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    🔴 CAMORRA, uno sgarbo telefonico dietro la nuova faida tra i De Micco e i De Luca Bossa

    E’ scattata dopo uno sgarbo telefonico la contrapposizione armata, a colpi di bombe, tra i clan De Luca-Bossa e De Micco – De Martino nel quartiere Ponticelli di Napoli.Emerge dall’ordinanza con la quale il gip di Napoli Maria Luisa Miranda ha disposto sei misure cautelari in carcere notificate agli indagati dai carabinieri. Una telefonata interrotta che ha consentito ai De Micco di capire che ormai la guerra era alle porte.
    I rapporti, sempre tesi, tenuti comunque sotto controllo grazie a un patto, si inaspriscono dopo un duplice arresto che spinse i De Micco all’espansione nello spaccio della droga. Un tentativo mal visto, ovviamente, dai loro rivali. Ma fu un altro arresto, quello di un affiliato ai De Luca Bossa trovato a bordo di un’auto rubata che stava cercando di parcheggiare in una zona di loro “competenza”, a determinare l’avvio delle ostilità.
    Il pentito Pipolo: “Pensammo che Luigi Austero volesse organizzare un attentato nei nostri confronti”
    A spiegarlo agli inquirenti durante un interrogatorio è il collaboratore di giustizia Antonio Pipolo, lo scorso 3 agosto. “Pensammo – dice – che parcheggiando quell’auto lì volessero organizzare un omicidio nei nostri confronti e che tale omicidio fosse stato organizzato da Luigi Austero, rimasto reggente”.
    I De Micco decisero di chiamare proprio il reggente per chiedere spiegazioni e questi interruppe repentinamente la conversazione chiudendo il telefono in faccia ai suoi interlocutori.
    “Da lì – spiega Pipolo – iniziarono le bombe. Partirono all’attacco perché capirono che avevamo capito”. I fatti oggetto dell’indagine riguardano la parte finale di una faida tra i due clan, caratterizzata da una lunga serie di attentati, tentati omicidi e omicidi.
    Il pentito Pipolo è l’autore del duplice omicidio di Carlo Esposito e dell’innocente Antimo Imperatore
    Il “pentito” Antonio Pipolo, ex affiliato al clan De Micco, è reo confesso di un duplice omicidio che vide tra le vittime anche un operaio estraneo agli ambienti della camorra: si tratta del 56enne Antimo Imperatore, ucciso insieme con Carlo Esposito, 29 anni, legato al clan De Martino, mentre stava eseguendo dei lavori a casa del reale obiettivo dell’agguato, scattato sull’uscio della sua porta di casa.
    Il “pentito” spiega anche che il suo clan lo voleva morto, perché, suppone, ritenuto “l’anello debole” della catena malavitosa. La sua morte – secondo quanto era stato deciso nel corso di un summit – sarebbe dovuta sembrare accidentale, durante una rissa in discoteca.
    I tre destinatari delle misure cautelari che erano ancora in libertà – Annamaria Amitrano, Ciro Flauto e Lorenzo Valenzano – rappresentavano ormai gli ultimi referenti dei vertici, ormai tutti in carcere.
    Gli altri tre destinatari delle misure cautelari sono Luca Concilio, Alessandro Ferlotti e Lorenzo Valenzano a cui vengono contestati, in concorso e a vario tuitolo, i reati di detenzione illegale di armi ed esplosivi, detenzione di stupefacenti e ricettazione, fatti tutti aggravati dalla finalitĂ  di agevolare il clan del quartiere partenopeo Ponticelli.
    Christian Marfella è il figlio di Giuseppe Marfella (boss della mala del quartiere Pianura di Napoli ) e di Teresa De Luca Bossa, quindi fratellastro di Antonio De Luca Bossa, soprannominato “Tonino ‘o sicco”, elemento di vertice dell’omonimo clan ed ex killer del clan Sarno.
    Annamaria Amitrano (soprannominata “bambola di pezza”) è la sorella di Domenico Amitrano: a lei hanno incendiato l’auto lo scorso 18 dicembre. Qualche giorno prima, invece, è stata stata data alle fiamme la Jeep della nipote omonima di Annamaria, figlia di Domenico. LEGGI TUTTO

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    🔴 CAMORRA, uno sgarbo telefonico dietro la nuova faida tra i De Micco e i De Luca Bossa

    E’ scattata dopo uno sgarbo telefonico la contrapposizione armata, a colpi di bombe, tra i clan De Luca-Bossa e De Micco – De Martino nel quartiere Ponticelli di Napoli.Emerge dall’ordinanza con la quale il gip di Napoli Maria Luisa Miranda ha disposto sei misure cautelari in carcere notificate agli indagati dai carabinieri. Una telefonata interrotta che ha consentito ai De Micco di capire che ormai la guerra era alle porte.
    I rapporti, sempre tesi, tenuti comunque sotto controllo grazie a un patto, si inaspriscono dopo un duplice arresto che spinse i De Micco all’espansione nello spaccio della droga. Un tentativo mal visto, ovviamente, dai loro rivali. Ma fu un altro arresto, quello di un affiliato ai De Luca Bossa trovato a bordo di un’auto rubata che stava cercando di parcheggiare in una zona di loro “competenza”, a determinare l’avvio delle ostilità.
    Il pentito Pipolo: “Pensammo che Luigi Austero volesse organizzare un attentato nei nostri confronti”
    A spiegarlo agli inquirenti durante un interrogatorio è il collaboratore di giustizia Antonio Pipolo, lo scorso 3 agosto. “Pensammo – dice – che parcheggiando quell’auto lì volessero organizzare un omicidio nei nostri confronti e che tale omicidio fosse stato organizzato da Luigi Austero, rimasto reggente”.
    I De Micco decisero di chiamare proprio il reggente per chiedere spiegazioni e questi interruppe repentinamente la conversazione chiudendo il telefono in faccia ai suoi interlocutori.
    “Da lì – spiega Pipolo – iniziarono le bombe. Partirono all’attacco perché capirono che avevamo capito”. I fatti oggetto dell’indagine riguardano la parte finale di una faida tra i due clan, caratterizzata da una lunga serie di attentati, tentati omicidi e omicidi.
    Il pentito Pipolo è l’autore del duplice omicidio di Carlo Esposito e dell’innocente Antimo Imperatore
    Il “pentito” Antonio Pipolo, ex affiliato al clan De Micco, è reo confesso di un duplice omicidio che vide tra le vittime anche un operaio estraneo agli ambienti della camorra: si tratta del 56enne Antimo Imperatore, ucciso insieme con Carlo Esposito, 29 anni, legato al clan De Martino, mentre stava eseguendo dei lavori a casa del reale obiettivo dell’agguato, scattato sull’uscio della sua porta di casa.
    Il “pentito” spiega anche che il suo clan lo voleva morto, perché, suppone, ritenuto “l’anello debole” della catena malavitosa. La sua morte – secondo quanto era stato deciso nel corso di un summit – sarebbe dovuta sembrare accidentale, durante una rissa in discoteca.
    I tre destinatari delle misure cautelari che erano ancora in libertà – Annamaria Amitrano, Ciro Flauto e Lorenzo Valenzano – rappresentavano ormai gli ultimi referenti dei vertici, ormai tutti in carcere.
    Gli altri tre destinatari delle misure cautelari sono Luca Concilio, Alessandro Ferlotti e Lorenzo Valenzano a cui vengono contestati, in concorso e a vario tuitolo, i reati di detenzione illegale di armi ed esplosivi, detenzione di stupefacenti e ricettazione, fatti tutti aggravati dalla finalitĂ  di agevolare il clan del quartiere partenopeo Ponticelli.
    Christian Marfella è il figlio di Giuseppe Marfella (boss della mala del quartiere Pianura di Napoli ) e di Teresa De Luca Bossa, quindi fratellastro di Antonio De Luca Bossa, soprannominato “Tonino ‘o sicco”, elemento di vertice dell’omonimo clan ed ex killer del clan Sarno.
    Annamaria Amitrano (soprannominata “bambola di pezza”) è la sorella di Domenico Amitrano: a lei hanno incendiato l’auto lo scorso 18 dicembre. Qualche giorno prima, invece, è stata stata data alle fiamme la Jeep della nipote omonima di Annamaria, figlia di Domenico. LEGGI TUTTO

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    Camorra, attentati a Ponticelli: arrestati 6 del clan De Luca Bossa

    Furono gli uomini del clan DeLuca Bossa a compiere l’attentato dinamitardo del luglio scorso a Ponticelli in cui furono distrutte tre auto e danneggiate le vetrate di alcune abitazioni.Questa mattina, infatti,  il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 6 indagati, di cui 3 già detenuti.
    Tutti ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di detenzione illegale di armi ed esplosivi, detenzione di stupefacenti e ricettazione, fatti tutti aggravati dalla finalitĂ  di agevolare le attivitĂ  del clan De Luca Bossa, operante nel quartiere Ponticelli e rientrante nella sfera di influenza del cartello criminale denominato Alleanza di Secondigliano.
    L’indagine, condotta dal citato Nucleo sull’operatività del clan De Luca Bossa e sulla perdurante contrapposizione armata tra quest’ultimo e quello denominato De Micco De Martino, ha consentito di identificare mandante ed esecutori materiali dell’attentato dinamitardo perpetrato il 23.7.2022, in Ponticelli, ai danni del clan De Micco DeMartino.
    In quella occasione a seguito di un’esplosione causata da un ordigno posto all’interno di un veicolo, si verificava il danneggiamento delle vetrate di diverse abitazioni e il danneggiamento di 3 autovetture parcheggiate.
    Le indagini inoltre hanno consentito di accertare che le armi e lo stupefacente, oggetto di sequestro il 9 agosto 2022, in Ponticelli erano del clan De Luca Bossa.
    Di seguito i destinatari della misura:– AMITRANO Annamaria, nata a Napoli il 24 luglio 1981;– CONCILIO Luca, nato a Napoli il 9 dicembre 1983;– FERLOTTI Alessandro, nato a Napoli il 10 marzo 1992;– FLAUTO Ciro, nato a Napoli il 19 dicembre 2002;– MARFELLA Christian, nato a Napoli il 2 febbraio 1994;– VALENZANO Lorenzo, nato a Napoli il 30 settembre 1993. LEGGI TUTTO

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    Camorra, sfuggito a blitz di Ponticelli, preso in Piemonte

    A distanza di poco meno di un mese è stato arrestato ad Alessandria Ivan Ciro D’Apice, 26 anni ritenuto dalla Polizia di Stato e dalla Dda legato al clan De Micco-De Martino del quartiere Ponticelli di Napoli.
    Era scampato all’arresto nel corso dell’operazione anticamorra della Squadra Mobile partenopea (diretta dal primo dirigente Alfredo Fabbricini) scattata lo scorso 28 novembre. Gli agenti della Mobile e del commissariato Ponticelli lo hanno rintracciato in Piemonte, dove abita la sorella.
    Il giovane- secondo le accuse e seocndo il racconto dei pentiti faceva parte deiia batteria di fuoco del Lotto zero al servizio del ras Roberto Boccardi. Alcuni anni fa era anche rimasto ferito in un agguato.

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    Ponticelli, incendiata una jeep in strada

    Questa notte verso le 2 a Ponticelli i Carabinieri della compagnia di Napoli Poggioreale sono intervenuti a via Oplonti per un incendio.
    A prendere fuoco una Jeep Renegade lì parcheggiata. Le fiamme, domate dai vigili del fuoco, danneggiavano anche un’altra auto. Indagini in corso da parte dei Carabinieri.
    I militari hanno sentito a sommarie informazioni il proprietario dell’auto il quale non ha saputo a voluto dare spiegazioni e per lui potrebbe anche essersi trattato di un errore.
    I carabinieri intanto seguono tutte le piste: da quella personale a quella legata alla criminalità organizzata. A Ponticelli è in atto da tempo un cruento scontro tra le varie famiglie di camorra per il controllo degli affari illeciti.

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    Stesa a Ponticelli dopo il blitz nel fortino dei De Luca Bossa

    Si torna a sparare a Ponticelli e precisamente al rione De Gasperi ritenuto il fortino dei De Luca bossa.
    Undici colpi di pistola sono stati esplosi all’indirizzo dell’isola 3 di via Camillo De Meis. I bossoli sono stati repertati dagli agenti dell’ufficio prevenzione generale della Questura di napoli e da quelli del commissariato di Ponticelli arrivati sul posto dopo alcune telefonate anonime che hanno segnalato la stesa.
    Gli agenti stanno cercando di capire a chi è rivolto “il messaggio di piombo” ma è evidente che a sparare siano stati gli affiliati al clan De Micco che dopo il blitz dell’altro giorno contro il cartello criminale dei De Luca Bossa, Minichini, Rinaldi, Casella, Apera, ora ha rialzato la testa e tenta di conquistare il famoso Lotto 0 di Ponticelli e tutte le piazze di spaccio.
    Un segnale inquietante per gli investigatori perché significa che il lavoro di “pulizia dalla camorra” del quartiere non è affatto terminato e che le tante persone per bene che vi abitano dovranno continuare a vivere nel terrore e nella paura di stese, attentati e richieste di pizzo.

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    Camorra, blitz a Ponticelli: tutti i nomi. Ci sono tre latitanti

    Ci sono anche tre latitanti nel blitz anti camorra di Ponticelli.Questa mattina Carabinieri e Polizia di Stato e in particolare militari dei Nuclei Investigativi dei Carabinieri di Napoli e Torre Annunziata e gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Ponticelli della Questura di Napoli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 63 destinatari, in quanto ritenuti, a vario titolo, gravemente indiziati di associazione di tipo mafioso, estorsione e detenzione di armi.
    Gli indagati risultano legati, a vario titolo, al cartello criminale camorristico denominato De Luca – Bossa – Casella – Minichini – Rinaldi – Reale attivo nella zona orientale di questo capoluogo.
    Il provvedimento dispone per 57 persone la custodia cautelare in carcere, per 2 gli arresti domiciliari e per 4 il divieto di dimora nel comune di Napoli.
    L’ordinanza compendia gli esiti di una vasta attività di indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, avviata nell’aprile 2016 in seguito ad un sequestro di sostanza stupefacente e di alcuni manoscritti presso una delle abitazioni in cui veniva gestita l’attività illecita del gruppo criminale, indagine poi ampliata nel tempo raccogliendo importanti elementi probatori sull’associazione in questione.
    Un secondo segmento di attività, avviato nel settembre 2020 a seguito di alcuni atti intimidatori nei confronti di cittadini del quartiere Ponticelli, ai quali venivano chieste somme di denaro in cambio del mantenimento o dell’ottenimento di alloggi popolari, ha consentito di documentare l’attuale permanenza del clan e delle relative attività illecite.
    Di seguito i destinatari della misura:
    Custodia in carcere:1. ACANFORA Antonio nato a Napoli il 13.01.1961;2. APREA Gennaro, nato a Napoli il 11.04.1973;3. AUDINO Francesco, nato a Cercola (NA) il 18.06.1980;4. AULISIO Luigi, nato a Cercola (NA) il 02.11.1970;5. AULISIO Nicola, nato a Napoli il 26.12.1997;6. AUSTERO Luigi nato a Napoli il 23.01.1995;7. BARBATO Vincenzo, nato a Massa di Somma il 23.12.1998;8. BOCCARDI Roberto,9. OMISSIS (è stato constatato il recente decesso);10. CARDILLO Luigia nata a Napoli il 13.12.1992;11. CASELLA Eduardo nato a Napoli il 10.05.1984;12. CASELLA Giuseppe nato a Napoli il 25.9.1978;13. CASELLA Vincenzo nato a Napoli 1’11.9.1996;14. CEGLIE Giulio, nato a Napoli il 12.12.1982;15. CERRATO Ciro nato a Massa di Somma (Na) in data 16.10.1988;16. CIPOLLARO Cira, nata a Napoli il 23.06.1972;17. CLIENTI Francesco, nato a Napoli il 29.1.1976;18. CONCILIO Luca nato a Napoli il 9.12.1983;19. CRISAI Luigi, nato a Napoli il 18 05 1983;20. DAMIANO Giuseppe, nato a Napoli il 27.3.2002;21. DAMIANO Pasquale, nato a Napoli il 06.02.1992;22. DE LUCA BOSSA Anna, nata a Napoli il 24.10.1975;23. DE LUCA BOSSA Emmanuel, nato a Napoli il 27.12.1998;24. DE LUCA BOSSA Giuseppe, nato a Napoli il 01.05.1977;25. DE LUCA BOSSA Umberto, nato a Napoli il 18.06.1993;26. DE MARTINO Luigi, nato a San Giorgio a Cremano il 19.04.1995;27. DE STEFANO Enza, nato a Napoli il 14.09.1975;28. DE STEFANO Luisa, nata a Napoli il 12.02.1971;29. DE TURRIS Giovanni nato a San Giorgio a Cremano 1’11.11.1990;30. DI DATO Francesco Paolo, nato a Napoli il 31.10.1973;31. DI PIERNO Domenico, nato a Cercola il 09.05.1988;32. ESPOSITO Ciro, nato a Nola (NA) il 31.07.1998;33. ESPOSITO Giovanni, nato a Torre del Greco (NA) il 15.05.1979;34. ESPOSITO Vincenza nata a Massa di Somma (Na) il 21.7.1994;35. FERLOTTI Alessandro nato a Napoli il 10.3.1992;36. GALA Mariarca nata a Napoli il 14.07.1983;37. GIANNIELLO Domenico, nato a San Giorgio a Cremano (Na) il 13.9.1983;38. IMPERATRICE Ciro, nato a Cercola il 29.03.1974;39. LA PENNA Luca, nato a Napoli il 28.07.1982;40. LAZZARO Maria, nata a Napoli il 18.05.1979;41. MAIONE Vincenza, nata a Napoli il 01.07.1975;42. MARFELLA Cristian nato a Napoli il 02.02.1994;43. MINICHINI Alfredo, nato a Napoli il 30.12.1992;44. MINICHINI Martina nata a Napoli il 31.10.1995;45. MINICHINI Michele, nato a Napoli il 13.09.1990;46. OLIVIERO Fabio, nato a Napoli il 22.06.1997;47. ONESTO Gabriella, nata Napoli il 25.12.1979;48. ONORI Nicola, nato a Napoli il 24.07.1993;49. PALUMBO Giovanni nato a Napoli il 12.04.1994;50. PIGNATIELLO Francesco, nato a Napoli il 28.8.1975;51. POSTIGLIONE Ciro nato a Napoli il 02.10.1999;52. RICCI Ciro, nato Napoli li 26.02.1996;53. RIGHETTO Giuseppe, nato a Napoli il 14.02.1985;54. ROMANO Raffaele nato a Cercola il 26.5.72;55. SORRENTINO Mario nato a Napoli il 6.10.1984;56. SURIANO Kevin Vittorio nato a San Severino Marche il 17.9.98;57. TOMI Davide nato a Napoli il 14.01.1997;
    Arresti domiciliari:58. FALLACE Immacolata nata a Napoli 5.1.1962;59. BOCCIA Mariarca nata a Cercola l’1.8.1986;
    Divieto dimora:60. BOCCARDI Carmine Napoli 06.05.1982;61. LUONGO Lena nata a Napoli il 30.5.1978;62. TROJER Ugo nato a Napoli 26.7.1954.63. ERCOLANO Fortuna nata a Napoli il 4.11.1983.

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    Camorra, maxi blitz a Ponticelli: 66 arrestati

    Camorra a Ponticelli: il quartiere ripulito da ben 66 criminali che in questi anni hanno insanguinato le strade con bombe, attentanti, stese, agguati, minacce.
    Gli uomini della faida insomma che sta terrorizzando la tanta gente per bene che vi abita.
    Dalle prime ore del mattino infatti a Napoli è in corso una vasta operazione dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato e in esecuzione di un’ ordinanza restrittiva, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 66 persone.
    Tutte ritenute gravemente indiziate di associazione di tipo mafioso, estorsione e detenzione di armi, a vario titolo legate al cartello camorristico denominato De Luca – Bossa – Casella – Minichini – Rinaldi – Reale attivo nella zona orientale di questo capoluogo.
    Il gruppo da anni è in guerra con i De Micco i famigerati “Bodo” poi alleatisi con i De Martino “Xx” per il controllo delle attività illecite in tutto il quartiere di Ponticelli.

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    Napoli, mitra contro i carabinieri, parte un colpo: nessuno ferito. Due giovanissimi arrestati

    Notte di tensione e paura a pochi passi dalla Caserma Pastrengo sede del comando provinciale di Napoli: i carabinieri hanno arrestato al termine di una colluttazione un 17 e un 18 di Ponticelli. Erano armati di una pistola mitragliatrice tipo Skorpion.
    Sono circa le 5.30 e due ragazzi in sella a uno scooter percorrono piazza carità. Hanno il volto coperto, il mezzo è senza targa e provengono dai Quartieri Spagnoli.
    I Carabinieri della compagnia Napoli centro gli intimano l’alt, lo scooter fa inversione e i 2 imboccano via Toledo, lì verranno bloccati. Chi guida ha 17 anni mentre il passeggero ne ha 18. Sono entrambi di Ponticelli e sono già noti alle forze dell’ordine.
    Il 18enne è armato, ha con se una pistola mitragliatrice tipo SKORPION cal. 7,65, senza matricola e con 13 colpi inseriti nel caricatore. Attimi di tensione durante la colluttazione per disarmarlo.
    Il 18enne – in un probabile delirio di onnipotenza – si mette in piedi sullo scooter e punta l’arma verso i Carabinieri. I militari si lanciano verso il ragazzo e lo atterrano, parte un colpo dalla mitragliatrice. Il proiettile, partito per l’estrema sensibilità dell’arma, per un riflesso incondizionato del ragazzo o per altri motivi ancora non chiari, non ha ferito nessuno.
    Perquisite le abitazioni dei due. I militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato a casa del maggiorenne 3 coltelli a serramanico, 2 sfollagente, 1 tirapugni, 1 giubbotto e una balestra.
    I due sono stati arrestati per porto di armi da guerra e trasferiti rispettivamente nel carcere di Poggioreale e ai colli Aminei. Ora i carabinieri continuano le indagini per scoprire cosa facessero armati i due nella zona del centro di Napoli e la provenienza delle armi. La pistola mitra sarĂ  inviata alla sezione scientifica per stabilire se sia stata utilizzata in recenti fatti delittuosi.

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    Un debito non pagato dietro l’agguato al rione Traiano

    E’ il 32enne di Ponticelli, Federico Vanacore, l’uomo ferito a colpi di pistola alle gambe nella mattinata di ieri al rione Traiano.
    L’uomo, ricoverato all’ospedale San Paolo, è stato centrato da numerosi colpi di pistola ad entrambe le gambe. Ha riferito alle forze dell’ordine che si trovava al rione Traiano perchè era andato a fare visita ad alcuni parenti. E naturalmente di non sapere spiegare i motivi dell’agguato.
    Gli investigatori non hanno creduto alla sua versione e hanno avviato le indagini facendo anche un sopralluogo nella zona indicata dall’agguato alla ricerca di bossoli e tracce ematiche. La pista maggiormente seguita è quella che porta ad una punizione per un debito non saldato.

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    Gambizzato a Ponticelli a pochi metri dalla scuola

    Un uomo di 48 anni è stato ferito alla gamba destra da un colpo d’arma da fuoco, nel quartiere Ponticelli di Napoli, a pochi metri da una scuola.E’ stata la polizia a trovarlo. Una volante stava passando per normali controlli quando ha visto un uomo a terra. Si trattava del 48enne, che ha qualche precedente di polizia. L’uomo – le cui condizioni non destano allarme – è stato trovato in piazza Aprea: a pochi metri di distanza c’è l’istituto comprensivo statale 49° Toti Borsi Giurleo.
    Il ferimento intorno alle 13.30. La zona dell’agguato e’ nei pressi della Basilica della Madonna della Neve, nel centro storico del quartiere sotto il controllo dei De Micco. I colpi di pistola sono stati esplosi non troppo distanti dall’Istituto Enrico Toti a Ponticelli, che si trova in piazza Vincenzo Aprea. Alcuni testimoni parlano di un fuggi fuggi anche tra genitori e bimbi.
    “Si è diffuso il panico, e la paura ha provocato una calca tra genitori in fuga e chi cercava di nascondersi all’interno dell’edificio scolastico”. Stefano Marzatico, consigliere del Gruppo Maresca alla VI Municipalità di Napoli, riferisce il clima vissuto all’esterno dell’istituto comprensivo statale 49° Toti Borsi Giurleo, nel quartiere Ponticelli, quando è stato ferito alle gambe un uomo di 48 anni con precedenti di polizia.
    L’agguato è avvenuto poco prima dell’uscita degli alunni, quando già molti genitori erano in attesa dei figli all’esterno dell’edificio. Secondo Marzatico, nel quartiere “ormai viviamo una situazione insostenibile”. Domani è in programma un corteo per la legalità “cui parteciperanno in tanti prendendosi applausi che non meritano. Sarebbe il caso che ognuno di loro si dimettesse e chiedesse scusa al quartiere di Ponticelli”.
    “L’ennesimo agguato a Ponticelli nel momento in cui i bambini della scuola Toti si accingevano ad uscire, è la dimostrazione che la questione sicurezza è ancora maledettamente seria e non c’è stata in più di un anno alcuna risposta da parte delle istituzioni”.
    Così in una nota Catello Maresca, consigliere comunale di opposizione, in merito all’agguato che poco fa si è consumato davanti a una scuola a Ponticelli.
    “Purtroppo senza sicurezza non si può pensare di programmare nulla e non c’è da attendersi niente di buono per il futuro – incalza Maresca – Su questo l’amministrazione comunale ha completamente fallito. Speriamo in un decisivo intervento da parte del neo ministro Piantedosi, perché serve una scossa seria ed un piano strategico efficace che stiamo invocando dal primo Consiglio comunale ormai più di un anno fa. Da allora solo chiacchiere e la gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti”.

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