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    Accusato di falsi per una onoreficenza, finanziere assolto

    Assolto per non aver commesso il fatto. Si è concluso così, davanti al Tribunale di Roma, il processo a un finanziere di Terracina, in servizio nella capitale all’epoca dei fatti, accusato di aver inviato a Palazzo Chigi una lettera falsa per cercare di ottenere l’onoreficenza di commendatore. Quel documento, firmato dal capo del Dipartimento per […] LEGGI TUTTO

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    Braccianti sfruttati e utilizzo di fitofarmaci proibiti, arresti confermati

    Arresti confermati anche dalla Cassazione per Salvatore Fontanella, i figli Pierluigi e Alessia, e Angelino De Gasperis, coinvolti nell’inchiesta aperta dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e dal sostituto Claudio De Lazzaro e portata avanti dai carabinieri del Nas di Latina, denominata “Job Tax”, in cui è stata ipotizzata la costituzione di un’associazione per delinquere dedita […] LEGGI TUTTO

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    Dramma alla “Curzio Salvini”, dissequestrata la casa per anziani

    A distanza di tre anni dal dramma, il gip del Tribunale di Latina, Pierpaolo Bortone, ha dissequestrato la casa di cura per anziani “Curzio Salvini”, di Terracina, restituendola all’ente pubblico Ipab S.S. Annunziata. In quella struttura, a causa della tromba d’aria che colpì la città il 29 ottobre 2018, perse la vita una donna di […] LEGGI TUTTO

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    Mafia del pesce, ecco chi sono i tre arrestati dalla Polizia

    Sono Maurizio De Santis, 49enne originario di Formia, Giuseppe Montella, 28enne originario di Terracina, e Giuseppe D’Alterio, 65enne di Fondi, i tre arrestati dagli investigatori della squadra mobile di Latina, della squadra mobile di Roma e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, su ordine del gip di Roma, Bernadette Nicotra, nell’ambito di un’inchiesta […] LEGGI TUTTO

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    Omicidio nel multipiano, postina condannata in via definitiva

    Condanna definitiva per Arianna Magistri, responsabile dell’omicidio della collega Anna Lucia Coviello. Quest’ultima, dipendente delle Poste, il 16 giugno 2016 venne uccisa all’interno del parcheggio multipiano di Sperlonga, secondo gli inquirenti dopo mesi e mesi di stalking, da Arianna Magistri, 45enne di Formia. La vittima venne ricoverata all’ospedale “Goretti” di Latina, dove morì dopo una […] LEGGI TUTTO

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    Bracciante picchiato dopo aver chiesto i dispositivi anti-Covid: a giudizio

    Accusati di aver massacrato di botte un bracciante indiano soltanto perché chiedeva mascherine e guanti con cui proteggersi dal Covid, due imprenditore agricoli di Terracina, il 53enne Fabrizio Tombolillo e il figlio Daniele, di 23 anni, sono stati rinviati a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Pierpaolo Bortone.
    I due imputati dovranno rispondere a vario titolo di estorsione, rapina e lesioni personali aggravate.
    Le indagini sui titolari dell’azienda agricola Orticola Tombolillo sono iniziate a febbraio dell’anno scorso dopo che un 33enne di nazionalità indiana si è recato al pronto soccorso dell’ospedale “Fiorini” di Terracina con delle ferite alla testa, fratture e lesioni in varie parti del corpo.
    Il bracciante ha riferito agli investigatori di essere stato licenziato dopo aver chiesto i dispositivi di protezione dal virus e che poi, chiedendo di essere pagato per il lavoro svolto fino a quel momento, era stato minacciato, preso a calci e pugni fino a perdere conoscenza e gettato in un fosso.
    I due imputati erano stati arrestati e il sostituto procuratore Claudio De Lazzaro, alla luce degli accertamenti svolti, si è convinto che in quell’azienda fosse stato messo a punto un sistema di pesante sfruttamento, con i braccianti costretti a lavorare anche tutti i giorni, 12 ore al giorno, per 4 euro l’ora.
    Il 33enne si è costituito parte civile tramite gli avvocati Arturo Salerni e Silvia Calderoni e la verità su cosa realmente sia accaduto dovrà emergere dal processo.
    Ad accompagnarlo in tribunale Marco Omizzolo, sociologo dell’Eurispes, da lungo tempo impegnato a tutela dei diritti dei lavoratori sikh.
    “E’ stata una presenza ed esperienza importantissima – ha dichiarato Omizzolo – soprattutto per il lavoratore che ha potuto partecipare sin dall’inizio al percorso che speriamo porterà giustizia e verità”.

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    Abusi sessuali sulla nipotina, condannato un 80enne

    Due anni e mezzo di reclusione con sospensione condizionale della pena.
    Questa la condanna inflitta dal Tribunale di Latina a un 80enne, accusato di violenza sessuale sulla nipote acquisita, che all’epoca dei fatti aveva dodici anni.
    Il caso risale al 2012 e venne denunciato quattro anni dopo, quando la madre della minorenne notò che la figlia compiva atti di autolesionismo e la fece parlare con uno psicologo.
    Spuntò così fuori la vicenda degli abusi sessuali, due episodi che si sarebbero verificati a Terracina, relativi a dei palpeggiamenti, per cui l’80enne è finito a giudizio.
    Il pm Andrea D’Angeli ha chiesto una condanna a sette anni di reclusione, ma i giudici, accogliendo il riconoscimento dell’ipotesi lieve di violenza, su cui ha battuto il difensore dell’imputato, l’avvocato Amleto Coronella, hanno optato per una pena più mite.
    Entro 60 giorni verranno depositate le motivazioni della sentenza e la difesa ha già preannunciato appello.

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    Inchiesta Amnesia, sconto di pena in vista per D’Onofrio

    A distanza di quattro anni dalla cosiddetta operazione “Amnesia”, relativa a un traffico di droga che dalla Spagna sarebbe arrivata al Mof di Fondi nascosta nei camion dell’ortofrutta, e dai quindici arresti eseguiti dai carabinieri, la Corte di Cassazione ha disposto un nuovo processo per Davide D’Onofrio, di Terracina.
    Secondo l’Antimafia di Roma, gli indagati sarebbero stati impegnati nello spaccio di cocaina, amnesia, marijuana, ecstasy e cannabis.
    Dopo la condanna da parte della Corte d’Appello di Roma a 8 anni 2 mesi di reclusione, il terracinese, difeso dall’avvocato Giuseppe Lauretti, ha annullato la sentenza relativamente all’aggravante dell’ingente quantitativo e della mancata concessione delle attenuanti generiche, disponendo un nuovo processo d’appello per rideterminare la pena.
    Su richiesta del difensore, inoltre, D’Onofrio ha ottenuto la sostituzione degli arresti domiciliari con il solo obbligo di firma proprio dopo il pronunciamento della Suprema Corte.
    Stralciata poi dalla Cassazione, per la mancata notifica dell’udienza a un difensore, la posizione di Pasquale D’Alterio, di Minturno.
    Dichiarati infine inammissibili i ricorsi del colombiano Stiven Leonard Bohorquez, e di Mirko Tucciarone.

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    Minacce a Zicchieri, la Camera dà l’ok ad acquisire i tabulati telefonici

    Approvata dalla Camera, come proposto dalla Giunta per le autorizzazioni, la richiesta della Procura di Latina di acquisire i tabulati telefonici del deputato leghista Francesco Zicchieri.
    Il parlamentare terracinese, durante la campagna elettorale per le amministrative nella sua città, a settembre ha denunciato di aver subito delle minacce telefoniche e la Procura di Latina ha aperto un’inchiesta contro ignoti.
    Il deputato ha denunciato di aver ricevuto una telefonata, della durata di un minuto scarso, da un numero sconosciuto, precisando che un uomo con la voce camuffata e dall’apparente accento campano gli avrebbe detto, specificando anche di conoscere l’indirizzo della sua abitazione: “Hai vinto due tacchini. Li puoi ricevere vivi con la testa o morti senza testa”.
    Lo stesso avrebbe poi intimato a Zicchieri di fermarsi e di tornare a Roma.
    Parole che l’esponente del Carroccio ha affermato aver ricollegato al suo impegno nella campagna elettorale terracinese e minacciose verso i suoi due figli.
    “Ho sempre accettato il confronto politico e la critica costruttiva, ma non i gesti vili. Ho avuto e ho paura, non posso nasconderlo, perché prima di tutto sono un uomo e un padre di due splendidi bimbi. Ma tutto questo non mi fermerà“, ha sostenuto Zicchieri.
    Il sostituto procuratore Simona Gentile ha quindi chiesto alla Camera l’autorizzazione all’acquisizione dei tabulati telefonici di Zicchieri per individuare chi, il 25 settembre scorso, avrebbe effettuato la telefonata incriminata.
    La Giunta, presieduta dall’onorevole Andrea Delmastro Delle Vedove, ha analizzato la richiesta e lo stesso presidente ha precisato di aver invitato il deputato pontino, il 14 ottobre scorso, a fornire chiarimenti, senza però ricevere alcuna comunicazione.
    Il relatore, il pentastellato Gianfranco Di Sarno ha quindi evidenziato che, nella denuncia presentata ai carabinieri di Terracina, Zicchieri ha specificato di aver ricevuto il 25 settembre scorso due telefonate minacciose da uno sconosciuto interlocutore e che alla prima telefonata avevano assistito tre testimoni con cui si trovava presso il ristorante “Il Tordo” di Terracina, per i preparativi relativi all’incontro elettorale a cui doveva prendere parte anche Matteo Salvini.
    Il relatore ha quindi aggiunto che la richiesta di acquisizione del traffico telefonico fatta dalla Procura di Latina è nell’interesse del denunciante, essendo finalizzata all’individuazione del soggetto o dei soggetti, al momento ignoti, autori delle minacce nei suoi confronti.
    Come proposto da Di Sarno la Giunta ha quindi approvato la richiesta degli inquirenti pontini e l’Aula ha ora dato l’autorizzazione.
    A breve la verità sui fatti denunciati da Zicchieri potrebbe così emergere e forse potrà emergere anche cosa sia accaduto, vista la denuncia del parlamentare, attorno alle ultime elezioni a Terracina.

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