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    Trovata semi carbonizzata in casa: giallo sulla morte di Ylenia

    E’ avvolta nel mistero la morte violenta di Ylenia Lombardo, giovane donna di 33 anni originaria di Pago del Vallo di Lauro, in provincia di Avellino, ma più di un anno residente nel centro storico di San Paolo Bel Sito.
    E’ stata trovata semi carbonizzata nel basso di via Ferdinando Scala in cui viveva. I carabinieri, che conducono le indagini sotto il coordinamento della Procura di Nola, non escludono alcuna pista ma pensano soprattutto all’ennesimo efferato femminicidio camuffato, in maniera non troppo evidente, in un banale incendio domestico.
    Ad accorgersi del fumo che usciva dalla casa sono stati alcuni passanti, uno ha aperto anche la porta e si è accorto del corpo di Ylenia sul pavimento già privo di vita. A quel punto è scattato l’allarme con l’arrivo di carabinieri, ambulanza e vigili del fuoco.
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    Sarà l’autopsia a chiare le cause della morte ma i carabinieri hanno repertato tracce ed elementi utili alle indagini all’interno della casa. Ylenia viveva da sola ma aveva una figlia che vive con la nonna a Roma.
    +Gli investigatori hanno sentito la sorella, che vive a Pago ed alcuni vicini. Ylenia poche ore prima della morte aveva postato sui social un criptico post dal titolo “Lascio dire, lascio fare… lascio andare”. LEGGI TUTTO

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    Festa di compleanno in casa: i carabinieri denunciano 21 persone

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    Controlli a tappeto nei paesi vesuviani: arresti, denunce e sanzioni per inosservanza delle norme anti-covid.
    Sono 21 le persone denunciate dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata. Sono state sorprese ad una festa privata per un compleanno, organizzata in un’abitazione residenziale. Diversi membri di nuclei familiari non conviventi si erano assembrati, disattendendo alle vigenti norme, senza utilizzare peraltro alcun dispositivo di protezione individuale.
    I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, inoltre, supportati dai militari del 10° Reggimento CC Campania, hanno svolto un servizio ad “alto impatto” nel comune di Torre Annunziata e nei territori limitrofi.
    A Torre Annunziata, un 44enne è stato arrestato in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Perugia: l’uomo dovrà scontare in carcere una pena di oltre 6 anni per reati in materia di stupefacenti, commessi dal 2007 al 2016.
    A Poggiomarino, un 37enne è stato arrestato in ottemperanza ad un decreto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, per le numerose violazioni ai divieti imposti, accertate dai militari, durante il periodo di affidamento in prova ai servizi sociali.
    Diversi posti di controllo sono stati svolti nel territorio di Boscoreale. E’ lì che i militari hanno arrestato un 36enne, in esecuzione di un ordine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord: l’uomo dovrà scontare una pena detentiva per atti persecutori e lesioni personali.
    Un 24enne ucraino è stato denunciato dopo essersi rifiutato di sottoporsi al test per la verifica del tasso alcolemico, dopo essere stato controllato dai carabinieri a bordo della propria auto.
    Nell’ambito dei costanti controlli riguardanti le occupazioni abusive degli immobili di edilizia popolare, una 40enne è stata denunciata per invasione di edifici, dopo che è stata accertata l’occupazione arbitraria di un appartamento di edilizia popolare.
    A San Giuseppe Vesuviano, all’esito di un controllo stradale, un 20enne ed un 45enne extracomunitari sono stati denunciati per ingiustificata inottemperanza all’ordine di esibire un documento di identificazione e per soggiorno illegale nel territorio italiano.
    Controlli estesi anche a Boscotrecase e Striano, ove i militari hanno denunciato un 62enne per furto di energia elettrica: l’uomo aveva realizzato un allaccio abusivo alla pubblica rete per alimentare di energia elettrica la propria abitazione. Denunciato anche un 29enne che, durante un posto di controllo, ha rifiutato l’accertamento del proprio tasso alcolemico.
    Novantacinque le persone identificate e 62 i veicoli controllati. Nel corso dell’intero servizio sono state notificate 13 contravvenzioni al codice della strada.
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    Uccide la sorella, chiama la polizia e si barrica in casa: arrestato

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    A Brusciano un uomo ha prima ucciso la sorella e poi si è barricato in casa.
    Questa mattina poco dopo le 11, un uomo ha chiamato la Polizia dicendo di aver ucciso la sorella. Gli agenti del commissariato di Acerra, giunti sul posto a via Rossellini, hanno trovato la donna priva di vita riversa sulle scale del palazzo ed il fratello barricato nell’abitazione. Dopo una trattativa gli agenti sono riusciti ad entrare nell’abitazione, prelevare l’uomo e portarlo in commissariato.
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    L’omicida aveva ancora un coltello tra le mani e lo brandiva anche contro la polizia mentre la sorella, Vincenza Cimitile, 56 anni, giaceva sul pianerottolo tra il il quarto e il quinto piano. Con calma gli agenti sono riusciti a tranquillizzarlo e ad intervenire, evitando che la situazione peggiorasse ulteriormente. Salvatore Cimitile, 55 anni, viveva con la sorella. Era in cura al centro di igiene mentale di Acerra. Sul posto il pm e la scientifica per i rilievi. LEGGI TUTTO

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    Sgominato il clan del nuovo boss Rosario Giugliano ‘o minorenne.TUTTI I NOMI

    🔊 Ascolta la notizia Aveva intessuto una serie di legami criminali con altri clan della zona vesuviana e dell’Agro Ncerino ma anche con cosche della ‘ndrangheta ed era diventato il ‘padrone assuluto’ degli affari illeciti tra Poggiomarino e dintorni. Ma stamane l’ascesa criminale Rosario Giugliano ‘o minorenne è finita con i 26 arresti. In data […] LEGGI TUTTO

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    Camorra, colpo ai reduci del clan Fabbrocino: 26 misure cautelari

    🔊 Ascolta la notizia Napoli, Salerno, Imperia, Cosenza, Ancona e Reggio Emilia: Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli infliggono duro colpo alla criminalità organizzata nella città di Poggiomarino e nei comuni limitrofi. 26 persone finite in manette. Dalle prime luci del giorno, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli stanno eseguendo, nelle province di Napoli, […] LEGGI TUTTO

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    Rapinano banca ma rimangono chiusi dentro: arrestati in 4

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    Tentano un colpo in banca, ma scatta l’allarme e rimangono imprigionati all’interno per poi essere arrestati dalla polizia. E’ successo a Nola intorno alle 13.30.
    La banda ha aspettato che si chiudesse la filiale della Banca Popolare Vesuviana e dall’interno si cominciasse a caricare gli sportelli bancomat. Sono entrati in tre armati di taglierino e hanno minacciato direttore e impiegati per poi impadronirsi del contenuto delle casse, circa 8000 euro. Un quarto rapinatore li attendeva in auto fuori dall’istituto di credito. E’ pero’ scattato l’allarme ed e’ intervenuta la polizia: i tre sono rimasti chiusi in banca e sono bloccati dagli agenti.

    Il ‘palo’ ha tentato la fuga in auto ed e’ riuscito ad arrivare fino ad Acerra, inseguito dalle volanti, dove si schiantato contro un palo. E’ stato soccorso e trasportato all’ospedale dove e’ piantonato dalla polizia. Non e’ in pericolo di vita. I quattro uomini fermati sono tutti originari di Giugliano.

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    Ottaviano, cimitero chiuso per ordine pubblico dopo il funerale di Cutolo

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    Funerali in forma strettamente privata all’alba di oggi quelli per Cutolo, morto mercoledì 17 febbraio in regime di carcere duro, il 41bis, nel carcere di Parma.
    I funerali sono stati celebrati nel cimitero di Ottaviano in forma strettamente privata, alla presenza di pochi familiari. Il questore di Napoli ha infatti vietato la celebrazione di funerali pubblici o solenni. Oggi, il cimitero di Ottaviano, dove nelle scorse ore è stato sepolto Raffaele Cutolo, ex boss della Nuova camorra organizzata, resterà chiuso per motivi di ordine pubblico. E’ quanto disposto in un’ordinanza a firma del sindaco Luca Capasso.

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    La salma è arrivata da Parma al cimitero di Ottaviano ieri sera, poco dopo le 23, accolta dalla moglie Immacolata Iacone e dalla figlia Denyse. L’ingresso del cimitero era presidiato dalle forze dell’ordine. Sabato era stata eseguita nell’istituto di Medicina Legale dell’Ospedale Maggiore di Parma l’autopsia di Cutolo, procedura di routine per i decessi in carcere.

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    Prima dell’autopsia la salma era stata vista per alcuni minuti dalla moglie del boss, Immacolata Iacone, e dalla figlia 13enne Denyse, arrivate a Parma subito dopo la notizia della morte.Le stesse hanno fatto ritorno ad Ottaviano assieme al feretro, dove è stato sepolto nel locale cimitero subito dopo la benedizione durante la notte. Ad assistere alla cerimonia anche il fratello e la sorella di Cutolo, Pasquale e Rosetta, e pochi altri parenti: un totale di dodici le persone ammesse nel cimitero di Ottaviano per la benedizione. Come disposto dal questore di Napoli Alessandro Giuliano, alcune delle strade in prossimità del camposanto sono state chiuse al pubblico per tutta la mattina.

    All’esterno del camposanto cittadino erano presenti solo le camionette della Polizia di Stato e dei Carabinieri.  Cala definitivamente, dunque, il sipario  sul sanguinario boss e fondatore della Nco. LEGGI TUTTO

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    Morte Cutolo, moglie e figlia a Parma: il magistrato deciderà sull’autopsia

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    Parma. Boss Cutolo morto in carcere: moglie e figlia a Parma in attesa che il magistrato decida se disporre l’autopsia.
    Nessuna determinazione è stata, infatti, ancora assunta dal pm di Parma in merito al rilascio della salma di Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra organizzata detenuto al 41 bis e morto ieri sera poco dopo le 20 in ospedale all’età di 79 anni. La moglie, Immacolata Iacone, e la figlia, giunte oggi a Parma da Ottaviano, sono in attesa di poter vedere la salma, che si trova ancora all’interno dell’ospedale.

    Una decisione in merito a un’eventuale autopsia o esame esterno del corpo sarà probabilmente presa domani. Solo dopo gli esami la salma messa a disposizione della famiglia che potrà disporre il trasferimento in Campania. A quel punto sarà il Prefetto di Napoli a decidere se vietare, come sarebbe logico, le esequie e a disporre che il funerale venga celebrato in forma privata e con un numero ristretto di familiari. Sulla morte del boss irriducibile c’è una grande attenzione mediatica.

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    Oggi intanto, lo storico avvocato di Raffaele Cutolo, Gaetano Aufiero, ha ribadito che la morte del boss, mai pentitosi, è stata ‘un’inciviltà giuridica contro la quale insorgere’ ‘L’applicazione del regime carcerario del 41 bis a detenuti malati, come il boss della Nuova Camorra Organizzata Raffaele Cutolo, è “una inciviltà giuridica, contro la quale bisogna insorgere”.

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    Nonostante le condizioni di Cutolo, 79 anni, fossero critiche il boss non ha ottenuto la possibilità di trascorrere le ultime settimane di vita agli arresti domiciliari. “È una barbarie lasciare al 41 bis un uomo malato, in quelle condizioni, con un deficit cognitivo grave, accertato anche da un perito di parte che lo ha visitato a settembre. Cutolo era in queste condizioni da un anno, con un deficit cognitivo grave che gli impediva di riconoscere la moglie, la figlia, me come suo legale – ha aggiunto l’avvocato Aufiero – e tuttavia si è continuato a dire che era un uomo pericoloso, che aveva astrattamente la possibilità di contattare l’esterno, quando invece non era nemmeno in grado di scendere dal letto. É una barbarie e chi la pensa diversamente o è ignorante, o è in malafede o ha una visione molto molto distorta del diritto e della giustizia”.

    “La morte di Cutolo – ha sottolineato il legale – che non è la prima e non è nemmeno l’ultima al 41 bis, deve portate una riflessione su questo regime carcerario che è utile se finalizzato a contrastare la pericolosità del detenuto. Se invece, come nel caso di Cutolo, serve solo a umiliarne la dignità, è una misura che resta al di fuori anche del confine Costituzionale”. Per Cutolo, ha chiarito il legale, il regime detentivo del 41 bis “soprattutto negli ultimi 18 mesi, quando si sono aggravate le sue condizioni, è stata una vera e propria tortura”, “un vero e proprio accanimento, una condotta che si riserva alle bestie”. LEGGI TUTTO

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    Sant’Anastasia, concorsi truccati arrivate le condanne

    Sant’Anastasia, concorsi truccati arrivate le condanne. Nel filone d’inchiesta anche i comuni dell’Agro Nocerino Sarnese

    Si è conclusa l’inchiesta Concorsopoli. Coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola dopo circa due anni ha portato alla condanna degli imputati, quattro uomini accusati a vario titolo di essere gli esponenti di un sistema che, dietro un losco giro di denaro, gestivano la compravendita dei posti pubblici, in questo specifico caso al Comune di Sant’Anastasia. Secondo quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Nola, coordinate della Procura, avrebbero alterato per via informatica i risultati delle prove dei concorsi pubblici in cambio di mazzette.
    I finanzieri durante le indagini, scattate a Febbraio del 2019, avrebbero assistito ‘in diretta’ a due episodi legati alla compravendita di posti di lavoro: per un contratto da istruttore amministrativo proprio nel Comune di Sant’Anastasia al candidato erano stati chiesti 30mila euro. Questo si era rifiutato di pagare e così non ha avuto l’incarico. A seconda dell’livello occupazionale, i candidati avrebbero “sborsato” dai 20 a 50 mila euro per garantirsi l’ambito “POSTO FISSO”.

    I versamenti avvenivano prima della prova preselettiva, prima della prova scritta e prima della prova orale. La condanna inflitta agli imputati, superiori rispetto alla richiesta del PM, è: per l’ex sindaco di Sant’Anastasi Raffaele Abete dieci anni di reclusione; sei anni per l’imprenditore salernitano Alessandro Montuori, titolare di un’ agenzia – Selezioni e Concorsi – accusato di aver truccatole prove dei candidati; otto anni per l’ex segretario comunale di Sant’Anastasia e Pimonte, Egizio Lombardi; otto anni per l’ex consigliere comunale Pasquale Iorio. L’accusa a vario titolo, per i quattro indagati è di associazione per delinquere dedita alla commissione di più delitti di corruzione e finalizzata a favorire illecitamente il superamento di concorsi pubblici.

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    Durante la prima fase investigativa, sottoposto a interrogatorio, Montuori non solo avrebbe ammesso le sue colpe ma avrebbe aperto la strada agli inquirenti a un altro giro truccato riguardante ulteriori e presunte alterazioni di prove preselettive avvenute nell’Agro-  nocerino sarnese, nei comuni di Pagani, Sarno, San Valentino Torio, San Marzano sul Sarno e in altre città italiane. Per i comuni salernitani le indagini avviate dalla Procura di Nocera Inferiore, dopo aver ricevuto documentazione specifica dai colleghi della magistratura di Nola, sono ancora in corso.

    San Valentino Torio, artigiano muore d’infarto a 38 anni. Il dolore del sindaco

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    Chiedeva il pizzo per il clan Fabbrocino: preso Mario Casillo

    Due pusher arrestati a Sant’Antonio Abate e Palma Campania nel corso di controlli anti droga dei carabinieri del comando provinciale di Napoli.
    Dovrà rispondere di detenzione di droga a fini di spaccio Alfonso Rosanova, 55enne di Sant’Antonio Abate, arrestato dai Carabinieri della locale stazione. Durante una perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di 875 grammi di marijuana e 170 euro in contante, verosimilmente frutto dell’attività di spaccio. Sotto sequestro anche materiale vario per il confezionamento. Rosanova è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale.
    Rimanendo nell’area stabiese, i carabinieri della sezione operativa locale hanno sequestrato 3 involucri contenenti complessivamente 58 grammi di cocaina. La droga era occultata in una cassetta di contatori elettrici all’interno del rione “Moscarella”.

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    I militari della stazione di Palma Campania hanno arrestato per spaccio di stupefacenti Ernesto Nunziata, 48enne del posto, già noto alle forze dell’ordine Durante una perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di 15 grammi di cocaina, materiale per il confezionamento e 85 euro in banconote di piccolo taglio. E’ ora ai domiciliari in attesa di giudizio. LEGGI TUTTO

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    Inseguito da Brusciano a Napoli: 33enne arrestato dai carabinieri

    Cronache » Cronaca » Inseguito da Brusciano a Napoli: 33enne arrestato dai carabinieri Pubblicità’ inseguimento napoli <![CDATA[]]> Pubblicità’ Brusciano. Ingaggia un inseguimento con i carabinieri e ne ferisce due prima di essere arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Una lunga corsa dal quartiere 219 di Brusciano fino al centro direzionale di Napoli per evitare i […] LEGGI TUTTO

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    Droga, furti e misure anti-contagio: controlli e multe a Torre Annunziata, Striano e Boscoreale

    Cronache » Cronaca » Droga, furti e misure anti-contagio: controlli e multe a Torre Annunziata, Striano e Boscoreale

    Area Vesuviana

    Pubblicato
    5 giorni fa circa (10:58)
    il
    18 Novembre 2020

    Servizi di controllo del territorio in tutta l’area vesuviana da parte dei carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata: numerose denunce e la chiusura di un bar per non aver rispettato le misure anti-contagio.
    A Torre Annunziata, i carabinieri della Compagnia hanno svolto un servizio coordinato di controllo del territorio a largo raggio, focalizzato sulla repressione dei reati in genere e sulla verifica del rispetto delle normative nazionali e locali anti-contagio. Particolare attenzione è stata rivolta alla verifica del rispetto delle norme anti-contagio. A Torre Annunziata è stata disposta la sospensione temporanea di un bar in via Gino Alfani, ove alcuni avventori sono stati sorpresi mentre consumavano bevande e cibi all’interno.Ulteriori 24 sanzioni sono state irrogate nei confronti di altrettante persone, tutte controllate nel centro oplontino in difetto delle note regole in vigore nella “zona rossa”: assenza di mascherine indossate, consumazione di cibi e bevande nei pressi di esercizi di ristorazione, divieto di circolazione tra comuni diversi in assenza di comprovati motivi.

    A Striano i militari della locale Stazione hanno denunciato un 20enne, trovato in possesso di alcune dosi di stupefacente. All’esito della perquisizione presso l’abitazione, sono stati rinvenute ulteriori confezioni di droga, per complessivi 42 grammi di marijuana e 2 di hashish.
    A Boscoreale, i militari della Sezione Radiomobile hanno controllato un 42enne, che in atteggiamento sospetto si aggirava a bordo della propria auto in un quartiere residenziale. È scattata la perquisizione sul posto che ha permesso di rinvenire e sequestrare attrezzi da scasso: una cesoia, un piccone ed una tronchese. L’uomo è stato denunciato.Gli stessi militari, durante un controllo stradale, hanno segnalato quali assuntori di stupefacenti un 27enne e un 48enne, sorpresi con dosi di cocaina per uso personale.Nel corso del servizio sono state inoltre irrogate 13 sanzioni per violazioni al codice della strada, sequestrata 1 autovettura e ritirate 2 patenti di guida. I controlli continueranno nei prossimi giorni.

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    Area Vesuviana

    Pubblicato
    3 giorni fa
    il
    20 Novembre 2020

    Napoli, incidente sulla Circumvallazione esterna: 29enne muore carbonizzato in auto.

    Un 29enne è morto carbonizzato all’interno della propria auto a seguito di un incidente avvenuto sulla Circumvallazione esterna di Napoli, all’altezza del comune di Volla. L’incidente è avvenuto stamattina intorno alle 6.40 al km 28+700: un’auto guidata da un 29enne di Casalnuovo ha tamponato un furgone che trasportava frutta e verdura.
    Secondo una prima ricostruzione della dinamica dell’incidente, l’auto sarebbe rimasta incastrata dietro al furgone che nel frattempo ha preso fuoco. Il 29enne non è riuscito a uscire in tempo dall’auto che a sua volta ha preso fuoco. L’autista del furgone, un 55enne, ha riportato lesioni lievi ed è stato trasportato al pronto soccorso della clinica Villa Betania. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Volla e i Vigili del fuoco.

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