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    Castellammare, gambizzato dopo una lite arrestati i gemelli pistoleri

    Due fratelli gemelli pistoleri avrebbero gambizzato un pregiudicato a Castellammare di Stabia e per questo sono finiti agli arresti domiciliari.
    Ad eseguire l’ordinanza cautelare nei confronti dei due 35enni, emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura, sono stati i carabinieri della compagnia stabiese. I due fratelli, residenti rispettivamente a Sant’Antonio Abate e Santa Maria La Carità e dei quali non state fornite le generalità, sono accusati di lesioni aggravate, porto e detenzione illegali di arma da sparo.
    I fatti risalgono alla serata dello scorso 4 maggio, quando i due avrebbero gambizzato un pregiudicato di 50 anni a colpi di pistola nel rione Savorito di Castellammare di Stabia. Secondo la ricostruzione investigativa, il ferimento sarebbe conseguenza di una lite per futili motivi avvenuta nei pressi dello stadio Romeo Menti in seguito ad un incidente stradale tra due motocicli.
    In quel frangente la vittima, testimone oculare dell’incidente, avrebbe preso le difese della controparte e ne sarebbe scaturito un violento alterco, ”vendicato” successivamente da uno dei due arrestati, con la complicità del fratello, a distanza di circa tre ore.
    Il 50enne era stato raggiunto sotto casa: aveva subito una ferita alla gamba sinistra giudicata guaribile poi in ospedale in dieci giorni. I due arrestati (per i quali la Procura aveva chiesto la custodia in carcere), sono stati posti ai domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

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    Arrivano le prime 12 condanne per i datterai del Golfo di Napoli

    Sono arrivate le prime condanne per i datterai che hanno devastato i fondali marini della Penisola sorrentina e di Capri.
    Il tribunale di Torre Annunziata (giudice Fernanda Iannone) ha condannato sei anni di reclusione ciascuno Ciro Amodio, Francesco Mosca, Luigi Auletta, Salvatore Libero, Catello Massa, Antonio Del Gaudio, Vincenzo Viola, Raffaele Auletta, Carolina Balzano e Diego Visone, mentre sono stati condannati a tre anni Luca Visco e Mario Acquaviva.
    Tutti gli imputati dovranno risarcire in separata sede i vari enti che si sono costituiti parte civile (tra questi il ministero dell’Ambiente, il Wwf e la stessa Area marina protetta di Punta Campanella). Il tribunale ha inoltre stabilito anche la confisca dei beni caduti in sequestro, tra cui barche e attrezzature da pesca.
    Si tratta di una primo porcesso scaturito dalla maxi inchiesta della Procura di Torre Annunziata (procuratore Nunzio Fragliasso, l’ex aggiunto oplontino Pierpaolo Filippelli, sostituto Antonio Barba) che a fine luglio 2021 portò la Capitaneria di Porto di Castellammare ad arrestare 21 persone con ben 113 indagati e oltre una ventina di note pescherie di Napoli e provincia.
    I presunti capi dell’organizzazione, Giuseppe Viola, il fratello Elpidio e Catello Avella sono invece sono a processo separatamente  con rito ordinario.

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    Camorra, il ras Nino Spagnuolo assolto per le estorsioni nei locali di Sorrento

    Il clan D’Alessandro e per esso il ras Nino Spagnuolo “capastorta” non voleva imporre i suoi buttafuori nei locali della movida di Sorrento.
    Lo ha stabilito una sentenza del Tribunale di Torre Annunziata che ha assolto Nino Spagnuolo dal reato di estorsione nei confronti dei titolari di una discoteca e di un bar di Sorrento ad assumere buttafuori da lui indicati. Assolto invece perché il fatto non sussiste il coimputato Massimo Terminiello.
    I due però sono stati condannati rispettivamente a 8 anni e 4 mesi di carcere e a 11 anni e 1 mesi di carcere per l’estorsione nei confronti dell’ex socio della discoteca Plan B di Castellammare. Sia Spagnuolo (difeso dall’avvocato Gennaro Somma) sia Terminiello sono stati assolti dall’intestazione fittizia del locale stabiese.
    E a proposito della discoteca Plan B il Tribunale nella stessa sentenza “ordina il dissequestro delle quote del Plan B e ne ordina la restituzione all’avente diritto”. Nel frattempo l’area del locale era già confiscata per camorra ed essendo sotto il controllo dello stesso tribunale di torre annunziata le quote degli affitti mensili venivano regolarmente pagate con bonifici bancari. Ora si chiederà la restituzione del bene essendo intervenuta l’assoluzione.

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    A Castellammare arrestato Vincenzo D’Alessandro

    Vendeva droga in pieno centro cittadino e per questo che a Castellammare è stato arrestato il 19enne Vincenzo D’Alessandro.I carabinieri della sezione radiomobile di Castellammare di Stabia hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Vincenzo D’Alessandro, 19enne stabiese già noto alle forze dell’ordine.Era in Via Sarnelli, nell’angolo di strada che svolta in Via Salita de Turris, la strada che diede i natali al poeta e commediografo Raffaele Viviani e che porta nella piazzetta della “Caperrina”.
     Il giovane spacciava in pieno centro cittadinoIl giovane aveva appena consegnato a due uomini in scooter un piccolo involucro, in cambio di una banconota.I “clienti” alla vista dei carabinieri sono riusciti a fuggire  e si sono dileguati nelle viuzze della città mentre D’Alessandro si è dovuto arrendere alle manette. Addosso due stecchette di hashish e 30 euro in contante ritenuto provento illecito.TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Nascondeva tre pistole in casa: a Caivano arrestato 41enneIn attesa di giudizio è stato sottoposto ai domiciliari. Ora i carabinieri continuano le indagini per accertare da giovane il giovane prendesse la droga messa in vendita. LEGGI TUTTO

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    Castellammare, due inchieste sulla morte di Mario Buono

    Castellammare. Un paziente arriva in ospedale con dolori al petto e difficolta’ respiratorie, ma – riferiscono i familiari – muore in sala d’attesa senza ricevere assistenza, con il pronto soccorso chiuso per sanificazione dopo due casi di Covid.E’ la vicenda su cui la Procura di Torre Annunziata  ha aperto un’ inchiesta: a perdere la vita e’ stato un uomo di 49 anni, Mario Buono, martedi’ sera nell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Anche la Asl NAPOLI 3 Sud, competente sul territorio, ha avviato un’indagine interna.
    L’uomo, secondo quanto si legge nella denuncia della famiglia ai Carabinieri, e’ giunto nel triage alle 21.50 ed e’ rimasto li’ in attesa che venisse ultimata la bonifica dei locali del pronto soccorso, ma le sue condizioni sono precipitate nel giro di poco fino all’arresto cardiaco.
    I Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia hanno sequestrato la cartella clinica e la salma del 49enne su disposizione della magistratura, in attesa dell’autopsia che dovra’ accertare le cause della morte, dopo la prima ipotesi di un infarto. Il direttore sanitario dell’Asl NAPOLI 3 Sud, Giuseppe Russo, ha espresso il proprio cordoglio, ha avviato un’inchiesta interna sull’accaduto ed ha annunciato che l’azienda sanitaria si costituira’ parte civile nei processi nei confronti dei dipendenti dei quali fossero accertate responsabilita’.
    La vicenda comunque riaccende la polemica politica sul depotenziamento dei servizi di emergenza nel comprensorio stabiese-sorrentino, dopo la chiusura del pronto soccorso di Vico Equense. Comitati di cittadini ne invocano la riapertura, e ora sui social familiari e amici di Buono sottolineano che il paziente avrebbe potuto essere salvato, ricevendo in tempo le cure necessarie.
    Invece, a causa dello stop forzato del pronto soccorso di Castellammare, i medici di turno hanno provato a soccorrerlo ma senza la disponibilita’ di attrezzature non c’e’ stato niente da fare. Tentata anche una rianimazione in extremis, ma purtroppo senza esito. Gli amici del rione Cmi, dove l’uomo era vissuto, lo ricordano con grande dolore: “Era un uomo buono, di poche parole, un lavoratore”.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: La provincia di Napoli al secondo posto per morti per tumore
    Da tempo lavorava in aziende del Nord, sposato e con figli, Mario Buono era un operaio che faceva il pendolare perche’ la famiglia era rimasta a Castellammare di Stabia. Non si conoscono patologie pregresse che possano giustificare la sua improvvisa morte.
    A esprimere rammarico per l’accaduto anche l’ex sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino che su Facebook scrive: ” Mi rattrista venire a conoscenza di queste tragedie che si verificano ancora sul nostro territorio. La pandemia ci ha insegnato che gli investimenti sulla sanita’ devono rappresentare una priorita’ assoluta sull’agenda delle istituzioni, per tutelare la salute di tutti i cittadini, per valorizzare l’essenziale lavoro degli operatori sanitari e per guardare avanti con rinnovata fiducia. Mi auguro che sia fatta presto chiarezza sulla morte di Mario, con l’auspicio che simili episodi non accadano mai piu’ in futuro”.  LEGGI TUTTO

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    Castellammare, due inchieste sulla morte di Mario Buono

    Castellammare. Un paziente arriva in ospedale con dolori al petto e difficolta’ respiratorie, ma – riferiscono i familiari – muore in sala d’attesa senza ricevere assistenza, con il pronto soccorso chiuso per sanificazione dopo due casi di Covid.E’ la vicenda su cui la Procura di Torre Annunziata  ha aperto un’ inchiesta: a perdere la vita e’ stato un uomo di 49 anni, Mario Buono, martedi’ sera nell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Anche la Asl NAPOLI 3 Sud, competente sul territorio, ha avviato un’indagine interna.
    L’uomo, secondo quanto si legge nella denuncia della famiglia ai Carabinieri, e’ giunto nel triage alle 21.50 ed e’ rimasto li’ in attesa che venisse ultimata la bonifica dei locali del pronto soccorso, ma le sue condizioni sono precipitate nel giro di poco fino all’arresto cardiaco.
    I Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia hanno sequestrato la cartella clinica e la salma del 49enne su disposizione della magistratura, in attesa dell’autopsia che dovra’ accertare le cause della morte, dopo la prima ipotesi di un infarto. Il direttore sanitario dell’Asl NAPOLI 3 Sud, Giuseppe Russo, ha espresso il proprio cordoglio, ha avviato un’inchiesta interna sull’accaduto ed ha annunciato che l’azienda sanitaria si costituira’ parte civile nei processi nei confronti dei dipendenti dei quali fossero accertate responsabilita’.
    La vicenda comunque riaccende la polemica politica sul depotenziamento dei servizi di emergenza nel comprensorio stabiese-sorrentino, dopo la chiusura del pronto soccorso di Vico Equense. Comitati di cittadini ne invocano la riapertura, e ora sui social familiari e amici di Buono sottolineano che il paziente avrebbe potuto essere salvato, ricevendo in tempo le cure necessarie.
    Invece, a causa dello stop forzato del pronto soccorso di Castellammare, i medici di turno hanno provato a soccorrerlo ma senza la disponibilita’ di attrezzature non c’e’ stato niente da fare. Tentata anche una rianimazione in extremis, ma purtroppo senza esito. Gli amici del rione Cmi, dove l’uomo era vissuto, lo ricordano con grande dolore: “Era un uomo buono, di poche parole, un lavoratore”.
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    Da tempo lavorava in aziende del Nord, sposato e con figli, Mario Buono era un operaio che faceva il pendolare perche’ la famiglia era rimasta a Castellammare di Stabia. Non si conoscono patologie pregresse che possano giustificare la sua improvvisa morte.
    A esprimere rammarico per l’accaduto anche l’ex sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino che su Facebook scrive: ” Mi rattrista venire a conoscenza di queste tragedie che si verificano ancora sul nostro territorio. La pandemia ci ha insegnato che gli investimenti sulla sanita’ devono rappresentare una priorita’ assoluta sull’agenda delle istituzioni, per tutelare la salute di tutti i cittadini, per valorizzare l’essenziale lavoro degli operatori sanitari e per guardare avanti con rinnovata fiducia. Mi auguro che sia fatta presto chiarezza sulla morte di Mario, con l’auspicio che simili episodi non accadano mai piu’ in futuro”.  LEGGI TUTTO

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    Castellammare, muore d’infarto in ospedale mentre il pronto soccorso è chiuso per covid

    Castellammare. Sarà l’inchiesta della magistratura a fare luce sulle cause della morte del 49enne Mario Buono deceduto a causa di un infarto mentre era in attesa al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo che nel frattempo era chiuso per sanificazione.
    I  familiari hanno presentato una denuncia per omissione di soccorso e ritardi nei confronti dei responsabili del presidio sanitario stabiese. La sua morte risale a martedì 20 settembre. L’uomo abitante al rione del Cmi, avverte forti fitte al torace, e viene subito accompagnato all’ospedale.
    Ma al momento del suo arrivo una paziente risulta presente al pronto soccorso risulta positiva al Covid. Il reparto, come da prassi, viene chiuso per la sanificazione. Nonostante i dolori Buono però non viene curato. e in pochi minuti muore.
    Il giorno dopo i familiari presentano una denuncia ai carabinieri che hanno sequestrato la cartella clinica e avviato le indagini.La salma si trova sotto sequestro nell’obitorio dell’ospedale. Ora bisognerà attendere le decisioni del magistrato sulla data dell’autopsia e a quel punto partiranno gli avvisi di garanzia.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Femminicidio nel Salento, confermato l’ergastolo per Salvatore Carfora di Torre Annunziata
    “L’azienda farà tutte le indagini possibili per chiarire l’esatta dinamica – spiegano dalla Asl -. Siamo dispiaciuti per la morte del paziente e faremo anche noi i nostri accertamenti.Quando l’uomo è arrivato in pronto soccorso era in corso una procedura Covide al paziente è stato detto dal personale infermieristico di aspettare dieci minuti. Prima del tempo di attesa preventivato, il personale sanitario è uscito in sala d’attesa per chiamare l’uomo che purtroppo era già in arresto cardiaco. I medici hanno provato a rianimare il 49enne eseguendo tutte le manovre salvavita. È una tragedia che ci tocca profondamente”. LEGGI TUTTO

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    Castellammare, muore d’infarto in ospedale mentre il pronto soccorso è chiuso per covid

    Castellammare. Sarà l’inchiesta della magistratura a fare luce sulle cause della morte del 49enne Mario Buono deceduto a causa di un infarto mentre era in attesa al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo che nel frattempo era chiuso per sanificazione.
    I  familiari hanno presentato una denuncia per omissione di soccorso e ritardi nei confronti dei responsabili del presidio sanitario stabiese. La sua morte risale a martedì 20 settembre. L’uomo abitante al rione del Cmi, avverte forti fitte al torace, e viene subito accompagnato all’ospedale.
    Ma al momento del suo arrivo una paziente risulta presente al pronto soccorso risulta positiva al Covid. Il reparto, come da prassi, viene chiuso per la sanificazione. Nonostante i dolori Buono però non viene curato. e in pochi minuti muore.
    Il giorno dopo i familiari presentano una denuncia ai carabinieri che hanno sequestrato la cartella clinica e avviato le indagini.La salma si trova sotto sequestro nell’obitorio dell’ospedale. Ora bisognerà attendere le decisioni del magistrato sulla data dell’autopsia e a quel punto partiranno gli avvisi di garanzia.
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    “L’azienda farà tutte le indagini possibili per chiarire l’esatta dinamica – spiegano dalla Asl -. Siamo dispiaciuti per la morte del paziente e faremo anche noi i nostri accertamenti.Quando l’uomo è arrivato in pronto soccorso era in corso una procedura Covide al paziente è stato detto dal personale infermieristico di aspettare dieci minuti. Prima del tempo di attesa preventivato, il personale sanitario è uscito in sala d’attesa per chiamare l’uomo che purtroppo era già in arresto cardiaco. I medici hanno provato a rianimare il 49enne eseguendo tutte le manovre salvavita. È una tragedia che ci tocca profondamente”. LEGGI TUTTO

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    Camorra, oltre 110 anni di carcere al clan Imparato di Castellammare

    Camorra, poco più di 111 anni di carcere: una nuova mazzata da parte della ‘Antimafia nei confronti del clan Imparato i Paglialoni del rione Moscarella-Savorito di Castellammare.La pena più pesante […]

    Camorra, poco più di 111 anni di carcere: una nuova mazzata da parte della ‘Antimafia nei confronti del clan Imparato i Paglialoni del rione Moscarella-Savorito di Castellammare.La pena più pesante per Vincenzo Imparato (figlio del ras Salvatore, alias ‘o paglialone): per lui 20 anni di carcere. Mentre è andata decisamente meglio a Catello Cesarano, genero del boss del Savorito. Difeso dall’avvocato Massimo Autieri ha avuto una condanna a 13 anni e 4 mesi di carcere a fronte di una richiesta di 20 ma soprattutto ha visto cadere la pesante accusa di essere il capo promotore del traffico di droga nel Bronx di Castellammare.Le altre condanne invece: Vittorio D’Auria (14 anni),  Francesco Massa 3 anni a fronte di una richiesta di 12 anni e 8 mesi Catello D’Auria, 14 anni (la richiesta era di 12 anni), Silvio Onorato, 13 anni ( la richiesta era di 11 anni e 4 mesi), Giovanni Spagnuolo, 12 anni 5 mesi e 5 giorni ( la richiesta era 10 anni e 8 mesi), Pasquale D’Antuono, 13 anni e 4 mesi (la richiesta era 10 anni), Elio Iovino, 8 anni.
    Clan Imparato, il verdetto del processo TerremotoIl processo di primo grado chiude la famosa inchiesta Terremoto da parte della cosca del rione “Savorito”. Il clan guidato dai fratelli Imparato, che hanno la loro roccaforte nelle palazzine popolari al Savorito e Moscarella il cosiddetto “Bronx” nella zona Nord della città. Lo stesso quartiere e la stessa famiglia criminale del famoso “fucaracchio” contro i pentiti “che vanno abbruciati”. LEGGI TUTTO

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    Camorra, oltre 110 anni di carcere al clan Imparato di Castellammare

    Camorra, poco più di 111 anni di carcere: una nuova mazzata da parte della ‘Antimafia nei confronti del clan Imparato i Paglialoni del rione Moscarella-Savorito di Castellammare.La pena più pesante […]

    Camorra, poco più di 111 anni di carcere: una nuova mazzata da parte della ‘Antimafia nei confronti del clan Imparato i Paglialoni del rione Moscarella-Savorito di Castellammare.La pena più pesante per Vincenzo Imparato (figlio del ras Salvatore, alias ‘o paglialone): per lui 20 anni di carcere. Mentre è andata decisamente meglio a Catello Cesarano, genero del boss del Savorito. Difeso dall’avvocato Massimo Autieri ha avuto una condanna a 13 anni e 4 mesi di carcere a fronte di una richiesta di 20 ma soprattutto ha visto cadere la pesante accusa di essere il capo promotore del traffico di droga nel Bronx di Castellammare.Le altre condanne invece: Vittorio D’Auria (14 anni),  Francesco Massa 3 anni a fronte di una richiesta di 12 anni e 8 mesi Catello D’Auria, 14 anni (la richiesta era di 12 anni), Silvio Onorato, 13 anni ( la richiesta era di 11 anni e 4 mesi), Giovanni Spagnuolo, 12 anni 5 mesi e 5 giorni ( la richiesta era 10 anni e 8 mesi), Pasquale D’Antuono, 13 anni e 4 mesi (la richiesta era 10 anni), Elio Iovino, 8 anni.
    Clan Imparato, il verdetto del processo TerremotoIl processo di primo grado chiude la famosa inchiesta Terremoto da parte della cosca del rione “Savorito”. Il clan guidato dai fratelli Imparato, che hanno la loro roccaforte nelle palazzine popolari al Savorito e Moscarella il cosiddetto “Bronx” nella zona Nord della città. Lo stesso quartiere e la stessa famiglia criminale del famoso “fucaracchio” contro i pentiti “che vanno abbruciati”. LEGGI TUTTO

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    Camorra, oltre 110 anni di carcere al clan Imparato di Castellammare

    Camorra, poco più di 111 anni di carcere: una nuova mazzata da parte della ‘Antimafia nei confronti del clan Imparato i Paglialoni del rione Moscarella-Savorito di Castellammare.
    La pena più pesante per Vincenzo Imparato (figlio del ras Salvatore, alias ‘o paglialone): per lui 20 anni di carcere. Mentre è andata decisamente meglio a Catello Cesarano, genero del boss del Savorito. Difeso dall’avvocato Massimo Autieri ha avuto una condanna a 13 anni e 4 mesi di carcere a fronte di una richiesta di 20 ma soprattutto ha visto cadere la pesante accusa di essere il capo promotore del traffico di droga nel Bronx di Castellammare.
    Le altre condanne invece: Vittorio D’Auria (14 anni),  Francesco Massa 3 anni a fronte di una richiesta di 12 anni e 8 mesi Catello D’Auria, 14 anni (la richiesta era di 12 anni), Silvio Onorato, 13 anni ( la richiesta era di 11 anni e 4 mesi), Giovanni Spagnuolo, 12 anni 5 mesi e 5 giorni ( la richiesta era 10 anni e 8 mesi), Pasquale D’Antuono, 13 anni e 4 mesi (la richiesta era 10 anni), Elio Iovino, 8 anni.
    Clan Imparato, il verdetto del processo Terremoto
    Il processo di primo grado chiude la famosa inchiesta Terremoto da parte della cosca del rione “Savorito”. Il clan guidato dai fratelli Imparato, che hanno la loro roccaforte nelle palazzine popolari al Savorito e Moscarella il cosiddetto “Bronx” nella zona Nord della città. Lo stesso quartiere e la stessa famiglia criminale del famoso “fucaracchio” contro i pentiti “che vanno abbruciati”. LEGGI TUTTO

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    Camorra, trafficante dei clan stabiesi latitante da 4 anni scovato in una clinica in Irpinia

    Castellammare. Da quattro anni era latitante dopo una condanna a 14 anni e sette mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.Lo hanno individuato gli uomini […]

    Castellammare. Da quattro anni era latitante dopo una condanna a 14 anni e sette mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.Lo hanno individuato gli uomini della Squadra Mobile di Avellino in una clinica privata della provincia dove l’uomo, un 69enne di Castellammare di Stabia, si era recato per svolgere alcuni accertamenti clinici.Gli agenti gli hanno notificato l’ordine di carcerazione della Procura di Napoli in esecuzione della sentenza emessa dal tribunale partenopeo e dopo averlo piantonato all’interno della clinica in attesa degli esami sanitari, lo hanno trasferito in carcere ad Avellino.
    E lì che trascorrerà i suoi prossimi 14 anni anni di vita per espiare la condanna definitiva. LEGGI TUTTO