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    Camorra a Roma: 28 arresti. C’è anche il boss Michele Senese o’ pazzo

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    Da Napoli a Roma per riscuotere un debito: accoltellato. Arrestato l’aggressore

    Cronache » Primo Piano » Da Napoli a Roma per riscuotere un debito: accoltellato. Arrestato l’aggressore

    Primo Piano

    Pubblicato
    3 giorni fa circa (09:05)
    il
    28 Novembre 2020

    foto di repertorio

    Da Napoli a Roma per riscuotere un debito: accoltellato. Arrestato l’aggressore.
    Un 60enne originario della provincia di Potenza, ma da tempo residente a Roma, incensurato, è stato arrestato nella notte, dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma piazza Dante con l’accusa di lesioni personali aggravate. L’uomo, gestore di un B&B di via Luzzatti, ha avuto una furiosa discussione con il titolare dell’attività ricettiva – un 55enne di Napoli – che era appositamente arrivato nella Capitale accompagnato dal figlio 24enne per risolvere un debito,  contratto dal 60enne per fronteggiare delle improvvise spese di gestione del B&B, e mai saldato.

    La discussione è degenerata in lite, nel corso della quale il gestore ha afferrato un paio di forbici e ha colpito il suo antagonista. All’arrivo dei sanitari del “118”, la vittima ha, dapprima, riferito di essere stato accoltellato da una persona presente nella struttura ricettiva, poi, considerata la delicata situazione, ha ritrattato la versione e, d’accordo con il suo antagonista, ha detto di essere caduto dalle scale. Nel frattempo, il 55enne è stato trasportato all’ospedale “San Giovanni Addolorata” dove gli sono state diagnosticate ferite da taglio non profonde al torace, a un braccio e al volto, ottenendo una prognosi di 15 giorni.
    Il personale del “118” ha immediatamente contattato i Carabinieri: i militari, arrivati sul posto insieme alla Sezione Rilievi dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci, hanno messo alle strette i protagonisti della vicenda che, dopo svariati tentativi di depistaggio, hanno raccontato la vera dinamica dei fatti, facendo ritrovare anche l’arma da taglio – una paio di forbici – con cui il 60enne aveva colpito il proprietario del B&B, nascoste nel cortile prima dell’arrivo degli operatori sanitari e dei militari. Alla fine, il gestore del B&B è stato arrestato, mentre padre e figlio sono stati sanzionati per aver violato le norme di contenimento della diffusione del Covid-19, essendosi spostati da una regione classificata “Rossa” a una “Gialla” senza giustificato motivo.

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    2 ore fa
    il
    30 Novembre 2020

    foto di repertorio

    Napoli, annuncia il suicidio via social: 39enne salvata dalla polizia.
    Aveva annunciato sui social di aver assunto una grossa quantita’ di farmaci con l’intento di porre fine alla propria vita a causa di problemi economici. Scattato l’allarme grazie ad alcune segnalazioni, gli agenti della polizia postale sono riusciti a risalire all’identita’ della donna e a raggiungere in tempo la sua abitazione.
    Il fatto e’ accaduto a Napoli. Protagonista una 39enne che ha pubblicato su un social post col quale chiedeva aiuto e affermava di aver assunto una grossa quantita’ di farmaci con l’intento di farla finita. Gli accertamenti informatici sul profilo hanno consentito di accertare l’identita’ della donna.
    Gli agenti della Polizia Postale di Napoli, coordinati dal vicequestore Maria Rosaria Romano, hanno raggiunto l’abitazione della donna. Era distesa sul letto in stato di incoscienza, dovuto proprio all’assunzione di una grande quantita’ di ansiolitici. Allertato il 118, e’ stata successivamente soccorsa ed ora e’ fuori pericolo. La donna ha poi detto di essere esasperata a causa di problemi economici.

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    Bimbo morto al parco Verde di Caivano: processo per la madre e l’orco che uccise Fortuna

    Cronache » Primo Piano » Bimbo morto al parco Verde di Caivano: processo per la madre e l’orco che uccise Fortuna

    Primo Piano

    Pubblicato
    6 giorni fa circa (22:01)
    il
    24 Novembre 2020

    Bimbo morto al parco Verde di Caivano: processo per la madre e l’orco che uccise Fortuna.

    Il gup di Napoli, Luana Romano (21esima sezione) ha rinviato a giudizio, con l’accusa di omicidio volontario, Marianna Fabozzi, madre di Antonio Giglio, il bimbo di 4 anni precipitato dalla finestra di un’abitazione del Parco Verde di Caivano , il 28 aprile 2013. Insieme con la Fabozzi e’ stato rinviato a giudizio, per favoreggiamento, anche il suo ex compagno, Raimondo Caputo. Entrambi sono stati gia’ condannati in via definitiva per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, morta 24 giugno 2014, dopo essere lanciata nel vuoto dallo stesso palazzo dove poco piu’ di un anno prima era caduto il piccolo Antonio Giglio.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:Il legale del padre di Fortuna: ‘Ritirare il film sull’orrore del parco Verde a Caivano’
    Caputo, detto “Tito’”, venne condannato all’ergastolo; a Fortuna Fabozzi invece vennero inflitti dieci anni di carcere. Gennaro Giglio, padre del bambino, difeso dagli avvocati Sergio e Angelo Pisani, ha piu’ volte accusato la ex (Marianna Fabozzi) della morte di suo figlio Antonio. Secondo quanto riferito dalla madre, Antonio sarebbe precipitato dopo essersi sporto troppo dalla finestra nel tentativo di guardare un elicottero dei Carabinieri in volo. A riferire agli investigatori che Antonio Giglio non mori’ accidentalmente fu una donna che si disse testimone della tragedia: si tratta della sorella di Raimondo Caputo la quale riferi’ di avere visto, riflesso in uno specchio, Fortuna Fabozzi compiere l’insano gesto.
    Anche Raimondo Caputo ha accusato la sua ex compagna della morte del piccolo. Malgrado la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Napoli, il gip Pietro Carola, il 5 giugno 2019, decise per l’imputazione coatta di Marianna Fabozzi e di Raimondo Caputo, rispettivamente per omicidio volontario e favoreggiamento.

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    Primo Piano

    Pubblicato
    4 ore fa
    il
    30 Novembre 2020

    foto di repertorio

    Arriva il Dl ‘Ristori Quater’: tasse rinviate al 30 aprile 2021. TUTTO IL TESTO
    ”Il decreto legge Ristori quater è stato approvato dal Consiglio dei ministri. Prosegue senza sosta il lavoro del Governo per ampliare e rafforzare il sostegno ai lavoratori, ai professionisti e alle imprese italiane, che non devono sentirsi soli davanti alle difficoltà che questa crisi covid pone, da cui, sono sicuro, usciremo presto tutti insieme”. Lo scrive il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, su Facebook. ”Lo voglio ribadire con forza: non siete soli, lo Stato è al vostro fianco.
    Con il decreto legge RISTORI quater ”rinviamo al 30 aprile 2021 i versamenti del secondo acconto dell’Irpef, dell’Ires e dell’Irap a tutte le partite iva e alle imprese che nel 2019 hanno conseguito ricavi fino a 50 milioni e subito una perdita di almeno il 33% rispetto al primo semestre 2019”. Lo scrive il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, su Facebook. Inoltre, spiega, ”usufruiranno della medesima proroga, a prescindere da tali requisiti, i soggetti che operano nei settori economici individuati dal dl RISTORI bis e i gestori di ristoranti nelle zone arancioni”.
    Con il decreto legge RISTORI quater, appena approvato in Consiglio dei Ministri, ”variamo nuovi aiuti per le categorie in difficoltà, fra cui un’indennità di 1.000 euro per gli stagionali di turismo, terme e spettacolo e di 800 euro per i lavoratori sportivi, e la sospensione dei versamenti contributivi di dicembre per le pmi con calo di fatturato”. Lo scrive il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, su Facebook. ”Insieme possiamo superare questa crisi”, aggiunge.
    È giunta nella notte la luce vece del Consiglio dei ministri al decreto RISTORI quater. Il provvedimento stanzia altri 8 miliardi di aiuti alle attività e ai lavoratori più in difficoltà.
    Il testo sposta le scadenze fiscali di novembre e dicembre e, tra le altre cose, prevede assegni per 700 milioni a lavoratori dello spettacolo, fiere, turismo, sport, stagionali, intermittenti. I parametri di accesso al fondo saranno decisi con un dpcm. Il provvedimento specifica che chi a causa della pandemia abbia subito una “significativa perdita di fatturato” può ottenere “l’esonero totale o parziale dalla ripresa dei versamenti fiscali e contributivi”. A tale scopo è istituito – conferma un comunicato del Cdm – “un fondo finalizzato a realizzare nell’anno 2021 la perequazione delle misure fiscali e di ristoro concesse” nel 2020, “da destinare a soggetti che abbiano beneficiato di sospensione fiscali e contributive”. I parametri di accesso al fondo saranno decisi con un dpcm. Vengono inoltre introdotte “modifiche per rendere più organico e funzionale l’istituto della rateizzazione concessa dall’agente della riscossione. In particolare, si prevede che alla presentazione della richiesta di dilazione consegua la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza e il divieto di iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche o di avviare nuove procedure esecutive.
    1.Per le rateizzazioni richieste entro la fine del 2021, viene alzata a 100.000 euro la soglia per i controlli e sale da 5 a 10 il numero di rate che, se non pagate, determinano la decadenza della rateizzazione. Inoltre, i contribuenti decaduti dai piani di rateizzazione o dalle precedenti rottamazioni delle cartelle esattoriali potranno presentare una nuova richiesta di rateizzazione entro la fine del 2021”. “Chi è colpito dalla crisi provocata dal Covid troverà sempre lo Stato al suo fianco”, commenta il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, al termine del Cdm. “Continuiamo a sostenere lavoratori, partite Iva e imprese con il rinvio delle principali scadenze fiscali e con altre importanti misure”.
    2. Sospensione dei versamenti di contributi previdenziali, ritenute e Iva di dicembre È prevista la sospensione dei contributi previdenziali, dei versamenti delle ritenute alla fonte e dell’Iva che scadono nel mese di dicembre per tutte le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nel mese di novembre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019. Sono sospesi i versamenti anche per chi ha aperto l’attività dopo il 30 novembre 2019. La sospensione si applica inoltre a tutte le attività economiche che vengono chiuse a seguito del Dpcm del 3 novembre, per quelle oggetto di misure restrittive con sede nelle zone rosse, per i ristoranti in zone arancioni e rosse, per tour operator, agenzie di viaggio e alberghi nelle zone rosse.
    3. Proroga del termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Irap Il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Irap viene prorogato dal 30 novembre al 10 dicembre 2020.
    4. Proroga definizioni agevolate La proroga dei termini delle definizioni agevolate prevista dal decreto “Cura Italia” (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) viene estesa dal 10 dicembre 2020 al primo marzo 2021. In tal modo, si estende il termine per pagare le rate della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio” in scadenza nel 2020, senza che si incorra nell’inefficacia della definizione agevolata.
    5. Razionalizzazione della rateizzazione concessa dall’agente della riscossione Vengono introdotte modifiche per rendere più organico e funzionale l’istituto della rateizzazione concessa dall’agente della riscossione. In particolare, si prevede che alla presentazione della richiesta di dilazione consegua la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza e il divieto di iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche o di avviare nuove procedure esecutive. Per le rateizzazioni richieste entro la fine del 2021, viene alzata a 100.000 euro la soglia per i controlli e sale da 5 a 10 il numero di rate che, se non pagate, determinano la decadenza della rateizzazione. Inoltre, i contribuenti decaduti dai piani di rateizzazione o dalle precedenti rottamazioni delle cartelle esattoriali potranno presentare una nuova richiesta di rateizzazione entro la fine del 2021.
    6. Proroga dei versamenti del prelievo erariale unico sugli apparecchi delle sale gioco Il saldo del prelievo erariale unico (PREU) sugli apparecchi delle sale gioco di settembre-ottobre 2020 può essere versato solo per un quinto del dovuto. La parte restante può essere versata con rate mensili, con la prima rata entro il 22 gennaio del 2021.
    7. Estensione codici Ateco La platea delle attività oggetto dei contributi a fondo perduto si amplia ulteriormente con l’ingresso di diverse categorie di agenti e rappresentanti di commercio.
    8. Indennità stagionali del turismo, terme e spettacolo Viene erogata una nuova indennità una tantum di 1.000 euro gli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, e ad altre categorie, tra i quali gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo in possesso di determinati requisiti, gli stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato il rapporto di lavoro involontariamente, gli intermittenti e gli incaricati di vendite a domicilio.
    9. Associazioni sportive È incrementata di 95 milioni la dotazione del Fondo unico per il sostegno delle associazioni sportive e società sportive.
    10. Indennità per i lavoratori sportivi Per il mese di dicembre è erogata da Sport e Salute Spa, un’indennità di 800 euro per i lavoratori del settore sportivo. Si tratta dei lavoratori del mondo dello sport titolari di rapporti di collaborazione con il Coni, il Comitato Italiano Paralimpico, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate, gli Enti di Promozione Sportiva e le Società e Associazioni sportive dilettantistiche, riconosciuti dal Coni e dal Comitato Paralimpico.
    11. Fiere e Congressi, spettacolo e cultura Vengono stanziati 350 milioni di euro per il 2020 per i RISTORI delle perdite subite dal settore delle fiere e dei congressi, tramite l’incremento del Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali istituito nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali con il Decreto Rilancio. Si incrementano: di 90 milioni, per il 2021, la dotazione del fondo di parte corrente per le emergenze nei settori dello spettacolo e del cinema e audiovisivo; di 10 milioni, per il 2020, la dotazione del Fondo per il sostegno alle agenzie di viaggio e ai tour operator, le cui misure di sostegno sono estese alle aziende di trasporto di passeggeri mediante autobus scoperti (cosiddetto sightseeing). Si prevede, inoltre, che i RISTORI ricevuti dai fondi già citati non concorrano alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rilevino ai fini del calcolo degli interessi passivi e delle spese deducibili né alla formazione del valore della produzione netta.
    12. Sicurezza e forze armate Vengono stanziati oltre 62 milioni di euro per la funzionalità delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in particolare per pagamento delle indennità di ordine pubblico del personale delle Forze di polizia e per il pagamento degli straordinari dei Vigili del fuoco. Ulteriori 6,5 milioni di euro sono destinati al pagamento dei compensi accessori del personale militare, compreso quello medico e paramedico, impegnato nel contrasto dell’emergenza COVID-19.
    13. Contributo alle Regioni per la riduzione del debito Alle Regioni a statuto ordinario viene assegnato un contributo per il 2020 di 250 milioni di euro destinato al finanziamento delle quote capitale dei debiti finanziari in scadenza nell’anno in corso.
    14. Sostegno alla internazionalizzazione delle imprese Si incrementa di 500 milioni, per il 2020, la disponibilità del fondo rotativo per la concessione di finanziamenti a tasso agevolato alle imprese esportatrici.
    15. Fondo perequativo È istituito un fondo finalizzato a realizzare, nell’anno 2021, la perequazione delle misure fiscali e di ristoro concesse con i provvedimenti emergenziali adottati nell’ambito della emergenza COVID-19, da destinare ai soggetti che con i medesimi provvedimenti abbiano beneficiato di sospensione fiscali e contributive e che registrano una significativa perdita di fatturato.
    16. Facoltà di estensione del termine di durata dei fondi immobiliari quotati I gestori di fondi di investimento alternativi che gestiscono fondi immobiliari italiani ammessi alle negoziazioni in un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione possono, entro il 31 dicembre 2020, nell’esclusivo interesse dei partecipanti, modificare il regolamento del fondo per prorogare il termine del fondo non oltre il 31 dicembre 2022, al solo fine di completare lo smobilizzo degli investimenti.
    17. Svolgimento delle elezioni suppletive per la Camera e il Senato per il 2020 Le elezioni suppletive per i seggi della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica dichiarati vacanti entro il 31 dicembre 2020 si svolgono entro il 31 marzo 2021.
    18. Termini di permanenza dei territori negli scenari di rischio L’accertamento della permanenza per 14 giorni in un livello o scenario di rischio inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive, comporta l’applicazione delle misure relative allo scenario immediatamente inferiore per un ulteriore periodo di 14 giorni, salva la possibilità, per la Cabina di regia, istituita dal Ministro della salute ai fini della valutazione dei livelli e degli scenari di rischio territoriali, di ridurre tale ultimo termine. ***** Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 23.45.

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    Bimbo morto al parco Verde di Caivano: processo per la madre e l’orco che uccise Fortuna

    Bimbo morto al parco Verde di Caivano: processo per la madre e l’orco che uccise Fortuna. Il gup di Napoli, Luana Romano (21esima sezione) ha rinviato a giudizio, con l’accusa di omicidio volontario, Marianna Fabozzi, madre di Antonio Giglio, il bimbo di 4 anni precipitato dalla finestra di un’abitazione del Parco Verde di Caivano , […]
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    Un raptus di follia e le ‘fatture del malocchio’ dietro l’omicidio della mamma a Torre del Greco

    Cronache » Primo Piano » Un raptus di follia e le ‘fatture del malocchio’ dietro l’omicidio della mamma a Torre del Greco

    Primo Piano

    Pubblicato
    1 settimana fa circa (22:06)
    il
    23 Novembre 2020

    Si riteneva vittima delle ”fatture” fatte dalla madre e ieri sera, per mettere fine a queste ”scemita”’ – come le ha piu’ volte definite nell’interrogatorio davanti al pm Emilio Prisco, alla presenza dell’avvocato difensore Maria Laura Masi – ha preso un cacciavite e ha inferto alla donna una serie ancora imprecisata di colpi.
    Ad agire un uomo di 33 anni, da tempo in cura in un centro psichiatrico e in passato alle prese con problemi legati alla droga e all’alcol. Vittima la mamma, Brunella Cervasi, 55 anni. La tragedia si e’ consumata nella serata di ieri ma, come hanno potuto ricostruire gli agenti del commissariato di polizia di Torre del Greco, agli ordini del primo dirigente Antonietta Andria, solo oggi si e’ avuta contezza di quanto fosse realmente avvenuto nell’appartamento occupato dai due in via dei Remaioli, arteria senza sbocco della piu’ nota via Cesare Battisti. A capire che era accaduto qualcosa di tragico e’ stata la nonna del trentatreenne: il ragazzo, che ha raccontato di essere andato a letto dopo avere ucciso la mamma, e’ sceso stamane in strada e ha incrociato l’anziana, alla quale ha raccontato tutto. La scoperta, le urla, le telefonate alle forze dell’ordine anche da parte dei vicini, i quali credevano che tra mamma e figlio fosse scoppiata una nuova lite.

    Nel mezzo una tragedia dai contorni familiari, l’ennesimo femminicidio a poche ore dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne, prevista per mercoledi’ 25 novembre. Il giovane e’ stato portato via dagli agenti, in un rione che conosceva la sua condizione e sapeva dei frequenti litigi con la madre, dalla quale aveva preso anche il cognome (la donna era infatti ragazza-madre). E alla polizia ha raccontato la sua ossessione: lui, titolare di una pensione di invalidita’, non ammette che questa gli sia stata riconosciuta per i suoi problemi psichiatrici. Agli inquirenti ha detto infatti di essere ”vittima delle fatture della scemita”’ della madre, ”fatture” alle quali ha deciso di dire basta armato di cacciavite. ”Ma ci e’ voluto del tempo per mettere fine a tutto questo” ha detto nell’interrogatorio che ha preceduto il fermo in attesa della convalida del gip. Poi e’ andato a letto e solo a tarda mattinata ha raccontato alla nonna, incontrata per caso, i fatti. Ora per lui inizia un’altra storia: quella legata alla ricerca di una struttura che possa ospitarlo lontano dalla casa dove si e’ consumato l’atroce delitto.

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    2 ore fa
    il
    30 Novembre 2020

    foto di repertorio

    Napoli, annuncia il suicidio via social: 39enne salvata dalla polizia.
    Aveva annunciato sui social di aver assunto una grossa quantita’ di farmaci con l’intento di porre fine alla propria vita a causa di problemi economici. Scattato l’allarme grazie ad alcune segnalazioni, gli agenti della polizia postale sono riusciti a risalire all’identita’ della donna e a raggiungere in tempo la sua abitazione.
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    Gli agenti della Polizia Postale di Napoli, coordinati dal vicequestore Maria Rosaria Romano, hanno raggiunto l’abitazione della donna. Era distesa sul letto in stato di incoscienza, dovuto proprio all’assunzione di una grande quantita’ di ansiolitici. Allertato il 118, e’ stata successivamente soccorsa ed ora e’ fuori pericolo. La donna ha poi detto di essere esasperata a causa di problemi economici.

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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Cronache » Flash News » Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    1 settimana fa circa (08:20)
    il
    19 Novembre 2020

    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.

    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.
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    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi). E ancora  Salvatore Riccardi,, 9 anni; Stanislao Marigliano, 4 anni e 2 mesi; Giuseppe Cozzolino, 6 anni; Raffaele Oliviero, 6 anni; Mario Reale, 6 anni; Salvatore D’Amico, 5 anni; Sergio Grassia, 6 anni; Francesco Luca Caldarelli, 10anni; Gennaro Tarascio, 9 anni; Gennaro Rinaldi, 6 anni; Carlo Dario, 5 anni di reclusione.

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    1 giorno fa
    il
    27 Novembre 2020

    Da quella residenza per anziani del Napoletano dove avrebbe dovuto essere amorevolmente accudita ne usci’ al tal punto disidratata da morire, qualche giorno dopo in un ospedale a Napoli.
    Un triste episodio sul quale per quattro anni ha indagato la Procura di Napoli e che oggi ha trovato l’epilogo con una condanna, esemplare, anche per il figlio dell’anziana donna, morta nel giugno del 2016. Insieme con il figlio-tutore dell’82enne, che affetta dal morbo di Alzheimer, sono stati condannati a 3 anni e 4 mesi di reclusione anche il legale rappresentante della Rsa, e l’unica operatrice sanitaria presente nella struttura.
    La sentenza e’ stata emessa nei giorni scorsi dalla Corte di Assise di Napoli. A tutti il sostituto procuratore Mario Canale, in forza alla sezione “Lavoro e colpe Professionali” coordinata dal procuratore aggiunto Simona Di Monte, ha contestato l’abbandono di persona incapace seguito dalla morte.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    1 giorno fa
    il
    27 Novembre 2020

    Il Gip del Tribunale di Napoli Nord, Vincenzo Saladino, ha revocato la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dalle pubbliche funzioni per uno dei sei medici in servizio all’Asl di Aversa, coinvolto qualche giorno fa nell’indagine della Procura di Napoli Nord su episodi di assenteismo dal posto di lavoro.
    Si tratta del dirigente medico Enzo Iodice, coordinatore dei covid team e responsabile dell’emergenza per l’Asl di Caserta, in passato sindaco di Santa Maria Capua Vetere ed esponente di rilievo del Pd e dell’Udc. La revoca e’ sopraggiunta dopo l’interrogatorio cui Iodice si e’ sottoposto, in cui ha chiarito che in qualita’ di dirigente non aveva l’obbligo di marcare il cartellino. Per la Procura di Napoli Nord e i carabinieri del Nas di Caserta, alla sede Asl di Aversa c’era una prassi consolidata di allontanamenti illeciti dal posto di lavoro; complessivamente sono stati accertati 270 casi di allontanamento non autorizzato, alcuni addirittura quotidianamente.
    Un dipendente, su 58 giorni di presenza registrati, si sarebbe allontanato illecitamente ben 36 volte. Ad operare le modifiche era l’addetto alla registrazione delle presenze. Le indagini sono iniziate nel 2017, dopo una segnalazione della Direzione Generale dell’Asl di Caserta la quale si era accorta che un dipendente modificava, accedendo al sistema, quasi quotidianamente le sue attestazioni di presenza. Il Nas ha poi accertato che erano 22 le persone (tra dipendenti e collaboratori) che truffavano l’Asl, alcune delle quali, pero’, nel frattempo, hanno cessato il rapporto di lavoro con la struttura sanitaria

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    Stabiese di 73 anni ucciso in Tunisia: arrestati gli assassini

    Un cittadino italiano di 73 anni originario di Castellammare di Stabia  e’ stato assassinato nella sua abitazione Monastir, citta’ della Tunisia situata sull’estremita’ meridionale del Golfo di Hammamet, a circa 160 chilometri a sud di Tunisi.   “L’omicidio e’ avvenuto domenica 15 novembre.I due presunti assassini sono gia’ stati arrestati, sono due giovani e avrebbero […]
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    Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari

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    Area Flegrea

    Pubblicato
    6 giorni fa circa (09:01)
    il
    18 Novembre 2020

    Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari.

    Nel corso della mattinata, in provincia di Napoli, Caserta, Roma e Forlì, i militari del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 16 indagati, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio, estorsione, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, porto e uso illegale d’armi da fuoco ed altro.
    Le indagini hanno consentito di ricostruire la piena operatività del clan “Giannelli”, operante nella città di Napoli (nelle aree urbane di Cavalleggeri d’Aosta, Coroglio, Agnano e Bagnoli), nel settore delle estorsioni e del narcotraffico e la conflittualità con il gruppo “Esposito – Nappi – Bitonto”, attivo nel medesimo contesto territoriale.
    In particolare, le investigazioni, coordinate dalla DDA di Napoli, hanno permesso di ricostruire come tali organizzazioni camorristiche rientrino nella sfera d’influenza e di controllo del clan Licciardi, famiglia aderente allo storico cartello della criminalità organizzata denominato Alleanza di Secondigliano.

    Le acquisizioni investigative hanno consentito, altresì, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in relazione all’omicidio di Zinco Rodolfo, avvenuto il 22 aprile 2015, commesso per l’affermazione degli scopi criminali del clan Giannelli in quell’area.Nel corso delle indagini sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza anche in relazione al tentativo teso ad uccidere il Giannelli Alessandro ed il Pinto Roberto, riconducibile a controversie sorte per il controllo del traffico di droga in contrapposizione con la famiglia facente capo a Monti Agostino ed ad un’azione di intimidazione armata commessa da appartenenti al clan Giannelli, mediante l’esplosione di colpi di kalashnikov verso abitazioni riconducibili alla famiglia Monti.
    Piu’ in generale, il complesso probatorio acquisito documenta la dura contrapposizione tra organizzazioni camorristiche per l’acquisizione del controllo dei lucrosi mercati criminali esistenti nell’Area Flegrea, costituiti dalle estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti, dalla vendita di sostanze stupefacenti e da una vera e propria gestione “mafiosa” dei parcheggi abusivi su suolo pubblico sulle aree urbane di via Cavalleggeri D’Aosta, via Coroglio, Bagnoli e Agnano, in prossimità dei locali notturni insistenti sull’area Flegrea, secondo una precisa distribuzione di ruoli riservata agli associati, che provvedevano sia al controllo del regolare svolgimento delle mansioni dei parcheggiatori abusivi, da svolgersi secondo le precise indicazioni del clan; sia al controllo del territorio con la conseguente preclusione dell’intromissione nella zona a qualunque estraneo intendesse coltivare la medesima illecita attività; sia alla retribuzione dei parcheggiatori abusivi, consistente in un corrispettivo in denaro fisso, giornaliero o settimanale, od anche nel pagamento di una percentuale sull’incasso (pari a 1500-2000 euro a parcheggio nelle serate di maggiore affluenza); sia, infine, ad introitare interamente i proventi incassati dagli utenti della strada dai parcheggiatori abusivi, destinati ad essere riversati nelle casse del clan.

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    Area Flegrea

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    23 Novembre 2020

    Mozione del consigliere regionale: “Opportunità di crescita e rilancio per la Campania, come è accaduto con Matera”
    “La candidatura dell’isola di Procida a capitale della Cultura 2021 è un’opportunità che la Campania non può assolutamente permettersi di perdere. Abbiamo un’occasione storica per accendere i riflettori su uno dei posti più affascinanti del Golfo che, facendo da attrattore culturale a livello internazionale, non potrà che aumentare il moltiplicatore turistico, con un importante impatto su tutti gli altri comparti e una significativa e inevitabile ricaduta su tutto il territorio regionale. Valga l’esempio di Matera, capitale della Cultura nel 2019, che ha fatto registrare una crescita delle imprese dei settori culturale e creativo e di start-up innovative, con un tasso di occupazione che ha registrato una crescita dal 48% al 52,7%”.
    Lo dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello, che ha presentato una mozione per impegnare la giunta regionale “a mettere in atto tutte le possibili iniziative volte a sostenere il progetto Procida Capitale italiana della cultura 2022, che rappresenta un’opportunità per l’intero territorio regionale, anche nella prospettiva di rilanciare settori che hanno particolarmente subito gli effetti dell’emergenza sociosanitaria in corso. Dobbiamo intanto dirci fieri per il fatto che Procida sia la prima isola a candidarsi nella storia dell’evento, rappresentando la Campania e le piccole isole del nostro Paese”.

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    Da Napoli ad Avellino per rubare farmaci oncologici: arrestati in due

    Cronache » Primo Piano » Da Napoli ad Avellino per rubare farmaci oncologici: arrestati in due

    Primo Piano

    Pubblicato
    4 ore fa circa (17:50)
    il
    12 Novembre 2020

    Da Napoli ad Avellino per rubare farmaci oncologici: arrestati in due.

    Sono due pluripregiudicati di Napoli – dei quali , pero’, non sono sono state fornite la generalita’ – i responsabili del furto di medicinali oncologici, per un valore di 1 milione e 300 mila euro, compiuto nel febbraio del 2019 nella farmacia dell’ospedale “Moscati” di Avellino.
    Due ordinanze di custodia cautelare sono sono state infatti eseguite dagli agenti della Squadra Mobile di Avellino e Napoli. Alla loro identificazione gli investigatori sarebbero arrivati attraverso intercettazioni telefoniche poi suffragate da impronte digitali e tracce di Dna. Le indagini continuano per arrivare alla identificazione di altre due persone che parteciparono al furto.

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    Pubblicato
    17 minuti fa
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    12 Novembre 2020

    Castellammare, altri 6 morti covid all’ospedale San Leonardo Si aggiorna la lista delle persone decedute: 10 in due giorni.

    Nella giornata di oggi sono 6 i pazienti deceduti. Di questi sei quattro erano ricoverati nell’ormai ex pronto soccorso destinato ad accogliere i pazienti positivi al Covid. Ai quattro deceduti, positivi al Coronavirus, si aggiungono anche altri due pazienti ricoverati uno nel reparto di rianimazione e un altro in cardiologia.
    Attualmente le ambulanze nell’area parcheggio dell’ospedale sono tre, le altre sono state liberate. Erano ferme in attesa di recuperare le barelle su cui erano poggiati i malati vista l’assenza di letti. Pieno l’obitorio che riesce ad accogliere all’incirca 7-8 feretri. Negli ultimi 4 giorni sono stati registrati almeno dieci vittime tra le mura dell’ospedale stabiese ormai noto per le difficoltà nella gestione dell’emergenza Covid.
    emidav

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    Uccide la moglie con 4 colpi di pistola e poi chiama i carabinieri: arrestato 34enne di San Felice a Cancello

    Cronache » Primo Piano » Uccide la moglie con 4 colpi di pistola e poi chiama i carabinieri: arrestato 34enne di San Felice a Cancello

    Primo Piano

    Pubblicato
    10 ore fa circa (12:03)
    il
    11 Novembre 2020

    Uccide la moglie con 4 colpi di pistola e poi chiama i carabinieri: arrestato 34enne di San Felice a Cancello.

    Ennesimo femminicidio nel Casertano. L’uomo ha lasciato il corpo esanime della moglie in una stradina vicino all’Acquedotto Carolino a san Felice a Cancello e poi si è costituito ai carabinieri. La tragedia si è consiumata verso le 10 di stamane nella zona periferica della città I due coniugi erano in auto, ne è nata una discussione, poi lui ha estratto una pistola e ha fatti fuoco 4 volte contro la, moglie Maria Tedesco 30enne originaria di Maddaloni, uccidendola sul colpo.
    Poi, Michele Marotta 34enne di San Felice a Cancello, (è questo il nome dell’assassino) si è rimesso in auto, una Fiat Bravo, e ha fatto ritorno a casa propria in località Botteghino a Cancello Scalo. Un attimo poco prima di realizzare cosa aveva fatto ed allertare i carabinieri.
    I militari del nucleo operativo e radiomobile di Maddaloni insieme ai colleghi della stazione di Cancello Scalo si sono diretti presso l’abitazione del 34enne che ha raccontato di aver ucciso la propria moglie presumibilmente a seguito di una discussione e, dopo averle sparato attingendola con 4 colpi, l’ha lasciata lì riversa al suolo per rientrare nella propria abitazione.
    I militari hanno rinvenuto la pistola usata poc’anzi per l’omicidio. Michele M. è stato tratto in arresto per omicidio e per detenzione abusiva d’arma da fuoco. La vittima è stata ritrovata accasciata al suolo immersa in una pozza di sangue, deceduta in pochi istanti. È stato disposto il trasferimento della salma presso l’istituto di medicina legale di Caserta per l’esame autoptico. Sequestrata la vettura con cui Michele M. dopo l’omicidio è rincasato.

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    Primo Piano

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    2 ore fa
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    11 Novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Condannato all’ergastolo ‘il diavolo’ Toni Essobdi Badre per la morte del piccolo Giuseppe

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Condannato all’ergastolo ‘il diavolo’ Toni Essobdi Badre per la morte del piccolo Giuseppe

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    3 settimane fa circa (18:19)
    il
    9 Novembre 2020

    E’ arrivata la sentenza che ha stabilito il massimo della pena per  colui che era stato definito “il diavolo” ovvero Toni Essobdi Badre.

    Il giovane migrante che il il 27 gennaio 2019, a Cardito, uccise a colpi di botte e di bastone il piccolo Giuseppe, uno dei figli della sua compagna. La terza Corte di Assise del Tribunale di Napoli(presidente Lucia La Posta) lo hainfatti riconosciuto colpevole di tutti i reati contestati e condannato all’ergastolo. La mamma della piccola vittima, Valentina Casa, e’ stata invece condannata a sei anni di reclusione per maltrattamenti e assolta dagli altri reati contestati. A Badre il giudice ha comminato anche l’isolamento diurno della durata di un anno.
    La sentenza, emessa dopo circa 5 ore di camera di consiglio, e’ stata preceduta dalle arringhe difensive di Francesco Cappiello, avvocato di Valentina Casa, che ha chiesto l’assoluzione per la sua cliente, e di Pietro Rossi, difensore di Badre, che ha fatto istanza di riqualificazione dei reati (omicidio volontario aggravato e tentato omicidio aggravato della sorellina di Giuseppe) in lesioni personali gravissime. Lo scorso 23 settembre, al termine delle requisitorie, i sostituti procuratori di Napoli Nord, Paola Izzo e Fabio Sozio hanno chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi, e tutte le pene accessorie, nei confronti di Tony Essobti Badre e di Valentina Casa, ex compagna di Badre.
    All’imputato e’ stato contestato l’omicidio volontario di Giuseppe e il tentato omicidio della sorellina di Giuseppe, di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla crudelta’ e dai futili motivi, dalla minorata difesa e dall’abuso delle relazioni domestiche (circostanza questa che riguarda Giuseppe e le sue due sorelline). Valentina Casa invece rispondeva, sul profilo omissivo, di tutti i capi d’accusa contestati a Badre. Presente alla lettura della sentenza anche il padre di Giuseppe e delle sue due sorelline, accompagnato dall’avvocato Gennaro Demetrio Paipais.

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    1 giorno fa
    il
    27 Novembre 2020

    Da quella residenza per anziani del Napoletano dove avrebbe dovuto essere amorevolmente accudita ne usci’ al tal punto disidratata da morire, qualche giorno dopo in un ospedale a Napoli.
    Un triste episodio sul quale per quattro anni ha indagato la Procura di Napoli e che oggi ha trovato l’epilogo con una condanna, esemplare, anche per il figlio dell’anziana donna, morta nel giugno del 2016. Insieme con il figlio-tutore dell’82enne, che affetta dal morbo di Alzheimer, sono stati condannati a 3 anni e 4 mesi di reclusione anche il legale rappresentante della Rsa, e l’unica operatrice sanitaria presente nella struttura.
    La sentenza e’ stata emessa nei giorni scorsi dalla Corte di Assise di Napoli. A tutti il sostituto procuratore Mario Canale, in forza alla sezione “Lavoro e colpe Professionali” coordinata dal procuratore aggiunto Simona Di Monte, ha contestato l’abbandono di persona incapace seguito dalla morte.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    1 giorno fa
    il
    27 Novembre 2020

    Il Gip del Tribunale di Napoli Nord, Vincenzo Saladino, ha revocato la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dalle pubbliche funzioni per uno dei sei medici in servizio all’Asl di Aversa, coinvolto qualche giorno fa nell’indagine della Procura di Napoli Nord su episodi di assenteismo dal posto di lavoro.
    Si tratta del dirigente medico Enzo Iodice, coordinatore dei covid team e responsabile dell’emergenza per l’Asl di Caserta, in passato sindaco di Santa Maria Capua Vetere ed esponente di rilievo del Pd e dell’Udc. La revoca e’ sopraggiunta dopo l’interrogatorio cui Iodice si e’ sottoposto, in cui ha chiarito che in qualita’ di dirigente non aveva l’obbligo di marcare il cartellino. Per la Procura di Napoli Nord e i carabinieri del Nas di Caserta, alla sede Asl di Aversa c’era una prassi consolidata di allontanamenti illeciti dal posto di lavoro; complessivamente sono stati accertati 270 casi di allontanamento non autorizzato, alcuni addirittura quotidianamente.
    Un dipendente, su 58 giorni di presenza registrati, si sarebbe allontanato illecitamente ben 36 volte. Ad operare le modifiche era l’addetto alla registrazione delle presenze. Le indagini sono iniziate nel 2017, dopo una segnalazione della Direzione Generale dell’Asl di Caserta la quale si era accorta che un dipendente modificava, accedendo al sistema, quasi quotidianamente le sue attestazioni di presenza. Il Nas ha poi accertato che erano 22 le persone (tra dipendenti e collaboratori) che truffavano l’Asl, alcune delle quali, pero’, nel frattempo, hanno cessato il rapporto di lavoro con la struttura sanitaria

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    Il clan Partenio aveva messo le mani sulle aste immobiliari: 14 arresti. I NOMI

    Cronache » Primo Piano » Il clan Partenio aveva messo le mani sulle aste immobiliari: 14 arresti. I NOMI

    Primo Piano

    Pubblicato
    12 ore fa circa (10:35)
    il
    9 Novembre 2020

    Il clan Partenio aveva messo le mani sulle aste immobiliari: 14 arresti.

    I Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri di Avellino e della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 14 indagati (8 da restringere in carcere e 6 ai domiciliari) e al sequestro preventivo di 5 società e dei relativi beni, crediti, azioni e quote sociali, per un valore complessivo stimato di circa 4 milioni di euro. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di più reati, quali Associazione per delinquere di tipo mafioso, Estorsione, Scambio elettorale politico-mafioso, Turbata libertà degli incanti, Falsità materiale, Truffa, Trasferimento fraudolento di valori e Riciclaggio.
    Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal GIP di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo partenopea, che ha coordinato le attività condotte congiuntamente dal Nucleo Investigativo dell’Arma dei Carabinieri di Avellino e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.L’indagine, convenzionalmente denominata “ASTE OK”, ha consentito di disarticolare un’organizzazione malavitosa composta da membri di spicco del cosiddetto Nuovo Clan Partenio (egemone nel capoluogo irpino, oggetto dell’operazione “PARTENIO 2.0”, condotta il 14 ottobre del 2019), nonché da imprenditori e professionisti.Dalle risultanze investigative è infatti emerso un contesto di espansione degli interessi criminali del gruppo camorristico ai redditizi settori delle aste e delle acquisizioni immobiliari, unito a un sempre forte e corrispondente interesse a influenzare la vita politica e amministrativa della città di Avellino, allo scopo di accedere alla “cabina di regia” delle scelte operate dalla Pubblica amministrazione, per esempio, per l’appunto, in materia urbanistica ed edilizia.
    In particolare, anche attraverso le elaborate investigazioni economico-finanziarie sviluppate per seguire i trasferimenti di immobili ceduti all’asta e gli anomali flussi di regolamento, l’indagine ha consentito di acclarare forti legami tra alcuni sodali del clan camorristico, i titolari di alcune società di intermediazione immobiliare e professionisti nel settore i quali, avvalendosi dell’intimidazione derivante dal vincolo associativo, inibivano a proprietari “esecutati” la partecipazione alle aste giudiziarie aventi per oggetto propri beni, in questo modo appropriandosene al fine di chiedere ai medesimi ex-proprietari una quota di denaro maggiorata qualora avessero voluto rientrarne in possesso.Si ritiene che il sodalizio si sia avvalso di società intestate a prestanomi nelle quali sarebbero transitate le somme estorte in modo da poter ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa.
    L’attività ha documentato la promessa di voti in occasione delle elezioni del Consiglio Comunale di Avellino del giugno 2018 da parte di appartenenti al clan Genovese-Galdieri, nei confronti di un candidato consigliere – poi eletto – figlio di un boss detenuto, appartenente al medesimo gruppo, in cambio della riassegnazione della gestione di un centro sportivo sito in Avellino.Oltre a numerose perquisizioni nei confronti dei soggetti ritenuti organici o contigui al sodalizio criminoso, è in atto anche l’esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo relativo a 5 società (i cui titolari sono tra i destinatari della misura cautelare), di cui:– 1 struttura di assistenza sociale-residenziale;– 2 società immobiliari;– 1 società di consulenza amministrativa;– 1 attività di ristorazione.L’intero patrimonio delle società sottoposto a sequestro (tra cui 59 fabbricati e 26 terreni) è stato stimato in circa 4 milioni di euro, al quale si aggiungono le disponibilità finanziarie già sequestrate nei confronti degli indagati in data 14 ottobre 2019 ammontanti a circa 1,5 milioni di euro.Nel medesimo contesto operativo, è stata notificata la misura dell’“interdittiva antimafia”, già emessa dalla Prefettura di Avellino, alla società riconducibile alla cit. struttura di assistenza sociale-residenziale, nonché a un’altra azienda riferibile a un altro indagato.
    CUSTODIA CAUTELATRE IN CARCERE1. GALDIERI Pasquale, classe 1974, di Mercogliano;2. GALDIERI Nicola, classe 1975, di Mercogliano;3. DELLO RUSSO Carlo, classe 1977, di Mercogliano;4. PAGANO Beniamino, classe 1980, di Mercogliano;5. GENOVESE Damiano, classe 1983, di Avellino;6. FORTE Livia, classe 1961, di Avellino;7. APRILE Armando Pompeo, classe 1959, di Avellino;8. FORTE Modestino, classe 1966, di Avellino.CUSTODIA CAUTELATRE AGLI ARRESTI DOMICILIARI1. CICCONE Antonio, classe 1977, di Avellino;2. BARONE Antonio, classe 1976, di Avellino;3. FORMISANO Gianluca, classe 1984, di Serino;4. BARBATI Emanuele, classe 1977, di Manocalzati;5. DI BENDETTO Manlio, classe 1979, di Atripalda;6. GISOLFI Mario, classe 1959, di Montoro.SOCIETÀ SEQUESTRATE1. LARA IMMOBILIARE S.r.l., con sede a Roma;2. PUNTO FINANCE S.r.l., con sede a Roma;3. RINASCIMENTO ITALIANO S.r.l., con sede ad Anzio;4. ARCA DI NOE’ S.r.l., con sede a Serino;5. NUVOLA S.r.l., con sede ad Avellino.

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    Coronavirus

    Pubblicato
    1 ora fa
    il
    9 Novembre 2020

    La notizia dell’efficacia al 90% del vaccino contro il coronavirus sviluppato dall’americana Pfizer e dalla tedesca Biontech e’ “l’inizio della fine dei problemi”, ha detto il primo ministro britannico, Boris Johnson.
    Per lo meno, lo sara’ per i Paesi che lo hanno prenotato, non molti (e tutti nel ricco “primo mondo”) ma abbastanza da lanciare alle due aziende un’altra colossale sfida: produrne abbastanza da soddisfare una domanda che era gia’ ingente quando il vaccino era ancora allo stato sperimentale e potrebbe raddoppiare con l’esercizio delle opzioni per quantitativi aggiuntivi inserite nei contratti. Diamo un po’ di numeri. L’Unione Europea aveva ordinato 200 milioni di dosi ed e’ pronta a esercitare l’opzione per altre 100 mila. Il Regno Unito ne aveva ordinate 30 milioni ma oggi Johnson ha parlato di 40 milioni. Gli Stati Uniti, che puntavano molto sul vaccino di Moderna, hanno ordinato 100 milioni di dosi ma hanno l’opzione per arrivare a mezzo miliardo. Il Giappone ha prenotato 30 milioni di dosi e il Canada altre 20, con l’opzione di arrivare a 76 milioni.
    Facendo un rapido calcolo, se tutte le opzioni verranno esercitate, si parla di quasi un miliardo di dosi. Con il massimo sforzo possibile, Pfizer e Biontech sperano di produrre 1,3 milioni di dosi l’anno prossimo. Va ricordato poi che Biontech sta lavorando con la Shanghai Fosun Pharmaceutical Group per vendere il vaccino anche in Cina. Le due aziende hanno fatto sapere che entro fine anno potranno essere vaccinate, nella migliore delle ipotesi, 25 milioni di persone, cifra equivalente a meno di un terzo della popolazione della Germania. “Dovremo fare in modo di trovare una maniera per distribuire il vaccino in maniera equa”, ha commentato l’amministratore delegato di Biontech, Ugur Sahin. Il vaccino richiede inoltre temperature rigidissime per un’adeguata conservazione, il che rendera’ la distribuzione non semplice. Quel che e’ certo e’ che, se il G7 rastrellera’ tutta la produzione prevista per il 2021, non ne restera’ per il Sudamerica, per l’Africa, per quasi tutta l’Asia.
    Moderna e AstraZeneca, le altre due societa’ occidentali piu’ avanti nella sperimentazione, dovranno cercare di arrivare prima della Cina e garantire una distribuzione improntata anche a una logica umanitaria. In caso contrario, il Dragone si trovera’ di fronte una chance incredibile per espandere il suo gia’ soverchiante soft power nelle aree piu’ povere del mondo. Nella grande corsa al vaccino sembra invece al momento fuori gioco la Russia, che pure ha inviato alcune dosi del suo Sputnik V a nazioni alleate come il Venezuela. Secondo quanto hanno riferito diverse fonti mediche alla Reuters nei giorni scorsi, la produzione del vaccino russo non riesce a tenere testa nemmeno alla domanda necessaria per completare la fase sperimentale. Non sara’ un caso se, dopo le indiscrezioni, il Cremlino ha imposto al personale sanitario di parlare con la stampa solo dopo un’adeguata consultazione con le autorita’.

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