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Emilia-Romagna, terra di mercatini e fiere

Fumetti, ceramiche, cimeli militari, libri ormai introvabili, giocattoli della nostra infanzia. Archiviati gli anni difficili del Covid i “mercatini degli hobbisti” si confermano una realtà in forte crescita, passati da “Cenerentola” del settore a punto di forza di un mondo, quello delle fiere dei mercati, che sempre caratterizza la storia dell’Emilia-Romagna.

Il dato è emerso nel corso della discussione sulla clausola valutativa sulla legge per “commercio su aree pubbliche” per il periodo 2020-2023 fatta durante la commissione Politiche economiche presieduta da Manuela Rontini.

Se la tradizione di fiere e mercati affonda le radici nei secoli scorsi, gli ultimi decenni hanno visto imporsi la novità dei mercati degli hobbisti, veri e propri appassionati di settore che ormai sono parte integrante delle più vaste attività fieristiche tanto da rappresentare il 2,3% dei “mercati” del 2020, il 3,14% del 2021 e il 2,96% il 2022 con un picco di visitatori pari a 8.000 persone nel 2022. A ribadire l’importanza dei mercati hobbisti sono i numeri: se nel 2020 c’erano 514 eventi da parte di 277 hobbisti, nel 2021 le presenze risultano quasi quintuplicate, con 2.390 presenze da parte di più del doppio del numero di hobbisti (708). Nel 2022 sono state registrate 2.095 presenze da parte di 550 hobbisti. I Comuni nei quali si sono svolti mercatini degli hobbisti o mercatini storici con hobbisti sono stati 19 nel 2020, 25 nel 2021 e 23 nel 2022. Tra il 2020 e il 2021 il numero di mercatini organizzati dai Comuni è leggermente cresciuto da 30 a 37, tornando a 35 nel 2022, ma le giornate di effettivo svolgimento degli stessi sono passate da 88 nel 2020, a 159 nel 2021, fino ad arrivare a 199 nel 2022. Per quanto concerne la distribuzione territoriale Ravenna si conferma la Provincia col numero maggiore di mercatini degli hobbisti (13 negli anni 2020 e 2021 e 14 nel 2022), con una forte vocazione da parte del Comune di Riolo Terme (9 manifestazioni), seguito da quello di Brisighella (3). In crescita anche i mercatini storici con hobbisti: i partecipanti sono passati da 688 nel 2020, a 783 nel 2021, a 820 nel 2022, e le presenze registrate sono passate da 2.124 nel 2020, a 3.957 nel 2021 fino ad arrivare a 5.855 nel 2022, confermando, pertanto, la preferenza per i mercatini storici con hobbisti piuttosto che per i mercatini degli hobbisti. Rilevanti anche i numeri dei tesserini rilasciati per gli hobbisti: 1.012 nel 2020, 759 nel 2021 e 1.371 nel 2022. Da segnalare anche l’aumento dei controlli da parte dei Comuni: 179 nel 2020, 621 nel 2021 e 1.830 nel 2022: solo in 9 casi i soggetti controllati non erano in regola con i tesserini.

In forte ripresa dopo gli anni del Covid anche le “fiere”, ovvero le kermesse realizzate a cadenza annuale in occasione di Santi Patroni o tradizionali appuntamenti locali: per il 2023 in Emilia-Romagna erano state programmate 514 fiere, circa il 19% in più rispetto all’anno precedente (433 fiere nel 2022), con una durata media di 3 giorni e per un totale di 28.737 posteggi e 65.059 giornate di posteggio.

“Partendo dai dati provenienti dalla Regione (l’osservatorio, le risposte date dalla giunta  a mie interrogazioni) ci sono dei mercatini che non sono stati rilevati dall’osservatorio competente, così come ci sono altri dati che non corrispondono, così come risulta che il Comune di Parma abbia fatto 9 sanzioni benché a Parma non ci siano stati mercatini”, spiega  Maura Catellani (Lega) per la quale “è difficile fare controlli su mercatini realizzati da soggetti terzi: forse abbiamo affidati ai Comuni compiti che stante le poche forze che hanno non riescono a svolgere. Visto le incongruenze nei numeri mi domando se ci siano i controlli sui numeri, forse bisogna valutare l’applicazione della legge: continuiamo con questa legge e l’applichiamo veramente oppure torniamo a liberalizzare tutto. Possiamo anche fare un intergruppo per cambiare la legge”.

“Ho molte perplessità sui dati della clausola valutativa che sono incompleti e non mi convincono: bisogna cambiare la legge. Mi preoccupano anche i dati relativi all’andamento delle fiere perché, nonostante una ripresa rispetto agli anni del Covid, abbiamo numeri molto inferiori di prima della pandemia: dobbiamo chiederci perché questo tipo di eventi è in crisi”, sottolinea Michele Facci (Gruppo Misto).

“I dati riportati nella clausola valutativa ci forniscono un primo quadro di quello che è stata la revisione di una legge importante: non accetto che si parli di anarchia perché quello dei controlli fu “, sottolinea Francesca Marchetti (Pd) che fu relatrice della legge sui mercatini e ricorda come “la legge fu approvata senza voti contrari e grazie a un grande contributo della Lega: sapevamo che il tema dei controlli era molto importante e complesso, questa legge ha cercato di mettere ordine in una situazione che era molto disordinata: ci siamo fatti carico di contrastare fenomeni distorti. Abbiamo la necessità di rafforzare il patto di corresponsabilità tra Regione e Comuni per gestire questo settore”.

“Questa legge è stata oggetto di lavoro nelle ultime due legislatura, spero che la si applichi al meglio, ma non penso sia il caso di procedere a una sua revisione”, spiega la presidente Rontini.

(Luca Molinari)


Imprese lavoro e turismo

11 Marzo 2024



Fonte: https://cronacabianca.eu/feed/


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