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    Camorra, il boss Giuseppe Setola e altri 4 condannati per omicidio

    Camorra, trent’anni di carcere per Giuseppe Setola, capo dell’ala stragista della cosca dei Casalesi per un omicidio commesso nel 1999. Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Napoli, Gianluigi Visco ha condannato a 30 anni di carcere, per un omicidio del febbraio 1999, il capo dell’ala stragista del clan dei Casalesi Giuseppe Setola, e […] LEGGI TUTTO

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    Clan dei Casalesi e appalti RFI: il Riesame scarcera 3 imprenditori

    Casal di Principe. Il tribunale del riesame ieri sera ha scarcerato tre imprenditori: Antonio Petrillo, Luigi Petrillo, Angelo Massaro coinvolti nell’inchiesta della Dda sugli appalti per i servizi della rete ferroviaria e della pavimentazione stradale con presunti collegamenti con il clan dei Casalesi. Erano agli arresti domiciliari sono tornati liberi da poche ore. È quanto […] LEGGI TUTTO

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    Camorra, uccisi per aver appiccato fuoco a delle aziende bufaline nel territorio dei Casalesi

    Risolto un duplice omicidio di camorra avvenuto a Grazzanise in provincia di Caserta, territorio sotto il controllo della fazione Schiavone del clan dei Casalesi. Si tratta del duplice omicidio di Domenico Apuzzo e Salvatore Natale uccisi con fucile a pallettoni e kalashnikov per aver appiccato fuoco a delle aziende bufaline nel territorio dei Casalesi.Il duplice […] LEGGI TUTTO

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    Camorra, appalti ai Casalesi nella rete ferroviaria: 35 arresti

    Camorra: affari del clan dei Casalesi negli appalti per i servizi della rete ferroviaria e di pavimentazione stradale.
    Sono 35 le misure cautelari eseguite nelle province di Napoli, Caserta, Roma, Bari e Lecco da ufficiali e agenti di polizia giudiziaria della Direzione investigativa Antimafia di Napoli e dai carabinieri del comando provinciale di Caserta e del nucleo investigativo del Dap. Sono 17 le persone finite in carcere, altrettante agli arresti domiciliari, mentre un altro soggetto è destinatario dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
    I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda della procura di Napoli. Gli indagati sono ritenuti attigui al clan dei Casalesi, fazione capeggiata da Francesco Schiavone detto Sandokan, accusati di estorsione, intestazione fittizia di beni, turbativa d’asta, corruzione e riciclaggio, con l’aggravante della agevolazione mafiosa.
    Eseguiti anche decreti di sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore complessivo stimato in circa 50 milioni di euro. Contestualmente è stata eseguita dai carabinieri di Caserta un’altra misura cautelare, emessa in un separato procedimento, nei confronti di un avvocato e del responsabile di un’agenzia bancaria, accusati di aver rivelato a uno degli indagati l’esistenza delle indagini.
    La contestazione dei pm Antonello Ardituro e Graziella Arlomede all’avvocato e al funzionario di banca e’ di rivelazione di segreto d’ufficio, reato aggravato dal metodo mafioso. A entrambi gli inquirenti contestano di avere rivelato a una delle persone indagate, l’esistenza dell’attivita’ investigativa sul suo conto, contestazione provata poi anche da una fitta trama di intercettazioni telefoniche tra diversi indagati a cui era giunta la notizia ‘soffiata’. LEGGI TUTTO

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    Camorra, scarcerato il boss Massimo Venosa del Clan dei Casalesi: aveva una condanna definitiva a 10 di anni reclusione

    Il Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila, accogliendo l’istanza dell’avvocato Vittorio Fucci, ha scarcerato Massimo Venosa, 46 anni, di San Cipriano d’Aversa (Caserta), domiciliato ad Airola (Benevento), considerato elemento di spicco del Clan dei Casalesi, in particolare del gruppo Schiavone-Venosa.
    L’uomo era detenuto nel carcere di massima sicurezza di Sulmona dopo l’arresto, avvenuto il 24 febbraio del 2020, a seguito di una condanna definitiva a 10 di anni reclusione per associazione a delinquere di stampo mafiosa, traffico di stupefacenti ed una serie di estorsioni aggravate dal metodo mafioso.
    Le indagini erano supportate da intercettazioni telefoniche, ambientali, da appostamenti e dalla collaborazione di alcuni pentiti, in particolare del boss Raffaele Venosa, reggente pro-tempore dei Casalesi, che delineava la figura del parente Massimo Venosa come elemento di spicco del clan, promotore di una serie di estorsioni e gestore di intere piazze di spaccio, tra cui quella di Casale di Principe. LEGGI TUTTO

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    Camorra, ex assessore Udc al servizio dei Casalesi: sequestro beni da 5 milioni di euro

    La Guardia di finanza di Caserta ha dato esecuzione confisca beni su mandato del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti dell’imprenditore di Trentola Ducenta, Luigi Cassandra. L’ex assessore comunale ed esponente politico dell’Udc è considerato un esponente della fazione Zagaria del clan dei Casalesi. Il sequestro beni è avvenuto anche a carico di […] LEGGI TUTTO