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    Ennesima assoluzione per il boss Masone Pompeo

    Si è tenuto davanti al Giudice Monocratico del Tribunale di Benevento, Dott. Perrotta, il processo a carico di Masone Pompeo, di 57 anni, di San Giorgio del Sannio, imputato del reato di furto pluriaggravato e difeso dagli Avvocati Vittorio Fucci e Antonella Mazzone.

    In particolare, il Masone era imputato di aver rubato, nell’agosto del 2016, in maniera fraudolenta, beni esposti alla pubblica fede, consistenti in derrate alimentari, tra cui bottiglie di olio, presso il supermercato Decò di Benevento, sito alla via Napoli.
    All’esito del processo, il P.M. aveva chiesto per Masone una condanna a tre anni e 2 mesi. Il Giudice, invece, accogliendo la tesi degli avvocati Vittorio Fucci e Antonella Mazzone, ha assolto il Masone dal reato di furto pluriaggravato. LEGGI TUTTO

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    Telese, iniziato il processo per presunte lesioni provocate da due chirurghi

    Foto archivio Telese, iniziato il processo per presunte lesioni provocate da due chirurghi operatori presso la Clinica San Francesco. Si è tenuto innanzi al G.M. del Tribunale di Benevento, Dott. Perrotta, il processo a carico di due sanitari, V.A. e P.M.A., chirurghi operatori presso la Clinica San Francesco di Telese, imputati di presunte lesioni procurate […] LEGGI TUTTO

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    Telese, iniziato il processo per presunte lesioni provocate da due chirurghi

    Telese, iniziato il processo per presunte lesioni provocate da due chirurghi operatori presso la Clinica San Francesco.

    Si è tenuto innanzi al G.M. del Tribunale di Benevento, Dott. Perrotta, il processo a carico di due sanitari, V.A. e P.M.A., chirurghi operatori presso la Clinica San Francesco di Telese, imputati di presunte lesioni procurate ad una donna nel corso di un intervento di isterectomia, nonché di presunti falsi in relazione alla redazione di atti sanitari, difesi dagli Avvocati Vittorio Fucci e Cosimo Servodio.
    In particolare, secondo la Pubblica Accusa, i due sanitari, nel corso di un intervento chirurgico di isterectomia, per presunta negligenza ed imperizia, avrebbero provocato alla paziente delle lesioni permanenti, commettendo, poi, la presunta falsificazione di alcuni atti clinici. La paziente, costituitasi parte civile, è assistita dall’Avvocato Antonio Barbiere, mentre la clinica, quale responsabile civile è assistita dall’Avvocato Andrea De Longis junior.
    L’udienza è stata caratterizzata dalla lunga escussione del Prof. Carlo Balbi, nella qualità di consulente della difesa degli imputati, già noto accademico ed autore di centinaia di pubblicazioni in materia di ostetricia e ginecologia.
    Il Prof. Balbi è stato sottoposto a numerose domande dagli Avvocati Vittorio Fucci e Cosimo Servodio, nonché dall’Avvocato di parte civile, Antonio Barbieri. Sono stati poi escussi due sanitari dell’Ospedale Civile “San Pio”, Dott. De Fortuna e Dott. Tripodi, che ebbero in cura, presso l’ospedale, la donna dopo il primo intervento subito alla clinica San Francesco di Telese Terme.
    Infine, sono stati sentiti il Dott. Colella, sanitario della clinica San Francesco e la Dott.ssa De Rosa, componente dell’equipe operatoria. All’esito dell’istruttoria, il Giudice ha rigetto la richiesta di integrazione probatoria, mediante audizione di nuovi testi, avanzata dal difensore della parte civile ed ha rinviato il processo, per la discussione, al 06/10/2022. LEGGI TUTTO

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    Benevento, società fittizie in Bulgaria per evadere il fisco: danno da 69 milioni di euro

    Benevento, società fittizie in Bulgaria per evadere il fisco: danno da 69 milioni di euro. Le indagini sono iniziate nel febbraio 2019

    Associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, bancarotta fraudolenta e omessa dichiarazione: sono questi i reati contestati, a vario titolo, a 26 persone nei confronti delle quali sono stati adottati provvedimenti cautelari, su disposizione della Procura della Repubblica di Benevento, ed eseguito dalla guardia di finanza nel capoluogo sannita e nelle province di Benevento, Avellino, Roma, Milano, Napoli, Cosenza e Varese, nonché in territorio bulgaro (Sofia e Plovdiv). All’erario sarebbero stati sottratti in totale oltre 69 milioni di euro.
    Nello specifico sono stati disposti: divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale e di imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, per 12 mesi, nei confronti di 8 persone, professionisti e imprenditori sanniti e della Valle Telesina operanti nel settore turistico-alberghiero, edile e della grande distribuzione alimentare; sequestro preventivo dell’intera azienda di una nota struttura ricettiva cittadina, dei beni aziendali strumentali all’esercizio dell’attività alberghiera, nonché dei titoli abilitativi e di due appartamenti ubicati sempre in Benevento; sequestro, finalizzato alla confisca per equivalente, di denaro, beni immobili e altri beni patrimoniali nella disponibilità dei 26 indagati, fino alla concorrenza del valore di circa 11 milioni di euro; “congelamento” in Bulgaria della titolarità delle quote delle società bulgare utilizzate per le operazioni contestate (attività ancora in corso).
    Le indagini sono iniziate nel febbraio 2019 quando sono emerse – si legge in una nota – “in esito ad un’attività info­investigativa svolta su una importante struttura alberghiera del capoluogo sannita, significative anomalie fiscali in relazione alle posizioni delle persone fisiche e giuridiche riconducibili alla struttura, gestita da un gruppo familiare costituito da un noto professionista beneventano e dai suoi due figli”.
    “Il modus operandi adottato dagli indagati – ancora la nota – è stato caratterizzato dal sistematico trasferimento in Bulgaria di società italiane, che pur mantenendo la medesima denominazione, sono state trasformate in imprese bulgare di diritto locale. Nello specifico, si ritiene che le società di diritto italiano (gravate da onerosi debiti erariali) venivano preliminarmente “svuotate”, attraverso operazioni di alienazione di immobili e crediti, poste in essere nel periodo immediatamente antecedente il trasferimento in Bulgaria. Le stesse, poi, ormai svuotate di elementi attivi, venivano quindi cancellate dal Registro delle Imprese nazionale per trasferimento all’estero.
    Le società trasferite, divenute soggetti di diritto bulgaro, mantenevano la stessa denominazione delle società italiane al fine di rimanere visibili ai creditori in Italia; le stesse, di fatto, risultavano tuttavia irreperibili presso le sedi bulgare dichiarate ed apparivano fraudolentemente ancora operative e solvibili attraverso l’accensione di conti in quel paese, in realtà non movimentati se non per il versamento del solo capitale sociale. In tal modo gli imprenditori italiani continuavano – di fatto – ad operare in Italia con neocostituite imprese (alle quali erano stati ceduti i compendi delle società trasferite) aventi il medesimo oggetto del clone estero”.
    Per svolgere indagini in maniera approfondita “il contesto investigativo si è esteso oltre i confini nazionali con la costituzione di una Squadra investigativa comune Italia-Bulgaria, quale strumento di cooperazione internazionale patrocinato da Eurojust – tra la Procura della Repubblica di Benevento e la Procura della Corte Suprema di Cassazione della Bulgaria, finalizzata ad ottenere e condividere informazioni ed elementi di prova nell’ambito delle investigazioni in corso”.

    Di Gustavo Gentile LEGGI TUTTO

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    Benevento, scoperta la cricca dei fallimenti: 24 indagati

    Un associazione a delinquere transnazionale dedita a reati tributari, fallimentari e di falso che vede 24 persone indagate a vario titolo dalla Procura di Benevento.
    Da questa mattina la Guardia di Finanza dei comandi provinciali di Napoli e Benevento sta eseguendo su ordinanza del gip di Benevento misure cautelari di interdizione dall’esercizio di attività professionale e di impresa, per la durata di 12 mesi, nei confronti di 8 soggetti e il sequestro preventivo di una nota struttura alberghiera, altri 2 immobili, denaro e beni per un valore di 11 milioni di euro. LEGGI TUTTO

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    Benevento, droga in Bulgaria il boss Gennaro Morgillo: in silenzio davanti al gip

    Benevento. Stamattina si è tenuto presso il carcere di Secondigliano l’ interrogatorio di garanzia del boss Gennaro Morgillo, difeso dall’ avvocato Vittorio Fucci e Igino Nuzzo, a cui è contestato un ruolo di primo piano nell’ associaizone a delinquere finalizzato al traffico di droga, che ha portato nella mattinata dell’ altro ieri a circa 38 misure cautelari.
    Il ras si è professato innocente e si è avvalso della facoltà di non rispondere. La difesa ha ritenuto di non fare passi falsi e puntare sul Riesame e poi eventualmente alla Cassazione, avendo così il tempo di un’ approfondita e puntuale difesa, senza compromettere in questo momento, visto la voluminosità del fascicolo delle indagini, la posizione del Morgillo, che è già estremamente gravata dalle accuse. .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65 { padding:0px; margin: 0; padding-top:1em!important; padding-bottom:1em!important; width:100%; display: block; font-weight:bold; background-color:#eaeaea; border:0!important; border-left:4px solid #C0392B!important; box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -moz-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -o-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -webkit-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); text-decoration:none; } .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65:active, .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65:hover { opacity: 1; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; text-decoration:none; } .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65 { transition: background-color 250ms; webkit-transition: background-color 250ms; opacity: 0.9; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; } .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65 .ctaText { font-weight:bold; color:#E74C3C; text-decoration:none; font-size: 16px; } .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65 .postTitle { color:#000000; text-decoration: underline!important; font-size: 16px; } .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65:hover .postTitle { text-decoration: underline!important; } LEGGI ANCHE  Covid alle Olimpiadi: primo caso a Tokyo 2020
    Ricordiamo che dagli atti risultano anche i contatti del Morgillo con i narcos in Bulgaria per rifornire di droga le piazze locali. Sono iniziate oggi le tattiche difensive.

    Di A. Carlino LEGGI TUTTO

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    Benevento, studenti intossicati al cinema: si torna al processo di Appello

    Benevento. La Corte d’Appello di Napoli, Sez. 2, accogliendo i motivi di appello proposti dal Pubblico Ministero e dalle parti civili costituite, ha disposto la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale in relazione al procedimento penale che vede imputata la signora Faraonio Gina Pompea (difesa dagli avvocati Dario Vannetiello e Angelo Leone) nella qualità di rappresentante legale della società che gestiva i locali del cinema San Marco di Benevento.
    La Faraonio è accusata di lesioni colpose ed immissione di fumi dannosi in relazione ad una vicenda che si è verificata in data 20 gennaio 2016 quando diversi studenti di varie scuole sannite, mentre partecipavano ad un Festival organizzato nell’ambito dell’attività didattica, furono vittime di una grave intossicazione da monossido di carbonio prodotto dall’impianto di riscaldamento della caldaia del cinema.
    La Faraonio era stata assolta in primo grado dal Giudice Monocratico del Tribunale di Benevento, Dott.ssa Francesca Telaro. La Corte d’Appello di Napoli, essendo di avviso contrario rispetto al giudice sannita che aveva disposto l’assoluzione, rigettando le istanze di inammissibilità dell’appello e di non procedere alla rinnovazione dell’istruttoria avanzate dai difensori dell’imputata, ha accolto i motivi di appello del P.M. e delle parti civili, disponendo la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale ed ha rinviato all’udienza del 28/06/2022.
    Le 68 parti civili sono rappresentate dagli avvocati: Vittorio Fucci, Isidoro Taddeo, Vincenzo Regardi, Roberto Pulcino, Alessandro Della Ratta, Pietro Farina, Tonino Biscardi, Nicola Covino, Pierluigi Pugliese, Massimiliano Cornacchione, Elena Cosina, Nunzia Meccariello, Francesco Iacuzio, Maurizio Giannattasio, Lucio Giuseppe Martino, Cosimo Servodio, Angelo Montella, Teresa Napolitano, Antonella Maffei, Paolo Abbate, Fiorita Luciano, Mario Izzo, Katia Iannotti, Antonio Suppa e Giuseppe Sauchella LEGGI TUTTO

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    Violentano una ragazza: ai domiciliari due uomini e una donna

    Violentano una ragazza: ai domiciliari due uomini e una donna. La violenza è avvenuta lo scorso dicembre a Ceppaloni
    A seguito di tempestiva attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, personale della Squadra Mobile della Questura di Benevento e della Polizia-Sezione di P.G. della locale Procura stanno eseguendo in data odierna tre misure cautelari – disposte dal GIP presso il Tribunale di Benevento conformemente alla richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica – degli arresti domiciliari nei confronti di due uomini ed una donna, gravemente indiziati del delitto di violenza sessuale di gruppo ex art. 609 octies c.p. nei confronti di una donna, nonchè, per uno degli indagati, per il reato di calunnia aggravata.
    Le indagini relative alla violenza, avvenuta a Ceppaloni nel mese di dicembre 2021, sono consistite nell’immediata audizione della persona offesa -anche con l’ausilio di personale specializzato – e nella verifica delle relative dichiarazioni mediante l’escussione di persone informate sui fatti, attività di intercettazione, visite mediche, perquisizioni e sequestri, delicato confronto tra la versione dei fatti resa dalla vittima e quella fornita da una delle persone sottoposte alle indagini, acquisizione di documentazione e soprattutto delle conversazioni scambiate nell’immediatezza dei fatti e nei giorni successivi tramite l’applicativo whatsapp tra la persona offesa e uno degli indagati nonché tra gli indagati stessi: la valutazione complessiva degli elementi ha consentito – allo stato – di contestare provvisoriamente ai tre indagati di avere, in concorso tra loro, indotto una giovane donna, con cui gli stessi avevano trascorso la serata, a subire atti sessuali contro la sua volontà nell’abitazione di uno dei tre, approfittando ed abusando delle condizioni di inferiorità psichica e fisica della vittima, determinate dall’assunzione volontaria, da parte di tutti, di sostanze alcoliche nelle ore precedenti alla violenza.
    Nei confronti di una delle persone sottoposte alle indagini si acquisivano gravi indizi di colpevolezza in ordine all’ulteriore reato di calunnia aggravata nei confronti della parte offesa, in quanto -interrogata dall’A.G. per fornire la propria versione dei fatti- denunciava falsamente di aver subito ella stessa una violenza sessuale da parte della vittima della violenza di gruppo. LEGGI TUTTO

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    Benevento, false società per indennità disoccupazione: 10 condanne

    Benevento. Una serie di societa’ fittizie per intascare indennita’ di disoccupazione e crediti d’imposta reali per decine di migliaia di euro. Una truffa messa a punto da un imprenditore 54enne di Sant’Angelo a Cupolo, Cosimo Tiso, con altri professionisti.
    Beneficiari delle indennita’ 86 persone, costrette poi a versare parte dei benefici ricevui dall’Inps. Le loro posizioni ono state stralciate e saranno discusse in un altro procedimento. Oggi si e’ concluso il processo a carico di 10 persone, una delle quali assolte, il consulente del lavoro Pierluigi Bordi, di 43 anni.
    Per gli altri il tribunale di Benevento ha disposto 12 anni di carcere per Cosimo Tiso, promotore e capo di un’associazione per delinquere; 7 anni a Gabriella Musco, 6 anni a Gaetano De Franco, di Benevento; 5 anni a Maria Rosaria Canu, di Sant’Angelo a Cupolo, 4 anni e 10 mesi a Pasqualino Pastore, 4 anni e 4 mesi a Tullio Mucci, 4 anni a Sergio Antonio Fiscante, 3 anni a Maurizio Marro, tutti di Benevento. Tutti erano accusati di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, reati tributari, riciclaggio e autoriciclaggio. LEGGI TUTTO

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    Benevento, sistema per ‘pilotare’ concordato e fallimento, chiuse le indagini per i 40 indagati

    Benevento. Procedure di concordato e di fallimento ritardate per non consentire il recupero dei crediti. L’inchiesta coinvolge imprenditori, avvocati, commercialisti e riguarda diverse procedure fallimentari registrate nel tribunale di Benevento.
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    La procura di Benevento ha concluso le indagini e inviato gli avvisi a 40 persone, tra le quali spiccano i nomi degli imprenditori Biagio, Biagio Flavio, Nunzia, Vincenzo e Flavio Mataluni di Montesarchio, proprietati della Olio Dante e Antonio e Cosimo Rummo, del pastificio omonimo.
    L’inchiesta prende le mosse da un concordato bocciato nel 2015. Gli atti furono trasmessi dal giudice fallimentare alla procura e alla Guardia di finanza che indaga su una societa’ nata dalla fusione di altre due, con il legale rappresentante indagato per frode fiscale.

    Da li’ partono le verifiche e le fiamme gialle scoprono un sistema controllato per gestire i fallimenti e i concordati per la ristrutturazione dei debiti di alcune aziende. Diversi i casi finiti sotto la lente degli investigatori. La procura nel dicembre scorso ha disposto anche delle misure interdittive per l’esercizio della professione nei confronti di alcuni avvocati e commercialisti. Misure sulle quali decidera’ la corte di Cassazione il 20 aprile prossimo.
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    Benevento, chiede ‘pizzo’ come emissario clan Sparandeo: arrestato

    Benevento. Pretendeva il ‘pizzo’ mensile dal titolare di un salone di bellezza, e, per convincere il commerciante a pagare, si era presentato come un emissario del clan Sparandeo, che controlla il racket delle estorsioni e il mercato della droga a Benevento.
    Mirko Polese, 30 anni pregiudicato di Benevento, e’ stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile sannita. L’indagine e’ partita nell’estate scorsa, quando il commerciante si e’ rivolto alle forze dell’ordine.
    Da li’ i riscontri alla testimonianza della vittima e per Mirko Polese il gip del tribunale di Napoli ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso. LEGGI TUTTO