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    Morto a Caserta dopo i botti di Capodanno: indagati il fratello e un amico

    Cinque componenti del direttivo PD Caserta scrivono alla Segreteria provinciale: “Il segretario cittadino del Pd usa gli organismi statutari del partito come uno strumento di ratifica a decisione già prese e comprimendo il doveroso e legittimo dibattito democratico.”
    Coordinamento cittadino del Pd,Alla Segreteria provinciale del PdAi rappresentanti del centrosinistra.
    Questa sera si è tenuto il coordinamento del circolo pd di Caserta, da remoto, per discutere la posizione del partito in rapporto alle prossime elezioni amministrative.
    Ancora una volta rileviamo che il segretario cittadino del PD ha usato gli organismi statutari del partito, in questo caso il coordinamento cittadino, soltanto come uno strumento di ratifica a decisioni già prese e comprimendo ildoveroso e legittimo dibattito democratico.

    Solo così si può spiegare – e lo ripetiamo, siamo all’ennesima dimostrazione di questa pratica antidemocratica – la convocazione di un tavolo delle forze del centrosinistra in vista delle prossime elezioni amministrative, annunciata alla stampa, e della riunione del coordinamento cittadino con appena ventiquattr’ore d’anticipo rispetto ad essa.Insomma si dà tutto per già deciso, e il coordinamento cittadino è utile soltanto per ratificare posizioni già prese evidentemente altrove, con le rappresentanze istituzionali del Partito.
    Insomma si ribaltano le regole del processo che dovrebbe presiedere ad una decisione democratica: ossia la convocazione del coordinamento cittadino in cui aprire una profonda e allargata discussione sull’esperienza amministrativa in corso che ha presentato e presenta luci, ma anche vastissimi limiti.
    Leggi anche: https://www.cronachedellacampania.it/2021/01/ce-anche-un-casertano-nel-team-che-ha-realizzato-la-nuova-stazione-della-metro-di-new-york/
    È davvero incomprensibile che, di fronte a questi limiti più che evidenti ( non a caso la città e la provincia di Caserta sono all’ultimo posto per gli indici di qualità della vita) non si senta il bisogno di avviare, prioritariamente, un confronto interno, il più possibile, approfondito per raccogliere indicazioni e proposte di lavoro e, poi, aprire il necessario rapporto con le altre forze politiche del centrosinistra.
    Non è la prima volta che ciò accade e non vogliamo, in questa sede, ripercorrere tutti gli episodi che, negli ultimi anni, hanno caratterizzato una gestione del partito totalmente schiacciata sull’amministrazione comunale: vogliamoesprimere ancora una volta il nostro dissenso su questi metodi di conduzione del partito che, invece, più che mai ha bisogno di raccogliere e valorizzare tutte le sue energie in una fase così difficile e inedita ( vedi effetti del Covid)della vita della nostra città e del nostro Paese.
    Infine, proprio perché siamo molto interessati alle sorti del nostro partito, nonché della nostra città, porteremo questo dissenso in tutte le sedi opportune al fine di invertire questa tendenza e avviare una prospettiva del necessario cambiamento.
    I componenti del direttivo in rappresentanza di tanti amici e compagni del PD.Battarra Vincenzo ClaudioAbbate GiovannaCanzano MariaCerrito AngelaCanzano Pietro LEGGI TUTTO

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    Mascherine e accessori con brand di lusso falsi: sequestri e perquisizioni tra Torino, Napoli e Caserta

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    Brand del lusso falsamente riprodotti su mascherine ed altri accessori di abbigliamento: denunciate nove persone, sequestri anche a Napoli e Caserta.
    E’ quanto scoperto dalla Guardia di Finanza a Settimo Torinese e nel quartiere “Barriera di Milano” in due opifici sartoriali illegali ricavati all’interno di abitazioni private e un esercizio commerciale gestito da soggetti di etnia asiatica che vendevano mascherine di tessuto e articoli recanti marchi contraffatti. I due “ateliers” erano gestiti da due cinquantenni italiane le quali, attraverso macchinari all’avanguardia, confezionavano vari accessori di abbigliamento e dispositivi di protezione individuale, apponendo sugli stessi loghi contraffatti di marchi internazionali, cosi’ da trasformarli in ricercati articoli alla moda. Oltre 600.000 i marchi contraffatti a “stampa sublimatica diretta su tessuto” sequestrati, unitamente a migliaia di metri di filato ed a 3 macchinari necessari alla cucitura e al confezionamento dei prodotti falsi.

    Una quarantina le case di moda del lusso oggetto dell’illecita riproduzione sulle mascherine in tessuto, che venivano vendute a 7 euro l’una oppure in kit comprendenti anche sciarpa e pochette al prezzo di 80. Sono stati sequestrati 80 mila accessori di abbigliamento ornamentali e oltre 1.000.000 di articoli di bigiotteria e accessori di abbigliamento non sicuri, in violazione del Codice del Consumo e, poi, i fornitori dei tessuti utilizzati per la produzione dei beni contraffatti, dislocati in varie zone del territorio nazionale. Nel prosieguo delle indagini le perquisizioni disposte dalla locale Procura della Repubblica ed eseguite in provincia di Prato, Vicenza, Viterbo, Napoli e Caserta, hanno consentito di accertare le responsabilita’ dei fornitori dei tessuti e dei semilavorati, permettendo di sequestrare oltre 1 milione di ulteriori marchi contraffatti a stampa sublimatica diretta su tessuto, circa 350 mila mascherine facciali con segni mendaci di conformita’ ovvero non conformi alle vigenti prescrizioni, 180 mila filtri in TNT, nonche’ numerose schede tecniche di conformita’, in lingua francese, mendaci e 25 macchinari industriali (tra cui plotter, macchine taglia-cuci e stiratrici). Nove sono le persone denunciate per frode nell’esercizio del commercio e vendita di prodotti industriali con marchi contraffatti o mendaci. L’avvenuta commercializzazione dei beni avrebbe consentito di realizzare un volume d’affari superiore a 3 milioni di euro.
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    Rapinavano coetanei: due 15enni di Caserta collocati in comunità

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Rapinavano coetanei: due 15enni di Caserta collocati in comunità Pubblicità’ foto di repertorio <![CDATA[]]> Pubblicità’ Rapinavano coetanei: due 15enni di Caserta collocati in comunità. La Polizia di Stato di Caserta ha eseguito la misura cautelare del collocamento in comunità, emessa dal gip del Tribunale per i Minorenni di […] LEGGI TUTTO

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    Acquistavano la droga a Caivano e la vendevano a Caserta: arrestati 12 pusher

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Acquistavano la droga a Caivano e la vendevano a Caserta: arrestati 12 pusher

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    1 settimana fa circa (11:26)
    il
    23 Novembre 2020

    Acquistavano la droga a Caivano e la vendevano a Caserta: arrestati 12 pusher- Scoperta anche una raffineria che trasformava la cocaina in crack.
    Nelle province di Caserta, Napoli, Latina e Frosinone, i carabinieri della compagnia di Caserta, con il supporto anche del nucleo cinofili di Sarno hanno eseguito oggi un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip di Napoli, su richiesta della citata Procura, nei confronti di 12 persone, indagate a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.L’indagine, coordinata dalla procura di Napoli – Direzione distrettuale antimafia, avviata nel novembre 2016 e focalizzata sulle dinamiche di spaccio di stupefacenti della città di Caserta, ha permesso in particolare di accertare – mettono nero su bianco i militari dell’Arma – “l’operatività di una ramificata consorteria dedita allo spaccio nonché di individuare il canale di approvvigionamento della droga trattata (cocaina, crack e hashish) proveniente principalmente da Caivano”.

    Nel provvedimento giudiziario viene riconosciuta l’operatività di una piazza di spaccio nella frazione di San Clemente.Le attività investigative hanno permesso di ricostruire “l’organigramma criminale costituito da un ramificato e aggressivo sodalizio dedito all’incessante compravendita di ingenti quantitativi di droga presso Caivano che venivano poi rivenduti al dettaglio a Caserta”. Il gruppo, secondo quanto emerso, si reggeva su una struttura fondata sull’affiliazione fra i membri, tutti giovani casertani e caivanesi, legati tra loro da rapporti di parentela e di amicizia, quattro dei quali risultano già colpiti da precedenti provvedimenti restrittivi.
    In particolare, “si evidenzia la scaltrezza e la pericolosità sociale degli indagati, in gran parte incensurati all’epoca dei fatti, pienamente determinati a perseguire con pervicacia l’attività illecita attraverso l’adozione di tutte le cautele finalizzate a consentire al gruppo di continuare ad operare adattandosi al mutamento delle circostanze”, fanno sapere ancora i carabinieri.È stato anche individuato un importante canale di approvvigionamento della droga che veniva acquistato a Caivano. La droga acquistata, principalmente cocaina, veniva trasportata in grossi quantitativi nel Casertano a bordo di autovetture a noleggio sempre differenti. Nel capoluogo la cocaina, per ricavare il maggior numero di dosi possibile ovvero di essere trasformata in crack, veniva lavorata in via Cittadella in un appartamento in affitto.
    Proprio all’interno di questa ‘raffineria artigianale’ è stato trovato materiale tecnico altamente professionale per la pesatura, il confezionamento e la trasformazione chimica, nonché un congegno telecomandato realizzato all’interno di un cassetto, occultato in una parete, utilizzato per nascondere tutto lo stupefacente destinato ad essere venduto al dettaglio sulla principale piazza di spaccio sita in via Caprio Maddaloni presso il circolo ‘Sport Club giovanile’, che attirava acquirenti da tutto l’hinterland.
    Nel corso dell’attività sono stati riscontrati più di cento episodi di cessione di sostanze stupefacenti durante i quali sono stati identificati numerosi assuntori, oggetto di segnalazione alla locale prefettura. Nell’ambito dei riscontri eseguiti dai carabinieri durante l’indagine sono state tratte in arresto due persone (entrambe indagate) e sequestrati complessivamente 500 grammi di cocaina e crack, 1.500 euro in banconote e materiale tecnico altamente professionale utilizzato per la lavorazione dello stupefacente.Durante le operazioni di perquisizione di oggi, infine, sono stati scoperti un revolver cal. 7.65 privo di segni distintivi e cartucce illegalmente detenute nonché modiche quantità di sostanza stupefacente del tipo marijuana e hashish.

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    Cronaca

    Pubblicato
    3 ore fa
    il
    30 Novembre 2020

    Napoli. Guardano la partita di calcio fuori al bar: multati gestore e avventori.
    Ieri sera gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato, in via Carbonara, un gruppo di persone che seguiva un incontro di calcio da un televisore collocato all’esterno di un bar.I poliziotti,  con il supporto di una volante del Commissariato Vasto-Arenaccia, hanno sanzionato il gestore, un 23enne napoletano, e cinque avventori non rispettavano le misure anti Covid-19; inoltre, è stata disposta la chiusura del locale per 5 giorni.

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    Recuperate 20 tonnellate di alluminio provento di rapina in un camion: arrestate 2 persone

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Recuperate 20 tonnellate di alluminio provento di rapina in un camion: arrestate 2 persone

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    11 ore fa
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    31 Ottobre 2020

    I carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di torre annunziata hanno arrestato per ricettazione un 49enne del posto e un 23enne di San Marzano sul Sarno già noti alle forze dell’ordine.

    Sono stati sorpresi mentre trasportavano un carico da 20 tonnellate di bobine di alluminio per uso industriale, provento di una rapina consumata pochi giorni fa nella provincia di caserta: il legittimo trasportatore era stato fermato e costretto, sotto minaccia, a cedere la merce. I due uomini, verosimilmente alla ricerca di potenziali acquirenti, sono stati controllati non appena giunti nel comune di San Marzano sul Sarno. Colti in flagranza per il possesso della refurtiva sono stati arrestati per ricettazione aggravata, mentre sono al vaglio eventuali connessioni con la precedente rapina.
    Il materiale trafugato, del valore di oltre 90mila euro è stato recuperato e riconsegnato al legittimo proprietario. Era destinato alle industrie del nord Italia.I due sono ora agli arresti domiciliari in attesa di giudizio; sotto sequestro il mezzo utilizzato per il trasporto.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    9 ore fa
    in
    31 Ottobre 2020

    Coltellate in strada a Battipaglia per motivi passionali: arrestato 27enne.

    Gli Agenti della Polizia di Stato hanno arrestato un giovane battipagliese per tentato omicidio. In particolare, nella tarda serata di ieri gli Agenti del Commissariato P.S. di Battipaglia sono intervenuti in città per una lite in strada tra una giovane coppia, in via Pergolesi. Nell’accaduto, l’uomo è stato soccorso dal 118 e trasportato presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Battipaglia dove i medici gli hanno curato le ferite da arma da taglio, con gravi lesioni alla coscia ed allo sterno.
    Gli Agenti delle Volanti del Commissariato, dopo rapidi accertamenti, hanno identificato il responsabile del reato, C.V, battipagliese del 1993, che, per cause ancora in fase di completa ricostruzione, ma verosimilmente legate a motivi passionali, in riferimento ad una donna contesa tra i due, ha compiuto l’insano gesto.L’autore dell’accoltellamento è stato dichiarato in arresto per il reato di tentato omicidio ed associato alla Casa Circondariale di Salerno, a disposizione della autorità giudiziaria.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    9 ore fa
    in
    31 Ottobre 2020

    Fuggono alla vista della polizia: uno era un latitante. Arrestati in via Nuova Poggioreale a Napoli.

    Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Poggioreale, nel transitare in via Stadera hanno notato due persone in sella a uno scooter che, alla loro vista, si sono allontanate velocemente per eludere il controllo. I poliziotti, poco dopo, hanno intercettato il motociclo in via Nuova Poggioreale dove hanno intimato l’alt ai due occupanti che, dopo aver perso l’equilibrio ed abbandonato il mezzo, hanno continuato la fuga a piedi fino a quando sono stati raggiunti e bloccati dopo una colluttazione.
    Il passeggero, Alfonso Romano, 34enne napoletano, è stato arrestato poiché dal 12 settembre scorso, mentre si trovava ristretto agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio, si era sottratto alla misura rendendosi irreperibile e, nei suoi confronti, era stata disposta la custodia cautelare in carcere; inoltre, è stato trovato in possesso di una pistola giocattolo a salve priva di tappo rosso e denunciato per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale e ricettazione poiché il motoveicolo su cui viaggiavano è risultato rubato. Il conducente, un 17enne casertano con precedenti di polizia, è stato trovato in possesso di un coltello a farfalla e denunciato per porto abusivo di armi, ricettazione, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale, nonché sanzionato per guida senza patente poiché mai conseguita. Il veicolo, infine, è stato restituito al proprietario.

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    Da Caserta a Napoli per acquistare droga: arrestato 43enne

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Da Caserta a Napoli per acquistare droga: arrestato 43enne

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    9 ore fa
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    30 Ottobre 2020

    Ieri sera i Falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno fermato in via Santa Teresa degli Scalzi un uomo a bordo di un’auto in cui hanno rinvenuto una borsa contenente 12 panetti di hashish del peso complessivo di circa 1,2 kg.

    Antonio Gammardella, 43enne casertano con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    3 ore fa
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    30 Ottobre 2020

    Traffico di droga dal Sud America al porto di Salerno. Presi i nuovi narcos: 27 misure cautelari.
    Salerno – Nelle prime ore della mattina, nelle province di Salerno, napoli, Avellino, caserta, Brescia, Taranto, Parma e Firenze, circa 300 militari del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti, del 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano e del Nucleo Cinofili di Sarno, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di 25 indagati (23 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), gravemente indiziati, a vario titolo, di “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”, con l’aggravante della transnazionalità del reato, “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”, “intestazione fittizia di beni”, “riciclaggio ed auto riciclaggio”, “truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche”.
    Inoltre, nel medesimo provvedimento cautelare è stato disposto ed eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di due attività commerciali salernitane (di cui una pizzeria molto nota, denominata “àPuntella”) e della somma complessiva di € 165.000, prodotto dell’illecita attività degli indagati. I provvedimenti scaturiscono da una vasta ed articolata attività d’indagine avviata dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno nel mese di ottobre 2017 con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di questo capoluogo. È stata condotta con metodi tradizionali, con il supporto di attività tecniche e mirati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, ed è risultata particolarmente complessa poiché molti dei soggetti investigati, per condurre i loro traffici illeciti, sono ricorsi all’intestazione fittizia di schede telefoniche ed all’utilizzo di smartphone dotati di servizi di messaggistica blackberry e encrochat di difficile intercettazione, venendo comunque scoperti.
    L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di un’associazione a delinquere, con ruoli e competenze ben definite, dedita alla commissione dei suddetti delitti, dotata di una notevole organizzazione gestionale, oltre che di rilevanti risorse finanziarie e svariati canali di 2 rifornimento di stupefacente, principalmente del tipo cocaina, senza però tralasciare anche hashish, amnèsia e marijuana. Gli esiti complessivi delle investigazioni hanno consentito di accertare che il salernitano PAROTTI Fiorenzo, promotore, organizzatore e finanziatore del sodalizio, aveva nel tempo assunto una posizione di assoluta primazia nell’ambito del traffico degli stupefacenti a Salerno sia in termini di introiti che di bacino di utenza, grazie ad una stabile collaborazione con la criminalità napoletana ed attraverso una ramificata rete di distribuzione – costituita da veri e propri sottogruppi – in ambito provinciale (Acerno, Olevano sul Tusciano). L’approvvigionamento avveniva per il tramite di diversi, qualificati canali, tracciati sia in territorio continentale (Albania e Olanda), sia oltreoceano (Panama e Brasile), col precipuo fine di reperire lo stupefacente direttamente dai paesi di produzione, acquistandolo in ingenti quantità ad un prezzo più vantaggioso, grazie al progressivo incremento del volume di affari dell’organizzazione. Il nome dell’operazione “EL FAKIR” è stato tratto proprio dalle indagini su quest’ultimo canale di rifornimento.
    Nel seguire i movimenti di LUMIA Rosario, broker internazionale di origine napoletana in contatto con diversi cartelli della droga, era emerso il progetto di inviare una spedizione di cocaina nascosta all’interno di container provenienti da Panama; inizialmente era stato proposto addirittura il porto di Salerno quale destinazione finale, salvo poi virare su Algeciras in Spagna, non avendo le società intermediarie incaricate del trasporto rapporti commerciali diretti con l’Italia. Il referente panamense dell’operazione era GERMAN ELIECER CHANIS AGUILAR, alias “EL FAKIR” (il fachiro), allora latitante e ritenuto dalle autorità internazionali “altamente pericoloso”, nonché leader del gruppo paramilitare “frente 57” delle FARC, operante in molteplici attività criminali al confine tra Panama e Colombia. La spedizione non si concretizzava solo in ragione dell’arresto di EL FAKIR, avvenuto in Messico 13 gennaio 2018, a seguito di in una “red notice” (elenco di latitanti destinatari di provvedimenti di cattura internazionali) emessa dall’Interpol, su richiesta delle autorità panamensi ed in coordinamento con quelle messicane. Per via della riconosciuta pericolosità di “EL FAKIR”, il suo rientro a Panama è avvenuto sotto la supervisione di un consistente dispositivo di sicurezza schierato presso l’Aeroporto Internazionale di Tocumen. Egli, infatti, oltre ad essere un narcotrafficante, era ricercato anche per omicidio e per reati vari commessi con esponenti legati alla criminalità organizzata. 3 In seguito a tale imprevisto, LUMIA aveva individuato un’ulteriore rotta, questa volta dal Brasile, accordandosi per nascondere lo stupefacente in container di caffè destinati ad un’azienda operante nel settore della torrefazione con sede in Campania. Anche in questo caso il progetto non si realizzava solo per via del suo arresto, avvenuto a napoli a maggio dello stesso anno.
    Le attività del sodalizio subivano comunque solo semplici rallentamenti, grazie al fatto che il canale di approvvigionamento con Olanda e Albania non aveva mai smesso di rifornire le rigogliose piazze. La mentalità imprenditoriale dei sodali, in particolare del PAROTTI, non si è fermata alla gestione degli illeciti proventi provenienti dai fiumi di droga trafficati e spacciati. Le indagini, anche bancarie, hanno appurato come detti proventi siano stati reinvestiti in attività economiche e commerciali, dopo la ripulitura del denaro mediante il passaggio su conti correnti di persone compiacenti, nell’evidente scopo – vanificato dai meticolosi accertamenti – di occultarne e renderne impossibile l’identificazione. Inoltre, la creazione di una nuova società mediante l’utilizzo di intestatari fittizi ha permesso agli indagati di realizzare il citato ristorante – pizzeria a Salerno (“àPuntella”), accedendo al finanziamento pubblico “PROGETTO INVITALIA – RESTO AL SUD”, ricavandone tra i diversi vantaggi patrimoniali anche una parte a fondo perduto quantificata in € 70.000. Da qui le connesse ipotesi delittuose di riciclaggio, auto riciclaggio, intestazione fittizia di beni e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Nel corso dell’attività d’indagine, sono state già arrestate 8 persone in flagranza di reato, sequestrati 25 kg di stupefacente, orologi di pregio per un valore di € 75.000 ed oltre € 160.000 in danaro contante.
    La stima del fatturato complessivo dell’impresa criminale è di oltre 20 milioni di euro annui esentasse, cui vanno aggiunti quelli delle fiorenti attività commerciali costituite per ripulire il danaro. L’imponente operazione portata a termine ha messo in luce lo spessore criminale del PAROTTI e dei suoi gregari, in un settore, quello della droga, che non risente di crisi alcuna ed ha dimostrato le consolidate competenze manageriali dell’illecito sodalizio, capace di estendere le sue maglie dai Balcani ai Paesi Bassi, sino ai famigerati cartelli sudamericani.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    10 ore fa
    in
    30 Ottobre 2020

    Truffe alle assicurazioni, sequestrati 32 Rolex a imprenditore di Vico Equense.

    Figura anche un Rolex in oro e diamanti da 120mila euro tra i beni, per un valore complessivo di 585mila euro, che sono stati sequestrati oggi dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata all’imprenditore di Vico Equense, Gianluca Izzo, coinvolto in un’inchiesta sulle truffe alle assicurazioni e arrestato lo scorso 6 ottobre e insieme con l’avvocato Giovanni Pane, e i periti Vincenzo Polito e Giuseppe Arpaia. Tutti devono rispondere, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza, falsa perizia e frode alle assicurazioni.
    Complessivamente sono stati sequestrati, dai finanzieri della tenenza di Massa Lubrense, contanti per oltre 10mila euro, 33 orologi tra cui 32 Rolex (solo gli orologi valgono 537mila euro) e 8 veicoli d’epoca, tra cui 7 moto. I beni erano stati gia’ individuati durante la perquisizione eseguita dalle fiamme gialle quando venne notificata la misura cautelare. Il decreto di sequestro e’ stato emesso dal Gip di Torre Annunziata su richiesta del locale ufficio inquirente coordinato dal procuratore Nunzio Fragliasso.

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    Narcotrafficante casertano catturato all’aeroporto di Fiumicino

    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    10 ore fa
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    30 Settembre 2020

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    I carabinieri della compagnia di Caserta e gli agenti della Polizia di frontiera di Fiumicino hanno arrestato ieri all’aeroporto di Fiumicino il casertano Serafino Rubino, latitante dal 2013. Sull’uomo, 40 anni pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti aggravato.

    Rubino, secondo quanto si e’ potuto appurare dalle indagini, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e condotte dal Norm della Compagnia di Caserta, dal 2011 al 2013 era il punto di riferimento di un ingente circuito di traffico di droghe: cocaina, marijuana, hashish a Caserta. Irreperibile per 7 anni si era rifugiato trovava in Ecuador, dove era stato gia’ individuato a seguito di indagini capillari e arrestato nel gennaio scorso per possesso di documenti falsi dalle locali forze di polizia. Successivamente la richiesta di estradizione emessa dal Ministero della Giustizia su indicazione della Procura generale di Napoli.
    Il boss casertano stato scortato in Italia. Ad attenderlo a Fiumicino i Carabinieri e gli agenti della Polaria che gli hanno notificato il provvedimento cautelare. Subito dopo Rubino e’ stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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    Campania

    Pubblicato
    5 ore fa
    in
    30 Settembre 2020

    Coronavirus, contagi in 24 comuni del casertano: 49 nuovi casi. Il bollettino dell’Asl: positivo il 5,2% dei 926 tamponi processati.

    Sono 49 i nuovi contagi al coronavirus distribuiti su 24 comuni della provincia. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano che aggiorna la situazione relativa all’emergenza epidemiologica.
    I nuovi casi si sono registrati ad Arienzo (1), Aversa (4), Casal di Principe (3), Casapesenna (3), Caserta (2), Castel Volturno (2), Cesa (1), Frignano (1), Lusciano (1), Macerata Campania (1), Marcianise (1), Orta di Atella (2), Parete (1), San Cipriano d’Aversa (2), San Marcellino (5), San Nicola la Strada (2), Santa Maria Capua Vetere (1), Sparanise (1), Succivo (3), Teverola (1), Trentola Ducenta (6), Villa di Briano (1), Villa Literno (3), Vitulazio (1).

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    Campania

    Pubblicato
    7 ore fa
    in
    30 Settembre 2020

    Nella tarda serata di ieri, in Trentola Ducenta  presso il parco commerciale  “JAMBO ”  i carabinieri della Stazione di Parete hanno tratto in arresto un 35enne di San Marco Evangelista.
    L’uomo, dopo aver rubato alcuni capi di abbigliamento della marca “adidas”, per un valore di € 210,00 circa dall’esercizio commerciale “Pittarello”, ubicato all’interno del citato centro commerciale, al fine di assicurarsi la fuga, ha aggredito il 46enne responsabile del suddetto punto vendita che lo aveva sorpreso con la refurtiva.
    I militari dell’Arma, prontamente giunti sul posto, hanno bloccato ed arrestato  l’uomo che dovrà ora rispondere del reato di rapina impropria. L’arrestato è stato posto agli arresti domiciliari.

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    Abusi su minore nel Casertano, ex prete condannato a 9 anni

    Campania

    Pubblicato
    4 minuti fa
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    24 Settembre 2020

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    Il gip del Tribunale di Napoli Nord Vera Iaselli ha condannato a nove anni di reclusione l’ex sacerdote di una parrocchia di Trentola Ducenta (Caserta) ritenuto colpevole di abusi ai danni di una minore.
    L’ex prete e’ stato arrestato dalla Polizia di Stato di Aversa (Caserta) l’8 novembre 2019. La piccola vittima, che partecipava assiduamente alle attivita’ parrocchiali, confermo’, nel corso dell’incidente probatorio, gli abusi subiti dal prete. Le indagini scattarono dopo una comunicazione della Diocesi.

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    Camorra, il prefetto Valentini: “Nessun arretramento verso le famiglie storiche di Napoli”

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    Campania

    Pubblicato
    7 minuti fa
    in
    24 Settembre 2020

    “La recente relazione della Direzione investigativa antimafia ha evidenziato bene come in tema di criminalità organizzata lo scenario che si registra nellarea metropolitana di NAPOLI, che è molto mutevole e composito e caratterizzato da atti molto violenti che si ripetono con grande frequenza, non rappresenti affatto un segnale di arretramento delle famiglie storiche della camorra, che secondo alcune interpretazioni diffuse negli anni precedenti avrebbero fatto un passo indietro lasciando il campo libero per nuove generazioni impegnate in una sorta di guerra per bande.
    Viceversa quello che veniva definito ‘caos criminale’ è letto ormai in maniera univoca come una sovrapposizione controllata e organizzata di livelli criminali dove in primo piano ci sono le storiche organizzazioni camorristiche e a un livello inferiore operano invece gruppi meno strutturati, che agiscono in un contesto di subalternità con i clan storici non in maniera autonoma”. Lo ha detto il prefetto di NAPOLI, Marco Valentini, in audizione in commissione Antimafia.
    “Questo esclude che la camorra come organizzazione criminale storica abbia fatto un passo indietro ossia declinata a essere unorganizzazione di tipo minore. Le famiglie storiche della camorra – ha aggiunto – sono tuttora ben inserite nelle loro attività tradizionali, oltre al traffico di droga il settore dei giochi, della ristorazione, il settore turistico-alberghiero, dell’edilizia e dei rifiuti, mentre attività come racket, spaccio su strada e usura sono demandati a gruppi minori sempre in relazione con in clan di riferimento. Questo scenario può essere letto – ha concluso come un insieme di clan dominanti che si servono di clan minori o satelliti per portare avanti le attività tradizionali”.

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    Napoli e Provincia

    Pubblicato
    11 minuti fa
    in
    24 Settembre 2020

    Ieri sera davanti all’ingresso principale dell’Ospedale di Boscotrecase , alla presenza dei Movimenti per la Salute Pubblica dell’Area Vesuviana, degli Ultras della Curva Sud del Savoia, e con la partecipazione del Sindaco di Torre Annunziata , Vincenzo Ascione, e del Sindaco di Boscotrecase (NA), Pietro Carotenuto, s’è svolta un’assemblea pubblica per affrontare le problematiche relative al predetto nosocomio e, più in generale, relative a tutta l’assistenza sanitaria pubblica dell’area vesuviana, anche alla luce dell’emergenza Covid-19 che ha privato una zona così densamente popolata di un Pronto Soccorso attrezzato, efficiente e, soprattutto, facilmente raggiungibile.

    Gli interventi dei cittadini e dei rappresentati dei comitati sono stati particolarmente significativi e tutti dello stesso tenore: eliminare gli ostacoli che hanno prodotto questa compressione del diritto alla salute dei cittadini del comprensorio vesuviano.I primi cittadini presenti all’incontro hanno assicurato il proprio sostegno alle legittime richieste della popolazione, assicurando un continuo monitoraggio delle attività dell’Ospedale di Boscotrecase e dell’ ASL NA3 SUD.Proprio per fugare ogni timore in merito ad un depotenziamento della struttura di Via Lenze, i Movimenti hanno avuto un colloquio con il Direttore Sanitario dell’Ospedale, Savio Marziani, che ha voluto incontrare una folta delegazione di manifestanti, e ha spiegato il piano di investimenti economici, tecnologici e professionali previsti per il rilancio di questo nosocomio.

    Le nostre richieste, però, non si fermano solo all’Ospedale ma si allargano a tutto il comprensorio, e chiediamo all’ASL NA3 SUD e alla Regione Campania di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per assicurare ai cittadini un’assistenza sanitaria pubblica capillare ed efficace, con particolare attenzione ai bisogni delle donne.Per questo motivo insistiamo per una Conferenza di Servizi con i vertici dell’ASL NA3 SUD e con i Sindaci di tutto il comprensorio, per valutare insieme le iniziative da mettere in campo per assicurare il diritto alla salute sancito dall’art. 32 della nostra Costituzione e, soprattutto, per strappare un impegno scritto in merito alla questione.L’invito è sempre di partecipare in massa agli incontri, alle assemblee e alle manifestazioni in quanto: “SOLI NON SIAMO NIENTE, UNITI SIAMO UNA FORZA”.

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    Touch & Go, spuntano i nomi di Stefanelli e Signore

    Nell’imponente inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma, denominata “Touch & Go” e che due mesi fa ha portato a 22 arresti tra le province di Latina, Napoli, Isernia e Caserta, ipotizzando la costituzione di un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga e armi nel sud pontino, con metodi mafiosi, spuntano i nomi dell’attuale sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, e dell’avvocato minturnese Massimo Signore. I nomi dei due, che è subito opportuno sottolineare non è noto al momento se siano indagati, emerge dagli atti trasmessi dai carabinieri del Nucleo operativo di Formia alla Dda, ipotizzando, ben 12 anni fa, un loro coinvolgimento nello spaccio di sostanze stupefacenti. Al momento degli arresti gli investigatori avevano specificato che “Touch & Go” è partita nel 2015, ma al vaglio dell’Antimafia c’è ora anche materiale relativo ad indagini precedenti.Il carteggio in cui compaiono i nomi di Stefanelli e Signore è quello su un’indagine denominata Themis, tra i più antichi nomi della giustizia in Grecia. Accertamenti sullo spaccio di sostanze stupefacenti compiuti dai militari dell’Arma, che coinvolgono oltre novanta persone. Nello specifico, gli investigatori ritengono che il minturnese Giuseppe Fedele, che in “Touch & Go” è inquadrato come l’obiettivo che il gruppo legato alla camorra di Secondigliano intendeva colpire per imporsi nel controllo delle piazze di spaccio del sud pontino, tra Gaeta, Formia e Minturno, e la compagna Lidia Caiazzo, tramite il fratello di quest’ultima, Marco Caiazzo, vendessero cocaina all’avvocato Signore, che insieme a Stefanelli l’avrebbe ceduta a terzi. Nel novembre scorso la Guardia di finanza di Formia, a Castelforte, aveva arrestato il fratello del sindaco di Minturno, Giuseppe Stefanelli, e altre due persone, ritenendo che avessero lanciato dal finestrino dell’auto cocaina e crack. Tali arresti non vennero però convalidati dal gip del Tribunale di Cassino, mancando la flagranza di reato, e la difesa parlò di un “clamoroso errore giudiziario”.

    Negli atti al vaglio dell’Antimafia, i carabinieri ritengono che attorno all’11 maggio 2008, tra Minturno, Latina e Roma, Fedele, i Caiazzo, Signore e Stefanelli, “in concorso tra loro e con soggetti non identificati”, “con più condotte esecutive del medesimo disegno criminoso”, abbiano i primi tre illecitamente acquistato, detenuto e ceduto a Signore e “indirettamente” a Stefanelli, “in più circostanze e per il successivo smercio”, cocaina in quantità superiori ai 50 grammi, in cambio di un corrispettivo in denaro pari a tremila euro. Sempre per i carabinieri, Signore e Stefanelli avrebbero poi diviso tra loro quella droga “al fine di cederla successivamente a terze persone”. Alla luce di alcune intercettazioni telefoniche, i carabinieri specificano che l’avvocato “probabilmente” tratteneva una parte di quella cocaina e la restante la consegnava “a un soggetto della zona che fa l’autista a un senatore della Repubblica, che la smercia a Latina e Roma”. Tale soggetto è stato poi indicato dai carabinieri in Gerardo Stefanelli, ex autista del senatore Michele Forte, ex esponente dell’Udc di cui era leader in provincia il defunto senatore, poi sindaco con il Pd e ora esponente di Italia Viva. Questo quel che risulta agli atti dell’Antimafia di Roma.

    Opportuno però ribadire che non vi sono notizie al momento su eventuali inscrizioni di Signore e Stefanelli sul registro degli indagati, che la vicenda che fa loro riferimento è datata e che i due, fino ad eventuale sentenza definitiva contraria, devono essere considerati completamente innocenti.

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