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    Camorra, sequestro beni allo sponsor della Casertana calcio

    Sequestro beni per oltre 1,5 milioni di euro a imprenditore ritenuto contiguo al clan Belforte dei Marcianise. E tra i beni sequestrati c’è anche il ristorante braceria ‘La Baita’ di Pasquale Maravita, sponsor della Casertana Calcio e che si trova a Valle di Maddaloni.
    E infatti stamane la Divisione Anticrimine di Caserta e il Servizio Centrale Anticrimine hanno eseguito un decreto di sequestro di beni emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di un uomo affiliato al clan Belforte.
    Il provvedimento, del valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro, riguarda due unità immobiliari, quattro società con annessi beni strumentali, diversi rapporti finanziari e bancari, auto e un’imbarcazione.
    L’uomo è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Appello di Napoli per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed è ritenuto socialmente pericoloso per la sua affiliazione al clan Belforte.
    La ricostruzione del patrimonio dell’uomo è stata fatta acquisendo documentazione riferita all’ultimo ventennio.
    Sono stati esaminati contratti di compravendita di beni, di quote societarie e numerosi altri atti pubblici che hanno interessato nel tempo l’intero suo nucleo familiare.L’operazione:
    Durante la fase di esecuzione del provvedimento, hanno collaborato l’unità cinofila anti valuta della Guardia di Finanza e il servizio veterinario dell’Asl di Caserta.
    L’inchiesta si colloca nell’ambito di una più ampia strategia finalizzata a contrastare l’accumulazione dei proventi delle attività delittuose da parte di organizzazioni criminali operanti nella provincia casertana.
    Un duro colpo al clan Belforte
    Il sequestro di beni rappresenta un importante risultato nella lotta alla criminalità organizzata.L’operazione dimostra l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare le attività illecite e nel tutelare la legalità. LEGGI TUTTO

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    CHAMPIONS LEAGUE Il Barcellona spreca, al Napoli basta un tiro in porta: 1-1 al Maradona

    Tutto ancora da decidere. Al Maradona la gara dell’andata degli ottavi di finale di Champions League tra Napoli e Barcellona finisce in parità: 1-1. Succede tutto nella ripresa: alla rete di Lewandowski risponde 15′ più tardi Osimhen, che torna al gol e ad esultare con il suo pubblico.PUBBLICITA

    Calzona sceglie il 4-3-3 per inaugurare la sua esperienza napoletana. In porta Meret, difesa composta da Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus e Olivera. A centrocampo, il trio è formato da Anguissa, Lobotka e Cajuste. In attacco tridente con Politano e Kvaratskhelia a supporto del rientrante Osimhen.
    Xavi risponde con il suo 4-3-3, con Ter Stegen tra i pali e una retroguardia formata da Koundé, Araujo, Inigo Martinez e Cancelo. A centrocampo, terzetto composto da Gundogan, Christensen e De Jong. In attacco, i catalani schierano Yamal, Lewandowski e Pedri.
    Barcellona pericoloso, il Napoli resiste. Al 60′ segna Lewandowski
    I primi 10′ sono di grande fatica per il Napoli. Il Barcellona spinge forte e crea diverse occasioni, anche grazie ad uno scatenato Yamal. Il talento blaugrana al 4′ sfiora il gol da fuori area, poco dopo ci riprova alla stessa maniera trovando però la respinta in tuffo di Meret. Il portiere azzurro è ancora attento poco dopo su una conclusione di Lewandowski in area di rigore, su cross di Cancelo.
    Ancora il numero 1 partenopeo il protagonista dopo un minuto con un gran tuffo su botta da fuori di Gundogan. E’ praticamente questa però l’ultima chance della prima frazione degli ospiti: gli uomini di Calzona riescono alla mezz’ora finalmente a tenere con più frequenza il pallone e a fare gioco nella metà campo avversaria, ma non arrivano chance pericolose. Il primo tempo si chiude 0-0, senza tiri verso la porta da parte degli azzurri.
    Il copione non cambia nella ripresa: ritmi blandi, ma è il Barcellona ad avere le occasioni principali mentre il Napoli non si rende mai pericoloso. Al 60′ i blaugrana stappano la partita: Pedri pesca Lewandowski, il bomber polacco aggancia, finta il tiro e poi fredda Meret con un rasoterra che si insacca per lo 0-1.
    Sembra tutto perduto per gli azzurri dopo il gol subito e al 66′ Pedri sfiora anche il bis, complice un Meret non perfetto nella presa. I blaugrana però non sferrano il colpo del ko, la gara torna su ritmi lenti e al 75′ arriva l’episodio improvviso, anche a sorpresa, che la cambia nuovamente.
    Il Napoli la pareggia infatti al primissimo tiro in porta della partita. Anguissa serve Osimhen, che si libera con il fisico di un impacciato Inigo Martinez e tutto solo davanti a Ter Stegen non sbaglia: portiere spiazzato e palla in rete per l’1-1 che riaccende il pubblico del Maradona.
    I partenopei ci credono, pressano il Barça nella propria metà campo. All’86’ Anguissa anticipa tutti di testa da corner: palla a lato non di molto. Ci prova anche Simeone da fuori area, conclusione di punta alta sopra la traversa. Il match si chiude con un brivido: sponda di Lewandowski, tiro di Gundogan da fuori: palla a lato di un soffio. Finisce 1-1. LEGGI TUTTO

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    Violentò una turista a Sorrento: arrestato tunisino

    Oggi, a Marsala, in Sicilia, i Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno eseguito un’ordinanza di custodia in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata nei confronti di un 32enne tunisino, gravemente indiziato di violenza sessuale e lesioni personali aggravate ai danni di una giovane donna straniera presente nella Costiera Sorrentina per motivi turistici nel luglio 2023.
    Le indagini, condotte dalla Polizia e coordinate dalla Procura della Repubblica, sono iniziate quando la vittima ha denunciato di essere stata violentata nottetempo per strada da un uomo appena conosciuto.
    Grazie alle informazioni fornite dalla donna e alle testimonianze acquisite, è stata ricostruita con precisione la dinamica dell’evento.
    L’autore del reato avrebbe convinto la vittima ad accompagnarlo per un drink e approfittando dell’ora notturna e dell’assenza di persone, l’avrebbe costretta con violenza a subire atti sessuali contro la sua volontà.
    Il tunisino lavorava in un negozio di Sorrento
    Le indagini hanno portato a un quadro indiziario a carico dell’indagato. Quest’ultimo, dipendente di un’attività commerciale ubicata a Sorrento al momento dei fatti, è stato arrestato a Marsala e successivamente associato al Carcere Casa Santa di Trapani. LEGGI TUTTO

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    Castello delle Cerimonie: disdette e timori per il lavoro dei dipendenti

    I circa 150 dipendenti del Grand Hotel “La Sonrisa”, conosciuto come “Il Castello delle Cerimonie”, sono preoccupati per il loro futuro occupazionale.
    L’hotel è stato confiscato e affidato al Comune di Sant’Antonio Abate. La struttura resta aperta, ma le numerose disdette di matrimoni e altri eventi fanno temere per il futuro.
    “Abbiamo appreso solo dai media della sentenza che riguarda la nostra fonte di lavoro”, afferma Emma, addetta alla reception. “Stiamo vivendo momenti di profonda angoscia ed incertezza. Tra noi ci sono famiglie che hanno bisogno di certezze per poter pagare mutui, fitti e mantenere i figli.”
    Oltre ai 150 dipendenti diretti, il Castello delle Cerimonie genera un indotto di altre 150 persone. La situazione attuale preoccupa anche loro.
    “Ci sono coppie che hanno già organizzato le loro nozze nei prossimi mesi e che hanno investito tanto sulla festa”, aggiunge Emma. “Ci chiedono cosa sta succedendo e noi non possiamo dare loro risposte precise.”
    I lavoratori chiedono alle istituzioni di aiutarli e di dare loro certezze sul loro futuro. “Non è un bel messaggio quello che stiamo dando”, afferma Emma. “Ne vale anche dell’immagine della nostra città.”
    Questa mattina i lavoratori si sono riuniti davanti al Comune di Sant’Antonio Abate per esporre le loro preoccupazioni al sindaco. Giovedì mattina organizzeranno una marcia nelle strade della città.
    I lavoratori sperano che le istituzioni trovino una soluzione per il Castello delle Cerimonie e che il loro lavoro possa continuare. LEGGI TUTTO

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    Stasera Calzona sarà il nuovo allenatore del Napoli. si attende il tweet del presidente

    Francesco Calzona da stasera sarà il nuovo tecnico del Napoli dopo l’incontro con Aurelio De Laurentiis, come riportato da La Gazzetta dello Sport.
    Secondo il giornale sportivo, De Laurentiis ha incontrato Calzona in un albergo di Napoli per un incontro decisivo che porterà alla firma di un accordo valido fino alla fine della stagione.
    Si prevede che i documenti saranno firmati entro la serata, consentendo all’allenatore di dirigere regolarmente la seduta di domani in vista della partita di Champions League contro il Barcellona.
    L’allenamento di oggi è stato gestito da Mazzarri, che presto riceverà la comunicazione ufficiale del licenziamento. E domani Calzona sarà presentato ufficilamente alla stampa nella conferenza pre gara. LEGGI TUTTO

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    Impresa Gevi Napoli, batte Milano e vince la Coppa Italia di basket

    La Ge.Vi Napoli ha vinto la Coppa Italia di basket. Nella finale giocata sul parquet dell’Inalpi Arena di Torino la formazione partenopea ha battuto l’EA7 Milano 77-72.Tra i napoletani top scorer Ennis con 21 punti e Pullen con 14. La Coppa Italia torna a Napoli dopo 18 anni.
    La squadra Di Napoli è stata in pratica sempre avanti nella gara tranne i primi minuti della gara con 5 punti di Melli poi con il 6-6 il Napoli ha messo la freccia e ha vinto la gara arrivata  con i due tiri liberi di Sokolowki a 2 secondi dalla fine che ha messo la parola fine sulla gara con un +5 su Milano.
    Napoli conquista la sua seconda Coppa Italia nella storia, grazie alla determinazione della “Generazione Vincente”, guidata dai canestri di Ennis, dall’energia sotto canestro di Owens e dalle triple di Zubcic. Fin dai primi minuti della finale, Napoli ha preso il controllo del gioco, costringendo l’EA7 a inseguire per tutta la partita.
    Quando sembrava che Napoli avesse la partita in pugno (70-62), Milano ha riportato la sfida in bilico con una tripla di Mirotic e due di Shields, che fino ad allora erano stati poco coinvolti nella partita. Tuttavia, quando Milano si è trovata in vantaggio di un solo punto a meno di un minuto dal termine, Pullen ha mostrato il suo valore segnando un importante canestro da tre punti che ha riportato Napoli in vantaggio (73-71).
    Infine, Sokolowski è stato impeccabile dalla linea dei liberi, realizzando due tiri su due che hanno definitivamente chiuso la partita. Per coach Ettore Messina, questa sconfitta significa perdere l’opportunità di conquistare la sua decima Coppa Italia in carriera. Alla fine, è stata solo Napoli a festeggiare sul parquet della Inalpi Arena.
    COPPA ITALIA. EA7 ARMANI-GENERAZIONE VINCENTE 72-77 (TAB) EA7 EMPORIO ARMANI MILANO: Bortolani, Tonut, Melli 20, Napier 8, Ricci, Flaccadori, Hall 5, Caruso ne, Shields 10, Mirotic 19, Hines 4, Voigtmann 6. Allenatore: Messina
    . GENERAZIONE VINCENTE NAPOLI BASKET: Pullen 14, Zubcic 11, Ennis 21, De Nicolao 2, Sinagra ne, Owens 10, Brown 6, Sokolowski 13, Lever, Bamba ne, Mabor Dut Biar, Ebeling ne. Allenatore: Milicic. ARBITRI: Borgioni-Gonella-Lanzarini.
    NOTE: parziali 19-24, 36-43, 53-60. Tiri liberi: Milano 14/16, NAPOLI 21/25. Nessun uscito per cinque falli.
     “Grande GeVi NAPOLI! Torna la Coppa Italia in città grazie al talento dei giocatori e alla programmazione della società. Vi aspetto in Comune per festeggiare e lavorare al progetto del futuro palazzetto”. Così il sindaco di NAPOLI Gaetano Manfredi dopo la vittoria della Coppa Italia di basket della Gevi NAPOLI. LEGGI TUTTO

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    Caivano, il boss Pezzella aveva un bunker anti intercettazioni. Tutti i nomi degli arrestati

    Teneva i summit di camorra lontano da occhi indiscreti e da eventuali visite “indesiderate” da parte delle forze dell’ordine il boss Francesco Pezzella detto pane e’ ran.Si era infatti fatto costruire una sorta di bunker  anti intrusioni e  anti intercettazioni ricavato dal suo scantinato. E lo aveva fatto foderare di alluminio, senza luce e illuminato con le torce. E nonostante sia detenuto aveva preso il comando anche della zona di Caivano approfittando degli arresti degli ultimi tempi.
    Secondo Pasquale Cristiano, ex boss di Arzano diventato collaboratore di giustizia. Secondo le testimonianze dei pentiti, Pezzella temeva di essere intercettato e vietava ai suoi uomini di pronunciare il suo nome, utilizzando un gesto – toccarsi il mento – per indicare la sua presenza.
    Cristiano ha anche raccontato che sia stato lui a ordinare l’omicidio di tre persone ritenute colpevoli dell’assassinio del suo fratello Mario, nonché di aver richiesto il “pizzo” senza il suo consenso.
    Ordinò l’omicidio di tre persone responsabili dell’assassinio del fratello Mario
    Legato al clan Moccia aveva comandato sempre le attività illecite nei comuni Cardito, Carditello, Frattaminore, Frattamaggiore mentre su Caivano aveva solo il controllo del racket delle estorsioni. Mentre al clan Sautto Ciccarelli era stato datoi il compito della gestione del lucroso traffico di droga in maniera particola quella del Parco Verde.
    Pezzella aveva anche un suo fidatissimo numero due: si tratta di Pasquale Landolfo che controllava appunti gli affari del boss in carcere. L’operazione anti camorra di oggi, coordinata dalla Dda di Napoli ed eseguita dai carabinieri, ha svelato anche i motivi degli attentati, ordinati da Pezzella, nei confronti di don Maurizio Patriciello e del comandante della polizia municipale Biagio Chiarello.
     Sui disposizione del gip sAntonio Santoro del Tribunale di Napoli, sono finiti in carcere:
    Pasquale Landolfo, 41 anni; Pasquale Pezzella, 64 anni; Pasquale Lucaioli, 33 anni; Pasquale Battista, 37 anni; Maurizio Parolisi, 47 anni; Giovanni e Ciro Ciccarelli, 52 e 29 anni; Mario Pellino, 55 anni; Michele Leodato, 54 anni; Gennaro Ercolanese, 26 anni e Massimo Landolfo, 20 anni. Divieto di dimora invece per Carmela Cimmino, 60 anni e Carmela Landolfo, 22 anni.
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    Fermato nei boschi il fratello assassino di Gioia Sannitica

    È stato arrestato nell tarda serata di ieri Danilo Melillo, il 19 di Gioia Sannitica in provincia di Caserta che nel pomeriggio aveva ucciso il fratello maggiore Alessio e poi ferito gravemente l’altro Giovanni. E’ stato arrestato dai carabinieri dopo una fuga durata alcune ore.
    Era nei boschi non distanti dall’abitazione nella frazione di Caselle. E’ stato portato in caserma e sottoposto a un lungo interrogatorio e poi in nottata trasferito in carcere.
    Danilo si trovava da solo in casa quando il fratello maggiore, Alessio, è arrivato. Il motivo che ha scatenato l’istinto omicida del diciannovenne non è chiaro, poiché erano da soli in quel momento. Solo le dichiarazioni di Danilo potranno fornire ulteriori dettagli sulla dinamica dell’evento.
    Poco dopo, è entrato in casa il terzo fratello, Giovanni, che ha trovato Alessio morto a terra. Successivamente, Danilo avrebbe attaccato anche Giovanni con un coltello al volto, fuggendo poi dalla scena del crimine. Giovanni, nonostante le ferite gravi, è riuscito a lanciare l’allarme e ad attirare l’attenzione dei soccorsi, che lo hanno trasportato in ospedale.
    Le indagini sono complesse a causa della mancanza di testimonianze dirette e delle condizioni di salute di Giovanni, che non è in grado di parlare. L’interrogatorio di Danilo è fondamentale per comprendere meglio la dinamica e il movente del crimine.
    Al momento dell’omicidio e del ferimento, non c’era nessun altro nella casa della famiglia Melillo, situata in una zona isolata e rurale.
    Il padre lavora in Svizzera e sta tornando a casa
    La comunità locale è sconvolta dall’accaduto, e sia la madre che il padre dei fratelli Melillo sono profondamente colpiti dalla tragedia. La madre, ancora in stato di grave shock, riceve il sostegno dei vicini, mentre il padre è in viaggio dalla Svizzera per raggiungere la famiglia. LEGGI TUTTO

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    Avellino, la tragedia davanti agli occhi della moglie

    La tragedia di Avellino lascia senza parole: Costantino Mazza, 63 anni ha ucciso con un colpo di pistola la figlia Alessandra Mazza, di 30 anni, disabile e costretta su una sedia a rotelle, per poi togliersi la vita.I corpi senza vita dei due sono stati trovati dai sanitari del 118, intervenuti in un’abitazione di contrada Bosco dei Preti. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, l’uomo, esasperato dalla difficile situazione della figlia, avrebbe utilizzato una pistola regolarmente detenuta per compiere il drammatico gesto.
    Alessandra Mazza era conosciuta e benvoluta nella comunità. La sua disabilità non le aveva impedito di coltivare passioni e interessi, come la musica e la pittura. La sua morte lascia un vuoto incolmabile nella famiglia e in quanti la conoscevano.
    Secondo quanto riportato dagli investigatori, i rapporti tra padre, che faceva l’idraulico,  e figlia erano sempre più tesi, aggravati dai gravi disturbi psicologici di Alessandra, che causavano frequenti conflitti familiari.
    L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio a Bosco dei Preti, una zona residenziale di campagna vicino alla strada statale della variante, nelle vicinanze di Avellino. La madre era presente in casa al momento dell’omicidio-suicidio. Le autorità stanno indagando per comprendere cosa abbia spinto Mazza a compiere questo gesto, mentre la comunità locale è sconvolta dalla tragedia.
    Familiari e amici si sono riversati sul luogo dell’incidente. Le indagini sono condotte dal Pubblico Ministero del Tribunale di Avellino, Luigi Iglio, e dal vice questore Gianluca Aurilia della Squadra Mobile. Gli esami forensi sui corpi delle vittime sono stati ordinati dal magistrato e affidati al medico legale Carmen Sementa. Il magistrato di turno ha disposto il sequestro dell’arma e i rilievi scientifici sulla scena del crimine.
    Un dramma familiare che lascia sgomenta la comunità. La tragedia di Avellino riaccende i riflettori sulle difficoltà e sulle sfide che le famiglie con persone disabili affrontano quotidianamente. Un dolore immenso che lascia attoniti e senza parole.
    Al momento della tragedia la moglie dell’uomo era in casa mentre un altro figlio vive in un’altra città. LEGGI TUTTO

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    Sant’Antimo, picchia i figli che avevano raccontato al padre dei suoi tradimenti: arrestata

    I Carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Giugliano hanno arrestato a Sant’Antimo una 28enne incensurata per maltrattamenti in famiglia.L’arresto è avvenuto ieri pomeriggio, dopo una richiesta di aiuto per una lite in famiglia.
    I Carabinieri, giunti sul posto, hanno trovato un uomo e i suoi due figli di 9 e 6 anni che raccontavano di essere stati aggrediti dalla moglie e madre. La donna, armata di forbici, aveva inseguito i figli e il marito fino al cortile condominiale.
    L’ira della 28enne era stata scatenata dal fatto che i bambini avevano riferito al padre di essere stati lasciati soli durante la mattinata per permettere alla donna di incontrare un altro uomo.
    La donna aveva inseguito i figli con le forbici perché avevano raccontato dei suoi tradimenti
    La donna aveva prima picchiato i figli davanti al padre e poi li aveva inseguiti con le forbici. Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di accertare che la donna già in passato aveva picchiato i figli, causandogli lesioni refertate da personale medico.
    I Carabinieri hanno arrestato la donna e sequestrato le forbici. I servizi sociali sono stati avvisati e i bambini sono stati affidati al padre. L’arrestata si trova nel carcere di Pozzuoli. LEGGI TUTTO

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    Addio alle cartelle esattoriali: in arrivo la riforma del Fisco

    La riforma del Fisco, ormai prossima all’approvazione, porterà grandi novità nel sistema di riscossione italiano.
    L’obiettivo è quello di abbandonare l’attuale sistema di esazione, basato sulle cartelle esattoriali, e di introdurre nuove misure più efficienti e favorevoli ai contribuenti.
    Ecco le principali novità previste:
    1. Rateizzazione più lunga:
    Il numero massimo di rate per la rateizzazione delle cartelle esattoriali passerà da 72 a 120.I contribuenti potranno richiedere la dilazione senza dover giustificare la propria richiesta.
    2. Cancellazione automatica delle cartelle:
    Le cartelle inesigibili, per le quali l’Agente della Riscossione non è riuscito a recuperare il credito, saranno automaticamente cancellate dopo 5 anni dall’affidamento del credito all’Ente riscossore.
    Tale cancellazione non si applicherà ai casi in cui la riscossione è sospesa, vi è una controversia legale in corso o l’impresa debitrice è in concordato preventivo.
    3. Validità più lunga delle cartelle:
    Il termine di efficacia delle cartelle esattoriali passerà da 1 a 3 anni.Ciò consentirà all’agente della riscossione di avere più tempo per tentare il recupero del credito.
    4. Abbandono del sistema di iscrizione a ruolo:
    L’obiettivo è quello di sostituire l’attuale sistema di riscossione basato sulle cartelle esattoriali con l’utilizzo dell’accertamento esecutivo.
    In questo modo, gli atti dell’Agenzia delle Entrate saranno già titolo esecutivo, consentendo l’esecuzione forzata senza dover passare dall’Ente esattore e dalla formazione del ruolo.
    5. Maggiore valorizzazione della fase di accertamento:
    Con la riforma, si intende dare maggiore importanza alla fase di accertamento del debito, rispetto a quella meramente esecutiva.
    Queste sono solo alcune delle principali novità previste dalla riforma del Fisco.
    Si tratta di un cambiamento importante che avrà un impatto significativo sul sistema di riscossione italiano e sui contribuenti.
    Le nuove misure sono volte a rendere il sistema più efficiente e a facilitare il pagamento dei debiti fiscali. LEGGI TUTTO

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    SERIE A Un buon Napoli non basta, a San Siro passa il Milan con un lampo di Theo

    Un buon Napoli, forse il migliore della stagione, non basta per portare a casa punti da San Siro. A vincere è comunque il Milan, che la spunta grazie ad una rete di Theo Hernandez su assist di Leao a metà primo tempo. Azzurri ancora al nono posto, a -7 dalla zona Champions dopo la vittoria dell’Atalanta.PUBBLICITA

    Mazzarri torna a tre dietro e sceglie questa volta Ostigard, Rrahmani e Juan Jesus davanti alla porta difesa da Gollini. Sugli esterni Mazzocchi e Di Lorenzo con Anguissa, Lobotka e Zielinski a completare la mediana. Kvaratskhelia supporta l’unica punta Simeone.
    Pioli risponde affidandosi ai suoi fedelissimi: Maignan in porta, Calabria e Theo Hernandez larghi con Kjaer e Gabbia centrali. Adli e Bennacer compongono il duo di centrocampo privo dello squalificato Reijnders, Loftus-Cheek è trequartista mentre Leao e Pulisic sono esterni. In attacco Giroud.
    Napoli bene in avvio, poi si sblocca il Milan con Theo
    Parte bene il Napoli, che comanda il gioco nei primi minuti. Il Milan attende e prova a colpire in contropiede ma sono gli azzurri ad avere l’occasione migliore. Al 10′ infatti spunto di Kvaratskhelia sulla fascia e cross basso per l’anticipo di Simeone, che calcia di prima a botta sicura ma scheggia il palo.
    I rossoneri crescono con il passare dei minuti e bucano centralmente gli ospiti al 25′ per la rete del vantaggio. Scambio Giroud-Leao, il portoghese imbuca con un gran filtrante per l’inserimento di Theo Hernandez che non sbaglia davanti a Gollini. I partenopei accusano il colpo e i padroni di casa provano a raddoppiare con Leao da fuori area: para Gollini in tuffo.
    In chiusura di tempo si fa male Calabria: Pioli è costretto al primo cambio, al suo posto Florenzi. Spunto di Kvaratskhelia al 45′, il cross basso dopo il doppio dribbling su Kjaer e Florenzi termina però senza l’esito sperato e la difesa allontana. Si va a riposo sull’1-0 per il Milan.
    Napoli pericoloso ma non basta: vince il Milan
    Rossoneri ad un passo dal raddoppio a inizio ripresa: non sicuro Gollini su una conclusione da fuori di Florenzi, il portiere si fa sfuggire il pallone ma poi recupera sul tentativo di tap-in di Giroud. Dopo un rigore reclamato da Loftus-Cheek, arriva una grande occasione per il Napoli: ce l’ha Simeone che approfitta di un passaggio horror di Bennacer, ma la sua conclusione da fuori è alta.
    Il forcing azzurro prosegue con Kvaratskhelia e soprattutto con il neo entrato Politano poco dopo: tiro a giro fuori di un soffio dell’ex Inter. Il Milan risponde con Leao, che 69′ su servizio di Musah si divora la palla del 2-0 davanti a Gollini. Mazzarri intanto inserisce Raspadori, quindi Lindstrom e Olivera (al ritorno in campo).
    Il finale è tutto partenopeo: l’occasione più clamorosa arriva su cross basso di Lindstrom, Simic devia sul palo sfiorando l’autogol. Un check del VAR per fallo su Di Lorenzo in area non viene in aiuto del Napoli: i rossoneri resistono e portano a casa i tre punti. Azzurri di nuovo ko. LEGGI TUTTO