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    Furto notturno al bar “L’Explosion” di Lago Patria. Il titolare: “Sono dei pezzenti”

    Nella notte tra il 12 e il 13 febbraio, il bar “L’Explosion” a Lago Patria, Giugliano in Campania, è stato preso di mira da quattro ladri.
    I malviventi, con il volto coperto, hanno forzato la saracinesca e sono entrati nel locale intorno alle 4:55 del mattino.Il bottino del raid è stato magro: solo il cassetto del registratore di cassa, contenente circa 150 euro.
    Fortunatamente, l’allarme ha impedito ai ladri di fare ulteriori danni o di razziare il locale.Il titolare del bar, Erik Bassi, ha sfogato la sua rabbia in un post su Facebook:
    “Solo dei pezzenti agiscono in questo modo e per così poco. Più del danno economico dettato dal furto, pesa il danno correlato alle spese di riparazione e soprattutto il danno morale di noi imprenditori e lavoratori onesti (e chi come noi), che ci sentiamo violati in casa nostra”.
    Bassi ha però concluso il suo post con un messaggio di speranza e determinazione:
    “Di certo non saranno quattro pezzenti a scoraggiarci. L’Explosion non si ferma, noi andiamo avanti!”.
    Il furto al bar “L’Explosion” è solo l’ultimo di una serie di raid che da settimane stanno interessando la fascia costiera di Giugliano, in particolare le zone di Lago Patria, Licola e Varcaturo.
     Cresce il numero di furti nella zona costiera di Giugliano
    Numerosi anche i furti nelle abitazioni, al punto che molti cittadini si sono organizzati per ronde notturne e per avvisarsi a vicenda in caso di pericolo.
    La rabbia e la frustrazione degli abitanti della zona sono cresciute esponenzialmente, e si chiedono maggiore sicurezza da parte delle forze dell’ordine. LEGGI TUTTO

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    L’EPISODIO Giugliano in Campania: tenta furto in abitazione, arrestato 56enne di Pianura

    A Giugliano in Campania, i Carabinieri della sezione radiomobile della locale compagnia hanno proceduto all’arresto di Alfredo Massimo, 56enne di Pianura, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di furto in abitazione, istigazione alla corruzione e possesso di chiavi alterate. L’operazione è scattata quando i Carabinieri hanno avvistato l’uomo mentre superava un muretto di un’abitazione situata in via Campanella.
    Nonostante il tentativo di fuga, il 56enne è stato prontamente bloccato. Durante la perquisizione, sono stati trovati gioielli appena rubati nelle tasche del pantalone e del giubbotto di Massimo. Inoltre, sono stati sequestrati un paio di guanti e un cacciavite, verosimilmente utilizzato per forzare la porta d’ingresso dell’abitazione oggetto del furto.
    Nonostante il tentativo inutile di persuadere i Carabinieri a non procedere con l’arresto, l’uomo è ora in attesa di giudizio per i reati contestati. La pronta azione delle forze dell’ordine ha permesso di fermare l’individuo e recuperare prontamente la refurtiva. LEGGI TUTTO

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    Giugliano, 30mila euro per lasciare la casa: arrestati 4 del clan Mallardo

    Quattro persone sono state arrestate ieri mattina a Giugliano in Campania dai Carabinieri della locale Compagnia.
    Gli indagati che compariranno stamane davanti al gip, Pietro Tortorelli, Emanuele Piscopo, Vincenzo Fabio Poziello e Francesco Sarracino, sono accusati di tentata estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso.
    L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, ha fatto luce su un episodio di estorsione ai danni di un inquilino moroso.
    Secondo la ricostruzione degli inquirenti, su mandato del proprietario di casa, i quattro si sarebbero presentati presso l’abitazione occupata in affitto dalla vittima, intimandogli di consegnare 30mila euro e di lasciare l’appartamento entro 15 giorni.
     Estorsione ai danni di un inquilino moroso ordinata dal proprietario
    La somma di denaro era da dividere in parti uguali: 15mila euro al proprietario dell’immobile e 15mila euro al clan Mallardo “per il disturbo”.
    Di fronte alle resistenze della vittima, uno degli indagati lo avrebbe colpito alla gamba con un calcio.
    Le minacce si sono poi intensificate: se entro il 5 febbraio l’uomo non avesse liberato l’abitazione, i quattro sarebbero “ritornati con altre intenzioni”.
    La denuncia della vittima ai Carabinieri ha permesso di avviare le indagini e di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati.
    Il gip del Tribunale di Napoli Nord ha quindi emesso un decreto di fermo che è stato eseguito questa mattina.
    L’arresto dei quattro esponenti del clan Mallardo rappresenta un importante risultato nella lotta contro la camorra e dimostra l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare le attività estorsive e intimidatorie. LEGGI TUTTO

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    Giugliano, minaccia di morte il compagno anche davanti ai carabinieri: arrestato 26enne

    La scorsa notte i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Giugliano in Campania hanno arrestato un 26enne di Caserta, già noto alle forze dell’ordine, per i reati di maltrattamenti in famiglia, resistenza a pubblico ufficiale e tentata estorsione.
    L’intervento è avvenuto a seguito di una chiamata di soccorso da parte di un uomo che, da un appartamento di Giugliano, chiedeva aiuto ai Carabinieri. Il richiedente denunciava che il suo compagno, tossicodipendente, lo stava minacciando di morte per ottenere del denaro. Non era la prima volta che si verificava un episodio simile.
    I Carabinieri, giunti sul posto, hanno trovato il 26enne in stato di agitazione. Nonostante la loro presenza, l’uomo continuava a minacciare il suo compagno, strattonando anche i militari che tentavano di calmarlo. Con non poca difficoltà, il 26enne è stato bloccato e arrestato.
    Solo in seguito, in caserma, la vittima ha raccontato ai Carabinieri diversi episodi di vessazioni e minacce subite dal compagno, che avevano ormai creato un clima di terrore all’interno della loro abitazione.
    L’arrestato è stato condotto in carcere e si trova ora in attesa di giudizio. LEGGI TUTTO

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    Giugliano, evade dal campo rom e minaccia i carabinieri con un martello: arrestato

    I carabinieri della stazione di Varcaturo hanno arrestato Brendo Seferovic, 30enne sottoposto ai domiciliari in una baracca del campo nomadi in via Carrafiello, per evasione e resistenza a pubblico ufficiale.
    Durante un controllo nell’insediamento, i militari hanno sorpreso Seferovic a circa 60 metri dal luogo che il Giudice gli aveva imposto di rimanere.
    Seferovic ha opposto resistenza all’arresto e, impugnando un martello, ha minacciato i carabinieri. Nonostante le minacce, è stato disarmato e ammanettato.
    Attualmente si trova in carcere, in attesa di giudizio. LEGGI TUTTO

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    Giugliano, scoperto magazzino di botti illegali: avrebbe fatto saltare in aria una palazzina

    I carabinieri di Giugliano in Campania hanno scoperto un magazzino in cui erano stoccati quintali di botti e fuochi d’artificio, detenuti illegalmente.
    Il deposito, situato in località Vignitella, era in uso a tre persone, un 43enne di Giugliano, un 67enne di Qualiano e un 33enne di Villaricca.
    I militari hanno trovato oltre 5mila pezzi di varia natura, dai fuochi pirotecnici fino a grossi petardi, batterie a ventaglio, colpi di mortaio, fumogeni e materiale per il confezionamento dei botti.
    Anche diversi “flame projectors”, dispositivi in grado di generare alte colonne verticali di fuoco, 60 metri di micce e batterie di fuochi acquatici.
    L’esplosione avrebbe avuto conseguenze devastanti
    La presenza di una tale quantità di materiale esplosivo in un luogo non autorizzato rappresentava un grave pericolo per la sicurezza pubblica. Anche una piccola scintilla avrebbe potuto provocare un’esplosione di grandi proporzioni, con conseguenze potenzialmente devastanti.
    I tre uomini sono stati denunciati per detenzione illecita di materiale esplodente. Il deposito è stato sequestrato e i fuochi affidati agli artificieri per il campionamento e la distruzione. LEGGI TUTTO

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    Giugliano, indagine sull’incidente che ha causato la morte del 22enne Saverio Mallardo

    Mentre a Giugliano si piange per la morte del giovane calciatore Saverio Mallardo, di 22 anni, deceduto in seguito a un incidente stradale che si è verificato l’altra sera, sull’Asse Mediano, migliorano le condizioni della coppia di amici che erano con lui.
    Le forze dell’ordine intanto continuano le indagini, per stabilire l’esatta dinamica dell’incidente. L’auto sulla quale viaggiavano i tre è stata posta sotto sequestro e i due feriti sono stati interrogati e sottoposti agli esami del caso. Si resta ora in attesa dell’autopsia che dovrà stabilire le cause della morte del giovane Saverio Mallardo.
    Poche ore prima dell’incidente, su Instagram, la giovane vittima ha condiviso una storia accompagnata da un messaggio: “Mi interessa solo la pace, il progresso e non perdere tempo”.
    Stando a una prima ricostruzione l’altra sera Mallardo era alla guida della sua auto quando, giunto nei pressi dello svincolo Aversa-Melito, per cause ancora in corso di accertamento ha perso il controllo del veicolo e si è schiantato contro il guardrail.
    Tanti i commenti di cordoglio sui social: “nessuno merita di andarsene così presto…🥺 buon viaggio”. “mi hai spezzato letteralmente”. “Ieri sera stavo bloccato anche io nel traffico,quando ho visto la macchina mi sono venuti i brividi”. Giugliua Saverio lavorava insieme al padre in città ed era molto conosciuto. LEGGI TUTTO

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    Giugliano, auto usate per furti rame, ne aveva intestate 630: arrestato 46enne

    La Polfer Campania ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Napoli Nord su richiesta della Procura aversana, nei confronti del 46enne amministratore di una società di compravendita auto domiciliato a Giugliano.
    L’uomo è indagato per falso in atto pubblico con induzione in errore di pubblici ufficiali e truffa aggravata ai danni dello Stato, reati commessi in concorso con altri soggetti in corso di identificazione, con condotte reiterate poste in essere nel periodo tra il 2020 e il 2022.
    L’attività di indagine ha avuto avvio dalle investigazioni svolte in relazione al fenomeno dei furti di rame subiti da Rfi. È emerso, infatti, come molti furti fossero verosimilmente riconducibili allo stesso gruppo criminale, composto da soggetti orbitanti attorno al campo rom di Giugliano in Campania in via Carrafiello, in località Ponte Riccio.
    Molte delle auto utilizzate per perpetrare i furti sono state infatti rintracciate proprio nel campo rom.
    All’esito del successivo censimento delle auto presenti nei principali campi rom della provincia di Napoli, è emerso come la maggior parte dei veicoli fossero intestati fittiziamente a terze persone.
    In particolare, molti di questi veicoli risultavano solo formalmente intestati ad una società apparentemente dedita alla compravendita di autoveicoli, il cui amministratore unico e legale rappresentante è il 46enne destinatario della misura cautelare.
    Dai successivi accertamenti, è emerso che la società risultava intestataria di  630 veicoli e l’indagato non presentasse dichiarazioni dei redditi da dieci anni. LEGGI TUTTO

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    Giugliano, bimba folgorata nel campo rom: trovati cavi elettrici esposti e pericolosi usati per allaccio abusivo

    Dalle indagini condotte dalla polizia scientifica presso il campo di Giugliano, a seguito della morte di una bambina, sono stati ritrovati dei cavi elettrici esposti e potenzialmente pericolosi, utilizzati per un allaccio abusivo da una cabina a bassa tensione nelle vicinanze. A riportarlo Napoli Today.
    “Ancora una volta l’illegalità colpisce bambini innocenti. E’ necessario mettere in campo un’azione di contrasto durissima per ripristinare la legalità e garantire sicurezza ai tantissimi bambini costretti a vivere in questi campi, luoghi dove il degrado regna sovrano.
    A questi bimbi va restituita la dignità che meritano, restare nei campi significa rischiare la vita quotidianamente, anche a causa degli allacci abusivi. Ancora una volta chiedo a gran voce di chiudere i campi illegali immediatamente e garantire, soprattutto alle nuove generazioni, un futuro migliore”.
    Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra. LEGGI TUTTO

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    Giugliano, bimba folgorata arriva morta in ospedale dal vicino campo Rom

    Una bimba folgorata, di appena sette anni, intorno alle ore 15,00 di oggi pomeriggio sarebbe arrivata già morta all’ospedale San Giuliano, di Giugliano in Campania, dal vicino campo Rom che sorge in località Ponte Riccio. La bimba presa in carico dai sanitari sarebbe stata anche intubata per tentare di rianimarla ma è stato tutto vano.
    Mentre un primo gruppo di dieci accompagnatori della minore si introduceva con forza nel pronto soccorso, giungevano a bordo di pulmini oltre 100 soggetti a dare man forte distruggendo una macchina della polizia. Solo l’arrivo di altre pattuglie ha indotto i più agitati ad allontanarsi. I presenti hanno contattato il deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli per denunciare l’accaduto.
    “Da anni chiediamo di salvare i bambini costretti a vivere nel degrado dei campi Rom, dove niente è garantito ai minori in termini di sicurezza, igiene e formazione. La piccola morta folgorata è la testimonianza di quali gravi rischi i bambini corrano in certi contesti. Il campo di Giugliano è solo uno dei tanti che insistono nell’area a Nord di Napoli, popolati spesso da persone violente il cui stile di vita è molto volte oltre la legge.
    Si tratta spesso di insediamenti fuorilegge dove non esistono norme di sicurezza e i bambini sono abbandonati al degrado. Mi auguro che questa sia la goccia che faccia traboccare il vaso e si arrivi presto a una soluzione definitiva. Solidarietà ai sanitari del pronto soccorso e alle forze dell’ordine. Chiediamo che sia rapidamente fatta luce sulla morte di questa bambina e su tutto ciò che è successo al Pronto Soccorso”. Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi – Sinistra che ha ricevuto la segnalazione dell’accaduto. LEGGI TUTTO

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    Giugliano, incendio in abitazione: dichiarata inagibile

    Questo pomeriggio i carabinieri della stazione di Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, sono intervenuti in via Fortunata del Forno 38 per un incendio in un’abitazione.
    Le fiamme hanno interessato il soggiorno e sono state domate dai vvff.L’appartamento, abitato da un 50enne incensurato, è stato dichiarato inagibile.
    Non ci sono feriti. Indagini in corso per ricostruire dinamica. LEGGI TUTTO

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    Giugliano, tenta di uccidere la ex con il figlioletto di 7 mesi in braccio

    Il tempestivo intervento dei carabinieri probabilmente ha evitato il primo femminicidio del 2024.
    E’ accaduto a Varcaturo nel comune di Giugliano. Sono circa le 13 del primo dell’anno e un uomo si presenta nella caserma. É agitato, urla e chiede aiuto. Al carabiniere il compito di calmarlo e di ascoltare cosa fosse accaduto.
    La compagna lo ha appena chiamato, il suo ex l’ha aggredita e le ha promesso di ritornare per ucciderla.I carabinieri corrono verso la non lontana abitazione della donna e dalla strada si sentono le urla.
    É questione di secondi che possono essere vitali. Sì raggiunge la porta di ingresso ma è chiusa, intanto pianti di bambini e urla “spingono” i Carabinieri. Non c’è da pensarci e i militari sfondano la porta, la scena è agghiacciante.
    A terra e in lacrime due bambini terrorizzati di 5 e 9 anni. Sul pavimento tracce di sangue e i due adulti in piedi sono l’uno di fronte all’altra a distanza ravvicinata.
    L’uomo brandisce un coltello da cucina e sta aggredendo la donna che sanguina dalla mano, ha fra le braccia il bimbo di 7 mesi. I Carabinieri si catapultano sull’uomo che in pochi attimi di terrore viene disarmato e bloccato.
    L’uomo, padre dei tre figli della donna, l’ha ferita con un coltello
    L’uomo, un 38enne di Pozzuoli, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate.La vittima è ricoverata nell’ospedale “Pineta Grande” di Castel Volturno ma non è in pericolo di vita.
    I tre bambini – tutti figli dell’arrestato e della donna – stanno bene e sono stati affidati temporaneamente a parenti in attesa del ritorno della madre. LEGGI TUTTO