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    Camorra a Roma: 28 arresti. C’è anche il boss Michele Senese o’ pazzo

    Cronache » Primo Piano » Camorra a Roma: 28 arresti. C’è anche il boss Michele Senese o’ pazzo foto di repertorio <![CDATA[]]> Dalle prime luci del giorno, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, nel Lazio, in Campania e in Veneto, stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip presso il Tribunale […] LEGGI TUTTO

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    Camorra, il prefetto Valentini: “Nessun arretramento verso le famiglie storiche di Napoli”

    Campania

    Pubblicato
    5 minuti fa
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    24 Settembre 2020

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    “La recente relazione della Direzione investigativa antimafia ha evidenziato bene come in tema di criminalità organizzata lo scenario che si registra nellarea metropolitana di NAPOLI, che è molto mutevole e composito e caratterizzato da atti molto violenti che si ripetono con grande frequenza, non rappresenti affatto un segnale di arretramento delle famiglie storiche della camorra, che secondo alcune interpretazioni diffuse negli anni precedenti avrebbero fatto un passo indietro lasciando il campo libero per nuove generazioni impegnate in una sorta di guerra per bande.
    Viceversa quello che veniva definito ‘caos criminale’ è letto ormai in maniera univoca come una sovrapposizione controllata e organizzata di livelli criminali dove in primo piano ci sono le storiche organizzazioni camorristiche e a un livello inferiore operano invece gruppi meno strutturati, che agiscono in un contesto di subalternità con i clan storici non in maniera autonoma”. Lo ha detto il prefetto di NAPOLI, Marco Valentini, in audizione in commissione Antimafia.
    “Questo esclude che la camorra come organizzazione criminale storica abbia fatto un passo indietro ossia declinata a essere unorganizzazione di tipo minore. Le famiglie storiche della camorra – ha aggiunto – sono tuttora ben inserite nelle loro attività tradizionali, oltre al traffico di droga il settore dei giochi, della ristorazione, il settore turistico-alberghiero, dell’edilizia e dei rifiuti, mentre attività come racket, spaccio su strada e usura sono demandati a gruppi minori sempre in relazione con in clan di riferimento. Questo scenario può essere letto – ha concluso come un insieme di clan dominanti che si servono di clan minori o satelliti per portare avanti le attività tradizionali”.

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    Abusi su minore nel Casertano, ex prete condannato a 9 anni

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    Torre Annunziata il comitato Ex Ospedale Civico incontra le istituzioni

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    Campania

    Pubblicato
    1 minuto fa
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    24 Settembre 2020

    Il gip del Tribunale di Napoli Nord Vera Iaselli ha condannato a nove anni di reclusione l’ex sacerdote di una parrocchia di Trentola Ducenta (Caserta) ritenuto colpevole di abusi ai danni di una minore.
    L’ex prete e’ stato arrestato dalla Polizia di Stato di Aversa (Caserta) l’8 novembre 2019. La piccola vittima, che partecipava assiduamente alle attivita’ parrocchiali, confermo’, nel corso dell’incidente probatorio, gli abusi subiti dal prete. Le indagini scattarono dopo una comunicazione della Diocesi.

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    Napoli e Provincia

    Pubblicato
    9 minuti fa
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    24 Settembre 2020

    Ieri sera davanti all’ingresso principale dell’Ospedale di Boscotrecase , alla presenza dei Movimenti per la Salute Pubblica dell’Area Vesuviana, degli Ultras della Curva Sud del Savoia, e con la partecipazione del Sindaco di Torre Annunziata , Vincenzo Ascione, e del Sindaco di Boscotrecase (NA), Pietro Carotenuto, s’è svolta un’assemblea pubblica per affrontare le problematiche relative al predetto nosocomio e, più in generale, relative a tutta l’assistenza sanitaria pubblica dell’area vesuviana, anche alla luce dell’emergenza Covid-19 che ha privato una zona così densamente popolata di un Pronto Soccorso attrezzato, efficiente e, soprattutto, facilmente raggiungibile.

    Gli interventi dei cittadini e dei rappresentati dei comitati sono stati particolarmente significativi e tutti dello stesso tenore: eliminare gli ostacoli che hanno prodotto questa compressione del diritto alla salute dei cittadini del comprensorio vesuviano.I primi cittadini presenti all’incontro hanno assicurato il proprio sostegno alle legittime richieste della popolazione, assicurando un continuo monitoraggio delle attività dell’Ospedale di Boscotrecase e dell’ ASL NA3 SUD.Proprio per fugare ogni timore in merito ad un depotenziamento della struttura di Via Lenze, i Movimenti hanno avuto un colloquio con il Direttore Sanitario dell’Ospedale, Savio Marziani, che ha voluto incontrare una folta delegazione di manifestanti, e ha spiegato il piano di investimenti economici, tecnologici e professionali previsti per il rilancio di questo nosocomio.

    Le nostre richieste, però, non si fermano solo all’Ospedale ma si allargano a tutto il comprensorio, e chiediamo all’ASL NA3 SUD e alla Regione Campania di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per assicurare ai cittadini un’assistenza sanitaria pubblica capillare ed efficace, con particolare attenzione ai bisogni delle donne.Per questo motivo insistiamo per una Conferenza di Servizi con i vertici dell’ASL NA3 SUD e con i Sindaci di tutto il comprensorio, per valutare insieme le iniziative da mettere in campo per assicurare il diritto alla salute sancito dall’art. 32 della nostra Costituzione e, soprattutto, per strappare un impegno scritto in merito alla questione.L’invito è sempre di partecipare in massa agli incontri, alle assemblee e alle manifestazioni in quanto: “SOLI NON SIAMO NIENTE, UNITI SIAMO UNA FORZA”.

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    Camorra, il pm Maresca: ‘Il clan dei Casalesi è vivo e vegeto’

    Campania

    Pubblicato
    7 ore fa
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    21 Agosto 2020

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    Camorra, il pm Maresca: “Il clan dei Casalesi è vivo e vegeto”. Per il magistrato l’arresto della sorella di Zagaria dimostra che le mafie si riorganizzano.
     
    “L’arresto di Elvira Zagaria non e’ un arresto come gli altri: la sua cattura significa che il clan dei casalesi e vivo e vegeto”. Lo sostiene il magistrato Catello Maresca, che prese parte alla cattura del fratello di Elvira, il superboss Michele Zagaria, scarcerato durante il lockdown e ora in clinica per curarsi la sua grave forma di neoplasia. Elvira Zagaria e’ stata prelevata dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza nella sua villa in provincia di Frosinone dove, magrado fosse ai domiciliari dove, sembra, teneva anche incontri con esponenti di spicco della mafia casalese.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Era ai domiciliari e riceveva i boss dei Casalesi a casa: torna in carcere Elvira Zagaria
    “Quanto accaduto – sostiene Maresca – dimostra che l’opportunita’ che i mafiosi hanno di ritornare, anche se agli arresti domiciliari, nelle loro case, viene sfruttata sistematicamente per riattivare rapporti e relazioni criminali. I mafiosi sfruttano i favori concessi dalle leggi dello Stato per andare contro lo Stato”.
    ” La comunicazione, per le mafie, – aggiunge il magistrato antimafia – e’ vitale quanto la disponibilita’ di soldi di armi: se un clan non riesce a comunicare e’ sconfitto. Proprio per questo interrompere il flusso di notizie e’, e deve continuare ad essere, l’obiettivo principale della lotta alle mafie. Non so quanti commenteranno l’arresto di Elvira Zagaria. Io spero siano in molti perche’ proprio questo sara’ il metro dell’interesse e della volonta’ dello Stato di continuare alla battaglia antimafia”. “Di segnali di una ripresa, forte, delle organizzazioni mafiose nel nostro Paese sono gia’ piu’ che evidenti” conclude Maresca.
     

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    Camorra, stesa nella roccaforte del clan Ferone

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    1 ora fa
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    8 Agosto 2020

    Colpi d’arma da fuoco, di pistola e, verosimilmente, anche di fucile, sono stati sparati all’alba a Casavatore, in una zona della citta’ ritenuta dagli investigatori la roccaforte del clan Ferone.

    La ‘stesa’ e’ avvenuta alle 5 di stamattina, all’intersezione tra via San Pietro e corso Europa, dove sono entrati in azione quattro persone in sella a due moto. I carabinieri della stazione di Casavatore e del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno trovato fori di ogiva in cinque vetture parcheggiate e sulla serranda di una farmacia. A terra sono stati invece trovati e sequestrati quattro bossoli calibro 9X21 (pistola) e 4 bossoli calibro 12 (fucile). Qualche giorno fa i carabinieri hanno arrestato un esponente di spicco del clan Ferone, Antonio Ferone, accusato di reati connessi al business degli stupefacenti.

    Gli spari secondo gli investigatori rappresentano un evidente segnale di sfida al boss.

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    Camorra, così i reduci del clan Cava chiedevano il pizzo agli imprenditori del Vallo di Lauro

    Due persone in carcere e quattro agli arresti domiciliari per tentata estorsione pluriaggravata anche dal metodo mafioso.
    I carabinieri della Compagnia di Baiano (Avellino) hanno eseguito le misure cautelari emesse dal gip presso il tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Operativo tra ottobre 2017 e marzo 2018, hanno consentito di accertare che i destinatari del provvedimento cautelare avevano attuato la pianficazione e l’organizzazione del tentativo di estorsione pluriaggravata, anche dal metodo mafioso, ai danni di un imprenditore edile attivo nell’area nolana. Le attività investigative hanno permesso di accertare che gli indagati, ritenuti vicini al clan camorristico Cava operante nel Vallo di Lauro e nell’hinterland napoletano, avevano organizzato una serie di preparativi che vanno dalla localizzazione della vittima, a ripetuti sopralluoghi e all’individuazione di un loro complice, amico dell’imprenditore, grazie al quale, con uno stratagemma, avevano attirato la vittima in un immobile nell’hinterland napoletano.
    Qui, con minacce e violenze fisiche, avevano chiesto a titolo estorsivo 25mila euro nonché la vendita fittizia di un suo terreno agricolo nel Comune di Quindici (Avellino), beneficiario di rilevanti contributi economici regionali. Il clan Cava era decimato dagli arresti e dalla morte dello storico capo Biagio, ma non ancora estinto, dato che uno degli uomini di punta dell’organizzazione storica che contende il controllo del racket nel Vallo di Lauro ai Graziano aveva messo in piedi una banda per condizionale le attivita’ edilizie nella zona a ridosso del nolano. Ma questa mattina Giuseppe Pacia, 62 anni, di Quindici e con numerosi precedenti penali, e’ finito in carcere, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare a carico di altre 5 persone emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda di Napoli. Con lui in carcere anche Michele Castaldo, 32 anni, mentre agli arresti domiciliari si trovano Salvatore Pacia, 60 anni, Vincenzo Rufino, 43 anni, Pasquale Isernia 46 anni e Gaetano Varchetta di 73.
    Sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Baiano che hanno avviato le indagini nell’ottobre del 2017. I sei sono accusati tutti di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Avevano preso di mira un costruttore e da questi pretendevano non soltanto il pagamento del pizzo ma anche la cessione di un terreno agricolo che avrebbe beneficiato di ingenti contributi regionali. E per ottenere tuto questo avevano pianificato il sequestro dell’imprenditorie. Sopralluoghi nel cantiere, l’individuazione di un complice, che avrebbe agevolato il sequestro: il piano ha preso forma nel 2018, quando i sei sono riusciti ad attirare l’imprenditore del nolano in un edificio in costruzione dell’hinterland nolano e li’ lo hanno minacciato e picchiato per farsi consegnare 25mila euro e la promessa di cessione del terreno. Gli arresti sono stati eseguiti tra Moschiano, Pago del Vallo di Lauro, Marigliano, Visciano e Nola.
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    Camorra, imprenditore napoletano: ‘Io assolto ma beni sequestrati’

    20040206 – ROMA – GIUSTIZIA, SOSPESO LO SCIOPERO DEI MAGISTRATI – Una foto di archivio che mostra una toga adagiata su una sedia in un’ aula di tribunale. MASSIMO CAPODANNO /ANSA/KLD

    Pochi giorni fa ha subito, da parte della Dia un sequestro di beni per 10 milioni di euro, in esecuzione di una misura di prevenzione patrimoniale del tribunale di Firenze perche’ considerato legato ad ambienti camorristici. Ma il procedimento penale che aveva anche portato nel 2007 all’arresto suo e della moglie lo scorso 30 gennaio 2020 si e’ chiuso con un’assoluzione in Cassazione.
    E’ quanto spiega in una lettera inviata alla stampa Francesco Rastelli, imprenditore alberghiero originario di Boscoreale (Napoli), da tempo trasferitosi in Toscana dove vive a Montecatini Terme: “A distanza di 13 anni la mannaia della giustizia, mai stata cosi’ cieca e bendata, si e’ nuovamente abbattuta su di me e sui miei familiari”, commenta. Rastelli spiega che “il 27 settembre 2007 fu arrestato, insieme a mia moglie, con le accuse di riciclaggio e reimpiego nelle attivita’ alberghiere della mia famiglia di danari provenienti e forniti dal clan camorristico Formicola, oltre che di usura, ed abbiamo subito il sequestro preventivo di tutti i nostri beni, dei conti correnti e delle societa’ (tutte attive, produttive, mai interessate da fallimenti, concordati o vendite coatte).
    Ho affrontato a testa alta, con dignita’ e pazienza, come mi hanno anche sempre chiesto e richiesto la mia famiglia, i miei legali e tutti i miei collaboratori prima il carcere, la chiusura delle indagini, ho chiesto la celebrazione del giudizio immediato, ed affrontato il dibattimento”, “durato sei anni”. Nel corso del processo, su parere favorevole dello stesso pm “si e’ proceduto a una graduale restituzione dei nostri beni e delle societa’”. Nel 2004 l’assoluzione da parte del tribunale di Pistoia, confermata poi dalla Cassazione. Lo scorso 1 luglio “l’incubo e’ ricominciato”. “Esiste in Italia forse un quarto grado di giudizio? – afferma -: “Anche oggi, come 13 anni fa, mi presento e continuo ad andare a testa alta, senza mollare, pronto a dimostrare la mia estraneita’ rispetto” a quanto “detto di brutto” “nei miei confronti, della mia famiglia e delle mie imprese che contano oltre 140 dipendenti e collaboratori”.
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    Droga e kalashnikov al Parco Verde di Caivano: la DDA dispone il fermo di cinque boss del rione

    Caivano. Droga, kalasnikov e minacce: i Carabinieri arrestano 5 persone su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli per associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti, detenzioni di armi, violenza privata e danneggiamento aggravate dal metodo mafioso. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna il 26 giugno scorso hanno arrestato cinque persone […] LEGGI TUTTO

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    Sequestro record di anfetamine nel porto di Salerno, la ‘droga dell’Isis’ acquistata da un cartello di clan della camorra

    Salerno. Sequestro record di anfetamine nel porto di Salerno: 14 tonnellate di pasticche per un valore di un miliardo di euro sono state bloccate dagli uomini del Gico della Guardia di Finanza, in un’operazione coordinata dalla DDA di Napoli. La droga sintetica era destinata ad un cartello di clan della camorra per rifornire tutta Europa. […] LEGGI TUTTO

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    Camorra: 25 avvisi chiusura indagini per il nuovo clan Partenio

    Il racket delle estorsioni, la gestione dell’usura e il controllo di alcuni appalti pubblici oltre a una serie di attentati, di gesti intimidatori e un clima che condizionava pesantemente alcune attivita’ economiche nella citta’ di Avellino e in diversi comuni della provincia. Pubblicità E’ un quadro complesso e allarmante quello tracciato dai magistrati della Dda […] LEGGI TUTTO

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    Clan Amato-Pagano: torna in carcere per associazione per delinquere il luogotenente Belgiorno era stato scarcerato per Covid

    Pubblicità Arzano. Clan Amato-Pagano: scarcerato per Covid torna in carcere Giosuè Belgiorno, 29enne ritenuto luogotenente della cosca napoletana. Il killer era stato condannato a 20 anni per l’omicidio di Antonino D’Andò avvenuto nel 2011, ed era stato da poco scarcerato perché le sue condizioni di salute ne sconsigliavano la detenzione a causa dell’emergenza coronavirus.Belgiorno stava […] LEGGI TUTTO

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    Napoli, pizzo a ditta di trasporti di Ponticelli: preso uomo del clan Montescuro

    Napoli. Quanto accaduto nella serata di sabato è solo l’ultimo degli episodi di sopruso che in questi primi tre giorni di riapertura sono avvenuti nel quartiere di Chiaia, nello specifico nel quadrilatero dei baretti. Due locali che fanno parte dell’associazione Chiaia Night – Bisi e Bi-lateral – sono stati obbligati a chiudere alle 23 nonostante […] LEGGI TUTTO