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    Fine vita, Piccinini (M5s): approvare legge regionale, serve norma nazionale

    Votare il progetto di legge d’iniziativa popolare sul suicidio assistito entro sei mesi o, al massimo, entro la fine della legislatura in corso e sollecitare le istituzioni competenti all’approvazione di un’analoga legge nazionale.
    A chiederlo, in una risoluzione, è Silvia Piccinini (Movimento 5 Stelle) che ricorda come “si rende necessario scongiurare il rischio della mancata approvazione del citato progetto di legge entro il termine della legislatura e lo stesso presidente Stefano Bonaccini, la presidente dell’Assemblea Emma Petitti, il presidente del Veneto Luca Zaia e il presidente della Liguria Giovanni Toti si sono più volte pronunciati a favore di una legge sul suicidio medicalmente assistito”.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare

    14 Febbraio 2024 LEGGI TUTTO

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    Zamboni (Europa): ripristinare il mercato tutelato dell’energia

    Tutelare i consumatori in modo che non capiti più che ci sia chi riceve bollette 2/3 volte più alte che in passato.
    A chiederlo, in un’interrogazione, è Silvia Zamboni (Europa Verde) per la quale la Regione deve sollecitare Arera a promuovere una campagna informativa sui cambiamenti in atto nei mercati dell’energia rivolta ai cittadini-utenti, imporre agli operatori del settore energetico modalità di comunicazione delle variazioni unilaterali dei contratti trasparenti, tracciabili ed efficaci, tali da mettere al riparo i consumatori da richieste esose e truffaldine, valutare d’intesa con il governo se ripristinare il mercato tutelato per la generalità degli utenti, come in gran parte dei Paesi europei compresi Francia e Germania.
    Alla base della richiesta di Zamboni ci sono “i numerosi cittadini/utenti che si rivolgono alle associazioni dei consumatori con ritardi di mesi rispetto alle comunicazioni con le proposte di modifica unilaterale del contratto, e solo dopo aver ricevuto bollette del periodo invernale che si rivelano particolarmente salate con importi di molto al di sopra del trend storico: dalle dichiarazioni dei cittadini vittime di queste pratiche commerciali emerge chiaramente la percezione di essere oggetto di una sorta di truffa legalizzata che conta sulla possibilità che i destinatari delle proposte di modifica unilaterale del contratto non ricevano la comunicazione, non prestino ad essa la dovuta attenzione o non siano in grado di coglierne la portata”.
    (Luca Molinari)

    Imprese lavoro e turismo

    14 Febbraio 2024 LEGGI TUTTO

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    Tutela dei cittadini: Difensore civico e Corecom si interrogano

    Venerdì 16 febbraio, dalle 9.30 alle 13, è in programma a Bologna, nella sede dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, un incontro promosso dal Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) e dal Difensore civico per far conoscere l’attività e avviare un confronto sul futuro di questi due organi di garanzia della Regione che garantiscono servizi a tutela dei cittadini in forma gratuita, specie in ambito di controversie con enti pubblici e con soggetti privati che offrono un servizio pubblico, come, ad esempio, i gestori della telefonia (il Corecom) e i gestori di acqua, luce e gas (il Difensore civico).
    L’incontro, dal titolo “Organi di garanzia, tra realtà e potenzialità delle tecniche di tutela”, si apre con i saluti di benvenuto, Emma Petitti, presidente dell’Assemblea, e Federico Alessandro Amico, presidente della commissione assembleare per la Parità e per i diritti delle persone. In seguito, sulle prospettive di riforma del settore, intervengono Guido Giusti, difensore civico dell’Emilia-Romagna, Marino Fardelli, presidente del coordinamento nazionale difensori civici, Nicola Posteraro, docente di diritto amministrativo all’Università degli studi di Milano, Marco Magri, docente di diritto amministrativo all’Università di Ferrara, e Gianna Morandi, difensora civica della provincia autonoma di Trento”. I lavori proseguono con un approfondimento sulle funzioni dei due istituti, con Giorgio Tonelli, vicepresidente del Corecom, Marco Macchia, docente di diritto amministrativo all’Università di Roma Tor Vergata, Marina Caporale, docente di diritto amministrativo all’Università di Modena e Reggio Emilia, e Gianluca Gardini, docente di diritto amministrativo all’Università di Ferrara.
    Nel corso dell’incontro, inoltre, vengono presentati i volumi “Contributo allo studio della difesa civica quale strumento di risoluzione alternativa delle controversie”, di Nicola Posteraro, e “I Comitati regionali per le comunicazioni: riding two horses at once?”, di Marco Macchia.
    Il seminario rientra nell’attività formativa dell’ordine degli avvocati.
    Il Corecom ricopre funzioni di governo e controllo del sistema delle comunicazioni regionale, indirizza la propria attività alla comunità emiliano-romagnola, intervenendo anche nelle controversie tra i gestori dei servizi di telecomunicazioni e gli utenti, e al sistema dei media locali anche sul rispetto delle norme, a partire dalla parità d’accesso durante le campagne elettorali.
    Il difensore civico è un organo autonomo e indipendente che interviene a garanzia dei diritti e degli interessi dei cittadini nei confronti dell’amministrazione pubblica e di tutti quei soggetti, anche privati, che svolgono una funzione pubblica o di pubblico interesse, come, ad esempio, i gestori di acqua, luce e gas.
    Locandina dell’iniziativa
    (Cristian Casali)

    Parità, diritti e partecipazione

    14 Febbraio 2024 LEGGI TUTTO

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    Gibertoni (Misto): rivedere il piano di controllo e caccia alla volpe

    La Regione riveda “il Piano di controllo della volpe e la caccia alla Volpe, che fanno strage di più di 3000 volpi ogni anno e sembrano autorizzati al solo fine di compiacere la influente lobby dei cacciatori e, soprattutto, eliminare quello che da essi viene ritenuto un pericoloso e fastidioso rivale nella caccia”.
    Lo ha chiesto la consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto) in un’interrogazione in cui vuole anche sapere se la giunta “non ritenga necessario eliminare del tutto la possibilità di caccia alla volpe in tana, pratica, questa, indegna di un paese civile, in cui dall’uomo viene indotto quello che è una sorta di gioco al massacro tra animali”.
    Secondo la capogruppo del Misto, “l’uccisione in un ventennio di oltre 60 mila esemplari di volpe non è altro che una spietata strage, infatti i danni arrecati dalla volpe sono sostanzialmente minimi, quando non inesistenti”. Nel Piano, continua la consigliera, sono poco considerati i metodi alternativi e le misure di contenimento non cruente. Per Gibertoni, “la caccia alla volpe e addirittura lo stesso Piano di controllo quinquennale della volpe vengono, di fatto, autorizzati al solo fine di compiacere la influente lobby dei cacciatori e, soprattutto, eliminare quello che da essi viene ritenuto un pericoloso e fastidioso rivale nella caccia”.
    La capogruppo ricorda, inoltre, come la presenza della volpe sia utile “considerata l’attività predatoria svolta da essa su nutrie, caprioli e addirittura anche cinghiali (striati nelle prime fasi di vita), in particolare, l’attività predatoria della Volpe comporterebbe una maggiore pressione ecologica sulle nutrie” riducendone la presenza.
    (Gianfranco Salvatori)

    Ambiente e territorio

    14 Febbraio 2024 LEGGI TUTTO

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    Pompignoli (Lega): chiarire se i rifiuti di Roma vengono trattati a Forlì

    Massimiliano Pompignoli

    Chiarire dove vengono trattati i rifiuti della città di Roma dopo l’incendio che ha interessato la discarica di Malagrotta.
    Così Massimiliano Pompignoli (Lega) che nel presentare l’atto ispettivo trattato dalla commissione Territorio, Ambiente e Mobilità presieduta da Stefano Caliandro, ha esternato “la preoccupazione del territorio per l’assegnazione di tali materiali al termovalorizzatore di Forlì”.
    La vicepresidente e assessora all’Ambiente Irene Priolo ha quindi ribadito che “il provvedimento emergenziale richiesto dal comune di Roma e dalla regione Lazio era di un anno, mentre la giunta dell’Emilia-Romagna ha acconsentito per soli tre mesi e le 9.200 tonnellate mensili che arrivano sono trattate prevalentemente dall’impianto in provincia di Bologna e per un quantitativo molto inferiore, da quello di Piacenza e che questa attività avrà termine nel mese di marzo.”
    Pompignoli si è detto quindi soddisfatto delle risposte ottenute ed ha sottolineato che “la preoccupazione del territorio derivava dal fatto che, proprio in virtù del criterio di prossimità espresso nella delibera emiliano-romagnola, l’impianto di Forlì è più vicino a Roma rispetto a quelli di Bologna e Piacenza.”
    (Luca Boccaletti)

    Ambiente e territorio

    14 Febbraio 2024 LEGGI TUTTO

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    Commissione territorio: “Meno burocrazia per le reti elettriche”

    Con il voto favorevole di Pd, ER Coraggiosa, Lista Bonaccini, Italia Viva e l’astensione di Lega, Rete Civica e Gruppo Misto la commissione Territorio, Ambiente e Mobilità, presieduta da Stefano Caliandro, ha dato parere positivo alla direttiva che semplifica i processi autorizzativi nella costruzione ed esercizio di reti elettriche.
    Per Andrea Costa (Pd), già relatore della legge approvata lo scorso luglio a cui fa riferimento la direttiva, “l’attuazione risponde alle istanze di semplificazione nazionali e regionali ed è necessaria per mettere a terra nuovi impianti da fonti rinnovabili e procedere così quanto prima alla decarbonizzazione nella produzione energetica. Nonostante i passi compiuti, però, rimangono ancora spazi d’intervento, come ad esempio un migliore dialogo tra i catasti nazionali e regionali per cui attendiamo una specifica norma da parte del governo”.
    Alla richiesta di Michele Facci (Misto) di voler meglio specificare l’ambito dell’autocertificazione, la struttura tecnica dell’assessorato ha chiarito che tale strumento, come prescritto dalla normativa nazionale, è valido solo per interventi di modifica, rinnovo o ricostruzione di impianti di distribuzione già esistenti di media tensione con limiti ben precisi nei tracciati e nelle potenze. “La legge regionale approvata lo scorso luglio -hanno specificato ancora i tecnici- ha però previsto una nuova fattispecie con l’autocertificazione anche per la costruzione di nuovi impianti se vi è un concreto rischio di perdita di potenza a causa di eventi eccezionali che si verificano sul territorio, come nel caso dell’alluvione della Romagna dello scorso maggio.”
    (Luca Boccaletti)

    Ambiente e territorio

    14 Febbraio 2024 LEGGI TUTTO

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    Pompignoli (Lega): mettere in sicurezza il quartiere Romiti e il ponte Schiavonia

    Massimiliano Pompignoli (Ln)

    Definire quali siano i lavori di ripristino previsti “per la totale e definitiva messa in sicurezza del quartiere Romiti (Forlì) con particolare attenzione al ponte di Schiavonia e al sottostante fiume Montone”.
    Massimiliano Pompignoli (Lega) chiede spiegazioni alla giunta e ricorda come l’alluvione del maggio 2023 ha “provocato ingenti danni e situazioni critiche, ad oggi ancora disastrose, in quasi tutti i fiumi del territorio”. Il consigliere afferma anche come “determinati territori vivono ancora, a distanza di quasi 9 mesi, senza gli argini dei fiumi ancora distrutti, mai ripristinati e con quantità impressionanti di detriti, tronchi e rami dentro i corsi fluviali”. Per il leghista, nell’area ricadrebbe anche il fiume Montone, soprattutto nella zona del quartiere Romiti e del ponte di Schiavonia che “è uno dei punti nevralgici di Forlì e collega numerosi quartieri al centro storico della città”. L’interrogazione è stata discussa in commissione Territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Stefano Caliandro.
    “Già nel novembre scorso – continua il consigliere – si è verificato un rapido innalzamento del fiume Montone non per il quantitativo di pioggia caduta, ma a causa di detriti, tronchi e rami che hanno letteralmente bloccato il corso fluviale proprio sotto il ponte di Schiavonia e facendo un rapido sopralluogo, si nota chiaramente la totale incuria dell’alveo e del ponte stesso: a ben vedere, infatti, solo un arco del ponte è ‘libero’ mentre l’altro è completamente ostruito da una vera e propria montagna di detriti e fango che occlude del tutto il libero passaggio del fiume, con le chiare conseguenze del caso”.
    Pompignoli chiede il dettaglio degli interventi di messa in sicurezza previsti nella zona e anche ”su quale sia il progetto di ripristino integrale degli argini e degli archi del ponte a seguito degli eventi metereologici di maggio 2023 e le tempistiche di realizzo”.
    La vicepresidente e assessore all’Ambiente, Irene Priolo, ha risposto che “oltre agli interventi di somma urgenza, con un’ordinanza è previsto – e la progettazione è già avviata – intervento importante nelle golene private dove la Regione abbasserà i piani golenali per ottenere una maggiore capacità di laminazione. I lavori sono previsti entro l’estate. Avremmo, però, bisogno di lavorare in commissione sui piani speciali. La messa in sicurezza è dovuta sì agli interventi, ma anche dai piani speciali che sono allo studio con il commissario. Il 31 marzo ci sarà la prima impostazione dei piani speciali e il 30 giugno l’elenco delle opere. Sarebbero utili due passaggi in commissione per l’analisi della strategia di ricostruzione”.
    Pompignoli ha replicato di “essere parzialmente soddisfatto, ma non possiamo aspettare tanto. La preoccupazione dei cittadini è per le piogge di aprile e maggio e serve una soluzione per tranquillizzarli”.
    Il presidente Caliandro ha “accolto con favore l’appello della vicepresidente Priolo e la commissione è a disposizione per ulteriori incontri”.
    (Gianfranco Salvatori)

    Ambiente e territorio

    14 Febbraio 2024 LEGGI TUTTO

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    Via libera allo schema di regolamento per concime animale

    Ha avuto parere favorevole lo Schema di Regolamento regionale in materia di concimi animali, digestato e delle acque reflue. Il parere è venuto dalla commissione Territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Stefano Caliandro.
    La giunta ha spiegato l’iter normativo – le leggi dalla Ue arrivano alla Regione – e come la direttiva nitrati preveda l’obbligo di designare le zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola. Le Regioni, cioè, devono decidere come utilizzare in ambito agronomico i concimi animali, le acque di vegetazione, frantoi oleari e acque reflue. Ora il Regolamento passerà all’attenzione dell’Assemblea.
    Emiliano Occhi (Lega) ha chiesto chiarimenti sul compito della commissione “perché il documento è corposo e lo abbiamo avuto poco tempo fa. Ci sono stati emendamenti delle associazioni di agricoltori, ma non sono accolte. IL regolamento contiene misure che non vanno verso la semplificazione. Le aziende hanno ancora pesanti aggravi burocratici”.
    (Gianfranco Salvatori)

    Ambiente e territorio

    14 Febbraio 2024 LEGGI TUTTO

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    Contrastare i vandalismi contro gli autovelox, disco verde a proposta Lista Bonaccini

    Ha avuto il voto positivo la risoluzione di Stefania Bondavalli (Lista Bonaccini) che impegna la giunta a contrastare gli atti di vandalismo contro autovelox e dossi artificiali e a sostenere gli enti locali per valutare il miglior posizionamento o ripristinare i macchinari che controllano la velocità stradale.
    La consigliera sottolinea la frequenza con cui si susseguono le notizie di danneggiamenti ai manufatti dispiegati sul territorio nel quadro di dissuasione della velocità stradale, e sottolinea come “il bene comune più importante danneggiato è quello della sicurezza stradale, perché autovelox, box, dossi artificiali e altri manufatti sono parte integrante delle misure finalizzate alla diffusione di condotte di guida rispettose non solo della legalità, ma della vita e della sicurezza, altrui e propria.”
    A fronte di dati sempre più inquietanti sull’incidentalità (in Emilia-Romagna sono 311 le persone decedute in incidenti stradali) Bondavalli richiama il forte impegno della giunta sul tema della sicurezza, con una “strategia d’intervento regionale che prevede diverse azioni, dall’educazione e dalla diffusione della cultura della sicurezza stradale ai finanziamenti per interventi sulle infrastrutture” e chiede un intervento deciso nei confronti del governo nazionale.
    (Gianfranco Salvatori)

    Infrastrutture e trasporti

    13 Febbraio 2024 LEGGI TUTTO

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    Ok a ER Coraggiosa: fondi a case e ostelli in immobili pubblici per attività extralberghiera

    E’ stata approvata – anche con i voti della minoranza – la risoluzione di ER Coraggiosa che impegna la giunta a emanare un nuovo bando per contribuire alla riqualificazione delle case per ferie, degli ostelli e dei rifugi che esercitano la propria attività extralberghiera in immobili di proprietà pubblica. E’ la richiesta contenuta in una risoluzione del consigliere Federico Alessandro Amico (ER Coraggiosa) nell’ottica di promuovere un’alternativa agli affitti a breve durata.
    In Emilia-Romagna, nel 2023, si sono registrati 62 milioni di turisti, dati superiori a quelli della pandemia del 2020, ha scandito Amico. “Negli ultimi anni – ha spiegato il consigliere – a fronte di un incremento costante dei flussi turistici nelle città, si è registrata un’esplosione degli affitti turistici a breve durata, il cosiddetto ‘modello Airbnb’, concorrendo a determinare una mancanza cronica di alloggi disponibili per l’affitto di medio o lungo periodo e la conseguente impennata dei prezzi degli affitti ‘ordinari’ ai danni di famiglie di lavoratori e studenti. Per la sola città di Bologna (i dati risalgono all’autunno 2023) e solamente sulla piattaforma Airbnb, il numero degli immobili per gli affitti turistici e di breve durata è passato da circa 800 abitazioni intere e 600 stanze private nel 2015 a circa 1.800 case e circa 1.300 stanze nel 2018. Inoltre, gli alloggi per i quali è stata presentata dichiarazione formale agli enti pubblici risultano molto inferiori agli alloggi effettivamente disponibili sulle piattaforme, con un rapporto stimato di un alloggio dichiarato contro dieci disponibili, innescando così fenomeni di evasione fiscale e di concorrenza sleale fra gli operatori sul mercato”.
    “Le strutture definite dalla legge regionale 16 – ha aggiunto Amico – case per ferie, ostelli per la gioventù, rifugi escursionistici ed alpini, di norma, sono di proprietà di enti pubblici e sono gestite da enti di carattere morale o religioso, da associazioni di  promozione sociale, da cooperative sociali, operanti senza scopo di lucro ai fini del turismo sociale e giovanile. Possono essere gestite anche da operatori privati profit, previa convenzione con l’ente pubblico, che regolamenta le tariffe e le condizioni di esercizio dell’attività. Inoltre, queste strutture ricettive privilegiano i gruppi e mantengono legami stretti con le comunità e i territori che le ospitano”.
    Per il consigliere Michele Facci (Gruppo misto) “la delibera del 2023 che ha previsto le regole per usare i fondi Por Fesr ha dimenticato diverse realtà meritevoli. Le strutture indicate hanno una funzione importante in un’ottica turistica e di ricettività. In queste attività escluse, che si vogliono reinserire nei finanziamenti, credo non debbano essere considerati solo gli immobili pubblici. Nel Bilancio 2024, c’è un ordine del giorno che dà la possibilità di dare contributi a rifugi alpini di proprietà del Cai, perché si dice che possono usufruire dei fondi anche enti, associazioni e privati, purché siano rifugi alpini. Vedo una disparità di trattamento”.
    Secondo Francesca Marchetti (Partito democratico) “i soggetti dell’extralberghiero hanno diverse peculiarità. Le strutture richiamate sono variegate. Oltre a perimetrare i soggetti pubblici e privati è importante realizzare una mappatura che possa essere utile anche ai fini della risoluzione e dare una risposta ai bisogni emergenti in regione. Propongo di avviare un gruppo di lavoro per approfondire l’argomento”.
    Simone Pelloni (Rete civica) ha detto che “avevo già chiesto alla giunta di prestare attenzione alle strutture indicate in questa risoluzione. Concordo nell’allargare il campo ad altri immobili. Sono perplesso perché indicando solo la proprietà pubblica si possano creare disparità”.
    Gabriele Delmonte (Lega) ha trovato “fuori contesto il richiamo a Airbnb perché sembra che si voglia combattere quel sistema. Manca, poi, il tema delle strutture alberghiere – il vecchio bando prevedeva fondi per ammodernarle. Va valutata la riconversione di edifici, in particolare nei Comuni montani, che oggi non sono strutture ricettive. Infine, se una risoluzione della maggioranza chiede di “valutare” significa che non ci saranno risultati in tempi brevi”.
    (Gianfranco Salvatori)

    Imprese lavoro e turismo

    13 Febbraio 2024 LEGGI TUTTO

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    Assemblea: tutelare e promuovere la produzione italiana di derivati del pomodoro

    Sì alla tutela e alla promozione della produzione italiana di derivati del pomodoro, come richiesto dalle organizzazioni che operano nel settore. L’Assemblea legislativa ha approvato la risoluzione presentata da Pasquale Gerace (Italia Viva, primo firmatario) e condivisa da Giulia Pigoni (Iv), Marco Mastacchi (Rete Civica), Mirella Dalfiume, Manuela Rontini e Marcella Zappaterra (Partito democratico), Fabio Rainieri (Lega) e Stefania Bondavalli (Lista Bonaccini).
    “L’obiettivo -ha precisato Gerace- è che vengano adottate misure per proteggere i produttori locali dalla concorrenza sleale, promuovere la qualità e la sostenibilità dei prodotti italiani, e garantire che i consumatori abbiano accesso a prodotti di alta qualità. A tal fine, è opportuno collaborare con le istituzioni europee e nazionali per implementare misure che garantiscano trasparenza, equità e sostenibilità nella filiera del pomodoro, attraverso l’adozione di normative più rigorose sull’etichettatura dei prodotti, l’introduzione di dazi sulle importazioni di pomodori da paesi che non rispettano gli standard europei, e l’adozione di misure per promuovere la produzione locale di pomodori”.
    “Vi è preoccupazione -ha continuato il consigliere- per la crescita delle importazioni nell’Unione Europea di derivati del pomodoro dai Paesi extra europei che producono a basso costo e in assenza dei requisiti etico sociali. Ovviamente vi è divario tra i costi delle filiere europee che producono in modo etico e sostenibile applicando la corretta remunerazione dei fattori produttivi rispetto a quelli dei Paesi extra europei, determinando quindi le condizioni favorevoli a un fenomeno ormai diffuso tra le aziende europee di seconda trasformazione, cioè l’acquisizione di derivati del pomodoro da Paesi come Cina, Iran, Turchia ed Egitto, che offrono prodotti a basso costo, anche se con standard etico-sociali ed ambientali limitati al fine di abbassare i costi di produzione. Tutto ciò danneggia le filiere europee che vendono i loro prodotti con elevati standard di sostenibilità ambientale e sociale sul mercato interno a causa delle differenze in termini di qualità, affidabilità, sostenibilità ed eticità”.
    Per Fabio Rainieri (Lega) “la risoluzione ha ragione d’essere in un momento in cui gli agricoltori sono fin troppo vessati dalle politiche dell’Unione europea. I produttori italiani di pomodoro non solo sono soggetti a controlli molto severi ma utilizzano metodi di produzione attenti alla salubrità del prodotto. C’è bisogno di fare di più per tutto il mondo dell’agricoltura e per gestire la produzione di pomodoro in modo corretto”.
    Mirella Dalfiume (Pd) ha aggiunto: “Le tipicità si costruiscono anche attraverso processi economici che hanno caratterizzato Paesi diversi. Il pomodoro è una filiera importante anche per la nostra regione: oltre un terzo di produzione e trasformazione nazionale sono concentrate nella nostra regione ed è giunto sostenere il principio di responsabilità dell’importatore istituendo una black list dei paesi che non rispettano i requisiti”.
    Per Marco Mastacchi (Rete Civica): “In questi giorni ci sono manifestazioni in tutta Europa e con questa risoluzione possiamo dare un messaggio agli agricoltori che si trovano in difficoltà. L’agricoltura è in ginocchio e serve un’analisi approfondita del settore. Ricordo che in Emilia-Romagna, nel ferrarese, diversi coltivatori stanno segnalando la presenza di una pianta infestante che incide sul calo della produzione di pomodoro”.
    Silvia Zamboni (Europa Verde) ha sottolineato: “C’è il tema del giusto compenso sul quale avevo presentato una risoluzione: gli accordi commerciali internazionali strozzano gli agricoltori i cui costi di produzione spesso sono superiori ai ricavi. Non vengono premiati i paesi che fanno un uso ridotto di pesticidi. Rinnovo anche la richiesta dell’impegno a detossificare la nostra agricoltura”.
    Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia) ha commentato: “Occorre che ognuno faccia la propria parte. Il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida lo sta facendo, ascoltando le parti in causa, e sarà presente a ‘Tomato world’ in programma questa settimana a Piacenza per raccogliere tutti gli spunti che arriveranno dal convegno”.
    (Lucia Paci)

    Imprese lavoro e turismo

    13 Febbraio 2024 LEGGI TUTTO

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    Alloggi pubblici: confronto in Aula sui criteri per l’assegnazione

    “Evitare squilibri dovuti a impropria ponderazione dei parametri concorrenti per rilevare lo stato di bisogno per l’assegnazione degli alloggi Erp”. Disco verde dell’Assemblea legislativa a una risoluzione di Pd-Italia Viva-ER Coraggiosa-Lista Bonaccini-Europa Verde sulla gestione dell’edilizia pubblica. Respinta, invece, una risoluzione della Lega per impegnare la giunta a eliminare il divieto di applicazione, da parte dei Comuni, di premialità legate all’anzianità di residenza nell’assegnazione degli alloggi di edilizia pubblica.
    “Nella scorsa legislatura la Lega, quando si discussero le nuove regole sugli alloggi di edilizia pubblica, prese posizioni nette tanto che si permise ai sindaci di avere l’autonomia di decidere quanti anni di residenza servivano per poter vedersi assegnato un alloggio pubblico. Ora siamo straniti dalla decisione della Regione di cancellare questa possibilità minando l’autonomia dei sindaci e discriminando chi vive da più tempo nel territorio comunale: noi non facciamo distinzione tra italiani e non italiani, cittadini che, indipendentemente dalla nazionalità, vivono o meno in un Comune”, spiega Matteo Rancan (Lega) nel presentare la risoluzione della Lega e sottolineando come “è giusto che un sindaco possa aiutare chi vive da più tempo nel territorio del Comune, ci sono anche tanti stranieri che vivono da tempo sul territorio e sono integrati. Chiediamo che la delibera della giunta venga subito rivista prima di completare il suo iter”.
    “La giunta ha già deliberato, deve esprimersi la commissione e penso che si debbano fare valutazioni serene, nella commissione competente ci saranno tutte condizioni per una sintesi che tenga sicuramente conto della residenzialità storica, ma non nei termini indicati dalla Lega”, spiega Giulia Pigoni (Italia Viva) nel presentare la risoluzione della maggioranza di cui è prima firmataria.
    A favore della risoluzione della Lega, invece, Giancarlo Tagliaferri (Fdi) che ricorda come “la premialità legata alla residenza è una norma di buon senso perché lega al territorio chi chiede di vedersi assegnato un alloggio pubblico, un legame che vale anche per chi, venendo da un altro Paese, si è inserito contribuendo alla crescita di un territorio”. Netto anche Daniele Marchetti (Lega) che ricorda come una gran percentuale di alloggi Erp siano assegnati a stranieri: “Non c’è nessuna discriminazione verso gli stranieri: i numeri dicono che i criteri di premialità devono essere incrementati perché tutelare chi vive da tempo in un territorio pagando le tasse e contribuendo alla crescita della comunità è un fatto di giustizia sociale”.
    “Votiamo no alla risoluzione della Lega e a favore di quella della maggioranza”, annuncia Federico Alessandro Amico (ER Coraggiosa), mentre Stefano Bargi (Lega) ribadisce la bontà della proposta del Carroccio in quanto difende un modello di sussidiarietà che tutela i Comuni. “Fratelli d’Italia vota a favore della risoluzione a prima firma Matteo Rancan perché raccoglie in pieno i temi da noi posti relativamente alla gestione degli alloggi Erp: i sindaci devono avere la possibilità di agire in autonomia. Prendiamo atto di un parziale cambio di marcia della maggioranza. La risoluzione a prima firma Pigoni mi pare in estrema sintesi una modo per dare un contentino in vista di un cambio di passo”, spiega Marta Evangelisti (Fdi).
    Voto a favore della risoluzione della maggioranza e contrario a quella della Lega dal Partito democratico: “La risoluzione della Lega ‘impegna la giunta’ per modificare una delibera che la giunta ha già approvato, la delibera in questione è già oggetto di discussione in commissione e non ha senso chiedere alla giunta di intervenire”, spiega Marcella Zappaterra (Pd).
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare

    13 Febbraio 2024 LEGGI TUTTO