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    Giugliano, ruba le chiavi dell’auto della mamma dell’amichetta: in 4 in fuga dai carabinieri

    Giugliano. Prima ruba le chiavi dell’auto della mamma dell’amichetta, poi la folle corsa alla guida della vettura in compagnai di un altro amico e due ragazzine 14enni in auto: arrestato dopo aver aggredito un carabiniere.
    Sono le 2.18 quando i carabinieri della sezione radiomobile di Giugliano incrociano un vettura in Via Pigna. E’ contromano e il suo incedere è rabbioso, marce basse e accelerate nervose.
    I militari fanno segno al conducente di accostare ma chi dall’altra parte stringe il volante non ne vuole sapere. Così, piede a tavoletta, fugge via. I carabinieri allertano la centrale e chiedono supporto per bloccare ogni possibile via di fuga.
    L’inseguimento dura esattamente 12 minuti, interminabili soprattutto per i militari che hanno visto più volte l’auto davanti a loro sfiorare marciapiedi, persone e palazzi.Il fuggitivo viene accerchiato nel comune di Villaricca. I carabinieri avevano intuito il percorso e, d’accordo con la centrale, posizionato altre pattuglie lungo ogni possibile via d’uscita.
    I militari gli sono addosso in un attimo. Il conducente ha un volto giovane e, forse complice l’adrenalina, aggredisce uno dei due carabinieri. Lo colpisce allo zigomo con un pugno ma questo non gli impedisce di finire in manette a soli 19 anni.
    Il racconto non finisce qui perché in auto con lui c’è un suo coetaneo e due ragazzine di 14 anni. L’auto era della madre di una delle due e, secondo quanto finora ricostruito, le chiavi erano state rubate dal 19enne proprio nell’abitazione della ragazzina.Il 19enne è stato arrestato ed è ora in attesa di giudizio. Il passeggero è stato denunciato.

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    Camorra: l’imprenditore Carmine Maisto assolto da associazione mafiosa

    Il giudice delle indagini preliminari di Napoli Luca Della Ragione ha assolto dall’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso l’imprenditore Carmine Maisto (ritenuto dalla Dda partenopea un “riciclatore” del clan Mallardo).Stessa decisione anche per i suoi tre figli Antonio, Massimo e Francesco, e Antonio Pirozzi, 50 anni, tutti accusati, insieme con altri imputati, dello stesso reato. Il giudice ha invece riconosciuto l’esistenza delle accuse di bancarotta fraudolenta in relazione a tre episodi, escludendo l’aggravante mafiosa.
    Carmine Maisto (difeso dagli avvocati Dario Vannetiello e Marco Campora) è stato quindi condannato a due anni e 6 mesi, Antonio Maisto a 2 anni e 4 mesi, Francesco e Massimo Maisto, insieme con Antonio Pirozzi, Raffaele Carlino, Vincenzo Gallucci e Anna Pezone alla pena di due anni e tre mesi di reclusione.
    A Maisto, vennero sequestrati beni per 50 milioni di euro. Numerose le decisioni che i giudici sono stati chiamati a prendere nel corso di questi anni nel procedimento giudiziario che ha visto nella veste di imputato Maisto: il Tribunale del riesame di Napoli ben sette volte e la Suprema Corte di Cassazione cinque volte.
    L’imprenditore Maisto, i suoi familiari, i tecnici delle sue aziende, sono stati di fatto indagati per oltre un decennio: le prime misure cautelari, tra arresti e sequestri, risalgono al 2012.
    Prima il Tribunale del Riesame di Napoli e poi la Suprema Corte di Cassazione hanno annullato l’arresto di Carmine Maisto, che poi ha ottenuto il dissequestro di beni di ingentissimo valore (società, beni immobili, hotel, autovetture di lusso, orologi e preziosi) e, oggi, anche l’assoluzione dal reato di associazione a delinquere di stampo mafioso nonché dai reati di riciclaggio, autoriciclaggio e intestazione fittizia, contestazioni che avevano spinto gli inquirenti a chiedere una condanna a 12 anni di reclusione.

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    Falsificavano 50 euro: sette arresti e 8 indagati

    Stampavano 50 euro falsi e producevano patenti di guida e certificati medici. Sette persone sono state arrestare e altre otto sono indagate.
    Tra gli arrestati figurano anche un medico in servizio presso l’Asl Napoli 1 e un maresciallo dell’aeronautica militare in servizio come infermiere. L’operazione è stata portata a termine dai carabinieri del servizio anti falsificazione monetaria sotto il coordinamento della Procura di Napoli Nord.
    Gli arresti operati tra Napoli, Giugliano, Villaricca, Benevento e Teverola. la banda commercializzava le 50 euro falsi attraverso circuiti internazionali anche in Spagna e Francia. Il gruppo era legato a quelli che gestivano il centro di falsificazione con annessa stamperia scoperto nel novembre del 2021.
    La gang era capace anche di produrre marche da bollo false, oltre a patenti e documenti di identità utilizzati soprattutto da pregiudicati e cittadini stranieri. Nel corso dell’operazione sono state 49 patenti di guida, 6 patenti nautiche, tre certificati di vaccinazione anticovid, 8 fogli rosa, 3 permessi provvisori di guida.

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    Giugliano, finti carabinieri lo rapinano e lo picchiano

    Si sono finti carabinieri, sull’auto un lampeggiante simile a quello utilizzato dalle forze dell’ordine, e dopo averlo indotto a fermarsi lo hanno picchiato, rapinato e gli hanno anche bucato le ruote dell’auto per evitare di essere inseguiti.
    La violenta rapina è stata scoperta ieri in tarda serata  quando i carabinieri della stazione di Varcaturo sono intervenuti presso l’ospedale di Giugliano per un 38enne ferito alla testa. Secondo una prima ricostruzione ancora da verificare l’uomo sarebbe stato rapinato e poi colpito alla testa con il calcio di una pistola.
    Sarebbe accaduto in via San Nullo. L’uomo era a bordo della sua auto quando sarebbe stato affiancato da un’altra vettura con un lampeggiante simile a quello utilizzato dalle forze dell’ordine. Sconosciuti avrebbero aperto le portiere portandogli via la borsa sotto la minaccia di un’arma.
    Prima di fuggire lo avrebbero colpito la testa con il calcio della pistola e gli avrebbero poi bucato gli pneumatici. Indagini in corso per chiarire dinamica. Per la vittima lesioni ritenute guaribili in 10 giorni.

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    Caivano, rubato e ritrovato il violino secolare della country band americana

    Un violino di oltre 100 anni, tramandato di generazione in generazione. Uno strumento da 20mila euro, di abete rosso pregiato e corde in budello, finito nella mani di ladri senza scrupoli.
    Questa notte, i carabinieri della sezione radiomobile di Caivano hanno ritrovato nel parco Verde un furgone, rubato poche ore prima a Giugliano in Campania. Nel veicolo strumenti musicali per un valore complessivo di 100mila euro, di proprietà di una country band americana che poco prima si era esibita in un locale generalmente frequentato da militari in servizio nella base NATO giuglianese.

    Dopo il ritrovamento del veicolo i membri della band hanno ringraziato i carabinieri intervenuti e chiesto un simpatico selfie per ricordare la disavventura dal lieto fine

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    Morte del ragazzo di Giugliano nella discoteca il Ciclope: condannato il titolare

    E’ stato condannato due anni e mezzo di carcere Lello Sacco, il titolare della nota discoteca Il Ciclope di Marina di Camerota dove la notte tra il 10 e l’11 agosto del 2015, trovò la morte il giovane Crescenzo Della Ragione.
    Il giovane di Giugliano fu colpito da un sasso staccato dal costone della montagna che sovrasta la discoteca. I giudici del Tribunale di vallo della Lucania hanno anche condannato la società che gestiva il locale, la Ciclope srl al pagamento di un indennizzo a carico dei familiari della vittima, il padre (difeso dall’avvocato Felice Lentini) e la madre (difesa dal penalista Domenico Lentini). La provvisionale dovrà essere calcolata in sede civile.
    Era già stato condannato a un anno e sei mesi Antonio Campanile che aveva chiesto il rito abbreviato. Il buttafuori di Napoli era accusato di favoreggiamento per aver fatto sparire il masso che travolse e uccise Crescenzo.
    Erano invece stati prosciolti dal gip gli altri imputati, tra cui gli ex sindaci di Camerota Domenico Bortone, Antonio Troccoli, e Antonio Romano. Quest’ultimo era primo cittadino nel 2015 quando avvenne la tragedia. Niente processo anche per i tre comandanti dei vigili urbani Antonio Ciociano, Donato Salvato e Giovanniantonio Cammarano e i due tecnici Antonio Gravina, e Gennaro D’Addio. Tutti erano accusati di omicidio colposo.
    “Con questa sentenza – hanno commentato a Il Mattino, gli avvocati e cugini Lentini – vengono finalmente riconosciute le responsabilità di una morte che qualcuno aveva pensato di far passare per casuale senza il riconoscimento di alcuna responsabilità. Abbiamo fatto un primo passo importante verso la verità dei fatti sperando di dare conforto ad una famiglia che è devastata dal dolore”.

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    Latitante dopo colpo da 300mila euro: arrestato a Castel Volturno

    Latitante dopo colpo da 300mila euro: arrestato a Castel Volturno. Il 33enne Mirko Sejdovic Gorovic era latitante dal 2107: stanato a casa della suocera
    I Carabinieri della sezione operativa della compagnia di Giugliano in Campania hanno localizzato e arrestato il latitante Mirko Sejdovic Gorovic, classe ’89 già noto alle forze dell’ordine.
    L’uomo, con precedenti per furto e ricettazione tra il 2011 e il 2014, è stato arrestato nel 2015 a Cuneo per un furto in concorso in una gioielleria per un bottino di quasi 300mila euro. Sottoposto agli arresti domiciliari è poi evaso alla fine del 2016 con un decreto di latitanza emesso dal Tribunale di Cuneo che pendeva sulla sua testa dal 2017. Il 33enne era sparito ma il suo luogo di origine rimaneva Giugliano in Campania e i militari della locale compagnia lo hanno sempre monitorato, attenti ad ogni eventuale sviluppo.
    Dal web patrolling alle investigazioni tradizionali con osservazioni, pedinamenti e conoscenza del territorio, i Carabinieri della sezione operativa hanno appurato che il latitante fosse partito per la Germania in un luogo non meglio precisato ma che da poco era tornato in Italia. Setacciati i campi rom della zona è stato accertato che di fatto la casa mobile del 33enne fosse stata “smontata” per andare altrove.
    L’uomo però era in Campania e le complesse indagini hanno permesso ai militari di localizzare Castel Volturno come il luogo del nascondiglio. Dopo diversi giorni di appostamento l’individuazione: il 33enne era in un appartamento al piano terra da poco abitato dalla propria suocera. Il blitz dei militari dell’Arma ha sorpreso l’uomo che è stato arrestato.
    Durante le operazioni è stata trovata, nel retro dell’abitazione, anche una scala poggiata al muro perimetrale. Espediente verosimilmente utilizzato per un’eventuale fuga. L’arrestato ora è in carcere a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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    Sequestri beni al clan Mallardo: impresa edile intestata a prestanome

    Azienda edile riconducibile al clan Mallardo sequestrata dalla Dia: 7 familiari del defunto capoclan indagati. Riscuotevano anche un affitto mensile da 5mila euro dal prestanome.
    Nella mattinata odierna, la Direzione Investigativa Antimafia, articolazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha eseguito il sequestro preventivo del capitale sociale e dell’intero compendio aziendale di una ditta edile di Giugliano in Campania disposto, con decreto emesso dal GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia.
    Il citato provvedimento è stato notificato a sette persone indagate per il reato di fittizia intestazione di beni aggravata dal metodo mafioso in quanto l’azienda, formalmente intestata ad un soggetto incensurato, era di fatto nella disponibilità di uno dei capi del clan Mallardo, operante in Giugliano in Campania e comuni limitrofi, confederato con i clan Contini e Licciardi nella cd “Alleanza di Secondigliano”.
    A seguito della morte del capo clan, la titolarità di fatto dell’azienda veniva acquisita dai suoi eredi i quali ne percepivano anche i profitti, motivo per il quale sono indagati.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Fermato il figlio di lady Camorra, Maria Licciardi
    Nel corso delle attività investigative è emerso che, per uno dei locali commerciali di proprietà dell’azienda oggi sottoposta a sequestro, gli eredi del defunto capo clan riscuotevano il canone di affitto di 5000 euro mensili.Il valore del compendio aziendale sottoposto a sequestro è stimato in oltre un milione di euro. LEGGI TUTTO

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    Sequestri beni al clan Mallardo: impresa edile intestata a prestanome

    Azienda edile riconducibile al clan Mallardo sequestrata dalla Dia: 7 familiari del defunto capoclan indagati. Riscuotevano anche un affitto mensile da 5mila euro dal prestanome.
    Nella mattinata odierna, la Direzione Investigativa Antimafia, articolazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha eseguito il sequestro preventivo del capitale sociale e dell’intero compendio aziendale di una ditta edile di Giugliano in Campania disposto, con decreto emesso dal GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia.
    Il citato provvedimento è stato notificato a sette persone indagate per il reato di fittizia intestazione di beni aggravata dal metodo mafioso in quanto l’azienda, formalmente intestata ad un soggetto incensurato, era di fatto nella disponibilità di uno dei capi del clan Mallardo, operante in Giugliano in Campania e comuni limitrofi, confederato con i clan Contini e Licciardi nella cd “Alleanza di Secondigliano”.
    A seguito della morte del capo clan, la titolarità di fatto dell’azienda veniva acquisita dai suoi eredi i quali ne percepivano anche i profitti, motivo per il quale sono indagati.
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    Nel corso delle attività investigative è emerso che, per uno dei locali commerciali di proprietà dell’azienda oggi sottoposta a sequestro, gli eredi del defunto capo clan riscuotevano il canone di affitto di 5000 euro mensili.Il valore del compendio aziendale sottoposto a sequestro è stimato in oltre un milione di euro. LEGGI TUTTO

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    A Giugliano arsenale scoperto in un casale diroccato

    Nel corso di controlli dei carabinieri a Giugliano è stato scoperto un arsenale in un casale diroccato.
    I carabinieri della stazione di Pozzuoli hanno denunciato un 30enne di Giugliano per introduzione nello stato di prodotti con segni falsi. Durante una perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto 4 stecche di sigarette di contrabbando.
    Sui pacchetti i codici identificativi erano stati contraffatti. In casa anche una stecchetta di hashish che gli è costata una segnalazione alla Prefettura.
    In una casa diroccata non distante i carabinieri hanno rinvenuto 148 dosi di cocaina, una pistola cal. 7.65 con matricola abrasa e un caricatore con 5 proiettili. E ancora una Bruni cal. 8 con matricola abrasa, modificata per ospitare un silenziatore. Anche quest’ultimo nel bilancio dei sequestri, insieme a un fucile a doppia canna mozzata cal. 12 e 12 cartucce.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Insegnante ucciso a Melito: la verità nel cellulare
    Il materiale rinvenuto è stato sequestrato a carico di ignoti e sarà sottoposto ad accertamenti balistici e dattiloscopici per accertare se sia stato utilizzato in fatti di sangue o intimidazione. LEGGI TUTTO

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    A Giugliano arsenale scoperto in un casale diroccato

    Nel corso di controlli dei carabinieri a Giugliano è stato scoperto un arsenale in un casale diroccato.
    I carabinieri della stazione di Pozzuoli hanno denunciato un 30enne di Giugliano per introduzione nello stato di prodotti con segni falsi. Durante una perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto 4 stecche di sigarette di contrabbando.
    Sui pacchetti i codici identificativi erano stati contraffatti. In casa anche una stecchetta di hashish che gli è costata una segnalazione alla Prefettura.
    In una casa diroccata non distante i carabinieri hanno rinvenuto 148 dosi di cocaina, una pistola cal. 7.65 con matricola abrasa e un caricatore con 5 proiettili. E ancora una Bruni cal. 8 con matricola abrasa, modificata per ospitare un silenziatore. Anche quest’ultimo nel bilancio dei sequestri, insieme a un fucile a doppia canna mozzata cal. 12 e 12 cartucce.
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    Giugliano, anziana aveva in casa droga e armi: arrestata

    Giugliano, anziana aveva in casa droga e armi: arrestata, la 68enne dovrà rispondere di diversi reati.Blitz anti-droga per i Carabinieri della sezione operativa della compagnia di Pozzuoli che questa notte […]

    Giugliano, anziana aveva in casa droga e armi: arrestata, la 68enne dovrà rispondere di diversi reati.Blitz anti-droga per i Carabinieri della sezione operativa della compagnia di Pozzuoli che questa notte hanno perquisito l’abitazione giuglianese di Amelia Sorino, 68enne del posto già nota alle forze dell’ordine.Importante il quantitativo di droga rinvenuto e sequestrato: 2 chili di hashish suddivisi in dosi e panetti, 300 grammi di marijuana pronta alla vendita e 125 grammi di cocaina.
    Durante le operazioni i militari hanno rinvenuto e sequestrato anche diverse buste, del cellophane e una macchina per il sottovuoto verosimilmente utilizzati per il confezionamento dello stupefacente.Non solo droga ma anche armi. I carabinieri, nell’abitazione utilizzata dalla donna, hanno trovato e sequestrato una pistola semiautomatica marca Canik 9×21 risultata rubata un anno fa in provincia di Bologna e 64 proiettili calibro 9.La 68enne è stata arrestata e dovrà rispondere dei reati di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, di detenzione abusiva di armi e di ricettazione.L’arma sequestrata sarà sottoposta ad accertamenti balistici per verificare il suo eventuale utilizzo in fatti di sangue o altri delitti. LEGGI TUTTO