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    Castellammare, ex Cirio: la Procura chiede di nuovo l’arresto di Cesaro e Pentangelo

    Castellammare. Ristrutturazione dell’ex area Cirio la Procura di Torre Annunziata ha presentato ricorso in Cassazione per chiedere nuovamente che il Riesame si esprima sulla richiesta di arresto a carico del senatore Luigi Cesaro e del deputato Antonio Pentangelo, entrambi espressione campana di Forza Italia. La vicenda e’ quella legata al filone dell’inchiesta Olimpo III che […] LEGGI TUTTO

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    Castellammare, ex Cirio: la Procura chiede di nuovo l’arresto di Cesaro e Pentangelo

    Castellammare. Ristrutturazione dell’ex area Cirio la Procura di Torre Annunziata ha presentato ricorso in Cassazione per chiedere nuovamente che il Riesame si esprima sulla richiesta di arresto a carico del senatore Luigi Cesaro e del deputato Antonio Pentangelo, entrambi espressione campana di Forza Italia. La vicenda e’ quella legata al filone dell’inchiesta Olimpo III che […] LEGGI TUTTO

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    Castellammare, imprenditori ed estorsori: le accuse a Cafiero e Spronello

    Castellammare. Imprenditori col vizio dell’estorsione: sono questi Giovanni Cafiero, 43 anni, e Gennaro Spronello, di 40.
    Sono stati arrestati ieri dai carabinieri con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo e dalla finalità mafiose per i legami con il clan Cesarano. Non a caso nelle intercettazioni allegate all’ordinanza cautelare firmata dal gip Emilia Di Palma, su richiesta della Dda di Napoli si legge …“devono capire con chi stanno avendo a che fare..con i guappi di via Pozzillo…quelli che comandano Castellammare da sopra e da sotto”.
    La loro era una operazione di recupero crediti per conto del clan Cesarano nei confronti di un gruppo di imprenditori di Sant’Antonio Abate per una cifra di 100mila euro. In pratica  non avrebbero pagato delle forniture a una ditta “amica” del clan Cesarano.
    E così dal 2020 era cominciate minacce, telefonate e richieste di soldi. L’azienda di sant’Antonio Abate finta nel mirino dei due del clan Cesarano non aveva pagato una fattura del 2017 da circa 100mila euro ad una azienda casertana il cui socio è amico di Cafiero.
    E per questo motivo l’imprenditore floricolo aveva chiesto con insistenza a Spronello di “stare addosso” ai titolari della dita abatese fino a quando non avrebbero recuperato i soldi. Spronello tra l’altro non è nuovo ad operazioni del genere.
    Era stato infatti arrestato nel giugno scorso per una estorsione ai danni di una nota azienda bufalina di Eboli. Spronello lavora infatti nel mondo del latte visto che esercita il trasporto per conto di una società del figlio del noto imprenditore stabiese Adolfo Greco condannato nel novembre scorso a 8 anni di carcere nell’ambito del processo Olimpo per legami con i clan stabiesi. LEGGI TUTTO

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    Castellammare, 50 anni di carcere al clan D’Alessandro

    Castellammare. Cinquanta anni di carcere complessivi per vecchi e nuovi boss del clan D’Alessandro sono stati inflitti nel processo Domino Bis, quello nato dalle indagine degli investigatori che  scoprirono come il clan teneva summit di camorra in una scuola abbandonata.
    Un’indagine partita dagli accertamenti sull’omicidio di Antonio Fontana (l’ex cutoliano pentito assassinato ad Agerola nel 2017) . Dall’inchiesta sono venute fuori tra l’altro, anche le ingerenze della criminalità organizzata nel mondo politico tra l’altro confermate dal recente scioglimento del consiglio comunale di Castellammare per infiltrazioni camorrisitche.
    Le pene più alte sono state comminate a  Sergio Mosca (suocero di Pasquale D’Alessandro tornato in libertà due settimane fa), Antonio Rossetti ‘o guappone e Giovanni D’Alessandro detto Giovannone: per loro condanna a 17 anni e dieci mesi ciascuno.Ma Giovannone D’Alessandro (assistito dall’avvocato Gennaro Somma) potrebbe tornare libero presto perché è scattato il riconoscimento della continuazione con la precedente sentenza di condanna definitiva del 2006 a quindici anni, già scontata per intera. Quindi la condanna è di due anni e dieci mesi di reclusione.
    Giovannone D’Alessandro era stato arrestato a marzo del 2021, per questo motivo la sua scarcerazione potrebbe avvenire già nei prossimi mesi. Nella stessa situazione si trova  Ettore Spagnuolo, altro elemento di spicco del clan (difeso dagli avvocati Antonio de Martino e Stefano Sorrentino): per lui una condanna di 15 anni di cui tredici già scontati. Spagnuolo deve quindi scontare altri due anni.
    Mano pesante anche per Liberato Paturzo, detto cocò da sempre considerato l’imprenditore edile del clan D’Alessandro: per lui 8 anni e 8 mesi di carcere. Paturzo è stato già condannato in primo grado nel processo Olimpo.
    Condannato 5 anni e 4 mesi per armi Antonio Longobardi, detto ciccillo, ma assolto dal reato di reato di associazione mafiosa. Condanne più lievi per Luigi Biondi, accusato di detenzione di armi e condannato a 1 anno e 2 mesi. Per Biondi (difeso dall’avvocato Francesco Schettino) il giudice ha disposto l’immediata scarcerazione se non detenuto per altra causa. E infine è stato condannato a 1 anno e 10 mesi, Sabato Schettino. Ai due non era contestata l’affiliazione al clan.

    Di Redazione Cronache LEGGI TUTTO

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    Castellammare, pusher ferito a colpi di pistola al Savorito

    Castellammare di Stabia. Colpi di arma da fuoco hanno raggiunto il  pregiudicato Catello Viola, 49 anni, noto pusher nel rione Savorito.
    L’episodio è avvenuto nella tarda serata di ieri alla periferia della città.L’uomo stava attraversando via Petraro quando è stato  avvicinato da due persone in sella a uno scooter. Quello che si trovava sul sellino posteriore ha estratto la la pistola e ha fatto fuoco più volte.
    Catello Viola è stato raggiunto alle gambe due proiettili. Il ferito è stato accompagnato in ospedale dove i medici lo hanno stabilizzato: è stato giudicato guaribile in dieci giorni,
    Sulla sparatoria indagano i carabinieri della locale compagnia che seguono la pista della droga. Si pensa che si tratti di un avvertimento legato a contrasti sullo spaccio nel quartiere LEGGI TUTTO

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    Castellammare, incendio alla concessionaria di auto: 4 arresti

    La polizia, su mandato del gip di Torre Annunziata, ha eseguito una misura cautelare in carcere confronti di quattro indagati per incendio doloso.
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    L’indagine nasce dal rogo che si e’ sviluppato nella notte tra l’11 e il 12 febbraio dell’anno scorso in una concessionaria auto alla periferia di Castellammare di Stabia. Le fiamme hanno causato la distruzione totale di 11 auto della società nel piazzale della concessionaria, e danneggiato anche due vetture di privati parcheggiate in uno spiazzo condominiale adiacente.
    Gli inquirenti si sono avvalsi di immagini da telecamere in cinque comuni limitrofi del territorio, che hanno permesso di individuare il veicolo con a bordo i due esecutori materiali dell’atto intimidatorio, ricostruendo il tragitto all’andata e al ritorno della macchina.

    Da questa pista, altre attivita’ tecniche, tra cui intercettazioni telefoniche e ambientali, e tradizionali, hanno permesso di ricostruire chi fossero i mandanti del delitto. Sono ora nell’istituto di pena di Napoli-Poggioreale i due esecutori e i due mandanti.
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    Castellammare, scarcerato il boss Michele Onorato o’ pimuntese

    Castellammare. Soltanto lo scorso 22 Febbraio ad Onorato Michele, alias o’ pimontese era stato rinnovato il carcere duro, il regime del 41 bis, essendo considerato, tuttora, dalla DDA di Napoli il massimo esponente della criminalità stabiese e pompeiana con ramificazioni nella vicina Scafati.

    Per il ministero della giustizia il ras Onorato, classe 64 meritava, a pieno titolo, il regime detentivo estremo è più afflittivo, in quanto a capo del clan Cesarano di Ponte Persica di Castellammare di Stabia. Il capo dei capi secondo la DDA di Napoli. Un trentennio di detenzione nei carceri di massima sicurezza di tutta Italia e con un fine pena ricalcolato dalla Procura di Napoli qualche anno fa, che prevedeva un fine pena nel marzo 2028.
    Non solo ma l’Onorato doveva scontare altri due anni di misura sicurezza di casa lavoro quello che viene definito volgarmente l’ergastolo bianco. Onorato avrebbe dovuto attendere il 2030 prima di chiudere i suoi conti con la giustizia.La difesa dell’Onorato Michele affidata all’avvocato Gennaro De Gennaro è riuscita a capovolgere la storia processuale del suo assistito, facendo emergere i gravi errori giuridici che erano stati commessi ai suoi danni.
    E per il ras che doveva ancora scontare 8 anni tra carcere duro e casa lavoro quale misura di sicurezza è arrivata la inaspettata scarcerazione, in quanto la Procura di Napoli ha accolto l’istanza del suo difensore. Niente più carcere, niente più casa lavoro ma la libertà ed il ritorno nella sua terra, nel rione Moscarella a Castellammare di Stabia.
    La fungibilità ottenuta, gli errori giuridici e sostanziali che avevano riguardato la sua posizione processuale hanno determinato la sua immediata scarcerazione. Onorato ha potuto così lasciare il carcere di massima sicurezza di Spoleto, lasciandosi alle sue spalle il 41 bis, ritornando ad essere un uomo libero. LEGGI TUTTO

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    Bancarotta fraudolenta alle Terme di Stabia: indagati l’ex pm Bobbio e altri 11

    L’ex sindaco di Castellammare, Luigi Bobbio attualmente magistrato in servizio all sezione civile del Tribunale di Nocera Inferiore è indagato per bancarotta fraudolenta per il crac delle Terme di Stabia.
    Con lui altri 11 tra ex amministratori della partecipata del comune stabiese.  Ieri mattina la Procura di Torre Annunziata (procuratore Nunzio Fragliasso, sostituto Sonia Nuzzo) ha notificato, attraverso la Guardia di Finanza, l’avviso di chiusura delle indagini preliminari nei confronti degli accusati.

    Nell’indagine ci sono i nomi di politici e tecnici che si sono si sono succeduti nelle ultime cinque gestioni della società termale, ovvero 2008-2013 . Il tribunale di Torre Annunziata ha decretato il fallimento con sentenza del 19 marzo 2015 per oltre 14 milioni di euro di debiti.
    E per questo che nel mirino degli investigatori sono finiti l’ex sindaco Luigi Bobbio e con lui Salvatore Iovieno, amministratore unico delle Terme di Stabia fino al 2010, rimosso proprio da Bobbio con l’insediamento del cda formato fino al 2011 da Catello Dello Ioio (presidente), Massimo Cajati e Umberto Caccioppoli. E ancora Francescopaolo Ventriglia, prima direttore generale nello stesso periodo, poi amministratore unico fino ad agosto 2013, e Carlo Trevisan, dg tra il 2011 e il 2012. Indagati anche i componenti del collegio sindacale di Terme di Stabia Spa per quei cinque anni, cioè Gaetano Palumbo, Maria Schettino e Loredana Massera che avrebbe sottostimato le perdite. LEGGI TUTTO

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    Neonato morto per il virus sinciziale: 11 indagati tra Napoli e Castellammare

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    Sul caso del bimbo di soli 5 mesi morto a causa del virus respiratorio sinciziale ci sono undici indagati tra medici e sanitari che hanno tenuto in cura il neonato.
    La svolta sul decesso del piccolo originario di Pimonte arriva dalla Procura di Torre Annunziata (pubblico ministero Marianna Ricci). Del caso riferiscono oggi alcuni organi di informazione.
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    Tra i medici finiti nel registro degli indagati, come atto dovuto,  in attesa del conferimento dell’incarico per effettuare l’autopsia sul corpo del bambino (con ogni probabilita’ l’incarico sara’ dato lunedi’, mentre il giorno seguente potrebbe svolgersi l’esame autoptico) ci sono il medico pediatra che seguiva il piccolo, i sanitari che per primi hanno visitato il neonato quando i genitori lo portarono al Santobono (in quella circostanza non fu ritenuto necessario il ricovero) e quelli del San Leonardo, dove il bimbo di 5 mesi fu condotto dopo un aggravamento delle condizioni e dove e’ spirato lunedi’ scorso, a tre giorni dal ricovero avvenuto venerdi’ 5 novembre.
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    Castellammare: chiesti 12 anni per il re del latte Adolfo Greco

    Castellammare. Camorra, imprenditoria e tangenti: 64 anni di carcere per i sei imputati nel processo scaturito dall’operazione Olimpo. Durissima requisitoria del pm della Dda di Napoli Claudio Siragusa nei confronti di Adolfo Greco, l’imprenditore ritenuto legato alla camorra stabiese, e accusato di essere estortore e vittima nelle tangenti che il clan D’Alessandro e il clan […] LEGGI TUTTO