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    Incostituzionale il carcere per i giornalisti: sentenza storica della Consulta

    ______________________________ Sentenza storica della Consulta che ha dichiarato incostituzionale l’articolo 13 della legge sulla stampa che fa scattare obbligatoriamente, in caso di condanna per diffamazione, la reclusione da uno a sei anni oltre al pagamento di una multa. La Corte costituzionale, si legge nella nota dell’ufficio stampa, ha esaminato oggi le questioni sollevate dai Tribunali […] LEGGI TUTTO

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    Inseguimento con spari a Salerno, arrestato un ricercato

    ______________________________ Inseguimento con spari a Salerno, arrestato un ricercato Gli agenti della Squadra Mobile di Salerno hanno arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale un giovane fermato a Salerno al termine di un inseguimento. TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Spari davanti alla scuola per sfuggire al controllo, panico a Salerno L’uomo era stato rintracciato in un […] LEGGI TUTTO

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    Droga, Vincenzo Starita il broker che gestiva il traffico tra Scafati e Castellammare

    Traffico di droga tra Scafati, Salerno e l’hinterland napoletano: in cella capi e gregari. Era lo scafatese Vincenzo Starita, alias ‘a strega, il capo dell’organizzazione criminale che gestiva una fiorente piazza di spaccio a Scafati e nei comuni dell’hinterland napoletano sgominata dalle indagini della Squadra mobile di Salerno, coordinate dalla Dda salernitana, che stamane ha […] LEGGI TUTTO

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    Inchiesta sui medici della clinica Tortorella: la Cassazione annulla le ordinanze

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    Inchiesta sui medici della clinica Tortorella: la Cassazione annulla le ordinanze
    La IV sezione penale della Cassazione ha annullato senza rinvio le ordinanze nei confronti del direttore della chirurgia della Casa di Cura di Salerno “Tortorella” , dott. Carmine Napolitano, e la misura interdittiva dell’ esercizio della professione.
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    Analogo provvedimento e’ stato deciso per il suo assistente, dott. Marco Clemente. Il chirurgo – sulla base di una segnalazione anonima dell’ inizio del 2018- , che denunciava un netto incremento di interventi complessi di chirurgia oncologica con complicanze fatali nella Casa di Cura – era stato oggetto, insieme al suo assistente, di un’ indagine dei pm Cosentino e D’ Alitto, della Procura di Salerno, ed arrestato il 9 dicembre 2020, con concessione dei domiciliari.
    foto da google
    Il Tribunale del Riesame aveva revocato 10 giorni dopo il provvedimento, infliggendo pero’ al chirurgo ed al suo assistente l’ interdizione della professione per 12 mesi. Assistito dagli avvocati Agostino De Caro, di Salerno, e Giovanni Formicola, di NAPOLI, il dott. Napolitano ha fatto ricorso in Cassazione.
    La Corte ha disposto il 3 giugno l’ annullamento senza rinvio delle ordinanze di custodia del gip di Salerno Maria Zambrano e del Tribunale del Riesame, sugli arresti domiciliari e la cessazione immediata della interdizione alla professione per il chirurgo e per il suo assistente. LEGGI TUTTO

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    Rapina mortale in autogrill: identificato il bandito investito

    E’ stato identificato il bandito travolto e ucciso mentre scappava a piedi in autostrada dopo aver rapinato l’autotogrill  Alfaterna a Nocera Superiore lungo la Napoli-Salerno.
    Si tratta di un pregiudicato di 69 anni originario di Pagani. Il suo complice, un 47enne di Nocera Inferiore, è stato fermato più tardi dalla polizia.
    I due uomini, di cui uno armato di coltello, hanno messo a segno la rapina nel bar dell’area di servizio ‘Alfaterna’ lungo l’autostrada Salerno-Napoli e poi si sono dati alla fuga a piedi attraversando la sede stradale. Ma nel passare da una carreggiata all’altra, uno dei due – il 69enne di Pagani – e’ stato investito da un veicolo in transito ed e’ morto. E’ accaduto nella tarda serata di ieri nel tratto salernitano dell’A3 all’altezza di Nocera Superiore.
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    Oggi il suo complice e’ stato rintracciato dai poliziotti e sottoposto a fermo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le rapine messe a segno sono due, la prima ai danni degli addetti all’esercizio di ristorazione dell’autostazione e la seconda ai danni di un cliente. Subito dopo la prima rapina, i due avrebbero tentato la fuga a bordo della loro auto, ma per un problema meccanico, hanno dovuto abbandonare il veicolo.
    Da li’ l’idea di attraversare a piedi l’autostrada, cercando di dileguarsi raggiungendo l’area di servizio della carreggiata opposta. Nell’attraversare, dopo aver scavalcato il guardrail, uno e’ stato travolto. L’uomo, originario di Pagani, non ha avuto scampo. Il suo complice ha continuato la fuga e, secondo le indagini, una volta raggiunta l’area di servizio avrebbe commesso un’ulteriore rapina, questa volta ai danni dell’esercente, riuscendo a dileguarsi a piedi attraverso la recinzione autostradale verso la citta’ di Nocera.
    Oggi i poliziotti hanno eseguito un fermo di polizia giudiziaria nei suoi confronti, e’ un 47enne originario di Nocera. Dopo un lavoro investigativo, le ricerche degli agenti del commissariato nocerino si erano concentrate a Pagani e ad Angri, riuscendo a risalire all’albergo dove il rapinatore in fuga si era rifugiato per trascorrere la notte. LEGGI TUTTO

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    Rapina l’autogrill, fugge a piedi in autostrada: travolto e ucciso

    Un rapinatore è stato travolto e ucciso nella serata di ieri, sull’Autostrada A3 Napoli-Salerno, all’altezza di Nocera Superiore.
    Stando alle prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, l’uomo avrebbe attraversato la carreggiata per scappare dopo aver messo a segno una rapina in un autogrill. Ma, alle 22 circa, sarebbe stato investito ed ucciso.
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    Da quanto si apprende, con la vittima avrebbe agito anche un complice; gli investigatori sono ora sulle sue tracce. L’uomo sarebbe stato identificato grazie alle immagini delle telecamere e attraverso le indagini sui rapporti della vittima. LEGGI TUTTO

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    Sequestrati oltre 65 chilogrammi di cocaina nel porto di Salerno

    Colpo al cartello di narcos della Campania inferto dal polizia e guardia di Finanza.
    Stamane infatti agenti della Questura di Salerno e militari della Guardia di Finanza alle prime ore del giorno hanno sequestrato all’interno dell’area del porto commerciale di Salerno due borsoni contenenti 65,5 chilogrammi di cocaina pura
    . La droga, qualora fosse stata smerciato nelle varie piazze di spaccio, avrebbe fruttato alla criminalita’ oltre 3 milioni di euro. Le indagini, in corso, sono coordinate dalla Procura di Salerno. Ora si sta cercando di capire da dove è arrivata e su quale nave ma soprattutto chi l’ha trasportata e a chi era destinata. E’ probabile vista l’ingente quantitativo che la droga fosse destinata a diverse famiglie camorristiche della Campania e che sia stata acquistata in Sud America attraverso il classico sistema delle puntate ovvero a quote di partecipazione da vari clan. LEGGI TUTTO

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    Uccisa ad 8 mesi in provincia di Salerno: ergastolo per il padre, 24 anni alla madre

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    Uccisa ad 8 mesi in provincia di Salerno: ergastolo per il padre, 24 anni alla madre
    La Corte d’Assise di Salerno ha condannato i genitori della piccola Jolanda, la bimba di 8 mesi che, nella notte tra il 21 e il 22 giugno 2019, fu trovata senza vita nella sua abitazione di Sant’Egidio del Monte Albino. La sentenza di primo grado ha disposto l’ergastolo per il padre Giuseppe Passariello e una condanna a 24 anni di reclusione per la mamma Immacolata Monti. Il pm della Procura di Nocera Inferiore, Roberto Lenza aveva chiesto il fine pena mai per entrambi i genitori, ritenuti responsabili dell’omicidio della neonata.
    “E’ una sconfitta della comunita’ perche’ sono fatti che non si devono verificare e se si verificano esprimono un disagio sociale gravissimo”, ha detto all’ANSA l’avvocato Vincenzo Calabrese, legale di Immacolata Monti. “Poi le responsabilita’ personali, se esistono, sono responsabilita’ personali. La Corte, eventualmente, le ha ritenute. Attendiamo di leggere la sentenza”. Decisive, ai fini investigativi, erano risultate le intercettazioni ambientali acquisite nel commissariato di Polizia di Nocera Inferiore nelle ore immediatamente successive alla morte della piccola. LEGGI TUTTO

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    Mafia nel bar del tribunale di Potenza, 17 arresti tra Basilicata, Campania, Lazio e Emilia Romagna

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    Potenza. Operazione Iceberg: eseguite diciassette ordinanze cautelari nei confronti di un’associazione criminale di stampo mafioso radicata nel comune di Pignola, in provincia di Potenza e estesa anche in Campania, Lazio e Emilia-Romagna.
    Oltre alle misure cautelari personali chieste e ottenute dalla Dda di Potenza, sono stati eseguiti anche due provvedimenti di sequestro preventivo delle quote e del complesso aziendale di due societa’, una delle quali gestisce il bar all’interno del Palazzo di Giustizia di Potenza. Per lo svolgimento delle attivita’ di arresto, perquisizione e sequestro, il Servizio centrale operativo della Polizia ha disposto l’invio a Potenza di equipaggi delle Squadre mobili di Matera, Avellino, Cosenza e Salerno che, con l’ausilio di personale della Squadra Mobile di Napoli, Bologna ed Ascoli Piceno, hanno proceduto agli arresti e alle perquisizioni anche in Campania, Lazio ed Emilia Romagna.
    In totale sono stati impiegati circa 150 agenti tra personale della Questura di Potenza, dei Reparti Prevenzione Crimine Basilicata, Puglia, Campania e Calabria e operatori specializzati della Polizia Scientifica Gabinetto Interregionale Puglia-Basilicata. I particolari dell’operazione “Iceberg” saranno resi noti in una conferenza stampa che si terra’ alle 11, presso la Procura della Repubblica di Potenza, alla presenza del Procuratore distrettuale, Francesco Curcio.
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    Due medici del Ruggi d’Aragona di Salerno rinviati a giudizio per la morte di Lucia Ferrara

    🔊 Ascolta la notizia Due medici del Ruggi d’Aragona di Salerno rinviati a giudizio per la morte di Lucia Ferrara Enrico Coscioni (consulente della Sanità del governatore Vincenzo De Luca) insieme ad un collega chirurgo sono stati rinviati a giudizio per concorso in omicidio per colpa medica. I due medici del reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale […] LEGGI TUTTO

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    Femminicidio, indennizzo ‘iniquo’ per la figlia della donna uccisa: ricorso del legale

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    Roma. “Lo Stato deve indennizzare la vittima del reato violento”: è un principio che farà giurisprudenza quello stabilito dal giudice della II sezione civile del Tribunale di Roma, ma per il legale l’indennizzo è iniquo.

    Il giudice ha condannato la presidenza del consiglio dei ministri e il ministero della giustizia a pagare 60mila euro più 6mila di spese a favore di Sara Terracciano, figlia di Marisa Della Rocca, la dipendente Inps uccisa, nel novembre del 2007 a Cagliari, a colpi di fucile dal marito Giuseppe Terracciano dal quale voleva separarsi. Terracciano originario della provincia di Salerno dopo l’omicidio si costituì in carcere e successivamente è stato condannato.I 60mila euro sono stati quantificati secondo il decreto del 22 novembre del 2019, riguardante la “Determinazione degli importi dell’indennizzo alle vittime dei reati intenzionali violenti”, e per il fatto che “il delitto di omicidio commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, nell’importo fisso di euro 60.000 esclusivamente in favore dei figli della vittima”. Il difensore della vittima, l’avvocato milanese Claudio Defilippi, ricorrerà in appello perché, a suo avviso, la cifra ‘standard´ di 60mila euro non tiene conto delle diverse circostanze in cui si trovano i famigliari delle vittime e l’omicida. “Assolutamente non ci siamo – ha detto il legale -. La somma è inadeguata e lo affermiamo in base alla direttiva 80 del 2004, quella del Libro verde del consiglio d’Europa. Bisogna rispettare il principio che la riparazione sia da commisurare alla reale situazione della vittima”. Il legale sottolinea inoltre come il ricorso al giudice sia necessario in quanto non arrivano risposte dalle Prefetture presso le quali è istituito il fondo per gli indennizzi dei famigliari stessi che vi potrebbero ricorrere in via amministrativa. Secondo il giudice la direttiva Ue è stata “tardivamente trasposta nell’ordinamento” italiano con alcuni limiti limitatamente e che è stata “integralmente attuata” solo con una legge del 2016. L’avvocato Defilippi aggiunge: “Faremo ricorso in appello. Chiediamo un indennizzo congruo e sottolineamo che si obbliga il cittadino, vittima di un reato, ad andare dal giudice per vedere riconosciuto un principio affermato a chiare lettere nell’Unione europea. Se vengo accoltellato a Parigi prendo dei soldi e se accade in Italia molto meno. Perché?”.Marisa Della Rocca fu uccisa a colpi di fucile, il suo corpo fu ritrovato in auto nelle campagne di Decimoputzu in provincia di Cagliari.

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    Nel 2019 presso la direzione regionale dell’Inps della Sardegna fu dedicata una sala a Marisa Della Rocca, centralinista dell’Istituto di previdenza. In quell’occasione era presente anche la figlia Sara. LEGGI TUTTO

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    Salerno, così il boss Michele Cuomo spacciava droga in carcere. TUTTI I NOMI

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    Il boss di Nocera Inferiore, Michele Cuomo aveva organizzato un traffico di droga nel carcere di Fuorni a Salerno dove è detenuto con la ‘collaborazione’ del potente clan Mazzarella di Napoli.

    Personale della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Salerno e del Nucleo Investigativo Centrale del Corpo della Polizia Penitenziaria, coadiuvati da personale delle Squadre Mobili di Firenze, Napoli, Cosenza e Roma, con l’ausilio dei Reparti Prevenzione Crimine, di unità cinofili e il supporto aereo di un elicottero della Polizia di Stato, all’alba di oggi, hanno eseguito, nelle province di Salerno, Napoli, Firenze e Cosenza, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, su conforme richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, nei confronti di 47 persone, ritenuti responsabili, a vario titolo, di due associazioni a delinquere finalizzate al traffico illecito di sostanze stupefacenti ed estorsioni .

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    Nel primo semestre del 2019, l’ attività d’indagine della Squadra Mobile di Salerno con la direzione della Procura della Repubblica di Salerno – DDA, aveva posto in evidenza l’esistenza di illecite introduzioni all’interno della Casa Circondariale di Salerno di apparecchi cellulari oltre che sostanze stupefacenti da commercializzare nell’ambito della stessa struttura carceraria.
    Tali circostanze avevano trovato medesima corrispondenza, nelle risultanze di un altro procedimento istruito presso la Procura della Repubblica di Salerno, le cui attività di indagine sono state esperite da questa Squadra Mobile in codelega con il Corpo della Polizia Penitenziaria – Nucleo Investigativo Centrale – Nucleo Regionale della Campania.
    È emerso come Michele Cuomo, principale indagato e vertice dell’organizzazione, avesse in collaborazione con i suoi sodali, costituito anche all’interno della Casa Circondariale di Salerno, “una piazza di spaccio” previa introduzione all’interno di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari funzionali all’espletamento di detta attività.
    L’attività espletata ha evidenziato il coinvolgimento anche di un agente di Polizia Penitenziaria, in servizio ai “reparti detentivi” del carcere, che è risultato coinvolto nelle illecite attività descritte. In particolare dietro compenso elargitogli dallo stesso Michele Cuomo, per il tramite del suo principale “collaboratore” Domenico Rese, l’agente infedele introduceva quantitativi di stupefacenti all’interno della Casa Circondariale.

    Nel contempo, nell’emergere dell’allarmante quadro di una diffusa attività criminosa posta in essere dai detenuti all’interno del carcere di Salerno, afferente il commercio di sostanze stupefacenti e altri oggetti non consentiti, come telefoni cellulari e Sim Card, è emersa l’esistenza di una ulteriore associazione criminale operante all’interno del medesimo istituto, capeggiata dal detenuto  Luigi Albergatore.
    Michele Cuomo, durante il periodo detentivo presso la struttura carceraria in argomento, ha continuato a impartire “direttive” ai suoi più stretti collaboratori. Difatti, la compagine delinquenziale da lui diretta, attraverso i soggetti di più stretta “fiducia”, ha organizzato in due distinte zone della città di Nocera Inferiore, due “piazze di spaccio”, dimostrandosi, dunque, particolarmente attiva nell’illecita commercializzazione di stupefacenti.

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    Durante tutta l’attività d’indagine sono emersi numerosi episodi di violenze fisiche ed aggressioni a soggetti detenuti che non si “inchinavano” ai promotori dell’ingente traffico di stupefacente. Le spedizioni punitive erano tali da provocare lesioni anche gravi ai danni dei malcapitati.

    Il modus operandi del traffico di stupefacenti era articolato con vere e proprie “piazze di spaccio” all’interno della struttura carceraria di Salerno; con soggetti addetti alla detenzione della droga all’interno di intercapedini e armadietti nelle celle, altri addetti all’introduzione all’interno del carcere tramite parenti o affini che venivano per le visite periodiche ed occultavano i cellulari e lo stupefacente nelle parti intime ed infine una struttura articolata esterna di pagamenti tramite postepay che venivano ricaricate dall’esterno e servivano per pagare l’acquisto di stupefacente all’interno del carcere .
    L’acquisto dei cellulari all’interno del carcere aveva raggiunto le dimensioni un vero e proprio “mercato” infatti bastava ordinare la marca ed il modello per riceverlo consegnato dai visitatori e pagarlo attraverso bonifici alle postepay dedicate.
    L’utilizzo di suddetti cellulari avveniva attraverso sim intestate a soggetti irreperibili e quasi sempre extracomunitari, ed erano utilizzati sia per conversazioni personali con parenti e/o familiari all’esterno del carcere che con i fiancheggiatori utilizzati per le ricariche postepay e per impartire direttive ed ordini agli affiliati al clan.

    Durante tutta la fase delle indagini, con la collaborazione delle dirigenza del carcere e della polizia penitenziaria, sono stati effettuati diversi riscontri investigativi all’interno della struttura carceraria, Numerosi sono stati i sequestri di sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish e telefoni cellulari; più di 30 telefoni cellulari e circa 20 SIM card ed oltre un chilogrammo di sostanza stupefacente suddivisa in diverse dozzine di dosi, tra cocaina ed hashish, riuscendo così ad arginare e bloccare l’introduzione all’interno del carcere sia della droga che dei cellulari.
    Di seguito i nominativi dei soggetti colpiti da misura cautelare:
    1. BARBA Antonio cl.2000 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    2. BARBETTA Annamaria Grazia cl.1969 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    3. BOFFARDI Filippo cl.1983 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    4. BOVE Kristian cl.1996 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    5. CAGGEGI Giuseppa cl.1993 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    6. CAMANZO Gennaro cl.1989 di Napoli (arresti domiciliari)

    7. COMITINI Mario cl.1982 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    8. CUOMO Michele cl.1980 di Nocera Inferiore già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    9. D’AURIA Giuseppe cl.1992 di Pagani,già detenuto per altra causa (arresti domiciliari)
    10. D’AURIA Piero cl.1971 di Pontecagnano Faiano (arresti domiciliari)

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    11. DE ROSA Ciro cl.1987 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    12. DI CUNZOLO Valentina cl.1997 di Eboli (arresti domiciliari)
    13. FEDELE Camillo cl.1989 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    14. GIORDANO Raffaele Paolo cl.1995 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    15. GRANDE Matteo cl.1987 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    16. IANNONE Marco cl.1983 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    17. LAMBERTI Giacomo cl.1998 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)

    18. LIMODIO Mirko cl.1988 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    19. MARCELLO Adriano cl.1980 a Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    20. PASTORE Naomi cl.1997 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    21. PETTI Giuseppe cl.1984 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)

    22. RESE Domenico cl.1986 di Nocera Inferiore, domiciliato a Firenze (custodia in carcere)
    23. SARTORI Demetrio cl.1984 di Napoli, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    24. TORTORA Mario cl.1993 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    25. VICIDOMINI Luigi cl.1985 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    26. VILLANI Pietro cl.1983 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    27. ALBERGATORE Luigi cl.1988 di Torre Annunziata (NA), già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    28. AMORETTI Angela cl.1996 a Torre Annunziata (NA) (custodia in carcere)
    29. AVALLONE Luca cl.1975 di Salerno, già detenuto, per altra causa, presso la comunità terapeutica di Spezzano Albanese (CS) (custodia in carcere)
    30. CAVALLARO Gaetano cl.1979 di Scafati, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    31. D’ACUNZO Vito cl.1987 di Torre Annunziata (NA), già detenuto, per altra causa, presso la comunità terapeutica di San Benedetto Ullano (CS) (custodia in carcere)
    32. D’ADDIO Vincenzo cl.1977 di Santa Maria a Vico (CE) già detenuto per altra causa (custodia in carcere)

    33. D’ELIA Andrea cl.2000 residente a Giffoni Valle Piana (arresti domiciliari)
    34. D’ELIA Carlo cl.1972 residente a Giffoni Valle Piana (custodia in carcere)
    35. D’ELIA Cassandra cl.1997 residente a Giffoni Valle Piana (arresti domiciliari)
    36. FALANGA Olimpia cl.1973 residente a Scafati (arresti domiciliari)
    37. FATTORUSO Angela cl.1998 residente a Scafati (obbligo di dimora)
    38. FATTORUSO Annunziata cl.1980 residente a Scafati (obbligo di dimora)
    39. FATTORUSO Gianmarco cl.1988 residente a Scafati (custodia in carcere)
    40. GRIECO Gennaro cl.1969 residente a Moscufo (PE) (obbligo di dimora)
    41. MELLUSO Gennaro cl.1981, già detenuto per altra causa (arresti domiciliari)
    42. NOCERA Emiliano cl.1973 residente a Scafati (arresti domiciliari)
    43. NOCERA Michele cl.1971 di Scafati (custodia in carcere)
    44. PASTORE Luigi cl.1999 di Salerno, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    45. PRINCIPE Carmela cl.1989 residente a Salerno (arresti domiciliari)
    46. TEODOSIO Annamaria cl.1980 residente a Pompei (arresti domiciliari)
    47. TORTORA Andrea cl.1997 residente a Trecase (NA) (obbligo di dimora) LEGGI TUTTO