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    Latitante del clan Orlando scovato sotto casa a Marano nonostante la parrucca per camuffarsi

    I Carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno arrestato ieri sera a Marano di Napoli un latitante di 37enne, Fabio D’Agostino, affiliato al clan Orlando-Polverino.
    D’Agostino era ricercato dal gennaio dello scorso anno. I Carabinieri lo hanno catturato in strada mentre era alla guida di un’auto intestata a un prestanome.
    I militari, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno tenuto alta l’attenzione sin dal giorno della sua “scomparsa” dai radar della giustizia. Hanno analizzato gli schemi relazionali del 37enne, effettuando un attento monitoraggio dei social e del suo patrimonio.
    Le tracce conducevano ancora a Marano, dove vivono la moglie e il figlio del latitante.I Carabinieri si sono posizionati in osservazione attorno all’abitazione familiare e hanno visto D’Agostino accostare con un’auto intestata a un prestanome. Il 37enne aveva una folta e singolare capigliatura che ha insospettito i militari.
    Quando la moglie e il figlio di D’Agostino sono entrati in casa, i Carabinieri hanno fatto irruzione e arrestato il latitante. D’Agostino è rimasto imperturbabile e ha chiesto spiegazioni. I militari lo hanno riconosciuto e gli hanno sfilato la parrucca.
    D’Agostino deve scontare 5 anni di carcere per estorsione
    Il latitante è ora in carcere a Secondigliano. Dovrà scontare una pena di 5 anni di reclusione per estorsione continuata ed aggravata dalle finalità e modalità mafiose.
    L’arresto di D’Agostino rappresenta un importante successo dei Carabinieri nella lotta contro la camorra. L’operazione dimostra la tenacia e l’impegno dei militari nel catturare i latitanti e nel garantire la sicurezza del territorio. LEGGI TUTTO

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    L’imprenditore romano Luciano Viglietta nascondeva latitanti della camorra

    Luciano Viglietta, un imprenditore 64enne di Roma, è stato raggiunto da un decreto di sequestro di beni per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro.
    La Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ritiene che il patrimonio di Viglietta sia frutto di attività illecite, tra cui usura, ricettazione, truffa, falsità, bancarotta, realizzazione di discariche non autorizzate, violazione dei sigilli e narcotraffico.
    Inoltre, secondo i carabinieri, Viglietta avrebbe favorito la latitanza di diversi esponenti del clan camorristico dei Polverino, fornendo loro appartamenti rifugio a Pomezia e sul litorale romano.
    Tra i latitanti della camorra che avrebbero beneficiato dei “rifugi” di Viglietta ci sono Giuseppe Ruggiero, Carlo Nappi e Giuseppe Simioli.
     Anche i boss Giuseppe Simioli e Carlo Napoli tra quelli che hanno beneficiato dei suoi rifugi
    Il sequestro di beni è stato disposto dalla Procura di Roma al termine di un’indagine che ha ricostruito il profilo criminale di Viglietta e individuato il suo ingente patrimonio.
    L’indagine ha accertato che Viglietta commette reati sin dal 1996, sia in connessione con la sua attività imprenditoriale che in maniera indipendente.
    Tutti i latitanti a cui Viglietta ha fornito appoggio appartengono al clan Polverino, attivo nel comune di Marano in provincia di Napoli.
    Nel 2012, Viglietta ha fornito al clan un supporto logistico per lo stoccaggio di 1500 kg di hashish.
    Tra i beni sequestrati a Viglietta ci sono quattro ville, un complesso industriale, 144 immobili, vari terreni, 11 società e 22 veicoli. LEGGI TUTTO