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    Alena Seredova e il Covid: 'Non vedo mia figlia neonata da 15 giorni’

    Alena Seredova è ancora positiva al Covid. La showgirl è tornata a farsi vedere sul social dopo la diagnosi e il conseguente isolamento. Ora sta molto meglio, ma il tampone di controllo non è ancora tornato indietro negativo, quindi deve rimanere chiusa in camera. Ormai sono 15 giorni che sta lontana dalla piccola Vivienne Charlotte, la bambina di appena 6 mesi nata la scorsa primavera, frutto dell’amore con il compagno Alessandro Nasi.Alena Seredova, 42 anni, è ancora in isolamento dopo aver contratto il Covid: non vede i figli, inclusa la piccola Vivienne, da più di due settimaneRispondendo alle domande dei follower su Instagram ha spiegato: “Sono un paio di giorni che sto molto meglio, che sono di nuovo piena di energia. Sono strafelice di questo. Purtroppo però il secondo tampone di controllo è risultato ancora positivo perciò sono ancora chiusa. Sono molto delusa da questo”. Parlando dei sintomi ha fatto sapere: “Non ho perso subito il gusto e l’olfatto, è successo dopo qualche giorno. Ora sta tornando piano piano…”.
    Alena non sa come abbia fatto il virus a raggiungerla e infettarla: “Non so come l’ho preso, non dai familiari perché sono risultati tutti negativi. Abbiamo traslocato un po’ di tempo fa e abbiamo dovuto aggiustare ancora delle cose, qualcuno probabilmente me l’ha passato…”. Ovviamente vorrebbe poter tornare ad abbracciare i suoi figli (ha anche Louis Thomas, 12 anni, e David Lee, 11, avuti con l’ex marito Gigi Buffon): “Ho una mancanza assurda dei ragazzi, anche se sono strafortunata perché posso vederli dalla finestra”.
    La modella ha risposto a tantissime domande dei follower sul social: ha infatti molto tempo a disposizione essendo ancora chiusa in camera
    Forse la cosa più difficile è stare lontana proprio da Vivienne, che è ancora così piccola: “Penso che per lei sia più facile che per me, lei non ha la cognizione del tempo, ma sono passati 15 giorni e non vedo l’ora di abbracciarla”. Quando un utente le ha chiesto come abbia fatto con l’allattamento, ha risposto: “Io avevo già smesso di allattare prima perché non avevo abbastanza latte, la piccolina è stata anche già svezzata, quindi alla fine è andata liscia. Per lo svezzamento mi sono confrontata con il mio pediatra di Praga e con quello italiano e ho fatto un mix”.
    Ha poi rivelato che le piacerebbe avere un altro figlio: “Devo dire la verità che mi vengono così bene che mi piacerebbe, sì”. Infine ha confessato di essere stata dallo psicologo: “Sono andata dallo psicologo un anno dopo essermi lasciata con il mio ex marito. Mi sono fatta dare anche qualche consiglio su come gestire i ragazzi”.

    Scritto da: la Redazione il 25/11/2020. LEGGI TUTTO

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    E’ morto Diego Armando Maradona

    Se n’è andato Diego Armando Maradona. Era forse l’ex calciatore più famoso del mondo. Una vera e propria leggenda del pallone. La notizia si è diffusa nel tardo pomeriggio di mercoledì 25 novembre. Subito è rimbalzata sulle prime pagine dei siti di tutti i giornali del mondo. L’argentino era infatti noto a livello planetario. Aveva 60 anni. Era nato nel 1960 vicino Buenos Aires, la stessa città in cui si è spento a causa di un arresto cardiaco. Non si hanno ulteriori dettagli sulle ragioni del decesso.Diego Armando Maradona è morto a 60 anniMaradona era molto legato soprattutto al calcio italiano. In particolare aveva vissuto la fase più incredibile della sua carriera giocando con il Napoli. In città, dove era amatissimo, c’è incredulità: nonostante Diego avesse diversi problemi di salute, nessuno si aspettava di sentire la notizia della sua scomparsa.
    Maradona era uno dei simboli del calcio mondiale: era legato soprattutto alla squadra del Napoli
    Durante la sua vita Maradona si era reso protagonista anche di moltissime controversie. Dai problemi con il fisco al riconoscimento di Diego Sinagra come suo figlio.

    Scritto da: la Redazione il 25/11/2020. LEGGI TUTTO

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    Covid Parma. Tagliaferri (Fdi): “L’azienda ospedaliera universitaria esegue i tamponi al proprio personale?”

    Giancarlo Tagliaferri (Fdi)
    L’azienda ospedaliera sanitaria di Parma rispetta le prescrizioni di legge sui tamponi nasofaringei ed esami sierologici per il proprio personale infermieristico e sociosanitario? Lo chiede Giancarlo Tagliaferri (Fdi) in un’interrogazione alla Giunta regionale in cui denuncia queste gravi mancanze.
    “Il tampone naso-faringeo, o test molecolare – ricorda il consigliere – è attualmente considerato lo strumento più efficacie per la diagnosi del contagio da Sars-CoV-2, pertanto, è di primaria necessità assicurarne l’efficace ricorso per rompere le catene di trasmissione e, nello stesso tempo, garantire il veloce rientro in comunità ai casi negativizzati”.
    Stante la situazione, le rigide e specifiche prescrizioni in atto, ma soprattutto la difficile opera di tracciamento a causa dell’aumento esponenziale dei contagi, Tagliaferri chiede alla Giunta se sia al corrente della situazione nell’azienda ospedaliera universitaria di Parma e se intenda mettere in atto specifiche azioni “sia per tutelare il personale infermieristico e sociosanitario, sia per verificare eventuali carenze da parte di chi è preposto alla sorveglianza”.
    In aggiunta a queste domande, il consigliere piacentino sollecita la Giunta a “individuare le modalità attraverso le quali, in caso di impossibilità da parte delle strutture pubbliche di eseguire il secondo tampone per accertare la negativizzazione, i cittadini siano indirizzati verso le strutture private convenzionate per l’esecuzione del tampone nasofaringeo senza oneri a loro carico (e con prezzo amministrato o concordato con il privato in regime di convenzione)”.
    In via generale, poi, l’esortazione di Tagliaferri “a individuare un più efficace sistema di esecuzione dei tamponi in sinergia con le ATS “in modo da distribuire sul territorio l’ingente carico di talune strutture”.
    (Luca Boccaletti)

    Sanità e welfare
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Bologna. Perplessità da Forza Italia sul nuovo piano urbanistico, Castaldini: “Il Comune è in linea con la legge regionale?”

    È stato presentata oggi da Valentina Castaldini (Forza Italia) un’interrogazione a risposta scritta riguardante il nuovo piano urbanistico generale (pug) del comune di Bologna. Documento che si ricollega ai contenuti della legge regionale 24 del 2018, “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio”, che ha riformato il sistema della pianificazione territoriale e urbanistica, introducendo, appunto, nuove forme e contenuti agli strumenti urbanistici comunali.
    Sul nuovo piano urbanistico, spiega la consigliera, “sono state depositate diverse e significative osservazioni, anche da soggetti altamente qualificati”. Ad oggi, prosegue, “il Comune di Bologna, però, non ha dato riscontro in merito alle osservazioni avanzate, depotenziando significativamente la partecipazione dei cittadini e dei professionisti al nuovo pug”.
    “Nell’articolo 45, titolato ‘fase di formazione del piano’, si prevede che ‘la fase di formazione del piano è diretta alla consultazione del pubblico e dei soggetti nei cui confronti il piano è diretto a produrre effetti diretti, dei soggetti aventi competenza in materia ambientale, degli enti che esercitano funzioni di governo del territorio e delle forze economiche e sociali, nonché all’eventuale stipula di accordi integrativi con i privati ai sensi dell’articolo 61’. Eppure sembra che a questi attori il Comune non abbia dato risposta”. Mancherebbe tra l’altro secondo il partito di opposizione la mediazione della figura di dialogo, cioè il garante preposto, per raccogliere gli elementi delle associazioni e attivare il confronto con l’istituzione, in questo caso palazzo d’Accursio.
    Pertanto Castaldini chiede alla Giunta “se l’iter partecipativo del Comune di Bologna rispetti il quadro normativo indicato dalla legge regionale 24”.
    (Caterina Maggi)

    Infrastrutture e trasporti
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    'Detto Fatto' nella bufera per il tutorial: ecco cos'è successo

    Detto Fatto travolto dalla bufera per il tutorial in cui si vuole insegnare a come fare la spesa in modo più sensuale e ammiccante con indosso i tacchi alti. Il messaggio lanciato dalla trasmissione pomeridiana di Rai Due condotta da Bianca Guaccero scatena indignazione e viene giudicato assolutamente sessista.Detto Fatto nella bufera per il tutorial: ecco cos’è successoLa ragazza in studio, la pole dancer Emily Angelillo, spiega passo dopo passo come comportarsi all’interno di un supermarket mentre si fanno provviste per casa. Nel tutorial si fa notare come posizionare le mani sul carrello, come ancheggiare sui tacchi, come prendere un prodotto dagli scaffali più alti, come raccogliere una confezione caduta in terra. C’è persino il ballo finale sempre con il carrello: la sequenza ricorda molto le commedie sexy anni ’80.
    Si vuole insegnare a come fare la spesa in modo più sensuale, ma…
    La Guaccero accompagna il tutto con la solita ironia che la contraddistingue, ma non basta. Il tutorial non piace e scoppia la polemica. Il popolo del web lo definisce “squallido”: la donna non deve diventare un oggetto. “Se questo è ciò che la tv pubblica pensa di dover insegnare a noi donne siamo inguaiati come società”, scrive una follower su Twitter.
    Il messaggio lanciato dalla trasmissione scatena indignazione
    E ancora: “La musichetta da soft porn anni settanta ovviamente a sottolineare il tutto. In un momento del genere, con i problemi giganti di violenza sulle donne e di mancanza generale di rispettpo che si accentuano. Da sanzione e basta. Perché non è nemmeno divertente, è solo squallido””; “Di male in peggio, sembrano quelle situazioni equivoche da commedia sexy anni ’80”.
    Sono centinaia i messaggi contro il tutorial di Detto Fatto. I telespettatori sono basiti sulla scelta inopportuna, e commentano  a posteriori rimarcando che oggi, 25 novembre, si celebra la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Al momento nessuna replica a riguardo arriva da Bianca e dalla Rai.

    Scritto da: Annamaria Capozzi il 25/11/2020. LEGGI TUTTO

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    Nina Moric: 'Fabrizio Corona è fidanzato con Mariana Rodriguez'

    Nina Moric sgancia una vera e propria bomba sull’ex marito, reo secondo lei di continuare a infamarla in tv e sui social. La showgirl e modella croata fa rivelazioni choc via IG Stories, mentre è sul divano con il suo nuovo fidanzato, Marco, 22 anni. “Fabrizio Corona è fidanzato con Mariana Rodriguez”, svela a sorpresa. L’ex re dei paparazzi si sarebbe legato alla modella e showgirl venezuelana 29enne, ora single.Nina Moric: ‘Fabrizio Corona è fidanzato con Mariana Rodriguez’Non è finita qui. Nina Moric attacca Corona, che sarebbe protagonista, stando alle sue parole, di un vero triangolo amoroso: “Tra l’altro è sposato con una signora di 50 e passa anni e in questo momento ha una relazione con Mariana Rodriguez, questa è la verità e la verità vince sempre. Lui sta con la Rodriguez ed è sposato”.
    La showgirl e modella sgancia una vera e propria bomba sull’ex marito
    La Moric si giustifica: è stanca perché secondo lei l’ex continua a istigare le persone mettendola in cattiva luce. Lamenta di avere più ‘hater’ che fan per colpa sua.
    Il 46enne sarebbe sposato con una 50enne e avrebbe anche una relazione con la showgirl e modella venezuelana 29enne
    “Male non fare paura non avere. L’infamia è un marchio che non ti togli nemmeno da morto. Le ingiurie che ha detto su di noi non ci toccano minimamente, ma a te potrebbe toccarti se la gente sapesse la verità su di te?! Ops”, scrive nelle sue storie. E conclude: “Anche la Moric ha detto la sua: Mariana Rodriguez sta con Corona che è sposato. Buonanotte”.

    Scritto da: Annamaria Capozzi il 25/11/2020. LEGGI TUTTO

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    Passaggi a livello tratta Fidenza-Cremona, no a risoluzione Lega

    Nessun voto contrario ma la risoluzione della Lega sui tre passaggi a livello della tratta Fidenza-Cremona nel comune di Villanova sull’Arda, in provincia di Piacenza, viene respinta. È successo questa mattina in commissione Ambiente, presieduta da Stefano Caliandro, dove l’atto d’indirizzo ha ottenuto i voti favorevoli del Carroccio e di Rete Civica ma ha trovato l’astensione del Partito democratico e della Lista Bonaccini. In questo caso, come prevede il regolamento, visto che le astensioni superavano il numero dei voti favorevoli l’atto, seppur senza contrari, è stato bocciato.
    La risoluzione (firmata dal capogruppo della Lega Matteo Rancan e da Valentina Stragliati) chiedeva di “mantenere gli impegni assunti provvedendo a una rapida esecuzione delle opere per ovviare ai problemi causati dai tre passaggi a livello (due situati sulla viabilità comunale e uno sulla Strada Provinciale dei Due Ponti)” e di “adottare tutte le misure necessarie alla messa in sicurezza in attesa della realizzazione e completamento dei lavori”.
    L’ 11 novembre 2019, ha spiegato Rancan, “nell’ambito di un incontro sulla viabilità della bassa piacentina, è stata sottoscritta, da Rete ferroviaria italiana, Provincia di Piacenza e Comune di Villanova sull’Arda, la convenzione per l’eliminazione dei tre passaggi a livello nel comune di Villanova sull’Arda. La convenzione prevedeva la sostituzione dei passaggi a livello con un cavalcaferrovia carrabile a doppia corsia in variante all’attuale tracciato della provinciale dei Due Ponti, da un sottopasso ciclopedonale per garantire la continuità dei percorsi esistenti e da una variante alla strada comunale di Via Picasso Ratto. A novembre 2019- ha continuato il capogruppo- in piena campagna elettorale, la Provincia aveva già completato il progetto di fattibilità tecnico-economica delle opere il cui costo complessivo ammontava a 6,7 milioni di euro che sarebbero stati sostenuti dalla Regione (3 milioni) e Rfi (3,7 milioni). Quest’ultima avrebbe poi dovuto provvedere anche alla progettazioni definitiva e a quella esecutiva delle opere nonché alla loro realizzazione. L’avvio dell’attività negoziale era prevista per il 2020 e successivamente sarebbero dovuti iniziare i lavori di realizzazione delle opere”.
    Dai banchi della maggioranza Nadia Rossi (Pd) ha invece ricordato che la “Provincia ha redatto progetto di fattibilità, tecnica ed economica” e che “si è concluso anche lo screening che ha portato, nel luglio scorso, all’emanazione di una delibera regionale. D’intesa con la Provincia, il Comune e Rfi stanno completando la redazione del progetto tenendo conto delle rilevanze emerse dallo screening. A quel punto verrà poi sviluppo il progetto definitivo. Rfi convocherà la conferenza dei servizi nel primo quadrimestre del 2021. Poi ci sarà la gara per appalto integrato. La Regione sta portando avanti gli impegni che si è assunta e i lavori stanno procedendo come da impegni presi”.
    (Andrea Perini)

    Infrastrutture e trasporti
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Territorio. Presentata in commissione relazione valutativa disciplina sui tartufi

    Informativa periodica sulla situazione regionale dei tartufi quella svoltasi oggi in apertura dei lavori della Commissione Ambiente, territorio e mobilità presieduta da Stefano Caliandro.
    In fase di illustrazione, gli uffici dell’Assessorato agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca hanno sottolineato come nel nostro territorio siano presenti quasi tutte le qualità eduli di tartufi, con particolare riferimento alla Romagna e al bolognese (per quanto concerne il tartufo bianco) e al piacentino/parmense per quanto concerne il tartufo nero pregiato. Altro dato che caratterizza il nostro territorio è poi il numero di cercatori in regola presenti in Regione, che ammonterebbe a circa 9 mila persone (il numero non ancora definitivo è originato dalla presa in carico degli archivi delle Province che spesso non sono in formato digitale).
    Positivo anche l’andamento delle abilitazioni con quasi 4 mila nuove abilitazioni nel corso del 2019 a cui hanno fatto seguito esami di abilitazione per l’anno 2020 svolti comunque di persona in condizioni di massima sicurezza. Di rilievo anche l’attività svolta nelle tartufaie naturali (26) e nelle tartufaie coltivate (19). Nonostante alcune criticità sulle attività di vigilanza, espletate solo attraverso corpi esterni all’Amministrazione regionale (carabinieri forestali, polizia provinciale e guardie ecologiche volontarie), non si sono registrati problemi di particolare entità. Eguali criticità e perplessità, sono poi state espresse sul percorso di quella che dovrebbe essere la nuova legge del settore e che dovrebbe sostituire la ormai datata Legge n. 752 del 16/12/1985. Dopo che le Regioni hanno dato un contributo determinante nella predisposizione del Piano di settore nazionale, infatti, nessun contributo è stato richiesto nella redazione del testo legislativo ora pendente presso il Parlamento.
    In sede di discussione generale, Michele Facci (Lega) ha trovato interessante il documento illustrato, ma lacunoso in diversi passaggi. “Avrei voluto qualche informazione in più su alcune specie di tartufi che si fregiano del marchio PAT (prodotto agroalimentare tradizionale), sulle quantità di prodotto generate nei singoli territori e sulle azioni di promozione messe in atto dalla nostra Regione per promuovere un prodotto di eccellente livello”.
    (Luca Boccaletti)

    Ambiente e territorio
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Giulio Berruti tra un film e l'altro torna a fare il dentista: ecco perché

    Giulio Berruti tra un film e l’altro torna a fare il dentista. L’attore sul social svela il perché della sua scelta: dopo aver studiato molto e aver preso una laurea in odontoiatrica nel 2015, non vuole assolutamente perdersi tutti gli aggiornamenti e le ultime tecniche relative alla sua specializzazione.Giulio Berruti tra un film e l’altro torna a fare il dentista: ecco perchéL’attore 36enne, fidanzatissimo con Maria Elena Boschi, nelle sue storie sul social mostra alcune sue pazienti e come è intervenuto con loro nel suo studio medico, poi scrive: “Per chi non lo sapesse, mentre lavoravo come attore per pagare le mie spese, ho studiato come dentista per 11 anni, e ho preso una specializzazione in ‘estetica del sorriso e ortodonzia’. Lavoro ancora come dentista tra i vari film per rimanere aggiornato e consapevole di come le tecniche si stanno evolvendo. Queste sono immagini del mio lavoro su alcuni dei miei pazienti”.
    Ci tiene moltissimo a recitare. Bellissimo, con un corpo scolpito, Giulio Berruti, però, tiene allo stesso tempo a indossare il camice e non per set, ma per sfruttare al meglio le sue capacità e regalare un sorriso bello e splendente a chi si rivolge a lui per farsi aiutare. Quando non è impegnato a girare, l’artista è infatti completamente assorbito dal lavoro nello studio dentistico che ha aperto a Roma con alcuni suoi ex compagni di università.

    Scritto da: Annamaria Capozzi il 25/11/2020. LEGGI TUTTO

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    Infrastrutture Modena. Corsini: pedemontana pronta entro il 2024; Pelloni (Lega): Provincia rispetti tempistiche

    “Il completamento della nuova Pedemontana di Modena è previsto entro la metà del 2024”. Lo ha affermato l’assessore Andrea Corsini questa mattina in commissione Ambiente (presieduta da Stefano Caliandro) dove il titolare delle infrastrutture in Regione ha risposto a un’interrogazione di Simone Pelloni (Lega) che chiedeva lumi sul cronoprogramma di realizzazione dell’opera e in particolare sulla costruzione del tratto, circa un chilometro e 800 metri, che va dalla frazione di Sant’Eusebio, nel comune di Castelvetro, al ponte sul torrente Tiepido.
    “Questi lavori- ha sottolineato il consigliere- sarebbero dovuti partire a settembre. Quel chilometro e 800 metri implementerà l’attuale tratta ma ancora manca un tratto, circa tre chilometri, per completare l’intera Pedemontana che va da Bologna a Sassuolo. Di questi ultimi tre chilometri, manca ancora il progetto esecutivo e mancano gli espropri. Quindi siamo molto indietro. Sarebbe importante procedere con celerità per il completamento di quest’opera, considerato che l’area sud di Modena ospita un Hub ospedaliero di area, quello di Sassuolo”.
    Sollecitazioni a cui Corsini ha replicato snocciolando le date del cronoprogramma: “Per quanto riguarda il tratto che va da Sant’Eusebio al ponte sul torrente Tiepido, la Provincia ha comunicato l’inizio dei lavori. Il completamento è previsto tra 364 giorni, salvo proroghe. Per quanto riguarda i restanti due interventi, circa tre chilometri che vanno dalla strada Provinciale 17 a via Gualinga e da qui a via Montanara, i lotti sono già finanziati per 11 milioni e 850mila euro grazie alle risorse del Fondo sviluppo e coesione. Il termine dell’iter procedurale del progetto e dell’affidamento dei lavori è previsto entro la fine del 2021. L’inizio vero e proprio dei lavori è fissato per il 2022. L’intera Pedemontana dovrebbe essere completata a metà del 2024”.
    Una risposta che ha soddisfatto, in parte, il leghista: “Sono contento di sapere che i fondi per completare l’infrastruttura ci siano. Chiederemo alla Provincia di essere il più efficiente possibile per rispettare queste tempistiche, in considerazione del fatto che il tratto mancante è davvero breve”.
    (Andrea Perini)

    Infrastrutture e trasporti
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO

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    Tagliaferri (Fdi): “valutare apertura delle piste da sci in piena sicurezza”

    Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) con un’interrogazione alla Giunta regionale affronta un tema di particolare attualità in queste ultime ore: l’eventuale apertura degli impianti sciistici.
    Il consigliere, in fase di premessa, chiarisce come l’imperativo nella gestione della pandemia comporti “la necessità di trovare un giusto equilibrio tra scelte di politica sanitaria e necessità di tutela del contesto socio economico, attraverso analisi e simulazioni che consentano di valutare le ricadute delle scelte”.
    Da questa considerazione generale “che non deve generare contrapposizioni tra decisioni di prevenzione contro la diffusione del virus e interessi economici”, Tagliaferri ricorda l’importanza che il turismo invernale rappresenta per l’Emilia-Romagna. In questo scenario, continua il consigliere piacentino, è quindi “condivisibile che la nostra Regione, insieme anche alle Regioni dell’arco alpino, stia lavorando per consentire un’apertura degli impianti. L’obiettivo è riaprire il 18 dicembre, dopo aver discusso a livello nazionale dei possibili protocolli da utilizzare sugli impianti”.
    La definizione dell’eventuale protocollo da seguire sulle piste da sci non sarebbe però la parte più difficile dell’iter. Per l’esponente di Fratelli d’Italia, infatti, sono da risolvere ben altre questioni di straordinaria importanza quali, ad esempio, il tipo di mobilità tra regioni e Stati che si vogliono prevedere nei prossimi mesi. Eventuali limitazioni, infatti, ricadrebbero sul numero di turisti ammessi, con evidenti ricadute negative nella programmazione della stagione invernale. “Altri problemi di cui tenere conto, prosegue Tagliaferri, sono la definizione, per ogni singola località, della soglia minima di sostenibilità per mantenere in funzione i propri impianti, quale sostegno pubblico potrebbe adottare la Regione per sostenere le attività e l’impatto sulla rete sanitaria del probabile aumento di traumi ortopedici che potrebbero derivare dalla pratica sciistica”.
    Stante le valutazioni che dovranno essere compiute dai vari esecutivi, Tagliaferri chiede “quali previsioni di limitazioni della mobilità tra regioni per motivi turistici sono ipotizzabili nei prossimi mesi, e quali considerazioni ha avanzato e condiviso in proposito la nostra Regione nelle sedi istituzionali nazionali”. Oltre alla domanda principale, il consigliere piacentino chiede poi il dettaglio delle valutazioni compiute in riferimento ai diversi scenari di sostenibilità per il settore turistico della nostra regione e quale sia il calo della curva dei contagi atteso o dei ricoveri negli ospedali dei malati Covid “per far fronte all’impatto della riapertura delle piste sul numero delle urgenze traumatologiche”.
    (Luca Boccaletti)

    Imprese lavoro e turismo
    25 novembre 2020 LEGGI TUTTO