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    Ambiente. Gibertoni (Misto): “Riconoscere giuridicamente i santuari degli animali”

    La Regione riconosca dal punto di vista giuridico i “santuari degli animali”, strutture dedicate agli animali in difficoltà, spesso vittime di abusi e maltrattamenti. Lo ha chiesto con un’interpellanza Giulia Gibertoni (Gruppo Misto).
    Argomentando la richiesta, la consigliera ha ricordato il caso, risalente a qualche mese fa, della “Sfattoria degli ultimi”, una struttura con sede nel Lazio dedicata alla cura e alla difesa degli animali dei quali si è rischiato l’abbattimento. “Il Tar -ha sottolineato Gibertoni- ha riconosciuto la funzione e il valore culturale ed educativo della struttura. Già nel 2020 avevo sollevato il tema delle strutture che soccorrono animali e che si sarebbe valutato un percorso per inquadrarle come strutture di pubblico servizio. Ora l’adempimento di questa promessa, ovvero il riconoscimento di uno status giuridico, è urgente. Per cui chiedo cosa sta facendo la Regione per riconoscere questi centri, per censirli e per sgravarli dei costi che occorrono per gestire situazioni emergenziali”.
    Ha risposto l’assessore alla Sanità Raffaele Donini: “La richiesta fa pare di un percorso già avviato dal legislatore nazionale in tema di riorganizzazione della gestione degli animali ed è definito in un decreto approvato in settembre. Le disposizioni attueranno un apposito regolamento europeo intervenendo sui rifugi, effettuando la mappatura degli spazi esistenti e riconoscendo i luoghi che accolgono animali non riconducibili ad allevamenti. Il percorso proseguirà per tutto il 2023 e come Regione ci faremo trovare pronti per poter fare convenzioni adeguate e mettendo queste strutture al riparo da situazioni emergenziali”.
    Gibertoni si è detta parzialmente soddisfatta: “Mi sembra che si stia andando nella direzione giusta e mi sento di salutare l’iter con favore confidando che venga rispettata la scadenza del 2023. Resta però un interrogativo: se da qui alla fine del 2023 capitasse un caso come quello della Sfattoria cosa si farà? Mi auguro si tenga conto del pronunciamento del Tar del Lazio per la tutela degli animali. Mi auguro anche che la Regione inauguri un percorso di rifugi didattici in virtù del valore del rispetto per gli animali”.
    (Lucia Paci)

    Ambiente e territorio

    5 Dicembre 2022 LEGGI TUTTO

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    Mastacchi (Rete civica): “Quando inizieranno i lavori al ponte sul Lamone?”

    “Quali sono le tempistiche previste per l’ultimazione dei lavori al ponte sul Lamone che collega le frazioni di Savarna, Torri di Mezzano e Grattacoppa (Ravenna), soprattutto alla luce della recente approvazione di una variante tecnica e suppletiva?”.
    A chiederlo è Marco Mastacchi (Rete civica) per il quale “i disagi per gli abitanti e per le attività economiche di Savarna, Grattacoppa e Torri di Mezzano si sommano alle criticità economiche di questo periodo, segnato dalla guerra e dal caro bollette e mettono a dura prova la resilienza della cittadinanza”.
    La risposta è affidata all’assessore Andrea Corsini per il quale “la chiusura del ponte ha creato oggettive difficoltà alla parte Nord del comune di Ravenna”. Corsini ha poi informato che ad oggi la criticità relativa alla non conformità dell’impresa costruttrice non è stata ancora risolta. “Ad oggi l’impresa ha presentato un cronoprogramma -ha continuato l’assessore- con termine lavori al marzo 2023 che non è coerente con la data del dicembre 2022 pattuita contrattualmente. Indipendentemente dal contenzioso, comunque, i lavori stanno procedendo a pieno ritmo e ad oggi risulta concluso l’80% dell’intervento globale”.
    Parole alla luce delle quali Mastacchi si dice soddisfatto “limitatamente alla ripresa delle attività sul ponte, anche se resta da vedere come si concluderà il contenzioso su una viabilità della zona che versa in condizioni particolarmente critiche”.
    (Luca Molinari e Luca Boccaletti)

    Infrastrutture e trasporti

    5 Dicembre 2022 LEGGI TUTTO

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    Bilancio Regione: le parti sociali apprezzano la manovra

    Bilancio 2023 e Defr promossi dalle parti sociali. L’apprezzamento per la manovra finanziaria varata dalla giunta regionale è arrivato nel corso dell’audizione avvenuta nel corso della commissione Bilancio e Affari generali presieduta da Massimiliano Pompignoli.
    In sintesi la manovra ammonta a 13,3 miliardi di euro, di cui 9 destinati alla sanità (con risorse aggiuntive per compensare i mancati trasferimenti da parte del governo nazionale) e spiccano, fra le tante voci, i 100 milioni di euro previsti per welfare e servizi ai cittadini e la conferma di tutte le misure anticrisi per nidi, esenzione ticket, trasporto pubblico gratuito per studenti nel tratto casa-scuola e per i pendolari e del Fondo regionale per la non autosufficienza (oltre 500milioni di euro). Gli investimenti aumentano a oltre 2,3 miliardi di euro, di cui più di 1 miliardo solo per il prossimo anno grazie a una forte accelerazione nella spesa dei fondi europei per il triennio 2023-2025. Inoltre, si segnala una quota di cofinanziamenti a carico del bilancio regionale che raggiunge i 373 milioni per attivare misure per quasi due miliardi di euro.
    “L’aggiornamento del Defr è frutto della situazione contingente in modo da permettere all’amministrazione regionale di operare: siamo molto preoccupati per l’aumento dell’inflazione, ma nonostante questo la Regione vuole proseguire con investimenti al fine di creare lavoro. Gli investimenti fanno registrare un aumento di 2 miliardi di euro”, spiega la relatrice di maggioranza del Defr Marilena Pillati (Pd), mentre per la relatrice di minoranza Maura Catellani (Lega) si tratta di “un Defr molto ridotto rispetto a quello dell’anno scorso in cui mancano molti temi emersi nel corso dell’anno. Vorremmo capire meglio dall’assessore Taruffi cosa intenda fare il suo assessorato”.
    Nel merito del “pacchetto Bilancio” propriamente detto (bilancio di previsione e collegato) è intervenuta la relatrice di maggioranza Lia Montalti (Pd) che ha ricordato come “agiamo in un momento molto difficile, segnato da guerra, inflazione e pandemia, ma la Regione opera nell’interesse dei cittadini”. Montalti ha sottolineato come il Bilancio premi le politiche di cofinanziamento dei fondi europei e dall’utilizzo di risorse regionali per far fronte ai problemi della sanità dovuto ai mancati trasferimenti dei fondi Covid dal governo. Ricordiamoci che senza le spese straordinarie dovute al Covid e al carobollette il bilancio della sanità si sarebbe chiusa in pareggio”. Il relatore di minoranza Michele Facci (Lega) ha bocciato il Bilancio 2023 definendolo un provvedimento “tutto condizionato dalla vicenda della sanità: ci sono ancora troppe zone d’ombra che saranno sicuramente state accentuate da quanto avvenuto negli ultimi tempi, ma penso che siano problemi strutturali che vengono da lontano.
    Nette le posizioni dei rappresentanti delle parti sociali.
    Marina Balestrieri, (Cgil Emilia-Romagna) intervenuta anche a nome di Cisl e Uil regionali, ha sottolineato come “i sindacati confederali apprezzano come la Regione voglia utilizzare proprie risorse per garantire la tenuta della sanità regionale, ma proprio per questo non condividiamo la decisione del governo di non procedere ad aumentare il Fondo sanitario nazionale pur a fronte dell’aumento delle spese Coronavirus. Se nei prossimi anni il governo non aumenterà gli stanziamenti per la sanità, l’intero sistema pubblico sarà a rischio. Auspichiamo che in fase di assestamento ci siano più risorse per il welfare e misure per far fronte all’aumento delle bollette di luce e gas”.
    Gianluca Rusconi (Confindustria Emilia-Romagna) ha sottolineato come ci si trovi di fronte al paradosso per cui le imprese hanno un numero in crescita di ordinazioni, ma sono preoccupate perché l’aumento dell’inflazione mette a rischio competitività e ripresa. “Del Bilancio regionale apprezziamo che non si taglino i servizi e non si alzino le tasse, ma occorre di rivedere le modalità della nostra spesa pubblica altrimenti c’è il rischio che il sistema non regga di fronte alle nuove sofferenze economiche e quindi smettano di essere erogati servizi ai cittadini”, spiega Rusconi che sottolinea come “siamo invece preoccupati per il payback in sanità: le aziende sono molto in ansia per quello che questo significa per le imprese del biomedicale. Il tema ci preoccupa di più perché in Emilia-Romagna c’è il 30% del totale delle aziende biomedicali italiane”.
    I temi e le preoccupazioni poste dai sindacati confederali e da Confindustria sono stati recepiti dall’assessore al Bilancio Paolo Calvano che ha assicurato il massimo impegno della Regione per garantire la tenuta del tessuto produttivo e sociale.
    (Luca Molinari)

    Imprese lavoro e turismo

    5 Dicembre 2022 LEGGI TUTTO

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    Ciclismo, Forlì perde il suo ‘treno’: “Ciao Ercole Baldini, fai buon viaggio”

    Il ciclismo e la città di Forlì perdono un loro protagonista. Giovedì scorso, infatti, è deceduto Ercole Baldini, il “treno di Forlì”, fuoriclasse nella vita così come nello sport. Lo ricordano il consigliere regionale Massimiliano Pompignoli e la presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti.
    “Protagonista indiscusso di imprese epiche -afferma Massimiliano Pompignoli- il più grande campione di ciclismo che Forlì abbia mai avuto, Baldini se n’é andato lasciando un vuoto incolmabile nella città che gli ha dato i natali. Oltre a rappresentare una bandiera dello sport italiano e un simbolo di integrità morale, Ercole è stato un mito che infiammava le folle e un punto di riferimento imprescindibile del ciclismo su strada”.

    Assemblea

    5 Dicembre 2022 LEGGI TUTTO

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    Gibertoni (Misto): “Tutelare il lupo, servono informazioni basate su dati scientifici”

    “Favorire, anche attraverso apposite campagne, una corretta informazione sul lupo, basata su dati scientifici certi.
    La richiesta arriva, con un’interrogazione a risposta immediata in aula, da Giulia Gibertoni (Misto), che vuole sapere, in particolare, “quali siano le azioni che la Regione Emilia-Romagna intende mettere in atto (anche in Conferenza Stato-Regioni), nel breve e medio periodo, per la preservazione del lupo sul territorio regionale, in un’ottica di mitigazione dei conflitti con la specie”.
    La consigliera, nel rilevare che “l’Italia considera (come da convenzione di Berna firmata nel 1979) il lupo una specie ‘rigorosamente protetta’ (ne proibisce la cattura, l’uccisione, la detenzione e il commercio), spiega che la Svizzera, a più riprese, “ha proposto di catalogare il lupo non più come specie ‘rigorosamente protetta’ ma solo ‘protetta’”.
    Anche in Emilia-Romagna, sottolinea la capogruppo, “vengono invocate misure straordinarie di contenimento di questa specie, configurando una situazione di assoluta emergenza, non basata, peraltro, su alcuna base scientifica”. Negli scorsi mesi, prosegue, “all’interno del parco di Monte Sole, in provincia di Bologna, è stato sterminato un intero branco di lupi con l’utilizzo di bocconi avvelenati”. Peraltro, evidenzia, “le ultime stime ci dicono che la popolazione alpina del lupo è di circa 950 esemplari, mentre la popolazione appenninica arriverebbe a circa 2.400 esemplari”.
    Il lupo, si legge nell’atto, “è un animale chiave di volta nell’ambiente naturale, avendo anche un effetto ombrello su altre specie e habitat naturali; inoltre è di straordinaria importanza in termini di biodiversità (per esempio il lupo regola la presenza di alcune popolazioni di erbivori, garantendo in questo modo la sopravvivenza e la crescita di specie vegetali che, nel lungo termine, possono costituire un valido rifugio per volatili nidificanti in aree a folta vegetazione)”. Inoltre, si sottolinea, “le previsioni che parlano di una crescita esponenziale del numero dei lupi sono destituite di ogni fondamento, poiché quando un branco di lupi si stabilizza in un’area non c’è alcun rischio di sovrappopolazione in quanto il numero degli esemplari è regolato dalla biologia intrinseca alla specie”.
    Gibertoni, in conclusione, rimarca che “l’abbattimento anche di pochi esemplari rischia di avere effetti catastrofici per questa specie, con la possibilità di perdite irreparabili nel patrimonio genetico del lupo”.
    La risposta arriva in aula dall’assessore regionale Alessio Mammi, che nel rilevare come “la Regione Emilia-Romagna sia particolarmente attenta al tema della coesistenza tra uomo e lupo (anche rispetto ai conflitti)”, spiega che “è giusto andare sui territori per dare le informazioni corrette”. Evidenzia poi che “l’ente stanzia annualmente importanti risorse per i danni da lupo alle aziende zootecniche”. “La situazione è mutata, c’è maggiore presenza del lupo sui territori, per questo reputiamo corretto rivedere la normativa in materia, serve una strategia nazionale”, conclude Mammi.
    Nella replica Gibertoni rileva che “la salvaguardia del lupo è una battaglia vinta, la Regione Emilia-Romagna deve mantenere il punto sulla conservazione della specie”.
    (Cristian Casali)

    Ambiente e territorio

    5 Dicembre 2022 LEGGI TUTTO

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    Bondavalli (Lista Bonaccini): “L’ufficio postale di Gazzano di Villa Minozzo deve riaprire”

    La giunta si attivi “affinché l’Ufficio postale di Gazzano di Villa Minozzo (Reggio) torni a essere il prima possibile operativo, in modo che si possa porre fine al più presto a un grave depotenziamento in termini di servizi fondamentali per i residenti e le imprese dell’area geografica dell’Alta Val Dolo”.
    Stefania Bondavalli, consigliera della Lista Bonaccini, ha posto il quesito al Question time: “La Regione sta lavorando per invertire il trend demografico negativo, con aiuti a famiglie, giovani e imprese e rendere la montagna un’area attrattiva e pienamente vivibile. Ma questo impegno ha senso se si garantiscono servizi e lavoro”.
    La risposta è arrivata dall’assessore alla Montagna, Igor Taruffi, che ha fatto il punto su alcuni interventi della Regione: riduzione Irap, fondi per giovani coppie acquisto casa e altre. “Serve un impegno maggiore della Regione – ha continuato – per sostenere le amministrazioni che si battono per tenere aperti gli uffici. C’è un problema di collegamento. Fra le azioni concrete, c’è il piano che prevede da parte di Open Fiber, entro il 2024, la copertura di tutte le aree bianche e per le aree grigie entro il 2025, con fondi Pnrr. Abbiamo cercato soluzioni alternative, incontrando i gestori delle principali reti telefoniche e con Oper Fiber dobbiamo fare il punto su alcune realtà, dove i servizi sono più in difficoltà. Promuoveremo presto, poi, un incontro con Open Fiber, Poste e Comune di Villa Minozzo. Le Poste sono elementi importanti anche per il tessuto sociale”.
    L’Ufficio postale di Gazzano di Villa Minozzo, ha ridotto, nel corso dell’ultimo anno, i giorni di apertura a sole due mattine alla settimana, lunedì e mercoledì, “erogando un servizio che consente di assicurare un servizio appena sufficiente agli utenti dell’Alta Val Dolo, con oggettivi disagi per i residenti e le imprese” sintetizza la consigliera. I cittadini lamentano da mesi le interruzioni della linea telefonica e di trasmissione dati che interessa l’ufficio postale e dal 17 novembre è isolato “dal segnale di banda larga e, di conseguenza, ha sospeso l’attività anche nelle giornate di apertura previste”. Le difficoltà per gli abitanti dell’Alta Val Dolo, tra Reggio Emilia e Modena, sono tante, in particolare per gli anziani. Una situazione che in Appennino, conclude Bondavalli, “rappresenta un ulteriore ostacolo alle politiche e agli sforzi in atto per il rilancio della montagna e, al contempo, causa di ulteriore impoverimento sociale”.
    La consigliera si è detta soddisfatta della risposta, sia per l’incontro già svolto sia per quello da programmare, “che conferma impegno della Regione per la montagna, che io continuerò a seguire da vicino”.
    (Gianfranco Salvatori)

    Ambiente e territorio

    5 Dicembre 2022 LEGGI TUTTO

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    Facci (Lega): “Quali prospettive per il biomedicale dopo il buco nella sanità regionale?”

    “Quali iniziative intende assumere la Regione a tutela delle Aziende e dei lavoratori del settore biomedicale?”. A chiederlo è Michele Facci (Lega) il quale sottolinea il superamento del tetto di spesa per i dispositivi medici per gli anni dal 2015 al 2018 (oltre 365 milioni il disavanzo registrato), così come la pronuncia della Corte dei Conti per un contenimento della spesa per dispositivi medici e spesa farmaceutica. L’atto è stato firmato anche dai colleghi di gruppo Daniele Marchetti e Matteo Rancan.
    A fronte dei deficit registrati e della normativa nazionale in tema di “razionamento della spesa per beni e servizi, dispositivi medici e farmaci”, che prevede una compartecipazione economica delle aziende fornitrici di dispositivi medici da un minimo del 40% fino ad un massimo del 50%, il consigliere leghista esprime la sua preoccupazione per il distretto biomedicale poiché le aziende fornitrici “si trovano costrette a compartecipare al ripiano del disavanzo della spesa sanitaria regionale, nonostante i precisi obblighi di monitoraggio e adozione di misure di contenimento della spesa sanitaria, gravanti sul sistema regionale dei dispositivi medici”.
    Per Facci, quindi, “sono molte le aziende che corrono il pericolo di chiusura e altrettanti lavoratori rischiano il posto di lavoro a causa di una gestione amministrativa e finanziaria da parte del Servizio sanitario regionale, in ordine agli acquisti di dispositivi medici, certamente poco oculata e attenta, e comunque in difformità con quanto prescritto dal D.L. 6.7.2011 n° 98 (“Le Regioni monitorano l’andamento della spesa per acquisto dei dispositivi medici”) e con gli stessi rilievi giunti dalla Corte dei Conti”.
    Stante la situazione rappresentata, il leghista si rivolge all’esecutivo regionale per capire quali tutele voglia garantire la giunta per tutelare i lavoratori di uno dei settori più importanti dell’economia emiliano-romagnola.
    In fase di replica, l’Assessore alle politiche per la salute Raffaele Donini ha chiarito come “il payback per dispositivi medici è una legge dello stato risalente al 2011 e poi modificata nel 2015. Nonostante non sia stata mai applicata, il governo Draghi ha ritenuto di avvalersi di tale norma inserendola nel Decreto del luglio 2022. Si tratta quindi di un atto dovuto anche se abbiamo adeguatamente sostenuto in Conferenza Stato-Regioni le perplessità su tale decisione consistente in entrate per nulla certe e sotto forma di fondo straordinario”.
    Donini sottolinea poi come l’Emilia-Romagna sia una delle 17 regioni “che ha sforato un tetto di spesa inferiore rispetto alla spesa storica e che ha nuociuto soprattutto alle regioni con un forte sistema sanitario pubblico”. Favorevole alla convocazione di un tavolo nazionale che affronti concretamente il tema del payback, Donini chiarisce anche che “l’Emilia-Romagna non vuole certo fare cassa in questa maniera, ma gradirebbe fondi strutturali adeguati per far fronte alle spese che è chiamata a sostenere”.
    In fase di replica Facci si è detto non soddisfatto delle risposte ottenute. “Il payback di cui parliamo ora si riferisce al periodo 2015-2018, quando non c’era il Covid e non c’era la crisi energetica. Piuttosto c’è da preoccuparsi quando arriveranno le spese del periodo 2020-2022. Il superamento del tetto di spesa significa solo una non corretta gestione della spesa nelle fondamentali azioni di amministrazione preventiva e consuntiva e la promessa di un generico tavolo per discutere del sistema payback non rappresenta certo un sostegno concreto a un settore in grave crisi”.
    (Luca Boccaletti)

    Imprese lavoro e turismo

    5 Dicembre 2022 LEGGI TUTTO

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    Piccinini (M5s): “Riaprire il pronto soccorso di Scandiano”

    “Quando riaprirà il pronto soccorso dell’ospedale Magati di Scandiano, nel reggiano?”.
    A chiedere all’esecutivo, con un’interrogazione a risposta immediata in aula, di indicare la data di riapertura di questo servizio (trasformato durante l’emergenza sanitaria in reparto covid) è Silvia Piccinini (M5 Stelle).
    La consigliere, nel rilevare che “qualche mese fa l’assessore Donini aveva parlato della riapertura del pronto soccorso di Scandiano sottolineando però la carenza di medici nell’emergenza e urgenza”, ripete quanto sia importante “avere indicazioni certe sulla riapertura, che auspichiamo avverrà prima possibile, del pronto soccorso a Scandiano e anche sugli orari del servizio e sul personale che verrà impegnato”.
    La risposta arriva in aula dall’assessore regionale Raffaele Donini: “L’intenzione è quella di aprire il pronto soccorso, con personale con competenze adeguate, entro il primo trimestre del 2023 (i ritardi sono dovuti a un ricorso collegato alla gara per il reperimento del personale esterno), sarà attivo 12 ore al giorno (dalle 8 alle 20), l’attività funzionerà almeno per 12 mesi in attesa di riorganizzare la rete territoriale dell’emergenza e urgenza”.
    Nella replica Piccinini chiede un approfondimento in commissione sulla riforma del sistema.
    (Cristian Casali)

    Sanità e welfare

    5 Dicembre 2022 LEGGI TUTTO

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    Gibertoni (Misto): “Rivedere i criteri per le Zone di ripopolamento”

    “Quali i criteri che hanno ispirato la scelta di includere zone urbanizzate (quartieri di città, zone commerciali, aree industriali, ecc.) nelle Zone di ripopolamento e cattura (Zrc)?”.
    La richiesta, con un’interrogazione rivolta al governo regionale, arriva da Giulia Gibertoni (Misto), che vuole anche sapere “come sia computata, ai sensi della normativa vigente, la quota del 20-30 per cento del territorio destinato a protezione della fauna selvatica”.
    Stiamo parlando, infatti, rileva la consigliera, “di zone adibite al ripopolamento della fauna selvatica”. Per la capogruppo “non si comprende per quali motivi queste aree urbanizzate non siano state escluse dal computo, nonostante l’insussistenza di un criterio di continuità ambientale rispetto alle zone non urbanizzate”. Le Zrc (che normalmente non superano i 700 ettari di estensione), prosegue, “sono destinate a incrementare (o semplicemente affermare) la riproduzione delle specie selvatiche autoctone (a partire da lepre e fagiano), a favorire la sosta e la riproduzione delle specie migratorie, a determinare mediante l’irradiamento naturale il ripopolamento dei territori contigui, a consentire con la cattura di selvaggina stanziale il reinserimento in altre zone di protezione (e anche le immissioni integrative negli ambiti territoriali di caccia)”. Lo stesso assessore regionale responsabile sulla caccia, rimarca l’esponente del gruppo misto, “ha dichiarato sul tema che ‘ai fini del calcolo della quota del 20-30 per cento del territorio destinato a protezione della fauna selvatica, ai sensi dell’articolo 10 della legge 157 del 1992, il territorio non agrosilvopastorale viene ovviamente escluso dal conteggio’”.
    Facendo un’analisi complessiva, conclude Gibertoni, “si rileva, dunque, che la Regione Emilia-Romagna destina al ripopolamento e alla cattura della fauna selvatica aeroporti (come ad esempio la base militare di Pisignano e l’aeroclub la Spreta di Ravenna), centri commerciali (come ad esempio l’Ipercoop di Ravenna e l’Ikea Parma), hub logistici (come quello di Amazon a Spilamberto), centri di commercio all’ingrosso (come ad esempio il Centergross di Bologna), distretti industriali (come quello delle ceramica del modenese), stabilimenti industriali (come ad esempio Ferrari e Maserati), inceneritori e termovalorizzatori (come quelli di Modena, Granarolo Emilia e Russi), aree ludico sportive (come ad esempio il parco divertimenti di Mirabilandia e l’ippodromo di Modena, così come la pista da cross di Ravenna), università (come a Parma), ospedali (come quelli di Baggiovara, Lagosanto e Cona), poli fieristici (come quelli di Cesena e Modena), cave (come il frantoio Fondovalle a Modena), tratti autostradali, svincoli, caselli e autogrill, zone turistico-balneari (come i lidi ferraresi, oltre a zone della costa riminese e di quella cesenate), interi centri abitati, a partire dal centro storico di Reggio Emilia a sud della via Emilia”.
    (Cristian Casali)

    Ambiente e territorio

    2 Dicembre 2022 LEGGI TUTTO

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    Marchetti (Lega): “Posta elettronica controllata al Rizzoli, privacy violata”

    La giunta intervenga sul regolamento approvato all’Istituto ortopedico Rizzoli (IOR) di Bologna che prevede, per motivi tecnici, “l’accesso da parte dell’amministratore di sistema ai messaggi di posta elettronica contenuti nelle caselle dei lavoratori con relativo controllo”.
    L’intervento è del consigliere Daniele Marchetti (Lega) che in un’interrogazione chiede “se quanto deliberato dallo IOR violi quanto disposto dalla legge 300/70 e dal Garante della privacy in tema di trattamento dei dati personali”. L’esponente leghista, inoltre, vuole conoscere “quali sono i motivi del mancato coinvolgimento dei sindacati prima dell’approvazione definitiva con relativa delibera dello stesso Istituto e se vi sono responsabilità delle Relazioni Sindacali per la mancanza”. Infine, Marchetti chiede alla Regione se “il servizio ICT e il responsabile sono già stati in passato coinvolti in tali controlli dei messaggi di posta elettronica dei lavoratori”.
    Il consigliere sostiene che, dopo l’approvazione, il 17 ottobre, del regolamento sull’uso della posta elettronica e di internet, alcuni articoli “sono in contrasto con quanto previsto sia dalla stessa legge 300/70 sia dal quadro normativo delineato dal Garante della Privacy”. Quest’ultimo aveva già emesso un provvedimento nel dicembre 2019, dopo una segnalazione dei sindacati.
    (Gianfranco Salvatori)

    Sanità e welfare

    2 Dicembre 2022 LEGGI TUTTO

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    Marchetti (Lega): “Verificare eventuali criticità segnalate al Rizzoli”

    Verificare eventuali criticità segnalate nel reparto di Chirurgia vertebrale dell’istituto ortopedico Rizzoli. Lo chiede con un’interrogazione Daniele Marchetti (Lega).
    “Il Rizzoli -ha premesso il consigliere- è un’eccellenza internazionale. Dal 2009 a oggi sono stati effettuati circa 2.500 interventi chirurgici, di cui il 55% per patologie oncologiche, il 40% per patologie degenerative e il 5% per traumi. Recentemente sono pervenute segnalazioni relativamente ad alcune criticità rispetto alle relazioni con i pazienti da parte di alcune unità del personale in servizio, acuite dalla diminuzione del personale stesso, che pregiudicano gli adeguati standard qualitativi di cura. È quindi opportuno verificare le criticità segnalate e se vi sono state segnalazioni all’Urp dell’ospedale”.
    Marchetti chiede inoltre di accertare “se dal 1° gennaio 2022 ad oggi, il personale del reparto di Chirurgia vertebrale è a regime rispetto alla dotazione organica stabilita annualmente, se vi sono problemi di benessere organizzativo, quali sono le responsabilità in merito a quanto segnalato e se esiste una formazione dedicata al personale mirata alle relazioni con i pazienti”.
    (Lucia Paci)

    Sanità e welfare

    2 Dicembre 2022 LEGGI TUTTO

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    Marchetti (Lega): chiarezza su possibili doppi incarichi all’Ausl di Bologna

    La Regione cosa pensa in merito ad un presunto caso di cumulo di incarichi all’interno dell’Ausl di Bologna?
    A chiederlo, in un’interrogazione, è Daniele Marchetti (Lega) per il quale “Il Direttore Generale dell’azienda ASL di Bologna con delibera del 2020 conferiva l’incarico di Direttore Amministrativo della stessa AUSL al Dott. G. F. per la durata di anni quattro con decorrenza dal 01 ottobre 2020 e scadenza 30 settembre 2024, ma lo stesso Dott. G.F. come visibile dal sito istituzionale- Amministrazione Trasparente-Incarichi Dirigenziali della stessa AUSL succitata, pur non essendo pubblicato l’atto di nomina, riveste tuttora e dal mese di ottobre 2019 anche l’incarico di Direttore f.f interim del Servizio Unico Metropolitano Amministrazione Giuridica del Personale“.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere “se la Regione ritiene corretto il cumulo di incarichi ricoperti dal Dott. G.F. e se la Regione ritiene che tale situazione sia in linea con i principi di trasparenza ed imparzialità a cui è soggetta la P.A.”.
    Poi ancora: “la Direzione AUSL Bologna ritiene di dover proseguire l’incarico ad interimconferito al Dott. G.F.? Quali siano i compensi e di che natura connessi ad entrambi gli incarichi rivestiti? Se tale cumulo di incarichi produca maggiori oneri per la P.A?”.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare

    2 Dicembre 2022 LEGGI TUTTO