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    Cricca degli appalti in Campania, processo per l’imprenditore Romeo

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    Napoli. Appalti pilotati in strutture pubbliche: processo per l’imprenditore Alfredo Romeo e per i politici coinvolti.

    Romeo, già coinvolto nell’inchiesta Consip, rinviato a giudizio dal Gup di Napoli per il filone napoletano, è accusato di essere stato “promotore e l’organizzatore” di un sistema in grado di condizionare appalti in strutture pubbliche e non, e di controllare la gestione di patrimoni immobiliari di pubbliche amministrazioni.
    Rinviato a giudizio per i reati contestati, tra i quali quello associativo, corruzione, millantato credito, evasione fiscale, frode in pubbliche forniture, prosciolto per alcuni capi minori. Rinvio a giudizio per l’ex parlamentare Italo Bocchino, l’ex governatore Stefano Caldoro e l’attuale dg dell’Asl Na1 Centro Ciro Verdoliva.

    Ad Alfredo Romeo e all’ex parlamentare di An Italo Bocchino, i pm nella fase delle indagini preliminari avevano contestato l’associazione per delinquere finalizzata a delitti contro la pubblica amministrazione, alla corruzione e alla turbata libertà degli incanti in relazione all’assegnazione e aggiudicazione di appalti relativi ai servizi di pulizia di edifici e strutture pubbliche​, ed altri servizi connessi con la formula del «global service», e alla gestione di patrimoni immobiliari di pubbliche amministrazioni. A Bocchino era contestato il ruolo di ‘organizzatore con il compito di provvedere alla pianificazione e alla gestione dell’attività’ nel corso delle indagini il ruolo dell’ex parlamentare si è mitigato. Il Gup, infatti, lo ha rinviato a giudizio per il reato di traffico di influenze, lo stesso reato contestato a Stefano Caldoro.

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    Aversa, sequestrato opificio clandestino che produceva sigarette elettroniche

    Prosciolto da alcuni reati “minori” Alfredo Romeo, tra cui quelli fiscali. L’ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e’ stato rinviato a giudizio per traffico di influenze, insieme con l’ex parlamentare Italo Bocchino e con lo stesso Romeo. Prosciolti dalle accuse di corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio i tre agenti della Polizia di Stato Aniello Ippolito, Francesco D’Ambrosio e Elio Di Maro, difesi dall’avvocato Sergio Pisani. A giudizio invece due finanzieri. L’accusa di associazione per delinquere, tra le altre, viene contestata, insieme con la corruzione, anche a Ivan Russo, collaboratore storico di Romeo. Il reato di corruzione viene contestato anche a un dirigente di prima fascia del ministero della Giustizia, Emanuele Caldarera, all’epoca dei fatti con funzioni di Direttore generale per la gestione e manutenzione degli uffici ed edifici del complesso giudiziario di Napoli. Assoluzione, invece, per il funzionario del Comune di Napoli, Ciro Salzano, che e’ stato giudicato con il rito abbreviato.

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    Rinviato a giudizio anche Ciro Verdoliva, attuale direttore generale della Asl Napoli 1 Centro e, all’epoca dei fatti oggetto dell’indagine, direttore dell’Ufficio Economato dell’Azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli. LEGGI TUTTO

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    Forniture e traffico di influenze, processo per l’imprenditore napoletano Romeo

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    Napoli.  Processo per l’imprenditore Alfredo Romeo nell’inchiesta della procura di Napoli per la gestione di forniture pubbliche.

    Romeo, già coinvolto nell’inchiesta Consip, rinviato a giudizio dal Gup di Napoli per il filone napoletano, è accusato di essere stato “promotore e l’organizzatore” di un sistema volto a controllare forniture e la gestione di patrimoni immobiliari di pubbliche amministrazioni.
    Rinviato a giudizio per i reati contestati, tra i quali quello associativo, millantato credito, frode in pubbliche forniture, assolto invece per la corruzione e prosciolto per due reati fiscali. L’imprenditore difeso dagli avvocati Carotenuto, Sorge e Vignola, è stato assolto con l’architetto Ivan Russo della Romeo Gestioni dall’unico reato di corruzione contestato. Rinvio anche a giudizio per l’ex parlamentare Italo Bocchino, l’ex governatore Stefano Caldoro e l’attuale dg dell’Asl Na1 Centro Ciro Verdoliva.

    Ad Alfredo Romeo e all’ex parlamentare di An Italo Bocchino, i pm nella fase delle indagini preliminari avevano contestato l’associazione per delinquere finalizzata a delitti contro la pubblica amministrazione, e alla turbata libertà degli incanti in relazione all’assegnazione e aggiudicazione di appalti relativi ai servizi di pulizia di edifici e strutture pubbliche​, ed altri servizi connessi con la formula del «global service», e alla gestione di patrimoni immobiliari di pubbliche amministrazioni. A Bocchino era contestato il ruolo di ‘organizzatore con il compito di provvedere alla pianificazione e alla gestione dell’attività’ nel corso delle indagini il ruolo dell’ex parlamentare si è mitigato. Il Gup, infatti, lo ha rinviato a giudizio per il reato di traffico di influenze, lo stesso reato contestato a Stefano Caldoro e allo stesso Romeo.

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    Prosciolti dalle accuse di corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio i tre agenti della polizia di stato Aniello Ippolito, Francesco D’Ambrosio e Elio Di Maro, difesi dall’avvocato Sergio Pisani. A giudizio invece due finanzieri. L’accusa di associazione per delinquere, tra le altre, viene contestata, anche a Ivan Russo, collaboratore storico di Romeo. Il reato di corruzione viene contestato a un dirigente di prima fascia del ministero della Giustizia, Emanuele Caldarera, all’epoca dei fatti con funzioni di Direttore generale per la gestione e manutenzione degli uffici ed edifici del complesso giudiziario di Napoli. Assoluzione, invece, per il funzionario del Comune di Napoli, Ciro Salzano, che e’ stato giudicato con il rito abbreviato.

    Rinviato a giudizio anche Ciro Verdoliva, attuale direttore generale della Asl Napoli 1 Centro e, all’epoca dei fatti oggetto dell’indagine, direttore dell’Ufficio Economato dell’Azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli. Per Verdoliva il rinvio a giudizio riguarda la frode in pubbliche forniture, la rivelazione di segreto d’ufficio, il favoreggiamento, la falsità materiale, l’induzione a dare o a promettere utilità. Tra gli episodi a lui contestati, alcuni interventi manutentivi nella sua abitazione eseguiti da due dipendenti del titolare di una impresa che stava svolgendo lavori in subappalto nell’ospedale Cardarelli.

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    “Nel prendere atto della decisione del Gup di rinvio a giudizio del mio assistito Ciro Verdoliva attuale direttore generale della ASL Napoli 1 Centro, per una parte dei reati che gli erano stati addebitati, pur non condividendo, da suo difensore di fiducia, la decisione, ribadisco la totale fiducia mia e di Verdoliva nei giudici”. Lo dichiara l’avvocato Giuseppe Fusco, legale del dirigente dell’Asl Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva, oggi rinviato a giudizio dal gup di Napoli. “L’udienza preliminare – aggiunge l’avvocato – rappresenta una fase in cui non si accertano le responsabilita’ degli imputati per i reati contestati, essendo destinata soltanto alla verifica della esistenza dei presupposti per la successiva fase dibattimentale, i cui giudici avranno il compito e la funzione di stabilire, sulla base delle prove che saranno raccolte, la fondatezza delle accuse e, conseguenzialmente, decidere se condannare o assolvere il Verdoliva, al quale, peraltro, vengono attribuiti presunti reati per condotte risalenti nel tempo e completamente estranei alle sue attuali funzioni di Direttore Generale della ASL Napoli 1 Centro”. “Resta fermo il convincimento mio e del mio assistito che il dibattimento dimostrerà l’insussistenza delle accuse”, conclude l’avvocato Giuseppe Fusco. LEGGI TUTTO

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    Muore alla ‘Maugeri’ di Telese: indagati 10 medici ed infermieri

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Muore alla ‘Maugeri’ di Telese: indagati 10 medici ed infermieri

    Benevento e Provincia

    Denuncia dei familiari di un 69enne

    Pubblicato
    12 minuti fa
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    19 Ottobre 2020

    Il suo cuore ha smesso di battere per sempre l’11 ottobre alla ‘Maugeri’, la clinica di Telese Terme di cui era ospite da un paio di mesi.
    Un dolore enorme per i suoi familiari, che hanno presentato una denuncia ai carabinieri della locale Stazione, chiedendo che vengano accertate le cause del decesso e se esistano presunte responsabilità nell’assistenza ricevuta dal loro congiunto.
    Ecco perchè il sostituto procuratore Marilia Capitanio ha disposto l’autopsia di un 69enne di Pollena Trocchia, in provincia di Napoli. L’incarico sarà affidato domani pomeriggio al medico legale Umberto De Gennaro, che si avvarrà dell’anatomopatologo Vincenzo Iorio e del neurologo – anestesista Luca De Lipsis. Un appuntamento per il quale, in modo da consentire loro la nomina di un proprio consulente, sono stati ‘avvisati’ quattro medici e sei infermieri della struttura sanitaria. Una possibilità, quella di scegliere uno specialista di fiducia che partecipi all’esame, che riguarda, ovviamente, anche le parti offese – moglie, figli e fratelli della vitima-, rappresentate dall’avvocato Rita D’Amore.

    Secondo una prima ricostruzione, il paziente, affetto da più patologie, era stato trasferito alla ‘Maugeri’ per sottoporsi alla riabilitazione neurologica, indispensabile dopo un’emorragia cerebrale che lo aveva colpito. La situazione si sarebbe aggravata nella notte tra il 10 e l’11 ottobre, fino alla morte dell’uomo, avvenuta nelle prime ore della domenica.

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    Attualità

    Pubblicato
    2 ore fa
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    19 Ottobre 2020

    Benevento. Troppi invitati al ristorante per la festa della Prima comunione segnalati da un cittadino: arrivano i carabinieri e gli ospiti scappano. Multa al ristoratore e al papà della festeggiata, chiusura temporanea del locale.
    I Carabinieri della Stazione di Cautano, a seguito di una segnalazione di un cittadino giunta al 112, sono intervenuti presso un ristorante in contrada Serra di Tocco Caudio, dove era stata segnalata una festa per una prima comunione alla quale partecipavano alcune decine di persone. In effetti, all’arrivo della prima pattuglia dei Carabinieri della locale stazione si è potuto constatare un fuggi fuggi generale di persone dalla sala di ricevimento, mentre con il supporto di altro personale della Stazione Carabinieri di Vitulano, i militari sono riusciti a contenere i circa 30 invitati rimasti alla riunione conviviale. Al padre della bimba festeggiata, organizzatore dell’evento, è stato contestata l’infrazione amministrativa di aver organizzato una cena con la partecipazione di persone estranee al proprio nucleo familiare, mentre il titolare del ristorante è stato sanzionato per aver consentito lo svolgimento della festa, in violazione dell’ordinanza regionale numero 79 del presidente della Regione Campania del 15 ottobre 2020 per il contenimento del contagio dal Covid-19. Al ristoratore è stata notificata, inoltre, l’ordinanza provvisoria di chiusura per 5 giorni.

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    Concussione: archiviato procedimento sul procuratore aggiunto di Avellino

    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    56 minuti fa
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    14 Ottobre 2020

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    Concussione: archiviato procedimento sul procuratore aggiunto di Avellino.

     
    Il gip di Roma ha archiviato il procedimento penale per corruzione e concussione dei pm napoletani Cimmarotta e Woodcock, poi passato per competenza ai colleghi romani, nei confronti del procuratore aggiunto di Avellino Vincenzo D’Onofrio (difeso dall’avvocato Mario Terracciano), magistrato che ha anche dato il suo contributo alla lotta alla camorra nella DDA di Napoli. Il giudice ha in sostanza accolto la richiesta del pm che ha ereditato l’indagine e che aveva sottoposto il procuratore aggiunto di Avellino a un fitto interrogatorio durante il quale D’Onofrio aveva fornito tutti i chiarimenti sulla vicenda.
    La stessa inchiesta ha coinvolto anche un altro magistrato napoletano, Andrea Nocera, che presento’ le dimissioni, proprio a causa di questo procedimento, dall’incarico di capo degli ispettori del Ministero della Giustizia. L’attivita’ investigativa vide coinvolti anche l’ex senatore Salvatore Lauro (armatore dell’Alilauro) e l’armatore Salvatore Di Leva. A far scattare l’indagine furono proprio le conversazioni intercettate attraverso un captatore informatico installato sul cellulare di quest’ultimo.
    Il magistrato venne accusato di avere usato la sua posizione per ottenere biglietti gratis per una partita del Napoli a Torino con la Juventus, disputata il 19 settembre 2018, e la riparazione, sempre gratis, di una barca non di sua proprieta’ utilizzata per delle gite nel Golfo.

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    Avellino e Provincia

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    22 ore fa
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    13 Ottobre 2020

    Covid: psicosi tra studenti di Avellino, niente lezioni e assalto ai bus
    E’ bastato che circolasse la notizia della morte di un’anziana di 86 anni all’ospedale Frangipane di Ariano Irpino che la paura del contagio si diffondesse tra gli studenti. In tanti questa mattina, soprattutto negli istituti superiori, si sono avvicinati ai cancelli della scuola, ma poi hanno deciso di non varcare la soglia e di tornare al terminal dei pullman per rientrare a casa. Non uno sciopero, ma il gesto spontaneo di tanti che si sono riversati sui bus, creando non poche difficolta’ agli autisti di linea. Ci sono infatti disposizioni precise per il distanziamento a bordo dei pullman e gli autisti hanno faticato a respingere i ragazzi che volevano tornare a casa. E’ intervenuta anche la polizia locale per evitare tensioni e assembramenti e per controllare il rispetto delle norme anticovid, come l’uso della mascherina. La situazione e’ tornata alla normalita’ nella tarda mattinata. Ma adesso i dirigenti scolastici stanno valutando eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti degli studenti che si sono assentati senza un valido motivo e soprattutto diffondendo allarmi ingiustificati.

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    1 giorno fa
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    13 Ottobre 2020

    La gestione di alcuni appalti pubblici, in particolare la risistemazione di una struttura scolastica, al centro di un’inchiesta della procura di Avellino che ha fatto scattare perquisizioni negli uffici comunali e in casa del sindaco e di alcuni assessori del comune di Pratola Serra.
    I carabinieri del comando provinciale di Avellino stanno acquisendo in queste ore elementi utili alle indagini che riguardano l’affidamento di lavori. Sarebbero 11 le persone indagate, tra le quali il sindaco Antonio Aufiero, di recente candidato alle elezioni regionali nella lista di Forza Italia, alcuni assessori anche non piu’ in carica e imprenditori impegnati nei lavori.

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    Maxi rissa a Benevento, chiama il padre che arriva con katana: 5 feriti e 2 arresti

    Benevento e Provincia

    Pubblicato
    3 ore fa
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    11 Ottobre 2020

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    Maxi rissa a Benevento, chiama il padre che arriva con katana: 5 feriti e 2 arresti.
     
    La piu’ celebre, quella forgiata da Hattori Hanzo, e’ diventata un cult cinematografico grazie a Quentin Tarantino e al suo Kill Bill. Ed era qualcosa di simile alla ‘spada della sposa’ la katana – caratteristica spada giapponese usata dai samurai – brandita ieri sera da un 60enne di Benevento per risolvere una maxirissa che ha visto coinvolto il figlio nella centrale piazza Risorgimento. Alla fine il bilancio e’ stato di cinque persone ferite e due arrestate. Secondo una prima ricostruzione, tutto e’ cominciato con l’aggressione di un 37enne di Benevento da parte di alcuni coetanei. Costui per difendersi ha chiamato il padre che e’ arrivato armato di una katana lunga 80 centimetri. Sul posto nel frattempo sono giunti gli agenti della Questura del capoluogo e i carabinieri del comando provinciale per riportare la calma.
    Gli agenti di polizia hanno subito individuato e bloccato l’uomo che brandiva la “katana” all’indirizzo dei presenti dopo averne colpiti alcuni. Alla vista degli agenti ha cercato di disfarsi della spada e di darsi alla fuga ma e’ stato bloccato e identificato: e’ un sessantenne di Benevento, gia’ noto per i suoi trascorsi penali. I carabinieri invece sono intervenuti nell’istituto scolastico Mazzini, dove secondo le indicazioni dei passanti si era rifugiato il figlio. I militari, una volta giunti, lo hanno bloccato e identificato. I feriti sono cinque in tutto.
    Quattro sono vittime della violenza di padre e figlio: tutti soccorsi e trasportati nei due ospedali di Benevento, hanno riportato ferite da taglio provocate dalla spada ma tre sono in buone condizioni e sono stati gia’ dimessi mentre il quarto e’ in osservazione all’ospedale San Pio. Il quinto ferito e’ lo stesso 37 enne che nel colpire ripetutamente i passanti ha riportato a sua volta lesioni non gravi. Padre e figlio sono stati quindi arrestati con l’accusa di lesioni aggravate e porto abusivo di armi.

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    Coronavirus, a Scafati assessore ricoverato: il sindaco chiude il Comune

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    11 Ottobre 2020

    Coronavirus, positiva la nuotatrice sannita Stefania Pirozzi.

    La nuotatrice di origini sannite, Stefania Pirozzi, è risultata positiva al Coronavirus. E’ stata lei stessa a comunicare la notizia attraverso un post sulla propria pagina facebook. L’atleta azzurra, asintomatica, si apprestava a raggiungere Budapest per partecipare alla “International Swimming league”, competizione a squadra e che vede la Pirozzi gareggiare nello stesso team di Federica Pellegrini. Partenza rimandata.

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    Sgominata banda specializzata in furti in casa, 13 arresti

    Campania

    Pubblicato
    1 giorno fa
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    10 Ottobre 2020

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    Sgominata banda specializzata in furti in casa, 13 arresti.
    Una banda formata da rom e italiani, con base a Castel Volturno responsabile di almeno trenta tra rapine e furti in abitazione tra la Campania e altre regioni, e’ stata smantellata dalla Polizia con 13 arresti; dieci indagati sono finiti in carcere, tre ai domiciliari. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La banda era capeggiata da rom di origine serba, dimoranti nel campo di Cupa Perillo a Scampia, quartiere del capoluogo partenopeo; quando stamani i poliziotti delle Squadre Mobili di Caserta e Napoli sono andati a prelevare gli indagati, hanno avuto difficolta’ a districarsi tra le montagne di rifiuti e i tanti bambini che vi giocavano; e’ poi stato rinvenuto anche il bottino di numerosi furti commessi. Gli italiani avevano un ruolo di secondo piano, piu’ di supporto logistico. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, sono partite da una rapina commessa da cinque membri del gruppo – quattro entrarono in azione ed uno svolse il ruolo di palo – nella casa di un’imprenditrice di Casagiove, comune confinante con Caserta.
    I ladri – emerse in quella circostanza – forzarono le serrature e asportarono la cassaforte nel muro, svegliando la padrona di casa che dormiva; la donna fu poi immobilizzata e i banditi scapparono. La Squadra Mobile di Caserta ha poi scoperto che la banda avrebbe commesso decine di colpi in Campania, Calabria, Basilicata, Lazio, muovendosi con grande velocita’ attraverso auto intestate a prestanomi e con motori potenziati, in grado di seminare le auto delle forze dell’ordine. E’ poi stato riscontrato che i ladri avevano utenze dedicate, e si sentivano telefonicamente anche durante i furti.

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    11 Ottobre 2020

    Coronavirus, positiva la nuotatrice sannita Stefania Pirozzi.

    La nuotatrice di origini sannite, Stefania Pirozzi, è risultata positiva al Coronavirus. E’ stata lei stessa a comunicare la notizia attraverso un post sulla propria pagina facebook. L’atleta azzurra, asintomatica, si apprestava a raggiungere Budapest per partecipare alla “International Swimming league”, competizione a squadra e che vede la Pirozzi gareggiare nello stesso team di Federica Pellegrini. Partenza rimandata.

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    Minacce ai figli piccoli a chi non pagava la droga: i 19 arresti di Avellino

    Campania

    Pubblicato
    3 giorni fa
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    8 Ottobre 2020

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    Minacce ai figli piccoli a chi non pagava la droga: i 19 arresti di Avellino. Scoperto un vasto giro di droga durante il lockdown in Irpinia con clienti che pagavano anche con i soldi del reddito di cittadinanza. E sono stati scoperti anche tre laboratori di confezionamento della droga.
     
    Nelle prime ore della mattinata odierna i carabinieri della compagnia di Avellino hanno dato esecuzione a 19 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati, a vario titolo, per i reati di “detenzione, produzione e spaccio di sostanze stupefacenti” e di “estorsione”, emesse dal gip presso il Tribunale di Avellino su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il gip ha disposto la misura cautelare in carcere per 3 indagati (un 24enne, un 47enne e un 53enne, tutti di Avellino), gli arresti domiciliari per altri 13 (di eta’ compresa tra i 20 ed i 65 anni, residenti in Irpinia e nelle province di Caserta e Salerno) e per i restanti 3 l’obbligo di dimora. Le indagini hanno messo in luce le molteplici condotte illecite poste in essere dagli indagati, soggetti spesso risultati fra loro collegati ma autonomi nella gestione dei rispettivi circuiti di spaccio, per l’approvvigionamento e lo smercio della droga. Durante il “lockdown” lo spaccio e’ stato adeguato alle restrizioni in atto, tanto da arrivare alla consegna porta a porta dello stupefacente (di qui il nome dell’operazione “Delivery”): erano gli spacciatori a rifornire a domicilio i propri acquirenti, cercando di eludere con stratagemmi vari i rigorosi controlli delle Forze dell’ordine. L’indagine, sviluppata dai carabinieri della stazione di Avellino dal novembre 2019 all’aprile 2020, ha consentito di disarticolare una rete di spacciatori attiva nel capoluogo irpino e nei comuni limitrofi, con interessi estesi anche all’area napoletana e alla provincia di Salerno, dedita allo smercio di cocaina, marijuana e hashish.
    Tra i clienti anche percettori del reddito di cittadinanza: non disponendo di denaro contante, si impegnavano a pagare l’acquisto delle dosi al momento dell’accredito del beneficio. L’organizzazione composta da persone tra i 20 e i 65 anni residenti in maggioranza in Irpinia ma anche nelle province di Caserta e Salerno, riforniva i clienti di cocaina, marijuana e hashish che nei colloqui telefonici diventavano “fili elettrici”, “prosciutto crudo”, “birra”, “caffé”. Utilizzando vari stratagemmi, consegnavano le dosi a domicilio eludendo i controlli disposti durante il lockdown allo spostamento delle persone. La stessa organizzazione aveva allestito tre laboratori artigianali nei quali con rudimentali attrezzature veniva sintetizzata la cocaina per produrre il crack. Le indagini, cominciate nel novembre del 2019, si sono avvalse di riscontri oggettivi ricavati da pedinamenti e servizi di osservazione che hanno consentito di ricostruire l’attivita’ dei pusher. Tra questi si distinguevano i piu’ giovani, particolarmente duri e determinati nel minacciare i clienti in ritardo con i pagamenti. Dovranno rispondere anche di estorsione oltre che di detenzione, produzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
    Gli accertamenti da parte degli inquirenti della stazione di Avellino si sono svolti con attivita’ tecniche, riscontri oggettivi mediante servizi di osservazione, pedinamento, controllo e sequestri di stupefacenti oggetto di cessioni che hanno consentito di risalire al modus operandi degli spacciatori, che non avrebbero esitato a minacciare i clienti nel caso in cui avessero tardato con il pagamento. In tale ultimo contesto si inseriscono le condotte estorsive contestate, tra gli altri, a giovani leve criminali. Per la prima volta, inoltre, e’ stato possibile individuare in Irpinia ben tre laboratori artigianali dove, mediante l’utilizzo di rudimentali attrezzature, veniva sintetizzata la cocaina per la produzione di crack, stupefacente in grado di aumentare gli istinti violenti, nonche’ alterare il sistema nervoso degli assuntori.
    Strade secondarie, passaggi pedonali e zone periferiche, con un fitto scambio di messaggi per suggerire quali percorsi utilizzare per evitare i controlli stringenti delle forze dell’ordine. La vita degli spacciatori durante il lockdown della primavera scorsa non e’ stata facile, ma ad Avellino un gruppo di pusher si era organizzato per far fronte alle restrizioni. Sempre muniti di autocertificazioni con le giustificazioni piu’ disparate, dall’assistenza al parente malato alla spesa alimentare, dalla necessita’ di acquistare farmaci al bisogno di sigarette.
    Tutte scuse valide per poter consegnare marijuana, cocaina, eroina e crack a domicilio o quasi per i ‘clienti’ abituali. L’apparente lasciar correre durante i controlli antiCovid e’ servito in realta’ a ricostruire le trame della rete di spacciatori. E’ cosi’ che 19 persone sono state individuate dai carabinieri del comando provinciale di Avellino che questa mattina hanno eseguito altrettante misure cautelari, portando in carcere tre persone e altre 13 ai domiciliari, notificando l’obbligo di dimora ad altre tre persone. Non una vera organizzazione, ma appunto una rete ben collaudata di persone che si scambiavano forniture e favori pur di coprire le piazze di spaccio che la pandemia ha mandato all’aria. Un giro d’affari consistente, secondo gli investigatori, che pero’ ha subito il contraccolpo del coronavirus con i tossicodipendenti costretti a comprare a credito la droga promettendo di pagare, in qualche caso, quando sarebbe stato erogato il reddito di cittadinanza. E nei casi piu’ gravi di debiti accumulati, i pusher non esitavano a minacciare anche i familiari, addirittura i figli piccoli di un consumatore in difficolta’ economiche.
    Gli indagati hanno tra i 65 e i 20 anni e uno spacciava pur trovandosi agli arresti domiciliari. Devono rispondere di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e di estorsione e tentata estorsione. Nel corso del blitz di questa mattina sono state effettuate numerose perquisizioni che potrebbero portare ad allargare le indagini anche ad altre persone. Sono stati infatti trovati laboratori artigianali per la produzione di crack e sono stati sequestrati telefoni cellulari e denaro contante, oltre ad altri elementi che saranno utili alle indagini.

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    Benevento e Provincia

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    42 minuti fa
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    11 Ottobre 2020

    Coronavirus, positiva la nuotatrice sannita Stefania Pirozzi.

    La nuotatrice di origini sannite, Stefania Pirozzi, è risultata positiva al Coronavirus. E’ stata lei stessa a comunicare la notizia attraverso un post sulla propria pagina facebook. L’atleta azzurra, asintomatica, si apprestava a raggiungere Budapest per partecipare alla “International Swimming league”, competizione a squadra e che vede la Pirozzi gareggiare nello stesso team di Federica Pellegrini. Partenza rimandata.

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    Collusione con il clan dei Casalesi: confiscato il vitalizio al consigliere regionale Ferraro

    Campania

    Pubblicato
    3 giorni fa
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    8 Ottobre 2020

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    Collusione con il clan dei Casalesi: confiscato il vitalizio al consigliere regionale, nicola ferraro.
    Polizia e Guardia di Finanza di Caserta hanno eseguito un decreto della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, emesso su proposta del questore di Caserta, con il quale sono stati sottoposti a confisca beni, partecipazioni societarie e rapporti finanziari e bancari per un valore di oltre 4 milioni di euro riconducibili a nicola ferraro, 59 anni di Casal di Principe, già consigliere regionale della Campania eletto nel 2005 con l’Udeur nella circoscrizione di Caserta. Ferraro, imprenditore nel settore del trattamento dei rifiuti, è stato condannato dalla Corte d’Appello di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa, con sentenza passata in giudicato il 16 aprile 2015.
    Tra gli oggetti della confisca figurano anche le indennità percepite da Ferraro per l’intero periodo di consiliatura alla Regione Campania, per un valore pari alla somma di 834.226,46 euro, nonché il vitalizio da corrispondere per la sua ex qualità di consigliere regionale, maturando alla data del raggiungimento del 66esimo anno di età.
    Il giudice ha riconosciuto Ferraro come imprenditore e politico colluso, almeno dal 2000 in poi e comunque già prima della sua elezione al Consiglio regionale della Campania avvenuta nel 2005, con i reggenti del clan dei Casalesi, fazioni Schiavone e Bidognetti, ai quali avrebbe asservito sia la propria attività imprenditoriale, anche quale amministratore della Ecocampania srl, poi fallita, che quella politica, ricevendone in cambio sostegno elettorale e un appoggio determinante per la sua stessa affermazione imprenditoriale.
    In esecuzione del decreto emesso dalla quarta sezione penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sono stati sottoposti a confisca 9 fabbricati, un terreno, le quote di due società, un’auto, una moto e le disponibilità finanziarie presenti in numerosi conti correnti, conti di deposito ed altri investimenti finanziari, per un valore stimato di oltre 4 milioni di euro.

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    Caserta e Provincia

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    21 minuti fa
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    11 Ottobre 2020

    Movida blindata nel Casertano: oltre 300 persone identificate, multe e chiusure per 14 bar.

    Caserta. Le Forze di Polizia hanno svolto nelle serate di venerdì 9 ottobre  e di ieri sabato, fino alle prime ore del mattino successivo, un servizio interforze di controllo nel centro cittadino di Caserta, Aversa (9 ottobre) e Santa Maria Capua Vetere, finalizzato a contrastare la commissione di reati e condotte illecite in relazione al fenomeno della “movida” del fine settimana, nonché ad assicurare l’incondizionato rispetto delle prescrizioni stabilite per prevenire la diffusione del virus Covid-19.
    Cinque bar sono stati sanzionati invece dai carabinieri nel comune di Parete per violazione delle prescrizioni anti-Covid relative agli orari di apertura e chiusura. Le sanzioni comminate sono state di 400 euro. In particolare i militari della locale stazione, controllando i locali pubblici, hanno scoperto che cinque bar avevano ritardato la chiusura o anticipato l’apertura rispetto a quanto stabilito nell’ordinanza della Regione Campania. Tutte le attivita’ rischiano adesso la chiusura da 5 a 30 giorni. I carabinieri, infatti, hanno inoltrato, come previsto dalle normative, una contestuale proposta al prefetto di Caserta.
    L’attività fa seguito agli analoghi servizi svolti negli scorsi fine settimana, così come disposto dal Questore di Caserta all’esito delle valutazioni espresse in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
    Il dispositivo di controllo, coordinato da un Funzionario della Polizia di Stato, ha visto impegnato il personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale, operante nei rispettivi territori di competenza. Alla funzione di carattere preventivo assicurata dagli equipaggi in uniforme delle Forze di Polizia si è abbinata l’attività di repressione svolta dal personale delle Forze dell’Ordine in abiti civili, celato tra gli avventori.
    Il servizio ha innanzitutto testimoniato il generalizzato rispetto alle misure di distanziamento sociale ed uso della mascherina. Nel corso dei citati servizi sono state elevate nr. 3 sanzioni di cui all’art. 4 D.P.C.M. 19/2020.
    Sono state identificate oltre 300 persone, controllati 65 veicoli e contestate 33 violazioni al codice della strada, di cui 1 sequestro per guida senza patente e due fermi amministrativi.
    Sono state, altresì, identificate e sanzionate 4 persone intente a svolgere attività di parcheggiatore abusivo, con conseguente sequestro delle somme percepite illecitamente.-
    Nel corso della specifica attività sono stati controllati 25 esercizi pubblici, di cui 4 sanzionati con prescrizioni e diffide all’ASL, 2 sanzionati per personale non in regola e  3 sanzioni amministrative. Gli esercizi commerciali della zona Movida chiudevano regolarmente agli orari previsti dalla vigente normativa e dalle ordinanze regionali.

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    Lite tra fratelli a Lioni: uno muore accoltellato

    Avellino e Provincia

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    2 minuti fa
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    5 Ottobre 2020

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    Lioni, lite tra fratelli finisce in tragedia: muore 30enne. La tragedia si è consumata al  Rione Procisa Vecchia.
    Notte di sangue a Lioni, in provincia di Avellino dove una lite tra fratelli è sfociata in tragedia con la morte di uno dei due. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri intervenuti sul posto, un 30enne, Antonello D. V., sarebbe stato colpito con un fendente che gli ha reciso l’arteria femorale, non lasciandogli scampo. La lite davanti ao genitori sarebbe scoppiata per futili motivi.Il giovane è morto dissanguato in poco tempo. Il 30enne, infatti, sebbene trasportato dal 118 all’ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi è morto al suo arrivo. La salma resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito.Il fratello è stato fermato. Sono in corso indagini da parte dei Carabinieri del Comando provinciale di Avellino.
     

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    Avellino e Provincia

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    3 giorni fa
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    2 Ottobre 2020

    Avellino: gestante con covid, sottoposta a cesareo, neonato negativo
    Due pazienti ricoverati nelle Unità operative di Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria dell’ospedale Moscati di Avellino sono risultati positivi al Covid-19. Nel primo caso, si tratta di una donna irpina in stato di gravidanza che, per problemi legati alla crescita del feto, è stata accompagnata lo scorso 30 settembre al Pronto soccorso ostetrico-ginecologico della Città ospedaliera. Risultata negativa al tampone rapido, è stata ricoverata in reparto, dove le è stato eseguito il tampone molecolare naso-faringeo, che ha dato invece esito positivo. Non avendo ricevuto disponibilità da parte del centro regionale di riferimento per le gestanti positive al virus Sars Cov-2 e non essendo nelle condizioni di essere dimessa a domicilio, la donna è stata tenuta in isolamento e sotto stretto controllo all’interno del reparto. Questa mattina, poiché le condizioni della paziente rispetto alla gravidanza sono peggiorate, l’equipe del reparto di Ostetricia e Ginecologia ha eseguito il parto cesareo. L’intervento è riuscito e la donna al momento si trova nell’Unità operativa di Malattie infettive. Il figlio, invece, già risultato negativo al tampone rapido, è stato sistemato in incubatrice in una stanza dedicata dell’Unità operativa di Patologia neonatale e Tin. Sia la madre, asintomatica al Covid-19, che il neonato sono in buone condizioni di salute. Nell’unità operativa di Pediatria, invece, è stato ricoverato ieri un 12enne residente nel Napoletano, per una frattura al polso riportata a seguito di una caduta dalla bicicletta. Al momento dell’accesso al Pronto soccorso pediatrico, sia all’adolescente che alla madre che lo ha accompagnato è stato effettuato in tampone rapido, che ha dato esito negativo per la donna, ma positivo per il figlio. In attesa dell’esito del successivo tampone molecolare naso-faringeo, che ha confermato la positività del 12enne, il ragazzo è stato ricoverato nella stanza di isolamento in Pediatria e nel pomeriggio di oggi, seguendo definiti percorsi e dettagliate procedure di sicurezza, è stato sottoposto, dagli operatori dell’Unità operativa di Ortopedia e Traumatologia, a un intervento chirurgico, perfettamente riuscito.

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    3 giorni fa
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    2 Ottobre 2020

    Truffa ai danni di un anziano in Irpinia: zucchero amaro 5.000 euro per un pacco

    Ancora una truffa ai danni di anziani. Questa volta è stata messa a segno a Nusco (AV) ai danni di una coppia di coniugi ottantenni: dopo una breve telefonata, un sedicente corriere si presenta a casa loro e, con la scusa di recapitare un pacco indirizzato al nipote, si fa consegnare 4.900 euro in contanti. I malcapitati si rendono conto del raggiro in cui sono incappati solo qualche ora dopo, allorquando contattano il giovane parente e constatano che all’interno dello scatolo c’è solo un pacco di zucchero: non hanno esitato quindi a sporgere denuncia presso la locale Stazione. Sono in corso indagini da parte dei Carabinieri della Compagnia di Montella, finalizzate all’identificazione del truffatore. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino ricorda ancora una volta i consigli riportati con l’iniziativa “Difenditi dalle truffe”, principalmente rivolta agli anziani, potenziali vittime di truffa, ma anche a tutti gli operatori pubblici e privati, reti parentali o amicali che, venendo a contatto con persone anziane a vario titolo, possono assumere un ruolo nella prevenzione e nella tutela nei confronti di questa categoria di persone. È importante saper riconoscere le situazioni più a rischio, conoscere gli elementi che possono far pensare che sia in atto un tentativo di truffa e, di conseguenza, i comportamenti da assumere. Spesso è la condizione di solitudine della persona che favorisce i truffatori: le persone anziane con pochi amici e scarse relazioni sociali, con minore prontezza di riflessi o minor conoscenza dei fenomeni di truffa possono essere ingannate con maggiore facilità. Prestare attenzione se qualcuno telefona o si presenta a casa, chiedendo del denaro o oggetti preziosi per pagare fantomatiche cauzioni, debiti o acquisti di merce, con la scusa che lo ha mandato un parente: in tal caso rinviare l’appuntamento e contattare il familiare interessato, segnalando immediatamente ogni situazione sospetta al “112” o al più vicino Comando.

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    Consulenze all’Asl del Sannio, chiesta la condanna dell’ex ministro De Girolamo

    Campania

    Pubblicato
    3 ore fa
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    1 Ottobre 2020

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    Consulenze all’Asl del Sannio, chiesta la condanna dell’ex ministro De Girolamo 
     
    Quando il pm Assunta Tillo ha pronunciato le richieste di condanna, neppure gli occhiali da sole scuri hanno schermato le lacrime di Nunzia De Girolamo. 8 anni e 3 mesi di reclusione la richiesta per l’ex ministro dell’Agricoltura che questa mattina e’ comparsa di fronte ai giudici del tribunale di Benevento insieme ad altri 7 imputati per rispondere di associazione per delinquere, concussione e utilita’ per ottenere il voto elettorale. L’inchiesta riguarda la gestione di appalti e consulenze esterne da parte dell’Asl di Benevento, per la quale, secondo il gip Flavio Cusani, che dispose l’imputazione coatta per l’ex parlamentare del Nuovo Centro Destra, e prima ancora di Forza Italia, De Girolamo sarebbe stata organizzatrice e promotrice di un direttorio politico partitico che avrebbe condizionato nomine e appalti. ondanna ex ministro De Girolamo
    L’inchiesta risale a sei anni fa e con Nunzia De Girolamo sono imputati anche gli ex stretti collaboratori Luigi Barone, attuale presidente del consorzio Asi di Benevento, per il quale il pm ha chiesto 6 anni e 9 mesi di reclusione con l’interdizione dall’incarico che ricopre, e Giacomo Papa, da condannare, secondo l’accusa, sempre a 6 anni e 9 mesi. Identica richiesta anche per l’ex direttore generale dell’Asl Michele Rossi.
     

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    Ercolano

    Pubblicato
    2 minuti fa
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    1 Ottobre 2020

    Ercolano. Solo sedie e senza banchi singoli: è la ‘sorpresa’ per gli alunni della 3A professionale dell’Istituto superiore ‘Adriano Tilgher’, nel primo giorno di lezione.Al rientro in classe dopo lo stop imposto dall’emergenza Covid, gli alunni della 3 A del professionale sono stati costretti a fare lezione seduti sulle sedie, distanziate le une dalle altre nel rispetto delle norme prescritte, ma senza i banchi monoposto perchè al momento mancano. Una situazione non agevole, paradossale per qualche genitore che esprime critiche ed è sul piede di guerra. A confermare la vicenda  il dirigente scolastico Giuseppe Montella che ha spiegato: ” Al momento stiamo allestendo le aule del laboratorio di informatica per sopperire a questo disagio. Un disagio che dovrà terminare presto perchè entro ottobre, come annunciato dal Ministero, arriveranno i banchi nuovi”.

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    Attualità

    Pubblicato
    8 minuti fa
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    1 Ottobre 2020

    Operaio della provincia di Caserta cade dall’impalcatura e muore sotto gli occhi del figlio. E’ accaduto in provincia di Ferrara. L’uomo stava ristrutturando un fienile: è caduto ed ha sbattuto la testa su un mattone.

    Tragedia a San Carlo, piccola frazione del comune di Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, dove un uomo è morto sul lavoro. La vittima è Pietro Cavagnuolo, operaio di 58 anni di Casaluce. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il 58enne stava ristrutturando un fienile, quando improvvisamente è precipitato da un’impalcatura dall’altezza di circa tre metri battendo la testa su un mattone. A lanciare l’allarme è stato il figlio dell’operaio che stava lavorando insieme al padre. Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 che non hanno potuto far nulla per l’operaio che sarebbe deceduto sul colpo.
    La dinamica e le cause della caduta sono ancora al vaglio degli uomini della Medicina del Lavoro, giunti sul posto assieme ai carabinieri e ai sanitari del 118 (automedica e ambulanza) che hanno tentato di soccorrere il malcapitato senza purtroppo alcun esito. L’uomo infatti, sarebbe morto sul colpo. Intervenuti anche i vigili del fuoco per recuperare il corpo dell’uomo, finito all’interno della struttura.

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    Rubano 8 biciclette da corsa dal Velodromo di Marcianise: 3 denunciati

    Campania

    Pubblicato
    1 ora fa
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    29 Settembre 2020

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    Rubano 8 biciclette da corsa dal Velodromo di Marcianise: 3 denunciati.

     
    I Carabinieri della Compagnia di Marcianise, a seguito delle immediate indagini avviate dopo la denuncia di furto di 8 biciclette da pista, del valore di circa 20.000 euro, consegnate dalla FCI (Federazione Ciclistica Italiana) al Comitato Campano di Ciclismo, hanno proceduto, in Giugliano in Campania, al deferimento, in stato di libertà per ricettazione, di tre persone.

    Il furto è stato portato a segno all’interno del velodromo di Marcianise, la notte scorsa.
    Le indagini, sviluppate dai militari dell’Arma anche attraverso l’escussione di diversi soggetti, nonché il monitoraggio dei social network, hanno permesso di individuare il luogo ove gli autori stavano tentando vendere le bici trafugate. I responsabili del furto, un italiano, un tedesco ed un bosniaco, sono stati sorpresi e bloccati.
    La refurtiva, interamente recuperata, è stata restituita all’avente diritto.

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    Coronavirus: positivo il sindaco di Nola, Gaetano Minieri

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    Coronavirus

    Pubblicato
    55 minuti fa
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    29 Settembre 2020

    Il sindaco di Nola, Gaetano Minieri, è risultato positivo al coronavirus. A darne notizia è lo stesso Minieri, spiegando di aver riscontrato “l’insorgere di sintomi collegabili a una situazione di possibile contagio a cominciare dalla tarda serata di venerdì”.

    Minieri ha dunque osservato un isolamento spontaneo in attesa del risultato del tampone effettuato nel primo giorno utile, cioè ieri: l’esito del tampone ha dato risultato positivo. “Questo fatto – spiega Minieri – mi costringe ad un isolamento necessario, sperando in un perdurare di una stazionaria situazione”. A causa di altre positività già riscontrate tra gli impiegati comunali, ricorda Minieri, “bisogna procedere alla sanificazione della Casa comunale e già era stata predisposta la chiusura. La vita amministrativa continuerà grazie alla fattiva collaborazione degli assessori, dei consiglieri della maggioranza e dell’opposizione, degli impiegati”.

    Rivolgendosi alla cittadinanza Minieri invita “ad una riflessione: il virus è ancora e forse di più in mezzo a noi. Vi esorto ad usare prudenza e ad adottare non solo le note misure di prevenzione, ma anche il buonsenso necessario per uscire da questa situazione. Continuerò a lavorare da casa per il bene della nostra amata comunità anche perché allo stato le condizioni fisiche me lo consentono”, conclude Minieri. A ola comune di 35mila, al momento si contano 20 persone attualmente positive su un totale di 57 contagiati dall’inizio dell’emergenza Covid: sono 32 i guariti e 5 i decessi registrati, mentre sono 80 le persone sottoposte a sorveglianza attiva.

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    Clan Graziano, chiesto oltre mezzo secolo di pena per 5 imputati

    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    21 minuti fa
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    25 Settembre 2020

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    Clan Graziano, chiesto oltre mezzo secolo di pena per 5 imputati

    Avellino. Oltre mezzo secolo la pena chiesta per i cinque imputati legati al clan Graziano di Quindici. I pm antimafia, Simona Rossi e Luigi Landolfi, hanno richiesto 14 anni per Fiore Graziano e Antonio Mazzocchi, 12 anni per Salvatore Graziano, 10 anni di reclusione per Domenico Desiderio e 9 per Ludovico Domenico Rega. L’operazione nell’agosto del 2019, quando i carabinieri del nucleo investigativo di Avellino, guidati dal capitano Quintino Russo, arrestarono i 5 imputati accusati di una serie di estorsioni e attentati intimidatori, porto e detenzione di arma, associazione a delinquere.
    Tutti reati aggravati dal metodo mafioso. Nell’ordinanza c’era ampio spazio dedicato alla scarcerazione di Salvatore Cava, figlio del boss morto Biagio, finito subito nel mirino dei Graziano insieme alla madre Rosalba Fusco. Con un fucile di precisione, i killer dei Graziano si allenavano utilizzando un manichino. Lo ritrovarono nelle infinite campagne di Quindici, i carabinieri Cacciatori Puglia del Gargano ai quali avevano chiesto aiuto i colleghi di Avellino. Bianco, dalle sembianze femminili, residuo di una boutique visto che presentava anche un cinturino sul punto vita. Il fantoccio risultava stato colpito all’altezza del cuore, da due proiettili sparati con un fucile di precisione. Secondo la procura, il manichino sarebbe la conferma che gli esponenti del clan Graziano si addestravano al tiro di precisione.
     

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    Avellino e Provincia

    Pubblicato
    6 ore fa
    in
    25 Settembre 2020

    I Carabinieri della Stazione di Mercogliano hanno denunciato un 40enne di Monteforte Irpino, ritenuto responsabile di porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere.
    Durante un servizio di controllo del territorio finalizzato a garantire sicurezza e rispetto della legalità, la pattuglia ha intimato l’“Alt” al conducente di un veicolo che, in tarda serata, si aggirava con fare sospetto nei pressi di un noto esercizio pubblico di Mercogliano.
    L’anomalo atteggiamento manifestato dall’automobilista ha indotto i Carabinieri ad approfondire il controllo. E all’esito di perquisizione gli operanti hanno rinvenuto nell’abitacolo dell’auto un’ascia e una grossa roncola.
    Alla luce delle evidenze emerse, per il 40enne -che, opportunamente interpellato, non ha fornito una valida giustificazione in merito al porto di quanto rinvenuto- è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino per il reato di cui all’articolo 4 della legge 18 aprile 1975, n. 110.
    L’ascia e la roncola sono state sottoposte a sequestro. “

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    Attualità

    Pubblicato
    9 ore fa
    in
    25 Settembre 2020

    Una Leggera scossa di terremoto è stata registrata stamane in provincia di Avellino.

    I sismografi hanno rilevato un sisma di magnitudo 2.2 alle 8.17 di oggi, venerdì 25 settembre con epicentro Flumeri e una profondità di 22 chilometri.
    Terremoto in provincia di Avellino, i datiUn terremoto di magnitudo ML 2.2 è avvenuto nella zona: 3 km NW Flumeri (AV), il
    25-09-2020 06:17:48 (UTC) 2 ore, 37 minuti fa25-09-2020 08:17:48 (UTC +02:00) ora italianacon coordinate geografiche (lat, lon) 41.1, 15.14 ad una profondità di 22 km.

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