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    Rubano il furgone porta-giornali a Pozzuoli: 4 rapinatori in fuga

    Quattro rapinatori rubano il furgone porta-giornali a Pozzuoli. E’ accaduto questa mattina al Rione Toiano
    Quattro rapinatori, uno armato di pistola, uno con un bastone di legno, hanno avvicinato l’autista di un furgone utilizzato per la consegna di giornali. Lo hanno fatto scendere e hanno portato via il veicolo.
    È accaduto questa mattina intorno alle 5.30, in via Cicerone, nel Rione Toiano a Pozzuoli . Non è stato registrato nessun ferito.
    I carabinieri della compagnia di Pozzuoli hanno immediatamente avviato le indagini e le ricerche del veicolo, ritrovandolo poco dopo nello stesso Rione Toiano.
    Il mezzo è stato restituito al legittimo proprietario, ma parte della merce trasportata (quotidiani riviste e periodici) è stata rubata, così come il cellulare dell’autista. Le indagini dei militari sono adesso concentrate per risalire all’identità dei rapinatori.
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    Tragedia della Solfatara: una condanna e 5 assoluzioni

    Una condanna e cinque assoluzioni. Si chiude cosi’, davanti al gup Egle Pilla, il processo con rito abbreviato per la strage alla Solfatara di Napoli.

    Nel parco privato 12 settembre 2017 persero la vita i coniugi veneziani Massiliano Carrer e Tiziana Zaramella e loro figlio Lorenzo, prima inghiottiti uno dopo l’altro, il bimbo per primo, da una voragine apertasi sotto i loro piedi e poi soffocati dai gas presenti nel sottosuolo del vulcano puteolano trasformato in sito naturalistico. Sopravvisse solo il figlio piu’ piccolo dei Carrer.
    Agli imputati erano contestati a vario titolo i reati di omicidio colposo in concorso, con l’aggravante della violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e dei danni a piu’ persone, e il disastro colposo, sempre in concorso. Sei anni di reclusione per Giorgio Angarano, 72 anni, legale rappresentante della Vulcano Solfatara srl, societa’ che gestiva il sito, e assolti i suoi cinque soci: Maria Angarano, 74 anni, Maria Di Salvo, 70 anni, l’omonima di quest’ultima Maria Di Salvo, 40 anni, Annarita Letizia, 70 anni, di Pozzuoli, e Francesco Di Salvo, 44 anni, di Napoli. LEGGI TUTTO

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    Pozzuoli: ai domiciliari a casa della figlia, violentava la nipotina

    Violentava la nipotina di 10 anni: ordinanza in carcere per nonno orco di Pozzuoli. Oggi i militari della Stazione carabinieri di Licola hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, per violenza sessuale aggravata commessa in danno della nipote di anni 10 nei confronti di un 58enne di Pozzuoli, detenuto in carcere per altra causa. In particolare, a seguito della denuncia sporta il 5 giugno del 2020 presso il comando carabinieri dalla madre della minore, sono state attivate immediate indagini dirette dalla Dott.ssa Cristina Curatoli, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il […]
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    Cronache della Campania@2015-2021 LEGGI TUTTO

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    Tragedia della Solfatara: il giudice fissa la sentenza per fine gennaio

    E’ prevista per il 28 gennaio 2021 la sentenza del processo per la cosiddetta “strage della Solfatara”, che vede imputati il legale rappresentante, altri cinque soci e la “Vulcano Solfatara srl”, la societa’ che gestiva il noto sito naturalistico di Pozzuoli, in provincia di NAPOLI, dove il 12 settembre 2017 i coniugi veneziani di Meolo […]
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    Pozzuoli, 19enne gambizzato mentre passeggia con fidanzata

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Pozzuoli, 19enne gambizzato mentre passeggia con fidanzata Pubblicità’ foto di repertorio <![CDATA[]]> Pubblicità’ Pozzuoli, 19enne gambizzato mentre passeggia con fidanzata. Stava passeggiando, a Pozzuoli , con la sua fidanzata quando, da un’automobile, sono partiti dei colpi di arma da fuoco che lo hanno ferito alle gambe. E’ la […] LEGGI TUTTO

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    Arrestato contrabbandiere con il reddito di cittadinanza: aveva 300 chilogrammi di ‘bionde’ nel furgone

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Arrestato contrabbandiere con il reddito di cittadinanza: aveva 300 chilogrammi di ‘bionde’ nel furgone

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    5 giorni fa circa (12:25)
    il
    25 Novembre 2020

    [scriptless]

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha arrestato un contrabbandiere 40enne che trasportava 300 kg. di “bionde” con il proprio furgone.Lo stesso soggetto è risultato percettore del “reddito di cittadinanza” dal mese di aprile 2019.
    In particolare, i finanzieri della Compagnia di Pozzuoli, dopo aver notato il mezzo fermo in un vicolo del Comune di Acerra, hanno eseguito un rapido controllo rinvenendo diverse casse di sigarette, del tipo “cheap white”, marchio “Winston”, nascoste mediante una copertura telonata scura. Il carico era stato sistemato all’interno di 60 cartoni ed era stato abilmente occultato da diverse casse di plastica, generalmente utilizzate per la conservazione di prodotti ortofrutticoli.[embedded content]

    I contestuali accertamenti economico-finanziari hanno poi fatto emergere che il contrabbandiere, pluripregiudicato, risultava anche percettore del “Reddito di cittadinanza”; pertanto, le Fiamme Gialle hanno inviato la segnalazione all’INPS per l’avvio delle procedure di sospensione del beneficio.Il risultato è frutto anche dell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio organizzati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli nell’ambito dei dispositivi di prevenzione dei rischi connessi alla pandemia da Covid-19.

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    Aversa, timbravano e uscivano durante l’orario di lavoro: 13 denunciati all’Asl

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    Cronaca

    Pubblicato
    3 ore fa
    il
    30 Novembre 2020

    Napoli. Guardano la partita di calcio fuori al bar: multati gestore e avventori.
    Ieri sera gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato, in via Carbonara, un gruppo di persone che seguiva un incontro di calcio da un televisore collocato all’esterno di un bar.I poliziotti,  con il supporto di una volante del Commissariato Vasto-Arenaccia, hanno sanzionato il gestore, un 23enne napoletano, e cinque avventori non rispettavano le misure anti Covid-19; inoltre, è stata disposta la chiusura del locale per 5 giorni.

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    Pregiudicato ferito in strada a Pozzuoli davanti alla figlia di 7 anni:’E’ stata una rapina’. Indaga la polizia

    Pregiudicato ferito in strada a Pozzuoli davanti alla figlia di 7 anni: ‘E’ stata una rapina’. Indaga la polizia.   E’ accaduto alle 18 in via Ovidio a Pozzuoli. Secondo il racconto di un pregiudicato per reati contro il patrimonio di 43 anni, mentre questi era in scooter con la figlia di 7 anni, sarebbe […]
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    Cronache della Campania@2016-2020 LEGGI TUTTO

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    Ferito in un agguato a Pozzuoli il ras Luigi Del Giudice

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    18 ore fa
    in
    15 Ottobre 2020

    Ferito in un agguato a Pozzuoli il ras Luigi Del Giudice.
    E’ stato ferito ieri sera nei pressi di casa sua, nel quartiere popolare del rione toiano a pozzuoli, area ad alta densita’ criminale dove ci sono anche diverse basi per lo spaccio di droga. Si tratta di Luigi Del Giudice, 54 anni, gia’ noto alle forze dell’ordine. Ieri in tarda serata si e’ recato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria delle Grazie con due ferite da colpo d’arma da fuoco, una al ginocchio e una al piede destro.
    Secondo quanto ricostruito, nella serata di ieri due persone in sella a uno scooter si sono avvicinate al 54enne che si trovava nei pressi della sua abitazione e hanno fatto fuoco. A sparare, e’ stato il passeggero. Del Giudice e’ stato giudicato guaribile in 30 giorni.

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    Afragola

    Pubblicato
    1 ora fa
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    16 Ottobre 2020

    Pizzo da 3 mila euro a settimana dalla ditta dei rifiuti: arrestati due estorsori del clan Moccia.

    I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di due indagati, Nobile Giuseppe, 38enne, e Castiello Giovanni, 48enne, entrambi censurati di Afragola e già detenuti per altra causa, gravemente indiziati di “estorsione aggravata dalle modalità e dalle finalità mafiose” in danno della ditta incaricata della raccolta dei rifiuti nel comune di Afragola negli anni 2013-2014, compiuta al fine di agevolare le attività criminali del clan “Moccia” e delle sue articolazioni territoriali operanti nei Comuni di Casoria, Afragola, Caivano, Crispano e zone circostanti.
    L’indagine, coordinata dalla D.D.A. di Napoli e condotta dal citato Nucleo Investigativo, con il supporto delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ha permesso di documentare che il Castiello sarebbe stato il mandante di un’estorsione posta in essere materialmente dal Nobile, in concorso con altri, in danno della suddetta ditta di raccolta rifiuti, costretta a versare una tangente di circa 3.000 euro settimanali.

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    Va in ospedale a Giugliano per farsi medicare: arrestato per tentato omicidio

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    19 ore fa
    in
    15 Ottobre 2020

    Va in ospedale a Giugliano per farsi medicare: arrestato per tentato omicidio.

    Domenica mattina gli agenti del Commissariato di Pozzuoli, su segnalazione della Centrale Operativa, sono intervenuti presso l’ospedale di Pozzuoli poiché un giovane era stato accoltellato all’esterno della sua abitazione a Monterusciello.
    Gli agenti, grazie alle descrizioni fornite dalla vittima e da alcuni presenti, hanno rintracciato il presunto aggressore presso l’ospedale di Giugliano in Campania dove si era recato per farsi medicare in seguito alla colluttazione, e l’hanno trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza di 10 cm.
    L.D.B., 27enne napoletano, è stato sottoposto a fermo di P.G. per tentato omicidio che stamattina è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

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    Afragola

    Pubblicato
    1 ora fa
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    16 Ottobre 2020

    Pizzo da 3 mila euro a settimana dalla ditta dei rifiuti: arrestati due estorsori del clan Moccia.

    I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di due indagati, Nobile Giuseppe, 38enne, e Castiello Giovanni, 48enne, entrambi censurati di Afragola e già detenuti per altra causa, gravemente indiziati di “estorsione aggravata dalle modalità e dalle finalità mafiose” in danno della ditta incaricata della raccolta dei rifiuti nel comune di Afragola negli anni 2013-2014, compiuta al fine di agevolare le attività criminali del clan “Moccia” e delle sue articolazioni territoriali operanti nei Comuni di Casoria, Afragola, Caivano, Crispano e zone circostanti.
    L’indagine, coordinata dalla D.D.A. di Napoli e condotta dal citato Nucleo Investigativo, con il supporto delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ha permesso di documentare che il Castiello sarebbe stato il mandante di un’estorsione posta in essere materialmente dal Nobile, in concorso con altri, in danno della suddetta ditta di raccolta rifiuti, costretta a versare una tangente di circa 3.000 euro settimanali.

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    Pozzuoli, una pistola pronta a sparare recuperata in un sottoscala a Monterusciello

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    9 ore fa
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    29 Settembre 2020

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    I carabinieri della compagnia di pozzuoli hanno setacciato le strade di monterusciello. Diverse le perquisizioni nel complesso popolare in via pier paolo pasolini. Lì – nell’area condominiale – è stata rinvenuta e sequestrata pistola beretta calibro 6,35 mm. L’arma era avvolta in un panno e nascosta in un’intercapedine ricavata nel sottoscala. Carica e pronta a sparare: nel caricatore 7 proiettili.La pistola sarà sottoposta ad accertamenti balistici e dattiloscopici per verificare se sia stata utilizzata in fatti di sangue o intimidazioni. I militari dell’arma continueranno i controlli anche nei prossimi giorni

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    Afragola

    Pubblicato
    6 ore fa
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    29 Settembre 2020

    Il figlio di Gigi D’Alessio a Gennaro Moccia: ‘Mo’ basta, ti devi fermare’.

    Trentamila euro: era questa la cifra che il figlio di Gigi D’Alessio, Claudio, avrebbe dovuto ridare al clan dei Moccia, dai quali aveva ottenuto denaro in prestito. Ma ”ad ogni pagamento effettuato in ritardo, i Moccia applicavano degli ulteriori interessi, non meglio indicati, che aumentando di gran lunga il capitale da restituire, allungavano anche i tempi di estinzione del debito” si legge nell’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia contro il clan Moccia che ha portato all’arresto di 13 persone indagate a vario titolo per i reati di estorsione e fittizia intestazione di beni, aggravati dal metodo mafioso, nonché esercizio abusivo del credito.
    In una intercettazione D’Alessio parla delle pressioni dei Moccia con Marco Claudio De Sanctis, presidente del Mantova Football Club, anche lui ‘strozzato’ dal clan dopo aver ottenuto denaro in prestito. ”nooo gli ho detto ‘mò basta, ci dobbiamo bloccare perché così sta esagerando’ gli ho detto ti devi fermare, io adesso a febbraio devo chiudere e basta, si deve congelare a gennaio, ogni volta fa quello più quello, più quello…”.
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    ”Perché se non paghi, tipo quel giorno, ti fa una volta e mezzo” gli risponde De Sanctis. ”Da una conversazione si comprende come il rapporto debitorio durasse da almeno 6 mesi – si legge nell’ordinanza – poiché Moccia, con tono alquanto infastidito sollecitava D’Alessio a risolvere la questione (”allora me lo devi dire tu, Claudio, fratello… sono sei mesi, allora!), sottolineando come le ‘belle chiacchiere’ non fossero sufficienti con lui, che era ”di Napoli” (”però Claudio tutti questi … queste belle chiacchiere… io non sono di Milano … non sono neanche della Cina, io sono di Napoli”). ”Analoghe contestazioni venivano mosse a D’Alessio in una conversazione del 13 luglio 2018 – scrive il gip Rosalba Liso – ( ”aò però frate, ja, stiamo da sei mesi a fa’ sto bordello”), al termine della quale i due concordavano che D’Alessio avrebbe consegnato a Moccia un assegno, che avrebbe poi incassato una terza persona, per conto di Moccia proprio al fine di evitare che emergessero rapporti finanziari diretti tra D’Alessio e Gennaro Moccia”.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    9 ore fa
    in
    29 Settembre 2020

    Grazie alla denuncia di un farmacista la procura di Salerno e la Direzione antimafia hanno portato alla luce un giro d’affari gestito da una holding criminale che ha acquistato almeno una decina di farmacie
    La procura di Salerno e la Direzione investigativa Antimafia hanno portato alla luce, grazie alla denuncia di una vittima, un farmacista, un giro d’affari gestito da professionisti (un commercialista, alcuni avvocati, mediatori finanziari e imprenditori indagati a piede in libero) con una holding criminale che ha acquistato almeno una decina di farmacie, tra città e provincia. È quanto si apprende sul quotidiano Il Mattino che riporta alcuni dettagli delle indagini aperte: una per usura ed estorsione, l’altra per investimenti di proventi illeciti.

    Il modus operandi della holding criminale: denunciati da un farmacista
    Secondo le indagini riportate dal giornale, l’aggancio della vittima avveniva sempre in contesti sociali in cui il commercialista (indagato) creava il contatto informale e professionale per studiare bene il contesto e la situazione finanziaria dell’attività a cui si mirava così da proporre delle soluzioni. Iniziava con il rapporto con le banche che, “con la complicità di un avvocato calabrese compiacente, finiva col deteriorarsi così da rendere necessario il ricorso alla finanziaria lussemburghese e l’avvio di una serie di procedure finanziarie con interessi richiesti anche di oltre il 70%”. A denunciare quanto stava accadendo è stato un farmacista consentendo di incastrare i responsabili attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali e di salvare così la sua attività commerciale. Le fila, secondo la ricostruzione, erano tenute dal commercialista che “avrebbe organizzato un «sistema» per «risollevare» le farmacie dopo le due crisi di liquidità dovute ai mancati pagamenti delle Asl” entrando in tutte le loro attività prima con finanziamenti, “con interessi usurai, attraverso una società lussemburghese, poi con l’imposizione di forniture da una «propria» società di distribuzione del farmaco disposta a concedere credito anche in presenza di pregressi insoluti e incassando interessi sui crediti, a volte anche emettendo fatture per consegne mai eseguite”. Infine, “quando l’attività era al collasso, interveniva un imprenditore che acquistava le farmacie a poco prezzo e anche i debiti bancari. Debiti che poi non venivano pagati, obbligando gli istituti di credito a rifarsi sugli stessi venditori i quali, a loro volta, sono stati costretti a pagare con i «miseri» proventi della vendita delle proprie attività, debiti di cui pensavano essersi liberati”.

    Le inchieste aperte: usura, estorsione investimenti illeciti
    Due le inchieste aperte. Quella “per usura ed estorsione vedrebbe indagate due persone, una delle quali è il commercialista”; l’altra “vede indagati l’imprenditore acquirente delle farmacie e altri professionisti per reinvestimento di proventi illeciti. Cinque le società individuate, tra loro collegate e tutte riferibili al commercialista, che secondo gli investigatori avrebbero avuto un ruolo determinante nell’acquisizione delle farmacie. Quattro sono di carattere finanziario: una holding di partecipazioni, una di cartolarizzazione dei crediti, una di consulenza ed una di servizi. La quinta, invece, è una grossista di farmaci. Erogatore di liquidità per tutte le operazioni, invece, una sesta società (sulla quale ci sarebbero ancora indagini in corso) con sede a Lussemburgo e presso la quale il commercialista salernitano – secondo gli inquirenti, godrebbe di grande fiducia”.

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    Bimbo ingoia cocaina e va in rianimazione: arrestati genitori e nonni

    Cronaca

    Pubblicato
    11 ore fa
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    29 Settembre 2020

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    Bimbo di un anno ingoia la cocaina e finisce in rianimazione, i carabinieri scoprono un giro di spaccio e prostituzione: arrestati genitori e nonni.
    Nelle prime ore di questa mattina, a Piacenza, Pozzuoli (Napoli), Ancona e Borghetto Lodigiano (Lodi), i carabinieri del Comando Provinciale di Piacenza hanno arrestato quattro persone. Operazione avviata con l’ausilio del personale dei Comandi Provinciali Carabinieri di Napoli, Ancona e Lodi, A emettere l’ordinanza è stato il GIP del Tribunale di Piacenza su richiesta della Procura della Repubblica piacentina, guidata dal Procuratore, Grazia Pradella. Le quattro persone devono rispondere, a vario titolo, di “concorso in abbandono di minori, spaccio di sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione”.
    L’indagine, avviata nel giugno 2019 dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Piacenza, ha consentito di accertare le condizioni di abbandono in cui era stato lasciato un bimbo di 1 anno da parte dei genitori. Lo facevano vivere in condizioni igienico sanitarie inadeguate e pericolose.
    In particolare, gli arrestati custodivano in casa dosi di cocaina in posizioni accessibili al minore, il quale, in un’occasione, ne ha ingerita una. In quel frangente rimase gravemente intossicato, con conseguente necessità di ricovero in rianimazione.
    L’inchiesta ha anche consentito di dimostrare che i genitori ed i due nonni del piccolo si approvvigionavano a Napoli della cocaina e dell’hashish; droga che poi rivendevano a Piacenza presso la propria abitazione.
    Nel corso dell’indagine, in base alle dichiarazioni degli acquirenti, i militari hanno riscontrato complessivamente 5 episodi di spaccio.
    I 4 soggetti si sono anche resi autori – in concorso tra loro – di sfruttamento della prostituzione nei confronti di una signora italiana. In dettaglio, gli indagati fornivano ospitalità alla donna presso la loro abitazione di Piacenza e l’accompagnavano presso i luoghi ove esercitare la prostituzione, ottenendo in cambio parte dei guadagni anche a seguito di minacce e violenze fisiche.
    Eseguite le misure, il piccolo sarà affidato ai servizi sociali.

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    Cronaca

    Pubblicato
    5 minuti fa
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    29 Settembre 2020

    La questura di Napoli sta indagando su un episodio choc che si è verificato la notte scorsa a ridosso di Chiaia. Un bambino di 11 anni infatti si è suicidato lanciandosi dalla finestra della casa al decimo piano in cui abita con la famiglia.
    Secondo le prime prime ricostruzioni il piccolo avrebbe lasciato anche un biglietto alla madre per spiegare l’insano gesto. Il giovane si è lanciato nel vuoto schiantandosi su un ballatoio sottostante. Quando sono arrivati gli operatori del 118 il suo cuore aveva già cessato di battere. Sconforto tra i familiari che non riescono a spiegare il gesto. Sono stati interrogati anche gli amici oltre ai familiari.
    Figlio di due professionisti, non si esclude che sia stato vittima di un gioco sul web, una sorta di challenge che porta a gesti estremi. La polizia ha sequestrato computer e telefono nella disponibilita’ del ragazzino. Secondo quanto si e’ appreso, ci sarebbe anche un messaggio ai genitori che orienta le indagini sulla sfida virtuale. La procura ha aperto una indagine per istigazione al suicidio.

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    Campania

    Pubblicato
    53 minuti fa
    in
    29 Settembre 2020

    Coronavirus, i titolari dei bar di Napoli: ‘Piu’ controlli invece di chiusura’
    Una stretta sulla movida era nell’aria, quasi non sono sorpresi i titolari di molti locali del centro storico di Napoli, quando viene emanata l’ordinanza regionale sugli orari di chiusura. La preoccupazione e’ di non riuscire a risalire la china dopo i mesi di lockdown che hanno del tutto bloccato le loro attivita’. “Avremmo preferito controlli serrati, ma non limitazioni – spiega il proprietario di un bar del centro, meta serale di molti ragazzi – All’interno, si riesce a tenere sotto controllo la situazione perche’ non lasciamo entrare nessuno senza mascherina. Il nodo resta all’esterno dove i ragazzi si fermano. Piu’ controlli per verificare l’utilizzo di mascherine, questo sarebbe servito e forse stato piu’ utile”. Riflessioni comuni a molti, come i timori che le misure adottate dall’ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, possano essere un ulteriore freno alla ripresa delle attivita’. In molti ancora scontano i danni del lockdown, i giorni della ‘folla’ . “Non e’ stata la solita estate – racconta un esercente – Non c’erano turisti, pochi ragazzi per strada rispetto agli altri anni. Se le cose continuano cosi’, rischiamo di chiudere”. “Ora vogliono di nuovo gettare la croce addosso a noi che gestiamo i locali della movida – sottolinea un esercente – dopo la ‘colpa’ della diffusione del virus sara’ di qualcun altro. La verita’ e’ che l’emergenza sanitaria non e’ mai finita e chi di dovere non ha saputo gestirla”. C’e’ tra i commercianti un certo sconforto, dovuto anche alla tempistica dell’emanazione della delibera. “Il coronavirus e’ tornato adesso? Non se n’e’ mai andato – afferma un altro titolare di un altro locale del centro – pero’ fino a prima del voto tutto andava bene, poi all’improvviso il pericolo e’ di nuovo altissimo, la pandemia spaventa tutti”.

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