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    Sarno, uccide il padre con una coltellata al cuore: fermato ucriano

    Un 41enne ucraino è stato sottoposto a un decreto di fermo di indiziato di delitto per l’omicidio del padre, 65 anni, morto lo scorso 27 aprile a Sarno.
    Il fermo è stato emesso dal sostituto procuratore di Nocera Inferiore Angelo Rubano ed eseguito dai Carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore. Dalle indagini si è accertato che la morte dell’uomo, così come riscontrato dagli esiti dell’autopsia, non era da ricondurre alle conseguenze di una caduta accidentale, come sostenuto dal 41enne, ma a una singola violenta coltellata sferrata al cuore del padre, alla quale era seguita una breve agonia.
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    Secondo quanto ricostruito, il colpo mortale è stato sferrato per futili motivi nel corso di una delle frequenti liti familiari tra i due, avvenuta mentre erano da soli all’interno dell’abitazione e il 41enne era sotto effetto di alcol.L’emissione del decreto di fermo si basa sul pericolo di fuga del 41enne, già noto per precedenti di polizia di altra natura, irregolare sul territorio italiano e privo di attività lavorativa e di vincoli familiari stabili se non quelli della famiglia d’origine nel cui ambito si è consumato il delitto.
    La famiglia stessa ha inoltre manifestato la volontà di recarsi nell’immediatezza in Ucraina con il pretesto di trasportare la salma, viaggio a cui, secondo la Procura, sarebbe seguito un verosimile non ritorno in Italia dell’indagato. Il 41enne, indagato per il reato di omicidio volontario pluriaggravato, è stato portato nel carcere di Salerno Fuorni in attesa dell’udienza di convalida del fermo. LEGGI TUTTO

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    Giugliano, picchia e sequestra un migrante perchè vuole la sua casa: arrestato

    Carabinieri arrestano 39enne del clan “Mallardo”. Chiude a chiave pachistano per convincerlo a cedere la sua abitazione.
    Lo picchia con mazza di ferro e spara colpi di pistola sul pavimento. Nel suo circolo un fucile a canne mozze clandestino, nelle disponibilità di 16enne
    Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, i Carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di Domenico Di Nardo, 39enne di Giugliano, ritenuto contiguo al clan camorristico denominato “Mallardo”, operante su Giugliano in Campania e comuni limitrofi.
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    L’uomo, ritenuto gravemente indiziato dei reati di estorsione, rapina e detenzione illegale di armi, aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose, secondo quanto raccolto durante la fase investigativa, si sarebbe reso protagonista, unitamente ad altre persone in fase di identificazione, di due distinte estorsioni, rispettivamente commesse ai danni di un cittadino extracomunitario e di un imprenditore della provincia di Caserta.
    L’indagine ha documentato che il Di Nardo, con reiterate minacce di morte e con l’utilizzo di armi, aveva costretto un cittadino pachistano, residente in un appartamento acquistato ad un’asta giudiziaria, a lasciare la sua abitazione, arrivando a sottrargli, dopo aver fatto irruzione nel suo domicilio, alcuni oggetti e denaro contante che lo stesso custodiva nella sua dimora e a chiuderlo a chiave in uno sgabuzzino percuotendolo con una mazza di ferro e spaventandolo esplodendo sul pavimento dei colpi di arma da fuoco.
    Nel secondo caso, il Di Nardo, evocando la sua appartenenza al sodalizio criminale di Giugliano, aveva rivolto delle minacce ad un commerciante dell’area di Casal di Principe intimandogli di saldare un debito di 27mila euro che lo stesso aveva contratto in relazione ad una asserita morosità nel pagamento del canone di locazione di un capannone.
    Nel corso delle attività, i militari avevano rinvenuto, all’interno di un circoletto di proprietà del Di Nardo, un fucile a canne mozze e con matricola abrasa la cui disponibilità, a seguito di ulteriori approfondimenti investigativi, è stata riconosciuta anche a carico di un soggetto di 16 anni. Il minore è stato collocato in comunità in esecuzione ad un provvedimento richiesto dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni che gli ha contestato i reati di concorso in detenzione, ricettazione di armi e favoreggiamento. LEGGI TUTTO

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    Napoli, terza bomba in tre giorni a Ponticelli

    Terza bomba in tre giorni a Ponticelli. Oramai la guerra di camorra è senza freni.
    E’ accaduto poco prima della mezzanotte di ieri in via Camillo De Meis. La notizia è stata anticipata dalla giornalista Luciana Esposito, da sempre impegnata nella lotta alla criminalità nel suo quartiere, e che ha anche postato una foto sul suo profilo social.
    Lo scontro in atto tra il cartello criminale dei De Luca Bossa-Casella-Minichini-Rinaldi (che sembra stiano avendo la meglio) e i De Micco-De Martino ha raggiunto un punto di non ritorno. Ieri ci sono stati una serie di controlli a tappeto da parte dei carabinieri. Ma a notte inoltrata la camorra ha fatto sentire di nuovo la sua voce a suon di bombe. La preoccupazione è palpabile tra la popolazione.
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    Il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto porta il caso all’attenzione nazionale:  “Tre bombe e una ‘stesa’ in 72 ore. Strade, rioni e cortili trasformati in campi di battaglia. Cio’ che accade in queste ore a Ponticelli, quartiere della zona Orientale della citta’, e’ una emergenza nazionale. Residenti, commercianti vivono nel terrore piu’ assoluto. Ieri sera alle 23, l’ultima esplosione dovuta alla deflagrazione dell’ennesimo ordigno. E’ un coprifuoco permanente”.
    E poi aggiunge: “A Ponticelli non e’ il Covid a far paura ma le bombe. Queste persone non possono e non devono essere lasciate sole. Devono mobilitarsi le istituzioni, ma dobbiamo mobilitarci anche noi che siamo la societa’ civile. Mi aspetto piu’ polizia in strada, ma anche piu’ telecamere, piu’ investimenti per la scuola, la formazione, il lavoro, piu’ sostegno alle associazioni attive sul territorio per contrastare i clan. Ci sono in giro criminali che non esitano a lanciare bombe. Ci sono tutti i motivi per essere allarmati e credo che il Governo puo’ e deve inviare rinforzi alle donne e agli uomini impegnati nel contrasto alla criminalita’. Se c’e’ una emergenza ed a Ponticelli e’ una emergenza nazionale bisogna affrontarla in maniera adeguata, schierando ancora di piu’ tutte le forze disponibili”, conclude Sandro Ruotolo. LEGGI TUTTO

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    Napoli, i carabinieri sventano agguato a Miano: preso con pistola pronta a fare fuoco

    I carabinieri motociclisti del nucleo radiomobile di Napoli hanno arrestato per detenzione di armi e munizioni Bernardo Torino, 33enne di Miano già noto alle forze dell’ordine.
    È stato sorpreso in via Miano mentre era in sella a uno scooter, come passeggero. I due centauri, quando hanno notato la pattuglia hanno invertito il senso di marcia e sono fuggiti. La loro corsa in moto è terminata poco dopo, lungo la stessa Via Miano. La fuga è continuata a piedi ma Torino è stato raggiunto e immobilizzato in un parco condominiale da uno dei militari che si era messo sulle sue tracce.
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    Perquisito, è stato trovato in possesso di una Glock 17 con un colpo in canna e 10 all’interno del serbatoio, tutti calibro 9 x 21. L’arma è risultata oggetto di furto e sarà sottoposta ad accertamenti dattiloscopici e balistici per verificare se sia stata utilizzata in fatti di sangue o intimidazione. Torino, finito in manette, è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale. È caccia al complice. LEGGI TUTTO

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    Palma Campania, sequestrata la droga della pazzia: in manette 30enne

    Palma Campania, sequestrata la droga della pazzia: in manette 30enne de Bangladesh già noto alle forze dell’ordine.
    I carabinieri della stazione di Palma Campania hanno arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio un 30enne del Bangladesh già noto alle forze dell’ordine.
    I militari, nell’ambito dei servizi anti-droga disposti dal comando provinciale di napoli, hanno perquisito l’abitazione dell’uomo e lì hanno trovato 130 pasticche di yaba, ritenuta la “droga della pazzia”. Sintetizzata dai giapponesi nel 1800, la yaba è uno stupefacente molto diffuso in Asia, specie in bangladesh e Thailandia. Questa droga è particolarmente pericolosa perché induce gli assuntori a gesti violenti.
    Durante la perquisizione, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato anche 90 grammi di hashish e vario materiale per il confezionamento della droga. Stessa sorte per 300 euro in contanti ritenuti provento del reato.
    L’arrestato è stato tradotto al carcere in attesa di giudizio.
    In corso monitoraggi sull’intero territorio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Nola per contrastare eventuali traffici della droga asiatica.
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    Napoli, la guerra delle bombe di Ponticelli preoccupa gli investigatori

    Gli investigatori ora non hanno più dubbi: la guerra a suon di bombe a Ponticelli tra il cartello criminale dei De Luca Bossa-Casella-Minichini-Rinaldi da una parte e i De Micco-De Martino dall’altra, sta arrivando al suo apice.
    Due attentati in meno di 24 ore ne sono l’ulteriore conferma. Quello dell’altra notte con otto automobili state danneggiate la scorsa notte in via Esopo, è quello di violento. La zona è sotto il controllo criminale della famiglia De Martino i famosi “Xx”. L’altra notte, invece, un’auto era saltata in aria per una bomba carta posizionata in via Vera Lombardi, nel quartiere di Ponticelli. L’auto era di proprietà di Francesco Clienti, suocero di uno dei Di Martino.
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    Le due bombe dell’altra notte sono state lanciate da un cavalcavia. Gli investigatori stanno cercando tutte le immagini delle telecamere pubbliche  e private presenti nella zona per avere elementi utili alle indagini. I De Martino sono sotto assedio e la preoccupazione di risposte altrettanti eclatanti è quello che ha fatto scattare lo stato di allerta massimo da parte di carabinieri e polizia. E in questo scenario si inerisce il  pentimento di Rosario Rolletta, uomo sempre dei De Martino, scampato prima a un agguato. LEGGI TUTTO

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    Villaricca, mamma e figlia arrestate per usura

    Mamma e figlia prestavano soldi a usura a parenti e amici: arrestate. In casa avevano 160mila euro in contanti, sequestrati.
    Nella mattinata odierna personale appartenente alla Squadra Investigativa del Commissariato di P. S. Giugliano – Villaricca ha dato esecuzione a 2 ordinanze applicative della misura cautelare della custodia in carcere, emesse dal Gip presso il Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura della Repubblica, a carico di due donne, madre e figlia, residenti in Villaricca, raggiunte da gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di usura, estorsione, violenza privata aggravata.
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    Le due donne risultano indagate per il reato di usura in concorso con un altro soggetto, loro congiunto, già condannato nonché destinatario di ordinanze cautelari per condotte di reato di tenore analogo a quelle oggi contestate. Nel corso delle indagini il predetto soggetto è deceduto.
    Le indagini, iniziate a seguito della denuncia di un soggetto vittima di usura, condotte anche attraverso attività di intercettazione, hanno permesso di delineare un grave quadro indiziario a carico dei predetti indagati.
    E’ emerso con chiarezza come i soggetti monitorati fossero soliti concedere prestiti ad amici, parenti, conoscenti, dietro pagamento di interessi usurari, obbligando le vittime a versare periodicamente rate a solo titolo di interessi sul debito. Nel caso di specie la vittima, a fronte di un prestito di 10.000 euro, restituiva, obbligata, una somma pari ad oltre 26.000 euro nell ‘arco di due anni. Nonostante ciò, gli indagati ritenevano che la persona offesa dovesse ancora restituire metà del prestito ricevuto. Oltre al denaro, la vittima veniva costretta a consegnare altre utilità, nello specifico grossi quantitativi di beni alimentari, recapitati gratuitamente ed a cadenza settimanale.
    Le indagate, con chiaro intento intimidatorio, nel rapportarsi alla vittima facevano a più riprese riferimento al suicidio, avvenuto nel luglio 2018, di un imprenditore vessato dalle continue richieste usurarie ed estorsive avanzate proprio dal loro congiunto poi deceduto. In tal modo la persona offesa veniva intimorita con la prospettazione di poter incorrere in analoga sorte qualora non avesse dato seguito a tutte le illecite richieste che gli venivano rivolte.
    Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari sono state disposte ed eseguite perquisizioni a carico delle due indagate, presso l’abitazione dell’originario coindagato recentemente deceduto, nonché nei confronti di altri due soggetti a vario titolo coinvolti nelle indagini, al fine di acquisire ulteriori elementi di prova. Le attività davano positivo riscontro, consentendo di rinvenire presso l ‘abitazione delle due donne, tra le altre cose, una considerevole somma di denaro, occultata m van punti della casa, per un importo complessivo superiore ai 160.000,00 euro. LEGGI TUTTO

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    Napoli, attentato a Ponticelli contro il suocero degli “Xx”

    Gli agenti della squadra mobile di Napoli insieme con quelli della squadra investigativa del commissariato di Ponticelli stanno indagando sul duplice attentato che ha visto come vittima Francesco Clienti detto “Tatà”, 55enne di Ponticelli.
    Prima una scarica di ben 13 colpi d’arma da fuoco esplosi verso l’alto, poi una bomba carta piazzata sotto la sua automobile (una Smart) parcheggiata in strada. Ma soprattutto le urla: “Qui comandiamo noi”. Messaggio inequivocabile lanciato ai famosi “Xx” visto che Francesco Clienti è il suocero di uno dei Di Martino ormai da mesi impegnati in un violentissimo scontro a colpi di attentati e agguati con il cartello di cosche dei De LucaBossa- Rinaldi- Casella-Minichini.
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    Per fortuna nessun ferito ma l’auto di Clienti è andata distrutta. Gli investigatori che sono arrivati l’altra notte in via Vera Lombardi hanno avuto pochi dubbi sulla matrice dell’attentato. Ora resta da capire lo scontro tra i clan fino a che punto vuole arrivare. LEGGI TUTTO

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    Napoli, il pentito Carra: ‘Minichini è salvo perché la pistola si inceppò’

    Il pentito Gennaro Carra, ex capo del clan Cutolo del rione Traiano, collaboratore di giustizia da oltre un anno, ha raccontato agli investigatori anche del mancato omicidio del rivale Francesco Minichini.
    Il suo racconto è contenuto nelle oltre 600 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Finamore del Tribunale di Napoli che ieri ha portato in carcere 12 persone dei clan Cutolo e Sorianiello. Sarebbe stata una vendetta lampo organizzata in meno di dieci minuti in risposta a un agguato subito nel cuore del rione Traiano. Gennaro Carra, per anni al vertice del clan Cutolo che gestisce la parte ‘bassa’ del rione, mentre quella ‘alta’ e’ del clan Puccinelli “con i quali ci incontravamo due volte a settimana”., ha parlato di droga, estorsioni a tappetto, i dettagli dello spaccio e i ruoli di ogni singolo affilia.
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    E’ il primo agosto del 2019 quando decide di pentirisi. “Sono il capo del clan Cutolo”, esordisce. E quindi ricostruisce il tentato omicidio di Francesco Minichini avvenuto il 16 gennaio del 2013 a Pianura. Lui era un affiliato al clan Marfella di Pianura, quartiere occidentale di Napoli, che fu ferito con due colpi di pistola alle gambe. “Ci fu un litigio tra il cognato di Pasquale Pesce e Vincenzo Gravina – dice ai pm della Dda,Carra nel verbale del 4 settembre 2019 – in conseguenza del quale Massimo ‘a scignetella’ e ‘o nick’ vennero a sparare a bordo di un’auto contro di noi che stavamo sotto al porticato nella zona della 44. Non fu colpito nessuno”. La risposta fu immediata, in dieci minuti “A quel punto salii su un motorino guidato da Fabio Annunziata e mi misi alla ricerca di quell’auto, trovai Minichini e feci fuoco. La pistola si inceppo’ ma riuscii a colpirlo alle gambe. Non volevo ucciderlo senno’ miravo alla testa”. LEGGI TUTTO

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    Napoli, i Cutolo volevano uccidere il rivale Minichini. TUTTI I NOMI

    Il clan del boss Savatore Cutolo ‘borotalco, voleva eliminare il rivale  Francesco Minchini, uomo di fiducia del boss Giuseppe Marfella.
    E’ quando emerge dall’inchiesta che fatto scattare il blitz stamane con 12 arresti tra il rione Traiano e Soccavo. Uno scontro armato, quello tra i Cutolo e i Marfella, inquadrato nella lotta per il controllo delle attivita’ illecite nel Rione Traiano.
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    I carabinieri hanno fatto luce sulle dinamiche del clan, capeggiato da Gennaro Carra, Vincenzo Cutolo, figlio di Salvatore e di Giuseppina Ostinato e di Francesco Pietroluongo. Il gruppo camorristico fa i suoi affari illeciti nella zona del Rione Traiano di Napoli, in particolare con il traffico di stupefacenti e le estorsioni. Scoperte anche le modalita’ di gestione della “cassa comune”, finalizzata anche al mantenimento degli affiliati detenuti e dei loro familiari. Gli inquirenti hanno ricostruito un sistema di approvvigionamento e smistamento di sostanze stupefacenti che, attraverso la gestione delle “piazze di spaccio” del Rione Traiano, consentiva di vendere al dettaglio ingenti quantitativi di cocaina, marijuana e hashish.
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    DESTINATARI CUSTODIA CAUTELARE CARCERE
    1. PAUCIULLO CIRO NATO A NAPOLI IL 20 APRILE 1986;2. BOTTA VITTORIO NATO A NAPOLI IL 23 GENNAIO 1992;3. MENNONE ANDREA NATO A NAPOLI IL 18LUGLIO 1978;4. PAUCIULLO VINCENZO NATO A NAPOLI IL 19 LUGLIO 1990;5. PERRELLA PAOLO NATO A NAPOLI IL 01 FEBBRAIO 1967;6. CALONE ANTONIO NATO A NAPOLI IL 21 FEBBRAIO 1973;
    DESTINATARI CUSTODIA CAUTELARE CARCERE GIÀ DETENUTI
    7. ANNUNZIATA FABIO, NATO A NAPOLI IL 14 FEBBRAIO 1986, GIA’ DETENUTO PRESSO CASA CIRCONDARIALE DI NAPOLI POGGIOREALE;8. PERRELLA GIOVANNI, NATO A NAPOLI IL 25 MAGGIO 1992 GIA’ DETENUTO PRESSO CASA CIRCONDARIALE DI FROSINONE;9. MAZZACCARO GIUSEPPE, NATO A NAPOLI IL 09 FEBBRAIO 1979, GIA’ DETENUTO PRESSO CASA CIRCONDARIALE DI LANCIANO (CH);
    DESTINATARI ARRESTI DOMICILIARI
    10. OSTINATO GIUSEPPINA, NATA A NAPOLI IL 10 DICEMBRE 196511. SCEVOLA STEFANO, NATO A . NAPOLI IL 24 NOVEMBRE 1973,
    DESTINATARIO DELLA MISURA CAUTELARE DELL’OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G.
    12. ALLARD PATRIZIO, NATO A NAPOLI IL 29 OTTOBRE 1965, GIA’ DETENUTO PRESSO CASA CIRCONDARIALE DI LANCIANO(CH) LEGGI TUTTO

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    Rimossi i simboli della camorra da Soccavo e Rione Traiano

    Smantellati e rimossi i simboli della camorra dal rione Traiano.
    Contemporaneamente al blitz anticamorra, che ha assestato un duro colpo ai clan Cutolo e Sorianiello  del Rione Traiano, carabinieri, Polizia Municipale e la Polizia di Stato stanno rimuovendo dalla zona due altarini ritenuti simboli della presenza dei clan nella zona. Verranno infatti rimossi un altarino e disegno su tavola che si trovano in via Catone, opere dedicate a Fortunato ‘Foffy’ Sorianello, deceduto il 13 febbraio 2014 in un agguato di stampo camorristico. Soraniello venne assassinato a colpi di pistola in un salone da barbiere, davanti a un nutrito gruppo di persone. Quella morte torno’ alla ribalta delle cronache nel maggio del 2017, quando, per i festeggiamenti della Madonna dell’Arco nel rione Traiano, la processione religiosa fece un “inchino” davanti alla casa dell’uomo del clan ucciso.
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    Le forze dell’ordine rimuoveranno anche un altarino che e’ stato allestito in via Palazziello, dedicato a Pasquale Vigilia, morto il 18 dicembre 2012, anche lui in un agguato camorristico. Pasquale, figlio di Alfredo Vigilia, ritenuto elemento di spicco del clan camorristico Grimaldi, venne ucciso da due killer che gli spararono alcuni colpi di pistola alla testa, in un centro scommesse a Soccavo. Infine verra’ cancellato un murales che si trova in via Nicola e Tullio Porcelli, dedicato a Renato Di Giovanni, anche lui ucciso, il 27 gennaio 2017, in un agguato camorristico: Di Giovanni, aveva precedenti per droga ed era figlio di un capo ultra’. I killer lo uccisero con sei colpi di pistola in un raid scattato tra la folla dello shopping, in via Epomeo, principale via del quartiere Soccavo. LEGGI TUTTO

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    I pentiti svelano ‘Il Sistema Caivano’. TUTTI GLI ARRESTATI

    Nascosti in una scuola armati di kalashnikov per uccidere il boss Ciccarelli del  parco Verde di Caivano.
    Emerge anche questi tentato agguato dai contorni raccapriccianti dall’indagine grazie alla quale, oggi, i carabinieri di Castello di Cisterna e la DDA hanno potuto assestare un duro colpo al clan Sautto-Ciccarelli, che controllava, come sostengono gli inquirenti, “la piu’ grande piazza di spaccio dell’Europa occidentale”, quella del Parco Verde di Caivano.
    Il tutto accade al culmine di uno scontro tra due ras, due “capi piazza” – Massimo Gallo (arrestato lo scorso anno) e Antonio Ciccarelli – in guerra per accaparrarsi lo spaccio tra il 2012 e il 2013: i sicari di Gallo sarebbero stati per molto tempo (si parla addirittura di qualche settimana) nascosti in una scuola media (in un momento in cui non c’erano studenti ne’ docenti), armati di Kalashnikov, per tentare di uccidere Ciccarelli.
     IL PENTITO OLIVA PARLA DEI RAPPORTI CON I LEONARDI DELLA VANELLA GRASSI
    Secondo quanto il racconto fornito dal collaboratore di giustizia Carlo Oliva, che faceva parte del commando, si ottenne la collaborazione del gruppo camorristico della Vanella Grassi di Secondigliano per questo raid, in particolare della famiglia Leonardi. In cambio questi ultimi chiesero “una mano” per uccidere alcuni rivali tra le fila del clan degli “scissionisti”. A mettere fine alla vicenda ci pensa proprio il boss Nicola Sautto, che aveva a cuore gli affari e che per non perdere importanti entrate, fece di paciere.
    I CAPI PIAZZA COSTRETTI A PAGARE IL PIZZO DA 60MILA EURO AL CLAN
    Nel parco Verde di Caivano i boss gestivano e organizzavano le piazze di spaccio e il traffico di droga come imprenditori. Pusher e vedette al lavoro 24 ore su 24. Una tabella per modulare lo smercio di sostanze stupefacenti. Orari di apertura e chiusura delle diverse piazze. La protezione, l’assistenza legale in caso di arresti. Il tutto in cambio di forniture continue di ogni tipo di droga a prezzi imposti oppure al pagamento di una tangente mensile per ogni capo piazza di sessantamila euro, a prescindere dell’andamento dello smercio e anche in caso di arresti.
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    I pm (procuratore aggiunto Rosa Volte, sostituti procuratori Liana Esposito e Ivana Fusco) che questa notte hanno coordinato le azioni dei carabinieri del comando provinciale di Napoli e della compagnia di Castello di Cisterna sottolineano la “realta’ allucinante” in una zona alle porte di Napoli dove e’ difficile anche avvicinarsi, dove le case popolari sono costantemente abitate da nuclei familiari di cui non si conosce la composizione e che non hanno alcun titolo per essere li’, dove ci sono presidi di uomini armati e vedette a ogni angolo. Uno stato nello Stato dove vigono le regole imposte dai due capi, Antonio Cicarelli e Nicola Sautto, che, nonostante gli arresti tra i loro affiliati e alleati, riuscivano a tenere salde le redini della cosca grazie agli ordini che impartivano direttamente dal carcere con telefoni cellulari.
    IL PENTITO VINCENZO IORIO E IL ‘SISTEMA CAIVANO’
    In cinquantuno sono destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare, molti dei quali gia’ in carcere, e tra loro tanti nuclei familiari che gestivano piccole piazze di droga, non solo a Caivano, ma anche nei comuni limitrofi. Il leader incontrastato era Nicola Sautto che incuteva terrore a tutti gli affiliati. In molti si lamentavano sia per i prezzi che venivano praticati da Antonio Fucito, che vendeva cocaina a 36mila euro al chilo, sia per la tangente che dovevano pagare, anche se non vendevano. Ma le regole erano chiare e in un’intercettazione il boss lo dice esplicitamente: “Dovete pagare tutti”. Le indagini si fermano all’aprile del 2020 e si sono avvalse delle dichiarazioni di Vincenzo Iorio, alias ‘bing’, braccio destro di Sautto il quale ha raccontato quello che il gip chiama ‘sistema Caivano’.
    A. DESTINATARI DELLA MISURA CAUTELARE DELLA CUSTODIA IN CARCERE:
    1. COCCI ANTONIO, NATO A NAPOLI IL 1.10.1984, RESIDENTE A CAIVANO – PARCO VERDE, GIÀ DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI TERNI, CENSURATO;2. COSTANZO SALVATORE, NATO A AVERSA IL 09.11.1995, RESIDENTE A FRATTAMINORE, GIÀ DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI BELLIZZI, CENSURATO;3. FUCITO PASQUALE, DETTO “O MARZIANO”, NATO A NAPOLI IL 25.11.1982, RESIDENTE A CAIVANO– PARCO VERDE, GIÀ DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI ASCOLI PICENO, CENSURATO;4. IUORIO CRISTOFARO, NATO A NAPOLI IL 17.02.1980, IVI RESIDENTE, GIÀ DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI TARANTO, CENSURATO;5. LUCARELLI CARMINE, NATO A NAPOLI IL 21.07.1975, RESIDENTE A CAIVANO – PARCO VERDE –, GIÀ DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI NAPOLI POGGIOREALE, CENSURATO;6. NICOLETTI LUIGI, NATO IN GERMANIA IL 17.04.1992, RESIDENTE A CAIVANO, GIÀ DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI NAPOLI POGGIOREALE, CENSURATO;7. RUSSO EMILIO, NATO A NAPOLI IL 10.11.1990, RESIDENTE A ORTA DI ATELLA, GIÀ DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI ROSSANO, CENSURATO;8. RUSSO MARIO, NATO A NAPOLI IL 29.03.1983, RESIDENTE A CAIVANO PARCO VERDE GIÀ DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI SALUZZO, CENSURATO;9. SAUTTO NICOLA, NATO A NAPOLI IL 15.04.1970, RESIDENTE A CAIVANO, GIÀ DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI ROVIGO, CAPO DELL’OMONIMO CLAN, CENSURATO;10. AMATO MARCO, NATO A CASERTA IL 23.06.1994, RESIDENTE IN ORTA DI ATELLA, , GIÀ SOTTOPOSTO AGLI ARRESTI DOMICILIARI, CENSURATO;11. CHIACCHIO ANDREA, NATO A CASERTA IL 07.08.1985, RESIDENTE IN ORTA DI ATELLA, , GIÀ SOTTOPOSTO AGLI ARRESTI DOMICILIARI, CENSURATO;12. COCCI RAFFAELE, NATO A NAPOLI IL 11.09.1981, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE, , GIÀ SOTTOPOSTO AGLI ARRESTI DOMICILIARI, CENSURATO;13. ESPOSITO PIETRO, NATO A NAPOLI IL 26.01.1967, RESIDENTE IN CAIVANO, GIÀ SOTTOPOSTO AGLI ARRESTI DOMICILIARI, CENSURATO;14. LIGUORI ANTONIO, NATO A NAPOLI IL 25.06.1998, RESIDENTE IN ORTA DI ATELLA, GIÀ SOTTOPOSTO AGLI ARRESTI DOMICILIARI, CENSURATO;15. OLIVIERO ANTONELLA, NATA A NAPOLI IL 22.01.1975, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE, GIÀ SOTTOPOSTA AGLI ARRESTI DOMICILIARI, CENSURATA;16. RECANO ANTONIO, NATO A NAPOLI IL 20.11.1996, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE, GIÀ SOTTOPOSTO AGLI ARRESTI DOMICILIARI, CENSURATO;17. COTRONEO PASQUALE, DETTO “O MUTILL”, NATO A NAPOLI IL 21.01.1993 RESIDENTE IN COLLI A VOLTURNO (IS), GIÀ SOTTOPOSTO AGLI ARRESTI DOMICILIARI, CENSURATO;18. FIAMMINGO SALVATORE, NATO A CASERTA IL 11.08.1975, RESIDENTE IN CAIVANO – LOCALITÀ PASCAROLA, GIÀ SOTTOPOSTO AGLI ARRESTI DOMICILIARI, CENSURATO;19. ANATRIELLO NICOLA, NATO A CASERTA IL 01.01.1982, RESIDENTE IN CAIVANO LOCALITÀ PASCAROLA, CENSURATO;20. ANDREOZZI ANTONIO, DETTO “O MOCHINO”, NATO A NAPOLI IL 17.05.1985, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE, CENSURATO;21. BUONAVOLONTA’ CARMINE, NATO A NAPOLI IL 11.03.1985, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE, INCENSURATO;22. CARUSO PASQUALE, NATO A NAPOLI IL 12.01.1988, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE, CENSURATO;23. CRISPINO ALESSANDRO, NATO A MADDALONI IL 27.08.1994, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE, CENSURATO;24. CUOMO CIRO, NATO A NAPOLI IL 01.05.1983, RESIDENTE IN CASORIA, CENSURATO;25. DI BARTOLO NATASCIA, NATA A NAPOLI IL 18.08.1988, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE –, CENSURATA;
    26. DI LAORA DOMENICO, NATO A CASERTA IL 02.09.1997, RESIDENTE IN FRATTAMINORE, INCENSURATO;27. DONATIELLO FRANCESCA, NATA A POLLENA TROCCHIA (NA) IL 09.10.1984, RESIDENTE IN SAN NICOLA LA STRADA (CE), CENSURATA;28. IULIO MICHELE, NATO A MADDALONI (CE) IL 16.11.1985, RESIDENTE IN SAN NICOLA LA STRADA (CE), CENSURATO;29. FIORILLO DOMENICO, NATO A SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE) IL 17.01.1998, RESIDENTE IN ORTA DI ATELLA (CE), INCENSURATO;30. FIORILLO IDA, NATA A CASERTA I1 08.05.1993, RESIDENTE IN ORTA DI ATELLA (CE) INCENSURATA;31. GELATO GIUSEPPE, DETTO “GEPPINO”, NATO A NAPOLI IL 04.07.1974, RESIDENTE IN CAIVANO CENSURATO;32. IACCARINO CIRO, DETTO “SANDOKAN”, NATO A NAPOLI IL 12.04.1972, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE –, CENSURATO;33. IACCARINO DOMENICO, NATO A NAPOLI IL 14.10.1990, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE –, CENSURATO;34. IORIO FRANCESCO, NATO A CAIVANO IL 02.10.1967, IVI RESIDENTE, CENSURATO;35. PEREZ LUIGI, NATO A NAPOLI IL 07.04.1983, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE –, CENSURATO;36. PEREZ VINCENZO, NATO A NAPOLI IL 24.4.1985, , CENSURATO; (RES. PONTICELLI)37. PIGNETTI ANTONIO, NATO A NAPOLI IL 25.07.2000, , CENSURATO; RES. PONTICELLI)38. RUGGIANO ANTONIETTA, NATA A NAPOLI IL 20.11.1955, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE –, CENSURATA;39. RUSSO ANTONIO, NATO A NAPOLI IL 22.11.1984, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE –, CENSURATO;40. SALVATI MARIO, NATO A NAPOLI IL 29.06.1976, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE, CENSURATO;41. SCARAGLIA SALVATORE, NATO A NAPOLI IL 23.03.1984, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE –, CENSURATO;42. VASAPOLLO ANTIMO ROLANDO, NATO A VIBO VALENTIA IL 18.05.1957, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE, CENSURATO;43. VASAPOLLO MARCO, NATO A NAPOLI IL 10.09.1982, RESIDENTE IN CAIVANO – PARCO VERDE –, CENSURATO;44. D’ANGELO RAFFAELE, NATO A NAPOLI IL 06.03.1990, RESIDENTE IN VENTIMIGLIA (IM), CENSURATO;45. DI MARTINO GENNARO, NATO A NAPOLI IL 10.08.1992, RESIDENTE IN TREVIGLIO (BG), CENSURATO;46. OLIVIERO ANDREA, NATO A NAPOLI IL 18.01.1974, GIÀ SOTTOPOSTO ALL’AFFIDAMENTO IN PROVA AI SERVIZI SOCIALI PRESSO LA COMUNITÀ “REGINA PACIS” DI SAN BENEDETTO ULLANO (CS), CENSURATO.
    B. DESTINATARI DELLA MISURA CAUTELARE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI:
    47. IACCARINO CARMINE, NATO A LACCO AMENO IL 16.07.1939, CENSURATO.
    C. DESTINATARI DELLA MISURA CAUTELARE DEL DIVIETO DI DIMORA NELLE PROVINCE DI NAPOLI E CASERTA:
    48. AUSANIO ANTONIO, NATO A MADDALONI (CE) IL 22.05.1989, , CENSURATO;49. SERINO GIUSEPPE, NATO A MADDALONI (CE) IL 07.08.1982, , CENSURATO. LEGGI TUTTO