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    Minaccia di morte la ex 17enne e picchia il padre: in cella 20enne

    Macerata Campania. Minacce di morte all’ex fidanzata 17enne e botte al padre di lei con una mazza da baseball: finisce in cella un ragazzo di 20 anni.
    I Carabinieri della stazione di Macerata Campania hanno eseguito nei confronti di un 20enne, in provincia di Caserta, un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura sammaritana, per i reati di atti persecutori, minaccia aggravata, danneggiamento, violenza privata e lesioni personali aggravate. Le indagini hanno consentito di accertare numerosi episodi messi in atto dal 20enne, a partire dal mese di luglio 2020, e di condotte moleste, lesive e intimidatorie ai danni della ragazza minorenne e anche dei suoi familiari. Alla base delle persecuzioni la gelosia e il rifiuto di accettare la fine della loro relazione sentimentale.
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    Il 20enne perseguitava la minore, appostandosi sistematicamente nei pressi della sua abitazione e davanti alla sua scuola, danneggiando la finestra della casa e la porta d’accesso, minacciando ripetutamente la ragazza di ucciderla, giungendo persino ad intimidire i familiari della ragazza. Una escalation violenta che è culminata nell’aggressione ai danni del padre della ragazza che, lo scorso 23 aprile, è stato raggiunto alla guida della propria auto, costretto a scendere dalla stessa dopo un intenzionale tamponamento e poi colpito ripetutamente al capo con una mazza da baseball. LEGGI TUTTO

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    Fatture false, chiesto il processo per i genitori e la sorella di Matteo Renzi

    False fatturazioni per evadere le imposte: la Procura di Firenze chiede il processo per i genitori e la sorella del leader di Italia Viva Matteo Renzi.
    Le accuse contestate a Tiziano Renzi, a Laura Bovoli e Matilde Renzi sono dichiarazione fraudolenta con uso di fatture per operazioni parzialmente inesistenti e dichiarazione infedele dei redditi.
    Sono vicende legate alla società di famiglia Eventi 6 srl di Rignano sull’Arno. Per Tiziano Renzi viene chiesto il processo come amministratore di fatto, per la moglie Laura Bovoli come legale rappresentante della societa’. Matilde Renzi invece e’ coinvolta come legale rappresentante di Eventi 6 per l’anno 2018. L’udienza preliminare davanti al giudice si terrà il 20 maggio. Questo nuovo filone di indagine scaturisce da precedenti inchieste degli stessi pm fiorentini sulle società dei coniugi Renzi.
    Ai tre congiunti Renzi la Procura contesta, in concorso tra di loro l’articolo 2 del decreto legislativo n. 74/2000 che punisce chi “al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi passivi fittizi”. E’ contestato anche l’articolo 4 dello stesso decreto legislativo n. 74/2000 sui reati tributari che punisce chi “al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi inesistenti”.
    Secondo la procura, come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, “al fine di evadere le imposte su redditi e sul valore aggiunto”, avvalendosi di una serie di “fatture per operazioni oggettivamente in parte inesistenti”, indicavano nella dichiarazione relativa alla srl Eventi 6 per il periodo di imposta del 2017 “elementi passivi fittizi” per gli importi corrispondenti alle fatture contestate. Per i pubblici ministeri, nella dichiarazione relativa alla Eventi 6 per il periodo di imposta 2017 sarebbero stati indicati “elementi passivi fittizi per euro 986.715,00; imposta evasa euro 216.588,78”. Sarebbero così stato accertato dagli inquirenti “un ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, mediante indicazione di elementi passivi inesistenti superiore al 10% dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione (29,75%)”.
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    Messaggi choc di Arianna prima del suicidio, i giudici: “L’ex la portò alla disperazione”

    Napoli. Una disperazione indotta dai continui maltrattamenti, dalle vessazioni e dai tentativi di estorsione: così Arianna Flagiello si lanciò nel vuoto, sei anni fa.
    Il suicidio della 33enne, deceduta il 19 agosto del 2015 dopo essersi lanciata nel vuoto dalla propria abitazione nel quartiere Vomero di Napoli, e’ frutto delle “condotte di maltrattamento” e non e’ “attribuibile a una causa autonoma…” un gesto “…in concreto prevedibile”. Lo sostiene nelle motivazioni depositate in questi giorni la Corte di Appello di Napoli (V sezione penale, presidente Rosa Romano) che lo scorso 29 marzo ha condannato a 19 anni di carcere Mario Perrotta, l’ex fidanzato di Arianna la quale si e’ tolta la vita, secondo i giudici di secondo grado, a causa della “intollerabile disperazione conseguita alle condotte maltrattanti del compagno”.
    Secondo la Corte di Appello di Napoli Perrotta era pienamente consapevole “della condizione di estrema fragilita’ e di vero terrore in cui aveva ridotto Arianna con le condotte gravemente maltrattanti di cui l’aveva fatta oggetto…”, portate avanti “…con assoluta insensibilita’, anche nell’ultimo giorno di vita della compagna… anche a fronte del disperato invito di lei a smetterla altrimenti si sarebbe tolta la vita”.
    Nelle motivazioni, oltre alle testimonianze di alcuni amici che parlano di uno stato di assoggettamento da parte di Arianna nei confronti di Mario, di un rapporto “malsano”, viene incluso anche un messaggio risalente al 17 agosto 2015, inviato dalla vittima all’ex (“vita mia… ti supplico, no… ti prego… amo’ (amore, ndr) sto tremando e non riesco ad accucchiare (a mettere insieme, ndr) nulla… ti prego…”). Perrotta e’ stato ritenuto colpevole di istigazione al suicidio e maltrattamenti, con l’aggravante della morte, e di tentata estorsione. In primo grado Perrotta era stato condannato a 22 anni di reclusione.

    Perrotta, come è emerso dalle indagini, vessava da tempo Arianna e la obbligava a dargli continuamente denaro che poi regalava ai propri familiari. In primo grado Perrotta, difeso dagli avvocati Sergio Pisani e Vanni Cerino, era stato condannato a 22 anni e arrestato in aula, salvo poi essere scarcerato dal Riesame nelle settimane successive.
    Nel processo di Appello, il sostituto procuratore generale Giovanni Cilenti aveva chiesto 24 anni di carcere dopo aver ricostruito, nella requisitoria, i rapporti tra Mario Perrotta e Arianna Flagiello, e avere letto i messaggi pieni di violenza che l’uomo le mandava, estrapolati dal telefono della vittima. 
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    Caserta, falsificava procure speciali per incassare soldi: arrestato avvocato

    Arresti domiciliari e sequestro di 210mila euro per un avvocato della provincia di Caserta, L.R., accusato dei reati di falso in atto pubblico, induzione e truffa.
    Le indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere, culminate oggi nell’esecuzione di un’ordinanza da parte dei Carabinieri della stazione di Maddaloni, sono state avviate nel 2019 a seguito della segnalazione ricevuta da un notaio di Maddaloni.
    Il professionista denunciava la falsità di una procura speciale a favore dell’avvocato apparentemente rilasciata da un uomo in realtà risultato deceduto nel 2013, in vista del successivo incasso di una somma di denaro liquidata da una compagnia assicurativa, a seguito di un presunto incidente stradale. Alla Procura è poi arrivata la denuncia da parte di un secondo notaio di Maddaloni.
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    Dalle indagini è emerso che L.R., tra il 2016 e il 2019, si è reso responsabile di una pluralità di reati, inducendo nella sua qualità di avvocato i notaio ad autenticare almeno 60 procure speciali falsamente rilasciate in suo favore da persone in realtà decedute o del tutto inconsapevoli, riuscendo a incassare la somma di 210mila euro liquidato di volta in volta dalle compagnie assicurative con riferimento a falsi sinistri stradali. LEGGI TUTTO

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    Violenta la moglie, la maltratta e le uccide i cani: ai domiciliari

    Torre Annunziata. Ha violentato e maltrattato la moglie e le ha ucciso i suoi cani perchè erano ‘diavoli’: finito ai domiciliari un 37enne di Torre Annunziata.
    Il gip di Torre Annunziata ha emesso una misura cautelare nei confronti di T. U., 37 anni, per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, lesioni personali aggravate e uccisione di animali.
    L’uomo ha ottenuto il beneficio dei domiciliari a casa dalla madre anche se con l’applicazione del braccialetto elettronico. Le indagini della polizia sono nate dopo l’ennesima violenta lite familiare, e hanno messo in luce come l’uomo impediva alla moglie di avere una normale vita.
    Spesso, sotto l’effetto di droga, in presenza dei figli minori, la insultava, la minacciava di morte, la aggrediva in preda alla gelosia, arrivando a usare contro di lei oggetti presenti in casa. Durante le aggressioni la donna veniva minacciata anche di morte.
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    L’uomo poi costringeva la moglie anche a subire atti sessuali contro la sua volonta’, approfittando della difficolta’ della donna ad opporsi, sia a causa dell’aggressivita’ del marito, sia per evitare che ai fatti potessero assistere i figli minori che dormivano nella stessa stanza della coppia.Il marito e’ arrivato anche a massacrare i due cani della donna perche’ diceva che in loro si era “incarnato un diavolo”. T.U. ha precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, rissa, lesioni e spaccio di droga e ora e’ a casa della madre.
    Ad eseguire l’ordinanza gli agenti del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia. LEGGI TUTTO

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    Faida Ascione-Birra, torna libero il genero del boss di Ercolano

    Ercolano. Faida Ascione-Birra: torna il libertà Giorgio Di Bartolomeo, accusato dell’omicidio di Carlo Polese. Pochi giorni fa la Corte di Cassazione aveva annullato, riconoscendo il principio della ‘legittima difesa’ la condanna a 20 anni di reclusione per Di Bartolomeo, accusato di aver ucciso Carlo Polese. Oggi l’uomo torna in libertà dopo un’istanza del suo avvocato […] LEGGI TUTTO

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    Fisco, sequestro per 600mila euro ad una società di Sant’Antonio Abate

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    Sant’Antonio Abate. Sequestro preventivo per 600mila euro ad una società ortofrutticola.
    Il gruppo della guardia di finanza di Torre Annunziata ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, per un importo di oltre 600mila euro, emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di una societa’ operante nel settore della lavorazione di frutta e ortaggi, con sede a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli. A carico della societa’ e del suo rappresentante legale pro tempore sono stati sequestrati 406.000 euro di somme liquide giacenti su diversi conti correnti e quote societarie per circa 200.000 euro.
    Il provvedimento scaturisce dagli accertamenti di natura economico-finanziaria svolti dalla guardia di finanza di Castellammare di Stabia su delega della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, avviati a seguito di un’attivita’ ispettiva di carattere fiscale che ha permesso di accertare che la societa’ destinataria del sequestro ha omesso il versamento di ritenute operate nei confronti dei propri dipendenti per un ammontare pari allo stesso importo sequestrato, commettendo il reato previsto dall’articolo 10-bis del Decreto legislativo 10 marzo 2000, numero 74.
    La condotta illecita, oltre all’indebito risparmio d’imposta, ha consentito alla societa’ di collocarsi sul mercato in una posizione di assoluto rilievo e di privilegio nello specifico settore commerciale provocando effetti distorsivi sulla concorrenza, particolarmente dannosi nell’attuale periodo di crisi economica.
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    Festa di compleanno in casa: i carabinieri denunciano 21 persone

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    Controlli a tappeto nei paesi vesuviani: arresti, denunce e sanzioni per inosservanza delle norme anti-covid.
    Sono 21 le persone denunciate dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata. Sono state sorprese ad una festa privata per un compleanno, organizzata in un’abitazione residenziale. Diversi membri di nuclei familiari non conviventi si erano assembrati, disattendendo alle vigenti norme, senza utilizzare peraltro alcun dispositivo di protezione individuale.
    I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, inoltre, supportati dai militari del 10° Reggimento CC Campania, hanno svolto un servizio ad “alto impatto” nel comune di Torre Annunziata e nei territori limitrofi.
    A Torre Annunziata, un 44enne è stato arrestato in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Perugia: l’uomo dovrà scontare in carcere una pena di oltre 6 anni per reati in materia di stupefacenti, commessi dal 2007 al 2016.
    A Poggiomarino, un 37enne è stato arrestato in ottemperanza ad un decreto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, per le numerose violazioni ai divieti imposti, accertate dai militari, durante il periodo di affidamento in prova ai servizi sociali.
    Diversi posti di controllo sono stati svolti nel territorio di Boscoreale. E’ lì che i militari hanno arrestato un 36enne, in esecuzione di un ordine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord: l’uomo dovrà scontare una pena detentiva per atti persecutori e lesioni personali.
    Un 24enne ucraino è stato denunciato dopo essersi rifiutato di sottoporsi al test per la verifica del tasso alcolemico, dopo essere stato controllato dai carabinieri a bordo della propria auto.
    Nell’ambito dei costanti controlli riguardanti le occupazioni abusive degli immobili di edilizia popolare, una 40enne è stata denunciata per invasione di edifici, dopo che è stata accertata l’occupazione arbitraria di un appartamento di edilizia popolare.
    A San Giuseppe Vesuviano, all’esito di un controllo stradale, un 20enne ed un 45enne extracomunitari sono stati denunciati per ingiustificata inottemperanza all’ordine di esibire un documento di identificazione e per soggiorno illegale nel territorio italiano.
    Controlli estesi anche a Boscotrecase e Striano, ove i militari hanno denunciato un 62enne per furto di energia elettrica: l’uomo aveva realizzato un allaccio abusivo alla pubblica rete per alimentare di energia elettrica la propria abitazione. Denunciato anche un 29enne che, durante un posto di controllo, ha rifiutato l’accertamento del proprio tasso alcolemico.
    Novantacinque le persone identificate e 62 i veicoli controllati. Nel corso dell’intero servizio sono state notificate 13 contravvenzioni al codice della strada.
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    Mafia nel bar del tribunale di Potenza, 17 arresti tra Basilicata, Campania, Lazio e Emilia Romagna

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    Potenza. Operazione Iceberg: eseguite diciassette ordinanze cautelari nei confronti di un’associazione criminale di stampo mafioso radicata nel comune di Pignola, in provincia di Potenza e estesa anche in Campania, Lazio e Emilia-Romagna.
    Oltre alle misure cautelari personali chieste e ottenute dalla Dda di Potenza, sono stati eseguiti anche due provvedimenti di sequestro preventivo delle quote e del complesso aziendale di due societa’, una delle quali gestisce il bar all’interno del Palazzo di Giustizia di Potenza. Per lo svolgimento delle attivita’ di arresto, perquisizione e sequestro, il Servizio centrale operativo della Polizia ha disposto l’invio a Potenza di equipaggi delle Squadre mobili di Matera, Avellino, Cosenza e Salerno che, con l’ausilio di personale della Squadra Mobile di Napoli, Bologna ed Ascoli Piceno, hanno proceduto agli arresti e alle perquisizioni anche in Campania, Lazio ed Emilia Romagna.
    In totale sono stati impiegati circa 150 agenti tra personale della Questura di Potenza, dei Reparti Prevenzione Crimine Basilicata, Puglia, Campania e Calabria e operatori specializzati della Polizia Scientifica Gabinetto Interregionale Puglia-Basilicata. I particolari dell’operazione “Iceberg” saranno resi noti in una conferenza stampa che si terra’ alle 11, presso la Procura della Repubblica di Potenza, alla presenza del Procuratore distrettuale, Francesco Curcio.
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    Imprenditore accusato di essere un narcotrafficante assolto in Appello

    🔊 Ascolta la notizia Napoli. E’ stato assolto dopo esser finito in carcere, tre anni fa, con l’accusa di aver partecipato ad una mega associazione operante tra la Colombia, la Spagna, l’Olanda e l’Italia, finalizzata alla importazione di ingenti quantità di cocaina proveniente dal Sudamerica, con base operativa e logistica a Napoli e in provincia. […] LEGGI TUTTO

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    Estorsione con finto incidente ad Arzano: arrestati i due malviventi

    🔊 Ascolta la notizia Arzano. Estorsione con finto incidente: individuati e arrestati i due responsabili. Ieri mattina, a Napoli e a Casalnuovo di Napoli, gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un’ordinanza agli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di due pregiudicati: Alessio […] LEGGI TUTTO