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    Operato il 57 enne accoltellato a Cicciano

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    E’ stato operato in ospedale a Nola il 57 enne accoltellato ieri a Cicciano
    Nell’ ospedale di Nola, P.N. il 57 enne di Cicciano ferito ieri pomeriggio a coltellate è stato sottoposto a una delicata operazione chirurgica. Le sue condizioni sono migliorate e i medici pensano di sciogliere la prognosi entro le 48 ore
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    L’ uomo era stato colpito con cinque fendenti in via Borgo di Corpo di Cristo da uno sconosciuto giunto – secondo alcune testimonianze- a bordo di un’ auto.

    Le indagini sull’ accaduto sono in corso da parte dei Carabinieri della Compagnia di Nola e della Stazione locale, che hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti in zona. LEGGI TUTTO

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    Agguato nella notte a Castello di Cisterna: grave 20enne

    Agguato nella notte nelle case popolari di Castello di Cisterna, in provincia di Napoli: un giovane di 20 anni ferito a morte è in fin di vita.
    Si chiama Giuseppe Orefice, ed è stato centrato al petto da un proiettile esploso da distanza ravvicinata. Il giovane stava rincasando, e come tanti della sua età aveva violato il coprifuoco. Ora è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Nola, dove lotta tra la vita e la morte.
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    Sul posto i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna che stanno cercando di  ricostruire l’esatta dinamica dell’agguato sentendo amici e familiari. Stanno anche scandagliando il suo telefono, chat, messaggi  per capire frequentazioni oppure se avesse appuntamento con qualcuno. Nel frattempo si stanno cercando anche telecamere pubbliche e private della zona per vedere se vi sono frame utili alle indagini e a risalire ai responsabili dell’agguato. LEGGI TUTTO

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    Palma Campania, sequestrata la droga della pazzia: in manette 30enne

    Palma Campania, sequestrata la droga della pazzia: in manette 30enne de Bangladesh già noto alle forze dell’ordine.
    I carabinieri della stazione di Palma Campania hanno arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio un 30enne del Bangladesh già noto alle forze dell’ordine.
    I militari, nell’ambito dei servizi anti-droga disposti dal comando provinciale di napoli, hanno perquisito l’abitazione dell’uomo e lì hanno trovato 130 pasticche di yaba, ritenuta la “droga della pazzia”. Sintetizzata dai giapponesi nel 1800, la yaba è uno stupefacente molto diffuso in Asia, specie in bangladesh e Thailandia. Questa droga è particolarmente pericolosa perché induce gli assuntori a gesti violenti.
    Durante la perquisizione, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato anche 90 grammi di hashish e vario materiale per il confezionamento della droga. Stessa sorte per 300 euro in contanti ritenuti provento del reato.
    L’arrestato è stato tradotto al carcere in attesa di giudizio.
    In corso monitoraggi sull’intero territorio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Nola per contrastare eventuali traffici della droga asiatica.
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    Trovata semi carbonizzata in casa: giallo sulla morte di Ylenia

    E’ avvolta nel mistero la morte violenta di Ylenia Lombardo, giovane donna di 33 anni originaria di Pago del Vallo di Lauro, in provincia di Avellino, ma più di un anno residente nel centro storico di San Paolo Bel Sito.
    E’ stata trovata semi carbonizzata nel basso di via Ferdinando Scala in cui viveva. I carabinieri, che conducono le indagini sotto il coordinamento della Procura di Nola, non escludono alcuna pista ma pensano soprattutto all’ennesimo efferato femminicidio camuffato, in maniera non troppo evidente, in un banale incendio domestico.
    Ad accorgersi del fumo che usciva dalla casa sono stati alcuni passanti, uno ha aperto anche la porta e si è accorto del corpo di Ylenia sul pavimento già privo di vita. A quel punto è scattato l’allarme con l’arrivo di carabinieri, ambulanza e vigili del fuoco.
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    Sarà l’autopsia a chiare le cause della morte ma i carabinieri hanno repertato tracce ed elementi utili alle indagini all’interno della casa. Ylenia viveva da sola ma aveva una figlia che vive con la nonna a Roma.
    +Gli investigatori hanno sentito la sorella, che vive a Pago ed alcuni vicini. Ylenia poche ore prima della morte aveva postato sui social un criptico post dal titolo “Lascio dire, lascio fare… lascio andare”. LEGGI TUTTO

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    Festa di compleanno in casa: i carabinieri denunciano 21 persone

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    Controlli a tappeto nei paesi vesuviani: arresti, denunce e sanzioni per inosservanza delle norme anti-covid.
    Sono 21 le persone denunciate dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata. Sono state sorprese ad una festa privata per un compleanno, organizzata in un’abitazione residenziale. Diversi membri di nuclei familiari non conviventi si erano assembrati, disattendendo alle vigenti norme, senza utilizzare peraltro alcun dispositivo di protezione individuale.
    I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, inoltre, supportati dai militari del 10° Reggimento CC Campania, hanno svolto un servizio ad “alto impatto” nel comune di Torre Annunziata e nei territori limitrofi.
    A Torre Annunziata, un 44enne è stato arrestato in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Perugia: l’uomo dovrà scontare in carcere una pena di oltre 6 anni per reati in materia di stupefacenti, commessi dal 2007 al 2016.
    A Poggiomarino, un 37enne è stato arrestato in ottemperanza ad un decreto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, per le numerose violazioni ai divieti imposti, accertate dai militari, durante il periodo di affidamento in prova ai servizi sociali.
    Diversi posti di controllo sono stati svolti nel territorio di Boscoreale. E’ lì che i militari hanno arrestato un 36enne, in esecuzione di un ordine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord: l’uomo dovrà scontare una pena detentiva per atti persecutori e lesioni personali.
    Un 24enne ucraino è stato denunciato dopo essersi rifiutato di sottoporsi al test per la verifica del tasso alcolemico, dopo essere stato controllato dai carabinieri a bordo della propria auto.
    Nell’ambito dei costanti controlli riguardanti le occupazioni abusive degli immobili di edilizia popolare, una 40enne è stata denunciata per invasione di edifici, dopo che è stata accertata l’occupazione arbitraria di un appartamento di edilizia popolare.
    A San Giuseppe Vesuviano, all’esito di un controllo stradale, un 20enne ed un 45enne extracomunitari sono stati denunciati per ingiustificata inottemperanza all’ordine di esibire un documento di identificazione e per soggiorno illegale nel territorio italiano.
    Controlli estesi anche a Boscotrecase e Striano, ove i militari hanno denunciato un 62enne per furto di energia elettrica: l’uomo aveva realizzato un allaccio abusivo alla pubblica rete per alimentare di energia elettrica la propria abitazione. Denunciato anche un 29enne che, durante un posto di controllo, ha rifiutato l’accertamento del proprio tasso alcolemico.
    Novantacinque le persone identificate e 62 i veicoli controllati. Nel corso dell’intero servizio sono state notificate 13 contravvenzioni al codice della strada.
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    Uccide la sorella, chiama la polizia e si barrica in casa: arrestato

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    A Brusciano un uomo ha prima ucciso la sorella e poi si è barricato in casa.
    Questa mattina poco dopo le 11, un uomo ha chiamato la Polizia dicendo di aver ucciso la sorella. Gli agenti del commissariato di Acerra, giunti sul posto a via Rossellini, hanno trovato la donna priva di vita riversa sulle scale del palazzo ed il fratello barricato nell’abitazione. Dopo una trattativa gli agenti sono riusciti ad entrare nell’abitazione, prelevare l’uomo e portarlo in commissariato.
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    L’omicida aveva ancora un coltello tra le mani e lo brandiva anche contro la polizia mentre la sorella, Vincenza Cimitile, 56 anni, giaceva sul pianerottolo tra il il quarto e il quinto piano. Con calma gli agenti sono riusciti a tranquillizzarlo e ad intervenire, evitando che la situazione peggiorasse ulteriormente. Salvatore Cimitile, 55 anni, viveva con la sorella. Era in cura al centro di igiene mentale di Acerra. Sul posto il pm e la scientifica per i rilievi. LEGGI TUTTO

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    Sgominato il clan del nuovo boss Rosario Giugliano ‘o minorenne.TUTTI I NOMI

    🔊 Ascolta la notizia Aveva intessuto una serie di legami criminali con altri clan della zona vesuviana e dell’Agro Ncerino ma anche con cosche della ‘ndrangheta ed era diventato il ‘padrone assuluto’ degli affari illeciti tra Poggiomarino e dintorni. Ma stamane l’ascesa criminale Rosario Giugliano ‘o minorenne è finita con i 26 arresti. In data […] LEGGI TUTTO

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    Camorra, colpo ai reduci del clan Fabbrocino: 26 misure cautelari

    🔊 Ascolta la notizia Napoli, Salerno, Imperia, Cosenza, Ancona e Reggio Emilia: Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli infliggono duro colpo alla criminalità organizzata nella città di Poggiomarino e nei comuni limitrofi. 26 persone finite in manette. Dalle prime luci del giorno, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli stanno eseguendo, nelle province di Napoli, […] LEGGI TUTTO

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    Rapinano banca ma rimangono chiusi dentro: arrestati in 4

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    Tentano un colpo in banca, ma scatta l’allarme e rimangono imprigionati all’interno per poi essere arrestati dalla polizia. E’ successo a Nola intorno alle 13.30.
    La banda ha aspettato che si chiudesse la filiale della Banca Popolare Vesuviana e dall’interno si cominciasse a caricare gli sportelli bancomat. Sono entrati in tre armati di taglierino e hanno minacciato direttore e impiegati per poi impadronirsi del contenuto delle casse, circa 8000 euro. Un quarto rapinatore li attendeva in auto fuori dall’istituto di credito. E’ pero’ scattato l’allarme ed e’ intervenuta la polizia: i tre sono rimasti chiusi in banca e sono bloccati dagli agenti.

    Il ‘palo’ ha tentato la fuga in auto ed e’ riuscito ad arrivare fino ad Acerra, inseguito dalle volanti, dove si schiantato contro un palo. E’ stato soccorso e trasportato all’ospedale dove e’ piantonato dalla polizia. Non e’ in pericolo di vita. I quattro uomini fermati sono tutti originari di Giugliano.

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    Ottaviano, cimitero chiuso per ordine pubblico dopo il funerale di Cutolo

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    Funerali in forma strettamente privata all’alba di oggi quelli per Cutolo, morto mercoledì 17 febbraio in regime di carcere duro, il 41bis, nel carcere di Parma.
    I funerali sono stati celebrati nel cimitero di Ottaviano in forma strettamente privata, alla presenza di pochi familiari. Il questore di Napoli ha infatti vietato la celebrazione di funerali pubblici o solenni. Oggi, il cimitero di Ottaviano, dove nelle scorse ore è stato sepolto Raffaele Cutolo, ex boss della Nuova camorra organizzata, resterà chiuso per motivi di ordine pubblico. E’ quanto disposto in un’ordinanza a firma del sindaco Luca Capasso.

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    La salma è arrivata da Parma al cimitero di Ottaviano ieri sera, poco dopo le 23, accolta dalla moglie Immacolata Iacone e dalla figlia Denyse. L’ingresso del cimitero era presidiato dalle forze dell’ordine. Sabato era stata eseguita nell’istituto di Medicina Legale dell’Ospedale Maggiore di Parma l’autopsia di Cutolo, procedura di routine per i decessi in carcere.

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    Prima dell’autopsia la salma era stata vista per alcuni minuti dalla moglie del boss, Immacolata Iacone, e dalla figlia 13enne Denyse, arrivate a Parma subito dopo la notizia della morte.Le stesse hanno fatto ritorno ad Ottaviano assieme al feretro, dove è stato sepolto nel locale cimitero subito dopo la benedizione durante la notte. Ad assistere alla cerimonia anche il fratello e la sorella di Cutolo, Pasquale e Rosetta, e pochi altri parenti: un totale di dodici le persone ammesse nel cimitero di Ottaviano per la benedizione. Come disposto dal questore di Napoli Alessandro Giuliano, alcune delle strade in prossimità del camposanto sono state chiuse al pubblico per tutta la mattina.

    All’esterno del camposanto cittadino erano presenti solo le camionette della Polizia di Stato e dei Carabinieri.  Cala definitivamente, dunque, il sipario  sul sanguinario boss e fondatore della Nco. LEGGI TUTTO

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    Morte Cutolo, moglie e figlia a Parma: il magistrato deciderà sull’autopsia

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    Parma. Boss Cutolo morto in carcere: moglie e figlia a Parma in attesa che il magistrato decida se disporre l’autopsia.
    Nessuna determinazione è stata, infatti, ancora assunta dal pm di Parma in merito al rilascio della salma di Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra organizzata detenuto al 41 bis e morto ieri sera poco dopo le 20 in ospedale all’età di 79 anni. La moglie, Immacolata Iacone, e la figlia, giunte oggi a Parma da Ottaviano, sono in attesa di poter vedere la salma, che si trova ancora all’interno dell’ospedale.

    Una decisione in merito a un’eventuale autopsia o esame esterno del corpo sarà probabilmente presa domani. Solo dopo gli esami la salma messa a disposizione della famiglia che potrà disporre il trasferimento in Campania. A quel punto sarà il Prefetto di Napoli a decidere se vietare, come sarebbe logico, le esequie e a disporre che il funerale venga celebrato in forma privata e con un numero ristretto di familiari. Sulla morte del boss irriducibile c’è una grande attenzione mediatica.

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    Oggi intanto, lo storico avvocato di Raffaele Cutolo, Gaetano Aufiero, ha ribadito che la morte del boss, mai pentitosi, è stata ‘un’inciviltà giuridica contro la quale insorgere’ ‘L’applicazione del regime carcerario del 41 bis a detenuti malati, come il boss della Nuova Camorra Organizzata Raffaele Cutolo, è “una inciviltà giuridica, contro la quale bisogna insorgere”.

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    Nonostante le condizioni di Cutolo, 79 anni, fossero critiche il boss non ha ottenuto la possibilità di trascorrere le ultime settimane di vita agli arresti domiciliari. “È una barbarie lasciare al 41 bis un uomo malato, in quelle condizioni, con un deficit cognitivo grave, accertato anche da un perito di parte che lo ha visitato a settembre. Cutolo era in queste condizioni da un anno, con un deficit cognitivo grave che gli impediva di riconoscere la moglie, la figlia, me come suo legale – ha aggiunto l’avvocato Aufiero – e tuttavia si è continuato a dire che era un uomo pericoloso, che aveva astrattamente la possibilità di contattare l’esterno, quando invece non era nemmeno in grado di scendere dal letto. É una barbarie e chi la pensa diversamente o è ignorante, o è in malafede o ha una visione molto molto distorta del diritto e della giustizia”.

    “La morte di Cutolo – ha sottolineato il legale – che non è la prima e non è nemmeno l’ultima al 41 bis, deve portate una riflessione su questo regime carcerario che è utile se finalizzato a contrastare la pericolosità del detenuto. Se invece, come nel caso di Cutolo, serve solo a umiliarne la dignità, è una misura che resta al di fuori anche del confine Costituzionale”. Per Cutolo, ha chiarito il legale, il regime detentivo del 41 bis “soprattutto negli ultimi 18 mesi, quando si sono aggravate le sue condizioni, è stata una vera e propria tortura”, “un vero e proprio accanimento, una condotta che si riserva alle bestie”. LEGGI TUTTO

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    Sant’Anastasia, concorsi truccati arrivate le condanne

    Sant’Anastasia, concorsi truccati arrivate le condanne. Nel filone d’inchiesta anche i comuni dell’Agro Nocerino Sarnese

    Si è conclusa l’inchiesta Concorsopoli. Coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola dopo circa due anni ha portato alla condanna degli imputati, quattro uomini accusati a vario titolo di essere gli esponenti di un sistema che, dietro un losco giro di denaro, gestivano la compravendita dei posti pubblici, in questo specifico caso al Comune di Sant’Anastasia. Secondo quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Nola, coordinate della Procura, avrebbero alterato per via informatica i risultati delle prove dei concorsi pubblici in cambio di mazzette.
    I finanzieri durante le indagini, scattate a Febbraio del 2019, avrebbero assistito ‘in diretta’ a due episodi legati alla compravendita di posti di lavoro: per un contratto da istruttore amministrativo proprio nel Comune di Sant’Anastasia al candidato erano stati chiesti 30mila euro. Questo si era rifiutato di pagare e così non ha avuto l’incarico. A seconda dell’livello occupazionale, i candidati avrebbero “sborsato” dai 20 a 50 mila euro per garantirsi l’ambito “POSTO FISSO”.

    I versamenti avvenivano prima della prova preselettiva, prima della prova scritta e prima della prova orale. La condanna inflitta agli imputati, superiori rispetto alla richiesta del PM, è: per l’ex sindaco di Sant’Anastasi Raffaele Abete dieci anni di reclusione; sei anni per l’imprenditore salernitano Alessandro Montuori, titolare di un’ agenzia – Selezioni e Concorsi – accusato di aver truccatole prove dei candidati; otto anni per l’ex segretario comunale di Sant’Anastasia e Pimonte, Egizio Lombardi; otto anni per l’ex consigliere comunale Pasquale Iorio. L’accusa a vario titolo, per i quattro indagati è di associazione per delinquere dedita alla commissione di più delitti di corruzione e finalizzata a favorire illecitamente il superamento di concorsi pubblici.

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    Durante la prima fase investigativa, sottoposto a interrogatorio, Montuori non solo avrebbe ammesso le sue colpe ma avrebbe aperto la strada agli inquirenti a un altro giro truccato riguardante ulteriori e presunte alterazioni di prove preselettive avvenute nell’Agro-  nocerino sarnese, nei comuni di Pagani, Sarno, San Valentino Torio, San Marzano sul Sarno e in altre città italiane. Per i comuni salernitani le indagini avviate dalla Procura di Nocera Inferiore, dopo aver ricevuto documentazione specifica dai colleghi della magistratura di Nola, sono ancora in corso.

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