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    Benevento: assolto l’ex commissario straordinario Catenacci

    Benevento. Contributi previdenziali non versati ai dipendenti del consorzio: assolto l’ex commissario Giuseppe Catenacci. Il giudice monocratico Pezza del tribunale di Benevento ha assolto l’imputato – difeso dagli avvocati Giusida Sanseverino del Foro di Benevento e Dario Vannetiello del Foro di Napoli – ritenendo che il fatto non sussiste. Giuseppe Catenacci era finito sotto inchiesta […] LEGGI TUTTO

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    Benevento, assunti per l’indennità di disoccupazione: chiesto il processo per 58

    Benevento. Venivano assunti per il tempo necessario a maturare il diritto all’indennita’ di disoccupazione e poi venivano licenziati. E l’importo corrisposto dall’Inps, anche a molti lavoratori stranieri, in realta’ non veniva incassato totalmente dai beneficiari, ma finiva in parte anche agli imprenditori che avevano favorito le assunzioni. L’inchiesta condotta dalla procura di Benevento e’ andata […] LEGGI TUTTO

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    Mortale a Pontinia: automobilista rinviata a giudizio per omicidio stradale

    “Dovranno aspettare ancora otto, lunghi mesi, ma ora i familiari di Lorenzo Battistini hanno una fondamentale certezza: l’automobilista accusata di aver causato il decesso, a soli 27 anni, del loro caro e il ferimento della sua fidanzata e coetanea, Giada, sarà processata per omicidio stradale. Al termine dell’udienza preliminare tenutasi lo scorso giovedì 16 settembre presso il, Tribunale di Latina, avanti il Gip dott. Mario La Rosa, riscontrando […] LEGGI TUTTO

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    Tragedia di Rigopiano, 17 imputati chiedono lo sconto di pena

    Pescara. Disastro di Rigopiano: 17 imputati chiedono il rito abbreviato.
    Quasi tutti i 25 imputati nel processo che si è aperto dinanzi al Gip Gianluca Sarandrea del Tribunale di Pescara chiedono di essere giudicati con il rito abbreviato. A oltre tre anni dalla tragedia del 18 gennaio 2017 in cui morirono 29 persone si è aperto ieri il processo. Diciassette, fino ad ora, gli imputati che hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato tra questi ci sono anche l’ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo, e l’ex presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco. Ad oggi sono 4 o 5 gli imputati che non hanno chiesto l’abbreviato, tra cui l’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta.
    La richiesta potrà comunque essere formalizzata anche successivamente, ossia fino a quando non siano formulate le conclusioni dalle parti. Il giudice ha poi annunciato che nominerà un collegio di periti per cercare di dirimere la questione riguardante l’origine della valanga che seppellì l’Hotel Rigopiano. Questo perchè gli accertamenti peritali prodotti dall’accusa e dalle difese sono tra loro del tutto contrastanti sul punto. E’ stato invece respinta la richiesta dell’ex sindaco Lacchetta di incidente probatorio per stabilire se potesse sussistere o meno una prevedibilità storica o scientifica delle valanghe sull’area in cui è stato costruito l’albergo.
    Il processo è stato rinviato al 17 settembre in prosieguo.
    “L’udienza ha finalmente prodotto un risultato. La decisione di respingere la richiesta di incidente probatorio ha sostanzialmente obbligato le difese ad anticipare le loro richieste di riti alternativi per cercare di recuperare in qualche modo la possibilità di avere perlomeno in sede di discussione di rito abbreviato una perizia. Il giudice ha già annunciato che con l’ammissione del rito disporrà un super collegio peritale al quale affiderà tutta una serie di quesiti. L’avvocato Alessandra Guarini, che assiste i figli dei coniugi Caporale e i genitori di Ilaria De Biase nel processo per la strage di Rigopiano, ha commentato così il passo in avanti segnato nell’udienza di ieri, con il respingimento di una richiesta di incidente probatorio che definisce “quasi lunare e nemmeno argomentata dalle difese” e le richieste di riti alternativi da parte di 17 imputati. “La filosofia del giudice è stata vincente perché – aggiunge – giustamente, come gup tenuto a vagliare la qualità degli elementi probatori del pubblico ministero ai fini del processo, ha detto di non ravvisare alcuna necessità di un simile approfondimento, peraltro in assenza di concreti elementi per ritenere non rinviabile l’assunzione della prova. La perizia si farà, ma finalmente nell’ambito del processo, senza bloccare l’udienza preliminare”.
    Si sblocca, dunque, il processo che dovrà stabilire eventuali responsabilità per la morte di 29 persone. Tra un mese il procedimento però potrebbe di nuovo rallentare. Il prossimo 17 settembre si tornerà in aula perché il gup ha annunciato che in quella data nominerà un collegio di periti per una nuova consulenza. Il collegio prenderà infatti alcuni mesi e il processo si fermerà nuovamente. È questo il timore manifestato anche dall’avvocato Romolo Reboa che rappresenta nel procedimento diverse famiglie delle vittime insieme al team di avvocati Reboa law firm. “Il giudice nominerà dei propri consulenti e questa consulenza avrà validità solo e semplicemente ai fini di stabilire se rinviare o meno a giudizio oppure con riferimento alle posizioni di coloro i quali hanno chiesto il giudizio abbreviato che sono quasi tutti gli imputati – ha aggiunto Reboa – Il 17 settembre il giudice ammetterà una perizia per avere una sua informativa, con dei suoi consulenti, su quello che sono state le cause della valanga”. L’avvocato spiega le ‘sottigliezze processuali’ e il valore dell’incidente probatorio, che avrebbe avuto valore anche nel futuro per il dibattimento, mentre la perizia che “ha valore limitatamente al giudizio abbreviato o alla decisione se rinviare o meno a giudizio certi imputati”. Per le richieste di rito alternativo 17 imputati su 25 hanno scelto il rito abbreviato. Gran parte degli avvocati sono convinti che il processo sia istruito al punto da discutere, nel merito, con quello che c’è nel fascicolo delle indagini preliminari integrate dalle consulenze tecniche depositate. “Abbiamo avuto la formalizzazione delle richieste dei riti alternativi” ha detto l’avvocato del Comitato vittime di Rigopiano, Niccolò Baldassare. Mancata realizzazione della carta valanghe, presunte inadempienze per sgombero delle strade di accesso all’hotel e il tardivo allestimento del centro di coordinamento dei soccorsi, sono questi alcuni degli aspetti che verranno approfonditi nel corso del processo. I reati ipotizzati a carico dei 25 imputati (24 persone ed una società, soggetto giuridico), a vario titolo, vanno dal crollo di costruzioni o altri disastri colposi, all’omicidio e lesioni colpose, all’abuso d’ufficio e al falso ideologico. Alcuni dei reati sono a rischio prescrizione. LEGGI TUTTO

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    Corruzione e appalti ‘sospetti’ alla Sma Campania, 10 patteggiamenti

    Funzionari regionali corrotti e appalti a ditte in odore di camorra alla Sma Campania: dieci imputati patteggiano la pena.
    Sono dieci gli imputati che hanno patteggiato la pena nell’ambito del processo scaturito dall’inchiesta della Procura di Napoli sulla “Sma Campania”, società in house della Regione Campania che si occupa di risanamento ambientale e che vede tra gli imputati anche l’ex consigliere regionale Luciano Passariello .
    Nel corso dell’udienza di oggi il Gup di Napoli Marcello De Chiara ha accolto le istanze di patteggiamento presentate dagli avvocati difensori per pene che vanno da un minimo di un anno a un massimo di 4 anni e 10 mesi. Tra coloro che hanno patteggiato la pena figurano Vittorio Porcini, poliziotto che all’epoca dei fatti prestava in servizio presso il commissariato Ponticelli di Napoli, (un anno e dieci mesi, pena sospesa); l’imprenditore Salvatore Abbate, alias Salvatore ‘a cachera, ritenuto legato ai clan dell’area a Nord di Napoli Cimmino-Caiazzo e a quelli egemoni nell’area Est in particolare il clan Mazzarella, che ha patteggiato la pena di  4 anni e 10 mesi. Tra coloro che hanno scelto di patteggiare anche il direttore dell’impianto di depurazione di Marcianise e coordinatore degli impianti di depurazione di “Sma Campania” Luigi Riccardi (3 anni e 10 mesi); l’amministratore legale della società S. Abba Immobiliare, Rolando Abbate (1 anno e 10 mesi, pena sospesa).
    Nella prossima udienza, fissata per l’ 8 ottobre, il Gip potrebbe sciogliere la riserva su ulteriori patteggiamenti depositati nel corso dell’udienza di oggi.
    A febbraio il giudice per le indagini preliminari autorizzo’ la Guardia di Finanza di notificate, per l’accusa di tentata corruzione, gli arresti domiciliari all’imprenditore Abramo Maione, al dirigente della Regione Lucio Varriale e al dipendente della “Sma” Agostino Chiatto all’epoca dei fatti, contestati fra il gennaio e il febbraio 2018, in servizio alla segreteria dell’allora consigliere regionale Luciano Passariello (per il quale non vennero ravvisati i gravi indizi di colpevolezza e per il quale non vennero emesse misure cautelari). Lo scorso 30 giugno i sostituti procuratori Ivana Fulco e Henry John Woodcock hanno chiesto il rinvio a giudizio per i 25 indagati.
    Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero partecipato ad un sistema di corruzione per gli appalti relativi allo smaltimento dei fanghi dei depuratori delle province di Napoli e Caserta.
    .ud002c2a79f9e624ef5c0b03da8625662 { padding:0px; margin: 0; padding-top:1em!important; padding-bottom:1em!important; width:100%; display: block; font-weight:bold; background-color:#eaeaea; border:0!important; border-left:4px solid #34495E!important; box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -moz-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -o-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -webkit-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); text-decoration:none; } .ud002c2a79f9e624ef5c0b03da8625662:active, .ud002c2a79f9e624ef5c0b03da8625662:hover { opacity: 1; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; text-decoration:none; } .ud002c2a79f9e624ef5c0b03da8625662 { transition: background-color 250ms; webkit-transition: background-color 250ms; opacity: 0.9; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; } .ud002c2a79f9e624ef5c0b03da8625662 .ctaText { font-weight:bold; color:inherit; text-decoration:none; font-size: 16px; } .ud002c2a79f9e624ef5c0b03da8625662 .postTitle { color:#000000; text-decoration: underline!important; font-size: 16px; } .ud002c2a79f9e624ef5c0b03da8625662:hover .postTitle { text-decoration: underline!important; } LEGGI ANCHE  Si è fermato il cuore di Giovanni in attesa del trapiantoIl fondo di ‘prelievo’ per foraggiare camorra, politici, dipendenti pubblici e poliziotti infedeli era la Sma, la società in house della Regione Campania che gestisce gli impianti di depurazione.
    Il giudice per le udienze preliminari ad ottobre dovrà anche decidere sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla Procura, tra le quali anche quella dell’ex consigliere Regionale Luciano Passariello, imputato per un unico episodio.
    Ecco i 25 imputati nell’inchiesta sono accusati – a vario titolo – di corruzione, concussione, associazione per delinquere, inquinamento ambientale, riciclaggio e evasione fiscale:
    Rolando Abbate – Napoli (avv. Perone e  Imperato)Salvatore Abbate alias totore ‘a cachera – Volla (avv. Perone e Maiello)Giuseppe Auletta – Giugliano in Campania (avv. Maria Padovani)Andrea Basile – Montesarchio (Bn) (avv. Riccardo Moschetta)Domenico Boenzi – Acerra (avv. Giovanni Abet)Giovanni Caruson – Giugliano (avv. Riccardo Moschetta)Agostino Chiatto – Napoli (avv. Giorgio Pace e Francesco Paone)Antonio Cristoforo – Trentola Ducenta (Ce) (avv. Fabio Della Corte)Lorenzo Di Domenico – Napoli (avv. Malinconico e Nerone)Maurizio Donadeo alias ‘o puzzolente – Napoli (avv. Mauro Zollo)Salvatore Fido alias ‘ chiò – Napoli (avv. Giuseppe Milazzo)Errico Foglia – Napoli (avv. Carmine Bernardo)Michele Furino – Napoli (avv. Gino Fulgeri)Abramo Maione – Napoli (avv. Riccardo Moschetta)Luciano Passariello – Napoli (avv. Giuseppe Ricciulli)Vittorio Porcini – Napoli (avv. Giovanni Abet e Sara Piccini)Giacomo Perna – Napoli (avv. Nugnes e Capuano)Luigi Riccardi – Napoli (avv. Roberto Saccomanno)Vincenzo Riccardi – Napoli (avv. Roberto Saccomanno)Vincenzo Riccio – Napoli (avv. Morra e Chiummariello)Domenico Sabatino – Campobasso (avv. Giovanni Abet)Salvatore Telesco – Napoli (avv. Piccolo e Perone)Lucio Varriale – Napoli (avv. Von Arx e Varriale)Giacomo Coiro – Napoli (avv. Francesco Esposito)Giovanna Telesco – Napoli (avv. Piccolo e Meloro) LEGGI TUTTO

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    A Marcianise processo a famiglia del boss Della Ventura

    ______________________________ A Marcianise processo a famiglia del boss Della Ventura Il gup di Napoli ha emesso tre condanne e altrettante assoluzioni nel processo abbreviato nato dall’indagine sulle piazze di spaccio gestite a Caserta dalla famiglia Della Ventura, ritenuta referente del clan camorristico Belforte di Marcianise. Il magistrato ha inoltre rinviato a giudizio gli imputati che […] LEGGI TUTTO

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    Napoli, 21 a processo della gang di datterai che devastava i Faraglioni di Capri

    ______________________________ Napoli, 21 a processo della gang di datterai che devastava i Faraglioni di Capri. Dovranno comparire il 14 settembre prossimo davanti al Tribunale di Napoli Dovranno comparire il 14 settembre prossimo davanti al Tribunale di Napoli per il dibattimento i ventuno imputati di associazione a delinquere finalizzata all’estrazione dei datteri di mare – mollusco […] LEGGI TUTTO

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    Falsi disabili, in 34 a rischio processo a Caserta

    ______________________________ Falsi disabili, in 34 a rischio processo a Caserta Caserta. In 34 saranno davanti al giudice dell’udienza preliminare a inizio luglio nell’ambito dell’inchiesta sulla truffa all’Inps. A rischiare il rinvio a giudizio sono Andrea Isernia, 58 anni, di Caserta, avvocato; Antonietta Sorbo, 80 anni, di Casapulla, titolare di patronato; Elpidio Santonastaso, 62 anni, di […] LEGGI TUTTO

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    Maltrattamenti al Villaggio dei ragazzi, reati prescritti per i 4 tutor

    Caserta. Villaggio dei Ragazzi: assolta dalle accuse l’insegnante, reati prescritti per i quattro educatori coinvolti nell’inchiesta sui maltrattamenti nella struttura di Maddaloni. Sentenza in Appello per la vicenda che dieci anni fa portò all’arresto degli imputati coinvolti nell’inchiesta sul Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni, storica istituzione che dal 1946 si occupa di ragazzi disagiati. La […] LEGGI TUTTO

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    Tre giovani di Afragola morti in autostrada: processo per i 4 responsabili

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    Incidente mortale in autostrada dell’8 aprile 2019 con tre morti, il Gip ha accolto le richieste di rinvio a giudizio del Pm, prima udienza 13 luglio.
    Ieri il Gip del Tribunale di Napoli Nord, Antonino Santoro, al termine dell’udienza preliminare, accogliendo in toto le richieste del Pubblico Ministero della Procura partenopea,  Valeria Vinci, ha rinviato a giudizio tutti e quattro gli automobilisti indagati, e ora anche imputati, per l’incidente stradale occorso l’8 aprile 2019 sulla Milano-Napoli e costato la vita a tre giovani: Antonio Esposito, 28 anni, di Afragola, la fidanzata Maria Notaro, 23, di Piazzolla di Nola, e Arcangelo D’Affitto, 23 anni anche lui, di Afragola. Si tratta dei conducenti di quattro delle sei vetture rimaste coinvolte nello scontro: M. M., 43 anni, di Napoli; E. D. M., 23 anni, di Crispano; M. D., 24 anni, di Volla; G. R., 25 anni, di Cardito.

    Dovranno rispondere di omicidio stradale, con l’aggravante di aver causato la morte di più persone e per G. R. anche di essersi messo alla guida sotto l’effetto di sostanze psicotrope. Il Gip ha altresì fissato per il 13 luglio 2021, alle ore 9.30, la prima udienza di un processo dal quale i familiari delle vittime si aspettano finalmente delle risposte.
    Quella giustizia che purtroppo non potrà mai vedere il papà di Antonio Esposito, Giuseppe, nel frattempo prematuramente scomparso, ma in cui confidano la mamma, il fratello, la sorella e la nonna del giovane che, per essere assistiti, tramite il consulente legale Luigi Cisonna, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, in collaborazione con l’Avv. del Foro di Napoli Aldo Fornari.
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    Il terribile sinistro accade poco prima delle 3 di notte sulla Autostrada A/1, tra Acerra, Afragola e il bivio con l’A16, in direzione Roma-Napoli, all’altezza del km 752+160. Come ricostruito dalla sezione di Polizia Stradale di Napoli, che ha effettuato i rilievi, la Nissan Micra condotta da E. D. M., e con a bordo le tre vittime, sta procedendo sulla corsia centrale e a velocità moderata, 79 km all’ora: dal punto di vista della dinamica, il conducente dell’utilitaria non ha responsabilità, ma gli viene contestato di aver omesso di far indossare la cintura di sicurezza agli amici che trasportava, in violazione dell’art. 172 del Codice della Strada.
    All’improvviso, sulla Micra piomba la Mercedes Benz 190D guidata da M. M. che, si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, “sopraggiungendo a una velocità di 130 km/h, in un tratto dove il limite è 100 km/h e senza illuminazione, per negligenza, imprudenza e imperizia e in violazione degli art. 141 co. 1, 2 e 3 (sull’obbligo di regolare la velocità, ndr), 140 co. 1 (sul dovere di non costituire pericolo e intralcio alla circolazione, ndr) e 142 co. 1, 2 e 9 bis (sui limiti di velocità, ndr) del Codice della Strada”, tampona con violenza la Nissan.
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    E’ l’impatto che scatena l’inferno e che, in particolare, sarà fatale a Maria Notaro. Le due vetture, in fase di sbandamento, si urtano più volte tra loro e la Micra viene scaraventata contro il new jersey di destra con una forza tale da provocare il distacco della portiera posteriore sinistra e da sbalzare fuori dall’abitacolo la ventitreenne, che è seduta nel sedile dietro sul lato sinistro, e che muore sul colpo.
    E’ solo l’inizio. L’utilitaria, dopo l’urto con il new jersey viene rimbalzata all’interno della careggiata attraversandola tutta da destra a sinistra e urtando all’altezza della ruota posteriore destra una Renault Captur che sopraggiunge da tergo condotta da un 24enne di Napoli, nei cui confronti la Procura non ha ritenuto di dover procedere non ravvisando evidentemente responsabilità a suo carico e un ruolo decisivo nella complessa dinamica (così come non è entrato nell’inchiesta il conducente dell’Alfa Romeo Giulietta, un 28enne di Napoli, che è riuscito a evitare la Micra salvo centrare la Mercedes di M. M., sopravvissuto come gli altri conducenti).
    Determinanti saranno invece, in particolare per Antonio Esposito e Arcangelo d’Affitto, i due successivi impatti da parte di veicoli che sopraggiungono alle spalle subiti dalla Nissan, che intanto si è finalmente fermata sulla corsia di sinistra dell’autostrada, rivolta nel senso di marcia opposto a quello iniziale: sulla piccola vettura si schiantano prima, nella sua parte anteriore, la Lancia Y guidata da M. D., facendola ri-carambolare al centro della carreggiata, e poi, colpendola sulla fiancata sinistra, il Fiat Doblò condotto da G. R. In seguito a questi due ulteriori scontri anche il ventottenne, che è seduto sul sedile posteriore sul lato destro, muore all’istante, e il 23enne riporta politraumi così gravi da non riuscire a sopravvivere: perirà dopo tre giorni di agonia all’ospedale.
    Anche a questi ultimi due conducenti vengono contestate la condotta negligente, imprudente e imperita, la violazione degli art. 141 co. 1, 2, e 3 del codice della Strada e a G. R., in aggiunta, anche quella dell’art. 140 co. 1 e, soprattutto la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti essendo risultato positivo ai cannabinoidi. LEGGI TUTTO