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    Corruzione a Salerno: avviso di chiusura indagini per l’ex pm Roberto Penna e altri 5

    Salerno. La Procura di Napoli (sezione reati contro la pubblica amministrazione) ha chiuso le indagini dei carabinieri del Ros di Napoli che hanno coinvolto l’ex sostituto procuratore di Salerno Roberto Penna, l’avvocato Maria Gabriella Gallevi, legata sentimentalmente al magistrato, gli imprenditori Francesco Vorro e Fabrizio Lisi, quest’ultimo ex generale della Guardia di Finanza, l’imprenditore e immobiliarista Eugenio Rainone, e il mediatore Umberto Inverso.
    L’indagine dei sostituti procuratori Antonella Fratello e Antonello Ardituro riguarda una serie di illeciti (tra cui, tra l’altro, presunti episodi di corruzione in atti giudiziari e di rivelazione di segreti d’ufficio) che sarebbero stati compiuti dal magistrato per agevolare la sua compagna avvocato.
    Abusando della sua funzione e in cambio della promessa del conferimento di incarichi di consulenza professionale all’avvocato a cui era sentimentalmente legato, il magistrato Roberto Penna – ipotizzano in sostanza gli inquirenti – avrebbe promesso, e in alcuni casi anche fornito, agli imprenditori arrestati, aderenti a un consorzio, notizie coperte da segreto investigativo su indagini potenzialmente pregiudizievoli per le loro attivita’ lavorative.
    Nell’ordinanza con la quale, lo scorso 9 febbraio, sono state disposte le misure cautelari nei confronti degli indagati, il gip di Napoli Rosamaria De Lellis, ha sottolineato, tra l’altro, “il disprezzo e la noncuranza per la funzione rivestita (dal pm, ndr)… spintosi ad incontrare… i suoi corruttori all’interno del proprio ufficio, in Procura”. LEGGI TUTTO

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    Camorra, imprenditore ed evasore: sequestro da 80 milioni di euro

    Sequestro bis nei confronti di un imprenditore dell’agro nocerino sarnese che gia’ lo scorso 23 febbraio era stato destinatario di una misura di prevenzione patrimoniale emessa dal tribunale di Salerno.
    Questa volta la polizia, approfondendo le indagini patrimoniali su di lui, ha posto sigilli a 800 mezzi d’opera tra autoarticolato e rimorchi e 20 immobili per un valore complessivo di 80 milioni di euro, tutti in capo a una societa’ che era gia’ stata oggetto del sequestro di febbraio.
    Un mese fa erano stati aggrediti beni per 200 milioni di euro ritenuti provento di una pluralita’ di reati fiscali consumati per 25 anni grazie al concorso di parenti e prestanome. L’imprenditore si e’ sottratto al pagamento delle imposte, ha utilizzato fatture per operazioni inesistenti, ha commesso approvazione indebita e bancarotta fraudolenta con l’intestazione di beni a terzi per evitare sequestri e creditori.
    Le indagini sono partite nel 2016 a carico di esponenti del clan Serino e hanno individuato l’imprenditore come perno di un complesso sistema economico finanziario di natura criminale. LEGGI TUTTO

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    Salerno, false esportazioni di alcol e tabacco: 7 arresti e sequestro

    Salerno. Attraverso l’accesso abusivo al sistema informatico in uso all’Agenzia delle Dogane, avrebbero attestato false esportazioni di prodotti sottoposti ad accisa verso Paesi terzi, con la possibilità di contrabbandare all’interno dell’Unione Europea alcool e tabacchi.
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    E’ quanto scoperto dalle indagini coordinate dalla Procura di Salerno, culminate oggi nell’esecuzione, da parte dei finanzieri dei Comandi provinciali di Salerno e Caserta, di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip salernitano nei confronti di 7 persone (3 raggiunte da custodia cautelare in carcere e 3 posti agli arresti domiciliari) e un contestuale provvedimento di sequestro per un valore di quasi 3 milioni di euro.
    Tra i destinatari delle misure figurano due ausiliari doganisti e uno spedizioniere operante nel porto di Salerno, un appartenente alla Guardia di Finanza già in servizio presso il Nucleo Pef di Caserta e un appartenente alla Polizia di Stato in servizio presso la Polizia marittima e di frontiera di Napoli. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione per delinquere transnazionale, sottrazione all’accertamento e al pagamento dell’accisa su prodotti alcolici, contrabbando di tabacchi lavorati esteri, falsità materiale e accesso abusivo a un sistema informatico o telematico.

    Uno dei soggetti arrestati risultava già sottoposto a misura cautelare in relazione all’importazione dell’ingente quantitativo di Captagon sequestrato nel porto di Salerno nell’estate del 2020.
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    Secondo quanto ricostruito dalla Procura nell’impostazione accusatoria condivisa dal gip, il gruppo criminale transnazionale avrebbe aggirato i controlli doganali, anche attraverso l’accesso abusivo al sistema informatico dell’Agenzia delle Dogane, per registrare fittiziamente in arrivo i documenti di scorta di prodotti sottoposti ad accisa, mai realmente giunti negli spazi doganali.
    Le indagini hanno riguardato in particolare operazioni di esportazione, realizzate tra il 2018 e il 2020, di ingenti volumi di bevande alcoliche e alcool puro, nonché la cessione in contrabbando di circa 18 tonnellate di tabacco per narghilè. LEGGI TUTTO

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    Mazzette alla Fallimentare del Tribunale di Nocera: D’Antonio arrestato in aeroporto

    E’ stato arrestato all’aeroporto di Capodichino a Napoli il commercialista di Nocera Inferiore Giovanni D’Antonio, ex presidente dell’Ordine dei commercialisti nocerini.

    Gli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza lo ha ammanettato di ritorno dalla Germania
    Giovanni D’Antonio, una delle figure chiave dell’inchiesta “Zuppone”, che ha svelato un sistema di mazzette alla sezione fallimentare del Tribunale di Nocera Inferiore, è stato trasferito agli arresti domiciliari. LEGGI TUTTO

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    Salerno, “mazzette” per liberare immobili pignorati: sospeso assistente giudiziario

    I finanzieri del Comando provinciale di Salerno hanno eseguito un’ordinanza applicativa della sospensione di un anno dall’esercizio del pubblico ufficio nei confronti di un assistente giudiziario impiegato presso la Cancelleria delle esecuzioni civili del Tribunale di Nocera inferiore.

    Si tratta della prosecuzione delle indagini che a febbraio 2021 hanno portato all’arresto in flagranza per il reato di concussione di un 30enne di Baronissi, sorpreso mentre riceveva la somma di 2mila euro da un imprenditore edile al quale erano stati pignorati 5 immobili.
    La somma era la sesta tranche di un importo complessivo preteso di 20mila euro. Per lo stesso reato erano stati emessi due decreti di fermo nei confronti di un avvocato e un ingegnere, nominati dal Tribunale rispettivamente custode giudiziario e consulente tecnico d’ufficio nell’ambito della stessa procedura.
    Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Nocera Inferiore, l’assistente giudiziario sottoposto oggi a misura cautelare avrebbe rivestito un ruolo cardine in quella come in altre vicende, rappresentando una sorta di “punto di riferimento all’interno del Tribunale” pronto a cercare di pilotare le assegnazioni di procedure esecutive, sottrarre fascicoli dalla Cancelleria delle Esecuzioni civili del Tribunale assicurandosi che il giudice delle esecuzioni non se ne accorgesse e sottrarre cospicue somme di denaro dai libretti delle procedure esecutive.
    Gli indagati avrebbero esercitato pressioni sui debitori di turno, prospettando la possibilità di un miglioramento delle loro posizioni in cambio del pagamento di somme di denaro. Lo stesso assistente giudiziario, secondo quanto risulta dalle indagini, si sarebbe prestato, su esplicita richiesta del legale, a negare la visione dei fascicoli di pertinenza di soggetti pignorati, allo scopo di indurre questi a sostituire l’avvocato di fiducia con professionisti organici al sistema.

    L’assistente giudiziario e l’avvocato inoltre si sarebbero resi responsabili dell’indebita sottrazione di tre fascicoli e della distruzione, documentata con un selfie inviato tramite Whatsapp, di atti giudiziari e documenti originali, in quanto preoccupati della volontà espressa dal giudice dell’Esecuzione di esaminarne il contenuto. E’ risultata pienamente coinvolta anche la figura del consulente tecnico d’ufficio, che ha ammesso nel corso di un interrogatorio di aver modificato il reale valore di unità immobiliari sovrastimandolo, in modo da liberare beni dal pignoramento e porre in condizione l’imprenditore concusso di disporre, a seguito della vendita degli stessi, della somma di denaro che doveva poi consegnare agli indagati.
    Il gip ha ritenuto idonea la misura cautelare della sospensione per un anno dall’esercizio del pubblico ufficio per l’assistente giudiziario, mentre per l’avvocato nominato custode giudiziario non è stata disposta la misura cautelare richiesta dalla Procura, in considerazione dei 6 mesi di arresti domiciliari già scontati in relazione al primo degli episodi accertati e all’obbligo di dimora al quale è attualmente sottoposto, oltre che della cancellazione dello stesso dall’albo dei custodi giudiziari del Tribunale di Nocera Inferiori. La Procura ha presentato appello contro la decisione del gip. LEGGI TUTTO

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    Corruzione al Tribunale di Salerno: ai domiciliari il pm Penna, la compagna e tre imprenditori

    Corruzione e favori al pm di Salerno da imprenditori: in 5 finiscono agli arresti domiciliari.
    Operazione dei Carabinieri dei Ros stamane su disposizione del  GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di: Penna Roberto, all’epoca dei fatti sostituto procuratore presso il Tribunale di Salerno, Gallevi Maria Gabriella, avvocato del Foro di Salerno, (e legata sentimentalmente al pm) e degli imprenditori Francesco Vorro, Umberto Inverso e Fabrizio Lisi, ritenuti, allo stato, gravemente indiziati dei reati (corruzione per l’esercizio delle funzioni, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari e induzione indebita a dare o promettere utilità) oggetto delle investigazioni fin qui condotte, delegate al Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri.
    Dalle indagini è emerso che il magistrato avrebbe evitato di svolgere indagini sul conto degli imprenditori e in cambio la sua compagna, l’avvocatessa Gallevi avrebbe ottenuto incarichi professionali.
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