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    A Qualiano serra di cannabis con 109 piante: 2 arresti

    A Qualiano scoperta serra artificiale di cannabis con elettricità rubata: 2  persone arrestate dei Carabinieri.
    Hanno 47 e 49 anni i due uomini arrestati dai Carabinieri della stazione di Qualiano. Dovranno rispondere di coltivazione detenzione di droga a fini di spaccio. Quando i militari hanno spalancato la porta di un deposito in Via Giovanni Bosco, i due stavano accudendo alcune piante in quella che è subito sembrata come una serra artificiale.
    Illuminazione, ventilazione e irrigazione erano garantite da un sistema artigianale collegato abusivamente alla rete elettrica (rilevazione dei consumi falsata dell’88%), votato alla coltivazione di cannabis. Non un solo ambiente ma diversi locali nei quali crescevano rigogliosi fusti di marijuana.
    109 piante sequestrate per oltre 4,5 chilogrammi di erba
    109 quelle campionate, 4 e mezzo i chili di “erba” già essiccata e confezionata. Un laboratorio con tanto di materiale per il frazionamento delle dosi e un bilancino elettronico. I due dal “pollice verde” sono finiti in manette, portati in carcere in attesa di giudizio.
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    Ora i carabinieri continuano le indagini per risalire ad eventuali complici ma soprattutto stanno cercando di ricostruire clienti e fornitori dei due e il tipo di mercato a cui si rivolgevano. LEGGI TUTTO

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    Chiede il pizzo per gli “amici di Qualiano” ma la vittima lo denuncia: arrestato 56enne

    Ha chiesto il pizzo per gli “amici di Qualiano”: arrestato. La vittima che ha denunciato il fatto è una 31enne che aveva deciso di investire sulla propria attività commerciale, una pasticceria di sua proprietà sulla quale aveva deciso di operare una ristrutturazione.Un uomo è entrato però nel locale in ristrutturazione con una richiesta chiara e […] LEGGI TUTTO

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    Qualiano, il Riesame manda in comunità il pistolero Marco Bevilacqua

    Il tribunale del Riesame di Napoli ha disposto gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico

    Il tribunale del Riesame di Napoli ha disposto gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico presso una di comunità di recupero per tossicodipendenti il 37enne Marco Bevilacqua.Il giovane di origini Sinti, nato Torre Annunziata, e trasferitosi a Qualiano dopo l’uscita dal carcere per aver ucciso il suocero a Scafati sarà trasferito presso “Il Brutto Anatroccolo” di Lamezia Terme.Era stato arrestato con l’accusa di aver ferito a colpi di pistola quattro persone all’esterno di un bar di Qualiano nella notte tra sabato 28 e domenica 29 maggio. I giudici hanno accolto l’istanza presentata da Nunzio Mallardo, legale di Bevilacqua, condividendone l’impostazione difensiva.
    In particolare Mallardo ha fatto notare come Bevilacqua fosse un tossicodipendente in cura al Sert, di cui ha depositato il certificato, e che la sera del fatto lui volesse solo difendersi dopo aver subito nei mesi scorsi almeno due violente aggressioni – il legale ha fornito i certificati medici – da parte di persone residenti a Qualiano.Bevilacqua si era trasferito a Qualiano lo scorso anno dopo aver scontato 14 anni di detenzione per l’omicidio del suocero, e da allora sono iniziati i suoi problemi, dal momento che non sarebbe mai stato accettato, proprio per il reato di cui si era macchiato, dalla comunita’ in cui si era trasferito. LEGGI TUTTO

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    Qualiano, il Riesame manda in comunità il pistolero Marco Bevilacqua

    Il tribunale del Riesame di Napoli ha disposto gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico

    Il tribunale del Riesame di Napoli ha disposto gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico presso una di comunità di recupero per tossicodipendenti il 37enne Marco Bevilacqua.Il giovane di origini Sinti, nato Torre Annunziata, e trasferitosi a Qualiano dopo l’uscita dal carcere per aver ucciso il suocero a Scafati sarà trasferito presso “Il Brutto Anatroccolo” di Lamezia Terme.Era stato arrestato con l’accusa di aver ferito a colpi di pistola quattro persone all’esterno di un bar di Qualiano nella notte tra sabato 28 e domenica 29 maggio. I giudici hanno accolto l’istanza presentata da Nunzio Mallardo, legale di Bevilacqua, condividendone l’impostazione difensiva.
    In particolare Mallardo ha fatto notare come Bevilacqua fosse un tossicodipendente in cura al Sert, di cui ha depositato il certificato, e che la sera del fatto lui volesse solo difendersi dopo aver subito nei mesi scorsi almeno due violente aggressioni – il legale ha fornito i certificati medici – da parte di persone residenti a Qualiano.Bevilacqua si era trasferito a Qualiano lo scorso anno dopo aver scontato 14 anni di detenzione per l’omicidio del suocero, e da allora sono iniziati i suoi problemi, dal momento che non sarebbe mai stato accettato, proprio per il reato di cui si era macchiato, dalla comunita’ in cui si era trasferito. LEGGI TUTTO

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    Qualiano, sparatoria al bar: l’avvocato di Bevilacqua chiede i domiciliari

    Qualiano. Si terra’ domani l’udienza del tribunale del Riesame di Napoli in cui si discutera’ la posizione del 37enne Marco Bevilacqua, in carcere per aver ferito a colpi di pistola quattro persone all’esterno di un bar di Qualiano nella notte tra sabato 28 e domenica 29 maggio.Il suo legale, Nunzio Mallardo, chiedera’ ai giudici di sostituire la misura carceraria con gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico presso la comunita’ di recupero per tossicodipendenti “Il Brutto Anatroccolo” di Reggio Calabria; Bevilacqua e’ infatti in cura presso il Sert. La strategia difensiva si basera’ sul contesto nel quale sarebbe maturato l’episodio, riferito dallo stesso Bevilacqua.Questi, originario di Torre del greco, si e’ trasferito a Qualiano lo scorso anno dopo aver scontato 14 anni di detenzione per l’omicidio del suocero, e da allora sono iniziati i suoi problemi, dal momento che non sarebbe mai stato accettato, proprio per il reato di cui si era macchiato, dalla comunita’ in cui si era trasferito; Bevilacqua sarebbe stato pestato a sangue da persone residenti a Qualiano in almeno due circostanze, la prima volta nel 2021 poco dopo il suo arrivo nel comune napoletano, la seconda dieci giorni prima l’episodio degli spari. Per entrambi gli episodi il suo legale presentera’ i certificati medici.
    Altra circostanza emersa riguarda cio’ che e’ avvenuto dopo il primo presunto pestaggio subito da Bevilacqua, quando il 37enne ebbe l’incrinatura di una costola e gli furono messi quindici punti in testa. Bevilacqua racconto’ ai carabinieri di essere stato investito da un’auto, ma non fu creduto e fu quindi denunciato per false dichiarazioni; il gip lo ha pero’ assolto.In quell’occasione sembra che il 37enne non parlo’ del pestaggio per paura, e per poter continuare a vivere a Qualiano; poi dopo la seconda aggressione di meta’ maggio, sarebbe caduto in uno stato di paranoia e terrore che ne avrebbe armato la mano nella notte tra il 28 e il 29 maggio. Peraltro Bevilacqua non ha mai indicato se le persone ferite a colpi di pistole fossero le stesse che lo avevano pestato. LEGGI TUTTO

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    Napoli, pizzo alla società di carburanti: arrestato

    Napoli. Aveva chiesto il pizzo all’amministratore delegato di una società di carburanti di Qualiano ma stamane è stato arrestato.
    Si tratta del 35enne Salvatore Montagna. Stamane gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli hanno dato esecuzione ad un ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli.
    Montagna è gravemente indiziato del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, commessa, tra l’altro, in danno dell’amministratore delegato di una società di commercio carburanti di Qualiano.
    Le richieste estorsive sarebbero avvenute a Barcellona (Spagna), Qualiano, Napoli e S. Sebastiano al Vesuvio  a maggio 2021 e il 5 febbraio 2022.
    Salvatore Montagna, nel 2008 era stato arrestato dalla Guardia di Finanza ai Quartieri spagnoli, nel centro storico di Napoli. L’arresto di Montagna fu rocambolesco: le Fiamme gialle lo avevano tirato fuori da una botola che si apriva e chiudeva LEGGI TUTTO

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    Qualiano, accusato di sequestro di persona, rapina e lesioni: assolto in appello

    Erano stati rinviati a giudizio dinanzi alla Corte di Assise di Napoli con l’accusa di sequestro di persona, lesioni e rapina, in concorso.
    A.R. 55 anni di Villaricca e R.A., 45, di Qualiano, entrambi con la recidiva infraquinquiennale, erano accusati di aver attirato la vittima in un tranello e di averla d’apprima sequestrata e condotta in un vecchio piazzale abbandonato e poi rapiranata e picchiata.
    Il motivo, un debito di 10.000 che la vittima non avrebbe adempiuto nei confronti del creditore A.R., che con il tempo, a detta della vittima, si sarebbe trasformato in una sorta di usura, atteso il maggior esborso cui ha dovuto far fronte.
    Tutto l’ingente materiale probatorio raccolto dagli inquirenti (analisi tabulati telefonici, sit dei testi della Accusa, deposizioni processuali e querele) aveva attestato già in primo grado la infondatezza del castello accusatorio, che mirabilmente era stato sgretolato dall’abile penalista Avvocato Massimo Viscusi, che aveva portato alla assoluzione di R.A. e alla condanna dell’altro imputato alla pena di 2 anni (la Procura chiedeva 5 anni e 3 anni per R.A.)
    L’avvocato Massimo Viscusi
    La Corte di Assise di Appello di Napoli, VI sezione, Presidente Averno, ha assolto, perché il fatto non sussiste, il 55enne napoletano, all’esito della controreplica di discussione dell’avvocato Massimo Viscusi e della replica della Procura Generale (che aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado) LEGGI TUTTO