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    Manfredi al secondo posto in Italia tra i sindaci più amati. De Luca quarto tra i governatori

    Gaetano Manfredi sindaco di Napoli è al secondo posto tra i primi cittadini più amati d’Italia con un 62% di gradimento mentre Vincenzo De Luca al quarto posto con il 60% tra i governatori.PUBBLICITA

    Punti Chiave ArticoloE’ il successo dell’economia della nostra regione trainata da un boom turistico senza precedenti che ha determinato il gradimento dei cittadini campani e napoletani.
    Il Governance Poll 2024, la particolare classifica sul gradimento dei primi cittadini e governatori, è stata realizzata per il ventesimo anno consecutivo dall’Istituto demoscopico Noto Sondaggi per il Sole 24 Ore. Eccola la classifica: tra i sindaci al primo posto c’è Michele Guerra (Parma, 63%); secondo posto per Gaetano Manfredi (Napoli, 62%) mentre in terza posizione si piazza Michele De Pascale (Ravenna, 61%), in un podio tutto di centrosinistra.
    Tra i presidenti di Regione a conquistare la prima posizione è Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia, 68%) che scavalca sia Stefano Bonaccini (Emilia Romagna, 67%) che Luca Zaia (Veneto, 66%). Si conferma così il trio di testa che caratterizza da anni la classifica, ma ancora una volta a piazzamenti invertiti.
    Sempre per quanto riguarda i sindaci, al quarto posto ci sono Luigi Brugnaro (Venezia), Giuseppe Cassì (Ragusa), Claudio Scajola (Imperia) e Matilde Celentano (Latina). Il dato più vistoso del ventesimo Governance Poll – si legge in una nota – è però il calo di popolarità della maggior parte dei primi cittadini. Solo un sindaco su quattro incrementa il consenso rispetto al giorno delle elezioni.
    Clemente Mastella tra i sindaci è quello che è migliorato di più con un +6,3% Tra questi, la migliore performance è quella di Clemente Mastella, Benevento (+6,3%), seguito da Jamil Sadegholva di Rimini (+6,2%) e Luigi Brugnaro, Venezia (+5,9%). Per ben tre sindaci su quattro si è invece registrato un calo. Un trend che non ha risparmiato i primi cittadini delle grandi città metropolitane, per esempio Roberto Gualtieri (Roma) registra una flessione del 15,2% rispetto al giorno delle elezioni, attestandosi in penultima posizione con il 45%, ex aequo con il palermitano Roberto Lagalla. Anche il sindaco di Reggio Calabria è tra quelli penalizzati da questa tendenza, Giuseppe Falcomatà si piazza infatti al 77° posto con il 45,5% (-12,9% rispetto al risultato ottenuto nelle urne). Trend in discesa anche per il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, 57° con il 51,5% (-7.7%) e per il primo cittadino di Bologna Matteo Lepore, che pur posizionandosi al 37° posto con il 54,5%, perde il 7,4%. Stessa tendenza per Marco Bucci (Genova) che perdendo il 6,5% cala al 67° posto con il 49%. Stabile invece Beppe Sala a Milano che riconferma il 57% e conquista la 19° posizione. Ottima risalita per Vincenzo De Luca dopo il tonfo dello scorso anno Ritornando ai governatori, al quarto posto la coppia Vincenzo De Luca (Campania, 60%) e Roberto Occhiuto (Calabria, 60%). Per il campano De Luca si tratta di una risalita dopo il tonfo dell’anno scorso, mentre per il calabrese Occhiuto di una riconferma in relazione al trend degli ultimi anni. Altro ex aequo al sesto posto tra Francesco Roberti (Molise) e Donatella Tesei (Umbria) entrambi con il 57,5%. Ottava posizione invece per il Presidente della Sicilia Renato Schifani che raggiunge il 57%. Il Lombardo Attilio Fontana consolida il risultato ottenuto nel giorno delle elezioni e con il 55% (+0,3%) è al 9° posto. In calo il governatore del Lazio Francesco Rocca che dalle elezioni dello scorso anno perde il 6,4% e con il 47,5% si piazza in 11° posizione. Tra quelli che hanno fatto registrare, invece, il maggiore incremento di consenso rispetto al giorno delle elezioni c’è sia Bonaccini (+15,6%), che lo stesso Schifani (+14,9%). Metodologia Il Governance Poll 2024 ha preso in considerazione 80 comuni capoluogo di provincia e le Regioni in cui vige la regola dell’elezione diretta. Non sono state testati i Comuni e le Regioni in cui si è votato nel 2024, oltre alla Liguria in cui il Presidente è sospeso dallo scorso maggio. Le interviste sono state effettuate tra maggio e luglio 2024 utilizzando sistemi misti: Cati, Cawi ed il sistema Tempo Reale di creazione dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi. La numerosità campionaria in ogni Regione è stata di 1.000 soggetti e di 600 elettori in ogni Comune, disaggregati per genere, età ed area di residenza. Leggi AncheGiuseppe Del Gaudio, giornalista professionista dal 1991. Amante del cinema d’azione, sport e della cultura Sud Americana. Il suo motto: “lavorare fa bene, il non lavoro: stanca” LEGGI TUTTO

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    Nuova gaffe del ministro Sangiuliano questa volta in storia e su Colombo e Galileo

    Nuova gaffe del ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano. Dopo essere stato bocciato in geografia questa volta viene bocciato in storia.PUBBLICITA

    Ma la sua gaffe è grave perchè il ministro napoletano cade su uno dei personaggi più famosi della storia d’Italia e tra l’altro parliamo dello scopritore dell’America ovvero Cristoforo Colombo.

    La nuova caduta di Sangiuliano è segnalata dal deputato dei verdi, Angelo Bonelli, che ha commentato in una nota: “Per Sangiuliano Cristoforo Colombo, oltre ad essere un grande navigatore, era anche predittivo. Settant’anni prima della nascita di Galileo utilizzava le sue teorie per circumnavigare la Terra.

    Gli regalerei volentieri un bel libro di storia, ma abbiamo un ministro della Cultura che non solo non conosce la storia, ma non legge. Come dimostrato con il premio Strega, dove ha votato da giurato libri che non ha mai letto. Come può continuare a fare il ministro della Cultura? Giorgia Meloni non prova vergogna per lui?”.

    Il riferimento è a quanto dichiarato questa mattina dal Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, durante un incontro con Paolo Conti a Taobuk a Taormina, dove ha affermato testualmente che “Colombo voleva raggiungere le Indie circumnavigando la Terra sulla base delle teorie di Galileo Galilei”.
    Tuttavia, Galileo nacque a Pisa il 15 febbraio 1564, mentre Colombo iniziò il suo primo viaggio nell’agosto del 1492 e morì nel 1506.

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    Torre Annunziata, “Gay nei forni crematori”, si ritira il candidato sindaco del centro destra

    Torre Annunziata. “Gay nei forni crematori”: questa scioccante frase ha causato il licenziamento di Carmine Alfano dal suo incarico di professore universitario e lo ha spinto a ritirarsi dal ballottaggio per la carica di sindaco.PUBBLICITA

    Alfano, candidato del centrodestra a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, si è ritirato dalla competizione elettorale dopo che alcune registrazioni, diffuse dall’Espresso, lo hanno mostrato mentre utilizzava termini dispregiativi durante conversazioni con i tirocinanti di Urologia dell’Università di Salerno.

    Tali registrazioni hanno portato alla revoca del suo incarico da parte dell’Ateneo salernitano.

    Nel pomeriggio, Alfano ha tenuto una conferenza stampa per annunciare il suo ritiro dal ballottaggio, lasciando di fatto il candidato di centrosinistra, Corrado Cuccurullo, come unico contendente e probabile nuovo sindaco di Torre Annunziata.

    In una nota, il rettore dell’Università di Salerno, Vincenzo Loia, ha espresso il suo pensiero sulla vicenda: “Desidero esprimere il mio pensiero alla nostra comunità universitaria e a tutti coloro che stanno seguendo la vicenda delle esternazioni del professor Carmine Alfano.
    Le mie parole non sono legate agli atti formali e alle azioni istituzionali già intraprese dall’Ateneo: queste sono informazioni note a cui altre seguiranno, in accordo allo sviluppo degli iter procedurali.
    Con questo breve messaggio voglio affermare che l’Università di Salerno è estranea a un mondo di vessazioni, di offese, di discriminazioni.

    Noi lavoriamo per i giovani, per fare in modo che siano in grado non solo di collocarsi professionalmente, ma anche di contribuire a una società migliore, più equa, più solidale, una società che include e non esclude, che gratifica e non offende, che misura l’espressione della civiltà nel rispetto di ciascuno, indipendentemente dal genere, dalle ideologie, dal proprio credo”.
    Il rettore ha concluso: “Come rettore, questo è il mio unico modo di vedere il nostro ruolo, la nostra missione, i nostri sacrifici. Il resto è un mondo buio che non ci rappresenta”.
    Leggi AncheCollaboratore di lunga data di Cronache della CampaniaDa sempre attento osservatore della società e degli eventi.Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni. LEGGI TUTTO

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    Elezioni a Torre Annunziata, Elio D’Aquino: “Perché ricorrere al giustizialismo è un errore”

    Mi ha colpito molto la circostanza per cui il centrodestra a Torre Annunziata, tra l’altro guidato dall’amico Carmine Alfano, in sede di ballottaggio, abbia deciso di alzare l’asticella dello scontro ricorrendo ad argomenti del tutto estranei alla cultura di quello schieramento.PUBBLICITA

    L’enfasi con cui si chiede di non votare il candidato avversario perché sostenuto da una lista amica dell’ex sindaco, già indagato per i noti fatti che hanno portato allo scioglimento, è un banale errore politico.

    Innanzitutto va ricordato che quella indagine non si è ancora tradotta nemmeno in una richiesta di rinvio a giudizio, e che molti dubbi sorgono sul complessivo impianto investigativo.
    Va ancora ricordato, ed è appena il caso di ripeterlo, che ogni cittadino gode della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

    Questi principi sono stati bistrattati da quella parte della sinistra giustizialista, poi emigrata nei cinque stelle, che ha fatto di queste deviazioni uno strumento di lotta politica.Ricorrere, dunque, ancora una volta a questi argomenti significa entrare in un imbuto da cui non si esce più.

    La storia di questi ultimi decenni dimostra che alla fine c’è sempre qualcuno che immagina di essere più pulito dell’altro, in una sequela di primitivi errori sociopolitici che non tengono conto della circostanza che l’uomo si è dato delle regole perché istintivamente non è portato a rispettarle, pertanto la questione non è il richiamo ad una retorica quanto stantia legalità, ma piuttosto la necessità di un codice etico che ponga al primo posto il rispetto delle regole.
    E tra le regole basilari ci dovrebbe essere il rispetto dell’avversario, e la necessità di improntare il confronto sui programmi e sulle idee e non sulla demonizzazione dell’avversario, tentazione quest’ultima che, ahimè, non ha ancora disertato i banchi della politica.
    La risposta del centrosinistra non si è fatta attendere, e ora è Alfano ad essere sul banco degli imputati, per fatti obiettivamente seri.
    Se non comprendiamo che bisogna alzare il livello del confronto, siamo destinati, soprattutto qui al meridione, alla instabilità, alla mediocrità e ad una continua involuzione.
     Elio D’Aquino
    Leggi AncheSiamo la redazione di Cronache della Campania. Sembra un account astratto ma possiamo assicurarvi che è sempre un umano a scrivere questi articoli, anzi più di uno ed è per questo usiamo questo account. Per conoscere la nostra Redazione visita la pagina “Redazione” sopra nel menù, o in fondo..Buona lettura! LEGGI TUTTO

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    Rissa alla Camera: scattano le “squalifiche” per 10 parlamentari

    A seguito della rissa scoppiata ieri in aula l’ufficio di presidenza della Camera dei deputati ha disposto, oltre ai 15 giorni di sospensione per il leghista Igor Iezzi, anche “la sospensione di 7 giorni agli onorevoli Amich, Cangiano, Furgiuele, Mollicone e Stumpo.PUBBLICITA

    E ancora 4 giorni all’onorevole Donno; 3 giorni agli onorevoli Amendola e Candiani; 2 giorni agli onorevoli Scotto e Stefanazzi.

    Lo ha annunciato in aula il presidente della Camera Lorenzo Fontana. “Le sanzioni hanno decorrenza immediata”, ha aggiunto Fontana, “sono comunicate all’Assemblea e in nessun caso possono essere oggetto di discussione”.
    “Tengo a precisare che quanto accaduo nella seduta di ieri nel suo complesso debba essere gravemente stigmatizzato dalla presidenza: il confronto politico, anche su questioni divisive, non può mai trascendere nello scontro fisico, nell’offesa di altri, nella violenza e quindi nella lesione del decoro dell’istituzione. Non lo dico a tutela di una parte ma dell’istituzione tutta”. 

    “Non posso che richiamare – ha aggiunto la terza carica dello Stato – tutti i deputati e i presidenti dei gruppi alla responsabilità di evitare il ripetersi di atteggiamenti o parole che oltre ad arrecare offese o violenze verso altri possano minare l’immagine di questa istituzione che tutti siamo chiamati responsabilmente a rappresentare di fronte ai cittadini e questo a prescindere dalle sanzioni da erogare ai singoli deputati”.
    Leggi AncheEsperto in diritto Diplomatico e Internazionale. Lavora da oltre 30 anni nel mondo dell’editoria e della comunicazione. E’ stato rappresentante degli editori locali in F.I.E.G., Amministratore di Canale 10 e Direttore Generale della Società Centro Stampa s.r.l. Attento conoscitore della realtà Casertana. LEGGI TUTTO

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    Elezioni Casoria i recordman di preferenze nel Pd

    Casoria. Elezioni comunali: il recordman di preferenze del Pd e gli astri nascenti del partito. Giovani e cittadini si riavvicinano al Pd: “Guardiamo con fiducia all’azione di governo”. PUBBLICITA

    Il giorno dopo la vittoria della coalizione che sosteneva la ricandidatura di Raffaele Bene a Casoria riconfermato con quasi l’84 per cento dei consensi, il sigillo in ceralacca che chiude le elezioni amministrative vede “un cambio di rotta notevole” con l’ingresso in maggioranza del partito democratico che ha dato un ulteriore spinta in avanti nei consensi strappando addirittura 21 dei 24 scranni previsti in Assise.

    Recordman di preferenze l’avvocato Alessandro Graziuso, seguito da Nicola Rullo, dalla new entry Assunta De Rosa e il decano Franco Russo. Per l’esponente del Pd, Graziuso, “quello che si è verificato a Casoria è un trionfo senza trionfalismi, perché abbiamo sempre praticato il lavoro silenzioso”.
    Il Pd, dice, “torna a convincere e a vincere, con un successo quasi scontato”. E torna una parola chiave, per adesso e per dopo: “Conferenza programmatica”. Cioè “partire dai temi e dai progetti”. Detto in altro modo: “A noi tocca il compito della buona politica. E la buona politica è l’antidoto anche al grade protagonista di questa tornata elettorale: l’astensionismo”.

    I democrat, inoltre, fanno sapere di aver lavorato per vincere uniti, e per “forgiare il nuovo corso della politica casoriana” . “Il Pd a livello nazionale ha conseguito un risultato straordinario – precisa ancora Graziuso- , che testimonia il buon lavoro svolto dalla segretaria Schlein e la capacità di intercettare le vere esigenze dei cittadini su temi cruciali. Ringraziando “quanti hanno riposto la loro fiducia in me, onorandomi di una grande responsabilità verso la città”.
    “Il Partito Democratico di Casoria – aggiunge ancora-, raggiunge risultati elettorali molto significativi, con un consenso molto ampio grazie a tutte le candidate e ai candidati che hanno rappresentato un partito plurale e radicato fondamentale per costruire un campo democratico e progressista largo e unitario e costruire le condizioni con Raffaele Bene per cambiare in modo più incisivo la città di Casoria”. In effetti, aldilà dei numeri, stavolta conterà l’impegno, la professionalità e la competenza.
    P.B.
    (nella foto da sx Alessandro Graziuso e Assunta De Rosa)

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    Revocata incandidabilità per Emanuele D’Apice, ex presidente del Consiglio comunale di Castellammare

    Castellammare di Stabia. Emanuele D’Apice, ex presidente del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia, può finalmente tirare un sospiro di sollievo. La Corte d’Appello di Napoli ha revocato la sua incandidabilità, assolvendolo dall’accusa di incandidabilità a seguito dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche.PUBBLICITA

    “Un sentito ringraziamento ai magistrati – ha dichiarato D’Apice – che hanno fatto piena chiarezza e diradato i sospetti che una certa area politica aveva agitato contro di me con l’obiettivo di far sciogliere il Consiglio comunale. Sono stati mesi difficili, in cui ho dovuto subire attacchi infondati e calunniose accuse. Ma la verità è finalmente emersa”.

    L’ex presidente del Consiglio comunale non ha risparmiato una stoccata ai suoi detrattori, accusandoli di speculare sul tema della lotta alla camorra per fini politici. “A differenza di certi giornalisti e professionisti dell’anticamorra – ha aggiunto – che costruiscono le loro vittorie elettorali sull’attacco all’avversario politico e sulla diffamazione, i magistrati hanno lavorato seriamente per appurare la verità”.
    Condanna al Ministero e sguardo al futuro

    La Corte d’Appello ha anche condannato il Ministero al pagamento delle spese processuali. D’Apice, che ora attende le motivazioni della sentenza, ha espresso la sua volontà di voltare pagina e di guardare al futuro.
    “Sono pronto a ricominciare – ha concluso – e a mettere le mie competenze al servizio della mia città. Castellammare ha bisogno di unità e di persone oneste e capaci per risollevarsi. Io ci sono e farò la mia parte”.
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    Comunità Montana, la Corte di Appello accoglie l’opposizione del Comune di Terracina

    “Il Comune di Terracina aveva pieno diritto ad essere escluso dalla Comunità Montana, ed è evidente che il pagamento delle quote associative non sia dovuto perché privo di un’effettiva causa legittimante”. Così recita la sentenza della Corte di Appello di Roma, Sezione Civile, accogliendo l’opposizione da parte del Comune di Terracina al decreto ingiuntivo del […] LEGGI TUTTO

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    Elezioni Europee: i 76 italiani eletti partito per partito

    Elezioni al Parlamento Europeo giugno 2024: ecco chi sono i 76 deputati italiani partito per partito.PUBBLICITA
    L’elenco è completo ma alcuni di questi sono ancora in attesa di conferma poiché alcuni dei candidati sono stati eletti in più circoscrizioni e devono scegliere. A quel punto si avranno le conferme.

    Punti Chiave ArticoloTutti i nomi, partito per partito. Fratelli d’Italia (25)Carlo Fidanza; Mario Mantovani; Giovanni Crosetto; Lara Magoni; Pietro Fiocchi; Mariateresa Vivaldini; Paolo Inselvini; Elena Donazzan; Stefano Cavedagna; Sergio Berlato; Alessandro Ciriani; Daniele Polato; Piergiacomo Sibiano; Nicola Procaccini; Marco Squarta; Carlo Ciccioli; Antonella Sberna; Francesco Torselli; Alberico Gambino; Francesco Ventola; Denis Nesci; Michele Picaro; Chiara Gemma; Giuseppe Milazzo; Ruggero Razza. Pd (20)Cecilia Strada; Giorgio Gori; Alessandro Zan; Irene Tinagli; Brando Benifei; Stefano Bonaccini; Alessandra Moretti; Elisabetta Gualmini; Dario Nardella; Matteo Ricci; Nicola Zingaretti; Camilla Laureti; Marco Tarquinio; Antonio Decaro; Lucia Annunziata; Raffaele Topo; Giuseppina Picierno; Alessandro Ruotolo; Georgia Tramacere; Giuseppe Lupo.
    M5s (8)Gaetano Pedullà; Sabrina Pignedoli; Carolina Morace; Gianluca Ferrara; Pasquale Tridico; Valentina Palmisano; Mario Furore; Giuseppe Antoci. Fi (9)Letizia Moratti; Massimiliano Salini; Herbert Dorfmann (quota SVP); Salvatore De Meo; Fulvio Martusciello; Giuseppina Princi; Edmondo Tamajo; Marco Falcone, Flavio Tosi. Lega (8)Roberto Vannacci; Isabella Tovaglieri; Raffaele Stancanelli; Angelo Ciocca/Paolo Borchia/Susanna Ceccardi/ Aldo Patriciello/Anna Maria Cisint (Vannacci toglie il posto a uno di loro). Avs (6)Ilaria Salis; Mimmo Lucano; Benedetta Scuderi/Cristina Guarda/Francesco Borrelli/Leoluca Orlando (sulla base di quale circoscrizione scelgono Salis e Lucano, uno resta fuori); Ignazio Marino. Leggi Anche LEGGI TUTTO

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    Elezioni europee: Pd primo partito in Campania

    In Campania, per le Elezioni Europee 2024, il Partito Democratico è il partito che ha raccolto il maggior numero di consensi: 22,20% (5.828 sezioni, tutte scrutinate).PUBBLICITA
    Convince ancora il Movimento 5 Stelle, che, se sul piano nazionale registra un risicato 9,98%, in Campania ottiene il 20,77%, attestandosi come secondo partito nella graduatoria delle preferenze.
    Punti Chiave ArticoloTerzo posto per Fratelli d’Italia, con il 19,41%. Forza Italia, come auspicato in chiusura di campagna elettorale in piazza Matteotti a Napoli dal segretario nazionale Antonio Tajani, ha superato, anche se di poco, la soglia del 10% (10,82%), confermando il trend di ripresa degli azzurri. Porta a casa un dignitosissimo 6,97% Alleanza Verdi e Sinistra. Segue la lista Stati Uniti d’Europa, che sul piano nazionale non ha superato il 4%: in Campania la lista messa in piedi da Renzi ed Emma Bonino ha fatto segnare il 6,79% delle preferenze, con Italia Viva che ha fatto nettamente da traino. Male la Lega di Salvini che non raggiunge il 6% Non è un caso che Matteo Renzi si sia speso in prima persona, battendo palmo a palmo la Campania. La Lega raccoglie, invece, il 5,77%. Non convince Azione, che si ferma al 3,88%. La lista di Michele Santoro, Pace Terra Dignità, porta a casa l’1,70%. Dietro tutte le altre: Libertà (0,76%), Partito Animalista – Italexit per l’Italia (0,66%), Alternativa Popolare (0,25%). Leggi AncheEsperto in diritto Diplomatico e Internazionale. Lavora da oltre 30 anni nel mondo dell’editoria e della comunicazione. E’ stato rappresentante degli editori locali in F.I.E.G., Amministratore di Canale 10 e Direttore Generale della Società Centro Stampa s.r.l. Attento conoscitore della realtà Casertana. LEGGI TUTTO

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    Napoli 236 presidenti sostituiti: seggi regolari

    Gli 885 seggi aperti a Napoli per le elezioni europee si sono regolarmente costituiti al termine delle operazioni di surroga dei presidenti di seggio che hanno rinunciato alla nomina.PUBBLICITA

    In totale sono stati sostituiti 236 presidenti su 885 sezioni. Nelle precedenti consultazioni elettorali referendarie, le surroghe erano state 170.

    Gli uffici delle Municipalità cittadine rimarranno aperti per tutta la durata del voto, oggi e domani fino alle ore 23, per il rilascio dei duplicati delle tessere elettorali.
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    Il sindaco Natale lascia Casal di Principe dopo 10 anni: “Qui fatta la storia”

    “A Casal di Principe, in questi dieci anni, abbiamo fatto la storia”. Con queste parole, il sindaco Renato Natale ha tirato le somme del suo secondo e ultimo mandato, segnando il termine di un decennio di radicali trasformazioni per la città. Un periodo che ha rappresentato una vera e propria rinascita dopo il lungo dominio camorristico, una rinascita certificata dalla visita del Capo dello Stato Sergio Mattarella il 21 marzo 2023 e dalla riqualificazione di 23 beni confiscati alla camorra, ora destinati a usi pubblici e sociali.
    Natale ha sottolineato come questi risultati siano stati raggiunti senza leggi o fondi speciali e senza particolari interventi governativi, evidenziando l’importanza della partecipazione democratica e della società civile. Durante il suo mandato, il comune ha trasformato questi beni in una scuola dell’infanzia, una nuova sede per i Vigili Urbani, un deposito per i mezzi comunali e un’isola ecologica.

    Il sindaco ha ricordato che nel giugno 2014, quando è entrato in carica, ha promesso di restituire dignità e trasparenza alla città. “Oggi i Casalesi non sono più associati al clan camorristico, ma sono riconosciuti come cittadini di Casal di Principe,” ha affermato Natale.  Il contesto era già migliorato nel 2014 grazie ai numerosi arresti di boss e affiliati camorristici da parte delle forze dell’ordine.
    Tuttavia, nulla era paragonabile alla situazione del 1994, quando Natale divenne sindaco per la prima volta, affrontando direttamente la violenza della camorra. Durante quel periodo, Don Peppe Diana fu ucciso, e Natale subì intimidazioni, tra cui il ritrovamento di letame davanti alla sua casa, prima di essere sfiduciato dal Consiglio comunale.

    Nel corso dei suoi mandati, Natale ha contribuito a fare di Casal di Principe una città “normale”. Per la prima volta in oltre un secolo, un’amministrazione è durata per tutto il suo mandato senza scioglimenti per infiltrazioni mafiose. Tra i successi, ha portato la rete idrica e la pubblica illuminazione in tutto il territorio, aumentando i punti luce pubblici da 40% a una copertura totale e installando 4.000 contatori per l’acqua.
    La raccolta differenziata è passata dall’8% del 2014 al 53-54% odierno, e la città è uscita dal dissesto finanziario. L’adeguamento del settore dei tributi ha permesso di combattere l’evasione fiscale, che rimane comunque un problema significativo. Grazie ai fondi del PNRR, Casal di Principe vedrà ulteriori miglioramenti, come la riqualificazione di interi quartieri e la realizzazione di un centro per giovani e anziani.
    Tuttavia, restano sfide importanti, tra cui il ridotto numero di vigili urbani e la questione delle case abusive da abbattere, problema per cui Natale spera in una soluzione politica. Nonostante le divisioni politiche che hanno frammentato la sua maggioranza, Natale non ha intenzione di ritirarsi completamente dalla scena politica.
    Spera che i partiti tornino a fare politica a Casal di Principe e si dice pronto a continuare a contribuire alla crescita del territorio. “È arrivato il momento che i partiti tornino a fare politica a Casal di Principe, con le loro strutture che possano servire come scuola anche ai giovani. E credo di poter ancora dare qualcosa a questo territorio,” ha concluso Natale.
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