More stories

  • in

    Napoli, carcere sospeso per il marito assassino di Fortuna Bellisario

    🔊 Ascolta la notizia E’ ancora libero, tra le polemiche il marito assassino di Fortuna Bellisario. L’ottava sezione, collegio E, del Tribunale del Riesame di Napoli ha infatti disposto il ripristino della custodia cautelare in carcere per Vincenzo Lo Presto, 43 anni, condannato a dieci anni di reclusione, con rito abbreviato, per l’omicidio preterintenzionale della […] LEGGI TUTTO

  • in

    Tentato omicidio su via Campovivo, chieste due condanne

    Quanto avvenuto su via Campovivo, a Borgo Montello, il 29 luglio scorso, è stato un tentato omicidio.
    A sostenerlo, al termine della sua requisitoria, è stato il pm Claudio De Lazzaro, che per due imputati ha chiesto condanne a dieci anni di reclusione.
    Per gli inquirenti, Emidio Cirolla, 40 anni, commerciante di auto di Nettuno, e Stefano Miozzi, 50 anni, di Nettuno, ex socio in affari della vittima, speronandolo e mandandolo fuori strada, cercarono di uccidere il 56enne Fabrizio Bruno, originario di Anzio ma residente a Latina.
    Alla luce delle indagini svolte dalla polizia stradale, nello specifico la pubblica accusa ritiene che, dopo un folle inseguimento, Cirolla abbia speronato l’auto su cui viaggiava Bruno, facendola finire fuori strada, e che lo stesso abbia poi preso a calci e pugni la vittima già priva di conoscenza a causa dei traumi subiti nell’incidente.
    Miozzi è invece stato a sua volta accusato di tentato omicidio in quanto si sarebbe trovato in auto con Cirolla.
    Il movente infine è stato individuato in problemi di lavoro e nella compravendita di un’auto andata male.
    I due, arrestati per tale vicenda, hanno scelto di farsi giudicare con rito abbreviato dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giorgia Castriota.
    In aula hanno negato le accuse, sostenendo che la vittima aveva frenato all’improvviso e l’impatto era stato inevitabile.
    Il pm ha chiesto le condanne e il legale di parte civile un risarcimento di 150mila euro.
    Il prossimo 20 aprile parlerà la difesa e poi verrà emessa la sentenza.

    Leggi anche… LEGGI TUTTO

  • in

    Il figlio del boss Sandokan: ‘Nel 2005 il clan votò per Cosentino’

    🔊 Ascolta la notizia Ha parlato per oltre tre ore l’ex boss dei Casalesi oggi collaboratore di giustizia Nicola Schiavone, al processo d’appello in corso a Napoli che vede imputato per concorso esterno in camorra l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino (in primo grado è stato condannato a nove anni). Schiavone, figlio primogenito del padrino dei […] LEGGI TUTTO

  • in

    Camorra: dopo 7 anni restituiti i beni a imprenditore assolto

    🔊 Ascolta la notizia

    Camorra: dopo 7 anni restituiti i beni a imprenditore assolto
    Era finito sotto processo con l’accusa di essere un prestanome del clan Mallardo e ora, dopo avere incassato l’assoluzione in primo e secondo grado, a distanza di ben sette anni da quella triste vicenda, l’imprenditore Domenico Capriello si e’ visto restituire tutti i beni che all’epoca gli erano stati sequestrati. L’inchiesta della DDA, denominata “caffe’ macchiato” risale al 2014. Fece molto scalpore all’epoca perche’ assesto’ un duro colpo al clan del boss Feliciano Mallardo. Ieri, la sezione misure di prevenzione del Tribunale di NAPOLI, ha messo la parola fine al calvario di Capriello disponendo la confisca di parte dei beni sequestrati durante il blitz ma anche la restituzione di quelli che gli furono tolti.
    .u790e3574f910d45ff096bf9eb2beaa6a { padding:0px; margin: 0; padding-top:1em!important; padding-bottom:1em!important; width:100%; display: block; font-weight:bold; background-color:#eaeaea; border:0!important; border-left:4px solid #34495E!important; box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -moz-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -o-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -webkit-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); text-decoration:none; } .u790e3574f910d45ff096bf9eb2beaa6a:active, .u790e3574f910d45ff096bf9eb2beaa6a:hover { opacity: 1; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; text-decoration:none; } .u790e3574f910d45ff096bf9eb2beaa6a { transition: background-color 250ms; webkit-transition: background-color 250ms; opacity: 0.9; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; } .u790e3574f910d45ff096bf9eb2beaa6a .ctaText { font-weight:bold; color:inherit; text-decoration:none; font-size: 16px; } .u790e3574f910d45ff096bf9eb2beaa6a .postTitle { color:#000000; text-decoration: underline!important; font-size: 16px; } .u790e3574f910d45ff096bf9eb2beaa6a:hover .postTitle { text-decoration: underline!important; } LEGGI ANCHE  La camorra torna a sparare: un uomo ucciso a Fuorigrotta“Non ho mai smesso di sperare in questo giorno, – dice tra le lacrime l’imprenditore – pregando sempre che i giudici del Tribunale Misure di Prevenzione, come gia’ avevano fatto assolvendomi quelli di primo e secondo grado da tutti i reati con la formula piu’ ampia possibile, potessero comprendere la assoluta, piena ed indiscutibile titolarita’ delle mie societa’ delle quali ho sempre curato in prima persona affari ed interessi. Adesso voglio guardare oltre, riprendere a lavorare e fare tutto cio’ che non ho potuto fare in questi anni, perche’ bloccato da un provvedimento che ancora oggi non so spiegarmi”.
    Capriello nonostante l’incubo in cui era precipitato nutre ancora fiducia nel futuro e spera in una ripartenza che ovviamente la pandemia rende ancora piu’ complicata. “Valuteremo – commenta l’avvocato Damiano de Rosa – la possibilita’ di chiedere il risarcimento, anche davanti agli Organi di Giustizia Europea: e’ assurdo che oggi una persona possa vedere per oltre sei anni disposto il blocco dei propri beni, pur in presenza di due provvedimenti assolutori pieni ed incontrovertibili e nonostante le varie istanze che sin dall’inizio documentavano l’assoluta inconsistenza della tesi accusatoria”. LEGGI TUTTO

  • in

    Uccise il fratello: iniziato il processo per il 32enne di Lioni

    🔊 Ascolta la notizia

    Uccise il fratello: iniziato il processo per il 32enne di Lioni
    Nella notte tra il 6 e il 7 ottobre scorsi uccise il fratello piu’ giovane al culmine di una lite e poi chiamo’ il 118, perche’ Marco Della Vecchia, 26 anni di Lioni, rantolava ancora. Il delitto si consumo’ in una villetta alla periferia di Lioni e Antonello della Vecchia, 32 anni, ha sempre sostenuto di non aver colpito il fratello con un coltello alla coscia per ucciderlo.
    .u8710ad84b3a69d4c9cf9df66eb46916f { padding:0px; margin: 0; padding-top:1em!important; padding-bottom:1em!important; width:100%; display: block; font-weight:bold; background-color:#eaeaea; border:0!important; border-left:4px solid #34495E!important; box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -moz-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -o-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -webkit-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); text-decoration:none; } .u8710ad84b3a69d4c9cf9df66eb46916f:active, .u8710ad84b3a69d4c9cf9df66eb46916f:hover { opacity: 1; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; text-decoration:none; } .u8710ad84b3a69d4c9cf9df66eb46916f { transition: background-color 250ms; webkit-transition: background-color 250ms; opacity: 0.9; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; } .u8710ad84b3a69d4c9cf9df66eb46916f .ctaText { font-weight:bold; color:inherit; text-decoration:none; font-size: 16px; } .u8710ad84b3a69d4c9cf9df66eb46916f .postTitle { color:#000000; text-decoration: underline!important; font-size: 16px; } .u8710ad84b3a69d4c9cf9df66eb46916f:hover .postTitle { text-decoration: underline!important; } LEGGI ANCHE  Clan D’Alessandro: chiesti 300 anni di carcereIl fendente pero’ raggiunse l’arteria femorale e il giovane mori’ dissanguato. Il 26 maggio prossimo il 32enne dovra’ comparire di fronte alla corte d’Assise del tribunale di Avellino per rispondere di omicidio preterintenzionale. Da allora si trova agli arresti domiciliari ma non in quella villetta. LEGGI TUTTO

  • in

    Afragola, colpo in una tabaccheria: preso uno dei banditi

    🔊 Ascolta la notizia Afragola, colpo in una tabaccheria: preso uno dei banditi Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Afragola, nel transitare sulla strada Sannitica, hanno notato una persona che, dall’esterno di un tabacchi, chiedeva aiuto indicando quattro uomini in sella a due scooter che, alla vista dei poliziotti, si sono dati alla fuga […] LEGGI TUTTO

  • in

    Esami gratis in ospedale Caserta, processo per Zinzi e altri trenta

    🔊 Ascolta la notizia

    Caserta. Esami gratis in ospedale: rinviato a giudizio l’ex presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi, insieme ad altri trenta imputati.
    Il gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nell’ambito di un’indagine della Procura relativa alla gestione illecita del Reparto di Patologia Clinica dell’ospedale di Caserta ha rinviato a giudizio Zinzi e gli altri imputati accusati di peculato d’uso, perchè secondo l’accusa avrebbero svolto delle analisi al laboratorio clinico dell’ospedale di Caserta senza passare per il Cup (centro unico prenotazione).
    Il gup ha anche condannato in sede di abbreviato, ma per reati più relativi a episodi di corruzione, Angelo Costanzo, ex dirigente della Patologia Clinica (4 anni e otto mesi), la dipendente e sua stretta collaboratrice Angela Grillo (quattro anni e due mesi), Vincenza Scotti (due anni e mezzo), titolare del laboratorio Sanatrix di Caivano, moglie di Costanzo e sorella del killer della Nco Pasquale Scotti (arrestato in Brasile ed estradato nel 2016, non indagato per questa vicenda); due anni e mezzo sono stati inflitti a Giovanni Baglivi, rappresentante farmaceutico di Santa Maria a Vico, mentre sono stati assolti Giuseppe Canzano e Maddalena Schioppa.
    .u4e1bbda20ca11be1caf52e20b6bbd69c { padding:0px; margin: 0; padding-top:1em!important; padding-bottom:1em!important; width:100%; display: block; font-weight:bold; background-color:#eaeaea; border:0!important; border-left:4px solid #34495E!important; box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -moz-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -o-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -webkit-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); text-decoration:none; } .u4e1bbda20ca11be1caf52e20b6bbd69c:active, .u4e1bbda20ca11be1caf52e20b6bbd69c:hover { opacity: 1; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; text-decoration:none; } .u4e1bbda20ca11be1caf52e20b6bbd69c { transition: background-color 250ms; webkit-transition: background-color 250ms; opacity: 0.9; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; } .u4e1bbda20ca11be1caf52e20b6bbd69c .ctaText { font-weight:bold; color:inherit; text-decoration:none; font-size: 16px; } .u4e1bbda20ca11be1caf52e20b6bbd69c .postTitle { color:#000000; text-decoration: underline!important; font-size: 16px; } .u4e1bbda20ca11be1caf52e20b6bbd69c:hover .postTitle { text-decoration: underline!important; } LEGGI ANCHE  Mamma 50enne muore di covid al Rummo di Benevento: i familiari chiedono giustiziaPer gli inquirenti il reparto di patologia clinica sarebbe stato al centro di un sistema di favori in cambio di mazzette e viaggi dati a Costanzo e ai collaboratori, con esami fatti gratuitamente ad “amici” senza passare dal Cup; inoltre per la Procura di Santa Maria Capua Vetere, molte analisi commissionate al laboratorio privato Sanatrix di Caivano, di proprietà della moglie di Costanzo, sarebbero state effettuate dal reparto ospedaliero, con un aggravio ci costi per la casse pubbliche e sostanziosi risparmi per la struttura della Scotti, che riceveva dalla Regione anche il rimborso per le analisi mai fatte.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Indagata nell’inchiesta Asl di Caserta tenta suicidio due volte in 24 ore
    L’indagine, realizzata dai carabinieri del Nas, porto’ nel luglio del 2019 all’arresto di Costanzo, sua moglie e della dipendente Grillo, accusati di aver creato un sistema in cui un intero reparto ospedaliero veniva piegato ad interessi privati. Dalle indagini emersero, nei confronti della Grillo, factotum di Costanzo, mazzette in danaro, viaggi a Capri o a Torino per la partita di Champions League della Juventus, e addirittura una tangente usata per pagare un’altra tangente. Tra i rinviati a giudizio figura anche Leonardo Pace, facente parte della triade commissariale che tra il 2015 e il 2017 amministro’ l’ospedale di Caserta durante il commissariamento per infiltrazioni camorristiche disposto dal Ministero dell’Interno in seguito ad un’altra indagine che aveva colpito l’ospedale del capoluogo della Reggia. Pace e’ accusato come quasi tutti gli imputati di aver beneficiato di esami senza passare per il cup. Fu durante le indagini sulla latitanza di Pasquale Scotti che gli inquirenti della Dda di Napoli si imbatterono in alcune telefonate della sorella Vincenza Scotti ritenute “ambigue”, da cui emersero i fili di un’associazione a delinquere operante all’interno dell’ospedale di Caserta e molto ben radicata. LEGGI TUTTO

  • in

    Ercolano: in cella Acampora, esponente del clan Ascione

    🔊 Ascolta la notizia

    Ercolano. Controlli a tappeto e ordine di carcerazione per esponente del clan Ascione.
    E’ finito in manette Roberto Acampora, 44enne di Torre del Greco, ritenuto vicino al clan Ascione – Papale. Già sottoposto ai domiciliari, Acampora è stato arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Napoli. Dovrà scontare 5 anni,7 mesi e 10 giorni di reclusione per i reati di  rapina ed estorsione commessi il 22 novembre 2018 a Ercolano.Denunciato in stato di libertà un 35enne di Ercolano, anch’egli ritenuto vicino al medesimo clan, per aver violato la misura della libertà vigilata a cui è sottoposto. E’ stato fermato in strada durante un controllo alla circolazione e trovato in compagnia di una persona con precedenti di polizia.
    .u901ec850be252d61e5df5cef3474b336 { padding:0px; margin: 0; padding-top:1em!important; padding-bottom:1em!important; width:100%; display: block; font-weight:bold; background-color:#eaeaea; border:0!important; border-left:4px solid #34495E!important; box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -moz-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -o-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -webkit-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); text-decoration:none; } .u901ec850be252d61e5df5cef3474b336:active, .u901ec850be252d61e5df5cef3474b336:hover { opacity: 1; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; text-decoration:none; } .u901ec850be252d61e5df5cef3474b336 { transition: background-color 250ms; webkit-transition: background-color 250ms; opacity: 0.9; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; } .u901ec850be252d61e5df5cef3474b336 .ctaText { font-weight:bold; color:inherit; text-decoration:none; font-size: 16px; } .u901ec850be252d61e5df5cef3474b336 .postTitle { color:#000000; text-decoration: underline!important; font-size: 16px; } .u901ec850be252d61e5df5cef3474b336:hover .postTitle { text-decoration: underline!important; } LEGGI ANCHE  Napoli, sorperso a verniciare uno scooter rubato: 49enne dei Quartieri Spagnoli arrestato  per ricettazioneI carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno arrestato anche per detenzione di droga a fini di spaccio un 34enne del posto. E’ stato controllato in Via Pugliano e trovato in possesso di un panetto di hashish di 98 grammi. Nella sua abitazione, invece, i carabinieri hanno rinvenuto 4 grammi di marijuana e materiale vario per il confezionamento delle dosi. Al 34enne, giudicato con rito direttissimo,  è stata applicata la pena – con il beneficio della sospensione – di un anno di reclusione e 3mila euro di multa.
    .u4b23499799f75902e7c8dd2a7695ab2f { padding:0px; margin: 0; padding-top:1em!important; padding-bottom:1em!important; width:100%; display: block; font-weight:bold; background-color:#eaeaea; border:0!important; border-left:4px solid #34495E!important; box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -moz-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -o-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -webkit-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); text-decoration:none; } .u4b23499799f75902e7c8dd2a7695ab2f:active, .u4b23499799f75902e7c8dd2a7695ab2f:hover { opacity: 1; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; text-decoration:none; } .u4b23499799f75902e7c8dd2a7695ab2f { transition: background-color 250ms; webkit-transition: background-color 250ms; opacity: 0.9; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; } .u4b23499799f75902e7c8dd2a7695ab2f .ctaText { font-weight:bold; color:inherit; text-decoration:none; font-size: 16px; } .u4b23499799f75902e7c8dd2a7695ab2f .postTitle { color:#000000; text-decoration: underline!important; font-size: 16px; } .u4b23499799f75902e7c8dd2a7695ab2f:hover .postTitle { text-decoration: underline!important; } LEGGI ANCHE  La giunta di Napoli delibera lavori allo stadio Maradona da 1,2 milioni di euroTI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Ercolano: il cane Dorian scopre la droga nascosta in cucina: arrestato
    Non sono mancate le contravvenzioni al cds, gran parte delle quali per mancanza di copertura assicurativa e guida senza casco, controllati 27 veicoli e 65 persone, 5 quelle multate per violazioni alla normativa anti-contagio. I controlli continueranno anche oggi. LEGGI TUTTO

  • in

    Affari criminali nel racconto fatto dai pentiti all’Antimafia

    Indagando sulle famiglie di origine nomade che da anni hanno messo radici a Latina, tra traffici di droga, estorsioni, usura, omicidi e pestaggi, l’Antimafia di Roma sta da tempo cercando riscontri anche a una serie di informazioni fornite dai pentiti relativamente agli affari criminali portati avanti ad Aprilia.
    Agostino Riccardo, in particolare, ha riferito agli inquirenti dei rapporti che avrebbe avuto il clan Travali con Sergio Gangemi, già condannato in primo grado per l’attentato a colpi di kalashnikov ai danni di un imprenditore romano, e Patrizio Forniti, imputato per la stessa vicenda.
    Ha parlato di incontri tra lui, Angelo Travali detto Palletta e lo stesso Forniti in un noto ristorante apriliano, dove avrebbero parlato di droga pasteggiando a champagne.
    “Le forniture – ha detto – quando gli accordi erano assunti con Forniti erano di 3-4 chili di cocaina al mese e poi si è arrivati a 8 chili di cocaina al mese, oltre a fumo ed erba”.
    Ancora: “Fino all’operazione Don’t touch Angelo portava fino a 150mila euro ogni 15 giorni a Forniti, tutti ricavati dalla vendita della droga. Ricordo che una volta Angelo ricevette da Gangemi Sergio una valigia contenente molti Rolex che, secondo quanto dettoci da Gangemi, erano di Forniti. Non ci è stato richiesto immediatamente il pagamento perché i rapporti tra noi, Gangemi Sergio e Forniti erano molto stretti”.
    Forniti è stato definito dal pentito “il re indiscusso della droga sull’agro pontino”.
    “La maggior parte delle persone che spacciano droga da Aprilia fino a Fondi lavorano per lui”, ha specificato.
    Affermazioni che hanno fatto allargare il campo degli accertamenti al litorale romano: “Anche Romano Malagisi, quando io e Renato gli togliemmo 250 grammi di cocaina ci disse che si riforniva da Forniti”.
    Di più: “Per quanto a mia conoscenza, gli affari del gruppo Gangemi, Forniti, Fusco, oltre alla droga, si realizzano attraverso l’evasione fiscale, i supermercati, le auto e i fiori”.
    Diversi inoltre i riferimenti ai Nicoletti di Roma e a un misterioso uomo di Aprilia, detto “Il Secco”, da cui i Travali si sarebbero riforniti di armi in grande quantità.

    Leggi anche… LEGGI TUTTO