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    Quindici chili di droga e fucili: l’Americano muto dal Gip

    Comparso davanti al Gip del Tribunale di Latina Giorgia Castriota per l’interrogatorio di garanzia, è rimasto in silenzio. Il 46enne di Fondi Luca Caporiccio si è avvalso della facoltà di non rispondere, con il giudice che ha poi convalidato l’arresto. 
    Già ampiamente noto alle forze dell’ordine e conosciuto ai più col soprannome ‘l’Americano’, attualmente ristretto nel carcere di Latina, Caporiccio è finito nella rete della polizia del Commissariato della Piana lo scorso 22 aprile: gli agenti coordinati dal vicequestore Marco De Bartolis lo avevano ammanettato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di armi clandestine e ricettazione.
    Nella sua disponibilità erano stati trovati 15 chili di droga – 5 di cocaina, 9 di hashish e uno di marijuana – due fucili di provenienza illecita, cartucce compatibili e circa 20mila euro in contanti. Tranne il denaro e 30 grammi di “neve”, tutto nascosto in un vano sotterraneo a servizio del sistema fognario del villino che aveva preso in affitto nei pressi del litorale, in via della Poiana.
    Intanto il legale dell’uomo, l’avvocato del Foro di Bari Leopoldo Di Nanna, ha annunciato di aver depositato una “corposa documentazione”, a suo dire in grado di far cadere le accuse nei confronti di Caporiccio.

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    Controlli a tappeto a Torre Annunziata: 2 arresti, recuperate pistola e droga

    🔊 Ascolta la notizia Controlli a tappeto a Torre Annunziata: 2 arresti, recuperate pistola e droga I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, supportati dai militari del Nucleo Cinofili di Sarno, hanno svolto un servizio ad “alto impatto” disposto dal comando provinciale di napoli nel comune di Torre Annunziata e nei comuni limitrofi. I militari […] LEGGI TUTTO

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    Ercolano: in cella Acampora, esponente del clan Ascione

    🔊 Ascolta la notizia Ercolano. Controlli a tappeto e ordine di carcerazione per esponente del clan Ascione. E’ finito in manette Roberto Acampora, 44enne di Torre del Greco, ritenuto vicino al clan Ascione – Papale. Già sottoposto ai domiciliari, Acampora è stato arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Napoli. […] LEGGI TUTTO

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    Napoli, trasportavano mezzo chilo di droga con i bambini in auto: arrestate

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    Napoli, trasportavano mezzo chilo di droga con i bambini in auto: arrestate
    Ieri mattina gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno controllato un’autovettura nei pressi dell’uscita di Melito/Mugnano della circumvallazione esterna con a bordo due donne e due bambini piccoli.
    I poliziotti hanno rinvenuto, all’interno di un incavo ricavato sotto il cambio del veicolo, un involucro contenente 511,70 grammi di eroina ed un telefono cellullare.
    Le due donne, M. C. e V.A., napoletane di 52 e 36 anni, sono state arrestate per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. LEGGI TUTTO

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    Spaccio di droga, 18enne di Minturno rimesso in libertà

    Si è svolta lunedì mattina dinanzi al giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Cassino Salvatore Scalera, l’udienza di convalida dell’arresto del diciottenne di Minturno – difeso dall’avvocato Gianni Bove – che sabato scorso è stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana e hashish.
    In particolare, a seguito di un servizio volto a contrastare lo smercio di droga, i carabinieri della Stazione locale avevano proceduto a una perquisizione domiciliare, trovando il giovane in possesso di 114,3 grammi di marijuana suddivisa in dosi, 5,75 grammi di hashish, 0,19 di budder (un concentrato di cannabis), un bilancino e materiale utile al confezionamento.
    Il pubblico ministero di turno ha richiesto al Gip la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. Il giudice ha convalidato l’arresto, accogliendo però le doglianze del suo difensore circa l’applicazione della misura cautelare, rimettendo il 18enne in libertà senza essere gravato da alcuna misura cautelare, nonostante il quantitativo di sostanza rinvenuta.

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    Salerno, così il boss Michele Cuomo spacciava droga in carcere. TUTTI I NOMI

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    Il boss di Nocera Inferiore, Michele Cuomo aveva organizzato un traffico di droga nel carcere di Fuorni a Salerno dove è detenuto con la ‘collaborazione’ del potente clan Mazzarella di Napoli.

    Personale della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Salerno e del Nucleo Investigativo Centrale del Corpo della Polizia Penitenziaria, coadiuvati da personale delle Squadre Mobili di Firenze, Napoli, Cosenza e Roma, con l’ausilio dei Reparti Prevenzione Crimine, di unità cinofili e il supporto aereo di un elicottero della Polizia di Stato, all’alba di oggi, hanno eseguito, nelle province di Salerno, Napoli, Firenze e Cosenza, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, su conforme richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, nei confronti di 47 persone, ritenuti responsabili, a vario titolo, di due associazioni a delinquere finalizzate al traffico illecito di sostanze stupefacenti ed estorsioni .

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    Nel primo semestre del 2019, l’ attività d’indagine della Squadra Mobile di Salerno con la direzione della Procura della Repubblica di Salerno – DDA, aveva posto in evidenza l’esistenza di illecite introduzioni all’interno della Casa Circondariale di Salerno di apparecchi cellulari oltre che sostanze stupefacenti da commercializzare nell’ambito della stessa struttura carceraria.
    Tali circostanze avevano trovato medesima corrispondenza, nelle risultanze di un altro procedimento istruito presso la Procura della Repubblica di Salerno, le cui attività di indagine sono state esperite da questa Squadra Mobile in codelega con il Corpo della Polizia Penitenziaria – Nucleo Investigativo Centrale – Nucleo Regionale della Campania.
    È emerso come Michele Cuomo, principale indagato e vertice dell’organizzazione, avesse in collaborazione con i suoi sodali, costituito anche all’interno della Casa Circondariale di Salerno, “una piazza di spaccio” previa introduzione all’interno di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari funzionali all’espletamento di detta attività.
    L’attività espletata ha evidenziato il coinvolgimento anche di un agente di Polizia Penitenziaria, in servizio ai “reparti detentivi” del carcere, che è risultato coinvolto nelle illecite attività descritte. In particolare dietro compenso elargitogli dallo stesso Michele Cuomo, per il tramite del suo principale “collaboratore” Domenico Rese, l’agente infedele introduceva quantitativi di stupefacenti all’interno della Casa Circondariale.

    Nel contempo, nell’emergere dell’allarmante quadro di una diffusa attività criminosa posta in essere dai detenuti all’interno del carcere di Salerno, afferente il commercio di sostanze stupefacenti e altri oggetti non consentiti, come telefoni cellulari e Sim Card, è emersa l’esistenza di una ulteriore associazione criminale operante all’interno del medesimo istituto, capeggiata dal detenuto  Luigi Albergatore.
    Michele Cuomo, durante il periodo detentivo presso la struttura carceraria in argomento, ha continuato a impartire “direttive” ai suoi più stretti collaboratori. Difatti, la compagine delinquenziale da lui diretta, attraverso i soggetti di più stretta “fiducia”, ha organizzato in due distinte zone della città di Nocera Inferiore, due “piazze di spaccio”, dimostrandosi, dunque, particolarmente attiva nell’illecita commercializzazione di stupefacenti.

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    Durante tutta l’attività d’indagine sono emersi numerosi episodi di violenze fisiche ed aggressioni a soggetti detenuti che non si “inchinavano” ai promotori dell’ingente traffico di stupefacente. Le spedizioni punitive erano tali da provocare lesioni anche gravi ai danni dei malcapitati.

    Il modus operandi del traffico di stupefacenti era articolato con vere e proprie “piazze di spaccio” all’interno della struttura carceraria di Salerno; con soggetti addetti alla detenzione della droga all’interno di intercapedini e armadietti nelle celle, altri addetti all’introduzione all’interno del carcere tramite parenti o affini che venivano per le visite periodiche ed occultavano i cellulari e lo stupefacente nelle parti intime ed infine una struttura articolata esterna di pagamenti tramite postepay che venivano ricaricate dall’esterno e servivano per pagare l’acquisto di stupefacente all’interno del carcere .
    L’acquisto dei cellulari all’interno del carcere aveva raggiunto le dimensioni un vero e proprio “mercato” infatti bastava ordinare la marca ed il modello per riceverlo consegnato dai visitatori e pagarlo attraverso bonifici alle postepay dedicate.
    L’utilizzo di suddetti cellulari avveniva attraverso sim intestate a soggetti irreperibili e quasi sempre extracomunitari, ed erano utilizzati sia per conversazioni personali con parenti e/o familiari all’esterno del carcere che con i fiancheggiatori utilizzati per le ricariche postepay e per impartire direttive ed ordini agli affiliati al clan.

    Durante tutta la fase delle indagini, con la collaborazione delle dirigenza del carcere e della polizia penitenziaria, sono stati effettuati diversi riscontri investigativi all’interno della struttura carceraria, Numerosi sono stati i sequestri di sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish e telefoni cellulari; più di 30 telefoni cellulari e circa 20 SIM card ed oltre un chilogrammo di sostanza stupefacente suddivisa in diverse dozzine di dosi, tra cocaina ed hashish, riuscendo così ad arginare e bloccare l’introduzione all’interno del carcere sia della droga che dei cellulari.
    Di seguito i nominativi dei soggetti colpiti da misura cautelare:
    1. BARBA Antonio cl.2000 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    2. BARBETTA Annamaria Grazia cl.1969 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    3. BOFFARDI Filippo cl.1983 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    4. BOVE Kristian cl.1996 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    5. CAGGEGI Giuseppa cl.1993 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    6. CAMANZO Gennaro cl.1989 di Napoli (arresti domiciliari)

    7. COMITINI Mario cl.1982 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    8. CUOMO Michele cl.1980 di Nocera Inferiore già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    9. D’AURIA Giuseppe cl.1992 di Pagani,già detenuto per altra causa (arresti domiciliari)
    10. D’AURIA Piero cl.1971 di Pontecagnano Faiano (arresti domiciliari)

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    11. DE ROSA Ciro cl.1987 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    12. DI CUNZOLO Valentina cl.1997 di Eboli (arresti domiciliari)
    13. FEDELE Camillo cl.1989 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    14. GIORDANO Raffaele Paolo cl.1995 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    15. GRANDE Matteo cl.1987 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    16. IANNONE Marco cl.1983 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    17. LAMBERTI Giacomo cl.1998 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)

    18. LIMODIO Mirko cl.1988 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    19. MARCELLO Adriano cl.1980 a Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    20. PASTORE Naomi cl.1997 di Nocera Inferiore (arresti domiciliari)
    21. PETTI Giuseppe cl.1984 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)

    22. RESE Domenico cl.1986 di Nocera Inferiore, domiciliato a Firenze (custodia in carcere)
    23. SARTORI Demetrio cl.1984 di Napoli, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    24. TORTORA Mario cl.1993 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    25. VICIDOMINI Luigi cl.1985 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    26. VILLANI Pietro cl.1983 di Nocera Inferiore (custodia in carcere)
    27. ALBERGATORE Luigi cl.1988 di Torre Annunziata (NA), già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    28. AMORETTI Angela cl.1996 a Torre Annunziata (NA) (custodia in carcere)
    29. AVALLONE Luca cl.1975 di Salerno, già detenuto, per altra causa, presso la comunità terapeutica di Spezzano Albanese (CS) (custodia in carcere)
    30. CAVALLARO Gaetano cl.1979 di Scafati, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    31. D’ACUNZO Vito cl.1987 di Torre Annunziata (NA), già detenuto, per altra causa, presso la comunità terapeutica di San Benedetto Ullano (CS) (custodia in carcere)
    32. D’ADDIO Vincenzo cl.1977 di Santa Maria a Vico (CE) già detenuto per altra causa (custodia in carcere)

    33. D’ELIA Andrea cl.2000 residente a Giffoni Valle Piana (arresti domiciliari)
    34. D’ELIA Carlo cl.1972 residente a Giffoni Valle Piana (custodia in carcere)
    35. D’ELIA Cassandra cl.1997 residente a Giffoni Valle Piana (arresti domiciliari)
    36. FALANGA Olimpia cl.1973 residente a Scafati (arresti domiciliari)
    37. FATTORUSO Angela cl.1998 residente a Scafati (obbligo di dimora)
    38. FATTORUSO Annunziata cl.1980 residente a Scafati (obbligo di dimora)
    39. FATTORUSO Gianmarco cl.1988 residente a Scafati (custodia in carcere)
    40. GRIECO Gennaro cl.1969 residente a Moscufo (PE) (obbligo di dimora)
    41. MELLUSO Gennaro cl.1981, già detenuto per altra causa (arresti domiciliari)
    42. NOCERA Emiliano cl.1973 residente a Scafati (arresti domiciliari)
    43. NOCERA Michele cl.1971 di Scafati (custodia in carcere)
    44. PASTORE Luigi cl.1999 di Salerno, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
    45. PRINCIPE Carmela cl.1989 residente a Salerno (arresti domiciliari)
    46. TEODOSIO Annamaria cl.1980 residente a Pompei (arresti domiciliari)
    47. TORTORA Andrea cl.1997 residente a Trecase (NA) (obbligo di dimora) LEGGI TUTTO

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    Salerno, nel carcere si ordinavano anche i modelli di cellulari

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    Nel carcere di Salerno la droga arrivava attraverso diversi canali e così anche i cellulari. Vi erano delle vere e proprie piazze di spaccio e vi era una sorta di catalogo di cellulari da far arrivare nel penitenziario.

    Il modus operandi del traffico di stupefacenti era articolato con vere e proprie “piazze di spaccio” all’interno della struttura carceraria di Salerno, con soggetti addetti alla detenzione della droga all’interno di intercapedini e armadietti nelle celle, altri addetti all’introduzione all’interno del carcere tramite parenti o affini che venivano per le visite periodiche e nascondevano i cellulari e lo stupefacente nelle parti intime ed infine una struttura articolata esterna di pagamenti tramite postepay che venivano ricaricate dall’esterno e servivano per pagare l’acquisto di stupefacente all’interno del carcere.

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    L’acquisto dei cellulari all’interno del carcere aveva raggiunto le dimensioni di un vero e proprio “mercato”: bastava ordinare la marca e il modello per riceverlo consegnato dai visitatori e pagarlo attraverso bonifici alle postepay dedicate. L’utilizzo di cellulari avveniva attraverso sim intestate a soggetti irreperibili e quasi sempre extracomunitari, ed erano utilizzati sia per conversazioni personali con parenti e familiari all’esterno del carcere che con i fiancheggiatori utilizzati per le ricariche postepay e per impartire direttive ed ordini agli affiliati al clan. Durante tutta la fase delle indagini, con la collaborazione delle dirigenza del carcere e della polizia penitenziaria, sono stati effettuati numerosi sequestri di cocaina, hashish e telefoni cellulari, più di 30 telefoni cellulari e circa 20 sim card e oltre 1 chilo di sostanza stupefacente suddivisa in diverse dozzine di dosi, tra cocaina ed hashish, riuscendo così ad arginare e bloccare l’introduzione all’interno del carcere sia della droga sia dei cellulari.

    Nel primo semestre del 2019, l’attivita’ d’indagine aveva posto in evidenza l’esistenza di illecite introduzioni all’interno della Casa crcondariale di Salerno di apparecchi cellulari oltre che sostanze stupefacenti da commercializzare nell’ambito della stessa struttura carceraria. Tali circostanze avevano trovato corrispondenza nelle risultanze di un altro procedimento istruito presso la Procura della Repubblica di Salerno. E’ emerso come un detenuto, principale indagato e ritenuto dagli inquirenti vertice dell’organizzazione, avesse in collaborazione con i suoi sodali, costituito anche all’interno della Casa circondariale di Salerno, “una piazza di spaccio” previa introduzione all’interno di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari. L’attivita’ d’indagine ha evidenziato il coinvolgimento anche di un agente di Polizia penitenziaria, in servizio ai “reparti detentivi” del carcere, che sarebbe coinvolto nelle illecite attivita’ descritte. In particolare, dietro compenso elargitogli dal capo dell’organizzazione, per il tramite del suo principale “collaboratore”, l’agente infedele avrebbe introdotto quantitativi di stupefacenti all’interno della Casa circondariale. Nel contempo e’ emersa l’esistenza di una ulteriore associazione criminale operante all’interno del medesimo istituto, capeggiata da un altro detenuto.

    Durante la fase delle indagini, con la collaborazione delle dirigenza del carcere e della polizia penitenziaria, sono stati effettuati diversi riscontri investigativi all’interno della struttura carceraria di Salerno. Numerosi sono stati i sequestri di sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish e telefoni cellulari; piu’ di 30 telefoni cellulari e circa 20 sim card ed oltre un chilogrammo di sostanza stupefacente suddivisa in diverse dozzine di dosi, tra cocaina e hashish, riuscendo cosi’ ad arginare e bloccare l’introduzione all’interno del carcere sia della droga che dei cellulari. LEGGI TUTTO

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    Rider della droga di Caivano: c’è anche un latitante. TUTTI I NOMI

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    C’è anche un latitante nel blitz di Caivano in cui è finito in carcere anche Ciro Migliore il giovane fidanzato di Maria Paola Gaglione la ragazza morta ad Acerra lo scorso anno investita dallo scooter del fratello che non accettava la relazione con il giovane trans.

    Il latitante è il 26enne Antoio Iorio di Sant’Antimo. Complessivamente sono 69 le persone coinvolte nell’inchiesta e tra queste 15 donne che avevano un ruolo importante nel traffico di droga gestito via telefono. Ordini e appuntamenti via chat e via sms. A capo del gruppo ci sarebbe stato Domenico Buonomo, detto “Mimmo”.

    Dalle indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord e realizzate dai carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Casoria, e’ emerso che gli indagati prendevano contatti telefonici con gli acquirenti accordandosi su quantita’ e luogo di consegna della droga. Lo stupefacente veniva affidato per la consegna a soggetti incensurati o comunque di giovane eta’, in alcuni casi anche minorenni, e sempre in piccole quantita’ in modo da avere meno problemi con le forze dell’ordine. Gli smistamenti avvenivano in punti concordati e i soggetti adibiti al trasporto pre-stavano attenzione ad avere con sé solo piccoli quantitativi di sostanza stupefacente.

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    Era gia’ stata arrestata dai carabinieri, sempre per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti, Cira Migliore, detto Ciro, il transgender di 23 anni, fidanzato con Maria Paola Gaglione, la giovane morta la notte tra il 10 e 11 settembre scorsi, ad Acerra al culmine di un inseguimento. Cira Migliore era stata bloccata dai carabinieri di Caivano e sottoposta a una misura cautelare: l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.

    Arresti in carcere
    GIULIO AULETTA  47 anniDOMENICO BUONOMO detto Mimmo   28 anniCARLO CRISTIANO 29 anniMASSIMO ESPOSITO 22 anniCONCETTA LIONELLI 32 anniFERDINANDO BERVICATO 23 anniLUIGI BERVICATO 54 anniFRANCESCO D’ANGELO 39 anniUMBERTO DI MICCO 52 anniMICHELE MORLANDO 30 anniPASQUALE PEZZELLA 22 anniGENNARO TUCCILLO  31 anniLUIGI VOLPICELLI  36 anniGIUSEPPE ADDEVICO 24 anniCIRA MIGLIORE 22 anniDOMENICO ROMANO 25 anniCLAUDIO GRANATA 49 anniANTONIO DE LUCA 26 anniSTEFANO FANTINATO 41 anniUMBERTO EGIDIO MURACA 40 anniGIUSEPPE PALMIERI 34 anniGAETANO PECORARO 22 anniANTONIO SCIARRA 52 anni

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    Arresti domiciliareLUCIANO CAIAZZO 36 anniANTONIETTA CERVELLI 48 anniANTONIO CRISCI 24 anniEMANUELE DE SIMONE 36 anniGEREMIA DELL’AVERSANA 33 anniFABIO DI MEO  32 anniANTONIO BOB DI MICCO 23 anniUMBERTO LAMPITELLI 41 anniALBERTO MORMILE 31 anniLUIGI RICCIO  30 anniANNA TIXON 37 anniARCANGELO VOLPICELLI 35 anniROMUALDO VOLPICELLI 21 anniSALVATORE VOLPICELLI 34 anniGIUSEPPE ZAMPELLA 25 anniANGELO PEZZULLO 30 anni

    Obbligo di presentazione alla PgCARMINE BARRA  27 anniSANTOLO BUONOMO 42 anniGIUSEPPE BIZZARRO 29 anniNUNZIO CALDORE  33 anniSALVATORE COPPETA 53 anniENNIO CUOMO 35 anniCARLO ESPOSITO 29 anniELPIDIO IORIO 22 anniFRANCESCO PIO IORIO 25 anniGIUSEPPE LAMI 30 anniEMILIA MIGLIORE 30 anniBIAGIO OREFICE 59 anniVLADIMIRO PAGANO 36 anniROSARIO SAVANELLI 32 anniPIA NUNZIA VOLPICELLI 22 anni LEGGI TUTTO

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    Blitz nelle piazze di spaccio di Arzano e Caivano: arresti e sequestri di droga

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    Controlli a tappeto nell’area nord di Napoli per i carabinieri del comando provinciale.
    I Carabinieri della Compagnia di Casoria, supportati dai militari delle Compagnie limitrofe hanno effettuato un servizio di controllo straordinario del territorio a largo raggio, incentrato nel rione “167” e sulle arterie principali dei comuni di Arzano e Caivano.Durante il servizio sono state effettuate diverse perquisizioni domiciliari in vari punti delle città e posti di controllo rafforzati nelle aree a maggiore densità criminale del centro urbano.Ad Arzano un 32enne è stato arrestato per il reato di spaccio in forza a un ordine di esecuzione di pena detentiva domiciliare emesso dal tribunale di Napoli Nord.

    Un uomo, è stato denunciato per guida senza patente.Durante il servizio sono stati controllati 82 veicoli e 117 persone sono state identificate. Sequestrati 11 veicoli sprovvisti di copertura assicurativa ed elevate 16 contravvenzioni al codice della strada per un ammontare complessivo di 11 mila e 500 euro, eseguite 3 perquisizioni e 14 controlli a persone sottoposte a provvedimenti e misure cautelari.

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    A Caivano i Carabinieri hanno setacciato le strade. Arrestato per spaccio un 21enne del posto sorpreso nel cedere – all’interno del parco verde – una dose di crack a un cliente che è stato poi segnalato quale assuntore alla prefettura.Diverse le perquisizioni. I carabinieri della compagnia di Casoria hanno rinvenuto e sequestrato 60 involucri di marijuana, 63 stecche di hashish, 40 dosi di cocaina, 51 involucri di crack e 79 di eroina.Durante le operazioni sono state rinvenute e sequestrate anche 1 ricetrasmittente con caricabatterie, 3 chiavi per portoni in ferro (dove solitamente vengono nascoste droga e armi) e quasi 4mila euro ritenuti provento di spaccio LEGGI TUTTO

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    Telefoni e droga nel carcere di Benevento: arrestato anche l’ultimo indagato

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    Telefoni e droga nel carcere di Benevento: arrestato anche l’ultimo indagato.

    E’ stato bloccato in serata, nel Napoletano, l’uomo sfuggito ieri mattina alla notifica di una delle quattro misure cautelari in carcere emesse dal gip di Benevento (oltre a un obbligo di dimora), su richiesta dell’ufficio inquirente coordinato dal procuratore Aldo Policastro, nell’ambito di una indagine della polizia penitenziaria di Benevento sull’introduzione di telefoni cellulari e droga nell’istituto carcerario sannita, anche tra alcuni detenuti appartenenti al circuito alta sicurezza.
    L’uomo e’ stato preso nel Napoletano dagli agenti della Penitenziaria di Benevento insieme con i colleghi del Nucleo investigativo regionale di Napoli (Nic). “Ennesimo successo del Nic regionale della Campania – commenta Ciro Auricchio, segretario regionale del sindacato Uspp – che unitamente ai colleghi di Benevento ha assicurato alla giustizia dopo una accurata ed intensa ricerca il destinatario della misura restrittiva. A loro vanno i complimenti del sindacato per la brillante operazione”. LEGGI TUTTO

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    Benevento, gestivano dal carcere traffico di droga con cellulari: 4 arresti

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    Benevento, gestivano dal carcere traffico di droga con cellulari: 4 arresti. Droga e telefoni miniaturizzati in cella.

    Una indagine della polizia penitenziaria ha portato il gip di Benevento a emettere una misura cautelare della custodia in carcere a carico di quattro pregiudicati per reati anche di criminalita’ organizzata, nonche’ della misura di obbligo di dimora nei confronti di una donna incensurata residente nella provincia di Napoli. Uno dei destinatari della misura, si e’ sottratto all’arresto in occasione dell’esecuzione, ed e’ ricercato.
    Nel carcere di Benevento, per gli inquirenti, c’era una attivita’ di spaccio in particolare tra alcuni detenuti appartenenti al circuito alta sicurezza, che, con apparecchi telefonici introdotti illecitamente, mantenevano costanti contatti con l’esterno per organizzare l’introduzione e la cessione di sostanze stupefacenti, gestendo anche la retribuzione ai fornitori.
    La droga chiesta arrivava durante i colloqui con i parenti ed era smistata tra le sezioni detentive tramite detenuti addetti a mansioni lavorative o inserendola in buste della spesa calate dalle finestre delle camere di pernottamento. E c’era anche uno traffico di telefoni cellulari, per lo piu’ di dimensioni estremamente ridotte e di schede telefoniche con intestatari fittizi, spesso stranieri risultati inesistenti.
    Una serie di sequestri di telefoni cellulari e droga trovati la scorsa estate nel carcere di Benevento e poi la scoperta che non si trattava di episodi isolati, hanno dato il via all’inchiesta della penitenziaria su una organizzazione in grado di gestire gli approvvigionamenti ciclici nell’istituto di pena di droga da vendere ai detenuti e capace anche di ‘stipendiare’ chi dall’esterno provvedeva alle necessita’ di un gruppo di detenuti. Detenuti soprattutto del circuito di alta sicurezza, capaci di costruire una rete per gestire un’autentica piazza di spaccio nel penitenziario di contrada Capodimonte. La donna incensurata raggiunta dalla misura cautelare di obbligo di dimora non potra’ piu’ far visita a un parente che si trovava nel carcere di Benevento e che faceva da collegamento con gli altri componenti dell’organizzazione. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite a Torino, Firenze, Bari e Napoli.

    I telefoni cellulari entravano in carcere con i sistemi piu’ ingegnosi. Si trattava spesso di microcellulari che sfruttavano le vecchie reti Gsm e sfuggivano ai sistemi di intercettazione piu’ sofisticati. Il momento dei colloqui settimanali con i familiari era fondamentale. I pacchi destinati ai detenuti riuscivano a nascondere la droga, hashish, marijuana e cocaina. Poi altri detenuti impegnati in lavori all’interno del penitenziario si occupavano di effettuare le consegne ai destinatari finali. Scoperta anche una contabilita’, che ha mostrato un volume d’affari notevole e la circolazione di denaro contante ma anche l’esistenza un sistema di baratto tra detenuti per pagare la droga. I pagamenti avvenivano anche all’esterno, tra rispettivi familiari. L’indagine potrebbe avere altri sviluppi per individuare soprattutto i fornitori dei telefoni cellulari e delle schede sim. LEGGI TUTTO