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    LE ULTIME Ritardi fino a 110 minuti per i treni dell’Av sulla tratta Napoli-Roma

    I treni della linea Alta Velocità sulla tratta Napoli-Roma stanno registrando ritardi fino a 110 minuti a causa di un guasto, come riportato da Trenitalia sul proprio sito. Nonostante il problema, la circolazione è in graduale ripresa grazie all’intervento dei tecnici.
    Per mitigare gli effetti del disagio, i treni Alta Velocità sono stati dirottati su percorsi alternativi da Napoli a Roma via Formia o via Cassino, comportando un maggior tempo di percorrenza fino a 110 minuti.
    Gli utenti dei treni Regionali potrebbero riscontrare variazioni, cancellazioni, limitazioni di percorso o un aumento dei tempi di percorrenza fino a 10 minuti, a causa dell’alta intensità del traffico sulle linee Napoli-Roma via Cassino e via Formia. LEGGI TUTTO

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    Strage di Altavilla: movente economico di coppia di complici nella villetta degli orrori

    La strage avvenuta a Altavilla Milicia, in provincia di Palermo, dove sono state uccise Antonella Salamone e i figli Kevin ed Emanuel, è stata collegata alla pista del fanatismo religioso e al rito di esorcismo per “scacciare il diavolo” dalla casa.
    Tuttavia, dietro questa strage potrebbero esserci motivi economici, secondo quanto riportato da fonti locali.
    La coppia coinvolta nella strage viveva in condizioni economiche precarie, con l’uomo che percepiva solo la pensione di invalidità e la compagna che guadagnava qualche soldo dalla vendita online di prodotti alimentari e cosmetici naturali.
    Anche il reddito di cittadinanza li aiutava, ma quando è stato sospeso, la situazione si è ulteriormente aggravata. Questo fa pensare che i due potessero aver qualche interesse economico legato alla villetta posseduta dalla madre di Antonella Salamone, e che potessero cercare di spingere Barreca a lasciare la proprietà.
    Una possibile ipotesi è che i complici di Barreca avessero inizialmente intenzione di manipolarlo per ottenere la villetta e, alla scoperta che la madre di Antonella Salamone non l’avrebbe venduta, abbia scattato la “vendetta” su di lei e sui suoi figli.
    Attualmente, né Carandente né Fina hanno risposto alle domande del giudice delle indagini preliminari. Entrambi hanno un nuovo avvocato difensore, Marco Rocca, del foro di Crotone. Rocca ha dichiarato che la coppia si è incontrata nella villetta perché si conoscevano, ma non hanno mai parlato di esorcismo. Secondo lui, il loro era un rapporto di amicizia forse nato dai social. LEGGI TUTTO

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    Arrestato a Capodichino boss latitante di Taranto: stava fuggendo in Spagna

    Giuseppe Palumbo, un boss latitante di 35 anni della città di Taranto, è stato arrestato dalle forze dell’ordine al momento in cui stava per imbarcarsi su un volo per la Spagna all’aeroporto di Capodichino.
    L’uomo era oggetto di due ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia: una del 2022 per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, e l’altra del 2023 per i reati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e trasferimento fraudolento di valori.
    Le indagini che lo riguardano coinvolgono esponenti dei clan Pascali di Taranto e Sudoso di Statte. Inoltre, Palumbo doveva scontare una pena detentiva di 3 anni per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, su cui pendeva un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Taranto.
    L’operazione è stata coordinata dalla Dda di Lecce. Dopo l’arresto, Palumbo è stato trasferito nel carcere di Poggioreale a Napoli. LEGGI TUTTO

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    Crollo di Firenze, recuperato il corpo dell’ultimo disperso

    Nel cantiere di via Mariti a Firenze, il corpo dell’ultimo disperso è stato recuperato dai vigili del fuoco e successivamente affidato all’autorità giudiziaria per l’identificazione.
    Il carro funebre della Misericordia ha trasportato i resti all’istituto di Medicina legale a Careggi, dove si trovano le salme degli altri quattro lavoratori deceduti nel crollo del 16 febbraio.
    I Vigili del fuoco hanno operato ininterrottamente per oltre cento ore, giorno e notte. Le indagini stabiliranno se si tratta di Rachimi Bouzekri, 56enne marocchino, residente a Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia, che era dato per disperso.
    Marisa Cesario, comandante provinciale dei vigili del fuoco di Firenze, ha illustrato le sfide affrontate a causa delle difficili condizioni del cantiere.
    Le operazioni di recupero Le complesse operazioni di recupero hanno richiesto l’impiego della pinza per spaccare il cemento e smantellare le parti cruciali delle travi, consentendo ai soccorritori di procedere con attenzione nella ricerca. LEGGI TUTTO

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    IL DATO Quasi 500 i detenuti minori e giovani adulti in Italia, mai così tanti dal 2012

    Il numero complessivo di giovani detenuti nei 17 istituti penali per minorenni presenti nel Paese ammonta a 496, tra cui 13 donne (pari al 2,6% del totale) e 254 stranieri (51,2%), superando così la soglia del 50%. Il Beccaria di Milano registra la maggiore affluenza con 69 detenuti, mentre i centri di Quartucciu in Sardegna e Pontremoli in Toscana, unico Istituto Penale Minorile interamente femminile d’Italia, ospitano rispettivamente 8 ragazzi e 8 ragazze. Napoli e Roma accolgono le altre 5 ragazze.I dati emergono dal settimo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile, presentato a Roma, basato su informazioni aggiornate al 15 gennaio scorso. Per il secondo anno consecutivo, si registra un aumento delle presenze medie giornaliere, con una crescita del 2022 attribuita principalmente al recupero dalla diminuzione causata dalla pandemia. Nel corso del 2023, le presenze aumentano ulteriormente, arrivando a gennaio 2024 a sfiorare le 500 presenze.
    Dei detenuti, 156 risultano condannati in via definitiva, mentre 340 sono in misura cautelare, segnando un incremento rispetto all’anno precedente. La presenza maggiore negli Istituti Penali per Minorenni coinvolge principalmente giovani tra i 16 e i 17 anni, rappresentando il 50,1%. Gli stranieri rappresentano il 51,2% del totale, con una prevalenza di giovani provenienti da Tunisia, Marocco ed Egitto tra i maschi, e dalla Bosnia-Erzegovina, Serbia e Croazia tra le femmine.
    Gli stranieri risultano in media più giovani degli italiani, con il 64,2% minorenni rispetto al 50,8%. Sono più frequentemente in custodia cautelare (75,6% contro 61,2% degli italiani) e generalmente coinvolti in reati meno gravi, come il 63,9% detenuto per reati contro il patrimonio rispetto al 47,2% degli italiani. LEGGI TUTTO

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    Asaps, già 27 pedoni morti sulle strade italiane nel mese di febbraio

    Febbraio ha registrato un alto numero di incidenti mortali che hanno coinvolto pedoni sulle strade italiane, con un totale di 27 vittime in meno di tre settimane.
    Secondo i dati aggiornati resi noti dall’Associazione sostenitori della Polizia stradale (Asaps), dall’inizio dell’anno sono 58 le vittime fra gli utenti più vulnerabili, di cui 43 uomini e 15 donne. Tra di essi, 35 avevano più di 65 anni, ma si registrano anche vittime di giovane età, come un sedicenne, due diciottenni e due 19enni.
    Le regioni con il maggior numero di decessi sono la Lombardia e l’Emilia-Romagna, entrambe con otto vittime, seguite dalla Campania con sei, e il Lazio e il Veneto con quattro.
    Molti degli incidenti sono avvenuti sulle strisce pedonali, dove non viene garantita la precedenza ai pedoni, comportando la decurtazione di 8 punti dalla patente per chi non rispetta questa regola.
    È importante sottolineare che il report dell’Asaps è parziale e non tiene conto dei gravi feriti che possono perdere la vita anche a distanza di mesi dall’incidente, in quanto vengono conteggiati solo i decessi avvenuti nei primi 30 giorni.
    Inoltre, si segnala che alcuni pedoni sono stati investiti mentre si trovavano sul marciapiede e che è stato documentato il primo caso di pirateria stradale a Napoli, con la fuga del conducente dopo aver provocato la morte di un senza fissa dimora. LEGGI TUTTO

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    Milano: terza città al mondo per smog secondo classifica IqAir

    La battaglia sui dati sulla qualità dell’aria di Milano è scoppiata nuovamente, con l’allarme smog che ha destato preoccupazione.Secondo la società svizzera IqAir, la metropoli milanese risulta attualmente la terza città più inquinata del mondo, dopo le città cinesi e indiane. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha contestato questi dati.
    Anche l’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha rilevato il superamento dei limiti previsti per l’inquinamento, e domani scatteranno le misure antismog di primo livello in città e altre sette province della Lombardia.
    La polemica è nata dalla classifica della società svizzera che mette Milano tra le peggiori città in termini di inquinamento. Il sindaco Sala ha polemizzato su questo tipo di classifiche, definendole “rivelazioni estemporanee fatte da un ente privato”.
    Nonostante ciò, l’appello è a seguire i dati di Arpa e a contestare, se mai, le decisioni adottate. La qualità dell’aria a Milano è monitorata anche dall’Arpa, che ha rilevato un elevato livello di inquinamento.
    L’indice di qualità dell’aria degli Usa (Us Aqi) segnala che la concentrazione di Pm2.5 a Milano è attualmente 22,3 volte il valore guida annuale della qualità dell’aria indicato dall’Oms. Il sindaco Sala ha sottolineato che Milano stia lavorando per migliorare l’aria, ma che è necessario coinvolgere anche la Regione Lombardia.
    La polemica si è accesa anche tra Sala e il governatore lombardo Attilio Fontana, con scambi di critiche sulle politiche anti smog. Le misure adottate per contrastare l’inquinamento includono il divieto di circolazione delle auto benzina fino a euro 1 e diesel euro 4 dalle 7:30 alle 19:30 tutti i giorni.
    La qualità dell’aria a Milano è considerata pericolosa, con una concentrazione media di Pm10 e Pm2,5 che supera i limiti indicati dall’Unione europea e dall’Oms. Secondo Legambiente Lombardia, la situazione attuale rappresenta un grave pericolo e le istituzioni sono ferme al palo. LEGGI TUTTO

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    Carceri: Gratteri denuncia l’emergenza telefonini, Delmastro annuncia nuove misure

    Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha lanciato l’allarme sull’eccessiva presenza di cellulari nelle carceri italiane.
    “C’è un’emergenza telefonini in carcere”, ha affermato Gratteri durante un convegno a Roma. “In ogni carcere ci sono mediamente 100 telefoni. Ho chiesto dei jammer almeno per le carceri di massima sicurezza, ma la risposta è stata: ‘Come parla la penitenziaria?’ Ma la penitenziaria non ha i telefonini!”.
    Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove ha risposto alle preoccupazioni di Gratteri annunciando nuove misure:
    Schermare gli istituti penitenziari d’Italia, creando delle “white list” riservate ai cellulari degli agenti della polizia penitenziaria. Negare benefici a chi aggredisce gli agenti della penitenziaria in carcere.
    Delmastro ha inoltre sottolineato l’inaccettabilità del fatto che: i detenuti, persino nei minorili, utilizzino i cellulari per raccontare la loro vita carceraria sui social come fossero dei rapper.
    Le misure annunciate da Delmastro mirano a contrastare l’introduzione di cellulari nelle carceri. Limitare l’uso dei cellulari da parte dei detenuti. Garantire la sicurezza degli agenti della penitenziaria.
    La situazione nelle carceri italiane è complessa e richiede un intervento deciso.Le nuove misure annunciate dal governo sono un passo nella giusta direzione, ma è necessario un impegno costante per migliorare la sicurezza e le condizioni di vita nelle carceri. LEGGI TUTTO

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     Truffano anziana a Teramo: arrestati due napoletani

    Due cittadini napoletani, di 18 e 26 anni, sono stati fermati dalla Squadra Mobile della Questura di Teramo per essersi resi protagonisti di una truffa ai danni di una anziana.
    I due avrebbero contattato la donna telefonicamente, richiedendo un risarcimento di cinquemila euro per evitare l’arresto del figlio, coinvolto in un presunto incidente stradale. Nel corso della visita all’abitazione della vittima, mentre il marito era assente, uno dei truffatori ha ottenuto diversi monili d’oro per un peso complessivo di circa 50 grammi.
    Poco dopo aver consumato l’inganno, i due sono stati individuati e fermati dalla Squadra Mobile di Teramo. Sottoposti a perquisizione, è stato trovato il materiale prezioso.
    Successivamente, i sospettati sono stati arrestati e trattenuti presso le camere di sicurezza della Questura in attesa dell’udienza di convalida.
    Il Giudice, al termine della stessa, ha imposto loro l’obbligo di dimora nel Comune di Napoli e un Foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Teramo per un periodo di quattro anni, su richiesta del Questore di Teramo. LEGGI TUTTO

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    Si indaga sul crollo di Firenze: 4 morti, un disperso e tre feriti

    La procura di Firenze ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo e crollo colposo per il crollo avvenuto nella prima mattina di venerdì 16 febbraio nel cantiere in via Mariti a Firenze, dove si stava realizzando un nuovo supermercato Esselunga, ha causato quattro morti accertati, un disperso e tre feriti.
    Tra le vittime c’è un italiano, il 59enne Luigi Coclite, operaio edile abruzzese ma residente a Collesalvetti (Livorno). Gli altri tre operai deceduti sono nordafricani. Taoufik Haidar, 43 anni, dalla scorsa estate viveva a Chiuduno, in provincia di Bergamo.
    Nel 2009, appena arrivato in Italia, Haidar aveva abitato per un periodo a Perugia insieme ad alcuni parenti. A Palazzolo sull’Oglio abitano anche altri tre operai nordafricani travolti: Mohamed El Ferhane, marocchino di 24 anni; Bouzekri Rahimi, marocchino di 56 anni, che risulta ancora disperso; Mohamed Toukabri, tunisino di 54 anni.
    Dai primi accertamenti svolti dalla polizia sembra che due dei nordafricani morti fossero irregolari in Italia e senza permesso di soggiorno, ma gli inquirenti stanno valutando se le vittime avessero intrapreso una procedura di emersione e quindi titolari di busta paga.
    Tre operai di nazionalità romena travolti nel crollo sono ricoverati all’ospedale fiorentino di Careggi e non sono considerati in pericolo di vita. LEGGI TUTTO

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    Era tornata dai parenti a Napoli la donna scomparsa da Cremona dopo l’incidente in cui era morto il marito

    Una donna di 64 anni è stata ritrovata oggi dopo essere scomparsa per due giorni da Pescarolo, in provincia di Cremona.
    La dona in preda a una crisi cognitiva dopo un  incidente stradale è tornata dai suoi parenti in provincia di Napoli.
    La sua scomparsa è avvenuta giovedì, subito dopo la morte improvvisa del marito di 75 anni, colpito da un arresto cardiaco in seguito all’incidente stradale. La donna, che si trovava in auto con il marito al momento dell’incidente, si è allontanata a piedi dal luogo dell’incidente, visibilmente sotto shock, e da allora era sparita nel nulla.
    Le ricerche sono state condotte dai vigili del fuoco di Cremona in collaborazione con i carabinieri di Piadena Drizzona e Vescovato, supportati da squadre specializzate e unità cinofile.
    Dopo vari tentativi, la svolta è avvenuta oggi quando la donna è stata riportata nel Cremonese da un parente, probabilmente dopo essere giunta nel suo paese d’origine, nella provincia di Napoli, utilizzando il treno e poi il pullman. LEGGI TUTTO

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    Crollo di Firenze, ritrovato il corpo della quarta vittima, è un nordafricano

    Durante la notte, i vigili del fuoco hanno recuperato il corpo senza vita di un quarto operaio dal cantiere in via Mariti a Firenze, dove ieri mattina si è verificato il crollo dei piloni principali della struttura in costruzione del nuovo centro commerciale Esselunga.
    Le ricerche del corpo dell’ultimo disperso sono ancora in corso da parte dei vigili del fuoco e dell’Usar (Urban Search and Rescue).
    Entrambi, la quarta vittima e il disperso, sono cittadini nordafricani, come risulta dalle indagini condotte sugli operai coinvolti nel tragico incidente. Gli altri individui coinvolti includono l’autotrasportatore italiano Luigi Coclite, 60 anni, purtroppo deceduto, e tre lavoratori originari della Romania, attualmente ricoverati all’ospedale di Careggi.
    Attualmente, il numero di lavoratori coinvolti nel crollo è stato stabilito essere otto dopo molte ore di ricerca e recupero sul luogo dell’incidente. Il procuratore capo di Firenze, Filippo Spiezia, è tornato da Milano, dove si trovava, per seguire da vicino l’inchiesta, conducendo un sopralluogo nel pomeriggio.
    Questa mattina, invece, sul cantiere, oltre al sostituto Francesco Sottosanti, il magistrato di turno che ha effettuato un primo sopralluogo, è giunto anche il procuratore generale presso la corte di appello di Firenze, Ettore Squillace Greco, in qualità di massimo esponente della magistratura inquirente nel distretto toscano. LEGGI TUTTO