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    Napoli, sorpresi all’Arenaccia con arnesi atti allo scasso: 4 denunciati

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    7 minuti fa circa (13:07)
    il
    24 Novembre 2020

    Napoli, sorpresi all’Arenaccia con arnesi atti allo scasso: 4 denunciati.

    Stanotte gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Generale Francesco Pignatelli hanno notato un’auto con a bordo quattro persone che, alla loro vista, si sono allontanate per eludere il controllo.
    I poliziotti li hanno raggiunti e bloccati in piazza Nazionale ed hanno rinvenuto, nell’abitacolo della vettura, una centralina, due chiavi telecomando e diversi attrezzi atti allo scasso.
    I quattro, napoletani tra i 24 e 36 anni con precedenti di polizia, sono stati denunciati per ricettazione e per possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli e sanzionati per inottemperanza alle misure anti Covid-19 poiché circolavano oltre l’orario consentito.

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    Caserta e Provincia

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    4 giorni fa
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    20 Novembre 2020

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per l’esponente del clan dei Casalesi Francesco Cirillo, che era accusato di aver fatto parte del commando di killer che uccise il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno, l’imprenditore Domenico Noviello.
    “Finalmente giustizia è fatta, dopo 12 anni dalla morte di mio padre si è chiuso il capitolo giudiziario” commenta Mimma Noviello, figlia dell’imprenditore, che insieme ai fratelli Matilde, Rosaria e Massimiliano, ha sempre assistito a tutte le udienze dei processi nei vari gradi, guardando sempre in faccia gli assassini del padre. “Non è stato facile trovarsi di fronte Cirillo ad ogni udienza, alla fine abbiamo avuto ragione” dice …..CLICCA QUI PER DIVENTARE UN SOSTENITORE E LEGGERE CONTENUTI ESCLUSIVI

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    Chiedono il pizzo a Piazza Mercato, pistolero del clan Mazzarella li mette in fuga: arrestati in tre

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    Cronaca Nera

    Pubblicato
    2 ore fa circa (07:46)
    il
    23 Novembre 2020

    Chiedono il pizzo a Piazza Mercato. pistolero del clan Mazzarella li mette in fuga: arrestati in tre. Soggetti vicini al clan “De Luca Bossa-Minichini-Rinaldi” tentano estorsione in una piazza di spaccio in zona Mercato. Vengono messi in fuga a colpi di pistola dal clan “Mazzarella”. Tutti finiscono in manette, arrestati dai Carabinieri.

    Questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 3 indagati, appartenenti a due contrapposti sodalizi camorristici, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di estorsione, porto e detenzione illegale di armi, tutti aggravati dalla circostanza del metodo mafioso.
    Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di due persone che, agendo per conto del clan “De Luca Bossa – Minichini – Rinaldi”, organizzazione criminale riconducibile alla  “Alleanza di Secondigliano”, si rendevano responsabili di un tentativo di estorsione commesso, il 12 gennaio 2018, ai danni del titolare di una “piazza di spaccio”, attiva nel quartiere “Mercato”; tali individui, nel momento in cui si recavano dalla vittima per riscuotere la tangente, erano affrontati dall’indagato appartenente, invece, al contrapposto cartello mafioso dei “Mazzarella”, che esplodeva nei loro confronti numerosi colpi di arma da fuoco, mettendoli in fuga.

    Gli eventi si inquadrano nell’ambito della violenta contrapposizione tra il sodalizio dei “Mazzarella” e quello dei “Minichini – Rinaldi – De Luca Bossa”, quest’ultimo interessato, tuttora, ad estendere la propria sfera di influenza dall’area di San Giovanni a Teduccio – Ponticelli a quella centrale del capoluogo.

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    Cronaca

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    3 giorni fa
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    20 Novembre 2020

    Napoli. In giro per Napoli su un motorino con un panetto di hashish nella borsa: arrestata una 41enne.
    Ieri mattina i Falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Capodimonte una donna su uno scooter che, alla loro vista, ha accelerato la marcia.
    I poliziotti l’hanno raggiunta e bloccata trovandola in possesso di un panetto di hashish del peso di circa 100 grammi. Rita Cantalupo, 41enne napoletana con precedenti di polizia, è stata arrestata per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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    Chiedono il pizzo a Piazza Mercato, pistolero del clan Mazzarella li mette in fuga: arrestati in tre

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    Cronaca Napoli

    Pubblicato
    14 ore fa circa (07:46)
    il
    23 Novembre 2020

    Chiedono il pizzo a Piazza Mercato. pistolero del clan Mazzarella li mette in fuga: arrestati in tre. Soggetti vicini al clan “De Luca Bossa-Minichini-Rinaldi” tentano estorsione in una piazza di spaccio in zona Mercato. Vengono messi in fuga a colpi di pistola dal clan “Mazzarella”. Tutti finiscono in manette, arrestati dai Carabinieri.

    Questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 3 indagati, appartenenti a due contrapposti sodalizi camorristici, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di estorsione, porto e detenzione illegale di armi, tutti aggravati dalla circostanza del metodo mafioso.
    Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di due persone che, agendo per conto del clan “De Luca Bossa – Minichini – Rinaldi”, organizzazione criminale riconducibile alla  “Alleanza di Secondigliano”, si rendevano responsabili di un tentativo di estorsione commesso, il 12 gennaio 2018, ai danni del titolare di una “piazza di spaccio”, attiva nel quartiere “Mercato”; tali individui, nel momento in cui si recavano dalla vittima per riscuotere la tangente, erano affrontati dall’indagato appartenente, invece, al contrapposto cartello mafioso dei “Mazzarella”, che esplodeva nei loro confronti numerosi colpi di arma da fuoco, mettendoli in fuga.

    Gli eventi si inquadrano nell’ambito della violenta contrapposizione tra il sodalizio dei “Mazzarella” e quello dei “Minichini – Rinaldi – De Luca Bossa”, quest’ultimo interessato, tuttora, ad estendere la propria sfera di influenza dall’area di San Giovanni a Teduccio – Ponticelli a quella centrale del capoluogo.

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    Cronaca Napoli

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    2 ore fa
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    23 Novembre 2020

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, alla luce delle recenti disposizioni governative che hanno sancito il passaggio della regione Campania da “zona gialla” a “zona rossa”, ha rafforzato anche in questo fine settimana il dispositivo dei controlli volti a verificare il rispetto delle misure di contenimento della diffusione del Covid – 19.
    In totale, tra venerdì e domenica scorsi, sono state controllate su tutta la provincia 1140 persone e 186 attività commerciali, 91 le sanzionicomplessive.La Compagnia di Portici ha proposto al Prefetto la sanzione amministrativa della chiusura dell’esercizio per 5 giorni di un supermercato di Ercolano con dipendenti senza mascherina.La Compagnia di Torre Annunziata ha sanzionato a Pompei 4 cittadini italiani in assembramento e in un comune diverso da quello di residenza senza valido motivo.
    La Compagnia di Pozzuoli ha sanzionato a Quarto 13 persone che non indossavano i dispositivi di protezione individuale e per mancato rispetto della distanza di sicurezza.I militari del Gruppo di Frattamaggiore e delle Compagnie di Giugliano in Campania e Torre del Greco hanno sanzionato complessivamente 21 persone sorprese fuori dal comune di residenza senza valido motivo.Infine, come spesso succede, dai controlli anti Covid sono emerse anche situazioni illecite tipicamente d’interesse delle Fiamme Gialle.Le Fiamme Gialle del Gruppo di Frattamaggiore, nel Parco Verde di Caivano, hanno fermato un soggetto che, alla guida di un’autovettura, aveva tentato invano di invertire la marcia per sottrarsi ad un eventuale controllo da parte dei finanzieri.
    I militari hanno perquisito il veicolo e rinvenuto una busta contenente 4 panetti cellophanati del peso di circa 270 grammi cadauno. Le successive analisi eseguite sulla sostanza hanno rivelato che si trattava di eroina, per un peso complessivo di 1 kg di stupefacente. Il responsabile è stato tratto in arresto. Lo spacciatore è stato sanzionato anche per la violazione della normativa anti – Covid in quanto si spostava all’interno della Regione Campania senza giustificazione.La Compagnia di Castellammare di Stabia, all’interno di un bar, ha effettuato il sequestro amministrativo di un apparecchio da intrattenimento tipo “Totem”, privo delle relative autorizzazioni in quanto non collegato alla rete dell’AAMS, ma alla rete Internet.

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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Cronache » Flash News » Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

    Flash News

    Pubblicato
    4 giorni fa circa (08:20)
    il
    19 Novembre 2020

    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.

    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Napoli, il boss Montescuro come o stregone di Gomorra: faceva partecipare tutti i clan del centro e zona orientale. I NOMI DI TUTTI GLI ARRESTATI

    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi). E ancora  Salvatore Riccardi,, 9 anni; Stanislao Marigliano, 4 anni e 2 mesi; Giuseppe Cozzolino, 6 anni; Raffaele Oliviero, 6 anni; Mario Reale, 6 anni; Salvatore D’Amico, 5 anni; Sergio Grassia, 6 anni; Francesco Luca Caldarelli, 10anni; Gennaro Tarascio, 9 anni; Gennaro Rinaldi, 6 anni; Carlo Dario, 5 anni di reclusione.

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    19 ore fa
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    22 Novembre 2020

    Ancora in discesa i contagi da covid in Campania: Oggi si contano 3217 nuovi casi a fronte di 24. 332 tamponi effettuati. Le vittime che il bollettino dell’Unità di crisi segnala sono 21 ma in sei giorni.

    Il che significa che la percentuale si attesta al 13,22%; ieri era pari al 14,39%. Resta alto il numero degli asintomatici, 2.976. Ventuno le persone decedute nel periodo 15-21 novembre e 850 i guariti. Quanto al Report posti letto su base regionale, questi i dati: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656; Posti letto di terapia intensiva occupati: 201 (piu’ tre rispetto a ieri). Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (posti letto Covid e offerta privata); Posti letto di degenza occupati: 2.218.Questo il bollettino di oggi:Positivi del giorno: 3.217di cui:Asintomatici: 2.976Sintomatici: 241Tamponi del giorno: 24.332Totale positivi: 136.273Totale tamponi: 1.432.128Deceduti: 21 (*)Totale deceduti: 1.270Guariti: 850Totale guariti: 31.522* Deceduti tra il 15 e il 21 novembreReport posti letto su base regionale:Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656Posti letto di terapia intensiva occupati: 201Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)Posti letto di degenza occupati: 2.218* Posti letto Covid e Offerta privata

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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

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    9 ore fa circa (00:31)
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    19 Novembre 2020

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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.
    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.

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    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi).

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    49 minuti fa
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    20 Novembre 2020

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dei controlli nei confronti dei soggetti percettori dei “Bonus spesa Covid- 19”, ha scoperto che oltre 700 soggetti hanno ottenuto indebitamente il beneficio dichiarando di trovarsi in condizioni di difficoltà economica ovvero di indigenza tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità.
    È emerso, infatti, che uno o più componenti dei nuclei familiari monitorati, a seconda dei casi, avevano ricevuto lo stipendio o una pensione, anche per cospicui importi, percepito il Reddito di Cittadinanza, indennità di disoccupazione o altre prestazioni sociali agevolate oppure alterato il proprio stato di famiglia indicando soggetti fittizi o non residenti per incrementare la somma da percepire.Davvero tante le situazioni di rilievo: si va dai coniugi che hanno richiesto entrambi il bonus ma per lo stesso nucleo familiare, a soggetti che già percepivano l’assegno di mantenimento per separazione, a titolari di Partita Iva e persino a congiunti di esponenti della criminalità organizzata.

    Nella maggior parte dei casi è emerso che i nuclei familiari monitorati hanno indicato un ISEE con un valore inferiore a quello previsto.Emblematico, al riguardo, il caso di una signora napoletana scoperto dalle Fiamme Gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano che ha presentato un’attestazione ISEE pari a 4.895 euro, ma che in realtà, come appurato, era di oltre 67.000 euro.La stessa, inoltre, deteneva risparmi sui propri conti correnti per 325.000 euro e un patrimonio immobiliare del valore di circa 36.000 euro.Nel complesso sono state irrogate sanzioni amministrative, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, per oltre 250.000 euro e sono stati segnalati i trasgressori agli Enti Comunali, al fine di avviare il recupero delle somme indebitamente percepite.Le attività di controllo testimoniano l’impegno della Guardia di Finanza nell’azione di contrasto ad ogni forma di illecito a danno della spesa pubblica nazionale, al fine di prevenire e reprimere, soprattutto in un periodo di crisi economica e sociale causata dall’emergenza sanitaria, le fattispecie di indebita percezione delle risorse pubbliche destinate alle famiglie realmente bisognose e maggiormente colpite dagli effetti economici derivanti dall’emergenza in atto.

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    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro

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    Cronaca Giudiziaria

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    4 giorni fa circa (08:20)
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    19 Novembre 2020

    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.

    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.
    TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Napoli, il boss Montescuro come o stregone di Gomorra: faceva partecipare tutti i clan del centro e zona orientale. I NOMI DI TUTTI GLI ARRESTATI

    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi). E ancora  Salvatore Riccardi,, 9 anni; Stanislao Marigliano, 4 anni e 2 mesi; Giuseppe Cozzolino, 6 anni; Raffaele Oliviero, 6 anni; Mario Reale, 6 anni; Salvatore D’Amico, 5 anni; Sergio Grassia, 6 anni; Francesco Luca Caldarelli, 10anni; Gennaro Tarascio, 9 anni; Gennaro Rinaldi, 6 anni; Carlo Dario, 5 anni di reclusione.

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    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per l’esponente del clan dei Casalesi Francesco Cirillo, che era accusato di aver fatto parte del commando di killer che uccise il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno, l’imprenditore Domenico Noviello.
    “Finalmente giustizia è fatta, dopo 12 anni dalla morte di mio padre si è chiuso il capitolo giudiziario” commenta Mimma Noviello, figlia dell’imprenditore, che insieme ai fratelli Matilde, Rosaria e Massimiliano, ha sempre assistito a tutte le udienze dei processi nei vari gradi, guardando sempre in faccia gli assassini del padre. “Non è stato facile trovarsi di fronte Cirillo ad ogni udienza, alla fine abbiamo avuto ragione” dice …..CLICCA QUI PER DIVENTARE UN SOSTENITORE E LEGGERE CONTENUTI ESCLUSIVI

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    Napoli, arrestato il boss latitante Gaetano Cifrone

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    19 Novembre 2020

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    Catturato il boss latitante Gaetano Cifrone.L’uomo era sfuggito alla cattura lo scorso 20 ottobre quando i Carabinieri della compagnia Vomero avevano eseguito 24 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti esponenti del clan di cui e’ ritenuto elemento apicale….. Diventa sostenitore di Cronache della Campania

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    19 Novembre 2020

    Camorra, quasi due secoli di carcere per il clan Montescuro:18 condanne, tra 15 e 4 anni. Sei anni anche al mandante dell’agguato in cui venne ferita la piccola Noemi.
    Condanne tra 15 e 4 anni di reclusione, per un totale di quasi due secoli di carcere sono state inflitte oggi a Napoli dal giudice per le udienze preliminari di Nicoletta Campanaro al termine del processo, con rito abbreviato, che ha visto sul banco degli imputati 18 persone ritenute dalla Direzione Distrettuale Antimafia (pm Antonella Fratello e Henry John Woodcock) appartenenti al clan Montescuro, fondato da Carmine Montescuro, un boss ora 85enne che per decenni e decenni e’ riuscito a fare affari senza essere sfiorato dalle inchieste.
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    Almeno fino all’ottobre del 2019 quando la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto per lui e per molti dei suoi affiliati l’arresto dal gip Alessandra Ferrigno. Tra i condannati figura anche Antonio Marigliano, detto “o’ silano”, ritenuto dalla Procura Antimafia il mandante dell’agguato del 3 maggio 2019, in piazza Nazionale, in cui venne ferita la piccola Noemi, sua nonna e Salvatore Nurcaro, il reale obiettivo dei killer Armando e Antonio Del Re, (gia’ condannati per quei fatti rispettivamente a 18 anni e 14 anni di carcere). A Marigliano il giudice ha inflitto sei anni di carcere per ricettazione. Condannati per estorsione Nino Argano, braccio destro del capoclan Carmine Montescuro (15 anni e 8 mesi); Antonio Montescuro, figlio di Carmine (11 anni), Carmine Montescuro, nipote omonimo del capoclan (14 anni); Vincenzo Milone (11 anni) e Gennaro Aprea e Vincenzo Ciriello (10 anni ad entrambi). E ancora  Salvatore Riccardi,, 9 anni; Stanislao Marigliano, 4 anni e 2 mesi; Giuseppe Cozzolino, 6 anni; Raffaele Oliviero, 6 anni; Mario Reale, 6 anni; Salvatore D’Amico, 5 anni; Sergio Grassia, 6 anni; Francesco Luca Caldarelli, 10anni; Gennaro Tarascio, 9 anni; Gennaro Rinaldi, 6 anni; Carlo Dario, 5 anni di reclusione.

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    Napoli, arrestato il boss latitante Gaetano Cifrone

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    Cronaca Napoli

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    4 giorni fa circa (20:02)
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    19 Novembre 2020

    Catturato il boss latitante Gaetano Cifrone.L’uomo era sfuggito alla cattura lo scorso 20 ottobre quando i Carabinieri della compagnia Vomero avevano eseguito 24 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti esponenti del clan di cui e’ ritenuto elemento apicale….. Diventa sostenitore di Cronache della Campania

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    23 Novembre 2020

    Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, alla luce delle recenti disposizioni governative che hanno sancito il passaggio della regione Campania da “zona gialla” a “zona rossa”, ha rafforzato anche in questo fine settimana il dispositivo dei controlli volti a verificare il rispetto delle misure di contenimento della diffusione del Covid – 19.
    In totale, tra venerdì e domenica scorsi, sono state controllate su tutta la provincia 1140 persone e 186 attività commerciali, 91 le sanzionicomplessive.La Compagnia di Portici ha proposto al Prefetto la sanzione amministrativa della chiusura dell’esercizio per 5 giorni di un supermercato di Ercolano con dipendenti senza mascherina.La Compagnia di Torre Annunziata ha sanzionato a Pompei 4 cittadini italiani in assembramento e in un comune diverso da quello di residenza senza valido motivo.
    La Compagnia di Pozzuoli ha sanzionato a Quarto 13 persone che non indossavano i dispositivi di protezione individuale e per mancato rispetto della distanza di sicurezza.I militari del Gruppo di Frattamaggiore e delle Compagnie di Giugliano in Campania e Torre del Greco hanno sanzionato complessivamente 21 persone sorprese fuori dal comune di residenza senza valido motivo.Infine, come spesso succede, dai controlli anti Covid sono emerse anche situazioni illecite tipicamente d’interesse delle Fiamme Gialle.Le Fiamme Gialle del Gruppo di Frattamaggiore, nel Parco Verde di Caivano, hanno fermato un soggetto che, alla guida di un’autovettura, aveva tentato invano di invertire la marcia per sottrarsi ad un eventuale controllo da parte dei finanzieri.
    I militari hanno perquisito il veicolo e rinvenuto una busta contenente 4 panetti cellophanati del peso di circa 270 grammi cadauno. Le successive analisi eseguite sulla sostanza hanno rivelato che si trattava di eroina, per un peso complessivo di 1 kg di stupefacente. Il responsabile è stato tratto in arresto. Lo spacciatore è stato sanzionato anche per la violazione della normativa anti – Covid in quanto si spostava all’interno della Regione Campania senza giustificazione.La Compagnia di Castellammare di Stabia, all’interno di un bar, ha effettuato il sequestro amministrativo di un apparecchio da intrattenimento tipo “Totem”, privo delle relative autorizzazioni in quanto non collegato alla rete dell’AAMS, ma alla rete Internet.

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    Camorra, omicidio Maisto: confermato l’arresto del boss Marco Di Lauro

    Cronache » Cronaca » Cronaca Giudiziaria » Camorra, omicidio Maisto: confermato l’arresto del boss Marco Di Lauro

    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    5 giorni fa circa (12:40)
    il
    18 Novembre 2020

    Camorra, omicidio Maisto: confermato l’arresto del boss Marco Di Lauro. La decisione del Riesame a Napoli, in quattro verso il processo.

    Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato la misura cautelare in carcere emessa lo scorso 22 settembre dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di Marco Di Lauro, ritenuto dagli inquirenti della DDA il mandante dell’omicidio di Ciro Maisto, ucciso nella villa comunale di Secondigliano, a Napoli, il 6 agosto 2008. A settembre i provvedimenti cautelari vennero anche notificati ad altre tre persone, Pasquale Spinelli, Nunzio Talotti e Gennaro Vizzaccaro, ritenute legate al clan Di Lauro coinvolte nel raid. Per i quattro, ora, si apre la fase processuale. Marco Di Lauro e’ stato arrestato nel marzo 2019 dopo circa 15 anni di irreperibilita’. Per la DDA che basa le sue conclusioni anche sulla dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra i quali figura il fedelissimo Salvatore Tamburrino, Di Lauro avrebbe deciso l’omicidio di Maisto nell’ambito di una “epurazione” interna al clan.

    La vittima, infatti, era accusata di avere messo in discussione la leadership del clan, in quel momento storico rappresentata proprio da Marco Di Lauro. Il sostituto procuratore della DDA di Maurizio De Marco, durante l’udienza di oggi, ha consegnato ai giudici le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Salvatore Tamburrino, che fino al momento del suo arresto avvenuto dopo l’omicidio della moglie, era stato un uomo fidato di Marco Di Lauro. Maisto venne attirato in una trappola e ucciso nei pressi del rione Dei Fiori, a Napoli, meglio conosciuto come il “Terzo Mondo”, la roccaforte del clan Di Lauro.

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    Caserta e Provincia

    Pubblicato
    3 giorni fa
    il
    20 Novembre 2020

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per l’esponente del clan dei Casalesi Francesco Cirillo, che era accusato di aver fatto parte del commando di killer che uccise il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno, l’imprenditore Domenico Noviello.
    “Finalmente giustizia è fatta, dopo 12 anni dalla morte di mio padre si è chiuso il capitolo giudiziario” commenta Mimma Noviello, figlia dell’imprenditore, che insieme ai fratelli Matilde, Rosaria e Massimiliano, ha sempre assistito a tutte le udienze dei processi nei vari gradi, guardando sempre in faccia gli assassini del padre. “Non è stato facile trovarsi di fronte Cirillo ad ogni udienza, alla fine abbiamo avuto ragione” dice …..CLICCA QUI PER DIVENTARE UN SOSTENITORE E LEGGERE CONTENUTI ESCLUSIVI

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    Cronaca Giudiziaria

    Pubblicato
    5 giorni fa circa (12:40)
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    18 Novembre 2020

    Camorra, omicidio Maisto: confermato l’arresto del boss Marco Di Lauro. La decisione del Riesame a Napoli, in quattro verso il processo.

    Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato la misura cautelare in carcere emessa lo scorso 22 settembre dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di Marco Di Lauro, ritenuto dagli inquirenti della DDA il mandante dell’omicidio di Ciro Maisto, ucciso nella villa comunale di Secondigliano, a Napoli, il 6 agosto 2008. A settembre i provvedimenti cautelari vennero anche notificati ad altre tre persone, Pasquale Spinelli, Nunzio Talotti e Gennaro Vizzaccaro, ritenute legate al clan Di Lauro coinvolte nel raid. Per i quattro, ora, si apre la fase processuale. Marco Di Lauro e’ stato arrestato nel marzo 2019 dopo circa 15 anni di irreperibilita’. Per la DDA che basa le sue conclusioni anche sulla dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra i quali figura il fedelissimo Salvatore Tamburrino, Di Lauro avrebbe deciso l’omicidio di Maisto nell’ambito di una “epurazione” interna al clan.

    La vittima, infatti, era accusata di avere messo in discussione la leadership del clan, in quel momento storico rappresentata proprio da Marco Di Lauro. Il sostituto procuratore della DDA di Maurizio De Marco, durante l’udienza di oggi, ha consegnato ai giudici le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Salvatore Tamburrino, che fino al momento del suo arresto avvenuto dopo l’omicidio della moglie, era stato un uomo fidato di Marco Di Lauro. Maisto venne attirato in una trappola e ucciso nei pressi del rione Dei Fiori, a Napoli, meglio conosciuto come il “Terzo Mondo”, la roccaforte del clan Di Lauro.

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    Cronaca Campania

    Pubblicato
    3 giorni fa
    il
    20 Novembre 2020

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per l’esponente del clan dei Casalesi Francesco Cirillo, che era accusato di aver fatto parte del commando di killer che uccise il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno, l’imprenditore Domenico Noviello.
    “Finalmente giustizia è fatta, dopo 12 anni dalla morte di mio padre si è chiuso il capitolo giudiziario” commenta Mimma Noviello, figlia dell’imprenditore, che insieme ai fratelli Matilde, Rosaria e Massimiliano, ha sempre assistito a tutte le udienze dei processi nei vari gradi, guardando sempre in faccia gli assassini del padre. “Non è stato facile trovarsi di fronte Cirillo ad ogni udienza, alla fine abbiamo avuto ragione” dice …..CLICCA QUI PER DIVENTARE UN SOSTENITORE E LEGGERE CONTENUTI ESCLUSIVI

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    Camorra, omicidio Maisto: confermato l’arresto del boss Marco Di Lauro

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    Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari

    Cronache » Primo Piano » Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari

    Area Flegrea

    Pubblicato
    6 giorni fa circa (09:01)
    il
    18 Novembre 2020

    Le mani del clan Giannelli sull’area flegrea: 16 misure cautelari.

    Nel corso della mattinata, in provincia di Napoli, Caserta, Roma e Forlì, i militari del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 16 indagati, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio, estorsione, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, porto e uso illegale d’armi da fuoco ed altro.
    Le indagini hanno consentito di ricostruire la piena operatività del clan “Giannelli”, operante nella città di Napoli (nelle aree urbane di Cavalleggeri d’Aosta, Coroglio, Agnano e Bagnoli), nel settore delle estorsioni e del narcotraffico e la conflittualità con il gruppo “Esposito – Nappi – Bitonto”, attivo nel medesimo contesto territoriale.
    In particolare, le investigazioni, coordinate dalla DDA di Napoli, hanno permesso di ricostruire come tali organizzazioni camorristiche rientrino nella sfera d’influenza e di controllo del clan Licciardi, famiglia aderente allo storico cartello della criminalità organizzata denominato Alleanza di Secondigliano.

    Le acquisizioni investigative hanno consentito, altresì, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in relazione all’omicidio di Zinco Rodolfo, avvenuto il 22 aprile 2015, commesso per l’affermazione degli scopi criminali del clan Giannelli in quell’area.Nel corso delle indagini sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza anche in relazione al tentativo teso ad uccidere il Giannelli Alessandro ed il Pinto Roberto, riconducibile a controversie sorte per il controllo del traffico di droga in contrapposizione con la famiglia facente capo a Monti Agostino ed ad un’azione di intimidazione armata commessa da appartenenti al clan Giannelli, mediante l’esplosione di colpi di kalashnikov verso abitazioni riconducibili alla famiglia Monti.
    Piu’ in generale, il complesso probatorio acquisito documenta la dura contrapposizione tra organizzazioni camorristiche per l’acquisizione del controllo dei lucrosi mercati criminali esistenti nell’Area Flegrea, costituiti dalle estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti, dalla vendita di sostanze stupefacenti e da una vera e propria gestione “mafiosa” dei parcheggi abusivi su suolo pubblico sulle aree urbane di via Cavalleggeri D’Aosta, via Coroglio, Bagnoli e Agnano, in prossimità dei locali notturni insistenti sull’area Flegrea, secondo una precisa distribuzione di ruoli riservata agli associati, che provvedevano sia al controllo del regolare svolgimento delle mansioni dei parcheggiatori abusivi, da svolgersi secondo le precise indicazioni del clan; sia al controllo del territorio con la conseguente preclusione dell’intromissione nella zona a qualunque estraneo intendesse coltivare la medesima illecita attività; sia alla retribuzione dei parcheggiatori abusivi, consistente in un corrispettivo in denaro fisso, giornaliero o settimanale, od anche nel pagamento di una percentuale sull’incasso (pari a 1500-2000 euro a parcheggio nelle serate di maggiore affluenza); sia, infine, ad introitare interamente i proventi incassati dagli utenti della strada dai parcheggiatori abusivi, destinati ad essere riversati nelle casse del clan.

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    Detenuto di Poggioreale muore per covid e i cappellani della Campania chiedono l’indulto

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    Area Flegrea

    Pubblicato
    2 ore fa
    il
    23 Novembre 2020

    Mozione del consigliere regionale: “Opportunità di crescita e rilancio per la Campania, come è accaduto con Matera”
    “La candidatura dell’isola di Procida a capitale della Cultura 2021 è un’opportunità che la Campania non può assolutamente permettersi di perdere. Abbiamo un’occasione storica per accendere i riflettori su uno dei posti più affascinanti del Golfo che, facendo da attrattore culturale a livello internazionale, non potrà che aumentare il moltiplicatore turistico, con un importante impatto su tutti gli altri comparti e una significativa e inevitabile ricaduta su tutto il territorio regionale. Valga l’esempio di Matera, capitale della Cultura nel 2019, che ha fatto registrare una crescita delle imprese dei settori culturale e creativo e di start-up innovative, con un tasso di occupazione che ha registrato una crescita dal 48% al 52,7%”.
    Lo dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello, che ha presentato una mozione per impegnare la giunta regionale “a mettere in atto tutte le possibili iniziative volte a sostenere il progetto Procida Capitale italiana della cultura 2022, che rappresenta un’opportunità per l’intero territorio regionale, anche nella prospettiva di rilanciare settori che hanno particolarmente subito gli effetti dell’emergenza sociosanitaria in corso. Dobbiamo intanto dirci fieri per il fatto che Procida sia la prima isola a candidarsi nella storia dell’evento, rappresentando la Campania e le piccole isole del nostro Paese”.

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