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    La Dracula Mania a Salerno: le spose di Vlad invadono il centro

    Un Flash-Mob Gotico con un Tocco di Steampunk
    L’atmosfera di Dracula torna a Salerno con un’inaspettata passeggiata delle spose di Vlad nel centro cittadino. Dopo più di un anno dall’ultima comparsa, il flash-mob ha sorpreso i passanti di un tranquillo martedì sera, inaugurando il tour del musical “Vlad Dracula” in arrivo al Teatro Augusteo di Salerno il 13 e 14 aprile. Oltre alle spose vampiresche, un gruppo di ballerini in stile steampunk ha arricchito lo spettacolo, esibendosi con coreografie curate da Demis Autellitano in collaborazione con la Scuola Professionale Arte Danza di Castellammare di Stabia.
    Un’Anteprima del Musical con Atmosfere Misteriose
    Il produttore e regista dello spettacolo, Ario Avecone, ha dichiarato: “Abbiamo coinvolto scuole di danza e musical per la realizzazione di eventi straordinari, anticipando lo spettacolo che sta già riscuotendo successo al Teatro Pavarotti di Modena”. Dopo l’appuntamento salernitano, il tour porterà la magia di Vlad Dracula in varie città italiane, tra cui Roma e Milano, in un crescendo di attesa e coinvolgimento da parte del pubblico. LEGGI TUTTO

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    Al Teatro Bolivar arriva domani il flamenco di ANyMA compañia

    Domani, domenica 17 marzo, alle ore 20.00, al teatro Bolivar (Via Bartolomeo Caracciolo, 30), diretto da Nu’Tracks, sarà la volta del flamenco con lo spettacolo “Terra e core”, scritto e diretto da Antonio Campaiola con la regia e la coreografia dello stesso Campaiola insieme a Manuela Iannelli. Il progetto è firmato da Anyma Compañia, nata nel 2018 dall’incontro di Manuela Iannelli e Antonio Campaiola.“Fino a qualche anno fa – racconta Campaiola – non avrei mai creduto di poter elaborare uno spettacolo su Napoli, perché trovavo forse troppo arduo il compito di racchiudere la vastità di quell’equilibrato caos che rende la nostra città così caratteristica. Eppure, dopo tanti anni, ho ritrovato la restituzione di tanta complessità nella semplicità delle emozioni e nella spontaneità dei rapporti che vivevo. Lo stile di rappresentazione è quello del flamenco, e della sua opportuna contaminazione, in un gioco simbiotico di generi musicali e movimenti a cavallo tra la tipica tradizione spagnola, secondo i cosiddetti “palos”, a cui sono associati determinati stati d’animo ed emozioni, e quella napoletana, con tammurriate e canzoni della tradizione napoletana rivisitate in chiave flamenca e moderna. “Terra e core” – continua l’autore e regista, ballerino e coreografo di danza contemporanea – è l’emblema dell’eterna dicotomia tra il desiderio di “volare via” e il forte senso di appartenenza, tra la rabbia per i soliti cliché sulla popolazione partenopea e l’effettiva realtà, tra coloro che appartengono alla Napoli del cuore e non a quella della criminalità. “Terra e core” è quindi metafora di una condizione molto frequente in tutte le popolazioni, che parte da Napoli come città del mondo, e vuole esortare ad avere coraggio, il coraggio di vivere liberi“.
    Sinossi:
    Sole, mare, Vesuvio, pizza, generosità…malavita. Tra desideri e realtà, ambizione e voglia di riscatto, la vita di Lucía Lopez, giovane sivigliana di famiglia benestante, si intreccia per caso con quella di Gennaro Mele, detto “Malammore”, ragazzo napoletano da sempre immischiato nello spaccio di droga. Inizialmente vista come una cotta passeggera, la relazione è poi malvista dai suoi amici Armando “’o Nir”, Ciro “Trentaquattro” e Teresa “Acquapazza”, sorella di Armando, nonché sua ex ed attuale fidanzata di Ciro, che vedono a poco a poco Gennaro allontanarsi da loro e dal loro “stile di vita”. La vicinanza di Lucía, infatti, scardina le certezze di Gennaro, che matura la possibilità di una vita lontana dalle guerriglie tra clan e da affari sfuggenti, aprendo il suo cuore a nuovi orizzonti che mai prima aveva valutato, e che gli darebbe la possibilità di concretizzare il sogno della madre di crearsi una vita “pulita”. Le vicende vedono inasprirsi i rapporti con i suoi compagni, che arrivano ad intimare Lucía di ritornare in Spagna, innescando la scintilla che cambierà di lì a poco le sorti di tutto il gruppo. Potrà vita accarezzata dall’odio cambiare per un atto d’amore?
    ANyMA compañia
    “ANyMA compañia” è un progetto, nato nel 2018 dall’incontro di Manuela Iannelli e Antonio Campaiola. Due sconosciuti, due passati, due formazioni completamente diverse, che trovano il loro punto di incontro nell’arte, nella danza, nel flamenco. Da quell’incontro artistico sono da allora fiorite numerose collaborazioni, che hanno permesso ad Antonio e Manuela di conoscersi, confrontarsi, mettersi alla prova e di fondere i propri mondi per crearne uno: “ANyMA compañia”, appunto, che è frutto di quella confluenza di anime e di stili che danzando insieme si intrecciano e creano un nodo (il flamenco) da cui si diramano le tante sfaccettature della danza, con lo scopo di abbracciare, sotto lo stile flamenco e/o la sua contaminazione, diversi danzatori, e di far sì che il corpo, ed il suo movimento, siano la chiara trasposizione delle emozioni. Attualmente composta da cinque danzatori, Antonio Campaiola, Manuela Iannelli, Giada Buono, Genny Calvanese, Antonio Marino. LEGGI TUTTO

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    ‘Il mio Piccolo Principe’ al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa

    Sabato 16 marzo al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, un evento speciale dedicato ai grandi e ai bambini, ispirato alla celebre opera di Antoine de Saint-Exupéry, “Il Piccolo Principe”.La compagnia “Ma dove vivono i cartoni?” porterà in scena un’avventura straordinaria che coinvolgerà il pubblico in emozionanti e fantasiose interpretazioni del viaggio del Piccolo Principe. Durante lo spettacolo, i partecipanti avranno l’opportunità di immergersi in un percorso interattivo tra le locomotive storiche e i suggestivi ambienti del Museo, vivendo un’esperienza educativa e formativa travolgente.
    La trama, ricca di simbolismi e significati profondi, offre spunti di riflessione non solo ai più piccoli, ma anche agli adulti presenti. L’evento, organizzato da “Ma dove vivono i cartoni?” con Aurora Manuele e Francesco Chiaiese come figure di spicco, si propone anche come un’occasione per ritagliarsi un momento di pausa e di riflessione in un mondo sempre più frenetico. Inoltre, i partecipanti avranno la possibilità di visitare la prima ferrovia d’Italia, la Napoli-Portici, e di ammirare lo splendido paesaggio del Golfo di Napoli dalla balconata esterna del Museo.
    Un’occasione imperdibile per trascorrere del tempo di qualità in un ambiente unico e suggestivo, lasciandosi trasportare dalla magia e dalla poesia de “Il mio Piccolo Principe”.
    Ideato e realizzato da «Ma dove vivono i cartoni?», team leader Aurora Manuele, direttore artistico Francesco Chiaiese, che è anche un monito a riflettere in una società sempre più mordi e fuggi. Inoltre, i partecipanti potranno anche approfittare per visitare la prima ferrovia d’Italia, la Napoli-Portici, lo spettacolare giardino borbonico e affacciarsi alla balconata esterna dove è ammirabile tutto il Golfo di Napoli.
    “Una storia per ragazzi – dicono gli organizzatori – in cui la fantasia esplode tra pianeti e personaggi animati e non, ma che rappresenta una sorta di “educazione sentimentale” anche per gli adulti. Ogni nostra avventura è unica nel suo genere perché noi, per i nostri spettatori, ci mettiamo il cuore tutto intero, ogni volta”.
    INFO UTILI
    Sabato 16 marzo al Museo Ferroviario di Pietrarsa – Portici (Na)- con uno spettacolo ogni ora.
⏱ Orari: 10.30 11.30 12.30 15.30 e 16.30 17.30
✏ Info e prenotazioni: http://www.madovevivonoicartoni.it – Tel: 081/8678369 – WhatsApp: 327/2540679 LEGGI TUTTO