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    Le sfide dell’Intelligenza Artificiale: dibattito a Rimini con Ubertini e Petitti

    Una riflessione sull’impatto dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana e su quali possano essere le nuove opportunità e sfide per istituzioni pubbliche e imprese. Con uno spazio per toccare con mano come viene applicata in concreto l’intelligenza artificiale.
    È ricco di contenuti il menù dell’iniziativa “Come l’intelligenza artificiale cambierà la nostra vita: nuove opportunità e sfide per la PA e l’impresa” in programma a Rimini venerdì 15 dicembre.
    Ospite d’onore dell’iniziativa Francesco Ubertini, presidente del CINECA e professore dell’Università di Bologna. Fra i partecipanti, oltre alla presidente dell’Assemblea Emma Petitti, il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, la vicesindaca con delega all’Università Chiara Bellini, l’amministratore delegato di Omnicon Roberto Pozzoli, il presidente della  Camera di Commercio della Romagna Carlo Battistini. L’evento è moderato da Giacomo Bottos, direttore di Pandora Rivista.
    “L’evento – spiega Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna – vuole essere l’occasione per parlare delle opportunità che l’intelligenza artificiale rappresenta per i territori. È previsto anche lo spazio per confrontarsi sulle nuove sfide, soprattutto etiche, che abbiamo davanti, come, per esempio, il modo in cui l’intelligenza artificiale generativa usa l’enorme mole di dati degli utenti di cui si alimenta. Si tratta di un’occasione straordinaria di confronto e riflessione su un tema di grande attualità e di forte impatto su tanti aspetti della nostra vita, che testimonia quanto sia importante la sinergia tra pubblico e privato e tra generazioni per promuovere la cultura dell’Information Technology, la ricerca scientifica computazionale, lo sviluppo di sistemi informativi moderni ed efficienti nonché l’etica nell’uso dei sistemi informativi”.
    Dopo i saluti, il programma prevede le relazioni di Gustavo Marfia del Centro di ricerca industriale dell’Università di Bologna per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione – Tecnopolo di Rimini, Carlo Simonelli, dottorando in Scienze dell’Esercizio Fisico e dello Sport, Dipartimento Qu.Vi, Campus di Rimini – Università di Bologna, Andrea Guizzardi, direttore del Centro di Studi Avanzati sul Turismo, Campus di Rimini – Università di Bologna e presidente Cluster-ER Turismo, e Luisa Monti, responsabile Area Sistemi Informativi-Informatici dell’Assemblea legislativa.
    È prevista, inoltre, l’illustrazione di tre casi pratici di applicazione dell’intelligenza artificiale da parte del liceo A. Einstein Rimini, della Camera di Commercio della Romagna e di Omnicon srl. Le conclusioni sono affidate al presidente del CINECA prof. Francesco Ubertini.
    La mattinata dedicata all’intelligenza artificiale è organizzata dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna in collaborazione con il Cineca, l’Università di Bologna Campus di Rimini e Uni.Rimini. Inizio lavori alle ore 9.15, alla Sala Alberti 7, in via Q. Sella 13, a Rimini.
    Per partecipare all’evento
    Programma completo
    Foto Petitti e foto Ubertini

    Assemblea

    8 Dicembre 2023 LEGGI TUTTO

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    Il presepe di Mattei in viale Aldo Moro

    Il presepe compie 800 anni e, in occasione del Natale, l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna lo festeggia con una Natività di Luigi Enzo Mattei, lo scultore dei Papi, in cui, a fianco della Sacra Famiglia e dei personaggi della tradizione, compare San Francesco. Sono passati 800 anni, infatti, da quel Natale del 1223, in cui, a Greccio (oggi in provincia di Rieti) Francesco rievocò la nascita di Gesù, organizzando una rappresentazione vivente di quell’evento. Secondo le agiografie, durante la Messa, sarebbe apparso nella culla un bambino in carne ed ossa, che Francesco prese in braccio. Da qui ebbe origine la tradizione del presepe.
    Luigi Enzo Mattei ha studiato arte nel capoluogo emiliano per poi intraprendere una lunga carriera che lo ha portato a essere lo “scultore dei Papi”, in particolare di Papa Giovanni XXIII e di Papa Francesco. Mattei, infatti, è stato autore della Porta Santa della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore in Roma, opera vaticana dedicata al III millennio, del Corpo dell’Uomo della Sindone al Museo della Sindone di Torino e replicato per altre sedi in quattro continenti e del busto in bronzo del Premio Nobel Ernesto Teodoro Moneta nel Patrimonio Artistico del Quirinale. Opere riconosciute e inserite – fra le altre – nell’elenco del programma U.N.E.S.C.O. “Patrimoines pour une Culture de la Paix”. È scultore della Basilica di San Petronio a  Bologna. È inoltre presente con il Volto Santo, donato a Papa Giovanni Paolo II, alla Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon, della quale è Corrispondente esterno; è autore della Targa U.N.E.S.C.O. “2 agosto” alla Stazione ferroviaria di Bologna.
    A inaugurare la rassegna artistica curata da Sandro Malossini sono stati la presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e don Davide Baraldi, vicario per l’educazione della diocesi bolognese.  Presenti all’inaugurazione anche il consigliere regionale  Marco Mastacchi e Daniele Ravaglia (Bologna Welcome).
    La mostra è visitabile fino al 4 gennaio, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, in viale Aldo Moro 50 a Bologna.
    Per informazioni: gabinettopresidenteal@regione.emilia-romagna.it; tel. 051.527 5040 – 6869; www.assemblea.emr.it.
    Fotogallery
    (Luca Molinari)

    Assemblea

    8 Dicembre 2023 LEGGI TUTTO

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    Evangelisti (Fdi): ripristinare subito l’argine del canal Maggiore crollato a ottobre

    Con un’interrogazione rivolta alla giunta regionale, Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia) vuole sapere per quale motivo non si sia provveduto in tempi rapidi al ripristino dell’argine crollato, a ottobre, nel canal Maggiore, nel parmense, nel tratto in cui confluisce l’acqua del torrente Parma.
    La consigliera, nel rilevare che “sul canal Maggiore sono attive sette centrali idroelettriche”, spiega come “la rottura dell’argine abbia comportato il rallentamento del flusso delle acque, con l’inevitabile sospensione dell’attività degli impianti”. Centrali, aggiunge, “che, peraltro, non sono ancora state riattiate”. L’esponente di Fdi sottolinea poi che “analoga situazione, per i proprietari degli impianti, si era già verificata, tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, per la caduta di detriti dallo stesso argine”. “Sarebbe, quindi, opportuno – evidenzia la capogruppo – intervenire il prima possibile e in modo definitivo, tenuto anche conto che l’energia idroelettrica è una fra le fonti più pulite”.
    Marta Evangelisti, quindi, chiede certezze all’esecutivo regionale sulle tempistiche di ripristino dell’argine e chiede che i proprietari delle centrali idroelettriche siano supportati nel riavvio delle loro attività, prevedendo anche compensazioni per le perdite economiche che hanno subito in questi mesi di inattività.
    (Cristian Casali)

    Ambiente e territorio

    7 Dicembre 2023 LEGGI TUTTO

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    Evangelisti (Fdi): liste d’attesa troppo lunghe, la Regione intervenga

    Ridurre le liste di attesa, sia per i soggetti ordinari sia per quelli fragili, all’Ausl di Ferrara e nel resto della Regione.
    A chiederlo, in un’interrogazione, è Marta Evangelisti (Fdi) che ricorda come “da recenti articoli degli organi di stampa e da testimonianze dirette risulta che, con riferimento alle visite mediche a Comacchio, le liste di attesa sono giudicate troppo lunghe: un esponente del Tribunale dei diritti del malato, soggetto fragile, ha riferito alla stampa i seguenti casi, di cui alcuni personali: per un ecodoppler agli arti superiori è in attesa da 4 mesi per un appuntamento, per una visita ortopedica è in attesa da più di 2 mesi per un appuntamento, una visita cardiologica è ottenuta dopo 3 mesi di attesa. Secondo le informazioni e le testimonianze riportate negli articoli di stampa risulterebbe più semplice la prenotazione online degli esami collegandosi a mezzanotte poiché spesso alcuni utenti disdicono prenotazioni precedentemente effettuate, anche a breve termine, liberando i relativi posti”.
    Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla giunta “quali provvedimenti siano stati presi per lo smaltimento delle liste d’attesa relative sia ai soggetti ordinari sia ai soggetti fragili e se e come siano stati utilizzati i fondi statali per la riduzione delle liste di attesa ovvero come saranno utilizzati gli stessi”.
    Evangelisti chiede inoltre quali siano i numeri attuali relative alle liste di attesa suddivisi per tipologia.
    (Luca Molinari)

    Sanità e welfare

    7 Dicembre 2023 LEGGI TUTTO

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    Sport: “Il 73% degli emiliano-romagnoli fa regolarmente attività sportiva”

    Cresce la pratica sportiva in Emilia-Romagna: il 73,2% della popolazione attiva fa regolarmente sport o attività fisica. La crescita c’è stata anche nel periodo della pandemia, secondo quanto riscontrato da un’indagine che ha coinvolto cento società sportive, 4mila studenti e un migliaio di persone intervistate telefonicamente. Si è però registrato un calo dei tesserati delle società sportive, poiché negli anni del Covid molte persone si sono approcciate allo sport in modo più libero. In Emilia-Romagna ci sono oltre 10mila società attive, una per ogni 400 abitanti, oltre 6mila impianti e più di 17mila spazi di attività. Il 20% degli impianti è scolastico mentre l’85% è privo di barriere architettoniche. Il 35% delle strutture ha più di 30 anni ma negli anni sono stati fatti investimenti significativi per adeguarli. Il 39% dei cittadini emiliano romagnoli pratica sport almeno una volta a settimana, il 29% almeno 2-3 volte a settimana.
    Partendo da questi dati, presentati in commissione Cultura e sport presieduta da Stefania Bondavalli, verrà definito il Piano triennale dello sport per il triennio 2024-2026. A fare il punto è stato il capo della segreteria politica della giunta Giammaria Manghi che ha sottolineato come “il tema degli inattivi sia da approfondire perché è correlato allo stato di salute delle nostre comunità”. Manghi ha quindi ricordato “la sinergia con le società sportive, che sono il tessuto dei nostri territori, e la collaborazione con le scuole. Temi portanti, verso cui indirizzare il nuovo Piano nel prossimo triennio, saranno quelli della pratica sportiva anche nelle scuole dell’infanzia, dall’età di 5 anni, sul tema dell’inclusività e delle pari opportunità. Altro obiettivo, sostenere i comuni alluvionati nella ricostruzione, il prima possibile, di tutta l’impiantistica sportiva danneggiata. A gennaio contiamo di far arrivare in Aula il testo definitivo”. “Cruciale -ha concluso Manghi- sarà la riforma dello sport che prevede nuove forme giuridiche degli enti sportivi, sgravi fiscali per determinate tipologie di attività e l’introduzione del Registro delle attività sportive”.
    L’illustrazione ha aperto il dibattito fra i consiglieri.
    Francesca Maletti (Partito democratico) ha sottolineato “l’importanza di fare sport rispetto al tema di prevenzione, benessere e salute. Per quanto riguarda gli impianti è importante un monitoraggio di quelli più datati, che hanno bisogno di soluzioni energetiche innovative ma soprattutto di migliore fruibilità. L’85% delle strutture sportive senza barriere architettoniche è comunque un risultato buono”.
    Maura Catellani (Lega) ha rimarcato come “le società piccole riempiono i nostri territori e sono l’humus per le nostre comunità. Sarà interessante vedere come si intreccerà il Piano con la riforma nazionale dello sport. Corretto collegare il tema dello sport con quello della disabilità”.
    Valentina Stragliati (Lega) ha fatto “un plauso a questa proposta che poi analizzeremo in maniera dettagliata col materiale a disposizione. È un contenitore ampio. I giovani dovrebbero essere più stimolati alla pratica sportiva perché lo sport è salute e prevenzione di tante patologie”.
    (Lucia Paci)

    Scuola giovani e cultura

    7 Dicembre 2023 LEGGI TUTTO

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    Un milione per alloggi a donne vittime di violenza

    Un milione di euro per recuperare alloggi per le donne vittime di violenza. Diritto allo studio, parità di genere, progetti di partecipazione, politiche attive per il lavoro. Due borse di dottorato in memoria di Marco Biagi, il giuslavorista assassinato dalle Brigate Rosse, e di Guido Fanti, primo presidente della Regione.
    Le commissioni Cultura (presieduta dalla vicepresidente Stefania Bondavalli), Parità (presieduta da Federico Alessandro Amico) e Statuto (presieduta dal vicepresidente Luca Cuoghi) hanno discusso le voci di loro competenza del Bilancio 2024, la manovra economico-finanziaria da 14 miliardi proposta dalla giunta.
    Tra i capitoli del bilancio spiccano il diritto allo studio universitario, con la copertura del 100% delle borse di studio su cui sono previsti 37 milioni di euro, tra bilancio regionale e Fondo Sociale Europeo. A questi si aggiungono 15,3 milioni di euro per il diritto allo studio scolastico.
    “Questa Nadef si inserisce in un quadro segnato dalla fine della ripresa e dal contesto di due guerre internazionali (Ucraina e Medio Oriente, ndr), l’Emilia-Romagna cresce più della media italiana anche se saremo sotto l’1%, c’è un problema italiano di calo dei consumi privati e siamo preoccupati per le tante dimissioni di donne dal lavoro: operiamo in un quadro dove la finanza pubblica è caratterizzata dalla scelte accentratrici del governo e dalla richiesta di rivedere le scelte su oltre 600 milioni del Pnrr senza sapere però cosa il governo vuole cambiare: è una confusione che non aiuta”, spiega la relatrice di maggioranza alla Nadef (la Nota di aggiornamento del Documento di programmazione economica, ndr) Palma Costi (Pd), mentre la relatrice di minoranza Maura Catellani (Lega) sottolinea come “è una Nota di aggiornamento più povera che in passato, un libro dei sogni dove si parla sempre delle stesse cose negli stessi termini come se non ci fossero dei problemi, a partire dall’industria. Comunque c’è la conferma che sull’agricoltura dipendiamo dall’Unione europea”.
    “Questa manovra pensa a cittadini, imprese e territorio: ci sono voci di bilancio importanti come le risorse per il diritto allo studio e il lavoro: questo nonostante il governo abbia imposto alle Regioni l’obbligo di trasferire 45 milioni di euro allo Stato per il contenimento del debito pubblico. Tra le voci più importante c’è quello a sostegno delle donne vittime di violenza: vogliamo recuperare abitazioni per le donne che si allontano da situazioni di violenza, su questo investiamo un milione di euro”, ricorda il relatore di maggioranza al Bilancio Luca Sabattini (Pd), mentre quello di minoranza Stefano Bargi (Lega) sottolinea come “mancano scelte strutturali, a fronte dei tanti problemi che ci sono servirebbe un cambio di passo che non c’è: si prosegue su un modello consolidato ignorando la realtà in cui viviamo. Faccio un esempio: sul tema natalità si prosegue a fare politiche assistenziali invece che strutturali. Faccio presente che le iniziative per il recupero di alloggi per donne vittime di violenza è frutto di una nostra proposta”.
    “Condivido quanto detto dal collega relatore di maggioranza Sabattini, ricordo che non si tratta di ideologizzare le politiche di genere, ma di portare avanti le scelte fatte dalla Regione”, spiega Roberta Mori (Pd).
    (Luca Molinari)

    Scuola giovani e cultura

    7 Dicembre 2023 LEGGI TUTTO

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    Respinta proposta Lega per rimborso bollo se si vende o si rottama l’auto

    È stato respinto il progetto di legge della Lega finalizzato al rimborso della tassa automobilistica “per perdita di possesso del veicolo dovuto a furto, rottamazione o esportazione all’estero”. Il progetto di legge è stato presentato da Stefano Bargi e sottoscritto dall’intero gruppo del Carroccio: Simone Pelloni, Maura Catellani, Massimiliano Pompignoli, Valentina Stragliati, Fabio Rainieri, Matteo Montevecchi, Fabio Bergamini, Gabriele Delmonte, Emiliano Occhi, Daniele Marchetti, Michele Facci, Matteo Rancan e Andrea Liverani. La proposta è stata votata in commissione Bilancio, presieduta da Massimiliano Pompignoli.
    “Il volume non è piccolo, circa 70-80mila mezzi l’anno – aveva ricordato Bargi – e la proposta mira a rimborsare solo i mesi mancanti. Inoltre, il rimborso è a domanda del cittadino. Ho voluto porre una questione di principio. La Regione si appropria di risorse non sue. Se non posso più usare il mezzo non devo versare il corrispettivo”.
    Il consigliere Luca Sabattini (Partito democratico) aveva sottolineato che il principio era condivisibile, ma si sarebbe dovuto creare un fondo per i rimborsi. Una stima prevede un costo di diversi milioni di euro “e non ci sentiamo di mettere questa cifra fra le priorità di bilancio”.
    Bargi, relatore del provvedimento, aveva ricordato che i residenti in Piemonte, Lombardia, Veneto e nella Province autonome di Trento e di Bolzano “possono da tempo godere di una piccola ma significativa agevolazione: chi paga la tassa automobilistica e nei 12 mesi seguenti decide di demolire la vettura può chiedere il rimborso del bollo auto per la rottamazione del veicolo”.
    L’importo del rimborso, si legge nella proposta di legge, “è calcolato in proporzione al numero di mesi interi successivi a quello in cui si è verificato l’evento: ad esempio, se il bollo è stato pagato a gennaio con scadenza a dicembre dello stesso anno, e l’auto viene rottamata a marzo, il rimborso deve essere riconosciuto per tutto il periodo che va da aprile a dicembre, ossia per nove mesi”. Bargi sottolinea come la legge regionale 21 del 2012, all’articolo 5 “sancisca solo genericamente che la giunta regionale può sospendere o differire il termine per l’adempimento degli obblighi tributari a favore dei contribuenti interessati da eventi eccezionali e imprevedibili”, senza prevedere il rimborso o la cancellazione del tributo in un caso di distruzione del veicolo per evento eccezionale e imprevedibile non imputabile al proprietario dell’automobile, come quello verificatosi nei territori dell’Emilia-Romagna colpiti dall’alluvione nel maggio 2023″.
    (Gianfranco Salvatori)

    Ambiente e territorio

    6 Dicembre 2023 LEGGI TUTTO

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    L’Europa in Emilia-Romagna: è online la nuova piattaforma

    La nuova piattaforma “L’Europa in Emilia-Romagna” è online. Si tratta di uno spazio in cui una rete di enti e associazioni del territorio possono mettere a sistema informazioni e professionalità ed entrare in relazione con cittadini, enti locali e imprese per fare conoscere l’Unione europea e le sue opportunità. Un luogo aperto alle relazioni istituzionali e sociali dove trovare informazioni e approfondimenti sui temi europei, dalle politiche ai programmi, dai progetti alle occasioni di partecipazione.
    La presentazione ufficiale della piattaforma (all’indirizzo: https://europa.regione.emilia-romagna.it/), realizzata da Assemblea legislativa, Centro Europe Direct Emilia-Romagna, con il supporto di ART-ER, si è svolta in Comune a Bologna, alla presenza di Anna Lisa Boni, assessora ai fondi europei e relazioni internazionali del Comune di Bologna, Roberto Righetti, Direttore Generale ART-ER, Alessandro Giordani, Capo Unità Reti negli Stati membri-Direttore Generale Commissione Europea.
    Per Lia Montalti, consigliera regionale con delega ai rapporti con le istituzioni europee, “la Regione Emilia-Romagna è fortemente convinta che per concretizzare e realizzare la cittadinanza europea si debba essere istituzioni attive e partecipi nella relazione con Bruxelles. È il senso del percorso che, come Assemblea legislativa, abbiamo promosso e stiamo portando avanti per cercare di coinvolgere in misura crescente i territori e i cittadini nelle politiche europee e di avvicinare agli emiliano-romagnoli le opportunità che l’Unione Europea mette in campo. La piattaforma che oggi presentiamo ne è testimonianza concreta”.
    “L’obiettivo – spiega Elisabetta Lucertini, responsabile del centro Europe direct dell’Emilia-Romagna – è tenere informati sempre i cittadini, offrire informazione e formazione e dare la possibilità di partecipazione al processo decisionale sia regionale che europeo. Si tratta di un processo che resterà working in progress, perché la piattaforma sarà calibrata sulle esigenze del territorio e dei membri della rete e e potrà essere implementata con nuovi argomenti. Lo scopo principale è quello di far conoscere l’Unione Europea e allargare la base informativa verso tutti i cittadini”.
    “La piattaforma – sottolinea Leonardo Draghetti, direttore generale dell’Assemblea legislativa – è uno strumento utile per tutta la comunità regionale. Non solo consente di fornire servizi di informazione, comunicazione, formazione e partecipazione, ma consente a enti e persone che già lavorano su questi temi di conoscersi e lavorare insieme. Grazie alla piattaforma, quindi, è possibile superare la frammentazione informativa e offrire un unico luogo virtuale in cui cittadini, studenti, istituzioni, imprese e associazioni possono trovare risposta alle proprie esigenze informative e formative e avere contezza delle diverse forme di partecipazione e coinvolgimento nella definizione delle politiche pubbliche”.
    Il link della piattaforma: https://europa.regione.emilia-romagna.it/
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    Assemblea

    6 Dicembre 2023 LEGGI TUTTO

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    Regione: la commissione Bilancio discute la manovra finanziaria da 14 miliardi

    Tasse ferme, conferma delle esenzioni dai ticket prima visita per le famiglie numerose, inserimento dei senza fissa dimora nel Servizio sanitario regionale, provvedimenti per favorire l’uso dei mezzi pubblici per studenti e pendolari prevendo risorse per non far pagare a molti di loro il biglietto nel tragitto casa/scuola e casa/lavoro. Fondi per imprese, cura del territorio, diritto allo studio, agricoltura, lavoro e cultura.
    La commissione Bilancio presieduta da Massimiliano Pompignoli ha discusso il pacchetto Bilancio 2024, la manovra economico-finanziaria da 14 miliardi proposta dalla giunta.
    Federico Alessandro Amico (ER Coraggiosa) ha invitato a emendare la Nadef valorizzando ancora più l’economia sociale, soprattutto per quanto riguarda le attività legate all’innovazione sociale e ai fondi europei.
    Stefano Bargi (Lega), relatore di minoranza della manovra di bilancio, ha chiesto interventi più radicali sul tema sicurezza e in particolare contro le baby gang sottolineando come “la prevenzione vada bene, ma riguarda le generazioni future, ma per le attuali baby gang serve la repressione”, mentre la relatrice di minoranza sulla Nadef (la Nota di aggiornamento al Documento di programmazione economica) Maura Catellani (Lega) ha replicato sul tema “prelievo di 45 milioni di euro”: “Ricordo che contributi del genere sono stati chiesti anche negli anni passati dai governi precedenti a quello attuale, citando anche un parere della Corte dei Conti che ammette questo tipo di contributo”. Sulla stessa linea Pompignoli che ha ricordato come “negli anni passati, pur a fronte di medesime richieste dei governi sostenuti da Pd e Movimento 5 Stelle e a tagli statali al Fondo nazionale per la sanità, il centrosinistra non ha fatto le alzate di scudi che fa ora. Vorrei capire il perché ora si urli allo scandalo. Oggi possiamo vedere se ci sono spese ingiustificate per reperire nuove risorse”. Pompignoli ha anche chiesto chiarezza sulle nuove norme in materia di Unioni di Comuni e ambiti territoriali.
    “La richiesta del governo alla Regione di contribuire al contenimento del debito pubblico è un taglio, su questo bisogna essere chiari: si parla tanto di federalismo, eppure questo governo colpisce l’autonomia regionale”, spiega il relatore di maggioranza sul Bilancio Luca Sabattini (Pd) che difende l’intero impianto della manovra: “La Regione ha deciso misure per garantire il bus gratis ad alcune categorie di utenti, una di queste misure cosa 40 milioni: meno di quanto il governo ci chiede per il debito pubblico. A Bargi dico: la sicurezza è compito del livello statale”.
    La relatrice di maggioranza sulla Nadef Palma Costi (Pd) sottolinea come “le scelte di Bilancio del governo preoccupano perché si inseriscono su una via iniziata nel 2010 quando furono cancellati i trasferimenti alle Regioni previsti dalle cosiddette leggi Bassanini che per l’Emilia-Romagna valevano 70 milioni di euro, siamo preoccupati soprattutto per la sanità e per il fatto che il governo sta dando delle risorse in deroga al Fondo sanitario statale a delle Regioni i cui cittadini vengono però a curarsi in Emilia-Romagna”.
    “Sono arrabbiato perché il giorno prima dell’approvazione della Finanziaria il governo aveva chiesto alle Regioni un accordo sui seguenti tre punti: 3 miliardi per la sanità, 400 milioni per le aziende del trasporto pubblico per compensare spese Covid e inflazione e 50 milioni per le Regioni per gli emotrasfusi. Come Emilia-Romagna abbiamo detto: se tutte le Regioni ci stanno, ci stiamo anche noi e così le Regioni hanno sottoscritto l’accordo con il governo. Quando, però, è uscita la Finanziaria, nel testo c’era scritto che le Regioni dovevano contribuire al contenimento della finanza pubblica: è stata una presa in giro, ce lo potevano chiedere come ce lo hanno chiesto i governi precedenti, invece Meloni ha fatto tutto senza dircelo”, spiega l’assessore al Bilancio Paolo Calvano per il quale “è questo lavorare alle spalle delle Regioni che ci ha fatto arrabbiare, che ha fatto arrabbiare tutte le Regioni come ha detto in audizione in Parlamento il vicepresidente della Regione Lombardia che è un caro collega, ma non certo un comunista (si tratta di Marco Alparone, a lungo esponente di Fi e ora di Fdi, ndr) e che ha parlato di scelta del governo fatta senza accordo con la Regione spiegato come il contributo chiesto dalla Regione sia un problema perché si somma ad altre scelte del governo che riguardano le Regioni e hanno effetti negativi sulla vita dei cittadini”. Calvano ha spiegato che “il governo ha dato 40 milioni per la sanità del Molise: se in proporzione a noi quanto avrebbero dovuto dare? Poi è stato dato un contributo al Lazio….. Perché quello che si è potuto fare per alcune Regioni non è stato possibile per l’Emilia-Romagna?”.
    (Luca Molinari)

    Governo locale e legalità

    6 Dicembre 2023 LEGGI TUTTO

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    Evangelisti (Fdi): criticità nel percorso di presa in carico disabili al pronto soccorso

    “Il percorso DAMA è attivo in tutte le aziende sanitarie della regione, compresi i pronto soccorso?”.
    La richiesta, con un’interrogazione rivolta alla giunta regionale, arriva da Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia).
    DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance) è un percorso di accoglienza medica avanzata per le persone con disabilità grave: l’azienda sanitaria assicura una continuità assistenziale a questi pazienti in prossimità del domicilio, mentre rispetto agli accessi al pronto soccorso viene attribuito al disabile un codice prioritario.
    La consigliera menziona, nell’atto, la vicenda di una persona disabile entrata al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna: “In questo caso il percorso DAMA non pare sia stato attivato, questa persona, che era caduta sbattendo la testa, ha atteso quattro ore prima di essere visitata”.
    “Viene quindi da chiedersi – rimarca Evangelisti – se ci siano problemi nell’applicare questo percorso”.
    La consigliera, in particolare, vuole sapere dall’esecutivo regionale “quali iniziative si intendano adottare per superare eventuali criticità e, più in generale, per migliorare l’accessibilità al percorso DAMA”.
    (Cristian Casali)

    Sanità e welfare

    6 Dicembre 2023 LEGGI TUTTO

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    Pd: chiarire l’attuazione dei progetti di mobilità lenta nel Delta del Po

    Definire lo stato di attuazione del piano di investimenti strategici sulle aree ricomprese nel parco del Delta del Po.
    A chiederlo, nell’odierna sessione di lavoro della commissione territorio, ambiente e mobilità presieduta da Stefano Caliandro, sono i consiglieri Pd Marco Fabbri (primo firmatario) e Marcella Zappaterra i quali sollecitano i dettagli del piano da 55 milioni del governo nazionale nell’ambito degli investimenti complementari al PNRR per migliorare l’attrattività turistica favorendo lo sviluppo delle aree del parco del Delta del Po attraverso il potenziamento del sistema di mobilità lenta.
    “Per l’attuazione di questi progetti, presentati da Regione Emilia-Romagna e Regione Veneto -spiegano ancora i consiglieri-, concorrono anche, oltre ai due enti parco, i nove comuni delle aree di parco emiliano-romagnola. Diversi comuni hanno già concluso le relative progettazioni e alcuni di questi hanno già avviato le gare; altri, al contrario, non hanno ancora avviato le procedure”.
    Stante la situazione descritta, gli interroganti chiedono alla giunta regionale “se il cronoprogramma approvato dal governo risulti essere rispettato e coerente con quello finanziato dal PNRR e di conoscere eventuali revoche o riprogrammazioni degli interventi approvati”.
    Rispondendo ai quesiti posti, l’assessore a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio Andrea Corsini ha confermato la complessità dei passaggi procedurali richiesti dal progetto ministeriale e ha anche confermato come il soggetto attuatore generale nei confronti del ministero sia la Regione Emilia-Romagna.
    “Nonostante l’alluvione dello scorso maggio e altri eventi emergenziali che hanno reso più difficoltoso per i comuni attuatori rispettare il cronoprogramma molto stringente richiesto dal ministero -ha continuato Corsini- confermo che tutti e 31 i progetti presentati procedono con regolarità e 7 di questi hanno già visto la consegna dei lavori a fronte di piccoli slittamenti che potranno verificarsi alla data del prossimo 31 marzo”.
    Marco Fabbri, nonostante “la stratificazione degli enti attuatori richiesti dal progetto, che è fonte di preoccupazione”, si è detto  soddisfatto delle risposte ottenute e del ruolo di supporto fornito dalla Regione.
    (Luca Boccaletti)

    Ambiente e territorio

    6 Dicembre 2023 LEGGI TUTTO

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    Bargi (Lega): a Modena pochi gli autisti di bus, la giunta deve intervenire

    “Carenze di organico per il trasporto modenese, la giunta regionale deve intervenire”.
    È Stefano Bargi (Lega), con un’interrogazione rivolta all’esecutivo regionale, a intervenire sul problema della carenza di autisti della società Seta nel modenese.
    “Nella sola città di Modena nei giorni scorsi sono saltate 103 corse delle linee urbane per le carenze del personale di guida”, spiega il consigliere. Rileva poi: “Evidentemente, come denunciato da più parti, le attuali condizioni contrattuali non garantiscono più fra gli autisti di autobus il ricambio necessario a salvaguardare le ordinarie prestazioni del trasporto pubblico”.
    Bargi sollecita poi chiarimenti sul progetto di holding regionale del trasporto pubblico (a partire dal piano industriale), con il coinvolgimento della maggior parte delle aziende del settore. Vuole anche sapere i contenuti dell’incontro dello scorso 29 novembre fra assessorato regionale, aziende del trasporto pubblico e sindacati.
    Il leghista rileva, infatti, che “a questo incontro l’assessore regionale Corsini avrebbe comunicato, illustrando il progetto, che il nuovo soggetto pubblico avrà imponenti capacità patrimoniali, finanziarie e amministrative”.
    Per questo Stefano Bargi chiede alla giunta “se siano previste nuove risorse per contrastare il problema della carenza di organico nel modenese, uniformando il trattamento stipendiale degli autisti nei vari territori della regione”.
    (Cristian Casali)

    Infrastrutture e trasporti

    6 Dicembre 2023 LEGGI TUTTO