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    Ennesima assoluzione per il boss Masone Pompeo

    Si è tenuto davanti al Giudice Monocratico del Tribunale di Benevento, Dott. Perrotta, il processo a carico di Masone Pompeo, di 57 anni, di San Giorgio del Sannio, imputato del reato di furto pluriaggravato e difeso dagli Avvocati Vittorio Fucci e Antonella Mazzone.

    In particolare, il Masone era imputato di aver rubato, nell’agosto del 2016, in maniera fraudolenta, beni esposti alla pubblica fede, consistenti in derrate alimentari, tra cui bottiglie di olio, presso il supermercato Decò di Benevento, sito alla via Napoli.
    All’esito del processo, il P.M. aveva chiesto per Masone una condanna a tre anni e 2 mesi. Il Giudice, invece, accogliendo la tesi degli avvocati Vittorio Fucci e Antonella Mazzone, ha assolto il Masone dal reato di furto pluriaggravato. LEGGI TUTTO

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    Benevento, scoperta la cricca dei fallimenti: 24 indagati

    Un associazione a delinquere transnazionale dedita a reati tributari, fallimentari e di falso che vede 24 persone indagate a vario titolo dalla Procura di Benevento.
    Da questa mattina la Guardia di Finanza dei comandi provinciali di Napoli e Benevento sta eseguendo su ordinanza del gip di Benevento misure cautelari di interdizione dall’esercizio di attività professionale e di impresa, per la durata di 12 mesi, nei confronti di 8 soggetti e il sequestro preventivo di una nota struttura alberghiera, altri 2 immobili, denaro e beni per un valore di 11 milioni di euro. LEGGI TUTTO

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    Benevento, droga in Bulgaria il boss Gennaro Morgillo: in silenzio davanti al gip

    Benevento. Stamattina si è tenuto presso il carcere di Secondigliano l’ interrogatorio di garanzia del boss Gennaro Morgillo, difeso dall’ avvocato Vittorio Fucci e Igino Nuzzo, a cui è contestato un ruolo di primo piano nell’ associaizone a delinquere finalizzato al traffico di droga, che ha portato nella mattinata dell’ altro ieri a circa 38 misure cautelari.
    Il ras si è professato innocente e si è avvalso della facoltà di non rispondere. La difesa ha ritenuto di non fare passi falsi e puntare sul Riesame e poi eventualmente alla Cassazione, avendo così il tempo di un’ approfondita e puntuale difesa, senza compromettere in questo momento, visto la voluminosità del fascicolo delle indagini, la posizione del Morgillo, che è già estremamente gravata dalle accuse. .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65 { padding:0px; margin: 0; padding-top:1em!important; padding-bottom:1em!important; width:100%; display: block; font-weight:bold; background-color:#eaeaea; border:0!important; border-left:4px solid #C0392B!important; box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -moz-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -o-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -webkit-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); text-decoration:none; } .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65:active, .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65:hover { opacity: 1; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; text-decoration:none; } .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65 { transition: background-color 250ms; webkit-transition: background-color 250ms; opacity: 0.9; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; } .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65 .ctaText { font-weight:bold; color:#E74C3C; text-decoration:none; font-size: 16px; } .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65 .postTitle { color:#000000; text-decoration: underline!important; font-size: 16px; } .u8f95fcb0f69ad849b5ac220fc8299b65:hover .postTitle { text-decoration: underline!important; } LEGGI ANCHE  Covid alle Olimpiadi: primo caso a Tokyo 2020
    Ricordiamo che dagli atti risultano anche i contatti del Morgillo con i narcos in Bulgaria per rifornire di droga le piazze locali. Sono iniziate oggi le tattiche difensive.

    Di A. Carlino LEGGI TUTTO

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    Benevento, studenti intossicati al cinema: si torna al processo di Appello

    Benevento. La Corte d’Appello di Napoli, Sez. 2, accogliendo i motivi di appello proposti dal Pubblico Ministero e dalle parti civili costituite, ha disposto la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale in relazione al procedimento penale che vede imputata la signora Faraonio Gina Pompea (difesa dagli avvocati Dario Vannetiello e Angelo Leone) nella qualità di rappresentante legale della società che gestiva i locali del cinema San Marco di Benevento.
    La Faraonio è accusata di lesioni colpose ed immissione di fumi dannosi in relazione ad una vicenda che si è verificata in data 20 gennaio 2016 quando diversi studenti di varie scuole sannite, mentre partecipavano ad un Festival organizzato nell’ambito dell’attività didattica, furono vittime di una grave intossicazione da monossido di carbonio prodotto dall’impianto di riscaldamento della caldaia del cinema.
    La Faraonio era stata assolta in primo grado dal Giudice Monocratico del Tribunale di Benevento, Dott.ssa Francesca Telaro. La Corte d’Appello di Napoli, essendo di avviso contrario rispetto al giudice sannita che aveva disposto l’assoluzione, rigettando le istanze di inammissibilità dell’appello e di non procedere alla rinnovazione dell’istruttoria avanzate dai difensori dell’imputata, ha accolto i motivi di appello del P.M. e delle parti civili, disponendo la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale ed ha rinviato all’udienza del 28/06/2022.
    Le 68 parti civili sono rappresentate dagli avvocati: Vittorio Fucci, Isidoro Taddeo, Vincenzo Regardi, Roberto Pulcino, Alessandro Della Ratta, Pietro Farina, Tonino Biscardi, Nicola Covino, Pierluigi Pugliese, Massimiliano Cornacchione, Elena Cosina, Nunzia Meccariello, Francesco Iacuzio, Maurizio Giannattasio, Lucio Giuseppe Martino, Cosimo Servodio, Angelo Montella, Teresa Napolitano, Antonella Maffei, Paolo Abbate, Fiorita Luciano, Mario Izzo, Katia Iannotti, Antonio Suppa e Giuseppe Sauchella LEGGI TUTTO

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    Benevento, false società per indennità disoccupazione: 10 condanne

    Benevento. Una serie di societa’ fittizie per intascare indennita’ di disoccupazione e crediti d’imposta reali per decine di migliaia di euro. Una truffa messa a punto da un imprenditore 54enne di Sant’Angelo a Cupolo, Cosimo Tiso, con altri professionisti.
    Beneficiari delle indennita’ 86 persone, costrette poi a versare parte dei benefici ricevui dall’Inps. Le loro posizioni ono state stralciate e saranno discusse in un altro procedimento. Oggi si e’ concluso il processo a carico di 10 persone, una delle quali assolte, il consulente del lavoro Pierluigi Bordi, di 43 anni.
    Per gli altri il tribunale di Benevento ha disposto 12 anni di carcere per Cosimo Tiso, promotore e capo di un’associazione per delinquere; 7 anni a Gabriella Musco, 6 anni a Gaetano De Franco, di Benevento; 5 anni a Maria Rosaria Canu, di Sant’Angelo a Cupolo, 4 anni e 10 mesi a Pasqualino Pastore, 4 anni e 4 mesi a Tullio Mucci, 4 anni a Sergio Antonio Fiscante, 3 anni a Maurizio Marro, tutti di Benevento. Tutti erano accusati di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, reati tributari, riciclaggio e autoriciclaggio. LEGGI TUTTO

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    Benevento, sistema per ‘pilotare’ concordato e fallimento, chiuse le indagini per i 40 indagati

    Benevento. Procedure di concordato e di fallimento ritardate per non consentire il recupero dei crediti. L’inchiesta coinvolge imprenditori, avvocati, commercialisti e riguarda diverse procedure fallimentari registrate nel tribunale di Benevento.
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    La procura di Benevento ha concluso le indagini e inviato gli avvisi a 40 persone, tra le quali spiccano i nomi degli imprenditori Biagio, Biagio Flavio, Nunzia, Vincenzo e Flavio Mataluni di Montesarchio, proprietati della Olio Dante e Antonio e Cosimo Rummo, del pastificio omonimo.
    L’inchiesta prende le mosse da un concordato bocciato nel 2015. Gli atti furono trasmessi dal giudice fallimentare alla procura e alla Guardia di finanza che indaga su una societa’ nata dalla fusione di altre due, con il legale rappresentante indagato per frode fiscale.

    Da li’ partono le verifiche e le fiamme gialle scoprono un sistema controllato per gestire i fallimenti e i concordati per la ristrutturazione dei debiti di alcune aziende. Diversi i casi finiti sotto la lente degli investigatori. La procura nel dicembre scorso ha disposto anche delle misure interdittive per l’esercizio della professione nei confronti di alcuni avvocati e commercialisti. Misure sulle quali decidera’ la corte di Cassazione il 20 aprile prossimo.
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    Benevento, chiede ‘pizzo’ come emissario clan Sparandeo: arrestato

    Benevento. Pretendeva il ‘pizzo’ mensile dal titolare di un salone di bellezza, e, per convincere il commerciante a pagare, si era presentato come un emissario del clan Sparandeo, che controlla il racket delle estorsioni e il mercato della droga a Benevento.
    Mirko Polese, 30 anni pregiudicato di Benevento, e’ stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile sannita. L’indagine e’ partita nell’estate scorsa, quando il commerciante si e’ rivolto alle forze dell’ordine.
    Da li’ i riscontri alla testimonianza della vittima e per Mirko Polese il gip del tribunale di Napoli ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso. LEGGI TUTTO

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    Benevento, la pm chiede di archiviare l’accusa di stupro, avvocato: ‘Attoniti’

    A Benevento la pm chiede di archiviare l’accusa di stupro, l’avvocato Sarno: “Non sono aduso impugnare i provvedimenti, ma in questo mi è sembrato necessario.” “A nostro giudizio viene proposto un ragionamento che lascia attoniti e perplessi. Sono convinto che in sede di opposizione i giudici che dovranno valutare questa richiesta, non potranno che addivenire […] LEGGI TUTTO

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    Appalti truccati a Benevento: la denuncia di un architetto fa scattare l’inchiesta

    Benevento. Mille euro in una cartellina ed il funzionario va dai carabinieri: ecco come è nata l’inchiesta che ha fatto scattare gli arresti domiciliari per due sindaci di cui uno il Presidente della provincia di Benevento e per altri 6 persone per 10 il divieto di contattare la pubblica amministrazione.
    Il procuratore Policastro: “Dobbiamo ringraziare i due pubblici ufficiali che hanno ritenuto di denunciare le pressioni subite e hanno rifiutato l’offerta economica ricevuta, pensando di recarsi, uno, dai Carabinieri, e l’altro in Procura per rendere delle dichiarazioni. Possiamo solo ringraziarli per aver onorato il loro mandato”
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    Grazie al rifiuto del funzionario i carabinieri sono riusciti a ricostruire il giro di ‘mazzette’ relative ad appalti delle Province di Benevento e Caserta, mettendo ai domiciliari due sindaci (tra cui in presidente della Provincia sannita Antonio Di Maria) ed altre 6 persone (tra cui un 65enne di Casal di Principe, R.P.), mentre per altri 10 indagati è scattato il divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione.

    Il ‘no’ del funzionario ha permesso di individuare politici e tecnici al soldo degli imprenditori è quello di un funzionario che ha denunciato di essere stato vittima di corruzione: all’interno di una cartellina ritrovò 1000 euro. Ma non è stato solo. Anche un altro dipendente della Provincia di Benevento ha denunciato le pressioni subite.
    “Dobbiamo ringraziare i due pubblici ufficiali che hanno ritenuto di denunciare le pressioni subite e hanno rifiutato l’offerta economica ricevuta, pensando di recarsi, uno, dai Carabinieri, e l’altro in Procura per rendere delle dichiarazioni. Possiamo solo ringraziarli per aver onorato il loro mandato” ha dichiarato il procuratore Policastro.
    L’indagine, che è durata due anni, ha riguardato appalti nella provincia di Benevento e uno a Caserta. “Abbiamo acquisito, nel tempo, elementi di un’attività che non può essere definita isolata, anzi era sistematica, con parte politica e tecnica insieme” ha aggiunto il procuratore.
    “Dalle intercettazioni, abbiamo notato che, per lungo periodo la parte tecnica l’ha fatta da padrona per le gare d’appalto ma la parte politica stava reclamando la sua parte. Insomma, abbiamo fotografato un momento di tensione tra i due gruppi che si contendevano il controllo. E proprio questo indica che l’esistenza dell’attività di turbativa non era occasionale, ma c’era una preordinata e sistematica violazione e deviazione della correttezza nell’affidamento degli appalti. Attività che hanno toccato la libera concorrenza del mercato”.
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    Nella mattinata odierna, all’esito di intensa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, militari del Comando Provinciale CC di Benevento stanno dando esecuzione a diciotto ordinanze applicative di misure cautelari personali -di cui 8 agli arresti domiciliari e 10 misure interdittive del divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione- emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di vari soggetti, pubblici ufficiali in servizio presso la Provincia di Benevento, imprenditori e professionisti.
    Sono stati ritenuti gravemente indiziati -a vario titolo e in concorso tra loro- dei delitti di corruzione aggravata, turbata libertà degli incanti, rivelazione di segreti d’ufficio ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti in relazione ad 11 procedure pubbliche di appalto indette e/o gestite dalla Provincia di Benevento, Provincia di Caserta e Comune di Buonalbergo (BN), nonché dei reati di tentativo di induzione indebita a dare o a promettere altre utilità, tentativo di concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso ideologico.
    E’ in corso altresì il sequestro preventivo, anche per equivalente, di somme di denaro pari a complessivi 49.500,00 mila euro, costituenti il prezzo dei reati di corruzione finora accertati e di cui si ritiene siano già stati acquisiti elementi in relazione alla loro effettiva consegna.
    LE MISURE
    Arresti domiciliariAntonio Di Maria, 50 anni, di Santa Croce del Sannio, presidente della Provincia, Michelantonio Panarese, 53 anni, sindaco di Buonalbergo, Angelo Carmine Giordano, 61 anni, di Solopaca, Mario Del Mese, 43 anni, di Salerno, Giuseppe Della Pietra, 62 anni, di Nola, Raffaele Pezzella, 65 anni, di Casal di Principe, e Antonello Scocca, 57 anni, di Benevento
    Divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazionePietro Antonio Barone, 47 anni, di Circello, Carlo Camilleri, 72 anni, di Benevento, Nicola Camilleri, 39 anni, di Benevento, Gaetano Ciccarelli, 64 anni, di Napoli, Franco Coluccio, 72 anni, di Buonalbergo, Antonio Fiengo, 44 anni, di Ercolano, Antonino Iannotti, 40 anni, di San Lorenzo Maggiore, Sabino Petrella, 55 anni, di Sant’Angelo a Cupolo, Gianvincenzo Petriella, 48 anni, di Circello, e Antonio Sateriale, 51 anni, di San Giorgio del Sannio. LEGGI TUTTO

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    Benevento, abusò di una disabile in ospedale: condannato operatore sanitario

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    Benevento. Condannato a sei anni di reclusione per aver violentato una paziente disabile e sordomuta. Per un operatore sanitario in servizio nel 2016 nell’ospedale Fatebenefratelli di Benevento, il pm Flavia Felaco aveva chiesto una pena piu’ severa, 7 anni di carcere, ma il tribunale ha mitigato la condanna.
    Umberto Ghiaccio, 46 anni di Benevento, il 27 giugno 2016 accompagno’ la giovane disabile in una stanza riservata a visite specialistiche, ma una volta soli nella stanza l’avrebbe immobilizzata e svestita e avrebbe abusato di lei. La ricostruzione portata in aula dal pm sulla scorta delle indagini svolte dagli agenti della squadra mobile della questura di Benevento, e’ avvenuta anche attraverso una consulenza di uno psicologo e di un interprete della lingua dei segni, che hanno raccolto la testimonianza della ragazza, alla quale sono stati poi trovati i riscontri necessari per arrivare alla condanna di oggi. .ub0c4fd6ce01e1c3c2d7add09050328e1 { padding:0px; margin: 0; padding-top:1em!important; padding-bottom:1em!important; width:100%; display: block; font-weight:bold; background-color:#FFFFFF; border:0!important; border-left:4px solid #000000!important; box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -moz-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -o-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); -webkit-box-shadow: 0 1px 2px rgba(0, 0, 0, 0.17); text-decoration:none; } .ub0c4fd6ce01e1c3c2d7add09050328e1:active, .ub0c4fd6ce01e1c3c2d7add09050328e1:hover { opacity: 1; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; text-decoration:none; } .ub0c4fd6ce01e1c3c2d7add09050328e1 { transition: background-color 250ms; webkit-transition: background-color 250ms; opacity: 0.9; transition: opacity 250ms; webkit-transition: opacity 250ms; } .ub0c4fd6ce01e1c3c2d7add09050328e1 .ctaText { font-weight:bold; color:#C0392B; text-decoration:none; font-size: 16px; } .ub0c4fd6ce01e1c3c2d7add09050328e1 .postTitle { color:#000000; text-decoration: underline!important; font-size: 16px; } .ub0c4fd6ce01e1c3c2d7add09050328e1:hover .postTitle { text-decoration: underline!important; } LEGGI ANCHE  Salernitana, Ribery ad un passo: c’è l’offerta
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    Ghiaccio si e’ sempre professato innocente e di aver soltanto accompagnato la giovane nella sala delle visite e di aver lasciato il suo numero alla ragazza e a sua madre soltanto per presentarsi come assistente in caso di necessita’. La violenza sarebbe stata soltanto un’invenzione della giovane disabile. Ma la versione dell’imputato non ha convinto i giudici. LEGGI TUTTO