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    Marano, imprenditore denuncia e fa arrestare l’esattore del racket

    Marano. La denuncia di un coraggioso imprenditore fa scattare le manette ai polsi di un noto esponente del clan dei casalesi che gli aveva chiesto il pizzo di 5mila euroE’ amministratore di una società di metalli con sede a Castel Volturno, abita a Marano di Napoli e non si è mai piegato alla camorra. Pretendevano 5mila euro per poter continuare a lavorare “serenamente” ma lui ha chiesto aiuto ai Carabinieri della compagnia di Marano di Napoli.L’appuntamento era per le 20.30 a via San Rocco, avrebbero preso un caffè e saldato il conto. All’incontro però c’erano anche i militari dell’Arma che sono intervenuti e messo le manette all’estorsore. Si tratta di Giosuè Fioretto, 59enne già noto alle forze dell’ordine e ritenuto contiguo al clan dei casalesi.
    L’arrestato risponderà di estorsione aggravata dal metodo mafioso e ora è nel carcere di Secondigliano a disposizione dell’Autorità giudiziaria. LEGGI TUTTO

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    Napoli, 20enne ferito per difendere il motorino

    Napoli. Ennesimo episodio di violenza urbana nella notte del centro città. Teatro dell’ennesima sparatoria la centralissima via Foria.Poco dopo la mezzanotte, infatti, i carabinieri sono stati chiamati al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini dove poco prima un 20enne era arrivato con una ferita da un colpo da arma da fuoco a una gamba.Il ragazzo ha raccontato che, mentre era in sella del suo scooter in via Foria, e’ stato affiancato da due persone, anche loro su scooter, e in un tentativo di rapina uno dei due gli ha sparato, colpendolo alla gamba sinistra. Per la vittima dimissione e 10 giorni di prognosi.
    I carabinieri sono ora al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica e stanno vagliando la versione fornita dal ragazzo ferito. si stanno anche controllando le numerose telecamere pubbliche e private presenti nella zona. LEGGI TUTTO

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    Napoli, arrestata la sorella di Genny ‘a carogna

    Napoli. Sono diventate definitive le condanne per alcune rapine commesse a Genova e per questo da ieri che Filomena De Tommaso è tornata in carcere a Pozzuoli.La donna, 47 anni, è la sorella del ben più noto Genny ‘a carogna (pentito da oltre un anno e dal quale i familiari e la sorella in primis si sono dissociati). Mena De Tommaso, originaria di Forcella deve scontare un residuo di pena a 4 anni e 9 mesi reclusione.E’ accusata di furto aggravato, indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento, tentato furto aggravato e in materia di stupefacenti, commessi a Napoli e Genova tra il 2006 ed il 2020.  La De Tommaso è stata arrestata dai Falchi della Squadra Mobile nella sua abitazione in via Vicaria Vecchia. LEGGI TUTTO

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    Trecase, traffico di droga tra minorenni: presi in 3

    Trecase. Avevano messo in piedi un giro di spaccio di marijuana tra minorenni: tre sono stati arrestati stamane.I militari della Compagnia Carabinieri di Torre Annunziata hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal Tribunale per i Minorenni di Napoli – Ufficio G.I.P., su richiesta della Procura della Repubblica per i minorenni, nei confronti di tre indagati, gravemente indiziati in ordine al reato di concorso in spaccio continuato di sostanze stupefacenti.L’attività di indagine, condotta dai militari e coordinata dalla Procura della Repubblica per i minorenni di Napoli è scaturita dagli approfondimenti svolti a seguito di alcuni tentativi di rapina di autoveicoli, consumati nel settembre 2021 nel comune di Trecase, e del relativo provvedimento cautelare, richiesto e ottenuto da questo Ufficio nel successivo mese di novembre 2021, a carico di uno degli odierni destinatari del provvedimento, il quale, come poi emerso, sarebbe stato anche al centro di una fiorente attività di spaccio di “marijuana”, rivolta anche verso acquirenti minorenni e realizzata unitamente agli altri due presunti correi.
    Per tutti gli indagati è stata disposta la misura cautelare del collocamento in comunità. LEGGI TUTTO

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    Napoli, ricercato dalla polizia spagnola: arrestato a Fuorigrotta

    Napoli. Ieri pomeriggio gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Bagnoli hanno controllato un uomo presso la sua abitazione in via Vitale Agrillo accertando che era destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità spagnole il 14 giugno dovendo espiare la pena detentiva di 1 anno, 8 mesi e 19 giorni per il reato di rapina commesso a Malaga nell’agosto 2014.G.D.D., 48enne napoletano, è stato arrestato in esecuzione del provvedimento restrittivo. LEGGI TUTTO

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    Avellino, truffa alle assicurazioni: 11 arresti e 250 indagati

    Avellino. Sgominata la cricca della truffa alle assicurazioni, 11 arresti e oltre 250 indagati.Dalle prime ore di oggi, circa 100 Carabinieri del comando provinciale di Avellino, coordinati dalla locale procura della Repubblica, stanno eseguendo 11 misure cautelari e il sequestro preventivo di beni mobili ed immobili nei confronti di altrettante persone.Sono tutte sospettate di appartenere a gruppi criminali dediti alle truffe assicurative. Oltre 250 gli indagati, tra cui medici, avvocati e titolari di studi di infortunistica stradale. LEGGI TUTTO

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    Mugnano, inseguimento e spari tra banditi e agenti: 3 arrestati

    Mugnano, fuggono all’alt e si disfano delle armi durante l’inseguimento. Tre persone arrestate.Ieri mattina gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di Portici-Ercolano, durante un servizio di contrasto ai reati predatori, in corso Europa a Villaricca hanno intimato l’alt ad un’auto con a bordo tre persone.In quei frangenti, l’uomo seduto sul sedile posteriore ha puntato un’arma all’indirizzo di un operatore che ha esploso due colpi d’arma da fuoco in direzione degli pneumatici posteriori del veicolo mentre un altro poliziotto ha esploso un colpo di arma da fuoco in aria per cercare di interrompere la corsa dei fuggitivi.
    Ne è nato un inseguimento nel corso del quale i malviventi si sono disfatti di due borselli fino a quando, giunti in via Raffaele Granata a Mugnano, sono stati raggiunti e bloccati.Gli agenti hanno accertato che all’interno delle due borse, nel frattempo recuperate, erano custodite una pistola semiautomatica cal. 7,65 con matricola cancellata con 5 cartucce, una pistola replica marca “Bruni” con 10 cartucce ed una semiautomatica “Bernardelli” 9×21 rapinata lo scorso aprile ad una guardia giurata.  Arresti due di Marano e un pregiudicato di GiuglianoAncora, i poliziotti hanno effettuato controlli presso le abitazioni dei tre uomini e, a casa di uno di essi, hanno rinvenuto 2 cartucce cal.7,65, una cartuccia a salve ed un coltello con la lama di 23 cm che sono stati sequestrati.I tre, F.F. 44enne di Marano, G.D.A. e E.I., 45enne e 56enne di Giugliano in Campania, quest’ultimo con precedenti di polizia, sono stati arrestati per porto illegale di armi, ricettazione e resistenza a Pubblico Ufficiale, mentre l’auto su cui viaggiavano è stata sottoposta a sequestro. LEGGI TUTTO

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    Palma Campania, arrestato mentre preleva il pizzo

    Lo scorso 6 giugno personale del Commissariato di Nola e della Squadra Mobile ha arrestato un 44enne di Palma Campania ritenuto responsabile del reato di tentata estorsione.L’indagine, che ha avuto impulso dalla denuncia presentata dalla vittima presso il Commissariato di Nola, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola e ha consentito agli investigatori, attraverso sopralluoghi ed attività tecniche, di trarre in arresto l’uomo nel momento in cui stava prelevando l’involucro contenente la somma di denaro oggetto della richiesta estorsiva.Le indagini della polizia continuano per accertare eventuali complici e risalire alla loro identità. LEGGI TUTTO

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    Camorra, tradito dalla voglia di vedere la compagna incinta: latitante arrestato in riva al mare

    Camorra, tradito dall’amore per la compagna la raggiunge in riva al mare. 36enne arrestato dai CarabinieriCasa in riva al mare, sulla spiaggia di Lago Patria. Fittata con discrezione per rimanere lontana dai riflettori. A viverci solo una donna, incinta del primo figlio.Il compagno voleva che fosse una residenza tranquilla, da raggiungere di tanto in tanto. Una convivenza esclusa tra le opzioni perché una dimora stabile avrebbe solo attirato l’attenzione. Quella delle forze dell’ordine che da circa un mese lo cercavano in tutta Italia.Marco Mosella, 36enne napoletano, fu coinvolto nell’inchiesta che il giorno 4 maggio portò all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di alcuni esponenti della “99”, un’articolazione del clan Sorianiello di Soccavo.Il tribunale del Riesame ritenne Mosella, insieme ad altre 4 persone, gravemente indiziato di omicidio, tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, nonché di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Tutti reati aggravati dalla finalità di agevolare gruppo camorristico menzionato.Il 36enne era sfuggito alla cattura e dal 4 maggio scorso era attivamente ricercato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli.A tradirlo l’apprensione per quel pancione che con le settimane continuava a crescere. I militari hanno individuato il luogo dove la compagna si era rifugiata e per settimane si sono appostati nei dintorni.Fino a questa notte, quando, in barba alle cautele, ha bussato a quella porta e riabbracciato la donna che fra 20 giorni darà alla luce il suo primo figlio.Purtroppo per lui, anche i Carabinieri hanno bussato a quella porta, non prima di aver circondato l’intero edificio.Mosella è ora in carcere, nel penitenziario di Secondigliano.Con il rintraccio di Mosella, sono 15 i catturandi arrestati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli in poco meno di un anno. LEGGI TUTTO

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    Capua, dalla “base di Batman” si spacciava via social: 11 ordinanze

    Capua. Si definivano la “base di Batman” e con un pizzico di esagerazione, “un’azienda multinazionale”.E’ quanto emerge dall’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e realizzata dai carabinieri che ha sgominato con undici arresti un agguerrito e organizzato gruppo di spacciatori con base alle palazzine popolari di Capua .Da qui, in particolare dal Parco Primavera, complesso facente parte del quartiere popolare di Sant’Agata, controllavano in modo egemone a Capua la vendita di hashish, cocaina e crack; acquirenti arrivavano pero’ anche da altri comuni dell’agro-caleno e dalla vicina Santa Maria Capua Vetere.I carabinieri della Compagnia di Capua hanno notificato otto ordinanze in carcere emesse dal Gip di Napoli e altre tre ai domiciliari; tutti devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti in concorso.L’inchiesta ha accertato, tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, l’esistenza di un gruppo che tra Capua, Aversa e Caiazzo spacciava hashish, crack e cocaina. Intercettazioni, ma anche attivita’ di osservazione, pedinamento e controllo, hanno documentato uno smercio continuo di sostanze stupefacenti. Capua, spaccio e appuntamenti attraverso messaggi WhatsAppGli acquirenti davano appuntamento allo spacciatore con messaggi WhatsApp, utilizzando termini convenzionali. E i controlli dei ‘clienti’ a cui, di volta in volta, veniva sequestrato la droga acquistata, hanno mostrato che questa era destinato a un uso non personale. Sono circa 233 gli episodi di spaccio accertati, indicati in 36 capi di imputazione.Nelle perquisizioni domiciliari legate agli arresti di oggi, nell’intercapedine ricavata in un muro delle cantine di un palazzo, sono stati rinvenuti 17 panetti di hashish del peso complessivo di circa 1,8 chili, per un valore di mercato di tredicimila euro e un bilancino di precisione.Capua, i pusher temevano più il lockdown che i carabinieriMovimentavano grosse partite di droga, vendevano all’ingrosso e non temevano le forze dell’ordine ma i lockdown, che limitavano fortemente lo spaccio. L’intercettazione sulle limitazioni allo spaccio a causa della pandemia risale all’ottobre del 2020, quando la curva Covid era in risalita.A parlare e’ il presunto capo della banda di pusher, Claudio Monaco, che dice al suo interlocutore: “Dobbiamo dimezzare l’approvvigionamento perche’ se arriva un nuovo lockdown restiamo con la droga in mano”. Monaco, 51 anni, era dietro le sbarre gia’ da qualche tempo: a lui il provvedimento e’ stato notificato in cella. Capua il traffico gestito da Claudio Monaco, l’odio verso il maresciallo Antonio Montaquila, investito e uccisoE’ lui che viene intercettato mentre esprime tutto il suo disprezzo per i carabinieri, specie dopo la morte del 37enne maresciallo Antonio Montaquila, investito e ucciso a Capua nel settembre 2020 mente faceva jogging (l’investitore fu arrestato).“Devo andare a p… sui suoi fiori” dice Monaco. Dalle indagini e’ emerso che il 51enne, insieme al fratello Roberto e ai due giovani fratelli Fabio Mandesi e Davide Mandesi di 27 e 28 anni (i tre sono finiti in carcere), gestiva la base tenendo sotto scacco i residenti “onesti” del Parco.La droga veniva infatti nascosta nelle intercapedini della cantine, nel vano ascensore, mai in casa dei pusher; inoltre Monaco e complici avevano installato numerose telecamere per controllare l’arrivo delle forze dell’ordine e avevano vedette ai punti di accesso del parco.Gli appuntamenti con gli acquirenti venivano presi tramite whatsapp e venivano usati termini criptici per indicare la droga, sebbene poi tra di loro i pusher parlavano senza remore, tanto che gli inquirenti hanno potuto ricostruire l’organigramma del gruppo proprio ascoltando gli indagati.Durante le indagini i carabinieri guidati dal colonnello Paolo Minutoli hanno arrestato sette spacciatori e sequestrato 13mila euro in contanti e parecchia droga per un valore di 30mila euro; stanotte, durante l’esecuzione delle misure – vi hanno preso parte decine di carabinieri con l’unita’ cinofila proveniente da Sarno – sono stati trovati sempre in un’intercapedine quasi due chili di hashish. LEGGI TUTTO

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    Arzano, era al mare con la famiglia il latitante del clan della 167: arrestato

    Arzano. I Carabinieri si confondono tra i bagnanti di Baia Azzurra nel comune di Sessa Aurunca e arrestano latitante del clan della 167. Era sfuggito al blitz del 25 aprile scorso. Stava andando in spiaggia con la famiglia.I Carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno localizzato e arrestato a Sessa Aurunca, precisamente nella località balneare di Baia azzurra, il latitante Luigi Piscopo, 33enne di Arzano, gravemente indiziato di far parte del gruppo camorristico arzanese cosiddetto della “167” e di aver partecipato ad un’associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti, nell’ambito del richiamato sodalizio camorristico.Il giovane, nella calda mattinata di domenica, è stato fermato mentre si apprestava a raggiungere la spiaggia della nota località turistica, ad attenderlo vi erano i militari dell’Arma che gli hanno impedito di raggiungere l’arenile.Luigi Piscopo dal 25 aprile scorso non era più reperibile. Quel giorno si era sottratto ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere in virtù della quale i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna avevano arrestato 27 persone, tra boss e gregari del predetto gruppo criminale.Dopo l’arresto di Alterio Gennaro, catturato anch’egli dai militari di Castello di Cisterna il 21 maggio scorso nella località marina di Vietri sul Mare, Piscopo era rimasto l’ultimo ad essersi sottratto alla misura cautelare anzidetta. Con il suo arresto tutti i 29 destinatari della citata ordinanza sono stati assicurati alla giustizia.Il 25 aprile scorso i carabinieri eseguirono 27 provvedimenti restrittivi di cui 23 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e il sequestro preventivo di un autonoleggio, nei confronti di altrettanti indagati gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio, detenzione illegale di armi, estorsione, ricettazione e trasferimento fraudolento di valori.L’attività investigativa, svolta dal Nucleo Investigativo dal dicembre 2018 al novembre 2021 con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha consentito, in sintesi, di documentare l’operatività di un’associazione camorristica denominata “167”, in Arzano e comuni limitrofi, quale diretta derivazione della consorteria AMATO-PAGANO, radicata nella zona a nord di Napoli.E inoltre scoperto l’operatività di tre piazze di spaccio ad Arzano (di cocaina, eroina, crack, marijuana e hashish) e la consumazione di molteplici episodi estorsivi, in danno di commercianti arzanesi.Il clan inoltre aveva effettuato l’intestazione fittizia di un autonoleggio, di fatto gestito da un indagato. LEGGI TUTTO

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    Napoli, arrestato rapinatore di 32 anni

    Napoli. Ieri mattina gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno arrestato una 32enne napoletana in esecuzione di un provvedimento di carcerazione emesso lo scorso 8 marzo dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Ufficio Esecuzioni Penali, poiché condannata alla pena di 3 anni e 3 mesi di reclusione, ad una multa di 600 euro e all’interdizione dai pubblici uffici per i reati di rapina e lesioni personali aggravate commessi a Napoli nel 2011. LEGGI TUTTO