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    Castel Volturno, il barbiere ucciso per errore dopo una lite al bar

    Castel Volturno. Una tragedia generata probabilmente da una serie di drammatici equivoci, con un padre che – dopo il coinvolgimento del figlio in una rissa scoppiata nel bar-tabacchi ‘Duepuntozero’ della via Domiziana – ha ucciso a coltellate una persona estranea a quel parapiglia.Il 38enne Luigi Izzo, barbiere sposato con tre figli, è stato ammazzato davanti alla moglie dopo una serata passata in un locale: sei i fendenti inferti dal 53enne, Alessandro Moniello meccanico incensurato, che ha poi confessato davanti a carabinieri e magistrato ed è stato fermato su disposizione del pm Annalisa Imparato della procura di Santa Maria Capua Vetere per omicidio volontario.
    Con lui è stato fermato per concorso in omicidio anche il figlio 27enne, Roberto Moniello, sposato con due figli. Secondo quanto accertato, sulla base delle testimonianze e soprattutto delle versioni fornite durante l’interrogatorio da padre e figlio, difesi dall’avvocato Giuseppe Guadagno, tutto sarebbe iniziato nei pressi di un bar di Castel Volturno, dove è scoppiata una rissa cui avrebbe partecipato il fratello di Izzo.
    Il 27enne è intervenuto nella lite procurandosi qualche contusione e la rottura degli occhiali. A quel punto sarebbe giunto sul posto anche Luigi Izzo, che era il barbiere del 27enne. Izzo avrebbe rassicurato quest’ultimo che il giorno dopo sarebbero andati insieme dall’ottico per riparare gli occhiali a sue spese.
    Nel frattempo la rissa è finita, ma la sorella del 27enne, anch’essa presente, ha chiamato il papà riferendogli che delle persone stavano malmenando il fratello. “Vogliono sparargli” avrebbe addirittura detto la ragazza. Il padre ha quindi preso un coltello in cucina, è sceso dirigendosi verso il bar dove ha caricato in auto il figlio 27enne, e si è diretto verso casa di Luigi, non sapendo dove abitasse il fratello del barbiere.
    Padre e figlio in auto sono arrivati proprio nel momento in cui Izzo, con la moglie, stava aprendo il cancello d’ingresso dell’abitazione. Ai carabinieri e al pm il papà del 27enne ha raccontato di aver notato il barbiere che avvicinava la mano alla tasca del pantalone tanto da pensare che stesse per estrarre una pistola.
    “Non ho capito più nulla, l’ho accoltellato varie volte. Pensavo avesse un’arma e volesse uccidere me e mio figlio” ha spiegato al pm nel corso del drammatico interrogatorio reso nella caserma dei carabinieri di Castel Volturno. “L’ho fatto per difendere mio figlio” si è poi giustificato.
    Il 27enne avrebbe dal canto suo cercato di alleggerire la propria posizione, riferendo di non sapere che il padre fosse armato, e di avergli spiegato che Luigi non c’entrava niente con la rissa. Parole che però non gli sono servite ad evitare il fermo disposto dalla Procura. Sulla dinamica dei fatti, e sulla incredibile catena di malintesi che sarebbe all’origine del delitto, sono ancora in corso approfondimenti investigativi.
    I Carabinieri della Compagnia di Mondragone hanno acquisito le immagini di una telecamera di sorveglianza posta fuori dall’abitazione che potranno chiarire la dinamica dei fatti. Non e’ stato ancora ritrovato il coltello da cucina.
    Raid punitivo dopo rissa, il sindaco: “Castel Volturno è stanca”
    Dopo l’omicidio del 38enne Luigi Izzo, che ha destato grande sgomento a Castel Volturno, essendo il barbiere noto e apprezzato, il sindaco della città, Luigi Petrella di Fratelli d’Italia, lancia un accorato appello alle istituzioni “perché facciano qualcosa di serio per Castel Volturno, che è ormai allo sbando, con il centro in mano alla microcriminalità e le piazze di spaccio nelle aree più periferiche come Ischitella.
    Se lo Stato non interviene subito, si tornerà a chiedere il pizzo, e a quel punto dovremo chiuderci in casa. Non ce la facciamo più. La morte di Izzo colpisce profondamente; conoscevo bene Luigi , passavo ogni mattina davanti al suo negozio, voleva sempre offrirmi il caffè. Era un ragazzo positivo e tanto innovativo”.
    Da anni Castel Volturno vive un’emergenza senza fine, prima in mano alla camorra casalese, poi a quella nigeriana che controlla droga e prostituzione, con un degrado socio-economico e ambientale sempre crescente e mai arginato. E poi la presenza di migliaia di immigrati non regolari.
    A queste persone il Comune garantisce comunque servizi essenziali, come il prelievo dei rifiuti, ovviamente a proprie spese. Un territorio enorme – dalla zona nord a quella sud della città passano 27 chilometri – già per questo difficile da controllare.
    “Come Comune – spiega Petrella – abbiamo sei vigili urbani spalmati su due turni; se li aggiungiamo agli uomini della Polizia di Stato, ai Carabinieri che hanno due stazioni e a carabinieri forestali, al massimo arriviamo ad una trentina di unità, forse qualcosa in più, ma siamo lì. Qualche rinforzo è arrivato negli ultimi anni, ma è una goccia nel mare per un territorio così vasto e pieno di problemi”.
    Petrella per ora è stato contattato dai due parlamentari casertani di Fratelli d’Italia, Gimmi Cangiano e Marco Cerreto, ma si aspetta anche una telefonata da Roma.

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    Castel Volturno, barbiere ucciso dopo una lite per motivi di viabilità

    Omicidio a Castel Volturno nella notte. La vittima è un barbiere di 38 anni, Luigi Izzo accoltellato dopo una lite per motivi di viabilità
    L’assassino, già fermato, un uomo di circa 50 anni, che sembra fosse il papà del 27enne con cui la vittima stava avendo il diverbio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno portato in caserma il presunto responsabile per interrogarlo; nel presidio dell’Arma è arrivato anche il sostituto della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Dalle prime informazioni sembra che l’accoltellatore abbia consegnato l’arma usata ai militari.
    Secondo quanto ricostruito la vittima stava ritirando a casa con la moglie, ed era nei pressi del cancello di ingresso, quando è stato raggiunto dal 27enne con cui aveva in precedenza litigato e dal papà di quest’ultimo. I due erano in auto.
    Il genitore del 27enne è sceso e dopo un diverbio ha colpito almeno quattro volte Izzo con un coltello da cucina che aveva preso nella sua abitazione. In caserma, davanti al sostituto di Santa Maria Capua Vetere, Annalisa Imparato, l’uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità, spiegando di aver agito per “difendere mio figlio”.
    Nella stazione dell’Arma a Castel Volturno è stato condotto anche il 27enne, sposato con due figli. Il magistrato dovrebbe decidere nelle prossime ore se disporre il fermo del papà del 27enne o di entrambi. La vittima lascia invece tre figli.

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    Camorra, assolto dopo l’ergastolo per omicidio del 2001 ad Ercolano

    Ercolano. A distanza di quasi 22 anni è stato assolto dall’accusa di concorso in omicidio Felice Saccone, il panettiere di 58 anni condannato in primo grado, il 31 ottobre 2018, all’ergastolo per un fatto di sangue avvenuto il 18 gennaio 2001: l’assassinio di Ciro Farace in un agguato a colpi di pistola maturato nell’ambito della cosiddetta faida di Ercolano.
    Oggi, la quinta sezione della Corte di Assise ha riqualificato la sua condotta come favoreggiamento e ha dichiarato il reato prescritto. “Le principali fonti di prova a carico di Saccone – spiegano i due legali di Saccone, gli avvocati Antonio Rocco Briganti e Antonio Barbieri, dello studio Aricò di Roma – erano le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Ciro Savino e Gerardo Sannino, autori materiali del fatto”.
    “La difesa – sottolineano i due professionisti – ha sempre contestato la credibilità delle dichiarazioni dei due pentiti, perché discordanti sul ruolo di Saccone nella vicenda. La Corte di Appello ha evidentemente seguito tale assunto e ha valorizzato unicamente l’aiuto dato da Saccone a Savino dopo il fatto (il quale aveva tra l’altro dichiarato che era stato accompagnato lontano da Ercolano da Saccone) qualificando tale segmento di condotta come favoreggiamento personale”.
    Saccone vive e lavora da circa 15 anni nella Capitale da dove, nel marzo del 2019, venne prelevato dalla Polizia nella panetteria e chiuso in carcere. Venne liberato dal Tribunale del Riesame di Napoli in attesa della definizione del giudizio di merito.

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    Camorra, assolto dopo l’ergastolo per omicidio del 2001 ad Ercolano

    Ercolano. A distanza di quasi 22 anni è stato assolto dall’accusa di concorso in omicidio Felice Saccone, il panettiere di 58 anni condannato in primo grado, il 31 ottobre 2018, all’ergastolo per un fatto di sangue avvenuto il 18 gennaio 2001: l’assassinio di Ciro Farace in un agguato a colpi di pistola maturato nell’ambito della cosiddetta faida di Ercolano.
    Oggi, la quinta sezione della Corte di Assise ha riqualificato la sua condotta come favoreggiamento e ha dichiarato il reato prescritto. “Le principali fonti di prova a carico di Saccone – spiegano i due legali di Saccone, gli avvocati Antonio Rocco Briganti e Antonio Barbieri, dello studio Aricò di Roma – erano le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Ciro Savino e Gerardo Sannino, autori materiali del fatto”.
    “La difesa – sottolineano i due professionisti – ha sempre contestato la credibilità delle dichiarazioni dei due pentiti, perché discordanti sul ruolo di Saccone nella vicenda. La Corte di Appello ha evidentemente seguito tale assunto e ha valorizzato unicamente l’aiuto dato da Saccone a Savino dopo il fatto (il quale aveva tra l’altro dichiarato che era stato accompagnato lontano da Ercolano da Saccone) qualificando tale segmento di condotta come favoreggiamento personale”.
    Saccone vive e lavora da circa 15 anni nella Capitale da dove, nel marzo del 2019, venne prelevato dalla Polizia nella panetteria e chiuso in carcere. Venne liberato dal Tribunale del Riesame di Napoli in attesa della definizione del giudizio di merito.

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    Omicidio Serena Mollicone, chiesti 4 anni per il carabiniere di Itri: è accusato di favoreggiamento

    Per l’omicidio di Serena Mollicone, la 18enne di Arce, in provincia di Frosinone, misteriosamente uccisa nel 2011, la Procura di Cassino ha chiesto condanne pesanti per tutti gli imputati. Tra i quali figura anche l’appuntato dei carabinieri Francesco Suprano, di Itri, al quale è contestato il reato di favoreggiamento: per lui, chiesti 4 anni di […] LEGGI TUTTO

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    Gragnano, omicidio del 17enne Nicholas Di Martino: la Dda chiede due ergastoli

    Gragnano. La Procura di Napoli ha chiesto l’ergastolo per Maurizio Apicella e Ciro Di Lauro, ritenuti gli assassini di Nicholas De Martino e del tentato omicidio di Carlo Langelotti, entrambi legati da rapporti parentali con una famiglia malavitosa di Gragnano, in provincia di Napoli.

    Il sostituto procuratore della DDA Giuseppe Cimmarotta ha avanzato le sue richieste di condanna oggi davanti ai giudici della seconda sezione penale della Corte di Assise di Napoli. Apicella e’ difeso dagli avvocati Carlo Taormina e Giuliano Sorrentino; Di Lauro dall’avvocato Francesco Romano. Langellotti, invece, costituitosi parte civile, e’ difeso dall’avvocato Raffaele Chiummariello.
    Si sono costituiti parte civile anche la madre della vittima, Maria Carfora, difesa dall’avvocato Antonio Rocco Briganti, e il fratello di Nicholas, Gennaro, difeso dall’avvocato Raffaele Attanasio. La prossima udienza, durante la quale discuteranno i difensori degli imputati, e’ stata fissata per il 3 giugno. Nicholas, che aveva appena 17 anni, venne accoltellato a morte una singola volta, la notte del 25 maggio 2020, a Gragnano, con una lama lunga 9 centimetri.
    A sferrare il colpo, secondo gli inquirenti, fu Maurizio Apicella. Carlo Langellotti, cugino venne colpito per primo, sei volte. L’aggressione scatto’, sempre secondo gli inquirenti, per la spartizione dei territori LEGGI TUTTO

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    Gragnano, omicidio del 17enne Nicholas Di Martino: la Dda chiede due ergastoli

    foto archivio Gragnano. La Procura di Napoli ha chiesto l’ergastolo per Maurizio Apicella e Ciro Di Lauro, ritenuti gli assassini di Nicholas De Martino e del tentato omicidio di Carlo Langelotti, entrambi legati da rapporti parentali con una famiglia malavitosa di Gragnano, in provincia di Napoli. Il sostituto procuratore della DDA Giuseppe Cimmarotta ha avanzato […] LEGGI TUTTO

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    Camorra, uccisero il pusher ladro: presi 4 del clan Sorianiello

    Camorra, uccisero il pusher ladro: presi 4 del clan Sorianiello della “99” al rione Traiano.
    Questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e del Reparto Territoriale di Mondragone (CE) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale del Riesame di Napoli, nei confronti di quattro soggetti, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di omicidio, tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, nonché di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, tutti aggravati dalla finalità di agevolare il c.d. gruppo camorristico “della 99”, articolazione del clan “Sorianiello”.
    Le indagini, avviate a seguito dell’omicidio di Oviamwonyi Desmond e del tentato omicidio di Iadhosa Morris Joe, avvenuti in Castel Volturno il 10 settembre 2020, fecero emergere che le vittime si sarebbero rese responsabili della sottrazione di sostanza stupefacente, del tipo marijuana e cocaina, per un valore di circa 40.000 euro, a danno della piazza di spaccio “della 99”, sita nell’omonimo complesso abitativo del Rione Traiano.
    Sulla scorta degli indizi raccolti, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, il Giudice per le Indagini Preliminari, nell’aprile 2021, emise un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque dei soggetti ritenuti responsabili dell’agguato.
    Il 19 aprile u.s., il Tribunale del Riesame, in accoglimento dell’appello proposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha disposto ulteriori provvedimenti restrittivi, nei confronti dei seguenti soggetti:
    1. BEVILACQUA EMANUELE, nato a Napoli il 5 giugno 1989 (tentata detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, già sottoposto a misura per omicidio e tentato omicidio); LEGGI TUTTO

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    Avellino, fidanzato killer rinuncia a deporre in aula

    Avellino, fidanzato killer rinuncia a deporre in aula per l’omicidio del padre dell’ex fidanzata Elena Gioia
    Una memoria di tre pagine e così Giovanni Limata, 24 anni, di Cervinara, ha deciso di non sottoporsi all’interrogatorio nel processo che lo vede imputato, assieme all’ex fidanzata Elena Gioia, dell’omicidio del padre di lei, avvenuto il 23 aprile dello scorso anno ad Avellino.
    In mattinata è stata ascoltata a lungo la fidanzata ora 19enne, protetta dallo sguardo di Giovanni da un sipario, mentre il giovane era rinchiuso nel gabbiotto dell’aula di corte d’Assise del tribunale di Avellino.
    Giovanni non se l’è sentita di affrontare gli avvocati delle parti civili, quelli della sua ex e il pubblico ministero. Nella memoria scritta a penna in carcere e consegnata solo questa mattina al suo legale, il giovane ha fornito la sua versione dei fatti.
    La memoria non è stata però letta in aula ed è stata acquisita agli atti del procedimento, che proseguirà il 25 maggio prossimi. Da tempo, da poco dopo l’arresto degli allora fidanzati che insieme avevano progettato lo sterminio della famiglia di lei, i due si rimpallano la responsabilità nella pianificazione dell’omicidio.
    Anche questa mattina Elena Gioia, nella lunga deposizione, ha cercato di tracciare di sé l’immagine di una ragazza succube di un fidanzato aggressivo, violento nel linguaggio, manipolatore nei tanti tentativi di indurle sensi di colpa per avere una famiglia che non lo accettava e nel preferire spesso la compagnia delle amiche. LEGGI TUTTO

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    Boscotrecase, muratore ucciso a colpi di pistola

    Omicidio nel napoletano nel territorio del comune di Boscotrecase.
    Nel primo pomeriggio un uomo, Gaetano Ariosto, 48 anni di Napoli, già noto alle forze dell’ordine, è stato colpito da un colpo d’arma da fuoco ed è deceduto prima ancora dell’arrivo dei soccorsi. Sul posto, in via Rio, intorno alle 15,30 sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata.
    Presente anche il magistrato di turno, in corso le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti. La vittima faceva il muratore saltuariamente. LEGGI TUTTO