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    Omicidio nel multipiano, postina condannata in via definitiva

    Condanna definitiva per Arianna Magistri, responsabile dell’omicidio della collega Anna Lucia Coviello. Quest’ultima, dipendente delle Poste, il 16 giugno 2016 venne uccisa all’interno del parcheggio multipiano di Sperlonga, secondo gli inquirenti dopo mesi e mesi di stalking, da Arianna Magistri, 45enne di Formia. La vittima venne ricoverata all’ospedale “Goretti” di Latina, dove morì dopo una […] LEGGI TUTTO

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    Ex colonia di Donato, tutto prescritto e immobile dissequestrato

    Tutto prescritto.
    Si è concluso così il processo sulla ex colonia Di Donato di Formia, lo storico immobile che il Comune aveva affidato all’Ipab della Santissima Annunziata per realizzarvi, grazie a un finanziamento regionale, un ostello destinato ai figli degli emigranti laziali all’estero.
    Il giudice del Tribunale di Cassino, Marco Gioia, ha prosciolto per intervenuta prescrizione tutti gli imputati e dissequestrato così lo stesso immobile, a cui il 25 gennaio 2017 aveva apposto i sigilli la Guardia di finanza.
    Gli inquirenti avevano ipotizzato una serie di gravi reati ai danni della pubblica amministrazione, tra frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologia e truffa aggravata ai danni di un ente pubblico.
    Sotto accusa erano finiti pubblici ufficiali, imprenditori e società attive nell’ambito dell’edilizia, ipotizzando che le stesse, nell’ambito del progetto di riconversione dell’immobile, avessero gonfiato alcune fatture relative agli acquisti di materiali.
    Una vicenda per cui erano finiti a processo Raniero De Filippis, presidente del CdA dell’Ipab all’epoca dei fatti, Francesco Battista, amministratore della società Sacen che si era aggiudicati i lavori, Umberto Battista, direttore della stessa società, i responsabili del procedimento amministrativo, Erasmo Valente e Roberto Guratti, Giorgio Maggi, che lavorava a supporto ai responsabili del procedimento, Giovanni Falco, direttore dei lavori, e Andrea Fumi, responsabile della sicurezza.
    Ma il troppo tempo trascorso dai fatti ha fatto chiudere il processo per prescrizione, senza un pronunciamento nel merito, dopo che il giudice Gioia ha rigettato le richieste della parte civile cambiare capi di imputazione, particolare che avrebbe allungato i termini prescrizionali, e accolto quelle del collegio difensivo, composto tra gli altri dagli avvocati Andrea Di Croce, Vincenzo Macari, Luca Scipione e Giorgia Bonfanti.

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    Estorsione e usura, assolto il formiano Bencivenga

    Assolto perché il fatto non sussiste.
    Si è concluso così, davanti al Tribunale di Cassino, il processo al 48enne Francesco Bencivenga, di Formia, arrestato lo scorso anno dal locale commissariato e accusato insieme a un 55enne, quest’ultimo già giudicato con rito abbreviato, di usura ed estorsione ai danni di un imprenditore 57enne del posto.
    Il pm aveva chiesto per l’imputato, difeso dall’avvocato Luca Scipione, una condanna a cinque anni e mezzo di reclusione, richiesta caldeggiata dalla parte civile, ma i giudici hanno ritenuto il 48enne innocente.

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    Medico condannato, l’Asl avvia il recupero della somma

    Avviate dall’Asl di Latina le procedure per recuperare le somme dovute da un medico dell’ospedale “Dono Svizzero” di Formia, ormai in pensione, condannato dalla Corte dei Conti a risarcire oltre 60mila euro all’Azienda sanitaria.
    La vicenda riguarda il dott. Cesare Briglia.
    Ricevuta dall’Asl di Latina la sentenza emessa nel 2009 dal Tribunale di Gaeta, confermata in appello, in base alla quale l’Azienda ha dovuto risarcire con oltre 330mila euro i familiari di Elena Ferraro, 59enne di Minturno, gli inquirenti contabili aprirono un’indagine e mandarono a giudizio i medici Briglia e Giuseppe Caldarazzo.
    Gli inquirenti chiesero la condanna dei due a risarcire 60mila euro a testa all’Asl, ritenendoli entrambi responsabili della morte della paziente per aver “omesso i necessari accertamenti diagnostici, con conseguente aggravamento e successivo decesso” della 59enne.
    Per i medici legali incaricati di una consulenza, sul fronte penale, dalla Procura di Latina, la donna è rimasta vittima di un volvolo intestinale.
    E, sempre sul fronte penale, i due medici sono stati ritenuti responsabili della tragedia.
    Nonostante la condanna penale del dott. Caldarazzo sia stata confermata anche dalla Cassazione, la Corte dei Conti, alla luce di un’altra relazione tecnica, lo scorso anno non lo ha però ritenuto responsabile della morte della 59enne, avendo, dopo aver visitato la paziente, “rapidamente approntato una terapia farmacologia e tempestivamente richiesto il consulto del chirurgo”.
    I giudici contabili hanno invece giudicato responsabile il dott. Briglia e lo hanno condannato a risarcire l’Asl.
    Ora l’Azienda sanitaria ha dato alla propria Unità personale “i più ampi poteri del caso per procedere con il recupero della somma”.
    E nello specifico “di attivare l’apprensione delle quote disponibili dell’eventuale TFR e/o trattamento di pensione, presso gli enti erogatori”.

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    Gestione asilo nido comunale, avallata la scelta fatta dal Comune

    Avallate le scelte fatte dal Comune di Formia nella gestione del servizio di asilo nido comunale per tre anni.
    Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello dell’ente locale e bocciato la sentenza del Tar di Latina con cui lo scorso anno, accogliendo il ricorso della Cooperativa Sociale Gialla, terza in graduatoria, erano stati annullati tutti gli atti relativi alla vicenda e disposta l’esclusione sia della vincitrice dell’appalto che della seconda classificata.
    Il Tar aveva ritenuto che la Sostegno Cooperativa Sociale a.r.l., indicata dal Consorzio Intesa, a cui era stato aggiudicato l’appalto quale esecutrice al 100% del servizio, dovesse essere esclusa non essendo iscritta alla Camera di Commercio per la tipologia di attività della gestione asili nido e non avendo gestito asili nido dal 2016 al 2018, come previsto invece dalla domanda di partecipazione.
    La seconda classificata, la Cooperativa Nasce Un Sorriso, sempre per i giudici amministrativi, aveva poi violato il principio di immodificabilità dell’offerta e impedito così la verifica da parte dell’Amministrazione in ordine al costo del lavoro indicato dalla concorrente, al contratto applicato ai lavoratori assorbiti e alla riconducibilità della tipologia contrattuale prescelta delle figure professionali per le mansioni richieste per l’esecuzione del servizio.
    Di avviso opposto Palazzo Spada.

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    Tragedia del finanziere, aperta un’inchiesta dalla Procura di Cassino

    Aperta dalla Procura della Repubblica di Cassino un’inchiesta sul finanziere deceduto a Formia, a 48 ore di distanza dalla somministrazione del vaccino AstraZeneca.
    Il sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo ha aperto un fascicolo contro ignoti, con l’ipotesi di omicidio colposo, e disposto una consulenza medico-legale per far luce sulla tragedia e stabilire anche un’eventuale correlazione tra la morte del 48enne Raffaele Tramontano, in servizio presso il Centro navale di Formia e residente a Scauri, e la dose del medicinale anglo-svedese.
    Un caso seguito da vicino dallo stesso procuratore capo Luciano d’Emmanuele.
    Il medicinale è stato somministrato al militare in caserma, il giorno dopo è stato vittima di malessere e dopo 48 ore, recatosi a lavoro, è stato colto da un forte malore.
    I colleghi hanno chiesto l’intervento del 118, il 48enne è stato trasportato all’ospedale “Dono Svizzero” di Formia, ma non c’è stato nulla da fare.
    I medici ipotizzano che il finanziere sia rimasto vittima di un infarto, ma sarà ora la Procura a dover fare chiarezza sul dramma.

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    Ricetta Express, fissato l’interrogatorio del medico arrestato

    Fissato l’interrogatorio del medico dell’ospedale di Formia arrestato dai carabinieri del Nas di Latina nell’ambito dell’inchiesta denominata “Ricetta Express”.
    Il dott. Nicola Pagano dovrà comparire domani davanti al gip Vittoria Sodani.
    I militari hanno messo ai domiciliari il dirigente medico del pronto soccorso del “Dono Svizzero” e un 37enne, assuntore di sostanze stupefacenti, Luigi Magrino.
    I carabinieri del Nas hanno notificato inoltre la misura interdittiva del divieto di esercizio della professione per la durata di un anno al dipendente di una farmacia di Formia, e un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, per un importo complessivo di oltre 470.000 euro, corrispondente alle somme considerate indebitamente rimborsate dall’Asl di Latina, a carico dei tre indagati e di una quarta indagata, una 62enne del luogo con una patologia oncologica.
    I reati contestati a vario titolo dal sostituto procuratore della Repubblica di Cassino, Maria Beatrice Siravo, sono quelli di corruzione, peculato, concorso in falso in certificazioni mediche, truffa ai danni del sistema sanitario nazionale e detenzione illecita e spaccio di farmaci ad azione stupefacente.
    Le indagini sono iniziate dopo una segnalazione fatta dall’Asl di Latina relativamente a quella che era considerata un’eccessiva e immotivata prescrizione di un farmaco ad azione stupefacente in favore di una sola paziente.
    Per gli inquirenti il medico, con il concorso del farmacista, prescriveva indebitamente alla 62enne un eccessivo quantitativo, fatto di oltre 1.600 confezioni di uno spray nasale analgesico contenente una sostanza inclusa nella tabella ministeriale degli stupefacenti, in aggiunta alla terapia già prescrittale dal medico di famiglia, inducendo così in errore l’Azienda sanitaria che corrispondeva alla farmacia coinvolta nell’indagine ed altre farmacie locali oltre 470mila euro tra il 2016 e il 2019.
    I carabinieri del Nas hanno inoltre ritenuto che lo stesso medico, abusando della sua qualità di dirigente ospedaliero, avrebbe illecitamente ceduto al 37enne, in cambio di 50 euro a fiala e al di fuori dei protocolli terapeutici, oltre mille flaconi di morfina, redigendo allo scopo false prescrizioni mediche a carico di ignari pazienti.
    Il medico, assistito dagli avvocati Domenico Di Tano e Pasquale Cardillo Cupo, dovrà spiegare al gip i suoi rapporti con Magrino e con gli altri due indagati e la sua condotta.
    I difensori sostengono intanto la piena fiducia del loro assistito nell’autorità giudiziaria e “nella necessità di chiarire alcuni aspetti della vicenda che, se oggi vedono il loro assistito in un momento di difficoltà, è solo per la nota disponibilità del dottor Pagano a cercare in ogni modo di essere di aiuto e sostegno per i suoi pazienti, come del resto confermano gli innumerevoli attestati di affetto e vicinanza di amici e pazienti di queste ore”.
    “Se c’è stata qualche leggerezza – concludono – verrà chiarita con la massima serenità”.

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    Spaccio di droga, i due fratelli arrestati condannati e liberati

    Liberi i due fratelli di Formia arrestati nello scorso fine settimana dai carabinieri di Cellole, con l’accusa di spaccio di droga e oltraggio a pubblico ufficiale.
    I due sabato avevano seminato il panico tra le strade del centro campano fino a Piedimonte ed erano stati trovati in possesso di 3 grammi di cocaina.
    Per sfuggire ai controlli dei militari, i due fratelli si erano abbandonati a una folle fuga, terminata con l’impatto della propria autovettura contro il muro di un palazzo, nel comune di Piedimonte, dopo aver percorso oltre 10 chilometri, mettendo in pericolo la vita di bambini e pedoni, compresa una giovane donna incinta colta da malore.
    Ieri mattina, presso il Tribunale Sammaritano, si è svolta la convalida dell’arresto e il processo per direttissima.
    Convalidato l’arresto, i due formiani hanno scelto di farsi processare con rito abbreviato e, a fronte delle richieste del pm di condanne a un anno e mezzo di reclusione per il 28enne, pregiudicato, e a un anno e quattro mesi per il 23enne, gli imputati sono stati condannati rispettivamente a un anno e due mesi e a un anno di reclusione, con sospensione condizionale della pena.
    Il Tribunale, accogliendo le richieste dell’avvocato difensore Vincenzo Macari, ha poi rimesso i due giovani in libertà, disponendo soltanto l’obbligo di dimora nel Comune di Formia per il 28enne.

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    Violenza sessuale, assolto un 62enne originario di Formia

    Si è concluso ieri davanti al tribunale collegiale di Cassino l’udienza a carico di V.C., 62enne originario di Formia accusato di violenza sessuale e violenza privata. Davanti al collegio composto dal presidente Perna e da giudici dott.ssa Tavolieri e Di Fonzo il pubblico ministero Dott Mattei ha avanzato una richiesta una condanna alla pena di anni cinque di reclusione per aver l’imputato palpeggiato e provato ad ulteriormente abusare una giovane 26enne a Santi Cosma e Damiano nell’agosto del 2015. La difesa sostenuta dall’avv. Pasquale Di Gabriele ha chiesto e ottenuto la assoluzione dell’imputato.

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    Omicidio Bondanese, fissato l’interrogatorio del cugino

    Venerdì prossimo verrà interrogato dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minori di Roma, Maria Perna, Osvaldo V., il 17enne ferito il 16 febbraio scorso a Formia nello scontro con una comitiva di coetanei di Casapulla in cui ha perso la vita il cugino Romeo Bondanese.Il giovane, assistito dall’avvocato Vincenzo Macari, è indagato per rissa e al magistrato riferirà la sua versione dei fatti sulla tragedia consumatasi in via Vitruvio.
    Per rissa sono indagati anche altri tre giovani di Casapulla, tutti tra i 16 e i 17 anni, e il 16enne Camillo B., accusato anche di omicidio preterintenzionale, lesioni e porto illecito di arma bianca, arrestato e messo ai domiciliari.
    Le indagini sulla morte di Romeo Bondanese e su quell’esplosione di violenza in pieno centro, con protagonisti tutti minorenni, proseguono.

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