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    Droga, furti e misure anti-contagio: controlli e multe a Torre Annunziata, Striano e Boscoreale

    Servizi di controllo del territorio in tutta l’area vesuviana da parte dei carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata: numerose denunce e la chiusura di un bar per non aver rispettato le misure anti-contagio. A Torre Annunziata, i carabinieri della Compagnia hanno svolto un servizio coordinato di controllo del territorio a largo raggio, focalizzato sulla repressione […]
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    Latitante del clan Quarto Sistema passeggiava per le strade di Boscoreale

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Latitante del clan Quarto Sistema passeggiava per le strade di Boscoreale

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    4 ore fa
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    6 Novembre 2020

    Arrestato a Torre Annunziata latitante del clan  Quarto Sistema. Passeggiava tranquillamente per le strade di Boscoreale.

    Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Vincenzo Somma, 31enne torrese.
    L’uomo era sfuggito alla cattura lo scorso 25 settembre quando furono arrestate 12 persone gravemente indiziate di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento, porto e detenzione di materiale esplodente, questi ultimi aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di affermare la supremazia del clan “Quarto Sistema” operante a Torre Annunziata.Il 31enne è stato rintracciato in via Bellini a Boscoreale mentre stava passeggiando in direzione del centro cittadino.

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    Cronaca

    Pubblicato
    5 ore fa
    in
    6 Novembre 2020

    Napoli. Denunciato un parcheggiatore abusivo a Porta Nolana.
    Ieri mattina gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato in piazza Nolana una persona che stava svolgendo l’attività di parcheggiatore abusivo e che, alla loro vista, ha tentato di nascondersi per eludere il controllo.
    I poliziotti hanno raggiunto e bloccato l’uomo, M.L., 47enne napoletano con precedenti di polizia, e lo hanno denunciato poiché sorpreso nuovamente a svolgere l’attività notificandogli, contestualmente, un ordine di allontanamento.

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    Recuperate 20 tonnellate di alluminio provento di rapina in un camion: arrestate 2 persone

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » Recuperate 20 tonnellate di alluminio provento di rapina in un camion: arrestate 2 persone

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    11 ore fa
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    31 Ottobre 2020

    I carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di torre annunziata hanno arrestato per ricettazione un 49enne del posto e un 23enne di San Marzano sul Sarno già noti alle forze dell’ordine.

    Sono stati sorpresi mentre trasportavano un carico da 20 tonnellate di bobine di alluminio per uso industriale, provento di una rapina consumata pochi giorni fa nella provincia di caserta: il legittimo trasportatore era stato fermato e costretto, sotto minaccia, a cedere la merce. I due uomini, verosimilmente alla ricerca di potenziali acquirenti, sono stati controllati non appena giunti nel comune di San Marzano sul Sarno. Colti in flagranza per il possesso della refurtiva sono stati arrestati per ricettazione aggravata, mentre sono al vaglio eventuali connessioni con la precedente rapina.
    Il materiale trafugato, del valore di oltre 90mila euro è stato recuperato e riconsegnato al legittimo proprietario. Era destinato alle industrie del nord Italia.I due sono ora agli arresti domiciliari in attesa di giudizio; sotto sequestro il mezzo utilizzato per il trasporto.

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    A Napoli il Policlinico riconverte 150 posti al Covid

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    9 ore fa
    in
    31 Ottobre 2020

    Coltellate in strada a Battipaglia per motivi passionali: arrestato 27enne.

    Gli Agenti della Polizia di Stato hanno arrestato un giovane battipagliese per tentato omicidio. In particolare, nella tarda serata di ieri gli Agenti del Commissariato P.S. di Battipaglia sono intervenuti in città per una lite in strada tra una giovane coppia, in via Pergolesi. Nell’accaduto, l’uomo è stato soccorso dal 118 e trasportato presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Battipaglia dove i medici gli hanno curato le ferite da arma da taglio, con gravi lesioni alla coscia ed allo sterno.
    Gli Agenti delle Volanti del Commissariato, dopo rapidi accertamenti, hanno identificato il responsabile del reato, C.V, battipagliese del 1993, che, per cause ancora in fase di completa ricostruzione, ma verosimilmente legate a motivi passionali, in riferimento ad una donna contesa tra i due, ha compiuto l’insano gesto.L’autore dell’accoltellamento è stato dichiarato in arresto per il reato di tentato omicidio ed associato alla Casa Circondariale di Salerno, a disposizione della autorità giudiziaria.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    9 ore fa
    in
    31 Ottobre 2020

    Fuggono alla vista della polizia: uno era un latitante. Arrestati in via Nuova Poggioreale a Napoli.

    Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Poggioreale, nel transitare in via Stadera hanno notato due persone in sella a uno scooter che, alla loro vista, si sono allontanate velocemente per eludere il controllo. I poliziotti, poco dopo, hanno intercettato il motociclo in via Nuova Poggioreale dove hanno intimato l’alt ai due occupanti che, dopo aver perso l’equilibrio ed abbandonato il mezzo, hanno continuato la fuga a piedi fino a quando sono stati raggiunti e bloccati dopo una colluttazione.
    Il passeggero, Alfonso Romano, 34enne napoletano, è stato arrestato poiché dal 12 settembre scorso, mentre si trovava ristretto agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio, si era sottratto alla misura rendendosi irreperibile e, nei suoi confronti, era stata disposta la custodia cautelare in carcere; inoltre, è stato trovato in possesso di una pistola giocattolo a salve priva di tappo rosso e denunciato per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale e ricettazione poiché il motoveicolo su cui viaggiavano è risultato rubato. Il conducente, un 17enne casertano con precedenti di polizia, è stato trovato in possesso di un coltello a farfalla e denunciato per porto abusivo di armi, ricettazione, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale, nonché sanzionato per guida senza patente poiché mai conseguita. Il veicolo, infine, è stato restituito al proprietario.

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    Si appropriano di un carico di divani e lo occultano in un magazzino: arrestati in 4

    Si appropriano di un carico di divani e lo occultano in un magazzino: 45enne arrestato dai Carabinieri insieme a 3 complici. 4 le persone arrestate per concorso in ricettazione e appropriazione indebita dai Carabinieri della sezione operativa di Torre Annunziata: Raffaele Volpe (49enne di Nocera Superiore), Giovanni Palescandolo (53enne di Nocera Inferiore), Umberto Guadagno (45enne […]
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    Lite tra donne a Torre Annunziata: interviene il marito di una e spara all’altra

    Cronache » Il fatto del giorno » Lite tra donne a Torre Annunziata: interviene il marito di una e spara all’altra

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    1 giorno fa
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    21 Ottobre 2020

    Una lite tra tre donne sul corso principale di Torre Annunziata e’ degenerata per l’ intervento del marito di una di esse, che ha sparato contro una 53 enne, senza riuscire a colpirla.

    E’ accaduto poco dopo le 11 al corso Vittorio Emanuele, dove tra donne, divise da antichi dissapori hanno cominciato a litigare per motivi di viabilita’. A difesa di una delle tre e’ sopraggiunto il marito, Raffaele Maresca, di 42 anni, gia’ denunciato in passato, che ha esploso un colpo di pistola all’ indirizzo di una donna di 53 anni, senza colpirla.

    La donna si e’ salvata gettandosi a terra e proteggendosi dietro delle auto. Sul posto sono accorsi i carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, che hanno ascoltato la 53 enne ed hanno visionato le immagini delle telecamere della zona. Un bossolo di proiettile, che si era conficcato in un muro e’ stato recuperato dai militari . Maresca e’ stato bloccato ed arrestato per tentativo di omicidio.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    2 ore fa
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    22 Ottobre 2020

    E’ deceduto in ospedale a Salerno, dove era ricoverato da venti giorni, il 38enne Aniello Califano. L’uomo, lo scorso 2 ottobre, era rimasto ferito nell’agguato avvenuto a Corticelle di Mercato San Severino  e che costo’ la vita al 54enne Vincenzo Salvati, deceduto sul colpo.

    La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore ha disposto il sequestro della salma per consentire l’autopsia. Califano era stato colpito alle gambe da diversi colpi d’arma da fuoco esplosi, secondo gli investigatori, dal 35enne Vincenzo Ansalone. Nonostante le ferite riportate il 38enne era riuscito a darsi alla fuga in auto ma pochi metri dopo perse conoscenza a causa dell’eccessiva perdita di sangue e si schianto’ contro un palo della pubblica illuminazione. Le sue condizioni, sin dall’arrivo in ospedale, erano apparse molto serie. Dopo venti giorni di ricovero il suo cuore ha smesso di battere. Il grave fatto di sangue si consumo’ al culmine di una lite, presumibilmente legata a motivi di droga.

    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Sparatoria a Mercato San Severino: morto uomo di 54 anni, c’è anche un ferito
    Le indagini effettuate dai carabinieri della compagnia di Mercato San Severino e dai colleghi della sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Salerno, agli ordini dei tenenti colonnelli Alessandro Cisternino e Giancarlo Santagata permisero subito di stringere il cerchio attorno al 35enne che nelle ore immediatamente successive al delitto si costitui’, ammettendo le proprie responsabilita’.

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    Arriva la cartella esattoriale per 17 usurai di Torre Annunziata

    Cronache » Flash News » Arriva la cartella esattoriale per 17 usurai di Torre Annunziata

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    3 ore fa
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    19 Ottobre 2020

    Arriva la cartella esattoriale per 17 usurai di Torre Annunziata. Imporre ai criminali lo stesso trattamento tributario riservato ai contribuenti onesti: e’ un’iniziativa piu’ unica che rara quella messa a segno dai militari della Guardia di finanza di Napoli, i quali si sono presentati con una cartella esattoriale sull’uscio di 17 soggetti che avevano accumulato proventi illeciti per circa 1 milione e mezzo di euro attraverso l’usura.

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha portato a termine, tra l’area vesuviana, oplontina e stabiese, una serie di controlli fiscali nei confronti di 17 soggetti che, avendo perpetrato diverse e reiterate condotte usurarie, erano riusciti ad accumulare indebitamente proventi illeciti per circa 1 milione e mezzo di euro.In particolare, l’obiettivo delle Fiamme Gialle del Gruppo di Torre Annunziata è stato quello di intercettare e misurare l’effettiva capacità contributiva scaturita dall’illecita percezione nell’ultimo quinquennio di remunerativi interessi usurari, allo scopo di non riservare ai criminali che ne hanno indebitamente goduto un trattamento tributario di favore rispetto ai contribuenti onesti.Al riguardo, l’imposta evasa complessivamente recuperata a tassazione ammonta a quasi 400.000 euro, che ora dovranno essere versati all’Erario.
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    Si tratta di soggetti recentemente destinatari di misure di custodia cautelare e di sequestri patrimoniali del valore di oltre 2 milioni e 400 mila euro i quali, pur di arricchirsi in maniera illecita a danno delle loro vittime, ricorrevano spesso a pesanti minacce, a incessanti vessazioni, a atti di violenza fisica o addirittura all’uso delle armi. A tale riguardo, uno dei filoni investigativi che ha consentito di appurare diverse condotte di usura è partito, tra l’altro, da un’indagine conseguente ad un episodio di “gambizzazione” avvenuto mediante un’arma da fuoco.

    Alcuni degli usurai sottoposti a controllo fiscale gravitavano in ambienti della criminalità organizzata, in altri casi sono risultati legati da vincoli di parentela a narcotrafficanti di spessore internazionale; in altri ancora si è trattato di imprenditori e professionisti che avevano persino costituito una vera e propria “cassaforte” in Svizzera, le cui provviste finanziarie venivano utilizzate per alimentare i prestiti usurari.
    La tassazione di proventi illeciti si conferma uno strumento di prevenzione e repressione utilissimo per fronteggiare la recrudescenza del fenomeno dell’usura che si è registrata negli ultimi tempi, anche a seguito della crisi di liquidità determinata dall’emergenza sanitaria in atto.

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    Area Vesuviana

    Pubblicato
    9 minuti fa
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    19 Ottobre 2020

    San Paolo Belsito. In giro per la città nonostante fosse positivo al Covid: 44enne scoperto si scaglia contro i carabinieri e viene denunciato.I carabinieri della Stazione di Saviano, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli, hanno denunciato per la violazione del testo unico sulle leggi sanitarie un 44enne incensurato di San Paolo Belsito. Nonostante fosse stato posto in isolamento domiciliare perché positivo al tampone che rileva il covid-19, il 44enne è stato notato in strada, alla guida della propria autovettura. I militari lo conoscevano bene e avevano ricevuto nei giorni precedenti comunicazione sulla sua positività dal presidio sanitario locale.L’uomo dovrà rispondere della violazione alla normativa sanitaria e potrebbe rischiare incriminazione anche per epidemia colposa.

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    ‘Offre’ 100 euro ai carabinieri: arrestato 38enne di Torre Annunziata

    Cronache » Cronaca » Cronaca Nera » ‘Offre’ 100 euro ai carabinieri: arrestato 38enne di Torre Annunziata

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    47 minuti fa
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    18 Ottobre 2020

    ‘Offre’ 100 euro ai carabinieri: arrestato 38enne di Torre Annunziata.

    “Vi offro 100 euro per interrompere il controllo”. E’ questa la proposta che Hicham El Marchoiuchi – 38enne di origini marocchine e già noto alle forze dell’ordine – ha fatto ai carabinieri della sezione operativa di Torre Annunziata quando lo hanno beccato con una dose di cocaina nelle tasche.
    L’uomo è stato arrestato per istigazione alla corruzione. Il 38enne è stato sorpreso dai militari nella stazione circumvesuviana di Torre Annunziata durante un servizio di controllo del territorio.La droga era per uso personale ma l’uomo ha temuto conseguenze peggiori e ha giocato l’ultima carta: 100 euro per chiudere un occhio.
    E’ così passato da una violazione amministrativa – in ogni caso contestata – ad una penale: El Marchoiuchi è finito in manette ed è ora ai domiciliari in attesa di giudizio.

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    Casoria

    Pubblicato
    21 ore fa
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    17 Ottobre 2020

    Ieri pomeriggio gli agenti della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno controllato in via Circumvallazione Esterna a Casoria un uomo a bordo un’autovettura in cui hanno rinvenuto 4 bustine contenenti cocaina per un peso complessivo di circa 287 grammi, 3 stecche con 323 grammi circa di hashish ed un involucro con 1,2 grammi di marijuana.
    Massimiliano Fezza, 53enne di Bellizzi con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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    Camorra a Torre Annunziata: arrestato il latitante Salvatore Carpentieri

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    6 ore fa
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    5 Ottobre 2020

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    Camorra a Torre Annunziata: arrestato il latitante Salvatore Carpentieri.
     
    Stamattina gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Salvatore Carpentieri, 31enne torrese.
    L’uomo era sfuggito alla cattura lo scorso 25 settembre quando furono arrestate 12 persone gravemente indiziate di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento, porto e detenzione di materiale esplodente, questi ultimi aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di affermare la supremazia del clan “Quarto Sistema” operante a Torre Annunziata e in aperto e dichiarato contrasto con i clan storicamente egemoni sul territorio (Clan Gionta e Gallo Cavalieri).
    Il 31enne è stato rintracciato nel parco Penniniello a Torre Annunziata presso l’appartamento di una parente che è stata denunciata per favoreggiamento.

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    3 ore fa
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    5 Ottobre 2020

    Arzano – Via Zanardelli e via Luigi Piscopo le nuove piazze di spaccio. Vedette a difesa dei pusher: controllati passanti e residenti. Sarebbero alcune delle piazze per lo spaccio al dettaglio più’ grandi e redditizie della città.
    Nascoste e ben protette da vicoli e strade chiuse da palazzi pericolanti. Si va da Piazza Cimmino con la traversa di via Luigi Piscopo, a via Zanardelli dove con la complicità dei residenti (all’occorrenza anche spacciatori), avverrebbe lo smercio di sostanze stupefacenti.  Il tutto, in puro stile Gomorra, avverrebbe anche in pieno giorno attraverso una sorta di precedenza di arrivo alle basi di droga. Tanto che vi sarebbe un via vai di acquirenti di hashish e non solo. E a sorvegliare le piazze di spaccio fiancheggiatori  e galoppini del clan della 167 che vigilerebbe sulle fiorenti attività illecite.
    Zone ormai degradate e abbandonate a se stese dove vedere i controlli delle forze dell’ordine appare sempre più difficile. E non è raro imbattersi in via Vittorio Emanuele – angolo via Melito – anche nei venditori di contrabbando di sigarette.  Attività illecite su cui vigerebbe il controllo del clan della 167 di via Colombo alle prese con i presunti contrasti tra i ras Monfregolo e Cristiano in lotta per il predominio del territorio per la gestione delle estorsioni, usura e lo spaccio di droga.
    P.D.L.

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    4 ore fa
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    5 Ottobre 2020

    Napoli, rapinatore ucciso: indagato il poliziotto che ha sparato.

    E’ stato iscritto nel registro degli indagati della Procura l’agente della Squadra Mobile della Questura di Napoli che nelle prime ore dello scorso 4 ottobre ha sparato con la sua pistola d’ordinanza contro una coppia di giovani in sella a uno scooter rubato, uccidendo il 17enne Luigi Caiafa che stava rapinando tre ragazzi che erano a bordo di una Mercedes insieme con un 18enne, Ciro De Tommaso, figlio del collaboratore di giustizia “Genny la carogna”.
    Secondo quanto si e’ appreso all’agente viene contestato l’eccesso colposo di legittima difesa: si tratta di un atto dovuto in vista dell’esame autoptico sulla salma della giovane vittima. Un esame irripetibile al quale il poliziotto potra’ ora far assistere un consulente. L’autopsia sul corpo di Luigi Caiafa che si terra’ forse gia’ domani mattina, nel giorno della convalida del fermo del complice, Ciro De Tommaso, 18 anni.

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    Torre Annunziata, aveva armi e cocaina in casa: arrestato 24enne

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    14 ore fa
    in
    30 Settembre 2020

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    Torre Annunziata. Aveva armi e cocaina in casa: arrestato 24enne.

     
    Oggi pomeriggio gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di Torre Annunziata hanno effettuato un controllo in via Roma presso l’abitazione di un giovane nella quale hanno rinvenuto, occultata all’interno di un vano ricavato nella porta d’ingresso, una pistola Beretta 81B con matricola abrasa, completa di caricatore e 13 cartucce, oltre a 4 involucri contenenti cocaina del peso complessivo di 23 grammi circa e due bilancini di precisione.
    Inoltre, in una stanza dell’immobile, è stata rinvenuta una carabina ad aria compressa.Giovanni Scamardella, 24enne di Torre Annunziata con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione illegale di arma clandestina, munizionamento e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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    Coronavirus: positivo il presidente della Camera di Commercio di Napoli

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    Genoa, i positivi al coronavirus salgono a 15: i nomi

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    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    4 ore fa
    in
    1 Ottobre 2020

    La camorra torna a sparare e a uccidere a Napoli. E’ morto infatti nella notte al Cardarelli un pregiudicato legato alla cosca dei Cifrone che era stato ferito nella tarda serata di ieri a Miano.
    La sparatoria è avvenuta in via Vittorio Veneto, direttrice che taglia in due il rione. E lì che  e’ stato ucciso Alessandro Riso, 28 anni, pregiudicato. L’uomo era ritenuto vicino al clan Cifrone, rinato dalle ceneri dei ‘capitoni’ (cosi come vengono soprannominati i Lo Russo) e gestori di una parte degli ingenti affari criminali che si dividono con i ras della cosiddetta ‘zona bassa’ di Miano.L’agguato, su cui stanno indagando gli uomini della squadra mobile di Napoli, si inserisce nello scontro in atto nella zona dove le varie famiglie criminali stanno cercando di prendere lo spazio per il controllo degli affari illeciti lasciato dallo smantellamento del potente clan dei Lo Russo.

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    Castellammare di Stabia

    Pubblicato
    13 ore fa
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    30 Settembre 2020

    Castellammare, colpo al gruppo dei Vitale: arrestati in sei.

    Nel pomeriggio odierno, i Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione, in Castellammare di Stabia e presso le Case Circondariali di Torino e Cosenza, ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 soggetti, tutti appartenenti al gruppo dei “Vitale”, operante in area stabiese e contiguo al clan “D’Alessandro”, indagati per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. La predetta misura è scaturita a seguito di sentenza della Seconda Sezione della Corte Suprema di Cassazione, che ha rigettato il ricorso presentato dai difensori dei citati indagati avverso un’ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli dello scorso febbraio.L’indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale partenopea e condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castellammare di Stabia, ha avuto inizio nel settembre del 2017, all’indomani di un raid armato avvenuto nel centro storico della cittadina stabiese in cui erano rimasti feriti, a colpi d’arma da fuoco, due pregiudicati di zona, che si erano resi protagonisti di un’aggressione, poco prima, ai danni di uno spacciatore che aveva utilizzato altri canali di approvvigionamento dello stupefacente. La conseguente attività investigativa, compiuta attraverso attività tecniche, servizi di osservazione e pedinamento e l’escussione di numerosi assuntori di stupefacente, ha consentito non solo di ricostruire meticolosamente la vicenda genesi dell’indagine e di eseguire ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei cinque responsabili, ma anche di accertare l’esistenza e la fruttuosa operatività di una piazza di spaccio nel centro antico di Castellammare di Stabia. Nel settembre dello scorso anno, nell’ambito del medesimo procedimento penale, i Carabinieri della citata Compagnia avevano altresì dato esecuzione, in Castellammare di Stabia (NA) e presso la Casa Circondariale di Secondigliano (NA), ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 soggetti (2 dei quali destinatari anche della misura cautelare odierna), già condannati in primo grado per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La predetta misura era scaturita in seguito ad una pronuncia della Sesta Sezione penale della Corte Suprema di Cassazione. All’esito delle operazioni odierne, 4 indagati sono stati associati presso la Casa Circondariale di Secondigliano (NA), mentre agli altri due indagati il provvedimento è stato notificato presso le Case Circondariali di Cosenza e Torino, ove già si trovavano ristretti.

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    Torre Annunziata, attentati e bombe: ecco la faida tra i nuovi Gionta e quelli ‘Penniniello’. I NOMI

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    51 minuti fa
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    25 Settembre 2020

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    Torre Annunziata, attentati e bombe: ecco la faida tra i nuovi Gionta e quelli ‘Penniniello’.
     
    Stamattina personale della Squadra Mobile della Questura di Napoli, Carabinieri del Comando provinciale di Napoli, agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Torre Annunziata e militari del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica, Direzione distrettuale Antimafia, nei confronti di 12 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento, porto e detenzione di materiale esplodente, tutti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di affermare la supremazia di un nuovo clan in Torre Annunziata, denominato “Quarto sistema” o “Sauriell – Scarpa”, in aperto e dichiarato contrasto con i clan storicamente egemoni su questo territorio (Clan Gionta e Gallo Cavalieri).
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Torre Annunziata, scacco al clan del ‘Quarto Sistema’: 12 arresti
    Le indagini hanno avuto inizio lo scorso 12 febbraio a seguito di alcuni episodi di esplosione di colpi d’arma da fuoco in Torre Annunziata e Boscoreale verso le porte delle abitazione di alcuni pregiudicati ed in Piazza Giovanni XXIII a Torre Annunziata. In quelle circostanze nessuna segnalazione dei fatti in argomento era giunta alle Forze di Polizia ma la notizia veniva acquisita dal locale Commissariato di P.S. nell’ambito di una prima attività investigativa che ha consentito di apprendere che vi era uno scontro in atto tra un gruppo di giovanissimi legati al clan Gionta ed esponenti del cosiddetto gruppo del Penniniello, composto da pregiudicati tutti residenti nell’omonimo quartiere di Torre Annunziata. Successivamente, le indagini sono state intensificate a seguito del ferimento, avvenuto lo scorso 24 marzo, del pregiudicato Alfonso Scoppetta, cugino di Domenico Balzano, leader del sodalizio criminale .Le sinergiche attività investigative, condotte dal Commissariato di Polizia e dal Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, coordinate dalla Procura della Repubblica – DDA di Napoli, hanno consentito la rapida acquisizione di importanti elementi probatori utili ad individuare l’esistenza e la composizione di un sodalizio criminale che ha l’obiettivo principale di acquisire l’egemonia nelle attività estorsive condotte ai danni di imprenditori operanti sul territorio. In tale contesto, tra l’altro, è attribuibile al gruppo sopra indicato anche l’attentato con esplosione di una bomba carta ai danni della rivendita di autovetture “AD Cars” avvenuto lo scorso 5 giugno.
    DESTINATARI MISURA CAUTELARE
    1. BALZANO Domenico nato a Torre Annunziata il 23.06.19892. ANZALONE Vincenzo nato a Torre Annunziata il 27.12.19643. BALZANO Crescenzo nato a Torre Annunziata il 07.06.19734. BALZANO Salvatore nato a Torre Annunziata il 21.04.19775. CHERILLO Luca nato a Torre Annunziata il 28.08.19896. DE SIMONE Alessio Pio nato a Torre Annunziata il 27.08.20017. EVACUO Pietro nato a Torre Annunziata il 03.03.19878. FRATERNO Matteo, nato a Torre Annunziata il 9.12.19969. GUIDA Luigi nato a Pompei il 04.11.199710. SCARPA Natalino, nato a Castellammare di Stabia il 25.12.199311. VILLANI Antonio nato a Torre Annunziata il 08.08.1978
    Agli AA.DD.
    12. LOSCO Giuseppe nato a Torre Annunziata il 15.09.1966

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    3 ore fa
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    25 Settembre 2020

    Torre Annunziata: operazione Anticamorra. Carabinieri e Polizia arrestano 12 persone. Duro colpo inferto al “Quarto Sistema”.

    E’ in corso, dalle prime ore di oggi, un’operazione condotta da personale della Squadra Mobile, da Carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata e agenti del Commissariato di Torre Annunziata che stanno dando esecuzione a un’ordinanza ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica,- Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 12 persone gravemente indiziate di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento, porto e detenzione di materiale esplodente, tutti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di affermare la supremazia di un nuovo clan in Torre Annunziata, denominato “Quarto sistema” o “Sauriell – Scarpa”.

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    Campania

    Pubblicato
    18 ore fa
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    24 Settembre 2020

    “La recente relazione della Direzione investigativa antimafia ha evidenziato bene come in tema di criminalità organizzata lo scenario che si registra nellarea metropolitana di NAPOLI, che è molto mutevole e composito e caratterizzato da atti molto violenti che si ripetono con grande frequenza, non rappresenti affatto un segnale di arretramento delle famiglie storiche della camorra, che secondo alcune interpretazioni diffuse negli anni precedenti avrebbero fatto un passo indietro lasciando il campo libero per nuove generazioni impegnate in una sorta di guerra per bande.
    Viceversa quello che veniva definito ‘caos criminale’ è letto ormai in maniera univoca come una sovrapposizione controllata e organizzata di livelli criminali dove in primo piano ci sono le storiche organizzazioni camorristiche e a un livello inferiore operano invece gruppi meno strutturati, che agiscono in un contesto di subalternità con i clan storici non in maniera autonoma”. Lo ha detto il prefetto di NAPOLI, Marco Valentini, in audizione in commissione Antimafia.
    “Questo esclude che la camorra come organizzazione criminale storica abbia fatto un passo indietro ossia declinata a essere unorganizzazione di tipo minore. Le famiglie storiche della camorra – ha aggiunto – sono tuttora ben inserite nelle loro attività tradizionali, oltre al traffico di droga il settore dei giochi, della ristorazione, il settore turistico-alberghiero, dell’edilizia e dei rifiuti, mentre attività come racket, spaccio su strada e usura sono demandati a gruppi minori sempre in relazione con in clan di riferimento. Questo scenario può essere letto – ha concluso come un insieme di clan dominanti che si servono di clan minori o satelliti per portare avanti le attività tradizionali”.

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    Torre Annunziata, scacco al clan del ‘Quarto Sistema’: 12 arresti

    Cronaca Nera

    Pubblicato
    3 ore fa
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    25 Settembre 2020

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    Torre Annunziata: operazione Anticamorra. Carabinieri e Polizia arrestano 12 persone. Duro colpo inferto al “Quarto Sistema”.
     
    E’ in corso, dalle prime ore di oggi, un’operazione condotta da personale della Squadra Mobile, da Carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata e agenti del Commissariato di Torre Annunziata che stanno dando esecuzione a un’ordinanza ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica,- Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 12 persone gravemente indiziate di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento, porto e detenzione di materiale esplodente, tutti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di affermare la supremazia di un nuovo clan in Torre Annunziata, denominato “Quarto sistema” o “Sauriell – Scarpa”.

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    25 Settembre 2020

    Torre Annunziata, attentati e bombe: ecco la faida tra i nuovi Gionta e quelli ‘Penniniello’.

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    Campania

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    “La recente relazione della Direzione investigativa antimafia ha evidenziato bene come in tema di criminalità organizzata lo scenario che si registra nellarea metropolitana di NAPOLI, che è molto mutevole e composito e caratterizzato da atti molto violenti che si ripetono con grande frequenza, non rappresenti affatto un segnale di arretramento delle famiglie storiche della camorra, che secondo alcune interpretazioni diffuse negli anni precedenti avrebbero fatto un passo indietro lasciando il campo libero per nuove generazioni impegnate in una sorta di guerra per bande.
    Viceversa quello che veniva definito ‘caos criminale’ è letto ormai in maniera univoca come una sovrapposizione controllata e organizzata di livelli criminali dove in primo piano ci sono le storiche organizzazioni camorristiche e a un livello inferiore operano invece gruppi meno strutturati, che agiscono in un contesto di subalternità con i clan storici non in maniera autonoma”. Lo ha detto il prefetto di NAPOLI, Marco Valentini, in audizione in commissione Antimafia.
    “Questo esclude che la camorra come organizzazione criminale storica abbia fatto un passo indietro ossia declinata a essere unorganizzazione di tipo minore. Le famiglie storiche della camorra – ha aggiunto – sono tuttora ben inserite nelle loro attività tradizionali, oltre al traffico di droga il settore dei giochi, della ristorazione, il settore turistico-alberghiero, dell’edilizia e dei rifiuti, mentre attività come racket, spaccio su strada e usura sono demandati a gruppi minori sempre in relazione con in clan di riferimento. Questo scenario può essere letto – ha concluso come un insieme di clan dominanti che si servono di clan minori o satelliti per portare avanti le attività tradizionali”.

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    L’inchiesta sull’omicidio di Luana Rainone passa a Torre Annunziata

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    10 minuti fa
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    22 Settembre 2020

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    L’inchiesta sull’omicidio di Luana Rainone passa alla Procura di Torre Annunziata.

    Un cambio legato alla competenza territoriale, visto che l’omicidio della 31enne originaria di Sarno fu consumato a Poggiomarino. Il fascicolo è stato affidato al sostituto procuratore Federico Nesso, che dovrà ora concludere le indagini partendo dal lavoro svolto dai colleghi di Nocera Inferiore. L’indagato è l’amante della vittima, Nicola Del Sorbo, 34 anni, di Sant’Egidio del Monte Albino, ora in carcere. L’uomo aveva confessato l’omicidio ai carabinieri, dopo essere stato messo alle strette a seguito di una serie di contraddizioni emerse durante il suo racconto, quando fu sentito nell’immediatezza dei fatti. Del Sorbo avrebbe ucciso la donna il 23 luglio scorso, al termine di una lite, con una coltellata alla gola.
    Questo, dopo aver consumato droga e un rapporto sessuale. Stando al suo racconto, la donna gli aveva chiesto di riferire all’attuale compagna di quella relazione. Poi l’avrebbe colpito nella concitazione con un calcio, tentando di strappargli il telefono di mano. L’uomo reagì, afferrando un coltello in cucina e colpendo alla gola la donna con un unico fendente. Il corpo fu poi avvolto in un materasso, con delle corde a legare gli arti di Luana, per poi essere nascosto nel pozzo nero davanti alla baracca dove viveva Del Sorbo. Ora il pm di Torre riguarderà tutto il lavoro svolto dagli inquirenti di Nocera, per poi concludere le indagini, non prima di aver svolto una serie di attività, nel caso qualcosa resti ancora avvolto da dubbi o circostanze poco chiare. Il marito della vittima aveva denunciato la scomparsa della moglie il 23 giugno. Tra le attività da concludere, ci sarà quella di valutare se l’uomo fosse capace di intendere e di volere durante le fasi del delitto, in ragione dell’uso di sostanze stupefacenti che consumò poco prima. Questo, anche secondo una perizia richiesta della difesa. Secondo il gip, la donna fu vittima di un omicidio, ma non aveva alcuna intenzione di allontanarsi da casa. Resta ancora non risolta, inoltre, la destinazione della somma di 600 euro, soldi che la vittima prelevò il giorno della sua scomparsa, prima di recarsi in casa dell’uomo, dalla sua carta del reddito di cittadinanza.

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    3 ore fa
    in
    22 Settembre 2020

    Camorra, figlio del boss ucciso: 40 anni dopo condannati i Mallardo e i Giuliano: 4 condanne 16 anni ai boss dei Mallardo e 9 anni a quelli dei Giuliano.

    Il gip di Napoli Claudio Marcopido ha emesso quattro condanne nei confronti di altrettanti esponenti di spicco e storici della camorra nell’ambito del processo sull’omicidio di Luigi Maisto, figlio del boss Alfredo ucciso a Napoli il 22 ottobre nel 1979. A 41 anni dal quel delitto maturato nell’ambito della faida tra il clan Mallardo e i Maisto, alleati con il gruppo Sciorio, sono stati condannati Francesco e Giuseppe Mallardo (16 anni di reclusione), e i boss “pentiti” di Forcella Luigi e Guglielmo Giuliano (9 anni e 4 mesi di reclusione) grazie ai quali e’ stata fatta luce sulla vicenda.
    A indagare sull’omicidio avvenuto in piazza Matteotti e’ stato il sostituto procuratore di Napoli Henry John Woodcock proprio sulla base delle rivelazioni dei Giuliano. L’agguato scatto’ in piazza Matteotti pochi minuti dopo la mezzanotte. Luigi cadde sotto il fuoco delle pistole davanti a un circolo. Nel raid rimasero feriti anche Enrico Maisto, Luigi Panico e Francesco Ciccarelli. Il reato di tentato omicidio e’ caduto in prescrizione.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    6 ore fa
    in
    22 Settembre 2020

    Si e’ concluso in Corte di Cassazione, con la conferma di quasi tutte le condanne emesse in Appello e due annullamenti con rinvio, il processo relativo alle infiltrazioni del clan Zagaria nell’ospedale di Caserta.
    Per Elvira Zagaria, sorella del boss Michele Zagaria, i magistrati della Suprema Corte hanno confermato la condanna a sette anni di carcere per associazione camorristica, annullando pero’ la confisca dei beni; pene confermate per l’altro elemento del clan Raffaele Donciglio (sette anni), per l’ex dirigente dell’ospedale di Caserta Bartolomeo Festa (otto anni), per l’ex sindaco di Caserta Giuseppe Gasparin (tre anni e sei mesi), e per altri sette imputati. I magistrati della Cassazione hanno poi disposto l’annullamento con rinvio, in relazione all’imputazione di associazione camorristica, per gli imputati Domenico Ferraiuolo (difeso da Angelo Raucci), che in secondo grado aveva preso otto anni, e Luigi Iannone (difeso da Giuseppe Stellato), condannato a 7 anni e due mesi in appello.
    L’indagine da cui e’ nato il processo, fu condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e affidata agli investigatori della Dia, e porto’ a 24 arresti nel gennaio del 2015 tra dirigenti e dipendenti pubblici e imprenditori, e allo scioglimento, tre mesi dopo, dell’azienda ospedaliera di Caserta per infiltrazioni camorristiche, primo caso in Italia. La gestione dell’ospedale fu affidata per due anni ad una triade di commissari di nomina governativa guidati da un prefetto. Le indagini e poi i processi nei vari gradi, hanno svelato la costante e profonda infiltrazione del clan guidato da Michele Zagaria nel tessuto politico-amministrativo dell’ospedale di Caserta, prima attraverso la “rete” di contatti creata e gestita dal cognato Franco Zagaria, poi deceduto, quindi attraverso la sorella Elvira; e’ cosi’ emersa l’esistenza nell’ospedale di “un complesso apparato in grado di gestire gli affidamenti dei lavori pubblici in assoluta autonomia, potendo contare sul potere derivante dalla preminente matrice mafiosa”. L’organizzazione creata da Zagaria si insedio’ nel cuore nevralgico dell’ospedale, ovvero nell’ufficio del dirigente dell’unita’ operativa complessa di Ingegneria ospedaliera, Bartolomeo Festa, in carica dal 2006 per volere, secondo i giudici, dello stesso Zagaria. Da quel momento il cognato del boss assunse, fino al decesso, il controllo delle assegnazione dei lavori pubblici nell’ospedale, dando vita ad un cartello di imprese mafiose; dal canto suo Festa truccava con i suoi collaboratori i bandi per favorire le imprese del clan.

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