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    Agguati di San Giorgio: è caccia al killer solitario sullo scooter

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    Napoli, minorenni feriti a colpi di pistola: la versione rapina non convince

    🔊 Ascolta la notizia

    Le immagini delle telecamere pubbliche e private della zona del borgo Vergini nel cuore del rione Sanità dovranno chiarire la dinamica ma soprattutto il posto dove l’altra notte è avvenuto il ferimento die due minorenni.
    R.M, 14enne e N.M, che di anni ne ha 15 ed è figlio di un noto esponente del clan Contini, entrambi residenti nella zona delle Case Nuove hanno raccontato di essere stati avvicinati per da qualcuno che voleva rapinarli e, poi, a un loro tentativo di reazione, di essere stati feriti a colpi di pistola. Si sono presentati nell’ospedale Pellegrini di Napoli per farsi medicare le ferite d’arma da fuoco alle gambe. I medici hanno avvisato i carabinieri della compagnia Stella che ora conducono le indagini. Le ferite sono state ritenute guaribili in 15 e 12 giorni. Ai militari i due ragazzi hanno raccontato di essere stati vittime di un tentativo di rapina nella zona Vergini. La loro versione, pur se non del tutto esclusa, non e’ la sola pista d’inchiesta possibile. Uno dei due ragazzi feriti e’ figlio di un uomo di spicco del gruppo legato al boss Nicola Rullo detto o’ nfamone esponente di spicco del clan Contini. L’altro e’ il parente di un pregiudicato della stessa area geografica.
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    I carabinieri non hanno trovato ne bossoli ne tracce ematiche sul presunto luogo della sparataoria indicato dai due giovani. Appare evidente che la sparatoria è avvenuta altrove e a questo puto  non si crede neanche alle versione della mancata rapina. Gli investigatori ora stanno cercando di capire cosa ci facessero in strada all’ora del coprifuoco i due minorenni che hanno riferito di voler “prendere aria” ma che comunque sono stati sanzionati per violazione delle norme anti contagio.
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    Napoli, uomo ucciso a coltellate a San Giovanni a Teduccio

    🔊 Ascolta la notizia

    Un uomo è stato ucciso a coltellate in strada a Napoli.
    Il fatto è avvenuto in via Stefano Barbato, nel quartiere San Giovanni a Teduccio, periferia orientale della città. Sul posto è presente la Polizia di Stato. E’ il secondo episodio di saniue che si verifica  a Napoli nelle ultime 24 dopo la sparatoria che nella zona del borgo Vergini ha visto che bersagli due giovanissimi.
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    Sull’episodio di San Giovanni a Teduccio la polizia sta  cercando di ricostruire l’accaduto facendo una serie di perquisizioni e parlando con i familiari della vittima per stabilire i motivi dell’omicidio. Indagini in corso da parte del commissariato San Giovanni-Barra. LEGGI TUTTO

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    La droga arrivava da Napoli a Benevento sulle auto a noleggio

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    Ordinavano la droga a Napoli via telefono ai gruppi del Vasto e delle Case Nuove. Lo stupefacente arrivava a Benevento su auto a noleggio attraverso giovani corrieri tra cui anche alcune donne.
    Dal 2017 a oggi un gruppo di pusher ha organizzato le piazze di spaccio tra Napoli e Benevento, con una gerarchia precisa e un giro d’affari notevole, che derivava dalla vendita di cocaina, hashish, marijuana e crack. Sono 24 gli indagati, di cui 14 destinatari di misure restrittive emesse dal gip di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Le misure cautelari sono state eseguite dalla guardia di Finanza del comando provinciale di Benevento che ha indagato per mesi sulle attivita’ del gruppo che faceva capo a Giuseppe Martucci, 29 anni, di Napoli.
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    Per gli spostamenti, gli indagati utilizzavano spesso auto a noleggio e la vendita delle dosi avveniva quasi sempre dopo una prenotazione telefonica. Con lui sono finiti in manette Anna Maria Calabrese, 52 anni, Carmine Ianniello, 30 anni, Angelo La Montagna, 27 anni, Grazia Lepore, 45 anni, Daniele Pizzone, 27 anni, Graziano Somma, 31 anni, Giuseppe Tassella, 37 anni, Matteo Ventura, 26 anni, tutti di Benevento, e Ciro Emanuele Del Giudice, 30 anni, Giuseppe Martucci, 29 anni, Davide Sivero, 29 anni, Marco Sivero, 26 anni, Antonella Vitelli, 36 anni, tutti di Napoli e Domenico Vizioli, 45 anni di Caivano. Per Luigi Badioli, Antonio Zenca, 42 anni, Pasquale Tassella, 29 anni, di Benevento, Aldo Pugliese, 29 anni, di Ceppaloni. Per un 30enne di Napoli e’ stato disposto l’obbligo di dimora.
    Secondo gli inquirenti, gli indagati avevano costituito due gruppi distinti, che operavano a Napoli e Benevento e il gruppo coordinato da Pizzone avrebbe mantenuto i rapporti con Napoli per gli approvvigionamenti di sostanze stupefacenti.
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    Napoli, ‘Ci hanno rapinato’: minorenni feriti a colpi di pistola ai Vergini

    🔊 Ascolta la notizia

    Due minorenni, di 14 e 15 anni, sono stati feriti alle gambe da colpi di arma da fuoco la scorsa notte nella zona dei Vergini.
    Nessuno dei due è in pericolo di vita, le loro ferite sono state ritenute guaribili rispettivamente in 15 e 12 giorni.Ai Carabinieri della compagnia Napoli Stella, intervenuti intorno all’una all’ospedale Vecchio Pellegrini dopo essere stati allertati dal personale medico, i due giovani hanno raccontato di essere stati vittime di un tentativo di rapina nella zona del borgo Vergini del Rione Sanità.
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    I militari hanno avviato indagini per ricostruire la dinamica dell’evento. hanno effettuato sopralluoghi sul posto indicato dai due feriti alla ricerche di eventuali tracce ematiche e hanno sentite le persone del posto per capire se sono stati uditi spari. La versione dei due è al vaglio degli investigatori. I due ragazzi intanto saranno denunciati per violazione delle norme anti covid perché si trovano in strada senza giustificato motivo all’ora del coprifuoco. LEGGI TUTTO

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    Costruzione dell’Ospedale del Mare: tutti assolti dopo 11 anni

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    Costruzione dell’Ospedale del Mare a Napoli la IV sezione penale del Tribunale di Napoli ha assolto perche’ il fatto non sussiste tutti gli imputati dopo undici anni di processo.
    Erano tutti accusati di falso e truffa ai danni dell’Asl Napoli 1 Centro. L’assoluzione giunge dopo la prescrizione dei reati contestati. Nel 2010, l’allora sostituto procuratore di Napoli, Giancarlo Novelli, ottenne il rinvio a giudizio, tra gli altri, per Matteo Gregorini, direttore dei lavori; Claudio Ragosta e Lorenzo Catapano, responsabili del procedimento e dirigenti pro tempore del servizio tecnico dell’Asl; Giovanni Di Minno, ex direttore generali dell’Asl; Nicola Silvestri e Remigio Prudente, ex direttori sanitari; Luigi Patrone ex direttore amministrativo.
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    Per la procura avevano commesso irregolarita’ a vario titolo sulla progettazione, procurandosi vantaggi economici a spese delle casse dello Stato.  Nel processo figuravano anche l’ex direttore generale Mario Tursi (nel frattempo deceduto) e  Pasquale Corcione (anch’egli nel frattempo deceduto), ex direttore amministrativo. LEGGI TUTTO