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    Mafia nel bar del tribunale di Potenza, 17 arresti tra Basilicata, Campania, Lazio e Emilia Romagna

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    Potenza. Operazione Iceberg: eseguite diciassette ordinanze cautelari nei confronti di un’associazione criminale di stampo mafioso radicata nel comune di Pignola, in provincia di Potenza e estesa anche in Campania, Lazio e Emilia-Romagna.
    Oltre alle misure cautelari personali chieste e ottenute dalla Dda di Potenza, sono stati eseguiti anche due provvedimenti di sequestro preventivo delle quote e del complesso aziendale di due societa’, una delle quali gestisce il bar all’interno del Palazzo di Giustizia di Potenza. Per lo svolgimento delle attivita’ di arresto, perquisizione e sequestro, il Servizio centrale operativo della Polizia ha disposto l’invio a Potenza di equipaggi delle Squadre mobili di Matera, Avellino, Cosenza e Salerno che, con l’ausilio di personale della Squadra Mobile di Napoli, Bologna ed Ascoli Piceno, hanno proceduto agli arresti e alle perquisizioni anche in Campania, Lazio ed Emilia Romagna.
    In totale sono stati impiegati circa 150 agenti tra personale della Questura di Potenza, dei Reparti Prevenzione Crimine Basilicata, Puglia, Campania e Calabria e operatori specializzati della Polizia Scientifica Gabinetto Interregionale Puglia-Basilicata. I particolari dell’operazione “Iceberg” saranno resi noti in una conferenza stampa che si terra’ alle 11, presso la Procura della Repubblica di Potenza, alla presenza del Procuratore distrettuale, Francesco Curcio.
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    Due medici del Ruggi d’Aragona di Salerno rinviati a giudizio per la morte di Lucia Ferrara

    🔊 Ascolta la notizia Due medici del Ruggi d’Aragona di Salerno rinviati a giudizio per la morte di Lucia Ferrara Enrico Coscioni (consulente della SanitĂ  del governatore Vincenzo De Luca) insieme ad un collega chirurgo sono stati rinviati a giudizio per concorso in omicidio per colpa medica. I due medici del reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale […] LEGGI TUTTO

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    Femminicidio, indennizzo ‘iniquo’ per la figlia della donna uccisa: ricorso del legale

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    Roma. “Lo Stato deve indennizzare la vittima del reato violento”: è un principio che farà giurisprudenza quello stabilito dal giudice della II sezione civile del Tribunale di Roma, ma per il legale l’indennizzo è iniquo.

    Il giudice ha condannato la presidenza del consiglio dei ministri e il ministero della giustizia a pagare 60mila euro più 6mila di spese a favore di Sara Terracciano, figlia di Marisa Della Rocca, la dipendente Inps uccisa, nel novembre del 2007 a Cagliari, a colpi di fucile dal marito Giuseppe Terracciano dal quale voleva separarsi. Terracciano originario della provincia di Salerno dopo l’omicidio si costituì in carcere e successivamente è stato condannato.I 60mila euro sono stati quantificati secondo il decreto del 22 novembre del 2019, riguardante la “Determinazione degli importi dell’indennizzo alle vittime dei reati intenzionali violenti”, e per il fatto che “il delitto di omicidio commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, nell’importo fisso di euro 60.000 esclusivamente in favore dei figli della vittima”. Il difensore della vittima, l’avvocato milanese Claudio Defilippi, ricorrerà in appello perché, a suo avviso, la cifra ‘standard´ di 60mila euro non tiene conto delle diverse circostanze in cui si trovano i famigliari delle vittime e l’omicida. “Assolutamente non ci siamo – ha detto il legale -. La somma è inadeguata e lo affermiamo in base alla direttiva 80 del 2004, quella del Libro verde del consiglio d’Europa. Bisogna rispettare il principio che la riparazione sia da commisurare alla reale situazione della vittima”. Il legale sottolinea inoltre come il ricorso al giudice sia necessario in quanto non arrivano risposte dalle Prefetture presso le quali è istituito il fondo per gli indennizzi dei famigliari stessi che vi potrebbero ricorrere in via amministrativa. Secondo il giudice la direttiva Ue è stata “tardivamente trasposta nell’ordinamento” italiano con alcuni limiti limitatamente e che è stata “integralmente attuata” solo con una legge del 2016. L’avvocato Defilippi aggiunge: “Faremo ricorso in appello. Chiediamo un indennizzo congruo e sottolineamo che si obbliga il cittadino, vittima di un reato, ad andare dal giudice per vedere riconosciuto un principio affermato a chiare lettere nell’Unione europea. Se vengo accoltellato a Parigi prendo dei soldi e se accade in Italia molto meno. Perché?”.Marisa Della Rocca fu uccisa a colpi di fucile, il suo corpo fu ritrovato in auto nelle campagne di Decimoputzu in provincia di Cagliari.

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    Nel 2019 presso la direzione regionale dell’Inps della Sardegna fu dedicata una sala a Marisa Della Rocca, centralinista dell’Istituto di previdenza. In quell’occasione era presente anche la figlia Sara. LEGGI TUTTO

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    Salerno, cosĂŹ il boss Michele Cuomo spacciava droga in carcere. TUTTI I NOMI

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    Il boss di Nocera Inferiore, Michele Cuomo aveva organizzato un traffico di droga nel carcere di Fuorni a Salerno dove è detenuto con la ‘collaborazione’ del potente clan Mazzarella di Napoli.

    Personale della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Salerno e del Nucleo Investigativo Centrale del Corpo della Polizia Penitenziaria, coadiuvati da personale delle Squadre Mobili di Firenze, Napoli, Cosenza e Roma, con l’ausilio dei Reparti Prevenzione Crimine, di unità cinofili e il supporto aereo di un elicottero della Polizia di Stato, all’alba di oggi, hanno eseguito, nelle province di Salerno, Napoli, Firenze e Cosenza, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, su conforme richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, nei confronti di 47 persone, ritenuti responsabili, a vario titolo, di due associazioni a delinquere finalizzate al traffico illecito di sostanze stupefacenti ed estorsioni .

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    Nel primo semestre del 2019, l’ attività d’indagine della Squadra Mobile di Salerno con la direzione della Procura della Repubblica di Salerno – DDA, aveva posto in evidenza l’esistenza di illecite introduzioni all’interno della Casa Circondariale di Salerno di apparecchi cellulari oltre che sostanze stupefacenti da commercializzare nell’ambito della stessa struttura carceraria.
    Tali circostanze avevano trovato medesima corrispondenza, nelle risultanze di un altro procedimento istruito presso la Procura della Repubblica di Salerno, le cui attività di indagine sono state esperite da questa Squadra Mobile in codelega con il Corpo della Polizia Penitenziaria – Nucleo Investigativo Centrale – Nucleo Regionale della Campania.
    È emerso come Michele Cuomo, principale indagato e vertice dell’organizzazione, avesse in collaborazione con i suoi sodali, costituito anche all’interno della Casa Circondariale di Salerno, “una piazza di spaccio” previa introduzione all’interno di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari funzionali all’espletamento di detta attività.
    L’attività espletata ha evidenziato il coinvolgimento anche di un agente di Polizia Penitenziaria, in servizio ai “reparti detentivi” del carcere, che è risultato coinvolto nelle illecite attività descritte. In particolare dietro compenso elargitogli dallo stesso Michele Cuomo, per il tramite del suo principale “collaboratore” Domenico Rese, l’agente infedele introduceva quantitativi di stupefacenti all’interno della Casa Circondariale.

    Nel contempo, nell’emergere dell’allarmante quadro di una diffusa attività criminosa posta in essere dai detenuti all’interno del carcere di Salerno, afferente il commercio di sostanze stupefacenti e altri oggetti non consentiti, come telefoni cellulari e Sim Card, è emersa l’esistenza di una ulteriore associazione criminale operante all’interno del medesimo istituto, capeggiata dal detenuto  Luigi Albergatore.
    Michele Cuomo, durante il periodo detentivo presso la struttura carceraria in argomento, ha continuato a impartire “direttive” ai suoi più stretti collaboratori. Difatti, la compagine delinquenziale da lui diretta, attraverso i soggetti di più stretta “fiducia”, ha organizzato in due distinte zone della città di Nocera Inferiore, due “piazze di spaccio”, dimostrandosi, dunque, particolarmente attiva nell’illecita commercializzazione di stupefacenti.

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    Durante tutta l’attività d’indagine sono emersi numerosi episodi di violenze fisiche ed aggressioni a soggetti detenuti che non si “inchinavano” ai promotori dell’ingente traffico di stupefacente. Le spedizioni punitive erano tali da provocare lesioni anche gravi ai danni dei malcapitati.

    Il modus operandi del traffico di stupefacenti era articolato con vere e proprie “piazze di spaccio” all’interno della struttura carceraria di Salerno; con soggetti addetti alla detenzione della droga all’interno di intercapedini e armadietti nelle celle, altri addetti all’introduzione all’interno del carcere tramite parenti o affini che venivano per le visite periodiche ed occultavano i cellulari e lo stupefacente nelle parti intime ed infine una struttura articolata esterna di pagamenti tramite postepay che venivano ricaricate dall’esterno e servivano per pagare l’acquisto di stupefacente all’interno del carcere .
    L’acquisto dei cellulari all’interno del carcere aveva raggiunto le dimensioni un vero e proprio “mercato” infatti bastava ordinare la marca ed il modello per riceverlo consegnato dai visitatori e pagarlo attraverso bonifici alle postepay dedicate.
    L’utilizzo di suddetti cellulari avveniva attraverso sim intestate a soggetti irreperibili e quasi sempre extracomunitari, ed erano utilizzati sia per conversazioni personali con parenti e/o familiari all’esterno del carcere che con i fiancheggiatori utilizzati per le ricariche postepay e per impartire direttive ed ordini agli affiliati al clan.

    Durante tutta la fase delle indagini, con la collaborazione delle dirigenza del carcere e della polizia penitenziaria, sono stati effettuati diversi riscontri investigativi all’interno della struttura carceraria, Numerosi sono stati i sequestri di sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish e telefoni cellulari; più di 30 telefoni cellulari e circa 20 SIM card ed oltre un chilogrammo di sostanza stupefacente suddivisa in diverse dozzine di dosi, tra cocaina ed hashish, riuscendo così ad arginare e bloccare l’introduzione all’interno del carcere sia della droga che dei cellulari.
    Di seguito i nominativi dei soggetti colpiti da misura cautelare:
    1. BARBA Antonio cl.2000 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    2. BARBETTA Annamaria Grazia cl.1969 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    3. BOFFARDI Filippo cl.1983 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    4. BOVE Kristian cl.1996 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    5. CAGGEGI Giuseppa cl.1993 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    6. CAMANZO Gennaro cl.1989 di Napoli (arresti domiciliari)

    7. COMITINI Mario cl.1982 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    8. CUOMO Michele cl.1980 di Nocera Inferiore giĂ  detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    9. D’AURIA Giuseppe cl.1992 di Pagani,già detenuto per altra causa (arresti domiciliari)
    10. D’AURIA Piero cl.1971 di Pontecagnano Faiano (arresti domiciliari)

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    11. DE ROSA Ciro cl.1987 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    12. DI CUNZOLO Valentina cl.1997 di Eboli (arresti domiciliari)
    13. FEDELE Camillo cl.1989 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    14. GIORDANO Raffaele Paolo cl.1995 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    15. GRANDE Matteo cl.1987 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    16. IANNONE Marco cl.1983 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    17. LAMBERTI Giacomo cl.1998 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)

    18. LIMODIO Mirko cl.1988 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    19. MARCELLO Adriano cl.1980 a Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    20. PASTORE Naomi cl.1997 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    21. PETTI Giuseppe cl.1984 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)

    22. RESE Domenico cl.1986 di Nocera Inferiore, domiciliato a Firenze (custodia in carcere)
    23. SARTORI Demetrio cl.1984 di Napoli, giĂ  detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    24. TORTORA Mario cl.1993 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    25. VICIDOMINI Luigi cl.1985 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    26. VILLANI Pietro cl.1983 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    27. ALBERGATORE Luigi cl.1988 di Torre Annunziata (NA), giĂ  detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    28. AMORETTI Angela cl.1996 a Torre Annunziata (NA) (custodia in carcere)
    29. AVALLONE Luca cl.1975 di Salerno, giĂ  detenuto, per altra causa, presso la comunitĂ  terapeutica di Spezzano Albanese (CS) (custodia in carcere)
    30. CAVALLARO Gaetano cl.1979 di Scafati, giĂ  detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    31. D’ACUNZO Vito cl.1987 di Torre Annunziata (NA), già detenuto, per altra causa, presso la comunità terapeutica di San Benedetto Ullano (CS) (custodia in carcere)
    32. D’ADDIO Vincenzo cl.1977 di Santa Maria a Vico (CE) già detenuto per altra causa (custodia in carcere)

    33. D’ELIA Andrea cl.2000 residente a Giffoni Valle Piana (arresti domiciliari)
    34. D’ELIA Carlo cl.1972 residente a Giffoni Valle Piana (custodia in carcere)
    35. D’ELIA Cassandra cl.1997 residente a Giffoni Valle Piana (arresti domiciliari)
    36. FALANGA Olimpia cl.1973 residente a Scafati (arresti domiciliari)
    37. FATTORUSO Angela cl.1998 residente a Scafati (obbligo di dimora)
    38. FATTORUSO Annunziata cl.1980 residente a Scafati (obbligo di dimora)
    39. FATTORUSO Gianmarco cl.1988 residente a Scafati (custodia in carcere)
    40. GRIECO Gennaro cl.1969 residente a Moscufo (PE) (obbligo di dimora)
    41. MELLUSO Gennaro cl.1981, giĂ  detenuto per altra causa (arresti domiciliari)
    42. NOCERA Emiliano cl.1973 residente a Scafati (arresti domiciliari)
    43. NOCERA Michele cl.1971 di Scafati (custodia in carcere)
    44. PASTORE Luigi cl.1999 di Salerno, giĂ  detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    45. PRINCIPE Carmela cl.1989 residente a Salerno (arresti domiciliari)
    46. TEODOSIO Annamaria cl.1980 residente a Pompei (arresti domiciliari)
    47. TORTORA Andrea cl.1997 residente a Trecase (NA) (obbligo di dimora) LEGGI TUTTO

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    Salerno, nel carcere si ordinavano anche i modelli di cellulari

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    Nel carcere di Salerno la droga arrivava attraverso diversi canali e cosĂŹ anche i cellulari. Vi erano delle vere e proprie piazze di spaccio e vi era una sorta di catalogo di cellulari da far arrivare nel penitenziario.

    Il modus operandi del traffico di stupefacenti era articolato con vere e proprie “piazze di spaccio” all’interno della struttura carceraria di Salerno, con soggetti addetti alla detenzione della droga all’interno di intercapedini e armadietti nelle celle, altri addetti all’introduzione all’interno del carcere tramite parenti o affini che venivano per le visite periodiche e nascondevano i cellulari e lo stupefacente nelle parti intime ed infine una struttura articolata esterna di pagamenti tramite postepay che venivano ricaricate dall’esterno e servivano per pagare l’acquisto di stupefacente all’interno del carcere.

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    L’acquisto dei cellulari all’interno del carcere aveva raggiunto le dimensioni di un vero e proprio “mercato”: bastava ordinare la marca e il modello per riceverlo consegnato dai visitatori e pagarlo attraverso bonifici alle postepay dedicate. L’utilizzo di cellulari avveniva attraverso sim intestate a soggetti irreperibili e quasi sempre extracomunitari, ed erano utilizzati sia per conversazioni personali con parenti e familiari all’esterno del carcere che con i fiancheggiatori utilizzati per le ricariche postepay e per impartire direttive ed ordini agli affiliati al clan. Durante tutta la fase delle indagini, con la collaborazione delle dirigenza del carcere e della polizia penitenziaria, sono stati effettuati numerosi sequestri di cocaina, hashish e telefoni cellulari, più di 30 telefoni cellulari e circa 20 sim card e oltre 1 chilo di sostanza stupefacente suddivisa in diverse dozzine di dosi, tra cocaina ed hashish, riuscendo così ad arginare e bloccare l’introduzione all’interno del carcere sia della droga sia dei cellulari.

    Nel primo semestre del 2019, l’attivita’ d’indagine aveva posto in evidenza l’esistenza di illecite introduzioni all’interno della Casa crcondariale di Salerno di apparecchi cellulari oltre che sostanze stupefacenti da commercializzare nell’ambito della stessa struttura carceraria. Tali circostanze avevano trovato corrispondenza nelle risultanze di un altro procedimento istruito presso la Procura della Repubblica di Salerno. E’ emerso come un detenuto, principale indagato e ritenuto dagli inquirenti vertice dell’organizzazione, avesse in collaborazione con i suoi sodali, costituito anche all’interno della Casa circondariale di Salerno, “una piazza di spaccio” previa introduzione all’interno di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari. L’attivita’ d’indagine ha evidenziato il coinvolgimento anche di un agente di Polizia penitenziaria, in servizio ai “reparti detentivi” del carcere, che sarebbe coinvolto nelle illecite attivita’ descritte. In particolare, dietro compenso elargitogli dal capo dell’organizzazione, per il tramite del suo principale “collaboratore”, l’agente infedele avrebbe introdotto quantitativi di stupefacenti all’interno della Casa circondariale. Nel contempo e’ emersa l’esistenza di una ulteriore associazione criminale operante all’interno del medesimo istituto, capeggiata da un altro detenuto.

    Durante la fase delle indagini, con la collaborazione delle dirigenza del carcere e della polizia penitenziaria, sono stati effettuati diversi riscontri investigativi all’interno della struttura carceraria di Salerno. Numerosi sono stati i sequestri di sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish e telefoni cellulari; piu’ di 30 telefoni cellulari e circa 20 sim card ed oltre un chilogrammo di sostanza stupefacente suddivisa in diverse dozzine di dosi, tra cocaina e hashish, riuscendo cosi’ ad arginare e bloccare l’introduzione all’interno del carcere sia della droga che dei cellulari. LEGGI TUTTO

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    Deviazione del torrente Fusandola a Salerno, a giudizio anche la compagna di De Luca

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    Dodici persone dovranno affrontare il processo per la vicenda relativa alla deviazione del torrente Fusandola, il corso d’acqua che confluisce sul lungomare di Salerno.
    Tra questi c’e’ anche Maria Maddalena Cantisani, dirigente del Settore Urbanistico-Servizio Trasformazioni Edilizie del Comune di Salerno, nonche’ compagna del governatore Vincenzo De Luca.
    E’ stato condannato a un anno e 8 mesi, invece, Benedetto Troisi, componente della commissione che ha validato il progetto. Il tecnico ha scelto di essere giudicato con la formula del rito abbreviato. Il gup del Tribunale di Salerno., Giovanna Pacifico ha disposto il rinvio a giudizio per Lorenzo Criscuolo (direttore del settore Opere Pubbliche del Comune di Salerno.), Antonio Rosario Gerardo Ragusa (rup dal 2010 al 2013), Luca Caselli (rup dal 2013 in poi); Paolo Baia, Marta Santoro, Massimo Natale, Ciro Di Lascio e Luigi Pinto (componenti della commissione che valido’ il progetto esecutivo), Vania Marasco (direttore dei lavori dal 2013 in poi), Salvatore De Vita (amministratore unico e legale rappresentante della Tekton), Antonio Ilario (legale rappresentante della Esa Costruzioni) e Maria Maddalena Cantisani.

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    La deviazione del torrente Fusandola fu realizzata per permettere la costruzione di Piazza della Liberta’ e del Crescent, la ‘mezzaluna’ progettata da Riccardo Bofill. Secondo la Procura della Repubblica di Salerno (pm Carlo Rinaldi) i lavori sono stati effettuati in un’area sottoposta a tutela e “in sostanziale assenza di autorizzazione paesaggistica”, addebiti respinti dagli imputati che difendono la correttezza del proprio operato. Il processo prendera’ il via il prossimo 12 luglio dinanzi alla seconda sezione penale del Tribunale di Salerno (giudice Paolo Valiante). LEGGI TUTTO

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    Documenti falsi per il fisco: 8 indagati a Salerno. Arrestato noto commercialista

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    La Fiamme gialle di Salerno, durante l’operazione Premiata Stamperia Cilentana, ha arrestato il titolare 79enne di un noto studio commerciale del Cilento, finito ai domiciliari e raggiunto da un divieto di esercizio della professione, e un suo dipendente di 48 anni. Sequestrati beni per 5 milioni di euro.
    Sono otto le persone indagate nell’ambito di un’inchiesta della procura di Vallo Della Lucania per numerosi delitti di natura tributaria, contro la fede pubblica e il patrimonio, per i quali rischiano condanne fino a 6 anni di reclusione. Le indagini sono state avviate a seguito di una segnalazione trasmessa da Equitalia. Due professionisti di uno studio commerciale di Casal Velino avevano esibito documenti e certificazioni false, facendo in questo modo risultare dei pagamenti in realta’ mai avvenuti, per ottenere lo sgravio di cartelle esattoriali oppure per risolvere a favore dei propri clienti il contenzioso con il fisco. I finanzieri della tenenza di Vallo della Lucania hanno avviato le indagini, ricostruendo il modus operandi degli indagati: il titolare dello studio impartiva disposizioni sia al nipote, che lavorava alle sue dipendenze come ragioniere, sia alle due segretarie, che avevano il compito di predisporre tutta la documentazione fiscale, rigorosamente falsa, per soddisfare le diverse esigenze dei clienti in difficoltà.

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    Alcuni erano pienamente consapevoli della natura illecita degli “aggiustamenti” contabili adottati dal consulente, manipolazioni che avevano consentito loro un indebito risparmio di imposte quantificato dalle fiamme gialle in oltre 2 milioni di euro. La successiva perquisizione dello studio del professionista ha portato alla luce una stamperia di documentazione fiscale tarocca. Più di 2mila i documenti falsi acquisiti. Le condotte illecite erano state poste in essere nell’arco di ben sei anni, dal 2012 al 2018. Per garantire il pagamento delle somme dovute all’erario, il giudice ha inoltre disposto il sequestro preventivo dei beni nella disponibilità di tutti gli indagati per un valore complessivo di 5 milioni di euro. LEGGI TUTTO

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    Scacco al traffico di droga in provincia di Salerno: 45 arresti. TUTTI I NOMI

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    Vasta operazione antidroga “interprovinciale” della Squadra Mobile di Salerno che, coadiuvata dagli agenti di altre Questura, tra cui quella di Napoli, ha sgominato alcuni gruppi di trafficanti e spacciatori in grado di rifornire costantemente le piazze di spaccio di Salerno e dei comuni vicini.
    Complessivamente sono 45 le persone indagate dalla DDA. Con l’aiuto dei Reparti Prevenzione Crimine, delle unita’ cinofili e con il supporto aereo di un elicottero della Polizia di Stato, le misure cautelari emesse dal gip sono state notificate ai destinatari accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Durante l’operazione Chef “Crack – Ko” gli agenti, durante le perquisizioni, hanno anche scoperto quantita’ di hashish, una pistola a tamburo e 700mila euro in contanti, probabile provento dell’attivita’ illecita. Gli investigatori hanno identificato i capi dei gruppi criminali nelle persone di Luca Franceschelli e Fabio Salzano e ricostruita l’intera filiera del traffico di stupefacenti, a partire dai pusher fino ad arrivare ai rifornitori della droga. Per non farsi scoprire, – e’ emerso – i soggetti, durante le conversazioni telefoniche intercettate, adoperavano sempre un linguaggio criptico, senza mai citare il reale oggetto dei loro colloqui. Tra gli arrestati figurano anche tre donne: Giovanna Liguori, residente a Battipaglia e le salernitane Teodora Pace e Silvia Pappalardo.

    [embedded content]Nel corso delle indagini sono state tratte in arresto nr. 7 persone in flagranza di reato ex art. 73 DPR 309/90 con contestuale sequestro di diverse tipologie di sostanze stupefacenti:in data 3.07.2019, veniva tratto in arresto PENNASILICO Giuseppe, trovato in possesso di gr. 35,51 di Eroina, nr. 5 proiettili cal. 38 e la somma di 4.000,00 €;in data 11.08.2019, veniva tratto in arresto MERCADANTE Francesco, trovato in possesso di gr. 98,47 di Cocaina, gr. 6,99 di Eroina e gr. 3,98 di Hashish;in data 11.10.2019 veniva tratto in arresto CAFARO Francesco, trovato in possesso di gr. 339,262 di Eroina, 2 pistole clandestine cal. 6,35, nr. 58 proiettili stesso calibro;in data 7.11.2019, venivano tratti in arresto in flagranza di reato, ESPOSITO Antonio e SALZANO Fabio. In seguito alla perquisizione personale di ESPOSITO erano rinvenuti gr. 520,32 di Cocaina, mentre nell’abitazione di SALZANO, con l’ausilio di unità cinofile, erano rinvenuti ulteriori gr. 106,38 di Cocaina e gr. 10,76 di Marjuana, strumenti atti al confezionamento e la somma complessiva di 5.000,00 €;in data 19.11.2019, venivano tratti in arresto SCOTTO DI PORTA Raffaele e PACE Teodora. Nell’abitazione dei predetti erano rinvenuti gr. 500,00 di Cocaina, gr. 10 di Marjuana, un bilancino di precisione e la somma di 1.720,00 €.I componenti del sodalizio, durante le conversazioni telefoniche intercettate, hanno adoperato sempre un linguaggio criptico ed utilizzato forme di comunicazioni implicite previamente concordate per evitare di esplicitare il reale oggetto dei loro colloqui.

    La combinazione degli elementi raccolti ha consentito di ritenere per tutti gli indagati la grave piattaforma indiziaria come descritta dal PM nella domanda cautelare consentendo al G.I.P. presso il Tribunale di Salerno di emettere la misura cautelare nei confronti di:1. FRANCESCHELLI Luca cl.1987, residente a Salerno (custodia in carcere)2. ABATE Antonio cl.1978, residente a Salerno (custodia in carcere)3. ABATE Agostino cl.1993, residente a Salerno (custodia in carcere)4. CAFARO Francesco cl.1989, residente a Pellezzano (custodia in carcere)5. CAFARO Rocco cl.1988, residente a Salerno (custodia in carcere)6. CAPUTO Carmine cl.1995, residente a Salerno (custodia in carcere)7. CIAGLIA Emilio cl.1978, residente a Salerno (custodia in carcere)8. CONSIGLIO Roberto cl.1980, residente a Salerno (custodia in carcere)9. CRISCUOLI Donato Bernardo cl.1994, residente a Salerno (custodia in carcere)10. D’AURIA Giuseppe cl.1992, residente a Pagani (custodia in carcere)11. DELFINO Luca cl.1981, residente a Salerno (custodia in carcere)12. DI MARTINO Moreno cl.1993, residente a Salerno (custodia in carcere)13. ESPOSITO Antonio cl.1992, residente a Salerno (custodia in carcere)14. FASANO Sabato cl.1962, residente a Salerno (custodia in carcere)15. FIORILLO Gerardo cl.1994, residente a Pellezzano (custodia in carcere)16. GALDOPORPORA Giuseppe cl.1999, residente a Salerno (custodia in carcere)17. GIBUTI Claudio cl.1994, residente a Salerno (custodia in carcere)18. LIGUORI Giovanna cl.1970, residente a Battipaglia (custodia in carcere);19. MERCADANTE Francesco cl.1977, residente a Salerno (custodia in carcere)20. MERCADANTE Luigi cl.1985, residente a Salerno (custodia in carcere)21. MILO Marco cl.1989, residente a Salerno (custodia in carcere)22. MOLINARO Gaetano cl.1999, residente a Salerno (custodia in carcere)23. NOSCHESE Cristiano cl. 1988, residente a Salerno (custodia in carcere)24. OTTATI Giuseppe cl.1972, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)25. PACE Teodora cl.1990, residente a Salerno (custodia in carcere)26. PECORARO Santo cl.1983, residente a Salerno (custodia in carcere)27. PAPPALARDO Silvia cl.1977, residente a Salerno (custodia in carcere)28. PASSAMANO Alfonso cl.1992, residente a Nocera Inferiore (custodia in carcere)29. PENNASILICO Giuseppe cl.1985, residente a Salerno (custodia in carcere)30. SALZANO Fabio cl.1994, residente a Salerno (custodia in carcere)31. SAVIELLO Fabio cl.1989, residente a Salerno (custodia in carcere)32. SCOTTO DI PORTO Raffaele cl.1995, residente a Salerno (custodia in carcere)33. SICA Massimo cl.1973, residente a Salerno (custodia in carcere)34. SOLFERINO TIANO Luciano cl.1991, residente a Nocera Inferiore (custodia in carcere)35. STABILE Walter cl.1996, residente a Baronissi (custodia in carcere)36. SPERO Francesco cl.1991, residente a Salerno (custodia in carcere)37. TRANZILLO Marco cl.1993, residente a Salerno (custodia in carcere)38. VENTURA Vincenzo cl.1999, residente a Salerno San Mango Piemonte (custodia in carcere)39. BIFULCO Giuseppe cl. 1998, residente a Salerno (arresti domiciliari)40. COCCI Raffaele cl.1981, residente a Caivano (arresti domiciliari)41. CRISPINO Raffaele cl.1984, residente a Caivano (arresti domiciliari)42. LEONE Angelo cl.1990, residente a Salerno (arresti domiciliari)43. MARANO Alfonso cl.1971, residente a Nocera Superiore (arresti domiciliari)44. RAGOSTA Ciro cl.1989, residente a Salerno (arresti domiciliari)45. RAUCCI Pasquale cl.1970, residente a Caivano (arresti domiciliari).Nel corso dell’esecuzione delle attività odierne delegate dall’Autorità Giudiziaria gli agenti, in seguito a perquisizioni domiciliari, hanno anche rinvenuto sostanza stupefacente del tipo hashish, una pistola a tamburo e denaro in contanti, probabile provento dell’attività illecita, per una somma di circa settecentomila euro. LEGGI TUTTO

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    Ex pentito di Salerno ucciso ad Ascoli: fermato anche un 17enne

    Ex pentito di Salerno ucciso ad Ascoli: fermato anche un 17enne.
    La Procura per i Minori di Ancona ha indagato per omicidio volontario il nipote 17enne di Petre Lambru, il rumeno di 57 anni arrestato venerdi’ notte ad Ascoli Piceno con l’accusa di aver ucciso Franco Lettieri, 56enne salernitano, ex pentito di camorra che risiedeva nella citta’ marchigiana. Il reato di concorso in omicidio volontario e’ contestato ora allo zio (dalla Procura di Ascoli) e al nipote per il quale la magistratura ha disposto il fermo. L’uccisione del 56enne, secondo le prime indagini, non sarebbe dunque connesso al suo passato di collaboratore di giustizia.

    Il 17enne, con il quale il 56enne avrebbe avuto un litigio prima di essere ucciso, si e’ presentato stamattina presso la caserma del comando provinciale dei carabinieri di Ascoli e ha fatto dichiarazioni importanti riguardo A quanto accaduto la sera di venerdi’ 15 gennaio nel centro storico di Ascoli. Al termine il ragazzo e’ stato trasferito in una casa protetta. Domani mattina e’ intanto in programma l’udienza di convalida dell’arresto di Petre Lambru che nega ad aver materialmente compiuto lui l’omicidio di Lettieri. Proprio la vittima, prima di morire, ha telefonato al 112 rivelando chi lo aveva accoltellato.

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    Ucciso ad Ascoli ex pentito di camorra di Salerno

    Ucciso ad Ascoli ex pentito di camorra di Salerno.
    Franco Lettieri, l’uomo ucciso ieri sera a coltellate ad Ascoli Piceno, residente da tempo nella citta’ marchigiana, era un ex collaboratore di giustizia. “O’ Cacaglio”, questo il soprannome con cui il 56enne di Salerno era conosciuto, vi si era trasferito dalla Campania dove era stato coinvolto in alcuni fatti connessi alla criminalita’ organizzata, tanto da aver avuto una condanna per associazione a delinquere. Aveva collaborato con la giustizia, vivendo per un periodo sotto protezione che pero’ gli era stata tolta da tempo e aveva ricevuto una somma di denaro per potersi rifare una vita lontano dalla sua terra. Si era quindi stabilito ad Ascoli.

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    Il suo pregresso giudiziario non viene pero’, al momento, in alcun modo collegato con l’omicidio di cui Lettieri e’ stato vittima ieri sera e per il quale e’ in carcere Petre Lambru, 57enne muratore rumeno, anche lui residente ad Ascoli. Lettieri in passato era stato oggetto di attenzioni da parte della magistratura per la morte di una donna ascolana con la quale si era accompagnato dopo che lei era rimasta vedova; si era parlato di un’ipotesi di maltrattamenti per la quale non erano stati pero’ raccolti elementi.

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    Salerno, sequestra un 18 per rubargli lo smartphone: arrestato 31enne

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    Salerno, sequestra un 18 per rubargli lo smartphone: arrestato 31enne.
    Aveva caricato un 18enne a bordo di un Suv, sequestrato e minacciato con una mazza da baseball perche’ consegnasse soldi e smartphone. Era la sera del 5 giugno dello scorso anno, quando un diciottenne di Salerno e’ stato, secondo la ricostruzione degli inquirenti, e’ stato vittima di un sequestro di persona a scopo di estorsione. Ora, dopo sette mesi di indagini coordinate dalla procura, la Squadra mobile di Salerno ha eseguito un’ordinanza del gip che dispone la misura cautelare della custodia in carcere a carico di un pregiudicato di 31 anni, F.M. le sue iniziali, residente nella zona orientale della citta’.
    Il 31enne, con l’aiuto di un complice, avrebbe aggredito il ragazzo caricandolo a bordo del proprio Suv e, “privandolo della liberta’ personale, lo aveva condotto presso la propria abitazione, ponendo in atto un sequestro di persona a scopo di estorsione”, spiegano dalla questura. Il diciottenne, in quell’occasione, sarebbe stato percosso ripetutamente con una mazza da baseball e costretto a consegnare il proprio telefono cellulare, un iPhone, e, inoltre, tramite i propri familiari, la somma di 1.400 euro, sotto minaccia di un coltello. Ad aggravare la sua posizione dell’arrestato, l’essersi allontanato dalla sua abitazione mentre era ai domiciliari, per cui deve rispondere di evasione. LEGGI TUTTO

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    Sarno, arrestato per una sparatoria ma era positivo al Covid: 32 poliziotti in quarantena

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    Sarno, arrestato per una sparatoria ma era positivo al Covid: 32 poliziotti in quarantena.
    Sarebbero 32 i poliziotti posti in quarantena fiduciaria in attesa del tampone. Il protocollo previsto in questi casi è scattato dopo che G.B.A 44 anni è risultato positivo al Covid 19. Arrestato la notte tra lunedì e martedì, perchè ritenuto l’autore del ferimento a colpi d’arma da fuoco di F.A. 32 anni, lunedì pomeriggio in via Piave, le indagini coordinate dalla Procura di Nocera Inferiore, hanno portato all’arresto di G.B.A. detto “O Russ”.

    Sarno, 32enne gambizzato per motivi personale: arrestato l’autore

    L’uomo trasferito nella Casa Circondariale di Salerno è stato sottoposto a tampone, dopo l’esito del test positivo si sono ricostruiti tutti i suoi contatti.
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