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    Torre Annunziata, controlli dei Noe nell’ex Aprea Mare: 7 indagati

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    Controlli dei Carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale, coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, per contrastare il fenomeno delle violazioni in materia ambientale presso i principali impianti produttivi e di trattamento di rifiuti in provincia di Napoli.

    Dopo circa un mese dai primi sequestri, i Carabinieri del Noe di Napoli, supportati dai militari del Gruppo di Torre Annunziata, hanno concluso le attività di verifica degli opifici industriali operanti nell’ambito del polo nautico “ex area Aprea Mare”, ubicato nel Comune di Torre Annunziata e gestito dalla società “Condominio Marina di Torre Annunziata”, al cui interno insistono aziende operanti nel settore dell’alaggio, rimessaggio e manutenzione natanti. In sede di primo controllo i militari del reparto Speciale dell’Arma, dopo aver accertato che l’impianto di depurazione per le acque nere, di dilavamento e meteoriche a servizio dell’intero polo nautico presentava gravi malfunzionamenti che ne avevano compromesso il funzionamento, tanto che i rifiuti liquidi, accumulati all’interno di una vasca di accumulo, tramite un sistema di bypass e pompe sommerse venivano sversati direttamente sul nudo terreno, sottoponevano a sequestro sia l’impianto di depurazione che il by pass.

    Nei giorni successivi i Carabinieri del NOE hanno dato inizio ad una serie di controlli a tappeto su tutti gli opifici presenti all’interno del polo nautico, allo scopo di verificare la regolarità e il rispetto della normativa ambientale a tutela delle matrici suolo, acqua e aria.Al termine dell’attività ispettiva i militari dell’Arma hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata:

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    – nr. 1 persona per scarico di acque reflue sul suolo in assenza di autorizzazione;

    – nr. 2 persone per gestione illecita di rifiuti, con contestuale sequestro di nr. 2 aree ove erano illecitamente stoccati rifiuti speciali pericolosi e non;
    – nr. 4 persone per emissioni in atmosfera non autorizzate.Alcuni opifici, allo scopo di sottrarsi ai controlli, avevano sospeso temporaneamente la propria attività; ciò nonostante i responsabili sono stati rintracciati e denunciati all’A.G. per le mancanze poi contestate dagli investigatori al termine dei controlli.

    Su delega della Procura torrese sono in corso le verifiche necessarie finalizzate ad accertare il livello di contaminazione del suolo ove venivano scaricati i rifiuti liquidi e a classificare i rifiuti abbandonati per il successivo corretto smaltimento, a spese degli indagati. LEGGI TUTTO

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    Crollo e morti a Torre Annunziata, il pm chiede fino a 14 anni per i principali imputati

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    Torre Annunziata. Gravi negligenze provocarono il crollo della palazzina di Rampe Nunziante nel quale morirono otto persone: a sostenerlo la pubblica accusa nel processo che si sta celebrando al Tribunale di Torre Annunziata.
    Si è conclusa con una richiesta di pene fino a 14 anni per gli imputati più gravati la requisitoria del pm Andreana Ambrosino per la tragedia del luglio di quattro anni fa. Secondo l’accusa nel corso del processo sarebbero emerse negligenze e omissioni tali da richiedere la condanna per i principali imputati accusati di omicidio colposo plurimo. A processo ci sono sedici persone, alcune delle quali accusate dei soli reati di falso e abuso edilizio. Il pm in particolare ha invocato la condanna in primo grado a 14 anni per l’architetto Massimiliano Bonzani, considerato il direttore dei lavori non autorizzati avvenuti nell’appartamento dove poi si sarebbe verificato il cedimento che provoco’ il collassamento dell’immobile. Chiesti 13 anni per l’altro architetto e direttore dei lavori Aniello Manzo; undici e mezzo per il proprietario dell’appartamento, Gerardo Velotto e per Pasquale Cosenza (operaio). Richiesta di condanna complessiva a nove anni e 8 mesi per gli avvocati Roberto Cuomo e Massimiliano Lafranco, il primo amministratore di condominio dello stabile di via Rampe Nunziante dove persero la vita gli otto residenti (tra i quali due bambini), il secondo considerato di fatto ancora proprietario dell’abitazione dove si stavano realizzando gli interventi. Per gli altri imputati le richieste del pm vanno da un anno e 4 mesi ad un anno di reclusione, tranne che per due imputati per i quali e’ stata avanzata la richiesta di assoluzione. Dopo la discussione delle parti civili, la settimana prossima invece ci sarà quella dei difensori degli imputati. LEGGI TUTTO

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    Ha confessato il pregiudicato di Torre Annunziata che ha ucciso la ex: più di 20 coltellate

    Avrebbe ammesso le proprie responsabilita’ Salvatore Carfora, fermato questa mattina ad Otranto per l’omicidio di Sonia Di Maggio, la sua ex fidanzata.

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    Il 39enne e’ uscito poco dopo mezzogiorno dalla sede del commissariato di Otranto in una volante seduto accanto a dei poliziotti. Da quanto si apprende si starebbero recando sul luogo dove l’uomo avrebbe detto di essersi disfatto dell’arma del delitto. Poco dopo la sua uscita, nel commissariato sono entrati i genitori di Sonia, arrivati questa mattina in Salento da Rimini.
    Salvatore Carfora, fermato questa mattina ad Otranto per l’omicidio di Sonia Di Maggio, la sua ex fidanzata, “non ha fornito una confessione piena, piuttosto una confessione implicita perche’ se uno ti porta a recuperare l’arma del delitto e’ come se avesse confessato”. Lo ha detto il questore di Lecce Andrea Valentino, che e’ nel commissariato di Otranto dove si trova ancora il presunto omicida in attesa di essere portato in carcere. “Non ha nemmeno dato – ha aggiunto – una spiegazione chiara di quello che ha fatto. La dinamica ci fa propendere per l’idea che fosse lei l’obiettivo, anche per il numero delle coltellate che sono state tutte rivolte nei confronti della donna”.

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    Il questore ha anche precisato che Carfora “appare poco lucido”, anche perche’ e’ “un personaggio che gia’ di per se’ e’ poco lucido e dopo una situazione del genere, ovviamente lo e’ ancora di piu’”. L’uomo ha detto di volere aiutare gli investigatori a recuperare l’arma usata , ma – ha precisato il questore – “un po’ perche’ poco lucido, un po’ perche’ la zona e’ una zona di campagna, non e’ riuscito piu’ a trovare il posto”. Carfora e’ un senza fissa dimora e negli ultimi tempi dormiva in un dormitorio pubblico presso la stazione di Napoli.

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    “Stavamo andando al supermercato io e lei da soli, poi e’ sbucato lui, l’ha presa dal collo e ha cominciato ad accoltellarla, e ha continuato dandole piu’ di una ventina di coltellate. Lei ha cercato di liberarsi e io nel frattempo stavo cercando aiuto e non c’era nessuno, poi mi sono messo ad urlare ed e’ arrivato qualcuno. Ma lui era gia’ scappato e lei stava a terra”. E’ il racconto agghiacciante fatto in diretta Tv a Mattino Norba da Francesco Damiano, 29 anni carpentiere, il fidanzato di Sonia Di Maggio, la 29enne uccisa a coltellate ieri sera a Minervino di Lecce, che era con lei al momento dell’omicidio. Francesco Damiano racconta di avere riconosciuto ieri sera l’omicida, perche’ l’aveva visto piu’ volte sui social. Non gli risulta che avesse minacciato Sonia, “ma – racconta – non accettava che lei lo avesse lasciato, le mandava messaggi”.

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    Francesco racconta ancora di avere conosciuto Sonia tramite social, una anno fa, e di avere avviato una relazione con lei da circa un mese. Ha confermato la circostanza riportata da alcuni giornali secondo cui l’omicida voleva inizialmente uccidere lui e si sarebbe poi accanito su Sonia quando questa ha cercato di difenderlo. “Ha fatto quello che voleva fare – conclude – e se ne e’ andato”. LEGGI TUTTO

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    Arrestato il pregiudicato di Torre Annunziata che ieri sera ha ucciso la ex in provincia di Lecce

    E’ stato arrestato questa mattina Salvatore Carfora il pregiudicato 39enne di Torre Annunziata presunto responsabile dell’omicidio di Sonia Di Maggio.

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    La 29enne, originaria di Rimini, era stata uccisa a coltellate ieri sera a Minervino di Lecce mentre era in compagnia del suo fidanzato. L’assassino sarebbe stato fermato dagli agenti del commissariato di Otranto, mentre a piedi cercava di raggiungere un mezzo con il quale allontanarsi dal Salento.
    Ricercato da ieri sera dopo un’aggressione mortale in strada nel Salento, l’uomo e’ stato fermato non molto lontano dalla via in cui la ragazza, sua ex compagna, ieri sera e’ stata accoltellata a morte dopo una lite. Carfora, gia’ noto alle forze dell’ordine, era uscito dall’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa lo scorso 19 giugno. La polizia e’ risalita a lui sin da subito grazie alle testimonianze raccolte sul luogo dell’assassinio. Al momento l’uomo si trova in commissariato, sotto interrogatorio .

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    Salvatore Carfora, già noto alle forze dell’ordine per alcuni precedenti. Aveva ancora gli indumenti e lo zainetto che indossava al momento del delitto quando e’ stato fermato dagli agenti del commissariato di Otranto nei pressi della stazione ferroviaria. L’arma del delitto non e’ stata ancora trovata. A quanto si apprende da fonti investigative, era da poco uscito dal carcere dove era finito per aver ferito a coltellate un parcheggiatore abusivo durante una lite. LEGGI TUTTO

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    Il boss Raffaele Sperandeo trova le manette nella calza della befana

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    Il boss Raffaele Sperandeo trova le manette nella calza della befana.
    La scorsa notte i carabinieri lo hanno atteso sotto casa per la chiusura delle feste per l’Epifania e l’hanno catturato. Raffaele Sperandeo, 43 anni, cognato del boss poeta Aldo Gionta, deve scontare un residuo di pena di quattro anni di reclusione. Gli inquirenti lo ritengono uno dei capi del clan Gionta.Lo scorso settembre la Corte di Cassazione aveva confermato la condanna a 14 anni di carcere. Nel frattempo, però, Sperandeo che aveva ottenuto la scarcerazione per decorrenza dei termini di detenzione ed era tornato libero, si era dato alla latitanza. Ma l’altra notte non ha resistito al ritorno a casa per il giorno della Befana sperando in un allentamento dei controlli. I carabinieri però erano proprio sotto la sua abitazione e lo hanno catturato. LEGGI TUTTO

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    Scovato a casa della compagna, il capo del clan del Quarto Sistema di Torre Annunziata

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Scovato a casa della compagna, il capo del clan del Quarto Sistema di Torre Annunziata

    Cronaca Nera

    Pasquale Cherillo era latitante da 4 mesi. Preso al rione Penniniello

    Pubblicato
    8 ore fa circa (14:14)
    il
    18 Dicembre 2020

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    Scovato a casa della compagna, il capo del clan del Quarto Sistema di Torre Annunziata

    In data odierna, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli DDA, nei confronti di Cherillo Pasquale, 36enne latitante originario di Torre Annunziata, gravemente indiziato di associazione per delinquere, estorsione e detenzione illegale di materiale esplodente, poiché facente parte della neo costituita associazione per delinquere denominata “Quarto Sistema”, nata in contrapposizione alle storiche consorterie camorristiche già esistenti ed operanti nel territorio di Torre Annunziata.
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    Cherillo Pasquale si era sottratto alla cattura lo scorso 25 settembre allorquando si diede esecuzione al provvedimento cautelare che fermò sul nascere il clan Quarto Sistema, facendo perdere le proprie tracce.
    Il latitante è stato individuato e localizzato, all’esito di specifica attività investigativa di tipo tecnico, presso l’abitazione della propria compagna – situata a breve distanza dal quartiere Penniniello, base operativa del clan – ove è stato raggiunto e tratto in arresto dai militari operanti.L’ arrestato è stato rinchiuso presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale.

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    Caserta e Provincia
    Sparano contro azienda per riscuotere credito di 3500 euro: due fermi nel Casertano
    Due uomini di 34 e 36 anni sono stati fermati dai carabinieri su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere

    Pubblicato
    27 minuti fa
    il
    18 Dicembre 2020

    foto polizia di stato

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    Due uomini di 34 e 36 anni sono stati fermati dai carabinieri su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere, perché ritenuti responsabili di un attentato intimidatorio, a colpi d’arma da fuoco, nei confronti di un’officina per autoveicoli di Sant’Angelo in Formis, frazione di Capua.
    L’episodio si è verificato il 2 dicembre scorso; i carabinieri di Capua, intervenuti sul posto, trovarono quattro bossoli nei pressi dell’ingresso dell’officina e dietro uno scaffale all’interno. Sono così partite le indagini, che hanno permesso di identificare in poco tempo, tramite anche la immagini della videsorveglianza dell’attività, i due responsabili.

    E’ emerso che da oltre un mese i due uomini minacciavano il titolare dell’attività chiedendogli continuamente del danaro; tutto era nato da un contenzioso per alcuni lavori fatti da uno dei due arrestati, il 36enne incensurato, alla vittima, e da cui era residuato un debito di euro 3500. Dopo l’attentato, hanno accertato i carabinieri, il piccolo imprenditore ha anche pagato la somma, ma il 36enne con il complice pluripregiudicato e da poco uscito di carcere dopo quasi vent’anni, hanno preteso altri soldi, fino a 10mila euro. E’ così scattato il fermo.

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    Torre Annunziata, sequestrati 2 immobili del clan Gionta a Palazzo Fienga

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Torre Annunziata, sequestrati 2 immobili del clan Gionta a Palazzo Fienga

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    17 ore fa circa (17:04)
    il
    16 Dicembre 2020

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    Questa mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata hanno sequestrato due immobili a Palazzo Fienga, storica roccaforte del clan Gionta
    Nella mattinata odierna i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata, in esecuzione di un decreto di Sequestro Preventivo emesso in via d’urgenza da questa Procura della Repubblica, hanno proceduto al sequestro di due immobili facenti parte integrante del complesso edilizio denominato “Palazzo Fienga”, storica roccaforte del Clan Gionta, operante in Torre Annunziata, già oggetto di confisca.
    Le due unità immobiliari oggetto del sequestro erano state di recente restituite ai privati proprietari delle stesse a seguito della revoca, da parte del giudice dell’esecuzione, della confisca irrevocabile delle medesime intervenuta in data 14.10.2016 a seguito del sequestro preventivo dell’intero palazzo Fienga disposto dalla Direzione Distrettuale di Napoli nel 2015 nell’ambito delle indagini sul Clan Gionta.
    Il sequestro odierno, disposto per il reato di cui all’art. 677, comma 3, c.p., si è reso necessario per garantire la pubblica e privata incolumità, inibendo la praticabilità dei luoghi da parte degli stessi proprietari e di terzi, stante la perdurante ed attuale condizione di pericolo sia per gli eventuali occupanti sia per il transito pedonale, avuto riguardo alla fatiscenza dell’intero complesso immobiliare di palazzo Fienga, le cui condizioni statiche risultano gravemente compromesse, come acclarato da una pluralità di accertamenti tecnici da parte degli organi competenti, dai quali è emerso che lo stesso è incompatibile con il soggiorno di esseri umani.
    Leggi anche: https://www.cronachedellacampania.it/2020/12/rubavano-auto-e-poi-facevano-il-cavallo-di-ritorno-arrestati-in-8/
    Palazzo Fienga, già gravemente danneggiato dal terremoto del 1980, è stato oggetto, negli anni, sino al 2014, di una pluralità di ordinanze comunali che disponevano lo sgombero dei suoi occupanti ed intimavano ai proprietari l’effettuazione di lavori urgenti di ristrutturazione per eliminare il pericolo, alle quali non è mai stata data ottemperanza.
    Il decreto di sequestro è stato notificato al Sindaco del Comune di Torre Annunziata nonché ai proprietari delle unità immobiliari, i quali erano già stati diffidati dal Comune dal praticare i luoghi, e verrà trascritto nei registri immobiliari.

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    Cronaca
    San Giuseppe Vesuviano, discarica abusiva in un fondo agricolo: scatta il sequestro

    Pubblicato
    23 minuti fa
    il
    17 Dicembre 2020

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    San Giuseppe Vesuviano. I carabinieri sequestrano una discarica abusiva in un fondo agricolo.

    I carabinieri della Stazione di San Giuseppe Vesuviano, nell’ambito dei controlli rivolti al contrasto del fenomeno “terra dei fuochi”, hanno individuato e sequestrato una discarica abusiva, realizzata su un fondo agricolo di circa 600 metri quadrati, situata al margine sudorientale dell’abitato. Nell’area di proprietà di un 52enne erano stati accumulati rifiuti speciali costituiti da materiale ferroso, pneumatici, bombole di gas esauste, bidoni di vernici e vecchi elettrodomestici. I rifiuti erano esposti alle intemperie e collocati sul terreno senza alcuna protezione, mettendo in pericolo l’ambiente. La discarica, protetta alla vista dall’esterno da un muro perimetrale, è stata sottoposta a sequestro ed il proprietario del fondo è stato denunciato.

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    Cronaca
    Casandrino, lavoratori ‘in nero’ in una fabbrica tessile: multe e sospensione dell’attività

    Pubblicato
    31 minuti fa
    il
    17 Dicembre 2020

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    Casandrino. Lavoratori in nero in una fabbrica tessile: i carabinieri sospendono l’attività.
    I carabinieri della stazione di Grumo Nevano insieme a quelli del Gruppo Tutela Lavoro di Napoli –  nell’ambito dei servizi mirati al rispetto delle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e di contrasto al lavoro sommerso disposti dal Comando Provinciale di Napoli –  hanno ispezionato un opificio tessile di via Di Donato, nel comune di Casandrino.I militari hanno trovato 13 lavoratori impegnati, di cui 8 irregolari, stranieri ed italiani, e hanno rilevato la violazione delle norme previste dalle leggi sulla sicurezza sul lavoro e dalle norme anti-contagio.La titolare, una 32enne di origini bengalesi,  è stata sanzionata con multe penali ed amministrative che superano i 60mila euro. L’attività è stata temporaneamente sospesa.

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    Controlli a Boscoreale e Torre Annunziata: chiusi due bar per le norme anti-Covid

    Cronache » Cronaca » Controlli a Boscoreale e Torre Annunziata: chiusi due bar per le norme anti-Covid

    Boscoreale e Boscotrecase

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    Pubblicato
    4 secondi fa circa (10:09)
    il
    11 Dicembre 2020

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    Boscoreale. Controlli anti droga e anti-Covid nel Piano Napoli di Boscoreale e nel rione Penniniello di Torre Annunziata: chiusi due bar per le violazioni delle ordinanze anti-contagio  e denunciato un uomo per furto di energia.
    I Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno svolto un servizio coordinato di controllo del territorio a largo raggio, coadiuvati dai militari del 10° Reggimento “Campania” e del Nucleo Cinofili di Sarno. Le attività hanno riguardato in via prioritaria i rioni di edilizia popolare “Penniniello” di Torre Annunziata e “Piano Napoli” di Boscoreale, dove sono state effettuate diverse perquisizioni e posti di controllo.
    Un 51enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato per furto di energia elettrica. L’uomo aveva manomesso il contatore attestato presso la propria abitazione privata, sottraendo abusivamente i consumi dalla rete pubblica.In Piazza Risorgimento ed in via Via Vittorio Veneto, a Torre Annunziata i militari hanno individuato diversi avventori agli ingressi ed all’interno di due bar, intenti a consumare sul posto alimenti e bevande, in assenza dei dispositivi di protezione ed in violazione delle ordinanze anti-contagio. Per i due esercizi è scattata la sospensione amministrativa delle attività per giorni 5, mentre tutti i clienti sono stati contravvenzionati.All’esito del servizio, sono state 66 le persone controllate e 29 i veicoli sottoposti a verifica, cinque le sanzioni al codice della strada elevate.

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    Falsi certificati Covid per viaggi all’estero: sequestri in un’agenzia di viaggi e in un laboratorio di analisi di Napoli

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    Boscoreale e Boscotrecase

    Pubblicato
    3 giorni fa
    il
    8 Dicembre 2020

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    Un Maradona alto più di tre metri, con un’espressione inedita, pieno di capelli e con lo scudetto sul petto. È stato realizzato dal boschese Raffaele Cirillo, classe 1976 e artista di professione.
    L’opera è stata messa in piedi in Piazza Sant’Anna a Boscotrecase, e per completarla, anche con vento e pioggia, ci sono voluti più di dieci giorni.
    L’iniziativa è partita in modo spontaneo, due chiacchiere tra amici che, colpiti dalla scomparsa di Maradona, hanno sentito il bisogno di omaggiarlo, portando un pezzo di storia nel loro paese. La fase organizzativa è stata gestita da pochi ragazzi, ma l’amore verso il campione argentino si è fortemente manifestato nella partecipazione generale di gran parte della popolazione. In tanti, non solo tifosi del Napoli, hanno deciso di prendere parte, anche solo con un saluto, alla realizzazione dell’opera.

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    “La grandezza di Diego mette d’accordo tutti. – spiegano gli organizzatori – Maradona è, per chi l’ha vissuto e per chi non c’era, uno scudo dietro il quale difendersi ed una spada con la quale attaccare. L’ultimo portatore di speranza, di allegria e spensieratezza per un popolo troppo spesso martoriato.Era dalla parte degli ultimi e li ha fatti diventare primi, un condottiero, un eroe, un vanto,una medaglia da apporre alla divisa… proprio come uno scudetto, magari due”.
    L’iniziativa tende a valorizzare, sotto il punto estetico e attrattivo, un territorio troppo spesso dimenticato, con la speranza che sia soltanto l’inizio di un percorso di riqualificazione per tutto il paese.

    Boscoreale e Boscotrecase

    Pubblicato
    4 giorni fa
    il
    7 Dicembre 2020

    foto di repertorio

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    Boscotrecase, chiedeva soldi e merce ogni giorno a un commerciante: arrestato.
    In data odiema i Carabinieri della Stazione di Boscoreale in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica, hanno proceduto all’arresto di un uomo, gravemente indiziato dei reati di estorsione continuata ed atti persecutori ai danni dei gestori di un esercizio commerciale sito in Boscotrecase.
    Secondo quanto emerso dalle indagini, espletate dai Carabinieri e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, le condotte delittuose sono avvenute in più riprese, nei mesi di settembre ed ottobre dell’anno corrente, sostanziandosi in minacce e pressioni esercitate sulle vittime affinché consegnassero al reo somme di denaro contante e prodotti senza corresponsione del prezzo. Le richieste estorsive, pressoché quotidiane, avevano di fatto ingenerato uno stato di ansia e di paura costante nelle vittime. Dopo le formalità di rito, l’arrestato verrà associato alla Casa Circondariale di Napoli-Poggioreale.

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    Controlli nel Piano Napoli di Via Settetermini a Boscoreale: denunce e multe per le misure anti Covid19

    Cronache » Cronaca » Controlli nel Piano Napoli di Via Settetermini a Boscoreale: denunce e multe per le misure anti Covid19 Pubblicità’ Foto di repertorio <![CDATA[]]> Pubblicità’ Boscoreale. Alto impatto nel piano Napoli di Boscoreale: denunce e multe per la violazione delle norme anti-Covid 19. Ieri mattina gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata e […] LEGGI TUTTO

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    Droga, furti e misure anti-contagio: controlli e multe a Torre Annunziata, Striano e Boscoreale

    Cronache » Cronaca » Droga, furti e misure anti-contagio: controlli e multe a Torre Annunziata, Striano e Boscoreale

    Area Vesuviana

    Pubblicato
    5 giorni fa circa (10:58)
    il
    18 Novembre 2020

    Servizi di controllo del territorio in tutta l’area vesuviana da parte dei carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata: numerose denunce e la chiusura di un bar per non aver rispettato le misure anti-contagio.
    A Torre Annunziata, i carabinieri della Compagnia hanno svolto un servizio coordinato di controllo del territorio a largo raggio, focalizzato sulla repressione dei reati in genere e sulla verifica del rispetto delle normative nazionali e locali anti-contagio. Particolare attenzione è stata rivolta alla verifica del rispetto delle norme anti-contagio. A Torre Annunziata è stata disposta la sospensione temporanea di un bar in via Gino Alfani, ove alcuni avventori sono stati sorpresi mentre consumavano bevande e cibi all’interno.Ulteriori 24 sanzioni sono state irrogate nei confronti di altrettante persone, tutte controllate nel centro oplontino in difetto delle note regole in vigore nella “zona rossa”: assenza di mascherine indossate, consumazione di cibi e bevande nei pressi di esercizi di ristorazione, divieto di circolazione tra comuni diversi in assenza di comprovati motivi.

    A Striano i militari della locale Stazione hanno denunciato un 20enne, trovato in possesso di alcune dosi di stupefacente. All’esito della perquisizione presso l’abitazione, sono stati rinvenute ulteriori confezioni di droga, per complessivi 42 grammi di marijuana e 2 di hashish.
    A Boscoreale, i militari della Sezione Radiomobile hanno controllato un 42enne, che in atteggiamento sospetto si aggirava a bordo della propria auto in un quartiere residenziale. È scattata la perquisizione sul posto che ha permesso di rinvenire e sequestrare attrezzi da scasso: una cesoia, un piccone ed una tronchese. L’uomo è stato denunciato.Gli stessi militari, durante un controllo stradale, hanno segnalato quali assuntori di stupefacenti un 27enne e un 48enne, sorpresi con dosi di cocaina per uso personale.Nel corso del servizio sono state inoltre irrogate 13 sanzioni per violazioni al codice della strada, sequestrata 1 autovettura e ritirate 2 patenti di guida. I controlli continueranno nei prossimi giorni.

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    Perquisizioni a Caivano: pusher blinda il suo covo ma viene scoperto e arrestato

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    Controlli dei carabinieri nel centro storico di Napoli: denunce, perquisizioni e multe per le misure anti-covid

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    Area Vesuviana

    Pubblicato
    3 giorni fa
    il
    20 Novembre 2020

    Napoli, incidente sulla Circumvallazione esterna: 29enne muore carbonizzato in auto.

    Un 29enne è morto carbonizzato all’interno della propria auto a seguito di un incidente avvenuto sulla Circumvallazione esterna di Napoli, all’altezza del comune di Volla. L’incidente è avvenuto stamattina intorno alle 6.40 al km 28+700: un’auto guidata da un 29enne di Casalnuovo ha tamponato un furgone che trasportava frutta e verdura.
    Secondo una prima ricostruzione della dinamica dell’incidente, l’auto sarebbe rimasta incastrata dietro al furgone che nel frattempo ha preso fuoco. Il 29enne non è riuscito a uscire in tempo dall’auto che a sua volta ha preso fuoco. L’autista del furgone, un 55enne, ha riportato lesioni lievi ed è stato trasportato al pronto soccorso della clinica Villa Betania. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Volla e i Vigili del fuoco.

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    Latitante del clan Quarto Sistema passeggiava per le strade di Boscoreale

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Latitante del clan Quarto Sistema passeggiava per le strade di Boscoreale

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    4 ore fa
    in
    6 Novembre 2020

    Arrestato a Torre Annunziata latitante del clan  Quarto Sistema. Passeggiava tranquillamente per le strade di Boscoreale.

    Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Vincenzo Somma, 31enne torrese.
    L’uomo era sfuggito alla cattura lo scorso 25 settembre quando furono arrestate 12 persone gravemente indiziate di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento, porto e detenzione di materiale esplodente, questi ultimi aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di affermare la supremazia del clan “Quarto Sistema” operante a Torre Annunziata.Il 31enne è stato rintracciato in via Bellini a Boscoreale mentre stava passeggiando in direzione del centro cittadino.

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    Cronaca

    Pubblicato
    5 ore fa
    in
    6 Novembre 2020

    Napoli. Denunciato un parcheggiatore abusivo a Porta Nolana.
    Ieri mattina gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato in piazza Nolana una persona che stava svolgendo l’attività di parcheggiatore abusivo e che, alla loro vista, ha tentato di nascondersi per eludere il controllo.
    I poliziotti hanno raggiunto e bloccato l’uomo, M.L., 47enne napoletano con precedenti di polizia, e lo hanno denunciato poiché sorpreso nuovamente a svolgere l’attività notificandogli, contestualmente, un ordine di allontanamento.

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    Recuperate 20 tonnellate di alluminio provento di rapina in un camion: arrestate 2 persone

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Recuperate 20 tonnellate di alluminio provento di rapina in un camion: arrestate 2 persone

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    11 ore fa
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    31 Ottobre 2020

    I carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di torre annunziata hanno arrestato per ricettazione un 49enne del posto e un 23enne di San Marzano sul Sarno già noti alle forze dell’ordine.

    Sono stati sorpresi mentre trasportavano un carico da 20 tonnellate di bobine di alluminio per uso industriale, provento di una rapina consumata pochi giorni fa nella provincia di caserta: il legittimo trasportatore era stato fermato e costretto, sotto minaccia, a cedere la merce. I due uomini, verosimilmente alla ricerca di potenziali acquirenti, sono stati controllati non appena giunti nel comune di San Marzano sul Sarno. Colti in flagranza per il possesso della refurtiva sono stati arrestati per ricettazione aggravata, mentre sono al vaglio eventuali connessioni con la precedente rapina.
    Il materiale trafugato, del valore di oltre 90mila euro è stato recuperato e riconsegnato al legittimo proprietario. Era destinato alle industrie del nord Italia.I due sono ora agli arresti domiciliari in attesa di giudizio; sotto sequestro il mezzo utilizzato per il trasporto.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    9 ore fa
    in
    31 Ottobre 2020

    Coltellate in strada a Battipaglia per motivi passionali: arrestato 27enne.

    Gli Agenti della Polizia di Stato hanno arrestato un giovane battipagliese per tentato omicidio. In particolare, nella tarda serata di ieri gli Agenti del Commissariato P.S. di Battipaglia sono intervenuti in città per una lite in strada tra una giovane coppia, in via Pergolesi. Nell’accaduto, l’uomo è stato soccorso dal 118 e trasportato presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Battipaglia dove i medici gli hanno curato le ferite da arma da taglio, con gravi lesioni alla coscia ed allo sterno.
    Gli Agenti delle Volanti del Commissariato, dopo rapidi accertamenti, hanno identificato il responsabile del reato, C.V, battipagliese del 1993, che, per cause ancora in fase di completa ricostruzione, ma verosimilmente legate a motivi passionali, in riferimento ad una donna contesa tra i due, ha compiuto l’insano gesto.L’autore dell’accoltellamento è stato dichiarato in arresto per il reato di tentato omicidio ed associato alla Casa Circondariale di Salerno, a disposizione della autorità giudiziaria.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    9 ore fa
    in
    31 Ottobre 2020

    Fuggono alla vista della polizia: uno era un latitante. Arrestati in via Nuova Poggioreale a Napoli.

    Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Poggioreale, nel transitare in via Stadera hanno notato due persone in sella a uno scooter che, alla loro vista, si sono allontanate velocemente per eludere il controllo. I poliziotti, poco dopo, hanno intercettato il motociclo in via Nuova Poggioreale dove hanno intimato l’alt ai due occupanti che, dopo aver perso l’equilibrio ed abbandonato il mezzo, hanno continuato la fuga a piedi fino a quando sono stati raggiunti e bloccati dopo una colluttazione.
    Il passeggero, Alfonso Romano, 34enne napoletano, è stato arrestato poiché dal 12 settembre scorso, mentre si trovava ristretto agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio, si era sottratto alla misura rendendosi irreperibile e, nei suoi confronti, era stata disposta la custodia cautelare in carcere; inoltre, è stato trovato in possesso di una pistola giocattolo a salve priva di tappo rosso e denunciato per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale e ricettazione poiché il motoveicolo su cui viaggiavano è risultato rubato. Il conducente, un 17enne casertano con precedenti di polizia, è stato trovato in possesso di un coltello a farfalla e denunciato per porto abusivo di armi, ricettazione, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale, nonché sanzionato per guida senza patente poiché mai conseguita. Il veicolo, infine, è stato restituito al proprietario.

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