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    Latitante arrestato dai carabinieri a Pomigliano

    Nicola Ianuale, 32enne già noto alle forze dell’ordine è stato catturato a Pomigliano dai militari della sezione operativa della compagnia di Castello di Cisterna.
    L’uomo era latitante dallo scorso 5 settembre e destinatario del provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal Gip del Tribunale di Nola per reati di droga. Un provvedimento emesso in sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico alla quale Ianuale era sottoposto e da cui il 32enne era evaso lo scorso 18 agosto, giorno in cui se ne erano perse le tracce.
    I Carabinieri di Castello di Cisterna però non hanno mai interrotto le indagini e, sempre attenti a monitorare e setacciare non solo le strade ma anche il web, hanno rintracciato il 32enne ieri sera verso le 22.30.
    Era da solo in strada nei pressi un locale di via Terracciano a Pomigliano d’Arco e quando si è visto accerchiato dai carabinieri della sezione operativa per Ianuale non c’era nessuna via di fuga, inutile opporre resistenza. Al momento della cattura l’uomo è stato trovato in possesso di poco più di 13 grammi di marijuana poi sequestrata.
    L’arrestato è stato trasferito nel carcere di Poggioreale a disposizione dell’Autorità giudiziaria. LEGGI TUTTO

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    Nell’autolavaggio a Porta Nolana la piazza di spaccio del clan Mazzarella: 4 arresti

    Colpo della polizia al clan Mazzarella che ha smantellato una piazza di spaccio nella zona di Porta Nolana organizzata in un autolavaggio e ha arrestato i 4 gestori.
    Ieri mattina gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato e della Squadra Mobile di Napoli, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, nel transitare in via San Cosmo Fuori Porta Nolana, hanno notato una donna a bordo di un’auto raggiungere un autolavaggio dove vi erano due persone che si guardavano intorno ed un altro uomo che prima si è diretto verso un’abitazione per poi ritornare e cedere un involucro alla donna.
    I poliziotti hanno raggiunto la donna in via Galileo Ferraris trovandola in possesso di un involucro contenente circa 21 grammi di marijuana; inoltre, con il supporto di un’Unità cinofila della Guardia di Finanza, hanno controllato i tre uomini, trovando uno di essi in possesso di 305 euro, e l’attività commerciale, rinvenendo in alcune auto diversi involucri contenenti circa 70 grammi di marijuana e, custoditi in una cassetta metallica, 4390 euro.
    La piazza di spaccio del clan Mazzarella nell’autolavaggio
    Ancora, gli operatori hanno effettuato un controllo presso l’abitazione da dove era uscito l’uomo che aveva ceduto la sostanza accertando che era in uso ad un’altra persona ed hanno trovato circa 7.7kg di marijuana, un bilancino di precisione, un taglierino e diverso materiale per il confezionamento della droga.
    Salvatore Carnevale, 44 anni, Antonio Esposito, 66 anni, Vincenzo Scando, 57 anni, e Marco Sicuro, 44 anni, tutti napoletani di cui i primi tre con precedenti dipolizia, sono stati arrestati per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso. LEGGI TUTTO

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    Ragazzi uccisi ad Ercolano, l’assassino in aula: “Sono rammaricato”

    “Signor presidente sono rammaricato di quello che è successo. Ho chiesto scusa, ho fatto una lettera la vigila di Natale del 2021, non so è stata consegnata alle famiglie”.
    Ha voluto rilasciare una dichiarazione spontanea Vincenzo Palumbo, il camionista accusato del duplice omicidio volontario dei ventenni Tullio Pagliaro e Giuseppe Fusella, uccisi a colpi di pistola ad Ercolano, la notte tra il 28 e il 29 ottobre 2021, perchè erroneamente scambiati per ladri. Rivolgendosi ai giudici della Corte di Assise di Napoli, per la prima volta con la voce rotta dall’emozione, Palumbo ha voluto scusarsi anche con loro.
    “Sono un semplice camionista – ha detto Palumbo – che vuole mandare avanti una famiglia. Malgrado le mie sofferenze sono andato avanti e non mi aspettavo che succedesse quello che è successo”.
    Palumbo ha chiesto e ottenuto la parola dopo una breve arringa del suo legale, l’avvocato Giovanni Abet, durante la quale il difensore dell’imputato ha chiesto alla giuria di ragionare razionalmente sui dati che hanno a disposizione. La camera di consiglio è iniziata alle 10,30, subito dopo una breve replica del sostituto procuratore Luciano D’Angelo, presente in aula insieme con la collega Daniela Varone. LEGGI TUTTO

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    Camorra, prima condanna da boss per Maria Licciardi: 12 anni

    Arriva la prima condanna in veste di capoclan per Maria Licciardi, arrestata dal Ros di Napoli, l’8 agosto del 2021, mentre stava per partire alla volta della Spagna dall’aeroporto romano di Ciampino.
    Il gup Antonio Baldassarre, al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato, ha inflitto Maria Licciardi a’ piccerella 12 anni e otto mesi di reclusione. La presunta capoclan, ritenuta dalla Dda componente dell’Alleanza di Secondigliano, è stata ritenuta colpevole di essere la guida dell’associazione malavitosa fondata dai fratelli.
    Riconosciute anche numerose estorsioni alcune delle quali però sono state derubricate a violenza privata. Si tratta della seconda condanna inflitta alla Licciardi, che è stata difesa daglio avvocati Bruno Larosa e Edoardo Cardillo: circa vent’anni fa venne condannata a dieci anni di reclusione ma nella veste di affiliata al clan. LEGGI TUTTO

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    Napoli, sequestrati beni per 2 milioni di euro al rapinatore trasfertista

    Un pregiudicato di 48anni, rapinatore ‘trasfertista’ residente a Napoli, è stato sottoposto a un sequestro di prevenzione emesso dal Tribunale di Milano su proposta del Questore.
    Il provvedimento, secondo quanto riferito dalla Questura, ha colpito il patrimonio immobiliare ritenuto illecitamente accumulato negli anni grazie alle numerose rapine che l’uomo avrebbe commesso prevalentemente a Milano.
    “Come scrive la Sezione autonoma Misure di prevenzione di Milano – si legge in una nota – l’attività delittuosa posta in essere fin dal 1993 denota uno stabile radicamento dell’uomo in contesti dediti alla perpetrazione di delitti contro il patrimonio, grazie ai quali il medesimo, che non ha altri redditi, si è assicurato rilevanti profitti vivendo abitualmente grazie ai proventi delle attività illecite, a decorrere dal 2009.
    E poi negli anni 2016 e 2020, quando è stato riconosciuto responsabile di numerose rapine di orologi e beni di valore, commesse in modo sistematico” prevalentemente con il trucco della botta allo specchietto retrovisore esterno e poi dello strappo dal polso dell’orologio dal braccio del conducente mentre lo raddrizzava.
     Il rapinatore trasfertista sceglieva solo orologi di grande valore
    Alcuni orologi di lusso valevano oltre 50mila euro. Il sequestro eseguito dalla Polizia di Stato dopo le indagini della Divisione Anticrimine, riguarda diverse unità immobiliari a Napoli, compresa un’attività commerciale, conti correnti e polizze, nonché il contenuto di una cassetta di sicurezza all’interno della quale è stata rinvenuta una somma in contante; il tutto per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro. LEGGI TUTTO

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    Camorra, continua la faida di Pianura: la risposta contro i Carillo Perfetto

    A poco piu’ di due giorni dal tentativo di uccidere a Napoli Antonio Gaetano, 19 anni, reggente del clan Esposito-Marsicano-Calone, arriva la risposta: una sparatoria dimostrativa o un conflitto a fuoco nel bunker del clan nemico, i Carillo-Perfetto, alle 15 di ieri, in pieno giorno e con una pistola a tamburo.
    In via Jose’ Maria Escriva’ a Pianura un proiettile ha centrato un’auto. La tregua tra i due clan in guerra, eredi dei Pesce-Marfella e dei Mele, sembrava reggere e, invece, il 2 marzo scorso un commando armato dei Carillo-Perfetto, ha compiuto un’azione intimidatoria sotto casa di Antonio Gaetano detto anche ”o biscotto’.
     Pianura dopo il ferimento di Antonio Gaetano arriva la risposta
    Era un avvertimento, ma evidentemente Gaetano ha ignorato la minaccia. Cosi’ la notte di domenica scorsa in due lo hanno seguito fino a Mergellina; mentre era a bordo di una Panda ferma nel traffico della movida con un amico, e’ stato colpito all’addome e alla nuca da uno di due malviventi su uno scooter.
    La prognosi resta riservata, ma si allontana il pericolo di morte. LEGGI TUTTO

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    Sparatoria a Pianura in via Escivà

    Colpi di arma da fuoco sono stati esplosi nel pomeriggio nel quartiere Pianura a Napoli.
    La Polizia è intervenuta in via Josemaria Escrivà per la segnalazione dell’esplosione di colpi di arma da fuoco, trovando sul selciato diversi bossoli.
    La Polizia ha avviato le indagini sull’accaduto. La stesa è solo l’ennesimo segnale della tensione esistente tra i clan di Pianura che sono in guerra da mesi per il controllo delle attività illecite nel quartiere.
    L’altra notte invece è stato ferito il boss emergente il 19enne Antonio Gaetano mentre era in auto a Mergellina. Il giovane è ancora ricoverato in fin di vita in ospedale. LEGGI TUTTO

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    Camorra, condanne per 130 anni di carcere al clan D’Ausilio

    La Corte di Appello di Napoli (quinta sezione, presidente Ginevra Abbamondi) ha inflitto oltre 130 anni di carcere – tra rideterminazioni delle pene e conferme – nei confronti di 16 imputati ritenuti legati al clan D’Ausilio del quartiere Bagnoli.
    Pene attenuate per esempio nei confronti di Felice d’Ausilio, figlio del capoclan Domenico e fratello di Antonio, in virtù della collaborazione avviata con la giustizia. Stesso discorso anche per l’altro “pentito” Alessandro De Falco.
    Ventiquattro anni di reclusione invece sono stati inflitti, invece, ad Antonio D’Ausilio (difeso dall’avvocato Raffaele Chiummariello) che rispetto alla condanna di primo grado si è visto detrarre due anni.
    Inoltre è stata riconosciuta per Antonio D’Ausilio la continuazione con precedenti sentenze di associazione camorristica ed estorsione, con un conseguente aumento di pena pari a otto anni.
    Confermata l’ergastolo inflitto in primo grado al killer del clan Vittorio Albano ritenuto colpevole dell’omicidio di un parcheggiatore abusivo che si era rifiutato di pagare il pizzo al clan e alla moglie di Antonio D’Ausilio, Grazia Sarnelli (tre anni di reclusione). LEGGI TUTTO

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    Sant’Antimo: un 16enne con il coltello, un altro alla guida di un’auto. Due minorenni denunciati

    Non si fermano i controlli dei Carabinieri nella provincia a nord di Napoli. In campo i militari della compagnia di Giugliano in Campania, lo scenario è Sant’Antimo. Presidiate le strade ritenute più sensibili, particolare attenzione in Via Solimena, recente teatro di un agguato.
    Arrestato per furto un 22enne di origini casertane. E’ stato sorpreso all’interno di uno shop h24 mentre scassinava alcuni distributori automatici. E’ ora in attesa di giudizio
    Due i giovanissimi denunciati, entrambi 16enni. Il primo portava in tasca un coltello a serramanico. Dovrà rispondere di porto di armi.
    Guida senza patente il reato contestato all’altro minore. E’ stato sorpreso alla guida di una Lancia Y presa a noleggio. Non era la prima volta, già in passato era stato sanzionato per la stessa violazione.
    Durante il servizio sono state identificate 56 persone, passati al setaccio 34 veicoli. La metà di questi scoperti da assicurazione. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni. LEGGI TUTTO

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    Massacro di Ponticelli: le Iene presentano l’inchiesta di Giulio Golia

    Torna domani in prime-time su Italia 1 ‘Le Iene presentano: Inside’ con l’inchiesta di Giulio Golia e Francesca Di Stefano dal titolo ‘Mostri o Innocenti?’, interamente dedicata alla vicenda di cronaca avvenuta il 2 luglio 1983, nota come il ‘massacro di Ponticelli’. Quaranta anni fa Barbara Sellini e Nunzia Munizzi, due bambine di 7 e 10 anni, furono violentate, torturate, uccise, e infine date alle fiamme. Un delitto efferato e brutale, che sconvolse non solo Napoli ma l’Italia intera e che, dopo due mesi di indagini e tre anni di processi, condannò all’ergastolo Ciro Imperante, Giuseppe La Rocca e Luigi Schiavo.
    I tre, appena maggiorenni all’epoca dei fatti, sostennero dal primo momento di essere innocenti. Oggi, dopo aver scontato la pena, continuano a dichiararsi vittime di quello che potrebbe essere “uno dei più clamorosi errori giudiziari del nostro Paese”.
    Un caso, questo, che ha attirato anche l’attenzione della Commissione Parlamentare Antimafia, che di recente ha sollevato parecchi dubbi sulle indagini svolte, portandola a valutare una possibile revisione del processo di condanna. Secondo l’analisi della Commissione, infatti, sulla vicenda potrebbe essere calata l’ombra della criminalità organizzata.
    Con contenuti esclusivi fatti di nuove testimonianze che sembrano ribaltare la narrazione fatta fino a questo momento, interviste a testimoni, inquirenti e documenti inediti in cui la trasmissione è entrata in possesso, Giulio Golia ripercorre le tappe di quanto accaduto, alla luce delle tante domande che non trovano ancora risposta.
    Dalle denunce dei tre imputati nei confronti delle forze dell’ordine all’arresto di alcuni testimoni sentiti a pochi giorni dal duplice omicidio, fino alle eventuali piste alternative che, forse, all’epoca dei fatti, furono ignorate o sottovalutate. LEGGI TUTTO

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    Colpo ai narcos di Scampia: sequestrati oltre 18 chili di cocaina: 2 arresti

    Nell’ambito del dispositivo di contrasto ai traffici illeciti, i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno sottoposto a sequestro oltre 18 chili di cocaina.
    Durante i controlli predisposti lungo le principali arterie stradali di accesso alla città di Napoli, è stata notata un’autovettura sospetta, con a bordo due uomini, dirigersi verso il quartiere Scampia.
    Insospettiti dalle manovre effettuate, i finanzieri hanno deciso di fermare e sottoporre a controllo il mezzo. All’interno dell’abitacolo, occultato ai piedi del sedile posteriore, è stato rinvenuto un borsone di colore blu, contenente 17 panetti di sostanza stupefacente che, sottoposta ad analisi speditiva, è risultata essere cocaina.
    I due uomini – classe ’94 e ’85 – sono stati tratti in arresto per il reato di traffico e detenzione illecita di sostanza stupefacente.
    L’attività di servizio odierna, eseguita dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli, testimonia il costante impegno delle Fiamme Gialle nella lotta al traffico sostanze stupefacenti, a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini. LEGGI TUTTO

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    Omicidio Ugo Russo, nuovo rinvio dell’udienza preliminare

    Ancora un rinvio, da parte del gup di Napoli Tommaso Perrella, chiamato a decidere sulla richiesta di giudizio formulata dalla Procura di Napoli nei confronti del carabiniere (accusato di omicidio volontario aggravato) che la notte tra il 29 febbraio del 2020, nella zona di Santa Lucia, a Napoli, ha ucciso Ugo Russo.
    Il 14enne, com’è noto, insieme con un complice, aveva appena tentato di rapinare il Rolex al militare usando un’arma rivelatasi poi una replica di quelle originali. Il rinvio è giunto dopo l’escussione, durata diverse ore, del perito balistico che all’epoca si è occupato dell’incidente probatorio.
    La Procura di Napoli, sulla base delle informazioni finora acquisite, ha chiesto un’ integrazione all’incidente probatorio e il giudice si è riservato di decidere. La difesa del carabiniere si è opposta a questa istanza sostenendo già sussistenti i presupposti per la decisione di rinvio a giudizio.
    La prossima udienza è stata fissata per il 27 aprile. Come precedentemente anche oggi era presente in tribunale la famiglia di Ugo, che è difesa dagli avvocati Fusco, Di Donato e Mormile. Il collegio difensivo è invece composto dagli avvocati Mattia Floccher, Roberto Guida e Enrico Capone. LEGGI TUTTO