha cambiato le nostre vite. Abbiamo imparato a mantenere a usare le mascherine, a igienizzare le mani e a mantenere la distanza gli uni dagli altri. Tutte misure indispensabili, in attesa di un vaccino, che rispettiamo con rigore. E chi e’ in una cella con altre dieci persone e un solo bagno come fa?” Si chiede “che non si perda altro tempo ad adottare tutti quei provvedimenti che riducano la presenza nelle carceri sovraffollati e consentano a quante piu’ persone possibile di scontare con misure alternative la propria pena”. Tra le prime adesioni si registrano quelle dell’ arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe arcivescovo di Napoli; padre Alex Zanotelli missionario comboniano; Pietro Ioia, garante dei detenuti della citta’ metropolitana di Napoli; Carlo Mele, garante dei detenuti della provincia di Avellino; Emanuela Belcuore, Garante dei detenuti della provincia di Caserta; don Tonino Palmese vicario episcopale Carita’ e Giustizia; don Enzo Cozzolino ,direttore Caritas diocesana di Napoli; i cappellani carcere “Giuseppe Salvia” Poggioreale; i cappellani carcere di Secondigliano; don Antonio Loffredo Fondazione san Gennaro; Don Maurizio Patriciello parroco di Caivano e della Comunita’ Sant’Egidio e di numerose altre associazioni di volontariato.

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    Inquinamento alle fonderie Pisano: arriva la prima condanna, risarcimenti per associazioni e Ministero

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Inquinamento alle fonderie Pisano: arriva la prima condanna, risarcimenti per associazioni e Ministero

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    3 settimane fa circa (17:47)
    il
    6 Novembre 2020

    Salerno. Inquinamento e smaltimento illecito dei rifiuti alle Fonderie Pisano: arriva la condanna per i proprietari e il risarcimento nei confronti di Codacons e Ministero dell’Ambiente e delle associazioni ambientaliste che si erano costituite in giudizio.
    Il Giudice per le udienze preliminari, Maria Zambrano ha condannato Guido, Renato, Ciro e Ugo Pisano per reati ambientali condannandoli a pagare un’ammenda di 11mila euro ciascuno. Il processo con rito abbreviato ha visto anche l’assoluzione degli altri imputati Luca Fossati e Antonio Setaro e ha escluso che vi fossero illeciti amministrativi nella gestione della fabbrica.
    La questione ambientale sollevata per l’inquinamento delle Fonderie Pisano, situate nella frazione di Fratte a Salerno aveva portato a numerose denunce di associazioni ambientaliste, comitati civici e politici.
    Il procedimento penale, instaurato nel 2014 si è concluso con una condanna con rito abbreviato. Il giudice ha anche condannato gli imputati al risarcimento danni da liquidarsi in separata sede per il Codacons, ministero dell’Ambiente, associazione Salute e vita, Legambiente Campania onlus, Impatto ecosostenibile zero waste Campania onlus, Wwf, Medicina democratica, disponendo una provvisionale immediatamente esecutiva. Inoltre, gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
    Il vice segretario nazionale del Codacons, Matteo Marchetti, dichiara: “Questa è certamente la prima condanna in materia ambientale a carico dei Pisano, si tratta di una sentenza di primo grado, quindi appellabile e siamo in attesa di leggere le motivazioni che arriveranno tra 90 giorni. Ci auguriamo che questa sentenza sia da monito a tutte le imprese che inquinano e riteniamo che sia un primo importante passo di una rinnovata coscienza ambientale esistente in città e speriamo in tutta la Campania”.
    E poi conclude: “Confidiamo, in attesa di leggere le motivazioni, che ci siano ampi margini da parte della Procura di appellare la sentenza, come associazione siamo soddisfatti perché le condanne in nostro favore sono un riconoscimento del lavoro svolto in questi anni, ricordiamo che le indagini che hanno portato a questo processo sono partite anche sulla base delle nostre denunce”.
    Non è pienamente soddisfatto della sentenza il Comitato Salute e Vita “perché, per alcuni reati, sono stati assolti”.
    «La condanna di oggi nei confronti dei titolari delle Fonderie Pisano per reati connessi all’inquinamento ambientale confermano i sospetti sulle condotte illecite compiute all’interno dell’opificio di Fratte e rispetto ai quali ci battiamo da anni – ha detto Michele Cammarano, consigliere regionale del M5S -. E’ sempre una sconfitta per i cittadini quando, a dare risposte, sono i tribunali e non la politica, spesso dopo decenni trascorsi dall’inizio degli eventi incriminati, tra sit-in e mobilitazioni. Seppur limitatamente ad alcune fattispecie, quanto statuito dal giudice configura degli illeciti gravissimi nei confronti dei cittadini e dell’ambiente in un procedimento nel quale, ricordo, anche il Ministero della Salute si è costituito parte civile. Ciò che è avvenuto negli ultimi vent’anni nella fabbrica di Fratte è una responsabilità individuale, ma anche politica di una classe dirigente che non ha mai difeso apertamente la salute dei salernitani».

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    Latitante del clan Quarto Sistema passeggiava per le strade di Boscoreale

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    Positivo il Ct della nazionale, Roberto Mancini

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    1 giorno fa
    il
    27 Novembre 2020

    Da quella residenza per anziani del Napoletano dove avrebbe dovuto essere amorevolmente accudita ne usci’ al tal punto disidratata da morire, qualche giorno dopo in un ospedale a Napoli.
    Un triste episodio sul quale per quattro anni ha indagato la Procura di Napoli e che oggi ha trovato l’epilogo con una condanna, esemplare, anche per il figlio dell’anziana donna, morta nel giugno del 2016. Insieme con il figlio-tutore dell’82enne, che affetta dal morbo di Alzheimer, sono stati condannati a 3 anni e 4 mesi di reclusione anche il legale rappresentante della Rsa, e l’unica operatrice sanitaria presente nella struttura.
    La sentenza e’ stata emessa nei giorni scorsi dalla Corte di Assise di Napoli. A tutti il sostituto procuratore Mario Canale, in forza alla sezione “Lavoro e colpe Professionali” coordinata dal procuratore aggiunto Simona Di Monte, ha contestato l’abbandono di persona incapace seguito dalla morte.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    1 giorno fa
    il
    27 Novembre 2020

    Il Gip del Tribunale di Napoli Nord, Vincenzo Saladino, ha revocato la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dalle pubbliche funzioni per uno dei sei medici in servizio all’Asl di Aversa, coinvolto qualche giorno fa nell’indagine della Procura di Napoli Nord su episodi di assenteismo dal posto di lavoro.
    Si tratta del dirigente medico Enzo Iodice, coordinatore dei covid team e responsabile dell’emergenza per l’Asl di Caserta, in passato sindaco di Santa Maria Capua Vetere ed esponente di rilievo del Pd e dell’Udc. La revoca e’ sopraggiunta dopo l’interrogatorio cui Iodice si e’ sottoposto, in cui ha chiarito che in qualita’ di dirigente non aveva l’obbligo di marcare il cartellino. Per la Procura di Napoli Nord e i carabinieri del Nas di Caserta, alla sede Asl di Aversa c’era una prassi consolidata di allontanamenti illeciti dal posto di lavoro; complessivamente sono stati accertati 270 casi di allontanamento non autorizzato, alcuni addirittura quotidianamente.
    Un dipendente, su 58 giorni di presenza registrati, si sarebbe allontanato illecitamente ben 36 volte. Ad operare le modifiche era l’addetto alla registrazione delle presenze. Le indagini sono iniziate nel 2017, dopo una segnalazione della Direzione Generale dell’Asl di Caserta la quale si era accorta che un dipendente modificava, accedendo al sistema, quasi quotidianamente le sue attestazioni di presenza. Il Nas ha poi accertato che erano 22 le persone (tra dipendenti e collaboratori) che truffavano l’Asl, alcune delle quali, pero’, nel frattempo, hanno cessato il rapporto di lavoro con la struttura sanitaria

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