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    Castellammare, sorpresi a spacciare al rione Savorito: 2 arresti

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    Strade e piazze presidiate dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia nell’ambito di un servizio di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli.

    64 persone identificate, 39 i veicoli controllati.2 le persone arrestate: Luigi Spagnuolo (23enne) e Francesco Schettino (35enne), entrambi di Castellammare di Stabia e già noti alle forze dell’ordine.Sono stati sorpresi nel rione Savorito mentre cedevano a 3 “clienti” hashish, marijuana e crack. La droga è stata sequestrata, gli assuntori segnalati alla Prefettura. Spagnuolo e Schettino, invece, sono stati sottoposti ai domiciliari in attesa di giudizio. Dovranno rispondere di spaccio di stupefacenti.3 le sanzioni per altrettante persone, per violazioni alla normativa anticontagio.Numerose le contravvenzioni al cds, gran parte delle quali per guida senza casco (…ma con mascherina) e assenza di copertura assicurativa. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni LEGGI TUTTO

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    Castellammare, sequestrato l’arsenale del nuovo clan Polito-Onorato di Moscarella. TUTTI I NOMI

    Castellammare, sequestrato l’arsenale del nuovo clan Polito-Onorato di Moscarella.

    Questa notte, a Castellammare di Stabia, Napoli, Roma, Pompei, Santa Maria La Carità, Quarto e Castel Volturno, i militari della Compagnia Carabinieri di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di 17 indagati, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi clandestine, anche da guerra, con relativo munizionamento e ricettazione.Il complesso delle attività d’indagine, svolte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castellammare di Stabia e coordinate Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha consentito di far emergere l’esistenza di una radicata e proficua associazione destinata e stabilmente dedita al traffico e alla vendita di sostanze stupefacenti, sia droghe pesanti (in particolare cocaina), che leggere (hashish e marijuana), operante nel territorio di Castellammare di Stabia, nello specifico nel rione Moscarella, con ramificazioni anche in altre zone della Campania. L’attività, intrapresa nel marzo del 2017 in seguito all’arresto di un cittadino stabiese sorpreso in possesso di un’arma clandestina, ha permesso di accertare l’esistenza di una associazione armata finalizzata al narcotraffico che si prefiggeva la creazione di un terzo polo camorristico nella città stabiese, distinto ed indipendente dai due clan che storicamente si dividono e contendono la signoria sul territorio (clan D’Alessandro e clan Cesarano). Nella disponibilità di tale consorteria criminale vi era un vero e proprio arsenale, costituito da numerose armi, anche clandestine e da guerra, a riprova dell’ascesa e del consolidamento del sodalizio, nelle cui intenzioni vi era il rafforzamento militare finalizzato a imporre la propria egemonia e le proprie attività illecite sul territorio, anche con il ricorso alla violenza, come imposto dai vertici del gruppo Polito Raffaele e Onorato Silverio. A riscontro delle attività d’intercettazione, in un lasso di tempo di circa un anno, sono state arrestate in flagranza di reato 5 persone, segnalati amministrativamente numerosi assuntori di sostanze stupefacenti, recuperate 10 pistole clandestine (prive di matricola o con matricola abrasa o punzonata), 2 kalashnikov e oltre 500 munizioni di vario calibro, nonché ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, per un valore complessivo sul mercato illegale di circa 250000,00 euro, segnatamente sono stati sequestrati circa 27 kg. di marijuana, 2,5 kg. di hashish e 50 grammi di cocaina. I canali di approvvigionamento di droga per il gruppo erano vari, come è emerso nel corso delle indagini che hanno delineato diversi fornitori locali, ma anche dell’area casertana e pugliese.L’attività dei Carabinieri, coordinati dalla DDA di Napoli, prosegue incessantemente come dimostrano gli ulteriori sequestri di armi, munizionamento e stupefacenti: difatti, di recente, in aree comuni all’interno del quartiere stabiese Moscarella sono state rinvenute e sequestrate ulteriori 5 pistole con relativo munizionamento e circa 110 grammi di cocaina.

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    Al termine delle formalità di rito, 12 indagati sono stati associati in carcere, 2 sottoposti agli arresti domiciliari presso le proprie abitazioni, mentre altri 1 indagati sono stati sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Castellammare di Stabia ed infine altri 2 alla misura del divieto di dimora nella città stabiese e nei Comuni limitrofi.

    A) ristrette in carcere:
    1. Polito luciano, nato a castellammare di stabia il 29.06.1985,
    2. Cangiano luigi, nato a napoli il 02.08.1963,
    3. Zhegu franc, nato in albania il 08.08.1989,
    4. Massa vittorio, nato a castellammare di stabia il 04.08.1991, già in atto detenuto alla casa circondariale di napoli – poggioreale;

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    5. Polito luigi, nato a castellammare di stabia il 03.05.1955,
    6. Onorato silverio, nato a castellammare di stabia il 28.07.1989,
    7. Di maria michele, nato a castellammare di stabia il 07.06.1981,
    8. Polito raffaele, nato a castellammare di stabia il 02.11.1990,
    9. Cascone giorgio, nato a napoli il 11.10.1991, residente a castel volturno
    10. Di maio ernesto, nato a castellammare di stabia il 12.05.1986,
    11. Donnarumma adelina, nata a castellammare di stabia il 18.09.1954
    12. Lanzieri valeria, nata a castellammare di stabia il 13.10.1985
    B) ristrette regime arresti domiciliari:
    13. Di maio gianluca, nato a castellammare di stabia il 14.02.1995,
    14. Spera tina mariarosaria, nata a vico equense il 06.02.1983,
    15. Viola catello, nato a castellammare di stabia il 26.01.1983
    C) sottoposte divieto di dimora:
    16. De martino anna, nata a castellammare di stabia il 03.01.1979
    D) sottoposta obbligo di dimora:
    17. Di maio anna, nata a castellammare di stabia il 28.08.1976

    Bimbo trovato impiccato in casa: la Procura indaga per istigazione al suicidio

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    Giorno della memoria, domani la consegna delle medaglie d’onore in Prefettura

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    Inchiesta ex Cirio, rischiano di nuovo l’arresto Cesaro e Pentangelo

    Rischiano di nuovo l’arresto i parlamentari Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo: accolto il ricorso in Cassazione presentato dalla Procura di Torre Annunziata.

    L’inchiesta sul presunto giro di corruzione per ottenere i permessi a costruire nell’ex insediamento industriale della Cirio di Castellammare di Stabia torna davanti al Riesame di Napoli in quanto è stato accolto il ricorso presentato dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli per conto della Procura di Torre Annunziata. La richiesta è chiara: rivalutare l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal gip per circa dodici persone fra cui i due parlamentari di Forza Italia.
    Ex Cirio – foto dal web

    La posizione di Cesaro e Pentangelo, ovviamente, sarebbe passata successivamente al vaglio delle due Giunte per le autorizzazioni a procedere di Senato e Camera che, valutato il provvedimento del Riesame che annullò l’ordine di arresto, archiviarono le due posizioni.

    Conosciute le motivazioni della Cassazione, ora la questione torna al vaglio dei giudici napoletani che si pronunceranno per la seconda volta sugli arresti annullati in base alla sentenza Cavallo che si rifà all’utilizzabilità delle intercettazioni.Se le intercettazioni vengono richieste per un reato diverso da quello per il quale poi si procede, non possono essere utilizzate come fonte di prova. Si tratta di una questione tecnica che però, in questo caso, potrebbe non sussistere, almeno non su tutti i decreti che autorizzano le intercettazioni.

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    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Greco in aula: ‘Comparammo il Castello di Ottaviano perché Cutolo lo voleva regalare ai genitori’
    L’inchiesta, coordinata dal sostituto Andreana Ambrosino e condotta dalla squadra mobile di Napoli e dal commissariato di polizia di Castellammare di Stabia, era uno stralcio del fascicolo ‘Olimpo’ aperto dalla Direzione distrettuale Antimafia partenopea nel 2013, che ipotizzava una serie di reati di camorra collegati al fulcro dell’inchiesta: l’imprenditore Adolfo Greco, il ‘re de latte’, ex uomo di fiducia di Cutolo. Greco è ritenuto vicino ai clan dell’area stabiese e ad alcuni elementi di spicco dei Casalesi.
    Adolfo Greco

    Sono in corso quindi due processi condotti dall’Antimafia a Torre Annunziata e Santa Maria Capua Vetere che vedono il ‘re del latte’ come principale imputato.In questo caso, secondo l’accusa, Cesaro fu corrotto dall’imprenditore stabiese Adolfo Greco con una mazzetta da 10mila euro, mentre Pentangelo con il regalo di un Rolex per il suo compleanno.Il filone d’inchiesta non aggravato dal metodo mafioso era approdato alla Procura oplontina ed è culminato lo scorso maggio con l’emissione dell’ordinanza, poi annullata dal Riesame perché i reati di corruzione non sarebbero connessi a quelli che hanno permesso l’autorizzazione ad intercettare.
    Cesaro

    La Procura di Torre Annunziata è invece di tutt’altro avviso e ha ottenuto dalla Cassazione l’ordinanza nuovamente al vaglio dei giudici del Riesame per Cesaro, Pentangelo, Greco e gli altri indagati, tra i quali l’ingegnere Antonio Elefante, progettista della riqualificazione dell’ex insediamento industriale diventato motivo di corruzione dei due parlamentari, ultimi due presidenti della Provincia di Napoli, ente che ha poi nominato Maurizio Biondi commissario ad acta per velocizzare la pratica urbanistica ‘bloccata’ al Comune di Castellammare.

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    Il progetto firmato Elefante prevedeva l’abbattimento della Cirio e la trasformazione dell’ex area industriale in un quartiere residenziale in parte dedicato all’housing sociale, con centinaia di appartamenti e locali commerciali. Per farlo, è una delle accuse, Elefante avrebbe ottenuto dalla Regione l’inserimento di una speciale deroga al Piano Casa. Per traffico di influenze è indagato anche il capogruppo regionale Pd Mario Casillo, tirato in ballo in diverse conversazioni. LEGGI TUTTO

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    Castellammare, lite con spari in via Cosenza: ritrovata una pistola

    La Ternana passeggia sulla Juve Stabia: 3-0 il risultato finale
    La Juve Stabia non riesce nell’impresa di fermare la capolista Ternana: gli uomini di Lucarelli si impongono con un netto 3-0 e confermano chiaramente la loro leadership. Questo girone C ha un chiaro padrone. Le Vespe escono da questo incontro con le ossa rotte, ora testa immediatamente alla trasferta, complicata, di Monopoli.
    Primo tempo di dominio assoluto da parte della Ternana. Gli uomini di Lucarelli dimostrano in 45 minuti, se ce ne fosse ancora bisogno, perché sono primi e imbattuti nel girone c di Serie C. La Juve Stabia prova a reggere l’urto, prova a imbastire qualche azione offensiva, soprattutto con Orlando, ma alla lunga la Ternana colpisce. Dopo una serie di tentativi, in particolar modo di Falletti, le Fere passano in vantaggio con Peralta, bravo a sfruttare un erroraccio in disimpegno di Berardocco. Le Vespe provano ad organizzare una reazione ma il pressing e la compattezza degli avversari è asfissiante. Una pressione quasi a tutto campo che regala anche la seconda rete agli ospiti: da corner Suagher raddoppia.

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    L’alba della seconda frazione sorride ancora una volta alla Ternana: subito dopo il ritorno dagli spogliatoi, Vantaggiato sigla una rete bellissima e fissa il punteggio sullo 0-3. Una minima reazione stabiese, a dire il vero, c’è grazie all’incornata di Troest che si stampa sulla traversa. Ma è troppo poco per scalfire l’attenta difesa di mister Lucarelli, che continua a mantenere il possesso palla e a provare a fare male dalle parti di Tomei. Ultima emozione del match la traversa di Romero.
    La differenza tra le due squadre, purtroppo, si è vista tutta in questi 90 minuti in cui la Ternana ha semplicemente dominato. Complimenti alla formazione di Lucarelli, destinata a vincere questo campionato e tornare in B. Peccato per i ragazzi di Padalino, avrebbero potuto fare certamente di più. LEGGI TUTTO

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    Castellammare, confiscati beni per 400mila euro al ras Francesco Imparato

    Castellammare, confiscati beni per 400mila euro al ras Francesco Imparato Gli agenti della Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Napoli, in seguito ad una articolata attività d’indagine tesa all’aggressione dei patrimoni illecitamente acquisiti, hanno dato esecuzione ad un decreto di confisca di beni, emesso dal Tribunale di Napoli – […]
    Approfondisci la lettura di Castellammare, confiscati beni per 400mila euro al ras Francesco Imparato
    Cronache della Campania@2015-2021 LEGGI TUTTO

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    Greco in aula: ‘Comparammo il Castello di Ottaviano perché Cutolo lo voleva regalare ai genitori’

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    E’ Adolfo Greco di Castellammare di Stabia, il ‘re del latte’ condannato per favoreggiamento personale a Raffaele Cutolo, a tentare di ricostruire la storia.
    “Comprammo il Castello Mediceo di Ottaviano nel 1979 per ristrutturarlo e farne appartamenti. Dopo il terremoto, nel 1981, Raffaele Cutolo ci chiese di cederlo a lui, ma non ne prese mai possesso né versò denaro”, lo ha dichiara Greco nel tentativo di ricostruire la storia non solo processuale del primo maxiprocesso alla camorra.
    Il ‘re del latte’ di Castellammare, negli anni Settanta fu condannato per favoreggiamento perché ritenuto colpevole di aver acquistato il palazzo dei principi Langellotti per conto di Cutolo e adesso, Greco, è di nuovo a processo per risponde di due episodi di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
    Il nome di Adolfo Greco risuona forte e chiaro anche perché fece da ponte nella trattativa per la liberazione dell’allora assessore Ciro Cirillo (Dc), rapito dalle Brigate Rosse e liberato dopo l’intervento di Raffaele Cutolo. Fu Greco ad entrare nel carcere di Ascoli per fare da tramite tra Cutolo e lo Stato.
    Ma durante il processo, della vicenda, Greco preferisce non parlare e, come riporta ‘Il Mattino’, precisa: “A parte la vicenda del Castello, non ho mai avuto rapporti con Cutolo. Anzi, la mia famiglia era regolarmente vittima di estorsione dei suoi affiliati, anche a Castellammare”.
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    “Dopo l’acquisto – spiega Greco – stipulammo un contratto con la Oplonti Vigilanza che aveva come riferimento a Ottaviano la guardia giurata Pasquale Cutolo, fratello di Raffaele, che fece da custode dell’immobile. Il progetto di ristrutturazione fu bocciato perché c’era un vincolo della Soprintendenza e nel frattempo Raffaele Cutolo si fece avanti. Il passaggio non ci fu, ma lui nel 1982 mandò una cartolina alla mamma nella quale diceva ora il castello è di nuovo tuo, anche se non era vero”. Dal racconto di Adolfo Greco, i genitori di Raffaele Cutolo, erano i guardiani dei principi Langellotti ed erano cresciuti lì.

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    Usura al 10% mensile ai commercianti di Castellammare e Vico: 6 misure cautelari

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    Prestavano soldi ai commercianti di Castellammare e Vico Equense in crisi per il covid a tassi usurai del 10% mensili: 6 misure cautelari.
    In data odierna i Carabinieri della Compagnia di Sorrento, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, hanno proceduto all’arresto di cinque persone e alla applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di una sesta persona, tutte gravemente indiziate di aver commesso una pluralità di delitti di usura in concorso tra loro. I sei destinatari della misura cautelare sono quattro uomini e due donne, cinque originari del Comune di Vico Equense e uno di Castellammare di Stabia .
    Delle cinque persone arrestate, quattro sono state sottoposte alla custodia cautelare in carcere ed una delle due donne, essendo risultata incinta, è stata sottoposta alla misura degli arresti domiciliari, in luogo della custodia cautelare in carcere originariamente disposta, a seguito di provvedimento odierno del GIP.
    Le indagini, espletate dalla Sezione Operativa del NORM Carabinieri di Sorrento e coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno consentito di accertare, allo stato, 10 episodi di usura in danno di 6 cittadini della Penisola Sorrentina, quasi tutti titolari di piccole imprese locali. Nel corso delle indagini, attraverso informazioni testimoniali, intercettazioni telefoniche e ambientali e il rinvenimento di veri e propri libri mastri, nei quali erano riportati gli importi dei prestiti usurari e i nomi delle vittime, è stato possibile identificare queste ultime ed accertare l’entità delle somme prestate ad ognuna di esse, che vanno da un minimo di 1.000 ad un massimo di 20.000 euro circa.
    L’interesse usurario applicato, a prescindere dall’ammontare del prestito, era nell’ordine del 10% mensile. Di ausilio per le indagini è stato l’atteggiamento collaborativo di alcune vittime, che ha consentito agli inquirenti di ricostruire i meccanismi dei prestiti usurari. Dalle indagini è emersa la situazione di grave difficoltà economica in cui versavano le vittime, le cui attività commerciali erano state duramente colpite dagli effetti causati dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, che le hanno indotte a rivolgersi agli attuali indagati per ottenere prestiti a tassi usurari.
    Contestualmente alle misure cautelari personali, su richiesta della Procura della Repubblica, il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili riconducibili ad alcuni degli indagati, in esecuzione del quale sono stati sottoposti a sequestro: un appartamento, un garage, un autovettura,  2 motocicli, . 3 c/c bancari, . 5 libretti di risparmio bancari, 4 depositi di risparmio postali,  2 fondi banco posta 4 carte di credito prepagate, per un valore complessivo di circa 450mila euro. LEGGI TUTTO

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    Imponevano le assunzioni di buttafuori nei locali della penisola sorrentina: presi due pregiudicati

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    Imponevano le assunzioni di buttafuori nei locali della penisola sorrentina: presi due pregiudicati. Uno è un esponente di spicco del clan D’Alessandro di Castellammare.
    Nella mattinata odierna, personale dei Commissariati di Castellammare di Stabia e di Sorrento, dava esecuzione ad ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti dei seguenti indagati:

    SPAGNUOLO Nino, di anni 43, originario di Castellammare di Stabia e gravitante nell’orbita del clan camorristico D’Alessandro, attualmente ristretto presso la Casa Circondariale di Fuorni ( e TERMINIELLO Massimo, di anni 40, residente in Meta, noto pluripregiudicato della penisola sorrentina.Gli indagati sono accusati di aver effettuato una serie di estorsioni in danno di operatori economici, della penisola sorrentina, attivi nel settore della movida a cui imponevano l’assunzione di personale addetto alla sicurezza (i cd. buttafuori).
    In particolare, ai titolari di alcune discoteche ed alcuni bar, veniva imposto, attraverso minacce, l’assunzione di personale addetto al servizio di sicurezza a cui veniva fornito anche il “paravento” di un contratto stipulato con un’agenzia di sicurezza attiva ed operante nel napoletano. Le indagini permettevano di accertare, tuttavia, che la maggior parte del personale inviato nei locali, non era munito delle necessarie autorizzazioni ed anzi il più delle volte si trattava di personaggi che non avrebbero mai potuto ottenere tali autorizzazioni in quanto gravati da precedenti penali e/o di polizia.
    Al vertice di tale gruppo era posto lo Spagnuolo che, sebbene ristretto agli arresti domiciliari, dettava disposizioni, indicando il personale da mandare ai locali, stabilendone i compensi e le mansioni ed affidando l’esecuzione ed il controllo di quanto stabilito al suo fidato collaboratore Massimo Terminiello. Lo stesso Spagnuolo percepiva dal personale addetto alle sicurezze una quota della loro paga mentre altra quota della stessa veniva versata al clan camorristico D’Alessandro, garante della possibilità di “lavorare” in penisola sorrentina in un regime di fatto monopolistico.

    Le investigazioni permettevano anche di accertare che Nino Spagnuolo era il vero titolare della nota discoteca “Plan B” fittiziamente intestata ad altro indagato stabiese impegnato in altri lavori saltuari ed occasionali. Anche per la gestione della discoteca lo Spagnuolo utilizzava quale suo fidato braccio destro Terminiello Massimo che si occupava delle incombenze da eseguire in loco . Gli indagati sono stati sottoposti a misura cautelare per il reato di cui all’art.512 bis c.p. e conseguentemente è stato disposto anche il sequestro delle quote societarie della discoteca.
    I due pregiudicati sono stati raggiunti da ordinanza cautelare per estorsione, aggravata dal metodo camorristico, in danno dell’ex socio del Plan B, da cui si faceva consegnare, dietro una serie di minacce gravi, la somma di ventimila euro. Terminiello Massimo, dopo le formalità di rito e il fotosegnalamento, veniva associato alla Casa Circondariale di Napoli Secondigliano mentre Spagnuolo Nino rimaneva associato alla Casa Circondariale di Fuorni (SA) dove gli veniva notificato il provvedimento restrittivo ed ove era già detenuto da tempo per altro.
    La complessa ed articolata attività investigativa dei Commissariati distaccati di Castellammare di Stabia e di Sorrento, coordinati dalla D.D.A. di Napoli, ha permesso di svelare l’operatività di un gruppo criminale che “inquinava” la vita notturna sorrentina ed alterava anche le dinamiche economiche connesse alle attività commerciali collegate al divertimento notturno.
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    Castellammare, 40 anni di carcere per il branco che picchiò il carabiniere in villa

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Castellammare, 40 anni di carcere per il branco che picchiò il carabiniere in villa

    Castellammare di Stabia

    L’aggressione nel mese di agosto nella villa comunale

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    15 ore fa circa (23:25)
    il
    16 Dicembre 2020

    foto di repertorio

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    Castellammare, 40 anni di carcere per il branco che picchiò il carabiniere in villa.
    Cinque condanne a 7 anni e 2 mesi e una a 3 anni e 8 mesi: questa la decisione al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato nel Tribunale di Torre Annunziata per il ‘branco’ di ragazzi che picchio’ ferocemente un carabiniere il 2 agosto nel cuore della movida di Castellammare di Stabia.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Castellammare, carabiniere interviene per sedare una rissa e viene pestato: è grave

    Il carabiniere non era in servizio ma decise di intervenire comunque per bloccare una rissa scoppiata dopo un tamponamento tra scooter, finendo a sua volta aggredito, malgrado si fosse qualificato come un rappresentante delle forze dell’ordine. Il giudice ha inflitto 7 anni e 2 mesi a Ferdinando Imparato, nipote del boss della zona, a Pio Lucarelli, anche lui figlio di un esponente del clan D’Alessandro e nipote di un boss, a Carmine Staiano, Giovanni Salvato e Antonio Longobardi. Tre anni e 8 mesi di carcere, invece, per Manuel Spagnuolo. Resta imputati al tribunale dei Minori un 17enne.

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    Castellammare di Stabia
    Truffa estintori per la Marina Militare, denunciata ditta di Castellammare

    Pubblicato
    1 giorno fa
    il
    16 Dicembre 2020

    foto di repertorio

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    Truffa sulla fornitura degli estintori per la Marina Militare, denunciata ditta di Castellammare: nelle bombole un liquido più economico di quello solito
    Estintori per navi della Marina Militare caricati con un liquido più economico del previsto, con anche un possibile rischio per la sicurezza antincendio. La Guardia di Finanza della Spezia ha denunciato quattro responsabili di una società per frode nelle pubbliche forniture, aggravata dal fatto che si tratta di equipaggiamenti delle Forze Armate dello Stato, e di contraffazione, alterazione e uso di marchi ovvero di brevetti. Sono stati poi sequestrati 3.000 chili di gas estinguente, risultato appunto diverso dalle indicazioni dell’appalto pubblico da 1 milione. Denunciata anche la società.
    Nelle indagini sulla fornitura di sistemi di spegnimento incendi da installare a bordo di alcune navi della Marina Militare italiana, è emerso in particolare che la società subappaltatrice aveva già consegnato ai cantieri navali Fincantieri una prima tranche di bombole contenenti un fluido estinguente, apparentemente conforme agli elevatissimi standard di sicurezza richiesti dai capitolati d’appalto, ma rivelatosi, appunto un prodotto diverso, di qualità e costo inferiori. Nel corso delle perquisizioni eseguite presso i cantieri navali a La Spezia, a Riva Trigoso (Genova) e a Castellammare di Stabia (Napoli), i finanzieri hanno accertato che le bombole erano già state installate o erano in procinto di esserlo a bordo di due navi militari in costruzione, rischiando di mettere a repentaglio l’effettiva funzionalità e sicurezza dei sistemi di spegnimento degli incendi in dotazione a modernissime unità navali.
    Leggi anche: https://www.cronachedellacampania.it/2020/12/organizzava-finti-casting-per-abusare-delle-ragazze-arrestato/
    Secondo le indagini i responsabili della frode avevano apposto sulle bombole di gas, indebitamente, un marchio contraffatto riconducibile a una multinazionale statunitense produttrice esclusiva mondiale, ma in realtà si erano approvvigionati di un fluido di origine cinese da un fornitore albanese.

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    Stabiese di 73 anni ucciso in Tunisia: arrestati gli assassini

    Un cittadino italiano di 73 anni originario di Castellammare di Stabia  e’ stato assassinato nella sua abitazione Monastir, citta’ della Tunisia situata sull’estremita’ meridionale del Golfo di Hammamet, a circa 160 chilometri a sud di Tunisi.   “L’omicidio e’ avvenuto domenica 15 novembre.I due presunti assassini sono gia’ stati arrestati, sono due giovani e avrebbero […]
    Continua la lettura di Stabiese di 73 anni ucciso in Tunisia: arrestati gli assassini su Cronache della Campania
    Cronache della Campania@2016-2020 LEGGI TUTTO

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    Spacciavano nella zona dell’Acqua della Madonna a Castellammare: arrestati in due

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Spacciavano nella zona dell’Acqua della Madonna a Castellammare: arrestati in due

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    1 ora fa circa (08:59)
    il
    7 Novembre 2020

    Spacciavano nella zona dell’Acqua della Madonna a Castellammare: arrestati in due.

    I carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli in zona “Acqua della Madonna”, hanno arrestato per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti un 55enne ed un 25enne. Arrestato anche un 43enne per il reato di evasione dalla detenzione domiciliare.
    I militari dell’Arma hanno sorpreso il 55enne mentre cedeva al più giovane un involucro contenente 40 grammi di hashish. Quando quest’ultimo si è accorto dei Carabinieri, ha tentato di liberarsi dell’involucro lanciandolo in mare.Nonostante ciò i militari hanno rintracciato la droga che galleggiava tra le barche ormeggiate e, con una corda, l’hanno recuperata e sequestrata. I due sono stati perquisiti e trovati in possesso di altri 10 grammi di hashish e 4,7 grammi di marijuana. Nelle tasche del pusher oltre mille euro in contante, in quelle del “cliente” 225 euro. Entrambi sono stati sottoposti ai domiciliari in attesa di giudizio.
    Sempre in zona “Acqua della Madonna” i Carabinieri hanno individuato un 43enne mentre passeggiava nei pressi del porto. Quando è stato controllato è emerso che fosse sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Dopo un breve tentativo di fuga, è stato bloccato e arrestato per evasione. Ri-sottoposto alla stessa misura, l’uomo è in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice.
    Durante le operazioni, sequestrati a carico di ignoti 20 grammi di marijuana e 0,6 di cocaina: la droga era nei pressi dei pontili di Via Brin – su di un bancone di legno – nascosta nei pressi di un vaso di fiori.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    44 minuti fa
    il
    7 Novembre 2020

    Chiedeva un “sussidio” per i detenuti a nome del clan Ianuale: arrestato 65enne a Castello di Cisterna.
    In data odierna, a Castello di Cisterna, i Carabinieri della Sezione Operativa del N.O.R. della locale Compagnia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo partenopeo – nei confronti di 1 indagato (65enne), gravemente indiziato di una tentata estorsione aggravata dal cd. metodo mafioso, avvenuta a Castello di Cisterna, nell’ottobre 2019, in danno del committente di alcuni lavori edili destinati a civili abitazioni, mediante il ricorso a reiterate minacce veicolate agli operai della ditta.L’indagine, in particolare, ha consentito di:– ricostruire l’effettiva richiesta estorsiva veicolata all’indirizzo del committente dei lavori (inizialmente stimata in 3000 euro e poi portata a 1000 euro), per come emerso, prospettata alle vittime quale sussidio da destinare ai detenuti;– appurare che l’attività estorsiva non si sia concretamente consumata a seguito del diniego della vittima e della sua conseguente decisione di denunciare;– documentare le modalità utilizzate dall’indagato che, con più azioni consecutive, contraddistinte dal ricorso a minacce, si avvalevano della forza intimidatrice promanante dall’associazione camorristica denominata clan “IANUALE” operante in Castello di Cisterna.L’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Napoli – Secondigliano.

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    Spacciava in piazza Giovanni XXIII: pusher arrestato a Castellammare

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Spacciava in piazza Giovanni XXIII: pusher arrestato a Castellammare

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    19 ore fa
    in
    5 Novembre 2020

    Spacciava in piazza Giovanni XXIII: pusher arrestato a Castellammare.

    Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Castellammare di Stabia, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in piazza Giovanni XXIII un uomo a bordo di un’autovettura che, alla loro vista, ha tentato di allontanarsi per eludere il controllo.
    I poliziotti l’hanno raggiunto e bloccato trovandolo in possesso di 25 involucri con 26 grammi circa di cocaina e di 850 euro; inoltre presso l’abitazione dell’uomo a Pompei,  hanno rinvenuto altri 4 involucri con 4 grammi  circa della stessa sostanza e un bilancino. Vincenzo D’Auria, 29enne stabiese con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    42 minuti fa
    in
    6 Novembre 2020

    Dieci colpi d’arma fa fuoco sono stati esplosi nella serata di ieri contro una palazzina al rione Traiano, alla periferia di Napoli.

    I colpi hanno raggiunto anche una finestra di un’abitazione. Sulla vicenda indagano i poliziotti del commissariato di polizia “San Paolo”. Gli occupanti della palazzina sono tutti incensurati. Gli agenti hanno ascoltato alcuni degli occupanti e stanno verificando le immagini delle telecamere pubbliche e private poste lungo il tragitto che avrebbero potuto compiere i pistoleri. Gli investigatori stanno anche verificando il grado di parentela degli occupanti dell’edificio con alcuni esponenti del clan del rione Traiano dove è in atto negli ultimi tempi una nuova violenta frizione tra i clan della zona.

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