More stories

  • in

    Camorra: assolto a Napoli il boss sannita Domenico Pagnozzi

    ADS
    .example_responsive_2 { width: 300px; height: 600px; background:fixed;}
    @media(min-width: 500px) { .example_responsive_2 { width: 300px; height: 250px; } }
    @media(min-width: 800px) { .example_responsive_2 { width: 728px ; height: 90px; } }

    Camorra: la seconda sezione della Corte di Appello di Napoli ha assolto, “perche’ il fatto non sussiste”, il boss Domenico Pagnozzi, ritenuto capo dell’omonimo clan di San Martino Valle Caudina.
    Pagnozzi era accusato di associazione di tipo mafioso contestatagli nell’ambito del processo nato dall’operazione “la montagna” sul clan Pagnozzi e le sue ramificazioni nel Sannio. In primo grado, a Benevento, Pagnozzi, 61 anni, detenuto al 41bis, venne condannato a 19 anni di reclusione.
    ADS
    .ads3 { width: 300px; height: 600px; background:fixed;}
    @media(min-width: 500px) { .ads3{ width: 300px; height: 250px; } }
    @media(min-width: 800px) { .ads3 { width: 300px height: 250px; } }

    Durante il processo di secondo grado caddero alcune contestazioni e la pena gli venne ridotta a 16 anni e 10 mesi. La Cassazione, successivamente, accolse il ricorso dei legali di Pagnozzi, l’avvocato Dario Vannetiello e il professore Alfonso Furgiuele, rimandando la celebrazione del secondo grado di giudizio presso una diversa sezione della Corte di Appello di Napoli.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Camorra capitale, la Cassazione annulla la condanna al boss Domenico Pagnozzi
    .ufa1690982fba5eac4cba06e77a7ad0f3 { padding:0px; margin: 0; padding-top:1em!important; padding-bottom:1em!important; width:100%; display: block; font-weight:bold; background-color:#FFFFFF; border:0!important; border-left:4px solid #000000!important; box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -moz-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -o-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -webkit-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); text-decoration:none; } .ufa1690982fba5eac4cba06e77a7ad0f3:active, .ufa1690982fba5eac4cba06e77a7ad0f3:hover { opacity: 1; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; text-decoration:none; } .ufa1690982fba5eac4cba06e77a7ad0f3 { transition: background-color 250ms; webkit-transition: background-color 250ms; opacity: 0.9; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; } .ufa1690982fba5eac4cba06e77a7ad0f3 .ctaText { font-weight:bold; color:#C0392B; text-decoration:none; font-size: 16px; } .ufa1690982fba5eac4cba06e77a7ad0f3 .postTitle { color:#000000; text-decoration: underline!important; font-size: 16px; } .ufa1690982fba5eac4cba06e77a7ad0f3:hover .postTitle { text-decoration: underline!important; } LEGGI ANCHE  Da Napoli a Vicenza con un chilo di eroina nello stomaco: preso un 36enneIl processo nei confronti di Pagnozzi, questa volta difeso dall’avvocato Luca Bancale e ancora dal professore Alfonso Furgiuele, prese il via davanti alla seconda sezione che oggi lo ha assolto con la formula “il fatto non sussiste” dall’accusa di associazione a delinquere di tipo mafioso e di detenzione aggravata di armi. LEGGI TUTTO

  • in

    Napoli, davanti al gip i 5 pistoleri del clan De Luca Bossa Minichini

    ADS
    .example_responsive_2 { width: 300px; height: 600px; background:fixed;}
    @media(min-width: 500px) { .example_responsive_2 { width: 300px; height: 250px; } }
    @media(min-width: 800px) { .example_responsive_2 { width: 728px ; height: 90px; } }

    Napoli. Saranno interrogati stamani dal gip Giovanna Cervo del Tribunale di Napoli i 5 pistoleri del clan De Luca Bossa Minichini che il 25 settembre scorso avevano ferito due agenti per fuggire a un controllo e puntato contro di loro una pistola mitragliatrice.
    La Direzione distrettuale antimafia ha ottenuto ieri l’emissione di un nuovo provvedimento restrittivo con l’aggravante della finalità mafiosa. Si tratta di Giuseppe Veneruso, 28 anni, (colui che materialmente era alla guida all’auto e aveva puntato la pistola contro gli agenti) Ciro Giovanniello, 19 anni, Giuseppe Iacovelli, 41 anni, Vincenzo Barbato, 22 anni, e Giuseppe Damiano, 19 anni.
    ADS
    .ads3 { width: 300px; height: 600px; background:fixed;}
    @media(min-width: 500px) { .ads3{ width: 300px; height: 250px; } }
    @media(min-width: 800px) { .ads3 { width: 300px height: 250px; } }

    Sono accusati di detenzione armi e resistenza a pubblico ufficiale, reati ag- gravati dalla finalità mafiosa, in quanto il loro fine sarebbe stato “quello di agevolare l’organizzazione di appartenenza, denominata clan De Luca Bossa-Minichini-Casella, facente parte unitamente al clan Rinaldi radicato nella contigua zona di San Giovanni a Teduccio e del clan Aprea attivo nel contiguo quartiere di Barra, del cartello mafioso denominato ‘Alleanza di Secondigliano”.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Napoli, puntano una pistola mitra contro la polizia e scappano: arrestati in 5
    .u2fea59a9a2c132a914769f935a9ca46c { padding:0px; margin: 0; padding-top:1em!important; padding-bottom:1em!important; width:100%; display: block; font-weight:bold; background-color:#FFFFFF; border:0!important; border-left:4px solid #000000!important; box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -moz-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -o-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -webkit-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); text-decoration:none; } .u2fea59a9a2c132a914769f935a9ca46c:active, .u2fea59a9a2c132a914769f935a9ca46c:hover { opacity: 1; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; text-decoration:none; } .u2fea59a9a2c132a914769f935a9ca46c { transition: background-color 250ms; webkit-transition: background-color 250ms; opacity: 0.9; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; } .u2fea59a9a2c132a914769f935a9ca46c .ctaText { font-weight:bold; color:#C0392B; text-decoration:none; font-size: 16px; } .u2fea59a9a2c132a914769f935a9ca46c .postTitle { color:#000000; text-decoration: underline!important; font-size: 16px; } .u2fea59a9a2c132a914769f935a9ca46c:hover .postTitle { text-decoration: underline!important; } LEGGI ANCHE  Il Master di cinematografia della Federico II premia Mariano RigilloI cinque saranno interrogati alla presenza dei rispettivi avvocati: Giuseppe Veneruso accompagnato dagli avvocati Giovanni Maria Portaro e  Gennaro Tarallo; Ciro Giovanniello da Guglielmo Ventrone; Giuseppe Iacovelli da Aurelia De Nunzio; Vincenzo Barbato dall’avvocato Giuseppe Milazzo, e infine Giuseppe Damiano da Angelo Peccerella. LEGGI TUTTO

  • in

    Napoli, le ambulanze della camorra: “…Marco Salvati caccia i soldi e arrivano al sistema…”. LE INTERCETTAZIONI

    Napoli.  Una delle figure principale del “Sistema” camorra all’interno degli ospedali napoletani era Marco Salvati, (uno degli arrestati l’altro giorno nel maxi blitz della Dda) e titolare del servizio ambulanza Croce San Pio che agiva in pratica in regime di monopolio. “Perché Marchetiello caccia i soldi ed arrivano nel sistema, arrivano aicarcerati… Hai capito o […] LEGGI TUTTO

  • in

    Prosciolti 3 imprenditori accusati di collusione con Zagaria

    I tre imprenditori #GiuseppeCapaldo, #OrlandoFontana e #GennaroLicenza erano accusati di concorso esterno in associazione camorristica con il clan ZagariaIl Tribunale di Napoli Nord ha pronunciato sentenza di proscioglimento per tre imprenditori imputati per concorso esterno in camorra, Giuseppe Capaldo, Orlando Fontana e Gennaro Licenza, in quanto ritenuti vicini al clan guidato da Michele Zagaria. I […] LEGGI TUTTO

  • in

    Camorra, ex assessore Udc al servizio dei Casalesi: sequestro beni da 5 milioni di euro

    La Guardia di finanza di Caserta ha dato esecuzione confisca beni su mandato del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti dell’imprenditore di Trentola Ducenta, Luigi Cassandra. L’ex assessore comunale ed esponente politico dell’Udc è considerato un esponente della fazione Zagaria del clan dei Casalesi. Il sequestro beni è avvenuto anche a carico di […] LEGGI TUTTO

  • in

    Camorra: condanne per 120 anni di carcere al clan Senese

    Camorra, condanne per oltre 120 anni di carcere sono state decise nei confronti di una ventina di presunti membri del clan dei Senese attivo a Roma. I reati contestati, a seconda delle singole posizioni, vanno dall’estorsione all’usura, dal riciclaggio al trasferimento fraudolento dei valori. Nei confronti di alcuni imputati è attribuita l’aggravante di avere agito […] LEGGI TUTTO