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    Confermato l’ordine di abbattere il monumento a San Lidano

    Confermato anche dal Consiglio di Stato l’abbattimento di tutte le opere realizzate in piazza Duomo, a Sezze, per realizzare un monumento in onore di San Lidano d’Antena.Un provvedimento preso dal Comune dopo un lungo tira e molla, tra autorizzazioni concesse e poi revocate, e avallato dal Tar, respingendo il ricorso di don Massimiliano Di Pastina, che da tre anni sta cercando di realizzare davanti alla cattedrale uno spazio dedicato al Santo.
    I giudici amministrativi hanno respinto la richiesta del sacerdote, direttore dell’Archivio Capitolare della Cattedrale e del Museo Diocesano d’Arte Sacra di Sezze, di sospendere l’ordinanza con cui il Comune, il 4 settembre scorso, ha imposto la demolizione delle opere realizzate su area demaniale per l’installazione del monumento e per la riqualificazione della piazza del Duomo.
    Per il Tar, “il ricorso non appare sorretto dal requisito del fumus boni iuris, giacché l’attività edificatoria eseguita dal ricorrente sul demanio civico non appare sorretta da un valido titolo abilitativo”.
    Una vicenda che da due anni sta dividendo la città.
    Tra permessi concessi appunto e poi revocati, approfondimenti e fughe in avanti, fino a che la patata bollente è finita nelle mani del responsabile dell’ufficio tecnico comunale, Vincenzo Borrelli, che ha firmato l’ordinanza di demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi, con lo sgombero delle aree di cantiere da persone e cose, per restituirle alla pubblica fruizione.
    Un abbattimento da realizzare entro trenta giorni.
    In caso contrario la demolizione sarà eseguita a cura del Comune e al sacerdote verranno poi addebitate le spese.
    Don Massimiliano di Pastena ha presentato appello al Consiglio di Stato, ma Palazzo Spada ha negato la sospensiva della sentenza impugnata.
    Per i giudici “non risulta sussistere un titolo che legittimi il predetto intervento edilizio su suolo pubblico, cosicché l’impugnato ordine di procedere alla demolizione delle opere realizzate sull’area demaniale non appare affetto dai vizi sollevati”.
    Il Consiglio di Stato ha infine stabilito che la domanda risarcitoria “per asserita violazione dell’affidamento” verrà valutata quando il caso verrà analizzato nel merito.

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    Tragedia sull’autostrada, chiesti due rinvii a giudizio per omicidio stradale

    Omicidio stradale. Con quest’accusa il sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza, Donatella Donato, ha chiesto il rinvio a giudizio dell’autista del furgone su cui viaggiava il 13 febbraio scorso il 37enne Francesco Bisecco, originario di Minturno e residente a Formia, e del conducente del tir che ha investito e ucciso il pontino.L’operaio, dopo un trasloco compiuto in Sicilia, sull’autostrada A2 del Mediterraneo, nei pressi di Cosenza Nord, è caduto dal furgone su cui stava rientrando a casa.
    Si trovava nel cassone del mezzo e, apertosi il portellone, è rotolato lungo l’autostrada, dove è stato falciato da un tir.
    Chiesto dunque un processo per il conducente del furgone, Louis Joseph Ampola, 54enne di Itri, e per quello del mezzo pesante, Pietro D’Arrigo, 47enne catanese.
    L’udienza è fisstaa per il prossimo 31 marzo davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Cosenza.
    I familiari della vittima si costituiranno parte civile tramite gli avvocati Sandro Salera e Coriolano Cuozzo.

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    Abusi sessuali su nipote minorenne: arrestato 60enne in provincia di Benevento

    Benevento, Schiattarella positivo al Covid. Inzaghi ritrova Iago Falque per la sfida col Crotone.
    Il centrocampista del Benevento, Pasquale Schiattarella e’ risultato positivo al Covid. Lo comunica la stessa societa’ campana con una nota sul proprio sito dove si specifica che “l’atleta non ha avuto contatti con il resto del gruppo squadra dal 10 gennaio e che a scopo precauzionale era gia’ stato posto in isolamento presso il proprio domicilio dal pomeriggio dell’11”. Tutti gli altri elementi del gruppo squadra “sono attualmente negativi e in isolamento con metodica domicilio-lavoro”, aggiunge.
    All’orizzonte del Benevento un nuovo scontro, delicato, per la salvezza. I giallorossi agli ordini di Filippo Inzaghi stanno lavorando in vista dell’impegno di campionato di domenica, contro il Crotone. Tra i sanniti, primi sorrisi per Iago Falque: l’attaccante e’ tornato a lavorare con i compagni e punta il mirino sul rientro tra i convocati in vista di domenica. Ancora assente invece Moncini: ko per un problema alla caviglia, dovra’ saltare anche la sfida dello Scida per infortunio.

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    Ancora ai box Letizia cosi’ come Caldirola che e’ tornato a lavorare sul campo. Da valutare Tello, mentre Caprari dovrebbe tornare a disposizione di Super Pippo per Crotone. Questione di giorni invece per il rientro di Nicolas Viola, ai box dallo scorso marzo: a breve il centrocampista tornera’ a lavorare con il gruppo. Benevento attivissimo sul mercato: in arrivo Reynolds dal Dallas, mentre per l’attacco c’e’ sempre la pista che porta a Pinamonti. Allo Scida fischia Sozza: punti fondamentali in palio per Crotone e Benevento. LEGGI TUTTO

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    Torna libero l’ultrà del Napoli condannato per l’omicidio stradale del tifoso dell’Inter

    Bacoli, uccise il compagno della madre: resta in carcere il 30enne.
    Oggi infatti il gip presso il Tribunale di Napoli ha applicato la misura cautelare in carcere a seguito di convalida del decreto di fermo di indiziato di delitto emesso nei confronti di  Danilo Illiano, 30enne di Bacoli, ritenuto responsabile dell’omicidio di Luciano Caronte, 60enne, compagno della propria madre.
    Il giovane, indagato in ordine ai fatti avvenuti nel pomeriggio dello scorso lunedì 11 gennaio, allorquando, all’interno dell’abitazione di Bacoli, per ragioni riconducibili ad una situazione di conflittualità dovuta al legame con la madre di cui era geloso, non tollerando la relazione tra i due, avrebbe colpito al petto Luciano Caronte con un coltello da cucina, cagionandone la morte.

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    Le immediate investigazioni condotte dai carabinieri della Compagnia di Pozzuoli, dirette dalla Dott.ssa Barbara Aprea, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli appartenente alla IV sezione fasce deboli coordinata dal Procuratore Aggiunto Dott. Raffaello Falcone, hanno consentito di raccogliere plurimi, circostanziati e concordanti indizi di reità in capo al fermato, il quale in sede di interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere. LEGGI TUTTO

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    Bacoli, uccise il compagno della madre: resta in carcere il 30enne

    Bacoli, uccise il compagno della madre: resta in carcere il 30enne. Oggi infatti il gip presso il Tribunale di Napoli ha applicato la misura cautelare in carcere a seguito di convalida del decreto di fermo di indiziato di delitto emesso nei confronti di  Danilo Illiano, 30enne di Bacoli, ritenuto responsabile dell’omicidio di Luciano Caronte, 60enne, […]
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    Poggiomarino, chiedeva il pizzo ai commercianti: arrestato 27enne

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    Poggiomarino, chiedeva il pizzo ai commercianti: arrestato 27enne
    I carabinieri della Stazione di Poggiomarino hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, a carico di un 27enne, indagato per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
    L’uomo, nell’estate del 2020, si era presentato presso un negozio di alimentari gestito da un cittadino di nazionalità bengalese, minacciando il titolare di dovergli corrispondere, con cadenza mensile, delle somme di denaro in contante. Per convincerlo a cedere alle richieste estorsive, l’uomo si era presentato come referente mafioso della zona ed aveva esplicitamente palesato minacce di morte nei confronti dell’esercente.

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    I carabinieri, acquisita la denuncia del cittadino extracomunitario, individuavano altri due suoi connazionali, titolari di un market alimentare e di un negozio di bigiotteria, destinatari, nella stessa giornata, di analoghe richieste estorsive.Grazie alle testimonianze acquisite e all’individuazione certa dell’indagato, riconosciuto dalle vittime anche per la presenza di alcuni tatuaggi distintivi, i militari ricostruivano l’intera vicenda.L’arrestato, cui viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso, stante le modalità utilizzate nel commettere il reato, è stato tradotto presso la casa circondariale di Napoli Secondigliano.

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    Nascondeva 13 chilogrammi di marijuana a casa della mamma: arrestato

    Botti illegali, arrestato 58enne di Angri
    I finanzieri del Comando Provinciale di SALERNO ad Angri hanno tratto in arresto un 58enne che e’ stato trovato in possesso di oltre 2.300 botti artigianali, sprovvisti della necessaria licenza del Prefetto.
    I militari, nel corso di un servizio di osservazione e pedinamento, hanno seguito l’uomo che, senza saperlo, ha condotto le Fiamme Gialle fino al nascondiglio del suo piccolo arsenale, ricavato in un deposito su un terreno di proprieta’. Nel vederlo uscire dal piccolo fabbricato in lamiera con un sacco, i finanzieri lo hanno subito fermato, scoprendo i primi fuochi d’artificio detenuti illegalmente.

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    La perquisizione effettuata all’interno del capannone ha permesso di rinvenire le classiche micce e lo spago per il confezionamento dei botti e piu’ di 60 chili di materiale esplodente, tra cui “bombe carta” e petardi, senza alcuna omologazione, come confermato anche da una perizia effettuata da un artificiere della Questura di SALERNO. Il tutto e’ stato sequestrato ed affidato a una ditta specializzata che provvedera’ alla distruzione. L’uomo e’ stato sottoposto agli arresti domiciliari. LEGGI TUTTO

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    Castellammare, lite con spari in via Cosenza: ritrovata una pistola

    M5S: ‘Meridbulloni, allo studio piano per attrarre investitori per il sito di Castellammare’
    Il consigliere regionale Saiello e la deputata Manzo al termine di un incontro con Mise, azienda e lavoratori
    “All’incontro con il management di Meridbulloni, tenutosi oggi al Mise, abbiamo valutato ogni soluzione possibile per continuare a mantenere a Castellammare di Stabia il sito produttivo ed evitare che 80 lavoratori e le loro famiglie siano costretti a trasferirsi a oltre 800 chilometri di distanza. Purtroppo, la volontà dell’azienda è di dismettere piccoli stabilimenti come quello stabiese e non c’è legge che lo impedisca. Dalla proprietà abbiamo comunque ottenuto un’apertura a valutare di prorogare la data del trasferimento fissata al 1 febbraio, così da consentirci di creare le condizioni per rendere il sito attrattivo per nuovi imprenditori disposti a investire e ad assorbire le maestranze. Non consentiremo che un sito di eccellenza della Campania, che grazie ai suoi lavoratori ha contribuito a rendere un’azienda competitiva nel mondo, possa cessare dall’oggi al domani le sue attività. Il tavolo è stato aggiornato ai prossimi giorni, dove sarà possibile discutere di una nuova proposta con la proprietà”.

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    Lo dichiarano il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello e la deputata M5S Teresa Manzo, al termine dell’incontro tenutosi alla presenza del sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico Alessandra Todde, la proprietà di Meridbulloni e i rappresentanti dei lavoratori.  LEGGI TUTTO

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    Appartamenti fantasma per gli indiani, gli arrestati restano muti col gip

    Interrogati dal gip Giuseppe Cario, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due responsabili della onlus A.E.R. Circeo, costituita con lo scopo di promuovere attività di integrazione in provincia di Latina e che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata trasformata in una centrale di sfruttamento per braccianti indiani, costretti a pagare fino a 1.500 euro per ottenere falsi documenti utili a dimostrare di avere un’abitazione idonea per ospitare altre persone e poter far così arrivare in Italia mogli e figli.Roberto Crucianelli e Andrea Di Maggio, di 32 e 47 anni, entrambi di San Felice, non hanno risposto alle domande del giudice, ma hanno rilasciato delle dichiarazioni spontanee, sostenendo di non aver fatto ricorso a firme false e di aver bloccato tutte le attività dopo i primi sequestri subiti alla fine dello scorso anno.
    Il difensore dei due indagati, l’avvocato Stefano Ciapanna, sostenendo che non vi fossero più particolari esigenze cautelari, ha chiesto quindi al gip di sostituire la misura dei domiciliari con il solo obbligo di firma in caserma e il gip, prima di decidere, ha inviato la richiesta al pm chiedendone il parere.
    Un’inchiesta aperta dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano e partita dall’analisi di alcuni contratti di locazione fatta dalla tenenza della Guardia di finanza di Sabaudia, dopo la denuncia di un uomo di Sperlonga, che si era trovato a risultare titolare di diversi appartamenti dati in affitto senza possedere neppure un immobile.
    La onlus, secondo le Fiamme gialle, era diventata un’agenzia di servizi, il centro di “una collaudata attività criminale”, con “un impianto organizzativo perfettamente rodato e altamente remunerativo”, in grado di operare tanto a San Felice Circeo quanto a Sabaudia, Terracina e Sperlonga.
    I contratti forniti dalla onlus agli stranieri sarebbero stati solo apparentemente registrati presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Latina e l’associazione, per dare una parvenza di regolarità alle pratiche, avrebbe utilizzato timbri contraffatti riconducibili a diversi uffici tecnici comunali.
    I finanzieri, nel corso delle perquisizioni, hanno trovato 171 istanze di ricongiungimento familiare inoltrate nell’interesse di altrettanti cittadini extracomunitari, cui sono seguiti 220 nulla osta, anche se, a causa della pandemia, in Italia sono poi arrivati soltanto settanta indiani per riunirsi ai loro familiari.

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    Avellino, ricatti osè anche a un prete: condannati due giovani

    Processo Isochimica: morto 32esimo operaio, si era costituito parte civile
    Ancora pochi giorni e avrebbe potuto assistere alla requisitoria del pm nel processo in cui era costituito parte civile, e forse anche alla sentenza. Roberto Della Ragione, 61 anni ex operaio dell’Isochimica, e’ morto dopo una lunga battaglia contro l’asbestosi, contratta nel periodo in cui ha lavorato nella fabbrica che scoibentava le carrozze ferroviarie.
    L’ex operaio, passato poi a lavorare come amministrativo nell’ospedale Landolfi di Solofra, si era costituito parte civile, assieme ad altre 237 persone, tra le quali i familiari degli altri 31 operai morti per patologie legate all’esposizione all’amianto. Il 22 gennaio prossimo nell’aula bunker di Poggioreale a Napoli, presa in prestito dal tribunale di Avellino per avere una capienza adeguata, le battute finali del processo che si trascina da anni e che vede imputati ex alti dirigenti di Ferrovie dello Stato, ex amministratori comunali e responsabili dell’azienda, accusati a vario titolo di omicidio colposo plurimo, disastro ambientale e violazioni delle norme ambientali.

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    Nei 13 anni di fase preliminare e di processo di primo grado e’ venuto a mancare anche il principale imputato, l’imprenditore Elio Graziano proprietario dell’azienda. La cartella clinica di Della Ragione sara’ acquisita agli atti del processo. LEGGI TUTTO

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    La Procura di Milano fa appello e chiede la condanna per omicidio volontario per l’ultras del Napoli

    La Procura di Milano ha fatto ricorso in appello affinche’ la condanna a 4 anni per omicidio stradale di Fabio Manduca, l’ultra’ napoletano arrestato nel 2019 per aver travolto e ucciso con il proprio suv il tifoso del Varese Daniele Belardinelli, venga riqualificata in omicidio volontario e, quindi, per lui venga pure aumentata la pena.
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    I pm Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri, infatti, in primo grado avevano chiesto 16 anni per Manduca che, per l’accusa, travolse Belardinelli, morto negli scontri del 26 dicembre 2018 poco lontano dallo stadio di San Siro, prima della partita tra Inter e Napoli. LEGGI TUTTO

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    Napoli, ragazza accoltellata dall’ex: il gip conferma il carcere per il 17enne

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    Napoli, ragazza accoltellata dall’ex: il gip conferma il carcere per il 17enne
    Il fermo e’ stato convalidato e il giudice per le indagini preliminari del tribunale dei Minori di Napoli ha deciso per la custodia cautelare in carcere a Nisida. Il 17enne ritenuto responsabile del tentato omicidio della fidanzata in piazza Plebiscito a Napoli il 12 gennaio. Con un coltello, il minore ha provato di sgozzare la coetanea che non voleva piu’ ritornare con lui. La ragazza si e’ salvata per miracolo: la prognosi e’ di 10 giorni. Pochi centimetri e la lama le avrebbe perforato la gola. Il generale Giuseppe La Gala, comandante provinciale dei carabinieri di Napoli ha stigmatizzato il comportamento del ragazzino
    . “La violenza contro le donne e’ un’emergenza attuale e s’impernia sul legame ‘malato’ tra il violento e la vittima, specie quando quest’ultima non trova la forza di reagire e uscire da un’impasse”, ha detto La Gala. “Cio’ che i carabinieri del comando Provinciale di Napoli stanno promuovendo e’ l’instaurazione di un rapporto di fiducia con le vittime, per facilitare il dialogo e incoraggiare la denuncia”.
    I carabinieri stanno diffondendo una campagna di sensibilizzazione “da parte dalle Stazioni e Tenenze Carabinieri, capillarmente distribuite sul territorio, che costituiscono parte integrante del tessuto sociale. In ognuno dei Comandi e’ stato affisso un poster con il quale si invita alla denuncia, ricordando il valore della vicinanza dell’Arma che e’ sempre dalla parte del cittadino”. “Nel caso di specie, si parla di amori adolescenziali, quelli che appaiono come destinati all’eternita’, ad essere gli ‘amori della vita’. Qui e’ di fondamentale importanza il ruolo dei genitori”, spiega La Gala.

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    “L’appello che mi sento di rivolgere, dunque, non arriva solo dalla voce di un generale dei carabinieri, ma da quella di un papa’. E mi rivolgo alle famiglie, sensibilizzando tutti a raccogliere quei piccoli cenni di malumore, quei segnali di insofferenza dei propri cari. Anche se spesso insignificanti possono essere sintomo di un malessere che va affrontato immediatamente, prima che sia troppo tardi, prima cioe’ che si trasformi in tragedia. La nostra uniforme, indossata anche da padri e madri, vuole rappresentare una figura rassicurante, presente. Per questo vi invito a denunciare, a non trattenere il dolore e le ansie”.

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