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    Sequestrate 40 tonnellate di fuochi d’artificio illegali

    Dall’inizio del mese di dicembre la Guardia di Finanza ha intensificato, su tutto il territorio nazionale, l’attività di contrasto alla produzione, detenzione, trasporto e commercializzazione illecita di artifizi pirotecnici e di prodotti pericolosi.
    Per garantire la sicurezza dei cittadini con l’approssimarsi delle festività di fine anno sono stati condotti 242 interventi che hanno portato al sequestro di oltre 1 milione e 700 mila fuochi artificiali illegali, per un peso complessivo di 40 tonnellate. Sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria 149 persone di cui 13 arrestate.
    Le attività di servizio si inseriscono nel quadro delle azioni di controllo del territorio che la Guardia di Finanza assicura per il concorso al mantenimento della sicurezza pubblica, a tutela della salute e dell’incolumità dei cittadini. LEGGI TUTTO

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    Botte e insulti agli anziani assistiti, arrestata la responsabile di una casa di riposo

    I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare personale emessa dal gip del Tribunale di Latina nei confronti di una persona ritenuta responsabile del reato, nella forma aggravata, di maltrattamenti ai danni degli ospiti di una casa di […] LEGGI TUTTO

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    Sequestro da oltre 5 milioni all’ex deputato Maietta, “socialmente pericoloso”

    Nella giornata di mercoledì le Fiamme gialle dei Comandi provinciali di Latina e Roma hanno eseguito un provvedimento del Tribunale – Sezione Specializzata Misure di Prevenzione, emesso su richiesta delle Procure della Repubblica di Latina e di Roma, con cui è stato disposto il sequestro dei beni del valore di oltre 5 milioni di euro […] LEGGI TUTTO

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    Prodotti contraffatti online, operazione della Finanza: sequestrato e oscurato e-commerce

    Militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Latina, nell’ambito dell’attività di contrasto degli illeciti in materia di tutela dei marchi e degli altri diritti di privativa industriale nonché di tutela del “Made in Italy” e della sicurezza prodotti, a seguito di mirata attività informativa e di monitoraggio e analisi dei canali di intermediazione […] LEGGI TUTTO

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    Affitti falsi per l’immigrazione clandestina: l’inchiesta delle Fiamme Gialle

    I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Latina, coordinati dalla Procura della Repubblica pontina, hanno eseguito un’indagine di polizia giudiziaria svolta nei confronti di 9 persone, segnalate a vario titolo per i reati di falso, sostituzione di persona e favoreggiamento all’immigrazione clandestina. L’indagine trae origine da un’attività di polizia economico-finanziaria condotta dai […] LEGGI TUTTO

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    Marcianise, arrestati imprenditore e commercialista dell’Interporto: 2600 fatture false

    La Guardia di Finanza di Marcianise ha eseguito un’ordinanza applicativa delle misure cautelari in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica – Sezione Reati Criminalità economica – nei confronti di un imprenditore (attivo nel settore della logistica all’interno dell’Interporto Sud Europa di Marcianise) e del suo consulente fiscale, con contestuale sequestro preventivo di beni mobili ed immobili del valore stimato di oltre 6 milioni di euro.

    Già nel febbraio del 2022, le due persone erano state destinatarie di una misura cautelare interdittiva (divieto temporaneo di esercitare, rispettivamente, l’attività imprenditoriale e professionale) a seguito di un’indagine nel cui ambito erano emersi gravi indizi di reità in ordine al loro coinvolgimento in un articolato sistema di frode finalizzato all’evasione fiscale.
    In particolare, dietro la “regia” del proprio consulente fiscale, l’imprenditore avrebbe indebitamente beneficiato di ingenti risparmi di imposta (costi indeducibili per un valore di oltre 40 milioni di euro ai fini delle imposte dirette e di IVA indetraibile per un valore di oltre 8,6 milioni di euro) grazie soprattutto all’utilizzo sistematico di documentazione contabile fittizia, tra cui oltre n. 2.600 fatture per operazioni inesistenti emesse da società c.d. cartiere appositamente costituite.
    Nel corso delle successive indagini delegate dal pubblico ministero, gli investigatori della Guardia di Finanza hanno acquisito gravi elementi indiziari in ordine alla commissione di ulteriori fattispecie di reato da parte degli indagati (autoriciclaggio, falso in bilancio, bancarotta documentale e fraudolenta, indebita percezione di erogazioni pubbliche e indebite compensazioni effettuate con l’utilizzo di crediti inesistenti), i quali avrebbero continuato ad operare nel medesimo settore, attraverso un nuovo soggetto economico appositamente costituito e intestato a prestanomi, conseguendo profitti illeciti per oltre 6 milioni di euro. LEGGI TUTTO

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    Colpo ai narcos di Scampia: sequestrati oltre 18 chili di cocaina: 2 arresti

    Nell’ambito del dispositivo di contrasto ai traffici illeciti, i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno sottoposto a sequestro oltre 18 chili di cocaina.
    Durante i controlli predisposti lungo le principali arterie stradali di accesso alla città di Napoli, è stata notata un’autovettura sospetta, con a bordo due uomini, dirigersi verso il quartiere Scampia.
    Insospettiti dalle manovre effettuate, i finanzieri hanno deciso di fermare e sottoporre a controllo il mezzo. All’interno dell’abitacolo, occultato ai piedi del sedile posteriore, è stato rinvenuto un borsone di colore blu, contenente 17 panetti di sostanza stupefacente che, sottoposta ad analisi speditiva, è risultata essere cocaina.
    I due uomini – classe ’94 e ’85 – sono stati tratti in arresto per il reato di traffico e detenzione illecita di sostanza stupefacente.
    L’attività di servizio odierna, eseguita dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli, testimonia il costante impegno delle Fiamme Gialle nella lotta al traffico sostanze stupefacenti, a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini. LEGGI TUTTO

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    Colpo ai narcos di Castel Volturno: sequestrati 77 chilogrammi di hashish. Tre arresti

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta ha coordinato una complessa operazione finalizzata al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti che ha consentito di sequestrare circa 77 kg di hashish e di trarre in arresto tre responsabili.L’attività è stata eseguita dai Finanzieri della Compagnia di Mondragone i quali, dopo un’articolata attività info- investigativa svolta grazie alla costante presenza sul territorio, hanno individuato un immobile sito nel Comune di Castel Volturno adibito a vera e propria raffineria di stupefacenti.
    Infatti, le conseguenti attività di perquisizione svolte hanno permesso di riscontrare la presenza di tre uomini, un italiano residente nel Comune di Pozzuoli  e due cittadini extracomunitari provenienti dal Marocco.
    Erano tutti intenti nella preparazione di dosi di stupefacente pronte per essere cedute sul mercato illegale, nonché di rinvenire 77 kg di hashish sfuso e già lavorato, unitamente a materiale per il confezionamento, tra cui un bilancino di precisione, un forno a microonde, un frullatore, una confezione di olio e circa 2.000 bustine di cellophane.
    I tre responsabili sono stati tratti in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere, tradotti presso la locale Casa Circondariale.
    La sostanza stupefacente rinvenuta, invece, è stata sottoposta a sequestro, posto che, una volta “confezionata” e immessa sul mercato, avrebbe potuto generare guadagni illeciti per circa mezzo milione di euro.
    L’attività della Guardia di Finanza di Mondragone testimonia il costante impegno delle Fiamme Gialle che, anche in ottemperanza di specifiche direttive sul piano tecnico-operativo impartite dalla Prefettura di Caserta ed assunte in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ha intensificato l’attività di prevenzione e repressione in materia nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti, con il duplice intento di tutelare la salute dei cittadini e debellare una delle principali forme di finanziamento della criminalità organizzata. LEGGI TUTTO

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    Caserta, sequestrati 15 kg di cocaina: arrestato corriere rumeno

    Nella giornata di ieri, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta ha coordinato una complessa operazione finalizzata al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti che ha consentito di sequestrare circa 15 kg di cocaina purissima e di trarre in arresto il corriere che la trasportava.L’attività è stata eseguita dai Finanzieri della Compagnia di Marcianise i quali, attraverso un articolato dispositivo all’uopo predisposto presso i caselli autostradali di Caserta Nord e Caserta Sud, sono riusciti a individuare un’autovettura sospetta, il cui conducente, all’atto del fermo, manifestava subito un evidente stato di agitazione che induceva i militari operanti ad approfondire il controllo presso la sede del reparto.
    In effetti, a seguito di un’accurata ispezione del mezzo, veniva scoperto un sottofondo, ricavato nel baule posteriore e coperto da una spessa lastra metallica comandata attraverso un complesso meccanismo elettronico, al cui interno erano occultati n. 14 panetti di cocaina del peso complessivo di kg 14,800.
    Il corriere veniva, inoltre, trovato in possesso di una somma in contanti pari a 1.025,00 euro, verosimilmente corrispostagli quale compenso per il trasporto della droga.
    Il responsabile, di origine rumena, è stato arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere, tradotto presso la locale Casa Circondariale.
    La cocaina sottoposta a sequestro, una volta “tagliata” e immessa sul mercato, avrebbe potuto generare guadagni illeciti per circa 2 milioni di euro.
    L’attività della Guardia di Finanza di Marcianise testimonia il costante impegno delle Fiamme Gialle nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti, con il duplice intento di tutelare la salute dei cittadini e debellare una delle principali forme di finanziamento della criminalità organizzata. LEGGI TUTTO

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    Frode su ristori covid e fallimento società: 3 indagati

    Nei giorni scorsi si sono concluse le indagini preliminari, condotte dai Finanzieri del Comando Provinciale di Padova sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, nei confronti di tre persone.Tutte indagate, in concorso e a vario titolo, in ordine a reati tributari, fallimentari, societari e a un’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, in qualità di amministratori di fatto e di diritto di una società operante nella provincia di Padova nel settore dell’allevamento e del commercio di bovini e carne da macello.
    Nel dettaglio, le attività investigative delle Fiamme Gialle della Compagnia di Este, durate oltre un anno, hanno preso il via da una verifica fiscale conclusa nei confronti dell’impresa in rassegna, all’esito della quale è stata proposta per il recupero a tassazione un’imposta evasa di oltre 6 milioni di euro.
    Inoltre, nel corso dell’ispezione sono stati svolti approfondimenti in merito a tre finanziamenti, pari a 200 mila euro, erogati nell’ambito delle misure di sostegno all’economia, colpita dalla crisi derivante dalla pandemia da Covid – 19.
    In particolare, è stato rilevato che la società in parola, ritenuta priva di qualsivoglia struttura aziendale, ha dapprima beneficiato dei contributi di cui al c.d. ”Decreto Rilancio” e, a seguito dell’introduzione di nuove misure volte al sostegno di determinate categorie economiche, i cc.dd. ”Decreto Ristori” e ”Decreto Natale”, avrebbe simulato lo svolgimento di un’attività di ristorazione, senza di fatto mai esercitarla.
    Tali disponibilità finanziarie non sarebbero state destinate alle finalità previste dalla normativa emergenziale, ma, dopo essere state indebitamente percepite, sarebbero state interamente trasferite, mediante bonifici bancari, su conti correnti ubicati in Lituania e Polonia.
    Nel corso degli ulteriori accertamenti nei confronti del soggetto economico, è stato riscontrato che le quote di tale società sono state cedute nel 2018 dai precedenti soci a un soggetto diverso, divenuto anche rappresentante legale e considerato mero prestanome di due fratelli campani.
    A partire da quell’anno, i tre indagati avrebbero dapprima apparentemente rafforzato la situazione economico finanziaria della società con un aumento del capitale sociale da 10 mila a 750 mila euro mediante l’utilizzo di riserve disponibili ritenute fittizie, al solo fine di offrire al mercato e agli istituti di credito un’immagine florida della stessa, e successivamente avrebbero collocato l’impresa in un meccanismo evasivo destinato a favorire numerose società con sede nella provincia di Napoli.
    Infatti, secondo l’ipotizzato schema della c.d. ”frode carosello”, il soggetto economico sarebbe stato interposto, in qualità di ”impresa cartiera”, nelle operazioni di compravendita di prodotti provenienti dall’Unione Europea, assoggettate a uno specifico regime I.V.A., favorendo l’evasione della suddetta imposta, sistematicamente non versata all’atto della successiva cessione all’acquirente finale sul territorio nazionale, che comunque maturava il diritto alla detrazione.
    L’importo delle vendite ricostruite, riconducibili a tale meccanismo, ammontava a oltre 3 milioni di euro. Le irregolarità sopra illustrate avrebbero anche favorito il dissesto dell’impresa, poi dichiarata fallita.
    Nello specifico, è stata ipotizzata la distrazione di beni e valori in danno dei creditori, in quanto non sarebbero state rinvenute 13 autovetture concesse in leasing o in locazione all’azienda decotta e disponibilità finanziarie per quasi 195 mila euro, in parte trasferite su conti correnti esteri, in parte utilizzate per il pagamento di spese estranee all’attività sociale oppure impiegate per il versamento delle imposte dovute da terzi.
    Gli amministratori avrebbero omesso, altresì, la tenuta delle scritture contabili obbligatorie, rendendo più complessa la ricostruzione di tali operazioni. La valorizzazione di tutti gli elementi investigativi raccolti, acquisiti attraverso accertamenti bancari e dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, ha consentito all’Autorità Giudiziaria di formulare le imputazioni sopra descritte a carico di due amministratori di fatto e uno di diritto. LEGGI TUTTO